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Dalle aule di giustizia e parlamentari a quelle scolastiche

Raccontare la storia di Mani Pulite agli studenti forse può essere utile per far capire loro che il futuro è nelle loro mani. E’ per questa ragione che ho deciso di dedicare parte del mio tempo a raccontare nelle aule scolastiche (dopo averlo fatto nelle aule di giustizie ed in quelle parlamentari) le vicissitudini che il nostro paese ha dovuto passare in questi ultimi 30 anni.

Ho cominciato l’altro giorno incontrando gli studenti dell’istituto omnicomprensivo di Ladispoli e proseguirò lunedì 20 gennaio confrontandomi, al mattino, con gli studenti del Liceo Attilio Bertolucci di Parma ed il pomeriggio con studenti di vari Istituti alla Facoltà di Giurisprudenza  dell’Università di Parma.

Per intanto ringrazio il Preside dell’Istituto “Corrado Melone” di Ladispoli per aver promosso una tale iniziativa e per le belle parole che mi ha voluto pubblicamente rivolgere con un articolo sulla stampa locale “BaraondaNews” al cui link rinvio per chi vuole avere la voglia di leggerlo.

Sarà mia cura tenere informati coloro che hanno ancora la pazienza di dialogare con me sugli altri incontri scolastici che seguiranno. Anzi, se qualcuno ha da proporre qualche ulteriore incontro di qualità nel proprio territorio, me lo faccia sapere che combiniamo.

Ciao e buona giornata

Antonio Di Pietro

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Oggi è una bella giornata…

Oggi è una bella giornata: il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha rassegnato le dimissioni e chi, come me, non ha condiviso affatto certe sue decisioni lo vede come un gesto di liberazione per il Paese. Sì lo so, siamo in pochi ad esprimerci in tal modo mentre il sistema di informazione ufficiale, quello dei partiti indottrinati e quello dei poteri forti che hanno sempre condiviso le scelte da lui fatte e stimolato le decisioni da lui prese (anche se contrarie allo spirito della Costituzione, pur rispettose dell’aspetto formale) lo stanno esaltando a dismisura e con una retorica ipocrita e falsa. Le ragioni della mia contrarietà al modo con cui Giorgio Napolitano ha gestito il suo mandato sono semplici e chiare e risiedono tutte nelle “forzature” costituzionali (non mi spingo oltre per non essere accusato di oltraggio) da lui poste in essere ed in particolare:

  • A novembre del 2011, a seguito delle dimissioni di Silvio Berlusconi da Presidente del Consiglio e della conseguente caduta del suo Governo, il Presidente della Repubblica aveva il dovere di sciogliere le Camere e ridare ai cittadini la possibilità di eleggere una nuova maggioranza parlamentare, che a sua volta avrebbe potuto/dovuto eleggere un nuovo Governo sulla base dei risultati elettorali. Invece ha fatto da garante dapprima all’inconcludente Governo Monti (non senza prima aver regalato a costui lo scranno di senatore a vita, quasi fosse un obbligo). Un Governo sostenuto da una finta maggioranza, in cui furono messi insieme “pezzi” di partiti eletti con la coalizione di centrodestra e pezzi di partiti eletti con quella di centrosinistra, alla faccia del rispetto del mandato parlamentare che ciascun eletto aveva con i propri elettori. Allo stesso modo “Re Giorgio” (come lo chiama Travaglio) si è comportato in occasione delle successive crisi parlamentari intervenute in questa legislatura, facendosi ulteriormente garante sia del Governo Letta (nell’aprile 2013) che del Governo Renzi (nel febbraio 2014). Insomma, siccome nessuno di questi tre Governi è nato a seguito di democratiche decisioni prese dai cittadini (che peraltro non avrebbero mai avallato una coalizione in cui si mettevano insieme destra e sinistra, come se fossero cani e gatti
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Una riflessione sul presente, uno sguardo al futuro

Nel 1992, nella veste di magistrato, fu la star indiscussa di una stagione politica che con Tangentopoli segnò la fine della seconda Repubblica. Antonio Di Pietro è stato politico, parlamentare, ministro del governo Prodi e leader del suo partito immagine: l’Italia dei valori. Attualmente è un semplice cittadino, testimone di un passato importante. Nella sua casa romana accoglie in esclusiva Visto, raccontando delle differenze tra la politica del malaffare del 1992 e quella di oggi dell’inchiesta di Mafia Capitale. Dei politici dice: “La specie animale più avida è quella umana, gli animali dopo aver mangiato si saziano, gli uomini no, mai”. E a Visto confida la sua prossima candidatura a sindaco di Milano nel 2016. Quali differenze ci sono tra il 1992 con Tangentopoli e l’inchiesta di Mafia Capitale di oggi? Nel 1992 la situazione era tale per cui i sistemi su cui si regge una democrazia erano messi a rischio da un accordo avvenuto tra il sistema delle imprese ed il sistema della politica, per cui vi era un voto di scambio: da una parte denaro, dall’altra parte favoreggiamento negli affari, nelle gare e nelle forniture. Questo fenomeno era presente a destra e a sinistra. La differenza è che oggi a Roma c’è il braccio violento dell’azione criminale: cioè, se non rispetti un certo tipo di regole, intervengono i delinquenti stessi che te le impongono. In questi giorni mi meravigliano le dichiarazioni dei politici, soprattutto di sinistra, che sembra abbiano scoperto ora la corruzione delle cooperative rosse. Nell’inchiesta Mani Pulite io l’avevo già denunciata”. Raffaele Cantone, il magistrato anticorruzione nazionale, ha dichiarato di recente che la corruzione in politica non viene più arginata proprio dal 1992. Che cosa ne pensa? “Cantone è la prova vivente dell’ipocrisia della politica. Lui sta all’ufficio che ricopre come il chirurgo sta alla sala operatoria senza strumenti diagnostici e senza ferri. Mi auguro che Cantone faccia sentire la sua voce in modo più concreto, oppure è meglio che taccia. In questi 20 anni il sistema politico ed economico, invece di prendere atto della corruzione che aveva permeato l’economia e la democrazia liberale, ha operato in modo da non ... Leggi tutto ...

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Coraggio, rimettiamoci in cammino!

Le feste sono finite e dobbiamo tornare a rimboccarci le maniche. Già, facile a dirsi, ma da dove cominciamo? Con tutto il casino che sta succedendo nel mondo ed anche nella nostra "piccola" Italia, che ruolo possiamo mai avere noi poveri cittadini disillusi, disuniti e sparsi qua e là alla mercè del politico di turno che promette ogni giorno la luna nel pozzo ed ogni notte cambia pozzo per non farci vedere mai il sole di una nuova stagione di serenità, sicurezza e benessere? Possiamo fare poco o nulla, diciamoci la verità, senza peli sulla lingua e senza falsi ottimismi. Non possiamo, però, nemmeno rimanere con le mani in mano, aspettando che il mondo ci crolli addosso. E' quindi giusto e doveroso che ognuno di noi misuri - con realismo e senza facili trionfalismi - le proprie reali capacità di contribuire a (ri)costruire un "sistema-paese" degno di questo nome. Più in concreto, ognuno di noi ha, ora più che mai, il dovere di dare la propria disponibilità - secondo le proprie competenze specifiche e tenendo conto realisticamente degli spazi di agibilità politica disponibili - alla gestione ed al controllo della cosa pubblica per fare in modo che si possa ritornare a quello "stato di diritto" e "paese democratico" che era lo spirito originario della nostra Costituzione. E' in tale ottica, perciò, che - nel ribadire che non ritengo ci siano per me le condizioni per promuovere ulteriori partiti o formazioni politiche improvvisate - intendo comunque rispondere alla "chiamata", proponendo la mia candidatura a Sindaco della città di Milano (le cui elezioni si terranno nel 2016) e ciò in quanto - pur non conoscendo bene il dialetto milanese - credo di ben conoscere la realtà milanese. E', infatti, dal 1973 (e quindi da oltre 40 anni) che mi sto impegnando per essa, in vari ruoli istituzionali. Proprio oggi, sul Corriere della Sera ho rilanciato tale mia proposta di candidatura, con una intervista programmatica che Vi invito a leggere ed in cui ribadisco che la mia proposta di candidatura non è contro qualcuno ma per fare qualcosa di più e di meglio di quanto fatto finora (il caso ... Leggi tutto ...

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Buon Natale

Sì, Buon Natale a tutti Voi, amici miei. A voi, che anche quest’anno avete avuto la pazienza di leggere i miei post, di seguire il mio blog e soprattutto di confrontarvi e interloquire con me sulle varie vicissitudini della politica italiana ed anche sulle tante incomprensioni che si sono create con il partito che ho avuto l’onore di fondare (IDV) e che hanno portato alla mia dolorosa fuoriuscita da esso (con tutto il rispetto e gli auguri che voglio sinceramente fare anche a chi ci è rimasto). Ripeto: è tempo di auguri ed io non voglio sottrarmi a questo rito propiziatorio, perché esso è - all’un tempo - sia un momento per ritrovarci con le persone che ci stanno più a cuore, sia un anelito di speranza per un futuro migliore. A mio avviso, deve essere però, anche l’occasione per tracciare – da soli e nel nostro intimo - un rendiconto di ciò che ciascuno di noi ha fatto per meritarsi la fiducia ed il rispetto degli altri e per potersi guardare orgogliosamente allo specchio senza dover arrossire per la vergogna. Dico innanzitutto a te, caro Matteo: anche tu la fiducia dei cittadini te la devi meritare e non te la devi, invece, comprare (come stai spudoratamente facendo dal primo giorno che sei entrato a Palazzo Chigi) illudendo e circuendo le persone sempre più ridotte alla fame con fantasmagoriche promesse irrealizzabili e futuribili (i doni di Natale, ricordalo, si mettono sotto l’albero prima e non chissà quanto, come fraudolentemente stai promettendo tu di fare, da navigato imbonitore, insieme alla tua corte mediatica asservita!!!). Quanto a me, anche io sento il bisogno di farmi un approfondito esame di coscienza e dico subito che non sono affatto soddisfatto di ciò che mi è accaduto intorno quest’anno. Non voglio nascondermi dietro il dito del facile vittimismo: ammetto, subito e senza infingimenti, che molto è dipeso e scaturito anche dalle mie decisioni (ed anche da miei errori di valutazione). In particolare, so bene che se fossi riuscito ad assicurare la presenza di IDV all’interno del Parlamento, oggi questa forza politica poteva essere il vero punto di riferimento per un ... Leggi tutto ...

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Gli smemorati di Collegno (editoriale di Marco Travaglio, Il Fatto Quotidiano 16.12.2014)

Cari amici, vi invito a leggere l'editoriale di Marco Travaglio pubblicato su 'Il Fatto Quotidiano' di ieri dal titolo 'Gli smemorati di Collegno' Antonio Di Pietro

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Olimpiadi 2024 a Roma? Prepariamoci a fare qualche carcere in più….

Cari amici, ieri abbiamo assistito alla solita 'sparata' di Renzi che, invece di pensare ai guai di oggi, continua ad illuderci con i sogni di domani .............anzi, immagina cosa faremo nel 2024! Per saperne di più leggi ed ascolta la mia intervista di ieri a  Radio 24 che è stata riportata  anche su 'Il Fatto Quotidiano'. Antonio Di Pietro  

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La montagna ha partorito il topolino

Carissimi amici, "la montagna ha partorito il topolino": così ho iniziato il mio ultimo post pubblicato anche sul blog di Grillo. Trattasi di una analisi ragionata che ho voluto fare con riferimento alle tante sbandierate nuove norme per combattere la corruzione che il solito Governo "Fonzie-Renzi" sta cercando di vendere tramite i soliti organi di informazione compiacenti ad un'opinione pubblica sempre più boccalona. Ecco il testo: La montagna ha partorito il topolino... Buona lettura ed a presto! Antonio Di Pietro  

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