Italia dei Valori Facebook Twitter YouTube Biografia Iscriviti Scrivimi
Quota

Contro gli accordi del sottoscala

Vi propongo questa mia intervista, pubblicata oggi su Il Fatto Quotidiano. Si parla di legge elettorale e alleanze, e questa è la premessa è questa:  “Lei non mi sentirà attaccare Bersani perché io non sparo sulla Croce rossa. E la Croce rossa assolve una funzione importante. Immagino un Bersani sofferente come San Sebastiano”.

L’inciucione con il Pdl sulle riforme è una lancia più che una freccia.
Nel Pd c’è una segreteria cui faccio salva la buonafede perché ci sono varie anime che lavorano per un centro trasversale, una nuova Dc. Non è facile fare il segretario di una fusione fredda con gli ex dc e i moderati, puoi rimanere bloccato sulle scelte di fondo.

A chi si riferisce: Veltroni, Letta, Franceschini?
Quello che è accaduto con la vicenda Lusi nell’ex Margherita la dice lunga. Nel Pd c’è un partito dell’inciucio che ha votato nel segreto per la responsabilità civile dei magistrati e ha salvato Tedesco. Bersani rischia di fare pure la fine della moglie cornuta.

A furia di rincorrere Casini e il Terzo polo.
Io non ho pregiudizi contro il Terzo polo, prendo atto però che punta a fare l’ago della bilancia di un nuovo sistema, come il Psi di Craxi nella Prima Repubblica. Il Pd s’illude di inseguirlo, ma rimarrà a mani vuote. Tradito. Cornuto, appunto.

Sempre se ci sarà l’Idv nel prossimo Parlamento. Un inciucio a due o a tre potrebbe portare a uno sbarramento elettorale contro voi, la Lega, Sel…
Temo un accordo oscuro che vada in questa direzione, lo ammetto. Perciò ho rifiutato l’invito del Pdl. Io non partecipo a incontri riservati, al chiuso di un albergo o in un sottoscala. Voglio trasparenza, voglio una discussione pubblica prima nella commissione Affari costituzionali poi in Parlamento. Lo so io perché si stanno vedendo senza farsi sentire.

Perché?
Ognuno vuole farsi una legge in base alle sue convenienze. Poi arriva il pacchetto già pronto e la sorpresa per metterci ai margini può spuntare in aula, con un emendamento. Ricordo che sulla legge elettorale il voto è segreto. L’ideale per il partito dell’inciucio.

A quel punto?
Se faranno lo sbarramento, non credo sarà del 10 %. In ogni caso noi ci stiamo già attrezzando per superarlo con una lista civica nazionale fatta da noi, Sel, Rifondazione, i nuovi sindaci e altre formazioni. Però penso che, alla fine, sarà impossibile andare contro lo spirito referendario che vuole il mantenimento del bipolarismo.

Sull’inciucio nel sottoscala: Bersani le ha risposto che anche voi due vi sentite lontano dai riflettori.
È vero, ci sentiamo tutti i giorni, che problema c’è?

Anche oggi?
Non ancora, grazie per avermelo ricordato. Adesso lo chiamo davanti a lei.

Di Pietro prende il telefonino. Sono le 17 e 56. Cerca il numero nella rubrica. Chiama la sua segreteria: “Mi date il numero di Bersani che ho il cellulare nuovo e non lo trovo”. Dopo un po ’ richiamano: “Bersani è in Tunisia? Ah sì me n’ero dimenticato”.

La foto di Vasto resiste negli enti locali.
Non solo, si allarga pure. A Palermo ci sono anche i Verdi e altri. Vede, alle amministrative la foto di Vasto sarà quasi dappertutto, escludendo il Terzo polo. La foto di Vasto è la più omogenea che c’è nel centrosinistra.

L’esatto contrario dell’inciucione di Roma.
Capisce perché riconosco a Bersani la buonafede? Ci sono di mezzo il governo Monti, le anime del Pd e la nuova fase che si sta aprendo. Qui ci ritroveremo il 50 per cento degli attuali ministri ricandidati, a partire da Corrado Passera.

La Dc trasversale, la Grande coalizione.
Ancora non sappiamo come finirà questa fase e perciò resto fermo per il momento. Certo, che questi saranno pure tecnici ma hanno conosciuto il potere e ci hanno preso gusto. Cercheranno di non mollarlo e ritornare.

La maggioranza dell’inciucio ha ancora un anno di legislatura. A parte la legge elettorale?
Ci proveranno ancora sulla giustizia, dopo la responsabilità civile dei magistrati. Ci sono le intercettazioni, gli imputati da salvare. La casta invece di tagliare costi e privilegi della politica impedisce alla Guardia di Finanza di acquisire i conti di Lusi al Senato. E Tedesco sta ancora lì. Più che altro temo gli sponsor di Lusi e Tedesco, quelli che stanno dietro.

Il Pdl detta legge sulla giustizia, sempre.
E parte del Pd è complice. Ma questo non è un Parlamento legittimato a fare una riforma della giustizia. Hanno tutti il conflitto d’interessi: metà sono avvocati, metà imputati. Stavolta non saranno fermati da un’altra Mani Pulite: sarà la gente a rivoltarsi, con i forconi. I cittadini sono incazzati davvero.

L’eterna questione morale.
Io ho sulla coscienza Razzi e Scilipoti, ma è una questione politica. Su quella morale non ho nulla da rimproverarmi, a differenza di tutti gli altri partiti.

L’inciucione porterà Berlusconi al Quirinale?
Il favorito però è Monti.

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo

Responsabilità civile, la P2 parlamentare si è vendicata

Molte persone mi stanno scrivendo, in questi giorni, a proposito di quella che io ho definito "una vendetta e un ammonimento nei confronti dei magistrati", il voto segreto con cui la Camera, votando contro il governo, ha colpito la magistratura. A quanti mi scrivono e a chi mi chiede di quelle affermazioni, rispondo così. La responsabilità civile per i magistrati che sbagliano esiste già, e prevede che, in caso di dolo o colpa grave, sia lo Stato a indennizzare il cittadino. A sua volta, lo Stato ha diritto di rivalsa sul giudice. Tutto ciò è nell’interesse dei cittadini: lo Stato, se davvero il magistrato ha sbagliato, riconoscerà l’errore e risarcirà sollecitamente il cittadino. Se invece è direttamente il magistrato (o la sua assicurazione) a compensarlo è chiaro che resisterà in giudizio come qualsiasi cittadino cui vengono chiesti dei soldi come risarcimento: ... Leggi tutto ...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo

Unipol, Berlusconi: abbiamo un processo?

Considero molto importante la decisione di rinviare a giudizio Silvio Berlusconi per rivelazione di segreto d'ufficio in merito all'intercettazione della famosa telefonata tra Piero Fassino e Giovanni Consorte, allora ai vertici di Unipol, sulla scalata alla Bnl. Come tutti ricordano, quella intercettazione fu pubblicata dal Giornale, cioè dal foglio di famiglia di casa Berlusconi, ed ebbe secondo tutti gli analisti un ruolo determinante nella “rimonta” che permise a Berlusconi di arrivare quasi al pareggio nelle elezioni del 2006. Piero Fassino era allora segretario dei Ds, cioè del principale partito dell'opposizione. Ci troviamo di fronte dunque a un tentativo di fare fuori il capo dell'opposizione da parte di un presidente del Consiglio in carica, adoperando una intercettazione illegalmente acquisita e probabilmente profumatamente pagata. Fui io stesso a fare denuncia alla Procura della Repubblica di Milano e - ... Leggi tutto ...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo

Da oggi il mio blog cambia veste.

Questo spazio esiste dal gennaio 2006. Beppe Grillo mi aveva consigliato di aprire un filo diretto con i cittadini e io avevo capito immediatamente che era proprio quello che dovevo fare perchè ho sempre pensato all’Italia dei Valori come a un partito aperto e che faceva della interazione con i cittadini il suo punto di forza. Da allora la comunicazione web è diventata sempre più importante nella politica di tutto il mondo e secondo me siamo appena agli inizi. La rete è destinata a far cambiare completamente il rapporto dei cittadini con la politica perché è proprio grazie a questo strumento tecnologico che l’idea di una democrazia diretta non è più un’utopia. Proprio per questo è uno strumento che fa paura a tutte le caste, a tutte le cricche e a tutti quelli che amano tanto la democrazia solo nei discorsi e ... Leggi tutto ...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Link

Davigo: Mani Pulite partì solo perché erano finiti i soldi

manipulite-adp.jpg Nell'avvicinarci ai 20 anni di Mani Pulite, questa intervista di Piercamillo Davigo al Corriere della Sera di oggi è importante. Perchè ci fa capire a che punto siamo e le differenze con la Tangentopoli di allora. «Mani Pulite? Non è servita Centrodestra e centrosinistra uniti nell'ostacolare i processi» Nostalgia? «Neanche un po'. La situazione dell'Italia vent'anni fa era indegna di un Paese civile». Eppure lei stesso dice... «Che girano più tangenti oggi di allora, certo. Mani Pulite poteva essere una svolta, invece è stata tentata una restaurazione». E dunque? «Dunque la Seconda Repubblica è semplicemente figlia della Prima. Ma la madre non era meglio: il debito pubblico che tuttora scontiamo continua a essere il frutto prodotto in quarant'anni da quel sistema là». È questa la sintesi dell'allora pm e oggi giudice di Cassazione Piercamillo Davigo, vent'anni dopo l'arresto di Mario Chiesa che il 17 febbraio 1992 innescò un domino da quattromila inquisiti, la ... Leggi tutto ...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo