
27 Gennaio 2012
In Italia non c'è libertà di stampa

Andava male, va peggio. Eravamo uno dei Paesi con meno libertà di stampa al mondo, adesso abbiamo perso altre posizioni. Nella classifica annuale di Reporter sans frontier dell'anno scorso l'Italia era al quarantanovesimo posto, quest'anno siamo scivolati fino al sessantunesimo. Meno che in Bosnia nella Guyana e Haiti.
In Italia non c'è libertà di stampa perché un grande editore e padrone di televisioni era fino a ieri il presidente del consiglio e, ancora oggi, ha in mano la vita o la morte del governo. Ma ci sono anche altri motivi altrettanto gravi, se non di più.
Il rapporto dice, per esempio, che in pochi altri Paesi tanti giornalisti vengono minacciati e subornati dalle organizzazioni criminali come nel nostro. Se era necessario avere una prova che vivere in un Paese senza legalità significa vivere in un Paese senza libertà è arrivata con questi dati.
Il terzo motivo per cui la stampa da noi è imbavagliata è che s'imbavaglia da sola. L'autocensura, fortissima nei giornali e ancora di più in televisione, esiste per un motivo solo: perché la politica continua a occupare l'informazione, sia direttamente, come in Rai e in Mediaset, sia indirettamente, perché può condizionare le scelte di moltissime redazioni.
Iniziare ad affrontare questa malattia mortale, a cominciare proprio dalla Rai, è dovere di questo governo se intende restare fino alla scadenza della legislatura. Le voci che girano in questi giorni per la direzione del Tg1 sono diverse ma hanno tutte un punto in comune: il nuovo direttore sarà scelto sulla base di calcoli politici e non professionali. Noi dell’Italia dei Valori possiamo parlare perchè siamo gli unici a non aver partecipato alla logica spartitoria del CdA della RAI. Il conflitto è talmente palese che, addirittura, all’interno di quest’organo che dovrebbe essere di garanzia, siede oggi un consigliere, Antonio Verro, che è anche deputato del Pdl. Per questo chiediamo a gran voce che si esca dall’impasse attuale e che vengano modificate le regole in modo che la Rai torni a svolgere il ruolo di servizio pubblico e i giornalisti ritonino ad essere i cani da guardia della democrazia. E’ anche così che si difende la libertà di stampa nel nostro Paese.
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26 Gennaio 2012
Ricostruiamo l'Italia
Sarà tra un mese, sarà tra un anno ma comunque presto andremo a votare. Questo vuol dire che bisogna partire per tempo, perché quando finalmente arriverà il momento di chiedere “da chi volete essere governati”, i cittadini devono sapere per quale coalizione e per quale programma di governo votano.
Per iniziare questo lavoro senza perdere un attimo oggi ci siamo incontrati io e Nichi Vendola. E’ vero, alla conferenza stampa Pierluigi Bersani non c’era, ma non è mica una coincidenza se proprio oggi il segretario del Pd ha voluto dire alcune cose importanti nella forma più autorevole, con un’intervista al quotidiano del suo partito, non con una dichiarazione rubata in corridoio.
Le parole che ha detto oggi Bersani ci permettono di iniziare a lavorare con il cuore più sereno. Io e Vendola siamo del tutto d’accordo con lui quando dice che bisogna aprire tavoli di contenuto sui programmi di governo e sulle riforme. Quei tavoli già avevano iniziato a lavorare, poi si sono interrotti quando è arrivato il governo tecnico perché bisognava uscire dall’emergenza. E’ ora che ripartano.
Non abbiamo mai considerato la foto di Vasto come l’immagine definitiva della coalizione, ma sempre come un punto di partenza. Ciò non significa che deve restringersi ma al contrario che si deve allargare a tutti quelli che condividono il nostro progetto: saper coniugare solidarietà e sviluppo, equità, legalità e giustizia all’interno di un sistema bipolare.
A chi dice che ci può essere un accordo sui programmi solo se votiamo a favore dei provvedimenti di Monti, io rispondo che noi rispettiamo le scelte degli altri, ma chiediamo agli altri di rispettare le nostre. Non siamo disposti a dare voti di fiducia su provvedimenti che non conosciamo o che non condividiamo. Votiamo a favore di quei provvedimenti sui quali siamo d’accordo. Questo oggi significa avere senso di responsabilità, non votare a scatola chiusa qualunque cosa propone il governo.
Sia chiaro, io sono contentissimo che al governo adesso ci siano persone competenti che non ci fanno vergognare in tutto il mondo. Ma questa può essere anche un’aggravante, perché questi ministri sanno quello che fanno.
Non so con quale legge elettorale andremo a votare, ma l’abitudine di fare le leggi elettorali pensando agli interessi di questo o quel partito invece che a quello dei cittadini deve finire. Le leggi elettorali si fanno a salvaguardia dei cittadini, non dei partiti.
E se dovessero provare a fare una legge elettorale per tagliare fuori IdV e Sel e imporre il bipartitismo, farebbero solo un buco nell’acqua perché IdV e Sel non sono “ali estremiste”: sono partiti diversi ma complementari, con elettorati fidelizzati che insieme possono proporsi come alternativa primaria.
Sia chiaro che il nostro obiettivo è dare vita, iniziando oggi stesso, a un grande centrosinistra con tutte le forze politiche che erano a Vasto e con chiunque altro vorrà dare una mano a ricostruire l’Italia
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24 Gennaio 2012
Guardare meglio la foto di Vasto
Ogni giorno qualcuno si alza e dichiara che la foto di Vasto non c'è più, che è stata stracciata dalla nascita del governo tecnico, o che la possibilità di scattarla di nuovo dipende dalle posizioni che si prenderanno sul governo Monti.
Tante volte sembrano frasi dette solo per parlare a vanvera. Che c'azzecca il giudizio sulle misure di Monti con la possibilità di dar vita a un nuovo centro sinistra? Il Pdl fa parte della maggioranza che sostiene Monti: vuol dire che nel prossimo centro-sinistra al posto di Vendola e Di Pietro bisogna metterci Alfano e Cosentino?
Ma poi io mi chiedo, quando guardano la foto di Vasto, questi scienziati della politica, cosa ci vedono? Tre dirigenti di partiti diversi seduti un vicino all'altro su un palco? Ovvio che se sanno vederci solo questo pensano che una foto del genere la strappi quando ti pare e poi se serve magari ne riappiccichi i frammenti.
Però se guardano meglio le cose cambiano. Scoprono che in quella foto non ci siamo io Vendola e Bersani. Ci sono i milioni di elettori dell'IdV, di Sel e del Pd che vogliono quell'alleanza, ed anche i tantissimi che non si sentono rappresentati e che chiedono un nuovo e vero centro sinistra perché sanno che quella è la sola speranza di far ripartire questo Paese e di restituire giustizia ai suoi cittadini.
E sì, ci sono pure le aspettative di tutti coloro che vogliono affrontare la crisi e rimettere a posto i conti pubblici, però vorrebbero farlo guardando prima alle esigenze della gente comune e poi a quelle dei banchieri o delle caste. Quelle aspettative sono giuste e sacrosante e io non credo che nessuno, anche nel Pd oserebbe dire il contrario.
Quella è la vera foto di Vasto. La si può allargare, anzi più la si allarga e meglio è, purché non la si snaturi. Ma provare a strapparla vuol dire tradire i nostri elettori e riconsegnare l'Italia a Berlusconi o ai suoi fantocci.
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23 Gennaio 2012
Bersani resista alle sirene del Terzo polo

Lo voglio dire chiaramente: per me la foto di Vasto non è per niente stinta o sfocata. Sta sul mio tavolo come l'indicazione più valida di quello che dobbiamo fare per vincere le prossime elezioni e restituire un futuro al nostro Paese.
Quella foto immortala un punto di partenza, non un approdo. Il nucleo di una coalizione ampia e riformista che dobbiamo costruire senza preclusioni e senza cedere a ricatto. Giovedì prossimo io e Nichi Vendola faremo una conferenza stampa insieme, ribadiremo il valore di quella foto e se necessario ne scatteremo un'altra sullo stesso modello. Era un indirizzo valido a Vasto lo è a maggior ragione oggi.
Per questo mi auguro che Pierluigi Bersani sappia resistere, anche a costo di legarsi come Ulisse all'albero della nave, alle sirene che cercano di attirarlo fuori dal sistema bipolarista. Il bipolarsimo è l'unica conquista che siamo riusciti a raggiungere in questi anni: tutto dobbiamo fare tranne che sacrificarla sull'altare dei desideri o dei capricci del Terzo polo.
Non sono cieco e vedo bene che nel Pd ci sono molti che vorrebbero rinnegare sia il bipolarismo sia il centrosinistra. Mi limito a ricordare che in 1500 comuni stiamo facendo le primarie insieme e insieme andremo alle amministrative. Il nostro popolo, i nostri elettori hanno già deciso senza aspettare direttive. Sono già il centrosinistra, e se permettete la vera foto di Vasto sono proprio loro .
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22 Gennaio 2012
Monti e il libro dei sogni

Speriamo che, tra un’intervista e l’altra, il presidente Monti trovi anche il tempo di passare dalle parole ai fatti. Soprattutto si ricordi la ragione per la quale è stato mandato a governare con un incarico ben preciso e limitato negli obiettivi e nel tempo: far quadrare i conti per poi ridare la parola agli elettori.
Invece, questo esecutivo, sembra piuttosto legato tra pastoie e rinvii, come succedeva nella prima Repubblica, quando ogni giorno si diceva quello che si doveva fare domani.
Tutto questo, condito con interventi di facciata come quello sui tassisti.
Insomma non vendiamo per oro il provvedimento varato sulle liberalizzazioni.
E’ ben poca cosa e solo nel libro dei sogni si può dire che, cosi com’è, serve al recupero del 10 per cento del Pil. Infatti, più che rilanciare l’economia, sembra mortificarla.
Certo, è ancora un canovaccio e occorre modificarlo profondamente in Parlamento e noi dell’Italia dei Valori faremo la nostra parte, sempre a favore dei cittadini e della fasce sociali più deboli.
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21 Gennaio 2012
Occhi ben aperti sulle liberalizzazioni
Noi dell'Italia dei Valori siamo da sempre favorevoli alle liberalizzazioni, non per ideologia ma perché siamo dalla parte dei cittadini. Quando non c'è concorrenza chi ci rimette è sempre il cittadino. Al mercato deve sborsare quello che decide il monopolio. Nei servizi deve accontentarsi di quello che passa il convento.
Quindi se il governo decide di fare quello che noi chiediamo da sempre non possiamo che essere d'accordo. Ma prima di farlo io voglio studiare bene le misure contenute nel decreto di ieri perché ho la sensazione che il fumo sia molto e l'arrosto poco. Cioè che manchi proprio la cosa più importante: quelle liberalizzazioni che vanno a vantaggio dei consumatori di beni e servizi.
Tenere aperti i negozi e aumentare il numero delle farmacie va bene ma a incidere davvero sulle tasche della gente comune sono altri capitoli. Mi sembra che su quelli Monti abbia ceduto ancora una volta alla resistenza di interessi potenti e ben rappresentati, sia in Parlamento che nello stesso governo.
Si poteva, anzi si doveva, essere molto men timidi in materia di banche, assicurazioni ed energia, perché sono quelle le voci che fanno la differenza tra il fumo e l'arrosto.
E' importante invece il passo indietro sulla norma che avrebbe fatto rientrare dalla finestra quello che col referendum era uscito dalla porta: la privatizzazione delle rete idrica. L'articolo è stato ritirato all'ultimo momento e noi ce ne felicitiamo perché mantenerlo sarebbe stato un insulto al popolo e alla Costituzione. Però ci pare grave anche solo che sia potuto venire in mente di ignorare il risultato di un referendum così importante. A maggior ragione, quindi, d'ora in poi terremo gli occhi ben aperti su tutto quel che questo governo farà.
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20 Gennaio 2012
Beauty Contest: in tre mesi può accadere tutto

Noi dell'Italia dei Valori esamineremo con attenzione il merito dei singoli provvedimenti sulle liberalizzazioni, appena ci perverranno i relativi testi.
Perche' una cosa e' vendere un prodotto, un altro e' assaggiarlo e forse serviva po' piu' di coraggio.
Io sono convinto che piu' c'e' libera concorrenza, piu' c'e' la possibilita' di avere il miglior prodotto a minor prezzo. Sulle ferrovie c'e' stato un rinvio, mi e' sembrato un 'vorrei ma non posso'.
Delle banche non se ne e' parlato un granche', aspettiamo per vedere.
Il problema e' che le cose piu' incisive sono state rinviate. Le omissioni hanno riguardato ferrovie, energia e settore bancario assicurativo, leggeremo il testo del decreto e poi giudicheremo.
Ma di una cosa sono sicuro: ha fatto bene il ministro Passera a bloccare il beauty contest, che era solo un regalo corruttivo alla Rai e a Mediaset.
Certo, sarebbe stato meglio se Passera lo avesse bloccato definitivamente perché, in tre mesi, tutto può succedere.
Il Governo potrebbe cadere, Passera potrebbe essere messo fuori gioco e le lobby e i poteri forti potrebbero far tornare il Governo tecnico sui propri passi.
Ora mi aspetto che il ministro Passera, al più presto, intervenga con un provvedimento risolutivo che metta la parola fine alla sconcia auto-assegnazione gratuita delle frequenze che Berlusconi si era fatto.
Io penso che quelle stesse frequenze possano essere messe in gara, non tanto per assegnarle a questa o quella televisione, visto che ormai il mercato è saturo, ma per attribuirle alle future generazioni di sistemi wireless, le 5G.
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19 Gennaio 2012
Il proporzionale? Un idea furbesca e truffaldina
Oggi l'Italia dei Valori ha incontrato il capo dello Stato. Anche noi siamo stati chiamati da lui, come lo sono stati gli altri gruppi politici, e abbiamo così potuto capire un po' meglio cosa sta succedendo.
Ve la voglio raccontare. La questione è la legge elettorale. Un milione e duecentomila cittadini avevano chiesto e chiedono ancora che si possa al più presto fare una nuova legge elettorale che consenta agli elettori di scegliere chi mandare in Parlamento e soprattutto chi mandare a casa.
Come sapete la Corte costituzionale ha bocciato questa richiesta di referendum. Sul piano formale non possiamo che prenderne atto. Ne siamo veramente rammaricati, dispiaciuti e anche contrariati, perché, vivaddio, un Paese che ha tanto bisogno di democrazia, nel momento in cui c'è la possibilità di praticare un atto di democrazia diretta come il referendum, bisognerebbe assecondare questa volontà popolare.
Credo che anche il capo dello Stato debba averne preso atto con molta riflessione, tant'è che il merito dell'istanza dei cittadini non vuole lasciarlo abbandonato. Sta cioè incontrando i partiti per sapere se se la sentono o no di passare dalle parole ai fatti e fare in Parlamento una nuova legge elettorale.
Siamo stati chiamati per questo e abbbiamo detto: “Certo che siamo disposti a fare una nuova legge elettorale, però, signor presidente della Repubblica, quando relazionerà di queste sue audizioni, dica ai presidenti di Camera e Senato che non basta fare un nuova legge elettorale. Pure Calderoli ne ha fatta una e poi l'ha chiamata “porcellum”. Bisogna che questa nuova legge elettorale ridia la parola ai cittadini. Bisogna che in Parlamento ci possano andare persone che siano espressione dei cittadini, e soprattutto che i cittadini, prima di votare, sappiano a quale governo devono affidare le sorti del loro Paese, con nome e cognome; qual è la coalizione che appoggia questo governo e quale programma il governo deve poi portare avanti"
Questa idea di cui sentiamo parlare e di cui in questi giorni leggiamo, di tornare al proporzionale, è un'idea furbesca e truffaldina. Cosa vuol dire? Che ogni partito va per sé. Ognuno prende i voti dal proprio elettorato che ha fiducia in lui. Dopo di che se li va a vendere nelle segrete stanze delle segreterie di tutti i partiti, per vedere quale di questi è disposto a fare coalizione.
Ma così il programma ne risentirà. Se io vado a dire agli elettori “Votami perché la prima cosa che farò sarà rimettere il falso in bilancio” mentre quell'altro dice “La prima cosa che farò sarà togliere il falso in bilancio” e poi ci mettiamo insieme, uno dei due elettori l'abbiamo preso in giro!
Questo abbiamo chiesto al capo dello Stato e vorremmo che anche voi ci aiutaste a portare avanti la nostra battaglia. Innanzitutto ci vuole eticità nella individuazione dei candidati. Abbiamo chiesto al capo dello Stato di esprimersi chiaramente. Perchè il Parlamento mettesse una regoletta: i condannati non vanno candidati! Deve esserci un divieto di candidatura per le persone condannate in via definitiva. Quelle sotto processo, non devono poter svolgere incarichi di governo. Non possono fare i ministri e i sottosegretari, stare la mattina a palazzo Chigi e il pomeriggio andare in aula di tribunale. Non ha senso e non è credibile per il nostro Paese.
Poi stabiliamo delle incompatibilità. Quando uno va in Parlamento, che faccia il parlamentare. Non può fare l'avvocato, o il commercialista e il parlamentare, il direttore di una clinica e il parlamentare, perché poi non si capisce mai se fa le leggi per sé o per il Paese. Anzi, si capisce proprio: se le fa sempre per sé.
Questo è quello che noi vorremmo portare avanti: una legge elettorale al più presto. E poi, fatta la legge elettorale, ci dovremmo ricordare tutti, presidente della Repubblica e del consiglio compresi, che il governo tecnico, dell'emergenza, doveva occuparsi solo di due o tre decreti legge per far quadrare i conti in Europa. E poi non è un'emergenza anche ridare la parola ai cittadini?
Allora mentre Monti finisce il suo lavoro, ci auguriamo facendo meglio che nel primo decreto legge che è stato un disastro, il Parlamento si metta ad approvare questa nuova legge elettorale e poi si torni alle urne, perché in democrazia si usa così.
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