30 Gennaio 2006
BPI, corrotti o incompetenti

Venerdì scorso ho rilasciato una dichiarazione sulla BPI, riportata di seguito, confidando nella sensibilità di Divo Gronchi.
Sensibilità che non c’è stata.
In particolare verso i risparmiatori e i piccoli azionisti.
Due persone del consiglio di amministrazione precedente, quello con Fiorani per intenderci, Olmo e Castellotti, sono state rielette.
E’ una vergogna che cercherò di cancellare!
“L’assemblea della Banca Popolare Italiana di domani, 28 gennaio 2006, nominerà il nuovo consiglio di amministrazione e le relative cariche sociali.
Il direttore generale Divo Gronchi ha proposto una lista di consiglieri di amministrazione.
Tra questi vi sono Giorgio Olmo e Guido Castellotti che erano presenti nel precedente consiglio con Gianpiero Fiorani amministratore delegato.
Questo è inaccettabile.
Olmo e Castellotti, in quanto consiglieri, erano tenuti a vigilare sul corretto operato della Banca. Non l’hanno fatto allora, perché dovrebbero farlo adesso?
Erano responsabili come lo era Fiorani.
I motivi della loro negligenza possono essere solo due: collusione con Fiorani o incapacità. In entrambi i casi devono lasciare l’incarico.
Chiedo pertanto che queste due nomine siano ritirate e, allo stesso tempo, che la Banca Popolare Italiana promuova contro l’intero consiglio di amministrazione precedente un’azione di responsabilità.
Gronchi ha dichiarato che “la BPI deve restare autonoma e indipendente”. Io aggiungerei che deve essere soprattutto gestita da persone oneste ed espressione dell’intero azionariato.
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Commenti
A distanza di tempo, cos'hanno prodotto queste vicende? Miglioramenti? Nessuno. Non ci aspettavmo molto, ma in 2 anni magari la presa di coscienza da parte di qualche cittadino, che puntualmente non è avvenuta.
Postato da: Bodyguard | 29.05.08 16:44 | Segnala commento inappropriato
ciao Antonio ti scrivo a nome di tanti italiani e non solo mi rivolgo a te perche ti ritengo una persona onesta e che fa della giustizia una priorita' di vita!!Chiedo pertanto venga riaperta una inchiesta precisa e seria sul caso MARCO PANTANI vittima della giustizia malata italiana tu sei l'unico che puo' farlo so' di certo che andresti a colpire molte persone coinvolte nella vicenda ma milioni di italiani desiderano venga fatta chiarezza sullo sportivo piu' amato degli ultimi anni e penso che tu sia uno di questi e chi deve pagare paghi!!So' che in italia ci sono tante cose da migliorare e c'e'tanto da fare pero' sono altrettanto sicuro che aqcuisiresti tanata stima e credibilita' da milioni di persone!! grazie antonio a nome di tante persone fai del tuo meglio
Postato da: stefano rossi | 04.11.07 14:22 | Segnala commento inappropriato
Ti ho sempre votato:ma adesso non capisco perchè voti contro,specialmente quandoc'è da eliminare una SOCIETA DEL PONTE DI MESSINA.
Postato da: polegato augusto | 25.10.07 13:07 | Segnala commento inappropriato
Gentile Ministro ho letto della recente vicenda del magistrato De Magistris e concordo con lei: non dovrebbe essere trasferito. Premetto che sono un elettore di centro-destra ma questa volta è doveroso darle ragione. Almeno lei, ogni tanto, ammette errori dello schieramento politico a cui appartiene e riconosce i meriti dei suoi avversari. Tutti i politici dovrebbero farlo. Lei è un caso raro.
Mi dispiace soltanto che non faccia parte dello schieramento che voto. Con simpatia. Cristiano S.
Postato da: CRISTIANO SIGURANI | 23.10.07 09:43 | Segnala commento inappropriato
Egregio On Di Pietro lei mi sembra una persona per bene che ha veramente a cuore la pulizia di questa nostra povera Italia che a me sembra sempre di più un paese di corrotti,collusi, corruttori .Leggendo i suoi articoli e guardando i suoi video apprendo di proposte intese a far pulizia di tante leggi ad personam ,leggi sconce varate sotto il governo Berlusconi:e mi chiedo si riuscirà a vararle? o essendo leggi che fanno comodo anche agli attuali governanti resteranno lettera morta? Quando ho votato l' fatto anche perchè nel programma dell'unione c'era la promessa di abolire le tante leggi truffaldine, ma sino ad oggi non vedo nulla di fatto .Mi auguro che lei sia capace di portare avanti le sue proposte facendole diventare leggi dello stato.
Postato da: Emanuela de Rosa | 03.10.07 00:00 | Segnala commento inappropriato
Alla cortese att. della Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni : Antonio di Pietro mi aiuti per favore . Io sottoscritta Sabrina Costa residente in prov. di Torino , chiedo una spiegazione in merito a due esagerate bollette contestate da me alla Telecom Italia di cui una pagata ed l'altra no , perche' al primo mio sollecito riguardante la prima bolletta troppo alta mi avevano assicurato che vi era stato uno sbaglio e che veniva automaticamente rimborsato sulla prossima bolletta , invece la seconda bolletta e' arrivata piu' cara della prima , al che' telefono per avere spiegazioni per lennesima volta e mi dicono che alcune cose sono da pagare e altre verranno rimborsate nella prossima bolletta . Io mi sono sentita presa in giro e' ho dato tramite fax disdetta di tale contratto . Adesso mi chiedo ma se' io non controllavo la telecom invece di farmi pagare una bolletta da 100,00 euro al bimestre mi avrebbe fatto pagare il doppio . Adesso la telecom a dato mandato di recupero credito ad una societa' di nome Euro Service sede a Roma (00173) in via Francesco Gentile 135 tel.06722701 fax 0623328202 dandogli i miei dati personali cosa che al quanto mi disturba non sapendo se' hanno agito in modo legale . Chiedo un aiuto a voi che sicuramente ne sapete piu' di me o indirizzarmi ad qualche associazione per la tutela dei consumatori . Grazie distinti saluti .
Postato da: Sabrina Costa | 09.09.07 23:26 | Segnala commento inappropriato
Caro Di Pietro,
sono un elettore di centro destra. Voglio che Lei sappia che non mi è ancora successo di averLa letta od ascoltata ed essere stato in disaccordo con le sue parole (idee).
Cordialità.
Postato da: Giovanni Tiotto | 25.07.07 13:34 | Segnala commento inappropriato
Inserisco queste mie parole non in risposta ad un annuncio o ad un'articolo scritto dal Ministro Di Pietro ma solo per esprimera un mio pensiero. Oggi vedo un'italia "strana". Voglio dire "strana" perchè non riesco a capire cosa vogliamo noi italiani. Ci sarebbe bisogno di trovare alcuni principi ormai dimenticati, ci sarebbe bisogno di una scossa a questo tepore che ci circonda, ci sarebbe bisogno di rispetto e dovremmo cominciare a capire che se non cominciamo noi in prima persona ciò non si potrà mai realizzare. Mi rivolgo al caro Ministro Di pietro. Sono orgoglioso di averla votato nelle ultime due legislature e auguro a Lei (e sopratturro a me) che possa essere sempre piu' forte in parlamento in quanto almeno le Sue battaglie sono un pò piu' trasparenti di altre forze politiche. Voglio farLe una semplice domanda: premetto che sono un ex Carabiniere e anche "disabile per lavoro" (legge 68), mi occupo di contabilità da ormai 20 anni ed ho superato brillantemente molti esami universitari in materia contabile, ho partecipato ad un concorso pubblico in materia contabile presso una prestigiosa Università di Napoli. dove non ho superato la prova scritta (15/30) però mi sono addirittura permesso di "correggere" colui o coloro che avevano preparato la prova di esame. Non voglio vantarmi ma con la contabilità porto la pagnotta a casa da diversi lustri, allora mi chiedo: c'è meritocrrazia in Italia? La risposta è scontata da parte mia. Allora chiedo a Lei (mio referenta Politico al quale ho dato il mio voto) cosa posso sperare per mia figlia di 3 anni e 1/2? Mi scuso se mi sono dilungato tanto e magari oserei sperare che Lei mi rispondesse. Auguro buon lavoro e a presto.
Postato da: enrico | 17.07.07 19:49 | Segnala commento inappropriato
Egr. Dott. Di Pietro
le scrivo solo per avere un suo parere sulla vicenda orami nota come "calabresopoli".
La realtà che emerge da quanto pubblicato sui vari organi di stampa è davvero allarmante, non per i politici coinvolti, quanto, piuttosto, per i calabresi onesti che spesso con fatica e innumerevoli difficoltà vivono in questa terra.
Non voglio entrare nel merito della questione, né sono in grado di stabilire se i nomi coinvolti siano innocenti o colpevoli – dovrebbero essere le indagini e i processi a stabilirlo – ma credo sia necessario consentire un sereno prosieguo delle indagini per garantire che i calabresi possano conoscere come realmente stanno le cose. Tutto ciò, fino ad ora, non è avvenuto, anzi, vi è stato un tentativo continuo di imboscamento –soprattutto da parte dei politici locali - che non giova a chi, in questi anni, si è visto depredato di ingenti risorse, umane ed economiche, che di fatto hanno impedito alla nostra regione di rialzare la testa.
Il grave sconcerto a seguito della diffusione dei dati delle indagini è stato, proprio oggi, ulteriormente aumentato dalla notizia, apparsa sulla stampa, di un possibile trasferimento del titolare delle indagini ( una giusta ricompensa o una punizione?).
Se davvero si vuole arrivare al fondo della verità, si evitino invadenze del mondo politico sulla magistratura e la smettano i nostri cari esponenti regionali, di dx e sx, di sparare a zero sugli organi inquirenti. Provvedano, semmai, a rafforzare le strutture dei tribunali e le forze dell'ordine per consentire un rapido e sereno svolgimento delle indagini.
Diritto, giustizia, legalità e moralità. Questo chiede il popolo calabrese,
Ci aiuti.
Postato da: simona sanso | 17.07.07 16:17 | Segnala commento inappropriato
boh...boh...boh....
Io vado via ma comunque grazie lo stesso anche se non so per che cosa!
Ciao.
Postato da: Antonio Melaiu | 22.06.07 20:24 | Segnala commento inappropriato
boh...boh...boh....
Io vado via ma comunque grazie lo stesso anche se non so per che cosa!
Ciao.
Postato da: Antonio Melaiu | 22.06.07 20:24 | Segnala commento inappropriato
Grazie Di Pietro per essere stato l'unico ad opporsi all'indulto!
Postato da: Massimo Lotto | 09.01.07 19:27 | Segnala commento inappropriato
Sig. Di Pietro
Sono un giovane ragazzo siciliano, che ha tanta voglia di vivere in una onesta società e haimè l'italia è ben lontana da questo mio ideale. Qui in sicilia la mafia non esce allo scoperto come a napoli, ma ci mette in ginocchio. I nostri rappresentanti sono coinvolti e allora noi vogliamo emigrare.
Ho 18 anni è sono in grado di capire che abbiamo bisogno di di giustizia per stare tutti bene. Ma questa si deve far RISPETTARE. Abbiamo e avete (i parlamentari) bisogno di un codice etico che si faccia rispettare. Siamo 50 milioni e i parlamentari sono sempre gli stessi, sanguisughe della società, dal parlamento al mio comune, nel quale l'ultima giunta ha fatto piazza pulita delle nostre finanze, e adesso ci richiedono soldi dopo un'altro proggetto ladro.
Siamo in una brutta strada, e qui in sicilia ancora di più. è dura andare avanti sforzandoti di credere credendo che qualcosa possa cambiare . Anche nel suo partito, in ambito regionale, c'è qualcosa che puzza, non sapendo qui in sicilia quali sono i veri valori , mi sento scombussolato e inabbissato sotto un alone di dubbio e perplessità.
Spero la sua persona influenzerà a politica. Io faccio ciò che posso.
Postato da: Arangio Andrea | 16.11.06 20:17 | Segnala commento inappropriato
Onorevole,
da un suo articolo cito:
“…aggiungerei che deve essere soprattutto gestita da persone oneste ed espressione dell’intero azionariato.”
Sono contento che su queste cose la pensiamo allo stesso modo. Il problema è che in Italia ci sono i ladri che vanno sotto processo e che poi vengono amnistiati, mentre i veri delinquenti restano impuniti nei consigli di amministrazione. E non solo in uno, si tengono pure cento sedie e cento cariche retribuite. Ma questi per la popolazione non sono dei ladri. Per gli Italiani queste sono persone da venerare e da rispettare, il delinquente è il poveraccio con la pistola, la brava persona da ossequiare e ammirare è invece il ladro con la penna, che ruba alle aziende e ai lavoratori in modo legale. Cosa vuole, se al popolo la bene così questa è la sua volontà, ma allora perché gli danno così fastidio gli indulti e le amnistie per persone che almeno sono delinquenti veri ?
Postato da: Paolo Conti | 08.11.06 10:26 | Segnala commento inappropriato
Egr. Dott. Di Pietro,sono un napoletano suo estimatore soprattutto per quanto concerne il suo modo di affrontare le problematiche inerenti alla giustizia.A mio avviso il suo posto ,per la sua lunga esperienza come p.m. sarebbe stato il ministero della Giustizia.Comunque anche cio' che sta facendo nel ruolo attuale le fa molto onore e condivido pienamente le posizioni che sta prendendo.
Come le dicevo sono un napoletando deluso e amareggiato profondamente per gli ultimi avvenimenti accaduti a Napoli.
Purtroppo a mio avviso la sitazione è divenuta irreversibile, e la venuta del presidente Prodi oggi a Napoli si ridurra' come sempre a tutta una serie di proposte con le istituzioni locali che resteranno solo chiacchiere .
Finchè non ci sara', come dice Lei ,la certezza della pena nulla cambiera',anzi al punto in cui si è arrivati ,parlo per la Campania, neppure questo potra' sanare questa gravissima situazione.
Le vorrei dare un suggerimento che forse solo Lei ,quale persona esperta potrebbe portare avanti.
A mio avviso occorrerebbe fare una radicale riforma del regime carcerario,creando un tipo di carcere durissimo per i reati gravi e un regime che potrebbe essere quello attuale per i reati minori. Per come la vedo io il carcere per i reati gravi dovrebbe essere veramente un deterrente efficace e non come è attualmente.Mi viene alla mente un servizio televisivo dalle carceri di Velletri andato in onda qualche giorno fa in cui si vedevano i carcerati che leggevano il giornale ed avevano la televisione nella cella come se fossero in un albergo.
Per certi soggetti che si sono macchiati di reati gravi,il recupero tanto sponsorizzato purtroppo da alcuni partiti della sua coalizione,è impossibile ,per cui come poi constatiamo giornalmente,appena questi soggetti escono dal carcere riprendono a delinquere normalmente.Per cui tutte le parole che si dicono,comprese quelle che dira' oggi il pres. Prodi,rimarranno solo parole inutili che servono solo alla politica ma non al cittadino.
La situazione a Napoli richiede in questo momento urgenti azioni di dura repressione , e successivamenteper si potranno gettare le basi per delle soluzioni che devono essere sociali, per attuare le quali occorra almeno un decennio.
Mi auguro che Lei abbia il tempo di leggere questa mia che e' dettata da una grandissima amarezza e rassegnazione , e nel frattempo le faccio i miei piu' sinceri complimenti per l'opera meritoria che sta svolgendo.
Con stima
P. De Longo
Postato da: PASQUALE DE LONGO | 02.11.06 15:09 | Segnala commento inappropriato
Stimato Onorevole Antonio Di Pietro,
Preferisco darle del tu se permette.
Non sò, trovare una definizione che possa calzare perfettamente il sentimento di stima e profonda ammirazione "profonda ammirazione" che provo nei tuoi confronti. Stima personale ancor prima che come uomo e modello politico.
Affettuosi saluti
Postato da: luigi basta | 06.08.06 11:35 | Segnala commento inappropriato
Caro Di Pietro, lei pubblica soltanto le lettere che parlano bene di lei, scritte da fascisti forcaioli come lei, che per fortuna sono soltanto 113(quando si dice il caso!) in tutta Italia. Perchè non pubblica i commenti negativi.Lei vorrebbe essere furbo, prendere i voti dei benpensanti che evadono le tasse e chiedono la pena di morte per ladruncoli o tossici, come dispregiativamenteli chiamano i suoi fans.Per fortuna non ci riuscirà. A questo punto, io persona di sinista dall'età del liceo, debbo per forza dire: Grazie Silvio Berlusconi, per l'espressione democratica che hai dato e grazie per la legge 106, a riforma della giustizia, che purtroppo la sinistra vuole togliere per difendere le toghe, non certamente rosse, ma dalla mentalità corporativista e da Torquemada, quale era lei, allorquando faceva il PM. La giustizia Italiana ci ha guadagnato molto dalle sue dimissioni, ci guadagnerebbe ancora da quelle di ministro. Purtroppo (SIC!) le poltrone fanno gola
Postato da: Pietro Mondì | 29.07.06 22:01 | Segnala commento inappropriato
sei grande, in questo marasma politico questa volta ho avuto le idee chiare e non me ne pento di averlo fatto, si ti ho votato perchè la tua politica corrisponde ai volori in cui credo. non ti nego che in passato ho votato per AN, perchè ritenevo il suo leader un po più serio della miriade di di politici che si affannano solo a curare i propri interessi e quelli delle lobby di abbartenenza, ma con l'ultima legislatura si è fatto plagiare dal cavaliere e assoggettato al bossi per cui sono stato contento di averti votato caro DI PIETRO ho sempre avuto ammirazione nei tuoi confronti perchè non ti arrendi mai cercando in tutti i modi di far prevalere la giustizia sempre. UN MIO CONSIGLIO, al posto tuo mi dimetterei, non importa se andremo a nuove elezioni tanto ci siamo abituati non sarebbe la prima volta, ma rendereste all'Italia e agli Italiani un grande servigio, QUELLO DI IMPEDIRE A QUESTA MAGGIORANZA DI: FARCI INVADERE DA EXSTRACOMUNITARI, DI FAR DIVENTARE LA NOSTRA SOCIETà PIENA DI GAY E LESBICHE, DI METTERE IN LIBERTà TRUFFATORI ED ASSASSINI BEFFANDO IL POPOLO ITALIANO ONESTO E LABORIOSO, E DIO SOLO SA QUANTI ALTRI PROPOSITI MALVAGI SI APPRESTANO A FARE. TI PREGO, DIMETTITI MANDALI A CASA QUESTO è L'AIUTO PIù GRANDE CHE PUOI FARE AI TUOI ELETTORI E AL POPOLO ITALIANO CHE SICURAMENTE APPREZZERà QUESTO GESTO. FALLO IN NOME DEGLI ITALIANI ONESTI CHE SI RODONO DENTRO A TUTTE QUESTE VICENDE
Postato da: giuseppe guerra | 29.07.06 09:54 | Segnala commento inappropriato
grazie di pietro, sono contento per averti votato,
sono arrabbiato con questa unione che ha ceduto al ricatto dei delinquenti politici e ha tradito i loro votanti!
questo indulto è una porcheria!!!!!!!
Postato da: Crescenzo Letizia | 28.07.06 09:30 | Segnala commento inappropriato
Sig,ministro le confermo la piena stima per tutte le sue iniziative a difesa dellal egalità ,lei e la speranza ditutti quegli italiani che sripsettano le leggi e le istituzioni e che non fanno parte di combricole di "furbetti"che affliggono il nostro paese,spero che continui le sue battaglie contro il malafare che sono anche le nostre .Noi cittedini onesti ci auguriamo che possa andare avanti nel suo cammino e sappia che avra sempre il ns. sostegno.
Postato da: adriano cerina | 27.07.06 18:07 | Segnala commento inappropriato
Caro sig. ministro i commenti sul suo modo di agire non possono essere che positivi. Il motivo per cui le scrivo e per avere una risposta su di un fatto tecnico legato al suo trascorso di P.M. e precisamente vorrei sapere se il trasgredire a quanto sancito nel D.P.R. 285 del 10/09/1990 " regolamento di polizia mortuaria" da parte delle persone obbligate al rispetto, comporti conseguenze di tipo civilistico, penale o di ambedue.
Gradirei inoltre sapere chi sono i soggetti tenuti a tale obbligo e se tra questi rientrano anche magistrati, forze dell'ordine, medici necroscopi ed addetti in genere.
Ringrazio anticipatamente ed auspico al più presto una sua risposta
Postato da: pasquale salvatore | 27.07.06 16:40 | Segnala commento inappropriato
E' ora di recuperqare dignita'.
per cinque anni mi sono vergognata di essere italiana, non accettiamo ricatti che servono a liberare gli amici degli amici (che poi andranno in tv a dire che sono innocenti e che i magistrati sono tutti dei pazzi) e troveranno chi, anche in buona fede, credera' loro e continuera' a votarli o, peggio ancora, li prenderanno a modello, (della seria "essere farabutti paga" ma bisogna esserlo alla grande!!!).
sono stufa di essere sbeffeggiata da questi malavitosi.
Non e' la vendetta di chi si e' comportato sempre correttamente, ma e' senso di giustizia, rispetto delle regole, recupero della dignita'.
Per favore, tenete duro!
Postato da: maria stella nobili | 26.07.06 15:09 | Segnala commento inappropriato
Ho votato per lei, e non è la prima volta, più per tatticismo che per un identità completa di vedute, ma devo riconoscerle tutta la mia stima per le sue prese di posizione. Sembra che non interessi a nessuno anteporre un minimo di moralità e dunque di lungimiranza nelle scelte politiche di ogni tipo. La politica non può ridursi al tornaconto immediato ed alla convenienza di bassa lega. Questo modo di fare politica ha causato negli ultimi anni un allontanamento da parte di troppi connazionali, ma a nessuno, lei escluso, viene in mente che guardare lontano prima di prendere decisioni e ritenere trascurabili commistioni della peggiore specie genera verso gli elettori una nausea diffusa ed una pericolosa sfiducia verso chi rappresenta le istituzioni. Naturalmente mi riferisco alla questione dell'indulto, vergognoso paradigma di ciò che le sto argomentando. Faccia sentire alta la sua voce, è anche la mia e quella di tanti altri ai quali sembrano mancare punti di riferimento significativi. Non faccio più politica attiva da tanti anni, ma oggi non saprei nemmeno che cosa fare per comunicare il mio sdegno. Continui così, non ceda ai pastrocchi che sicuramente le saranno proposti ogni giorno. Franco Farina
Postato da: franco farina | 25.07.06 13:04 | Segnala commento inappropriato
On.le Di Pietro,
mi complimento per la nitidezza morale ed ordinamentale della posizione da Lei assunta in ordine alla proposta di indulto in discussione in questi giorni alla Camera nonchè alle perplissità da Lei manifestate in ordine al trasferimento in blocco dei vertici della Guardia di Finanza di Milano.
E' almeno irresponsabile l'intento di estendere l'indulto ai reati finanziari che rappresentano, a mio sommesso avviso, una delle condotte criminali più pericolose per i consociati.
A cosa è servito liberarci di Berlusconi e della sua corte se l'Unione, con la Sua sola esclusione, ci ripripone in buona sostanza le stesse ambizioni aggravate da una capacità di fare e comunicare sicuramente migliore e qundi idone a destare minor allarme nell'opinione pubblica.
mario rosati
Postato da: mario rosati | 19.07.06 19:26 | Segnala commento inappropriato
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1121
Postato da: Felice NIRO | 08.07.06 15:57 | Segnala commento inappropriato
Vorrei tanto che ci fosse una petizione popolare, una richiesta scritta da parte del popolo italiano al Parlamento o al Governo per aiutare il Tribnale di Napoli, di Roma, di Milano di Bologna e di Palermo : c'è bisogno della carta da fax, di tutto. Il Governo ha promesso di rimettere in moto la giustizia in tempi brevi per l'efficienza, ma senza fondi e senza personale questa macchina giustizia si ferma. Chiediamo tutti al Governo e al Parlamento di finanziare il settore Giustizia.
Postato da: Liliana Sangiovanni | 07.07.06 10:19 | Segnala commento inappropriato
Non si deve vivere con principio fregare il prossimo, non con principio fare i soldi facendo le fraude,i soldi non sono uno scoppo sono uno mezzo che riesci a fare quello che desideri,se hai i principi sanni alora farai le cose giuste, se no prenderai la strada della droga,alcool ecc
I soldi ti fanno solo riccho ma la scuola ti fa diventare un vero essere umano!!!!!!
Postato da: corneliu ghinea | 04.05.06 19:31 | Segnala commento inappropriato
Attiro l'attenzione dell'On. Di Pietro sulla necessità di una mobilitazione continua di tutti i Risparmiatori Traditi, che vada oltre la soluzione di un problema personale fino ad ottenere la rapida approvazione in ITALIA della legge della CLASS ACTION unico argine contro lo strapotere delle banche etc.
Action Risparmiatori Traditi.
http://it.groups.yahoo.com/group/mpsclientidelusi/
Buone iniziative a tutti.
Postato da: Antonio Da Fabriano | 03.05.06 10:16 | Segnala commento inappropriato
La lettura del Piano industriale 2006-2009 che verrà discusso nella prossima assemblea dei soci, ci lascia delusi e preoccupati. L’istinto iniziale è quello di rileggere il tutto per cercare ciò che non abbiamo visto; infatti gli aspetti non considerati sono molti, e quelli considerati non sono del tutto tranquillizzanti, in particolare per i riflessi occupazionali sul territorio, che sono l’aspetto che ci interessa di più
Poco viene detto in dettaglio sulle dismissioni che pure dovranno essere fatte nel 2006. Con quale criterio sono state scelte le attività da cedere, e quanto e quale personale verrà interessato? Bipielle Leasing, Bipielle Net, Bipielle Suisse verranno vendute a 250 milioni di euro; viste le potenzialità di BPL Net, riteniamo e speriamo che questo valore totale sia puramente prudenziale.
Non una parola viene spesa poi sul concetto di “Banca Popolare”, anzi tutta l’azione sembra indirizzarsi in altra direzione: questo forte “dimagrimento” (1,5 miliardi di euro di attività che saranno vendute in tre anni) , il mantenimento di Efibanca che sta allo statuto come i cavoli con la merenda, le grosse risorse destinate a rivitalizzare i vecchi marchi degli sportelli acquisiti, la creazione del Polo Toscano. Ci sembra che tutto ciò vada nella direzione della creazione di un soggetto appetibile sul mercato, naturalmente sotto forma di Società Per Azioni, ed ancora più naturalmente lontano da Lodi.
Per le carenze e le contraddizioni descritte non ci sentiamo di esprimere al momento una valutazione positiva. Confidiamo che la prossima assemblea ci porti maggiori e più tranquillizzanti informazioni.
Vorremmo in ultimo sapere se la Banca Popolare Italiana abbia intenzione, viste le impellenti necessità economiche, di rivalersi legalmente per i danni subiti. Giambattista Pera Italia dei Valori Responsabile Provinciale - Lodi
Postato da: Gianni Pera | 01.05.06 15:18 | Segnala commento inappropriato
COMUNICATO STAMPA DEL 25 Aprile 2006
In occasione della prossima assemblea dei Soci della Banca Popolare Italiana, ove si discuterà e si approverà il Bilancio 2005 intendiamo informare i cittadini, che il socio Antonio Di Pietro non potrà partecipare a questa assemblea.
Egli ha infatti ricevuto l’accettazione scritta di ammissione a socio, accettazione deliberata dal neoeletto consiglio di amministrazione e notificata a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno.
Un atto previsto dallo statuto della Banca, nato come strumento di corretta informazione, ma nei fatti utilizzato come strumento discriminatorio indirizzato a pochi. Con la notifica dell’accettazione infatti, riparte il conteggio dei novanta giorni necessari per la partecipazione all’assemblea dei soci; nella stragrande maggioranza dei casi, invece, il Consiglio di Amministrazione accetta i soci mediante il silenzio, ed in questo caso il calcolo dei novanta giorni decorre dalla richiesta di iscrizione. Pertanto tutti coloro che hanno aderito nel mese di dicembre all’appello di Antonio Di Pietro, potranno partecipare, ma non Lui.
Ai soci della Banca Popolare Italiana ed all’opinione pubblica lasciamo le relative valutazioni.
Giambattista Pera Responsabile Provinciale
Postato da: Gianni Pera | 01.05.06 15:13 | Segnala commento inappropriato
chi truffa i risparmiatori deve andare in galera,vanno fatte leggi piu severe contro queste persone.antonio di pietro sei sulla strada giusta.
Postato da: liberti stefano | 03.04.06 17:53 | Segnala commento inappropriato
Accidenti quanti custodi delle ferree leggi del mercato e quanti benpensanti sono pronti a scagliarsi contro l'avida famiglia che cerca di arraffare la sua prima casa a tassi variabili perchè più bassi, mossa da ingordigia e chissà quali fini speculativi!
Complimenti davvero, si palesa proprio una bella fotografia di società! Ma dove sono finiti i valori della solidarietà con gli ultimi, i più deboli, con chi non riesce più ad arrivare alla fine del mese grazie all'assoluta mancanza di controllo dei prezzi da parte di questo governo al momento dell'entrata in vigore dell'euro? Mancanza di controlli a mio parere dolosa che ha permesso consapevolmente ad una certa categoria di elettori di speculare loro si, sulla pelle della povera gente!
Io sono felice per la proposta di Antonio Di Pietro di proteggere gli investimenti sulla PRIMA casa, si badi bene, non anche quelli sulla seconda, terza, ecc. proprio perchè questi ultimi si che sono da considerarsi meri investimenti da parte di chi ha tanti soldi da porsi il problema di come impiegarli!
Ma voglio dire ai novelli guardiani della mano invisibile del mercato che chi come me all’età di 44 anni, dopo aver gettato per 20 anni soldi in affitti, riesce per miracolo a ottenere un mutuo trentennale solo grazie all’anticipo della propria liquidazione, purchè a tasso variabile perchè il tasso fisso ha una rata per me insostenibile, non lo fa per ingordigia ma per necessità, scommettendo su un futuro che sia pietoso e mantenga i tassi stabili. L’alternativa sarebbe stata quella di vivere tutta la vita sotto il ricatto e la precarietà degli affitti sempre più esosi e degli umori dei padroni di casa.
Quindi questi signori benpensanti (e dal portafoglio gonfio), farebbero bene a riflettere che sulla prima casa a volte non c’è scelta, e forse non sanno che dopo una certa età, 43-45 anni, le banche non ti concedono più mutui diluiti su trent’anni con rate accessibili.
E’ allora che si prende la decisione di rischiare e si rinuncia a tutto pur di pagare quella rata del mutuo e poter arrivare a finire la tua vita in una casa dalla quale nessuno ti può più mandare via proprio quando sei più debole e fragile, la vecchiaia.
Certa gente, se non ha ben chiaro il concetto di ricchezza e povertà perchè non ha mai conosciuto lìindigenza, se non è d’accordo con il principio della solidarietà e di un’equa ripartizione della ricchezza, bene farebbe a rimanere all’interno di schieramenti politico-ideologici più consoni ai loro valo
Postato da: Alessandro Murtas | 06.03.06 11:31 | Segnala commento inappropriato
pensiamo di tutelare i risparmiatori candidando i mestieranti della politica trombati dai DS? cosa gliene frega ad EVANGELISTI dei risparmiatori truffati? ha bisogno dello stipendio da parlamentare? CHE SI CERCHI UN LAVORO! tonino non ci puoi prendere in giro in questo modo
Postato da: renato baudinelli | 01.03.06 14:36 | Segnala commento inappropriato
Tonino! Xké? Ke hanno fatto i precedenti governi - né + né - come questo e pure i futuri!!!... - x i piccoli risparmiatori se NON fotterli allegramente senza pensarci su 2 volte (cercando di convogliare il maltolto, oltre ké pro domo sua, anke a foraggiare la LERCIA politica, sic!...)???...
E TU, Tonino, xké NON mi hai aiutato, all'epoca (1992), a sbattere ai LAVORI FORZATI a VITA i RAPINATORI dell'IFM???...
Attendo risposta (ke NON arriverà, more solito!...).
Postato da: Edoardo Grynberg | 23.02.06 18:25 | Segnala commento inappropriato
Parallelamente al Compact Act che Kofi Annan ebbe la sensibilità di inventare perchè le aziende più attente ai problemi sociali e dei diritti dei lavoratori e della salvaguardia dell'ambiente lo facessero proprio e lo rispettassero,si è affermato il codice etico e della responsabilità sociale della governance delle imprese.
Quello che che doveva essere un momento di forte significato sul piano della effettiva'
assunzione di responsabilità etiche e sociali,a me sembra sia divenuto un pubblico e doveroso atto formale di conformistica e opportunistica adesione a principi che tutte le aziende affermano di rispettare ma che nella pratica non fanno.E' sotto gli occhi di tutti il vertiginoso aumento del lavoro dell'antitrust per la concorrenza che
stigmatizza comunque anche un irregolare comportamento e una violazione delle regole del fare correttamente impresa.Quando poi come nel caso dell'Eni vengono lesi gli interessi nazionali e dei consumatori penso che la sanzione normale dovrebbe essere oltre alla perdita dei benefici economici quali decadenza dellestock options, la rimozione del topmanagement che si è reso responsabile di un tale danno, oltre che alla collettività anche alla stessa impresa.
Questa sanzione dovrebbe essere sempre irrogata per legge obbligatoriamente a tutti quegli amministratori furbi e non leali con le regole sane della concorrenza .Il mercato sicuramente ne avrebbe un beneficio e si moralizzerebbe non poco.
Francesco de Goyzueta
Postato da: francesco de goyzueta | 17.02.06 17:40 | Segnala commento inappropriato
Un video tutto da vedere
www.raiclicktv.it/raiclickpc/secure/stream.srv?id=13688&idCnt=33820&pagina=1&path=RaiClickWeb^Notizie^Politica#
Saluti a tutti
Postato da: Fabrizio Omiccioli | 16.02.06 21:46 | Segnala commento inappropriato
Appena mi sono trasferito a Chieti Scalo, senza sapere del problema BPI, ho aperto un c/c banca CARIPE. ora cosa devo fare? Togliere tutto. Grazie se gentilmente mi risponderà.
Postato da: giuseppe rossi | 16.02.06 20:48 | Segnala commento inappropriato
Sono stato, con altri, oggetto di truffa aggravata da parte di due promotori finanziari per i quali ultimi è stato chiesto il rinvio a giudizio l'1/03/2005. Ad oggi non è stata ancora celebrata l'udienza preliminare : siamo al 5° rinvio per certificazioni mediche di malattia prersentate degli imputati e dei loro avvocati, a turno. Quale azione ci consiglia di porre in essere per la prossima udienza fissata il 27/04/06?
N.B.: uno dei due imputati in altro procedimento penale ha, finora, fruito di 6 rinvii.
distinti saluti.
g. de bellis
Postato da: giuseppe de bellis | 16.02.06 12:41 | Segnala commento inappropriato
Ma ci sono persone oneste nei consigli d'ammi nistrazione delle banche?
Non credo stando così le cose. Ci vorrebbe una Mani Pulite quotidiana, che manca. L'Italia è il Paese della falsa democrazia, della dittatura di tessera, il Paese i cui puoi dire tutto perché nessuno ti ascolta e soprattutto perché non conti un ca..o. Tanto chi ha in mani i giornali, le televisioni, l'Università, il potere economico e politico, ecc., farà sempre come gli pare, almeno finché in politica non ci saranno sempre gli stessi cattivi soggetti.
Si spera, ma sperare è difficile, si pensa ma pensare è difficile, si combatte ma lottare è difficile, l'accerchiamento è completo: l'onestà è accerchiata dall'egoismo, dall'opportunismo e dalla cupidigia.
Senza pietà si sta deturpando uno stivale che era pieno di sogni e che adesso è pieno di nulla.
Postato da: Giuseppe Tafuri | 15.02.06 17:33 | Segnala commento inappropriato
TELEFONO ANTIPLAGIO - COMUNICATO STAMPA
Telefono Antiplagio apprende che il ministro delle Comunicazioni, Mario Landolfi, ha presentato una nuova disciplina delle tariffe telefoniche a valore aggiunto. Il provvedimento riguarda anche l'astrologia, la cartomanzia e la vendita di numeri del lotto. Secondo quanto stabilito dal decreto, l'importo massimo fatturabile in bolletta per ogni singola telefonata sara' di 15 euro e l'utente, di volta in volta, dovra' dare il proprio consenso.
Per Telefono Antiplagio tali limiti sono inutili e non garantiscono i cittadini. Infatti, uno dei raggiri piu' utilizzati dalle societa' che gestiscono maghi, indovini ecc. e' quello di far chiamare frequentemente la vittima, affinche' l'ostacolo del limite di spesa sia aggirato. E' ovvio poi che chi telefona e' disposto a dare il proprio consenso, altrimenti non effettuerebbe la chiamata. Quindi, di fatto, non cambia nulla: le famiglie continueranno a ritrovarsi servizi che non hanno richiesto e saranno costrette a farli disattivare dopo aver ricevuto bollette salatissime, frutto della somma di piu' telefonate.
Secondo Telefono Antiplagio il problema delle truffe dei ciarlatani, se si vuole affrontare seriamente, puo' essere risolto solo in due modi: 1) attivando i numeri a valore aggiunto solo su esplicita richiesta dell'utente, anziche' automaticamente; 2) vietando la pubblicita' dei maghi. Ma poiche' questo business interessa molti editori e vede al primo posto Mediavideo, azienda del Presidente del Consiglio, con oltre 200 pagine di pubblicita' di numeri audiotex di astrologi, cartomanti e venditori di fumo, si continua ad intervenire con codici di autodisciplina e decreti che servono solo a dare una patente ai ciarlatani, la cui attivita', peraltro, e' vietata dalla legge. Ancora una volta si e' persa l'occasione per mettere un freno al dilagare degli imbroglioni.
Ufficio Stampa Antiplagio 338.8385999
Prof. Giovanni Panunzio, coord. naz.
Postato da: Giovanni Panunzio | 15.02.06 00:54 | Segnala commento inappropriato
Caro Antonio, vuoi sapere come tutelare la gente comune? ti rispondo molto volentieri !
1) Tassare la pubblicità (per i beni non-innovativi)
infatti non abbiamo bisogno che ci bombardano di pubblicità per mangiare gli spaghetti. La pubblicità in questo caso serve solo per far lievitare i prezzi e ridurre la qualità della pasta stessa, con consegunte minor esportazione.
2) Ridurre i costi di trasporto delle merci(benzina, Autostrade e Assicurazioni) infatti tutti i beni che noi acquistiamo sono soggetti ad un lievitare dei prezzi proprio per questa ragione (tassazione occulta che grava proprio sulla povera gente).
3) Ridurre i passaggi delle merci .....
Ecc. ecc
Avrei tante cose da dirti e da dire però vorrei vedere recepite alcune idee.
Postato da: Sandro Garibotti | 13.02.06 18:13 | Segnala commento inappropriato
"caro" Di Pietro tu che sei il paladino della libertà e della giustizia perchè infili la testa sotto la sabbia come gli struzzi di fronte ai quesiti che ti faccio? te li sei dimenticati? allora te li rinnovo IO SONO UN DISOCCUPATO CON 2 BAMBINE PICCOLE A CARICO per motivi di salute e di età, all'ufficio di collocamento di Roma, cioè dove risiedo il consulente al lavoro preposto all'orientamento mi ha vivamente consigliato, sia per l'età e sia per la salute di aspirare ad un posto nel P.I. ai sensi dell'art. 16 Legge 56/87, come tu saprai tale norma regola le assunzione nel P.I. ai livelli "B", i più bassi, come commessi, uscieri ecc. succede però che al Comune di Roma Alla Regione Lazio e alla Provincia di Roma si sono inventati "L'IMPRENDITORIALITA' MUNICIPALIZZATA" ovvero hanno fondato delle società con soldi pubblici, le hanno dotate di personale precario e reclutato esclusivamente tra i raccomandati ivi compresi i parenti di sindacalisti e di impiegati VIP.Questa "PIOVRA ROSSA" si è appropriata di tutti i servizi dei maggiori Enti Locali d'Italia quali sono appunto quelli Romani, dagli Uffici pubblici ai trasporti alla nettezza urbana al ruolo degli operai ai servizi scolastici a quelli sociali etc. come faremo noi iscritti al collocamento in attesa di assunzioni ai sensi della 56/87 NOI SIAMO TUTTI ADULTI CON BAMBINI A CARICO e quello che i compagni del tuo schieramento stanno facendo è veramente disgustoso, ogni volta che ti vedo in televisione piagnucoli o contro Casini o contro Berlusconi ma non fai nulla contro questa situazione. Perchè lasci che questa gente violi le leggi? ma non ti stava a cuore la legalità? la stessa legge Biagi all'art. 2 comma 2 VIETA l'utilizzo di precari nel P.I. (al contrario del pacchetto riformista definito dal tuo amico TREU), la Legge 56/87 riserva esclusivamente ai lavoratori cassintegrati ai L.S.U. e ai Disoccupati con bambini piccoli a carico i livelli "B" e la legge 104/92 ne riserva una aliquota ai disabili gravi, invece, grazie a deroghe studiate con la C.G.I.L. e giunte di sinistra i TUOI COMPAGNI DI MERENDE stanno disonorando il voto della gente onesta che vi da ancora il consenso e truffando migliaia di persone che tutte le settimane, da ormai 6 anni a questa parte attendono una chiamata che non arriva. VERGOGNA DI PIETRO!!!!!
Postato da: silvano perna | 09.02.06 15:46 | Segnala commento inappropriato
Il maggiore problema italiano è la giustizia. Un popolo si definisce "civile" o "incivile" principalmente per come amministra la "giustizia".
Ben vengano le tue iniziative per riportare un minimo di "giustizia" in modo che il nostro paese possa essere definito un paese "civile".
Postato da: Alessandro Cavalieri | 09.02.06 09:19 | Segnala commento inappropriato
BELLISSIMO IL PROGRAMMA ELETTORALE.
BISOGNA "SVECCHIARE" LA NOSTRA ITALIA CON LEGGI VERAMENTE LIBERALI E CHE TUTELINO I CITTADINI ( LEGGE SUL RISPARMIO).
IMPORTANTE LA RICERCA PERCHè SIAMO UN PAESE ANCORA VIVO.
LA MIA MASSIMA SOLIDARIETA' VERSO DI TE PER QUANTO RIGUARDA I POLITICI CON PROCEDIMENTI PENALI IN CORSO. e' VERAMENTE INDECENTE CHE PERSONE ( A PRESCINDERE DALL'ESITO FINALE DELL'INDAGINE) INDAGATE POSSANO ESSERE ELETTE, QUESTO LO DICO PERCHè PERCHè UN POLITICO O QUALSIASI CARICA ISTITUZIONALE NON DEVE GENERARE NEMMENO UN DUBBIO VERSO I CITTADINI.
IMPORATANTE PENSARE ALL'ENERGIA.
PER ESEMPIO PERCHè NON FINANZIARE AL 70% LE FAMIGLIE CHE VOGLIONO INSTALLARE PANNELLI FOTOVOLTAICI?
GRAZIE PERCHè FINALMENTE IN POLITICA SI INIZIA A PARLARE DI PROBLEMI SERI E DI LEGGI ALTERNATIVE MODERNE.
BUON LAVORO
Postato da: MARCO MORELLI | 07.02.06 21:52 | Segnala commento inappropriato
Rispetto alla politica economica di questo governo e in particolare del ministro Tremonti ho già scritto in un'altra voce di questo blog. Oggi vorrei commentare le solite scuse del nostro premier e in particolare le sue lamentele per l’introduzione dell’Euro. L'ultima volta l'ho sentito dire "IO avrei scelto un altro tasso di cambio!" A proposito di queste mistificazioni vorrei ricordare alcuni fatti:
1. fino alla sua ultima dichiarazione non era neanche chiaro se Lui avesse mai voluto e propugnato l'adesione dell'Italia alla moneta unica.
2. due anni fa Lui si lamentava che il cambio era troppo alto e che così si ammazzavano le esportazioni italiane. Ora sostiene invece che avrebbe voluto un cambio più alto per agevolare le importazioni di materie prime. Forse vuole suggerire che ci vorrebbe un cambio disgiunto: alto per le importazioni e basso per le esportazioni? Peccato che i nostri partner commerciali non hanno ancora accettato questa ingegnosa trovata. Riuscirà il nostro Eroe a convincerli?
3. rispetto alla sua magnifica capacità di "fare i cambi" (per decreto o chissà come?), vorrei ricordare che nessun presidente italiano li ha mai subiti quanto Lui durante la sua prima permanenza a Palazzo Chigi. Quando ebbe finito, ai primi del 1995, il cambio era arrivato a quota 1250 lire per un marco tedesco e ci vollero due anni di paziente lavoro di Dini, Ciampi e Prodi per ripristinare la fiducia dei mercati sulla moneta italiana e riportarla ad un livello più ragionevole.
Personalmente ricordo che nei primi mesi del 1995, trovandomi a Trieste, un mio amico mi portò in Slovenia per fare benzina. Facendo i conti con il cambio, ci accorgemmo di non aver risparmiato niente e quando il mio amico accennò una protesta, il benzinaio alzò le spalle e con ghigno beffardo pronunciò solo due parole: "Berlusconi kaputt!"
4. Possiamo solo immaginare a che livelli sarebbe oggi la Lira (già ai tempi del Berlusconi I, al programma dei Guzzanti, Cinzia Leoni parlò della “pizza di fango del Camerun”), dopo crack finanziari come Parmalat e scandali bancari come Popolare di Lodi e Unipol, accompagnati da cinque anni di continue gaffes e dichiarazioni irresponsabili del premier, un anno intero di verifiche nella maggioranza, ripetuti cambi di guardia al ministero delle finanze, richieste di dimissioni del governatore poi rinviate per sei mesi, moniti e declassamenti da parte delle agenzie internazionali. Senza la protezione dell’Euro – conquistata a gran fatica dal governo Prodi e ricordata proprio ieri da Ciampi a Dresda – l’Italia sarebbe sprofondata e il governo Berlusconi non avrebbe retto neanche due anni.
Postato da: Peter Weber | 06.02.06 15:59 | Segnala commento inappropriato
Rispetto al punto 3 del programma ed in particolare al paragrafo relativo alla "Lotta al carovita" aggiungerei la necessita' di un organo di controllo dei prezzi e laddove si riscontri un eccessivo rialzo degli stessi una multa SALATA!
Postato da: Stefano Rossi | 06.02.06 12:52 | Segnala commento inappropriato
LE CONDANNE DI SILVIO…………….. Il nostro bravo Presidente del Consiglio "La forza dei fatti", ecco lo slogan del nostro amato Presidente Berlusconi per strappare qualche voto che ingrassi i magri sondaggi elettorali di Forza Italia di questi tempi.e allora vediamoli questi fatti:1) Bugie sulla loggia P2 (falsa testimonianza)La corte d'appello di Venezia, nel 1990, dichiara Berlusconi colpevole di aver giurato il falso davanti al Tribunale di Verona a proposito della sua iscrizione alla P2(reato coperto da amnistia nel 1989)2) Tangenti alla Guardia di Finanza (corruzione)1° grado: condanna a 2 anni e 9 mesi per tutte e 4 le tangenti contestateAppello: prescrizione per 3 tangenti (grazie alle attenuanti generiche), assoluzione con formula dubitativa per la quarta. nella motivazione si legge: "Il giudizio di colpevolezza dell'imputato (Berlusconi) poggia su molteplici elementi indiziari, certi, univoci, precisi e concordanti, per ciò dotati di rilevante forza persuasiva, tali da assumere valenza probatoria"Cassazone: assoluzione3) All Iberian 1 (finanziamento illecito ai partiti)1° grado. condanna a 2 anni e 4 mesi per i 21 MILIARDI versati estero su estero, tramite il conto All Iberian, a Bettino Craxiappello: prescrizione, tra le motivazioni della sentenza:"per nessuno degli imputati emerge daglia atti evidenza dell'innocenza"Cassazione: prescrizione confermata, tra le motivazioni della sentenza: "le operazioni societarie e finanziarie prodromiche ai finanziamenti estero sue estero dal conto intestato alla All Iberian al conto di transito nothern Holding (Craxi) furono realizzati in Italia dai vertici del gruppo Fininvest spa, con rilevante concorso di Berlusconi quale proprietario e presidente (...) Non emerge negli atti processuali l'estraneità dell'imputato".4) All Iberian 2 (falso in bilancio)Processo sospeso in attesa che si conosca se le nuove norme in materia di reati societari approvate dal governo Berlusconi si siano legittime (deciderà l'Alta Corte di giustizia europea e la Corte costituzionale italiana. In pratica Berlusconi si è fatto la legge per scagionarsi, bisogna vedere però se gli alti organi saranno d'accordo...5) Medusa Cinema (falso in bilancio)1° grado: condanna a 1 anno e 4 mesi (10 MILIARDI di fondi neri che, grazie alla compravendita, vengono accantonati su una serie di libretti al portatore di Silvio Berlusconi)Appello: assoluzione con formula dubitativa. Secondo il collegio Berlusconi è così ricco che potrebbe anche non essersi reso conto di come, nel corso della compravendita, il suo collaboratore Carlo Bernasconi (condannato) gli abbia versato 10 MILIARDI di lire in nero.Cassazione: sentenza d'appello confermata6)Terreni di Macherio (appropriazione indebita, frode fiscale, falso in bilancio)1° grado: assoluzione dall'appropriazione indebita e dalla frode fiscale (4, 4 MILIARDI pagati in nero), prescrizione per i falsi in bilancio di due società ai quali "indubbiamente ha concorso Berlusconi"Appello: confermata l'assoluzione dalle prime due accuse. Assoluzione anche per uno dei due reati di falso in bilancio, per il secondo è intervenuta l'amnistia.Cassazone: in corso.7) Caso Lentini (falso in bilancio)1°grado: reato prescritto per la legge su falso in bilancio (10 MILIARDI versati in nero al Torino Calcio per l'acquisto del giocatore Luigi Lentini)Appello: in corso8) Consolidato gruppo Fininvest (falso in bilancio)Il gip Fabio Paparella ha dichiarato prescritti, sulla base della nuova legge sul faso in bilancio, i 1500 MILIARDI (!) di presunti fondi neri accantonati dal gruppo Berlusconi su 64 società off-shore della galassia All Iberian (comparto B della Fininvest).Il pm Francesco Greco ha però presentato ricorso in Cassazione9) Lodo Mondadori (corruzione giudiziaria)1° grado: concessione delle attenuanti generiche ("Berlusconi è diventato Presidente del Consiglio"), ma condanna a Cesare PrevitiAppello e Cassazione: prescrizione10) Sme-Ariosto (falso in bilancio)Reato stralciato in seguito all'entrata in vigore delle nuove norme sul diritto societario, (Berlusconi avrebbe versato denaro ad alcuni giudici...). Il processo è fermo in attesa che l'Alta Corte di giustizia europea si pronunci, dato che queste nuove norme in vigore potrebbero essere in contrasto con quelle comunitarie. Ma anche in caso di risposta positiva per i giudici, resterà bloccato per il lodo Schifani. Come del resto tutti gli altri procedimenti ancora in corso a carico di Silvio Berlusconi.11) Diritti televisivi (falso in bilancio e frode fiscale)Indagini preliminari in corso alla Procura di Milano a carico di numerosi manager del gruppo, più il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri e il titolare Silvio Berlusconi, il quale - secondo l'ipotesi accusatoria - avrebbe continuato anche dopo l'ingresso in politica nel '94 ad esercitare di fatto il ruolo di dominus dell'azienda. Oggetto dell'indagine: una serie di operazioni finanziarie di acquisto di diritti cinematografici e televisivi da major americone, con vorticosi passaggi fra una società estera e l'altra del gruppo Berlusconi, con il risultato di far lievitare artificiosamente il prezzo dei beni compravenduti e beneficiare di sconti fiscali previsti dalla legge Tremonti, approvata dal primo governo dello stesso Berlusconi. Il presunto falso in bilancio è valutato intorno ai 180 milioni di Euro (circa 350 MILIARDI)12) Telecinco (violazione delle leggi antitrusti e frode fiscale in Spagna)Il giudice anticorruzione di Madrid Baltasàr Garzòn Real, dopo aver chiesto nel 2001 al governo italiano di processare Berlusconi o, in alternativa, di privarlo dell'immunità in modo di poterlo giudicare in Spagna, non ha ancora ricevuto risposta. berlusconi in Spagna è accusato - insieme a Marcello dell'Utri (pregiudicato) e altri dirigenti Fininvest - di aver posseduto, grazie a vari prestanomi e operazioni finanziarie illecite, il controllo pressoché totalitario dell'emittente Telecinco, in violazione dell'antitrust spagnola.13) Mafia (concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco)Indagini archiviate a Palermo su richiesta della Procura per scadenza termini massimi concessi per indagare.14) Bombe del 1992 e del 1993 (concorso in strage)Le inchieste delle procure di firenze e Caltanissetta sui presunti "mandanti a volto coperto" delle stragi 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993 (Milano, Firenze, Roma) sono state archiviate per scadenza dei termini d'indagine. A firenze, il 14 novembre 1998, il gip Giuseppe Soresina ha però rilevato come Berlusconi e Dell'Utri abbiano "intrattenuto rapporti non meramente episodici con i soggetti criminali cui è riferibile il programma stragista realizzato". Cioè con il clan corleonese che da 20 anni guida Cosa Nostra, con centinaia di omicidi e una mezza dozzina di stragi. Il gip aggiunge: "Esiste un'obbiettiva convergenza degli interessi pubblici di Cosa Nostra rispetto ad alcune qualificate linee programmatiche della nuova formazione (forza Italia): articolo 41 bis, legislazione sui collaboratori di giustizia, recupero del garantismo processuale..."Su questa ultima parte dedicheremo un approfondimento in futuro perché è particolare.Ecco i fatti di Berlusconi, vi ricordo che prescrizione non significa essere innocenti, anzi si è colpevoli solo che c'è una sorta di perdono perché i reati sono accaduti molto tempo prima.
Postato da: alessio | 06.02.06 11:11 | Segnala commento inappropriato
Il Tutankamon di Arcore
foto: news.bbc.co.uk
Il mausoleo Cascella, che prende il nome dal celebre scultore Pietro Cascella, è collocato in un piccolo bosco all’interno di un parco privato di Arcore, non lontano da una strada pubblica.
Il mausoleo ha 24 posti attrezzati per l’eterno riposo ed è adornato da statue di marmo per un peso complessivo di 100 tonnellate ispirate al dipinto Guernica di Picasso.
E’ visitabile, anche in gruppi, ma solo su prenotazione.
Per ora è vuoto, in quanto la legge non consente la costruzione di tombe a meno di 300 metri dalle strade.
E, probabilmente per questo motivo, è stato registrato come “deposito per materiale inerte”.
Nel mausoleo c’è posto per i familiari stretti e per vecchi musicisti che suonavano con lui sui piroscafi.
Ma nessuno lo vuole occupare, sia pure abusivamente.
L’abusivismo non sarebbe un problema. Su una legge ad personam post mortem il popolo italiano darebbe il suo consenso.
Sarebbe solo un piccolo condono tombale.
La verità è che amici e familiari, inclusa la vecchia madre, cercano di spostare il più in là possibile la data dell’addio terreno per non essere sepolti in un deposito per materiali inerti.
Anche i morti hanno la loro dignità da difendere.
Postato da: alfredo | 06.02.06 10:57 | Segnala commento inappropriato
Caro Antonio,
ho letto il tuo messaggio sul sito di Beppe Grillo.
Io sono tra quegli italiani che pensano che la vergogna dell'italia sia la mafia e la corruzione, non chi la combatte. Il fatto è che a forza di dire il contrario tanta gente in mala fede o con il cervello piccolo piccolo finisce per credervi.
Un consiglio: basta rispondere alle provocazioni di Berlusca, ch egioca sempre in attacco, con tutte le porcherie che ha fatto molto meglio giocare all'attacco, ad esempio citando, come tu hai fatto il nome di tutti gli inquisiti (ricandidati) che militano nelle file del centro-destra e, soprattutto, parlate dei problemi veri della gente e, lo ripeto, ignorate le provocazioni, fate finta che Berlusca non esista.
Non voterò per te perchè nel centro sinistra ho altre preferenze, anche se l'ho fatto in una occasione, non essendo presente la lista che abitualmente voto, in ogni caso auguri.
Paolo
Postato da: Paolo Grisendi | 06.02.06 10:50 | Segnala commento inappropriato
Caro Antonio, desidero esprimerti tutta la mia solidarietà per le affermazioni di Casini, che ritengo inqualificabili.
Pur non essendo del tuo partito, ma non è detto, ti prego di non dirlo neanche per scherzo di lasciare questo Paese, semmai dovrebbero farlo i Casini di turno con tutti i suoi vassalli ex pregiudicati o inquisiti.
Continua in questa direzione, tifiamo per te.
Distinti saluti
Francesco Statti
Postato da: Francesco Statti | 06.02.06 10:50 | Segnala commento inappropriato
“Caro Beppe,
il Presidente della Camera dei deputati, On. Casini, ha fatto sapere ieri, tramite i tg nazionali che “Antonio Di Pietro è una vergogna per la magistratura e per la politica” alludendo al fatto che io, da magistrato, ho svolto l’inchiesta Mani Pulite e da politico continuo a denunciare l’inopportunità e l’assurdità che vengano continuamente candidate e mandate in Parlamento persone condannate ed inquisite (anche del suo partito, UDC).
Se davvero io sono una vergogna per gli italiani, sono pronto a farmi da parte ed anche ad espatriare, se necessario, per evitare ulteriori imbarazzi.
E’ bene però che siano gli italiani stessi a dire cosa pensano al riguardo perché ho la netta sensazione che le affermazioni di Casini, seppur provenienti dalla terza carica dello Stato, non corrispondono al comune sentire della gente o dei cittadini.
Faccio subito una premessa: nell’UDC, di cui Casini è leader indiscusso, attualmente militano e ne sono dirigenti un esercito di condannati o rinviati a giudizio per reati gravi.
A puro titolo esemplificativo ricordo:
il Presidente della regione Sicilia, Cuffaro (rinviato a giudizio per favoreggiamento alla mafia ed altro), il Consigliere Regionale siciliano Borzachelli (anch’egli per favoreggiamento mafioso), Vito Bonsignore (eurodeputato condannato definitivamente per tentata corruzione), il suo “padre politico” Arnaldo Forlani (condannato per illecito finanziamento proprio nell’inchiesta Mani Pulite), Calogero Sodano (senatore, condannato per abuso d’ufficio in cambio di favori elettorali) e così via.
Chiedo allora e vorrei sapere:
- sono una “vergogna” per il Paese i ladri, i corrotti, gli evasori fiscali, i mafiosi o chi – come me – li ha scoperti con l’inchiesta Mani Pulite?
- sono una “vergogna” i politici condannati che vogliono stare in Parlamento (e quei leader di partito che – come Casini – li candidano e ricandidano) o coloro che – come me – denunciano da sempre questa anomalia tutta e solo italiana?
Ecco, caro Beppe, vorrei sapere da te e dai tuoi amici del blog cosa ne pensate al riguardo in modo da potermi regolare per il futuro.
Sono raggiungibile sul mio blog www.antoniodipietro.com
Grazie di cuore!”
Antonio Di Pietro
Postato da: alfredo | 06.02.06 10:33 | Segnala commento inappropriato
onorevole DiPietro, magari ci fossero piu' persone /magistrati /politici come Lei.
Lo squadrone di brava gente della Cdl , quello sì che è una vergogna e purtroppo non solo nazionale ma bensì mondiale, visto che autorevoli riviste quale l'Economist ci stanno sputtanando( scusi il francesismo) da anni nel mondo raccontando le "gesta" giudiziarie dei nostri politici ( soprattutto il number one).
SHAME ON US!!!!!!
Distinti saluti.
F.M.
Postato da: fabrizio musso | 06.02.06 10:27 | Segnala commento inappropriato
Carissimo DI PIETRO,
ti seguo sempre nei tuoi dibattiti e, specialmente su TELELOMBARDIA...
Ora io mi sto arrabbiando: io penso che,come dice Nanni Moretti, voi non siate all'altezza di questo centro destra arrogante.
Ma possibile che tutti i LEADER della sinistra possano sopportare tutte le ingiurie che vengono loro vomitate ogni giorno, porgendo l'altra guancia?
Ma non potete confrontarvi per esempio con quelle persone sbattendogli in faccia tutti gli argomenti che usa Marco Travaglio o Beppe Grillo e trattarli veramente al peggio possibile?
Sei intelligente e penso tu abbia gia' capito....
Quindi , andateci giu pesante, tolleranza zero!
Non facciamo sempre i buoni!!!!
Io penso che, adesso che e' passato al centro sinistra, ci vorrebbe SGARBI per affrontare quella gente.....
Scusa lo sfogo ma, non posso non parlare con quello che sento dire ogni giorno dal presidente!
Adesso sembra diventare lui la persona piu' onesta in ITALIA!
Ciao CARISSIMO,
vai avanti cosi' e, fuori tutti i condannati dal parlamento.
PIAZZA PULITA
Luigi
Postato da: Luigi BRAMBILLA | 06.02.06 10:19 | Segnala commento inappropriato
FORZA ANTONIO TIENI DURO
Postato da: ALFREDO DEGNI | 06.02.06 10:15 | Segnala commento inappropriato
Ecco l’elenco di parlamentari inquisiti e/o condannati. Si richiede di ricercare tutti i nominativi che hanno avuto e che hanno a che fare con l’On.le Casini, direttamente ed indirettamente (vedi: dc, ccd, udc, e chi più ne ha più ne metta!). Ciò semplicemente per smentire con i fatti l’on.le Casini.
Alfredo.
On.le Di Pietro, ieri nel leggere le affermazioni di Casini (e che casini!) contro la Sua persona, ho provato indignazione e mortificazione. Non credevo che anche una delle massime cariche dello Stato, prendesse parte di questo gioco. Però capisco, ma non giustifico, perché anch’egli sicuramente, deve fare il gioco del Padre-Padrone. Che vergogna! Eppure credevo fosse una persona perbene. La inviterei a pubblicare o evidenziare i nominativi degli inquisiti appartenenti al partito di Casini. Poi sarebbe opportuno evidenziargli se, la vergogna dell’Italia è Lui oppure l’On.le Di Pietro. Penso che sia il caso di mandare a casa anche Casini, che con la Sua aria sorniona e da falso Cattolico, spesso si richiama ai principi della Chiesa, non merita alcuna considerazione. Oltretutto ci dobbiamo capacitare, sono tutti vittima del sistema consolidatosi: ….Io sono il Padre-Padrone e voi eseguite gli ordini. Parlo dell’uomo che si fa prendere dall’ira dell’onnipotenza, che ci rappresenta ai massimi vertici..
Solidarietà all’Avvocato di Napoli e alla Sua famiglia che avendo dato la Sua disponibilità a IDV ha subito un attentato. Siamo con Lei On.le DI Pietro, penso che ognuno di noi farà la sua parte perché ci sentiamo responsabili e autori del bene del nostro futuro.
Cordialmente
LE CONDANNE DI SILVIO Il nostro bravo Presidente del Consiglio "La forza dei fatti", ecco lo slogan del nostro amato Presidente Berlusconi per strappare qualche voto che ingrassi i magri sondaggi elettorali di Forza Italia di questi tempi.e allora vediamoli questi fatti:1) Bugie sulla loggia P2 (falsa testimonianza)La corte d'appello di Venezia, nel 1990, dichiara Berlusconi colpevole di aver giurato il falso davanti al Tribunale di Verona a proposito della sua iscrizione alla P2(reato coperto da amnistia nel 1989)2) Tangenti alla Guardia di Finanza (corruzione)1° grado: condanna a 2 anni e 9 mesi per tutte e 4 le tangenti contestateAppello: prescrizione per 3 tangenti (grazie alle attenuanti generiche), assoluzione con formula dubitativa per la quarta. nella motivazione si legge: "Il giudizio di colpevolezza dell'imputato (Berlusconi) poggia su molteplici elementi indiziari, certi, univoci, precisi e concordanti, per ciò dotati di rilevante forza persuasiva, tali da assumere valenza probatoria"Cassazone: assoluzione3) All Iberian 1 (finanziamento illecito ai partiti)1° grado. condanna a 2 anni e 4 mesi per i 21 MILIARDI versati estero su estero, tramite il conto All Iberian, a Bettino Craxiappello: prescrizione, tra le motivazioni della sentenza:"per nessuno degli imputati emerge daglia atti evidenza dell'innocenza"Cassazione: prescrizione confermata, tra le motivazioni della sentenza: "le operazioni societarie e finanziarie prodromiche ai finanziamenti estero sue estero dal conto intestato alla All Iberian al conto di transito nothern Holding (Craxi) furono realizzati in Italia dai vertici del gruppo Fininvest spa, con rilevante concorso di Berlusconi quale proprietario e presidente (...) Non emerge negli atti processuali l'estraneità dell'imputato".4) All Iberian 2 (falso in bilancio)Processo sospeso in attesa che si conosca se le nuove norme in materia di reati societari approvate dal governo Berlusconi si siano legittime (deciderà l'Alta Corte di giustizia europea e la Corte costituzionale italiana. In pratica Berlusconi si è fatto la legge per scagionarsi, bisogna vedere però se gli alti organi saranno d'accordo...5) Medusa Cinema (falso in bilancio)1° grado: condanna a 1 anno e 4 mesi (10 MILIARDI di fondi neri che, grazie alla compravendita, vengono accantonati su una serie di libretti al portatore di Silvio Berlusconi)Appello: assoluzione con formula dubitativa. Secondo il collegio Berlusconi è così ricco che potrebbe anche non essersi reso conto di come, nel corso della compravendita, il suo collaboratore Carlo Bernasconi (condannato) gli abbia versato 10 MILIARDI di lire in nero.Cassazione: sentenza d'appello confermata6)Terreni di Macherio (appropriazione indebita, frode fiscale, falso in bilancio)1° grado: assoluzione dall'appropriazione indebita e dalla frode fiscale (4, 4 MILIARDI pagati in nero), prescrizione per i falsi in bilancio di due società ai quali "indubbiamente ha concorso Berlusconi"Appello: confermata l'assoluzione dalle prime due accuse. Assoluzione anche per uno dei due reati di falso in bilancio, per il secondo è intervenuta l'amnistia.Cassazone: in corso.7) Caso Lentini (falso in bilancio)1°grado: reato prescritto per la legge su falso in bilancio (10 MILIARDI versati in nero al Torino Calcio per l'acquisto del giocatore Luigi Lentini)Appello: in corso8) Consolidato gruppo Fininvest (falso in bilancio)Il gip Fabio Paparella ha dichiarato prescritti, sulla base della nuova legge sul faso in bilancio, i 1500 MILIARDI (!) di presunti fondi neri accantonati dal gruppo Berlusconi su 64 società off-shore della galassia All Iberian (comparto B della Fininvest).Il pm Francesco Greco ha però presentato ricorso in Cassazione9) Lodo Mondadori (corruzione giudiziaria)1° grado: concessione delle attenuanti generiche ("Berlusconi è diventato Presidente del Consiglio"), ma condanna a Cesare PrevitiAppello e Cassazione: prescrizione10) Sme-Ariosto (falso in bilancio)Reato stralciato in seguito all'entrata in vigore delle nuove norme sul diritto societario, (Berlusconi avrebbe versato denaro ad alcuni giudici...). Il processo è fermo in attesa che l'Alta Corte di giustizia europea si pronunci, dato che queste nuove norme in vigore potrebbero essere in contrasto con quelle comunitarie. Ma anche in caso di risposta positiva per i giudici, resterà bloccato per il lodo Schifani. Come del resto tutti gli altri procedimenti ancora in corso a carico di Silvio Berlusconi.11) Diritti televisivi (falso in bilancio e frode fiscale)Indagini preliminari in corso alla Procura di Milano a carico di numerosi manager del gruppo, più il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri e il titolare Silvio Berlusconi, il quale - secondo l'ipotesi accusatoria - avrebbe continuato anche dopo l'ingresso in politica nel '94 ad esercitare di fatto il ruolo di dominus dell'azienda. Oggetto dell'indagine: una serie di operazioni finanziarie di acquisto di diritti cinematografici e televisivi da major americone, con vorticosi passaggi fra una società estera e l'altra del gruppo Berlusconi, con il risultato di far lievitare artificiosamente il prezzo dei beni compravenduti e beneficiare di sconti fiscali previsti dalla legge Tremonti, approvata dal primo governo dello stesso Berlusconi. Il presunto falso in bilancio è valutato intorno ai 180 milioni di Euro (circa 350 MILIARDI)12) Telecinco (violazione delle leggi antitrusti e frode fiscale in Spagna)Il giudice anticorruzione di Madrid Baltasàr Garzòn Real, dopo aver chiesto nel 2001 al governo italiano di processare Berlusconi o, in alternativa, di privarlo dell'immunità in modo di poterlo giudicare in Spagna, non ha ancora ricevuto risposta. berlusconi in Spagna è accusato - insieme a Marcello dell'Utri (pregiudicato) e altri dirigenti Fininvest - di aver posseduto, grazie a vari prestanomi e operazioni finanziarie illecite, il controllo pressoché totalitario dell'emittente Telecinco, in violazione dell'antitrust spagnola.13) Mafia (concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco)Indagini archiviate a Palermo su richiesta della Procura per scadenza termini massimi concessi per indagare.14) Bombe del 1992 e del 1993 (concorso in strage)Le inchieste delle procure di firenze e Caltanissetta sui presunti "mandanti a volto coperto" delle stragi 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993 (Milano, Firenze, Roma) sono state archiviate per scadenza dei termini d'indagine. A firenze, il 14 novembre 1998, il gip Giuseppe Soresina ha però rilevato come Berlusconi e Dell'Utri abbiano "intrattenuto rapporti non meramente episodici con i soggetti criminali cui è riferibile il programma stragista realizzato". Cioè con il clan corleonese che da 20 anni guida Cosa Nostra, con centinaia di omicidi e una mezza dozzina di stragi. Il gip aggiunge: "Esiste un'obbiettiva convergenza degli interessi pubblici di Cosa Nostra rispetto ad alcune qualificate linee programmatiche della nuova formazione (forza Italia): articolo 41 bis, legislazione sui collaboratori di giustizia, recupero del garantismo processuale..."Su questa ultima parte dedicheremo un approfondimento in futuro perché è particolare.Ecco i fatti di Berlusconi, vi ricordo che prescrizione non significa essere innocenti, anzi si è colpevoli solo che c'è una sorta di perdono perché i reati sono accaduti molto tempo prima.
Gli eletti condannati, riciclati, candeggiati, arrestati.
Piccole e grandi storie ignobili da Repubblica delle banane.
Il catalogo è in ordine alfabetico.
1- Andreotti, Giulio
Senatore a vita, nominato dal presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Politico democristiano, sette volte presidente del Consiglio. Ventisette volte messo in stato d'accusa dal Parlamento, sempre salvato (anche grazie al Partito comunista). Processato a Palermo con l'accusa di essere stato il massimo referente politico dell'organizzazione mafiosa siciliana Cosa nostra. Assolto con una formula dubitativa che corrisponde all'insufficienza di prove del vecchio codice, è in attesa della sentenza d'appello. La stessa sentenza di primo grado, però, pur assolvendolo sottolinea che Andreotti ha più volte mentito al Tribunale e aveva stretti rapporti politici con i referenti siciliani di Cosa nostra, Salvo Lima e i cugini Salvo.
Nel novembre 2002 è condannato, in appello, a 24 anni di carcere come mandante dell'omicidio del giornalista Mino Pecorelli, che era a conoscenza di imbarazzanti segreti di Andreotti: i soldi ottenuti nella vicenda Italcasse, il memoriale di Aldo Moro...
La sentenza e' annullata dalla Cassazione nel 2003.
2- Arnoldi Gianantonio
Deputato della Repubblica. Eletto nel collegio di Treviglio. È stato assistente dell'allora ministro-asfaltatore Giovanni Prandini (Dc) per poi assumere l'incarico di segretario di Forza Italia a Bergamo. Secondo le accuse della procura di quella città, però, avrebbe falsificato le tessere del suo partito per aumentarne il numero. Arnoldi, inoltre, è accusato di aver falsificato alcune firme per la presentazione del Ps di Gianni De Michelis, travasandole da quelle raccolte per Forza Italia. Ma i capi d'accusa più pesanti nei suoi confronti arrivano dalla procura di Milano: falso in bilancio e bancarotta, nell'ambito di un'inchiesta (tuttora in corso) che ha individuato una serie di società cessate, liquidate, svanite nel nulla o trasferite alla titolarità di prestanome extracomunitari. Curiosità: Arnoldi ha avuto guai con la giustizia anche in Ghana, dove durante un viaggio d'affari è stato arrestato con l'accusa di spionaggio, risultata poi infondata.
3- Berlusconi, Silvio
Deputato della Repubblica. Eletto a Milano. Fondatore di Forza Italia. Presidente del Consiglio dei ministri nel 1994 e nel 2001. Il suo nome di compare nelle liste della loggia massonica segreta P2: fascicolo 625, numero di tessera 1816, data di iniziazione 26 gennaio 1978. In un'audizione alla commissione parlamentare sulla P2, Berlusconi ammette di essersi iscritto alla P2 all'inizio del 1978 su invito di Gelli. Conferma la sua iscrizione alla loggia al processo P2, nel novembre 1993. Nel settembre 1988, invece, in un processo per diffamazione da lui intentato contro alcuni giornalisti, Berlusconi dichiara:"Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo che è di poco anteriore allo scandalo". Per questa dichiarazione Berlusconi viene denunciato per falsa testimonianza. Il processo per falsa testimonianza si conclude nel 1990: Berlusconi viene dichiarato colpevole, ma il reato è estinto per intervenuta amnistia.
o Berlusconi fu indagato già dal 1983, nell'ambito di un'inchiesta su droga e riciclaggio: la Guardia di finanza aveva posto sotto controllo i suoi telefoni e scritto nel suo rapporto: "È stato segnalato che il noto Silvio Berlusconi finanzierebbe un intenso traffico di stupefacenti dalla Sicilia, sia in Francia che in altre regioni italiane. Il predetto sarebbe al centro di grosse speculazioni edilizie e opererebbe sulla Costa Smeralda avvalendosi di società di comodo...".
L'indagine non accertò nulla di penalmente rilevante e nel 1991 fu archiviata.
o Berlusconi è accusato di aver pagato tangenti a ufficiali della Guardia di finanza, per ammorbidire i controlli fiscali su quattro delle sue società. In primo grado è condannato a 2 anni e 9 mesi per tutte e quattro le tangenti contestate, senza attenuanti generiche. In appello, la Corte concede le attenuanti generiche: così scatta la prescrizione per tre tangenti. Per la quarta (Telepiù), l'assoluzione è concessa con formula dubitativa, secondo il comma 2 art. 530 cpp. La Cassazione, nell'ottobre 2001, conferma le condanne per i coimputati di Berlusconi Berruti, Sciascia, Nanocchio e Capone (dunque le tangenti sono state pagate), ma assolve Berlusconi per non aver commesso il fatto, seppur richiamando l'insufficienza di prove.
o Per 21 miliardi di finanziamenti illeciti a Bettino Craxi, passati attraverso la società estera All Iberian, in primo grado è condannato a 2 anni e 4 mesi.
In appello, a causa dei tempi lunghi del processo scatta la prescrizione del reato. La Cassazione conferma.
Berlusconi è rinviato a giudizio per aver falsificato i bilanci Fininvest (processo All Iberian 2). Il dibattimento, dopo molte lungaggini e schermaglie procedurali, è in corso presso il Tribunale di Milano. Ma intanto Berlusconi ha cambiato la legge sul falso in bilancio e quindi forse la farà franca.
o La Procura della Repubblica di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio di Berlusconi (anche sulla base di una voluminosa consulenza fornita dalla Kpmg) per la rete di società estere del gruppo Fininvest (Fininvest Group B) che, secondo l'accusa, hanno finanziato operazioni "riservate" (cioè illegali) con un giro di oltre 1.000 miliardi di fondi neri. Ma intanto Berlusconi ha cambiato la legge sul falso in bilancio e quindi forse la farà franca.
o Berlusconi è stato rinviato a giudizio per aver deciso il versamento in nero di 6 miliardi dalle casse del Milan a quelle del Torino calcio, per l'acquisto del calciatore Gianfranco Lentini. Il dibattimento è in corso presso il Tribunale di Milano.
o Berlusconi è accusato di comportamenti illeciti nelle operazioni d'acquisto della società Medusa cinematografica, per non aver messo a bilancio 10 miliardi. In primo grado è condannato a 1 anno e 4 mesi per falso in bilancio. In appello, la Corte gli ha riconosciuto le attenuanti generiche: è così scattata la prescrizione del reato.
o Berlusconi è accusato di varie irregolarità fiscali nell'acquisto dei terreni intorno alla sua villa di Macherio. In primo grado è per alcuni reati assolto, per altri scatta la amnistia. In appello è confermata la sentenza di primo grado.
o Berlusconi è accusato di aver pagato i giudici di Roma per ottenere una decisione a suo favore nel Lodo Mondadori, che doveva decidere la proprietà della casa editrice. Il giudice dell'udienza preliminare Rosario Lupo ha deciso l'archiviazione del caso, con formula dubitativa. La Procura ha fatto ricorso alla Corte d'appello, che nel giugno 2001 ha deciso: per Berlusconi scatta la prescrizione, perché per lui è ipotizzabile il reato di corruzione semplice, e non quello di concorso in corruzione in atti giudiziari. Concesse le attenuanti generiche, il reato duque è prescritto, poiché risale al 1991 e la prescrizione, con le attenuanti genriche, scatta dopo 5 anni. Il giudice ha disposto che restino sotto processo i suoi coimputati Cesare Previti, Giovanni Acampora, Attilio Pacifico e Vittorio Metta.
o Berlusconi è accusato di aver corrotto i giudici durante le operazioni per l'acquisto della Sme. Rinviato a giudizio insieme a Cesare Previti e Renato Squillante. Il processo di primo grado è in corso presso il Tribunale di Milano.
o Berlusconi era accusato di aver indotto la Rai, da presidente del Consiglio, a concordare con la Fininvest i tetti pubblicitari, per ammorbidire la concorrenza. La Procura di Roma, non avendo raccolto prove a sufficienza per il reato di concussione, ha chiesto l'archiviazione, accolta dal Giudice dell'udienza preliminare.
o Berlusconi era accusato di aver pagato tangenti a dirigenti e funzionari del ministero delle Finanze per ridurre l'Iva dal 19 al 4 per cento sulle pay tv e per ottenere rimborsi di favore. La Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione, accolta dal Giudice dell'udienza preliminare.
o Le procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze, indagano da molti anni sui "mandanti a volto coperto" delle stragi del 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993 (a Firenze, Roma e Milano). Le indagini preliminari sull'eventuale ruolo che Berlusconi e Marcello Dell'Utri possono avere avuto in quelle vicende sono state formalmente chiuse con archiviazioni o richieste di archiviazioni. Continuano però indagini per concorso in strage contro ignoti.
o Berlusconi, Dell'Utri e altri manager Fininvest, responsabili in Spagna dell'emittente Telecinco, sono accusati di frode fiscale per 100 miliardi e violazione della legge antitrust spagnola.
Sono ora in attesa di giudizio su richiesta del giudice istruttore anticorruzione di Madrid, Baltasar Garzon Real. Il presidente del Consiglio della Repubblica italiana avrebbe potuto avere problemi a fare visite di Stato in Spagna, con il rischio di essere arrestato... Il giudice Garzon ha allora deciso di sospendere il processo finché Berlusconi è primo ministro.
4- Berruti, Massimo Maria
Deputato della Repubblica. Eletto nel proporzionale, nelle liste di Forza Italia. Da ufficiale della Guardia di finanza, nel 1979 ebbe la sorte di interrogare un giovane imprenditore emergente di nome Silvio Berlusconi, a proposito della confusa situazione proprietaria e finanziaria della sua società Edilnord. Berlusconi rispose che della Edilnord era soltanto un "semplice consulente". Berruti, nel suo rapporto conclusivo, prese per buona la versione di Berlusconi, permettendo così l'archiviazione dell'accertamento valutario che ipotizzava la dipendenza della Edilnord da società estere. Poi si dimise dalla Guardia di finanza e andò a lavorare per Berlusconi. Prima delle dimissioni, però, fece in tempo a essere arrestato con l'accusa di corruzione nell'ambito dell'inchiesta per lo scandalo Icomec, una storia di tangenti che scoppiò prima di Mani pulite (al processo fu assolto). Da consulente Fininvest, invece, è stato di nuovo arrestato, nel 1994, per favoreggiamento a Berlusconi nell'inchiesta sulle tangenti alla Guardia di finanza. Condannato in primo grado (10 mesi) e in appello (8 mesi). Come avvocato del gruppo Fininvest, ha trattato, fra l'altro, l'acquisto del calciatore Gigi Lentini (poi oggetto di un processo). Nel gennaio 1994 Berlusconi gli ha affidato l'organizzazione della campagna elettorale di Forza Italia a Sciacca e nella provincia d'Agrigento. Con buoni risultati, tra i quali il coinvolgimento di Salvatore Bono (cognato del boss dell'Agrigentino Salvatore Di Gangi) e di Salvatore Monteleone, arrestato nel 1993 per concorso in associazione a delinquere di stampo mafioso e diventato, appena uscito dal carcere, referente di Forza Italia a Montevago. Per i suoi servizi, Berruti e stato premiato con un posto in Parlamento già dal 1996.
Con il Berruti avvocato e poi politico, convive il Berruti uomo d'affari: in Sicilia possedeva una societa, la Xacplast, che un rapporto dei carabinieri indicava come partecipata da uomini d'onore delle famiglie mafiose di Sciacca.
Il collaboratore di giustizia Angelo Siino ha parlato anche di un incontro tra Berruti e il boss Nino Gioè.
5-Biondi, Alfredo
Deputato della Repubblica. Eletto in Lombardia, per Forza Italia. Avvocato, ex deputato liberale, ex ministro della Giustizia nel primo governo Berlusconi (quando tentò, invano, di far passare il famoso "decreto salvaladri"). Nel 1998 ha patteggiato la pena di 2 mesi di arresto e 6 milioni di multa per frode fiscale: aveva evaso le tasse su parcelle professionali per quasi 1 miliardo.
6-Bossi, Umberto
Deputato della Lega nord, eletto a Milano. Ministro per le riforme. Ha precedenti penali per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, ai quali somma il vilipendio. Ha detto in pubblici comizi che lui con il tricolore "si pulisce il c...". Ma il leader indiscusso del Carroccio è stato condannato anche per tangenti: 8 mesi al processo per la maxitangente Enimont, per un contributo di 200 milioni regalati da Carlo Sama e incassati dal cassiere Patelli.
7-Brancher, Aldo
Deputato della Repubblica. Eletto in Veneto. È stato il regista del nuovo accordo tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, che ha portato la Casa delle libertà alla vittoria elettorale del 2001. Era prete paolino e manager pubblicitario di Famiglia cristiana. Don Aldo, giovane e brillante, era il braccio destro del mitico don Emilio Mammana, che aprì il primo ufficio pubblicità di Famiglia cristiana a Milano, facendo uscire il settimanale dall'ambiente provinciale di Alba e dalle sacrestie. Grazie a don Mammana, Famiglia cristiana divenne uno dei settimanali italiani più venduti e più ricchi di pubblicità. Accanto a don Mammana c'era sempre lui, don Aldo, pretino giovane e spregiudicato, guardato con un po' d'apprensione dalle segretarie, per via dei suoi modi, non proprio da prete fedele al voto di castità. I soldi che faceva girare erano tanti e il ragazzo era svelto. Forse troppo. Tanto che don Zega, allora direttore di Famiglia cristiana, arrivò ai ferri corti con don Aldo. Sarà per questo, o per una donna che era entrata stabilmente nella sua vita, ma comunque Brancher lasciò i paolini, cambiò vita, abbandonò il sacerdozio. Ma non la pubblicità: divenne collaboratore di Fedele Confalonieri e manager di Publitalia, la concessionaria di pubblicità della Fininvest. "Don Aldo sta facendo carriera", dicevano di lui i suoi vecchi colleghi di Famiglia cristiana. La carriera sembrò interrompersi nel 1993, quando fu arrestato da Antonio Di Pietro per tangenti (300 milioni al ministro della Sanità Francesco De Lorenzo, per la pubblicità contro l'Aids assegnata dal ministero alle reti Fininvest). È subito ribattezzato "il Greganti della Fininvest" perché in cella non aprì bocca, non raccontò i segreti delle tangenti Fininvest. Condannato (in appello) a 2 anni e 8 mesi per falso in bilancio e violazione della legge sul finanaziamento ai partiti. Per la sua fedeltà aziendale fu premiato: divenne responsabile di Forza Italia nel Nord e poi, nel 2001, candidato alla Camera in Veneto, eletto senza problemi e subito nominato da Berlusconi sottosegretario alle Riforme e alla devoluzione. Lavora accanto al neo-ministro Umberto Bossi, che ha convinto ad abbandonare i toni anti-Berlusconi per allearsi nel 2001 con Forza Italia.
8-Briguglio, Carmelo
Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia, nella quota proporzionale, sotto il simbolo di An. È indagato per il business della formazione professionale: gli inquirenti sospettano che durante il suo incarico di assessore regionale al Lavoro abbia favorito enti di formazione della sua provincia.
9- Cantoni, Giampiero
Senatore della Repubblica. Eletto per la Casa delle libertà in Lombardia. Banchiere, fu presidente della Bnl.
È stato inquisito per corruzione e altri reati. Se l'è cavata con alcuni patteggiamenti.
10-Carra, Enzo
Deputato della Repubblica. Eletto nel proporzionale, nella lista della Margherita in Campania. Oggi è capo della segreteria politica dell'Udeur, dopo essere stato portavoce della Dc durante la segreteria di Arnaldo Forlani. Pregiudicato: condannato a 1 anno e 4 mesi per falsa testimonianza. Arrestato durante Mani pulite, la sua fotografia in manette divenne un'immagine-simbolo di Tangentopoli.
11-Cicchitto, Fabrizio
Deputato della Repubblica. Eletto per Forza Italia nel collegio di Corsico (Milano). Il suo nome compare nelle liste della loggia massonica P2: fascicolo 945, numero di tessera 2232, data di iniziazione 12 dicembre 1980. All'epoca della scoperta degli elenchi Cicchitto era deputato e membro della direzione del Psi. È uno dei pochi ad aver ammesso di aver sottoscritto la domanda di adesione.
12-Colucci, Francesco
Deputato della Repubblica. Eletto a Milano. È stato condannato a un anno di reclusione per voto di scambio nel dicembre 1994. Poi è arrivata la condanna in appello, il rinvio in Cassazione e l'assoluzione nel nuovo appello. Ora l'ex deputato socialista Francesco Colucci, riconvertito a Forza Italia, è tornato in pista con la Casa delle libertà, che lo ha fatto eleggere in un collegio sicuro: quello milanese di Baggio, dove, ironia della sorte, si è scontrato con un apripista di Mani pulite: Pierluigi Mantini, candidato dell'Ulivo, l'avvocato che per primo denunciò un certo Mario Chiesa, non ancora mariuolo. Nel marzo 1992 a Colucci fu sequestrato un archivio informatico con migliaia di nomi accanto ai quali erano segnati i favori concessi: dalle assunzioni nel settore pubblico ai ricoveri in ospedale. Al processo, l'avvocato Domenico Contestabile (oggi senatore di Forza Italia) lo difese affermando che la raccomandazione non è reato. Alla fine Colucci fu assolto. Il giudice non ritenne sufficientemente provato il collegamento tra i favori concessi e i voti ottenuti. Ora si ricomincia.
12-Comincioli, Romano
Senatore della Repubblica. Eletto nel collegio di Lodi per la Casa delle libertà. Compagno di scuola e poi manager e prestanome di Berlusconi, era in contatto con Gaspare Gambino, imprenditore siciliano vicino a Pippo Calò, il cosiddetto cassiere romano di Cosa nostra. Attraverso Comincioli, la Fininvest realizzò affari con il faccendiere sardo Flavio Carboni. Cambiali con girata di Comincioli passarono a uomini della Banda della Magliana per poi finire nelle mani di Pippo Calò. Per i suoi rapporti con Cosa nostra e banda della Magliana è stato imputato a Roma (e poi assolto). Accusato per bancarotta fraudolenta, è stato latitante per alcune settimane. Poi imputato nel processo per le false fatture di Publitalia.
13-D'Alì, Antonio
Senatore della Repubblica. Eletto a Trapani. Di Forza Italia.
Sottosegretario all'Interno nel secondo governo Berlusconi.
Già vicepresidente della commissione Finanze, per un breve periodo è stato il responsabile economico di Forza Italia. La famiglia D'Alì Stati è una delle più potenti, facoltose e riverite del Trapanese. Le immense tenute agricole, le saline tra Trapani e Marsala, le molte proprietà e (fino al 1991) la quota di controllo della Banca Sicula costituivano l'impero governato con autorità da Antonio D'Alì senior, classe 1919, che fu direttamente amministratore delegato della banca di famiglia fino al 1983, anno in cui fu coinvolto nello scandalo P2 (il suo nome era nelle liste di Gelli) e preferì passare la mano al nipote Antonio junior, che poi nel 1994 aderì a Forza Italia e fu premiato con un bel seggio al Senato. La Banca Sicula era uno dei più importanti istituti di credito siciliani per numero di sportelli e per mezzi amministrati. All'inizio degli anni Novanta la banca trapanese, già corteggiata anche dall'Ambroveneto di Giovanni Bazoli, fu acquistata e incorporata dalla Banca Commerciale Italiana, alla ricerca di un partner per superare la sua storica debolezza in Sicilia. In seguito all'operazione, Giacomo D'Alì, professore associato di Fisica, figlio di Antonio senior e cugino di Antonio junior il senatore, è entrato a far parte del consiglio d'amministrazione della Banca Commerciale. La Banca Sicula, prima di rigenerarsi dietro le rispettabilissime insegne della Commerciale, era stata oggetto di un allarmato rapporto di un commissario di polizia, Calogero Germanà, che poi, trasferito a Mazara, aveva subito un attentato da parte di Leoluca Bagarella in persona e oggi è dirigente della Dia (la superpolizia antimafia) a Roma. Il rapporto ipotizzava che l'istituto di credito fosse uno strumento di riciclaggio di Cosa nostra. E sottolineava il fatto che come presidente del collegio dei sindaci della banca fosse stato chiamato Giuseppe Provenzano (il futuro deputato di Forza Italia e presidente della Regione Sicilia), già commercialista della famiglia Provenzano (l'altra, quella dell'attuale numero uno di Cosa nostra). Il rapporto non ebbe però alcun seguito. Prima dell'incorporazione, la Banca Sicula aveva realizzato un aumento di capitale di 30 miliardi. Niki Vendola, allora vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia, nel 1998, in un rapporto inviato alla Vigilanza della Banca d'Italia, chiese: da dove erano arrivati quei soldi? Chi aveva finanziato la ricapitalizzazione?
La risposta della famiglia D'Alì: tutto regolare; l'aumento di capitale della Banca Sicula è stato finanziato da Efibanca, "contro pegno di un rilevante pacchetto azionario", senza ingresso di nuovi soci; il finanziamento è stato poi "integralmente estinto con il ricavato della successiva vendita delle azioni alla Comit, che provvide a versare direttamente all'Efibanca le somme di competenza".
La famiglia D'Alì ha avuto come campieri alcuni membri delle famiglie mafiose dei Messina Denaro. Francesco Messina Denaro, il vecchio capomafia di Trapani, fu per una vita fattore dei D'Alì, prima di passare la mano - come boss e come "fattore" - al figlio Matteo Messina Denaro, classe 1962, che dopo essere stato uno degli alleati più fedeli di Totò Riina ai tempi dell'attacco stragista allo Stato è oggi considerato il boss emergente di Cosa nostra, forse il nuovo capo della mafia siciliana, all'ombra del vecchio Bernardo Provenzano. A riprova dei rapporti tra la famiglia D'Alì e il boss, l'allora vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia Nichi Vendola nel 1998 esibì i documenti che provano il pagamento a Matteo Messina Denaro, ufficialmente agricoltore, di 4 milioni ricevuti nel 1991 dall'Inps come indennità di disoccupazione. A pagargli i contributi era Pietro D'Alì, fratello di Antonio il senatore e di un Giacomo D'Alì che, negli anni Settanta, era stato attivista di un gruppo neofascista siciliano.
Anche il fratello di Matteo Messina Denaro, Salvatore, ha lavorato per i D'Alì: è stato funzionario della Banca Sicula e poi, nel 1991, è passato alla Commerciale. Peccato che nel 1998 sia stato arrestato per mafia.
C'è un'altra vicenda in cui le strade dei D'Alì si incrociano con quelle dei boss di Cosa nostra. Francesco Geraci, notissimo gioielliere di Castelvetrano, gran fornitore di preziosi alla famiglia di Totò Riina, dopo essere stato arrestato con l'accusa di essere uno dei prestanome di Riina, ha raccontato: "Nel 1992 Matteo Messina Denaro mi ha chiesto di acquistare dai D'Alì un terreno per 300 milioni da regalare a Riina". Si tratta della tenuta di Contrada Zangara, a Castelvetrano. I firmatari del contratto sono Francesco Geraci il gioielliere e Antonio D'Alì il futuro senatore. "Io sono intervenuto solo al momento della firma", racconta Geraci. "Dopo la stipula andai spesso alla Banca Sicula e mi feci restituire i 300 milioni". Quel terreno, poi, nel 1997 è stato confiscato in quanto considerato parte dei beni di Riina.
I D'Alì hanno sempre ribattuto su tutto. Francesco Messina Denaro, dicono, fu assunto dal nonno di Antonio junior, l'ingegner Giacomo D'Alì, classe 1888, quando "si era ben lontani dall'evidenziarsi di fenomeni che rivelassero la instaurazione di un'economia criminale". Matteo Messina Denaro era "alle dipendenze come salariato agricolo", "fino a quando non si scoprì chi fosse". Il passaggio della tenuta di Zangara dai D'Alì a Riina è "una vicenda svoltasi all'insaputa del venditore".
Gli impegni di senatore a Roma non lo distolgono dall'attività a Trapani: con Francesco Canino (Cdu) e Massimo Grillo (Ccd) costituisce il triumvirato informale che decide la politica della città. Anzi, ne è l'uomo emergente, mentre gli altri due hanno dovuto negli ultimi anni accusare dei colpi. È questo triumvirato che nel maggio 1998 raggiunge l'accordo per candidare a sindaco di Trapani Nino Laudicina. Pochi giorni dopo l'elezione, Canino (uno dei politici più bersagliati dalle critiche di Mauro Rostagno) viene arrestato per concorso nell'associazione mafiosa che avrebbe monopolizzato gli affari e spartito gli appalti del Comune di Trapani. Poi, nell'ottobre 2000, tocca all'assessore Vito Conticello, arrestato mentre intasca una tangente. Era entrato in giunta solo otto mesi prima, spinto da D'Alì, che subito dopo l'arresto lo difende: "Conosco la capacità lavorativa dell'assessore Conticello e la sua correttezza; mi auguro, pertanto, che il risultato dell'azione investigativa al più presto riveli una diversa valutazione dei fatti". Salvatore Cusenza, della segreteria regionale dei Democratici di sinistra, insieme ai politici dell'opposizione denuncia il partito degli affari e chiede chiarezza. D'Alì ribatte: "Colgono ogni occasione per criminalizzare gli avversari, con tentativi di sciacallaggio politico di stampo bolscevico". Il 24 aprile di quest'anno è il turno del sindaco Laudicina, arrestato per corruzione con altre sette persone. Perfino il vescovo di Trapani grida: "È arrivata l'ora di reagire. No allo strapotere, è ora di svegliarci!". D'Alì dichiara: "Nessuno può arrogarsi il diritto di giudizi sommari, né di strumentalizzazioni".
Da oggi comunque Antonio D'Alì, un tempo oggetto di indagini di polizia, alla polizia darà ordini.
14-Degennaro, Giuseppe
Senatore della Repubblica, Casa delle libertà. È il patron di imprese come Baricentro e Barialto, oltre che il capofila della società che gestisce l¹interporto di Bari. È stato condannato a 16 mesi per voto di scambio: secondo i giudici avrebbe pagato per ottenere una contropartita di circa 2.000 voti di preferenza. Il partner dello scambio, però, sarebbe stato il pericoloso clan mafioso locale dei Capriati.
15-Dell'Utri, Marcello
Senatore della Repubblica. Eletto nel collegio più chic di Milano. È, tecnicamente, un "pregiudicato". È stato infatti condannato a Torino per false fatture e frode fiscale continuata. Sentenza definitiva, stabilita dalla Cassazione: 2 anni e 3 mesi di carcere. Ma non eseguita, perché i suoi avvocati sono riusciti a tirare in lungo e a congelarla davanti alla Corte costituzionale. Dell'Utri è poi sotto processo anche per altre faccende: a Milano per corruzione e a Madrid per le irregolarità nella gestione di Telecinco. A Palermo è sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa. Tutto questo non ha impedito a Silvio Berlusconi di candidarlo al Senato, nel collegio più centrale di Milano. Marcello lo ha confessato in tv: "Mi candido per legittima difesa".
16-Del Pennino, Antonio
Senatore della Repubblica. Eletto nel collegio di Milano-Niguarda-Sesto per la Casa delle libertà. È tra i repubblicani che con Giorgio La Malfa sono passati con Berlusconi. In passato è stato vicesegretario nazionale del Pri e più volte parlamentare. Una testimone racconta che a fine anni Settanta Del Pennino era tra i frequentatori delle bische clandestine gestite a Milano da Angelo Epaminonda. Lì era chiamato "Del Pennazzo". Il 13 maggio 1992, agli albori di Mani pulite, quando era deputato del Pri e capogruppo repubblicano alla Camera, è stato raggiunto da un'informazione di garanzia. L' ipotesi di reato: ricettazione, per aver ricevuto denaro provento di tangenti. Nel 1993 la Camera ha respinto la richiesta di autorizzazione a procedere per violazione delle norme sul finanziamento pubblico dei partiti: i magistrati di Milano l'avevano richiesta per contributi in denaro che Del Pennino avrebbe ricevuto da fondi neri costituiti presso l' Associazione industriale lombarda (Assolombarda). A luglio 1994 Ha patteggiato una pena di 2 mesi e 20 giorni (convertita nella sanzione di 4 milioni) nel processo per le tangenti Enimont. A ottobre 1994 altro patteggiamento: di una pena di 1 anno, 8 mesi e 20 giorni per tangenti relative alla Metropolitana milanese. Il 25 gennaio 2000 la settima sezione penale del tribunale di Milano lo ha prosciolto nel processo per le tangenti Atm, per le forniture di autobus all azienda dei trasporti milanese (in precedenza, lo stesso tribunale aveva respinto una sua richiesta di patteggiamento, perché la pena concordata con il pubblico ministero non era stata ritenuta congrua rispetto alla gravità dei fatti contestati). Alla fine del 2000 Antonio Del Pennino è rientrato nel Pri, giusto in tempo per partecipare al "ribaltino" che ha portato il glorioso partito ad allearsi con Berlusconi.
17-Del Turco, Ottaviano
Senatore della Repubblica. Eletto in Abruzzo, con il recupero proporzionale, nella lista del Girasole. Del Turco fa parte del partito socialista di Enrico Boselli, alleato con il centrosinistra. È stato dirigente sindacale, vicesegretario generale della Cgil. Poi, dopo il crollo di Bettino Craxi accusato di tangenti, nel 1993 è stato eletto segretario del Psi. È stato ministro nel secondo governo Amato. Il costruttore Vincenzo Lodigiani, arrestato per tangenti nel 1993, ha dichiarato di aver dato soldi anche a Del Turco, quando era dirigente sindacale.
18-De Rigo, Walter
Senatore della Repubblica, Casa delle libertà. Importante imprenditore bellunese del settore degli occhiali, è stato processato per avere nei primi anni Novanta utilizzato in maniera illecita finanziamenti dell¹Unione Europea. Se l¹è cavata con una condanna patteggiata.
19-Drago, Giuseppe
Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia, a Modica. Notabile ed ex vicepresidente nazionale del Ccd, 45 anni, ex presidente della Regione siciliana (tra il 1998 e il 1999), è indagato per una vicenda che riguarda proprio il periodo in cui era alla guida del governo regionale: avrebbe omesso di presentare il rendiconto dei soldi da lui spesi (200 milioni l'anno). Si è difeso dicendo che il rendiconto per le spese del capo del governo siciliano non era necessario, trattandosi di "fondi riservati". In realtà, nessuna norma regionale prevede questa prassi di spesa, seguita anche dal predecessore di Drago, Giuseppe Provenzano, di Forza Italia, anch'egli inquisito per gli stessi motivi.
20-Fiori, Publio
Deputato della Repubblica. Eletto in un collegio di Roma. Il suo nome compare negli elenchi della loggia massonica segreta P2: fascicolo 646, numero di tessera 1878, data di iniziazione 10 ottobre 1978. Fiori, all'epoca deputato democristiano, ha smentito di essere iscritto. Oggi è membro di An.
21-Firrarello, Giuseppe
Senatore della Repubblica, Forza Italia. Ex democristiano, andreottiano, dell¹area catanese, è stato accusato di tangenti per l¹appalto dell¹ospedale del capoluogo etneo. Nel 1999 la procura chiese anche di poterlo arrestare, ma il Senato negò l'autorizzazione a procedere. Erano circolate trascrizioni di intercettazioni telefoniche che lo accusavano pesantemente, ma ora non ve n'è più traccia: sparite. In una videocassetta, invece, è ancora possibile vedere e sentire il mafioso Enrico Incognito urlare: "Firrarello, anche tu mi hai abbandonato".
22-Floresta, Ilario
Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia, nel collegio di Giarre. È nato a Desio, in Lombardia, ma fa l'imprenditore in Sicilia, nel settore della telefonia, ben introdotto nei subappalti della telefonia di Stato (quando c'era). Nel 1994 "scese in campo" sotto le bandiere di Forza Italia, fu eletto alla Camera nel collegio di Giarre e divenne sottosegretario al Bilancio nel governo Berlusconi. Gli investigatori della Dia (la Direzione investigativa antimafia) lo misero sotto osservazione perché Gioacchino La Barbera, uno dei mafiosi responsabili della strage di Giovanni Falcone, nei giorni precedenti e seguenti la strage aveva comunicato anche con cellulari intestati a un'azienda di Floresta. Questioni di lavoro, spiegò La Barbera. Uscito pulito da questa storia palermitana, Floresta entrò in una vicenda catanese: un collaboratore di giustizia, Giuseppe Scavo, raccontò di aver visto Floresta negli uffici dell'autoparco di Sebastiano Sciuto, uomo d'onore calabrese del clan Ercolano, poi arrestato in seguito all'operazione Orsa Maggiore. Le affermazioni di Scavo sono rimaste però senza conferme e riscontri, così la procura ha chiesto l'archiviazione del caso
23-Forte, Michele
Senatore della Repubblica, Ccd. Ex democristiano ed ex sindaco di Formia. Nel 1992 è stato accusato di aver creato una società sportiva per ottenere finanziamenti che, secondo i magistrati, in realtà sarebbero stati la contropartita di licenze edilizie concesse illecitamente. Per questo è stato anche arrestato. Un imprenditore lo ha poi accusato di aver chiesto 300 milioni, riparazioni gratuite in casa sua e l'assunzione di alcune persone nell¹azienda. Per questa vicenda Forte è ancora in attesa di giudizio.
24-Frau, Aventino
Senatore della Repubblica. Eletto in Veneto, nel collegio di Verona città. Ex parlamentare democristiano, oggi fa parte di Forza Italia. Il suo nome compare negli elenchi della loggia massonica P2: fascicolo 533, numero di tessera 1705, data di iniziazione 1 gennaio 1977.
Frau ha ammesso di aver conosciuto Licio Gelli, ma ha smentito la sua iscrizione alla P2.
25-Frigerio, Gianstefano
Deputato della Repubblica. Eletto in Puglia. Un nome, una garanzia. Già, ma qual è il nome? Nel collegio dove Silvio Berlusconi l'ha candidato, in Puglia, è Carlo Frigerio, com'era scritto sui manifesti. A Milano, dove da decenni fa politica, è Gianstefano. Eppure è sempre lui: come segretario regionale della Dc in Lombardia (e cassiere occulto del partito) ha incassato decine di tangenti, è stato arrestato tre volte tra il 1992 e il 1993, è stato coinvolto in molti processi. È accusato di aver accettato mazzette per le discariche lombarde, per il depuratore di Monza, per gli appalti alle Ferrovie Nord. Alcune tangenti le ha ammesse, pur minimizzando il proprio ruolo. Ha confessato, per esempio, di aver ricevuto 150 milioni da Paolo Berlusconi, in cambio dei permessi alla Fininvest per gestire la discarica di Cerro Maggiore.
Ha accumulato tre condanne definitive: 1,4 anni per finanziamento illecito ai partiti, 1,7 per finanziamenti illeciti e ricettazione, 3,9 per corruzione e concussione. Ciò nonostante, dopo aver lasciato la Dc si è inventato una nuova vita come consigliere personale di Silvio Berlusconi e influente membro di Forza Italia, di cui dirige il centro studi. Mentre i giudici dell'esecuzione stavano esaminando le sentenze definitive che pesano su di lui per decidere il cumulo della pena da scontare, Gianstefano scompare e ricompare, in Puglia, Carlo: lì si è conquistato un bel seggio in Parlamento. Il 31 maggio, primo giorno di riunione della nuova Camera dei deputati, Frigerio, è stato arrestato. Dovrà scontare una pena di 6 anni e cinque mesi.
26-Gentile, Antonio
Senatore della Repubblica, Forza Italia. Secondo l¹ex segretario del Psi Giacomo Mancini, Gentile, durante la campagna elettorale del 1992 era scortato da "un nutrito stuolo di personaggi molto noti alla giustizia". Secondo alcuni collaboratori di giustizia gli era stato garantito dalla ¹ndrangheta l¹appoggio elettorale. Lo hanno votato ed è così entrato a palazzo Madama.
27-Gianni, Giuseppe
Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia, nel collegio di Augusta. Giuseppe, detto Pippo, è esponente del Cdu. Ha 53 anni, è medico di Solarino ed ex sindaco di Priolo. Deputato regionale dal 1991 al 1996 per la Dc, è poi transitato nell'Udeur di Clemente Mastella ed è stato anche componente della commissione Sanità. Nel 1998 è stato arrestato e poi condannato a tre anni (tribunale di Siracusa, primo grado) per una mazzetta di 25 milioni per l'appalto di lavori nella pineta cittadina. Il leader del Cdu Rocco Buttiglione lo aveva definito "un prezioso capitale per la sua città, per la regione e per l'intero partito". Dopo la condanna lo ha nominato coordinatore regionale del Cdu siciliano.
28-Giudice, Gaspare
Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia. Forzista doc. Nel 1998, quando era vicecoordinatore per la Sicilia di Forza Italia, la procura di Palermo chiese il suo arresto per complicità con la mafia. Silvio Berlusconi commentò: "Essendo Giudice vicecoordinatore di Forza Italia in Sicilia e avendo avuto quindi rapporti con l'onorevole Gianfranco Micciché, non si può neppure immaginare alcun alone di dubbio intorno a lui, perché altrimenti non avrebbe potuto avere quell'incarico". Secondo l'accusa, Giudice era al diretto servizio della cosca mafiosa di Caccamo, i cui uomini si vantavano di averlo fatto eleggere e gli telefonavano fin dentro il palazzo di Montecitorio per ricordargli la sua dipendenza e per ordinargli che cosa doveva fare: "Gasparino, guarda che siamo stati noialtri a metterti lì", gli ripetevano. Gli elementi raccolti dall'accusa erano tali da far escludere alla giunta parlamentare per le autorizzazioni a procedere che ci fosse fumus persecutionis nei confronti del parlamentare. Perfino il "supergarantista" Filippo Mancuso, in giunta, non aveva avuto nulla da eccepire contro la richiesta dei magistrati. Eppure la Camera dei deputati il 16 luglio 1998 bocciò (303 voti a 210, con 13 astenuti) la richiesta d'arresto. Non solo, i deputati sottrassero al giudice elementi di prova: impedirono (287 voti a 239, con 3 astenuti) l'utilizzo processuale dei tabulati Telecom, quelli da cui erano documentati i rapporti e la dipendenza di Giudice dagli uomini delle cosche.
29- Grillo, Luigi
Senatore della Repubblica. Eletto in Liguria, nel collegio di Chiavari. Ex democristiano, nel 1994 sedeva in Parlamento tra i banchi del centrosinistra, ma saltò (nomen omen) nel centrodestra, permettendo a Silvio Berlusconi di avere la maggioranza per formare il suo primo governo (e avendo in premio una poltrona di sottosegretario alla presidenza del Consiglio). Nel 2001 è stato rieletto per Forza Italia. Appena messo piede in Senato, il primo giorno d'attività di Palazzo Madama, ha ricevuto un invito a comparire spedito dalla procura di Milano: per una vicenda che risale a quando Grillo era sottosegretario di un governo di centrosinistra e permise l'affidamento di una consulenza miliardaria per uno studio sull'Alta velocità ferroviaria in Liguria. L'ipotesi di reato su cui la procura di Milano indaga è truffa aggravata.
30-Jannuzzi, Lino
Senatore della Repubblica. Giornalista, dopo essersi occupato negli anni Sessanta e Settanta di golpe e servizi segreti, è passato a occuparsi soprattutto di magistrati. Si è fatto notare insultando, quando era in vita, Giovanni Falcone, che poi ha glorificato da morto, per contrapporlo ai magistrati vivi, di Milano e Palermo, sempre da criticare. Nel 1991 infatti, mentre era in discussione la nomina di Falcone a capo della Procura nazionale antimafia e di Gianni De Gennaro a capo della Dia, Jannuzzi scrive sul Giornale di Napoli un articolo intitolato "Cosa nostra uno e due" in cui di Falcone e De Gennaro dice: "È una coppia la cui strategia, passati i primi momenti di ubriacatura per il pentitismo ed i maxi-processi, è approdata al più completo fallimento: sono Falcone e De Gennaro i maggiori responsabili della dèbacle dello Stato di fronte alla mafia... L¹affare comincia a diventare pericoloso per noi tutti... dovremo guardarci da due Cosa nostra, quella che ha la Cupola a Palermo e quella che sta per insediarsi a Roma... Sarà prudente tenere a portata di mano il passaporto" ( 29 ottobre 1991). Dal boss di Cosa nostra Pippo Calò ha ricevuto 5 milioni per pubblicare un libro che poi non ha mai scritto. È pluriquerelato per una serie infinita di diffamazioni nei confronti di magistrati e uomini per bene. Ora cominciano ad arrivare le condanne definitive. Però niente carcere, per il giornalista viveur, che prima scappa a Parigi, poi ottiene una inedita immunità parlamentare assoluta, garantita dal presidente del Senato Marcello Pera: "Il senatore Jannuzzi gode dei privilegi e delle immunità discendenti dagli incarichi ricoperti nelle istituzioni europee. Ne deriva che in tutti gli Stati membri del Consiglio d'Europa e dell'Unione europea il senatore Jannuzzi gode di un'immunità assoluta dalla giurisdizione".
31-La Malfa, Giorgio
Deputato della Repubblica. Ex segretario del Pri ai tempi della "prima repubblica", ha portato il suo partito ad aderire alla Casa delle libertà. Come tanti altri segretari di partito degli anni di Tangentopoli, è stato condannato a 6 mesi per aver percepito finanziamenti illeciti, provenienti dalla maxitangente Enimont.
32-Lo Porto, Guido
Deputato della Repubblica. Eletto a Palermo (quota proporzionale). Oggi è un esponente di An e parlamentare della Casa delle libertà. Tanti anni fa, il 24 ottobre 1969, quando aveva 32 anni, fu fermato vicino a Palermo dai carabinieri insieme a quattro camerati (tra cui Pierluigi Concutelli, capo militare dell'organizzazione neofascista Ordine nuovo). Nella sua automobile fu trovata una quantità considerevole di armi da guerra avvolte in carta da giornale. Concutelli fu condannato a 2 anni, Lo Porto a 16 mesi. Lo Porto è stato poi indagato (senza conseguenze penali) per rapporti con ambienti mafiosi.
33-Lupi, Maurizio
Deputato della Repubblica. Eletto in Lombardia, nel collegio di Merate. Esponente di Comunione e liberazione, vicino alla Compagnia delle opere. E' stato candidato dopo essere stato coinvolto nell'inchiesta giudiziaria sulla cascina San Bernardo di Milano. Da assessore al Comune di Milano, insieme al collega Antonio Verro, aveva fatto approvare una concessione per far diventare la cascina un centro polivalente con finalità sociali. Poi, con un repentino cambio di marcia, la cascina era stata trasformata in una struttura sanitaria privata da 20 posti, naturalmente affidata agli amici della Compagnia delle opere. Subito dopo l'elezione alla Camera, come prevedibile, è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio per truffa e falso.
34-Maceratini, Giulio
Parlamentare della Repubblica. Come militante delle organizzazioni neofasciste italiane, negli anni Sessanta e Settanta ha avuto un ruolo importante nella strategia della tensione. Dirigente dapprima, a partire dal 1960, di un gruppo neonazista e antisemita chiamato Gioventù mediterranea, in stretta relazione con il gruppo Avanguardia nazionale giovanile di Delle Chiaie, Maceratini è poi diventato dirigente di Ordine nuovo, l'organizzazione di Pino Rauti. Quando le due organizzazioni eversive di Delle Chiaie e Rauti si riuniscono nel Fronte nazionale, in vista del golpe di Junio Valerio Borghese del 1970, Giulio Maceratini è nominato da Borghese dirigente giovanile del Fronte. Due anni prima, nel 1968, era tra i giovani che parteciparono a un famoso viaggio "di studio" nella Grecia dei colonnelli. Maceratini fu poi, secondo una testimonianza al processo di piazza Fontana, uno dei responsabili dei campi paramilitari neofascisti in Italia. Intervistato da Paolo Biondani sul Corriere della sera nel dicembre 2002, il neofascista Martino Siciliano ha dichiarato: "Ho sentito con le mie orecchie Rauti e Maceratini spiegare che dovevamo passare all'eliminazione fisica degli avversari politici".
35-Maroni, Roberto
Deputato della Repubblica. Eletto nel collegio di Varese. Leghista, ex ministro dell'Interno nel primo governo Berlusconi. È coinvolto in tre inchieste giudiziarie. Per gli scontri con la polizia, inviata a perquisire la sede della Lega a Milano, è stato condannato in primo grado a 8 mesi per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Come capo delle "camicie verdi", è indagato dalla procura di Verona per reati come attentato contro l'integrità dello Stato. Infine, la procura di Roma lo vuole processare per favoreggiamento di una presunta compravendita di voti.
Candidato al ministero della Giustizia nel governo Berlusconi, ha dovuto farsi da parte, tra le polemiche. Ma è comunque diventato ministro al Welfare.
36-Martino, Antonio
Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia, al proporzionale, nelle liste di Forza Italia. Il suo nome compare nelle liste della loggia massonica P2, scoperte nel 1981: aveva presentato la domanda d'iscrizione, poi non perfezionata. Martino ha sempre negato, ma nei documenti P2 c'è una domanda d'iscrizione da lui stesso firmata, con data 6 luglio 1980, e la testimonianza del "fratello" presentatore, il collaboratore di Licio Gelli Giuseppe Donato. È ministro alla Difesa.
37-Martuscello, Antonio
Deputato della Repubblica, Forza Italia Secondo le indagini dell¹ufficiale dei carabinieri Giuseppe De Donno, che per mesi ha lavorato sotto copertura tra le imprese candidate ad aggiudicarsi gli appalti dei treni ad alta velocità in Campania, era uno dei collettori delle tangenti da destinare ai politici.
38-Mauro, Giovanni
Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia, a Ragusa. Esponente di Forza Italia. Quando era presidente della Provincia di Ragusa, nell'agosto 1998, fu arrestato con alcuni suoi collaboratori con l'accusa di corruzione: avrebbe ricevuto denaro da sei professionisti che volevano ottenere incarichi per lo studio e lo sviluppo di progetti ambientali (come la bonifica delle discariche e il piano territoriale provinciale) finanziati dall'Unione europea. Al momento dell'arresto, il coordinatore regionale di Forza Italia Gianfranco Micciché denunciò l'inizio di "una campagna d'agosto" contro il suo partito e lo definì "uno dei più stimati amministratori siciliani". Il capo d'imputazione era pesante: "associazione per delinquere finalizzata ad atti di corruzione". In attesa che si concluda il processo a suo carico, è entrato in Parlamento. Subito dopo, nel giugno 2001, è stato condannato in primo grado a 1 anno e 2 mesi.
39-Mormino, Nino
Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia, per Forza Italia, dopo che per volere di Silvio Berlusconi era stato candidato nel collegio di Cefalù. Avvocato, per molti anni è stato presidente della Camera penale (l'organismo che riunisce gli avvocati) di Palermo, dopo aver retto la Camera penale di Termini Imerese. Tra i suoi assistiti vi sono boss di rango di Cosa nostra, come i membri della famiglia Madonia; e anche il collega avvocato Francesco Musotto, processato (e poi assolto) con l'accusa di aver ospitato nella sua villa il capomafia Leoluca Bagarella. Anche Mormino, insieme ad altri due penalisti, è finito sotto inchiesta per contatti con gli ambienti mafiosi, sulla scorta delle dichiarazioni di cinque collaboratori di giustizia. Ma nel maggio 1996 la procura di Palermo ha chiuso l'indagine contro di lui, non avendo trovato elementi sufficienti a dimostrare che i contatti non fossero di natura esclusivamente professionale.
40-Nespoli, Vincenzo
Deputato della Repubblica, Alleanza nazionale. Ex presidente del consiglio comunale di Afragola, eletto parlamentare in Campania. È stato rinviato a giudizio per le pressioni che, insieme ad altri, avrebbe esercitato nei confronti di una società che gestisce un centro commerciale: la loro richiesta sarebbe stata quella di circa 250 assunzioni, in cambio dei permessi necessari alla società per le sue attività. Esemplare la sua difesa: "Normale attività politica, tesa a creare posti di lavoro". Nel 1999 fu comunque costretto a dimettersi da presidente del consiglio comunale di Afragola. In tempo per essere portato dal suo schieramento a Roma, in Parlamento.
41-Nicolosi, Nicolò
Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia, a Termini Imerese, per la Casa delle libertà. Ha 59 anni e una lunga esperienza all'Assemblea regionale siciliana. Ex democristiano, lascia alle spalle una contrastata esperienza di assessore regionale alle Finanze, nella quale tentò di coprire parte del buco di bilancio con una tassa sul metano Snam che attraversa il territorio siciliano. Fu coinvolto nel processo per le assunzioni pilotate alla Forestale di Palermo, assieme ad altri 35 imputati.
Fu anche inquisito e arrestato per voto di scambio.
Assolto dal tribunale di termini Imerese, gli è stato riconosciuto un risarcimento di 250 milioni per ingiusta detenzione.
42-Pisanu, Giuseppe
Deputato della Repubblica. Eletto nel proporzionale, nelle liste di Forza Italia. Ex democristiano, è stato per anni deputato dc e sottosegretario al Tesoro e alla Difesa nei governi del pentapartito. Nel secondo governo Berlusconi è finalmente ministro: di un nuovo dicastero che si chiama "Attuazione del programma di governo": una sorta di musiliana "Azione Parallela".
Nell'estate 1981, Pisanu, sardo e amico di Armando Corona (che poi diventerà Gran Maestro della massoneria) conosce in Sardegna il banchiere Roberto Calvi (tessera P2 numero 1624). L'uomo che fa incontrare Calvi e Pisanu è Flavio Carboni, faccendiere sardo che era in contatto con un imprenditore milanese che voleva fare affari in Sardegna: Silvio Berlusconi (tessera P2 numero 1816). Pisanu è il padrino politico di Carboni, che presenta come un "interlocutore valido per le forze politiche richiamantesi alla stessa aspirazione, cioè quella cattolica". Dichiara Pisanu al magistrato titolare dell'indagine su Calvi e il suo Banco Ambrosiano: "Il Carboni si diceva congiuntamente interessato alle televisioni private in Sardegna: ciò in un'ottica di inserimento nella regione del circuito televisivo Canale 5, facente capo al signor Silvio Berlusconi di Milano. Il Carboni mi spiegò che il Berlusconi aveva interesse a espandere Canale 5 alla Sardegna, talché lo stesso Carboni si stava interessando per rilevare a tal fine la più importante rete televisiva sarda, Videolina. Sempre riferendosi all'oggetto delle sue attività, il Carboni mi disse di essere in affari con il signor Berlusconi non solo con riferimento all'attività televisiva, ma anche con riguardo a un grosso progetto edilizio di tipo turistico denominato "Olbia 2". Fin dall'inizio ritenni di seguire gli sviluppi delle varie attività di Carboni, trattandosi di un sardo che intendeva operare in Sardegna e che peraltro mostrava di avere vari interessi e vari contatti con persone qualificate" (Testimonianza Pisanu al pm Dell'Osso)
Poi Carboni ebbe vari guai giudiziari. Girò assegni del Banco Ambrosiano agli usurai della Banda della Magliana. Subì arresti e condanne. Ma almeno fino alla primavera 1982 restò in stretto contatto con Giuseppe Pisanu che, mentre era sottosegretario al Tesoro, si interessò attivamente della vicenda Calvi-Ambrosiano. Nei mesi frenetici che precedono la scoperta della bancarotta dell'Ambrosiano e la fuga all'estero di Calvi, Pisanu incontra Calvi per quattro volte, sempre accompagnato da Carboni. L'ultimo appuntamento avviene il 22 maggio 1982, quando Pisanu vola a Milano sull'aereo di Carboni. Poi, il 6 giugno, il sottosegretario risponde in Parlamento ad alcune interrogazioni sulla situazione della banca di Calvi, dopo che erano ormai filtrate voci sulla drammatica crisi finanziaria che stava attraversando. Pisanu risponde tranquillizzando: la situazione è normale; il sottosegretario non accenna minimamente alla gravissima situazione debitoria in cui versa il Banco Andino, controllato dall'Ambrosiano.
Alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulla P2, dichiarerà Angelo Rizzoli: "A proposito dell'Andino, Calvi disse a me e a Tassan Din che il discorso dell'onorevole Pisanu in Parlamento l'aveva fatto fare lui. Qualcuno mi ha detto che per quel discorso Pisanu aveva preso 800 milioni da Flavio Carboni". Dopo lo scandalo P2 e il crac Ambrosiano, nel gennaio 1983 Pisanu è indotto a dimettersi da sottosegretario al Tesoro. "A causa di fatti incontrovertibili", secondo una dichiarazione del deputato radicale Massimo Teodori al Corriere della sera: "I rapporti strettissimi e continuativi fra Pisanu e Carboni; i rapporti di Pisanu con Calvi tramite Carboni; i rapporti di Pisanu con Calvi e Carboni per la sistemazione del Corriere della sera; i rapporti di Pisanu con Calvi e Carboni quando, sottosegretario al Tesoro, il ministro prendeva importanti decisioni sull'Ambrosiano" (Corriere della sera, 22 gennaio 1983).
Il 18 luglio 1982 Calvi fu trovato impiccato sotto un ponte di Londra. Pisanu, dopo le sue dimissioni, scomparve per molto tempo dalla scena. Ricompare nel 1994, quando torna in Parlamento e diventa vicecapogruppo dei deputati di Forza Italia: lasciata la Dc, si è schierato con il partito di Berlusconi, ex socio d'affari del suo protetto Carboni. E Berlusconi, nel 2001, pur di dargli una poltrona da ministro, inventa il curioso dicastero dell'"Attuazione del programma". Accanto, alle riunioni di governo, avrà il più feroce dei suoi accusatori, ai tempi della vicenda Calvi: Mirko Tremaglia.
43-Previti, Cesare
Deputato della Repubblica. Eletto a Roma. Avvocato personale di Silvio Berlusconi, ha ereditato l'incarico professionale dal padre, che aiutò il giovane Silvio a fondare la Fininvest, in un turbine di strane società svizzere e di anonime fiduciarie. È dunque uno dei consulenti che conoscono i segreti delle origini di Berlusconi. Nato a Reggio Calabria 67 anni anni fa, crebbe professionalmente nello studio del padre, a Roma. Pur non avendo mai rinnegato le sue origini politiche neofasciste, nel 1994 Berlusconi gli chiese di "scendere in campo" con Forza Italia e lui accettò un posto al Senato prima e un ministero poi. Oggi è imputato nel processo "toghe sporche", per aver corrotto i giudici di Roma perché emettessero sentenze favorevoli a Silvio Berlusconi e alla Fininvest. Cesare Previti ha rischiato (come Amedeo Matacena e Gianni De Michelis) di non trovare posto nelle liste di Forza Italia. Per lui però il Cavaliere alla fine ha fatto un'eccezione, piazzandolo nel posto sicuro di capolista di Forza Italia nel proporzionale in Calabria, oltre che nel collegio uninominale di Roma Tomba di Nerone.
44-Salini, Rocco
Senatore della Repubblica. Eletto per la Casa delle libertà in Abruzzo, nel collegio di Teramo. Presidente democristiano della giunta regionale abruzzese nei primi anni Novanta, fu arrestato (con l'intera giunta) nell'ambito di un'indagine giudiziaria sui finanziamenti europei alla Regione. L'accusa: aver falsificato la graduatoria per l'assegnazione dei fondi. Patteggiò una condanna a 1 anno e 4 mesi. Poi, nel 1999, fu rieletto consigliere regionale, nelle liste di Forza Italia (fu il candidato che ottenne il maggior numero di voti nella regione Abruzzo, oltre 12 mila). Divenne vicepresidente della giunta e assessore alla Sanità. Ma Salini, in quanto condannato, era ineleggibile al Consiglio regionale e su questo sta infatti decidendo il tribunale amministrativo regionale dell'Aquila, che potrebbe anche decretare lo scioglimento dell'assemblea, rendendo quindi necessarie nuove elezioni. Ineleggibile alla Regione, Salini si è presentato al Senato, nel 2001, ed è stato eletto.
45-Selva, Gustavo
Deputato della Repubblica. Eletto nel collegio di Treviso. Ex democristiano, oggi è esponente di An. Il suo nome compare negli elenchi della loggia massonica P2: fascicolo 623, numero di tessera 1814, data di iniziazione 26 gennaio 1978. All'epoca, Selva era direttore del Gr2 Rai. Ha smentito di essere iscritto alla loggia. Sospeso dalla Rai dal Consiglio d'amministrazione, ha presentato ricorso al pretore del lavoro, che però lo ha respinto.
46-Scajola, Claudio
Deputato della Repubblica. Eletto in Liguria. Classe 1948, di Imperia, democristiano nato in una famiglia democristiana. Il padre Ferdinando, dirigente Inps, fu segretario della Dc locale e sindaco d'Imperia fin dal 1952. Due anni dopo dovette dimettersi, perché travolto da uno scandalo: il cognato aveva ottenuto il posto di primario chirurgico nell'ospedale locale e si malignava che fosse stato aiutato dal potente sindaco democristiano. Erano altri tempi, bastava niente per costringere alle dimissioni. Ma la politica restò una malattia di famiglia. Il testimone passò dapprima al figlio maggiore, Alessandro, che divenne anch'egli sindaco d'Imperia nel 1972, poi ancora nel 1977, e nel 1979 fu eletto in Parlamento. Claudio era il più piccolo dei tre figli del notabile dc. Ma venne anche il suo momento. Aveva respirato aria democristiana fin dalla culla: sua madrina di battesimo era stata Maria Romana De Gasperi, figlia del grande capo della Dc. Già negli anni del liceo e poi dell'università si era impegnato nel movimento giovanile democristiano. Non è un teorico, ma un amministratore, un organizzatore: diventa presidente dell'ospedale Novaro, poi dell'Unità sanitaria locale; è anche segretario provinciale della Dc. Nel 1982, a 34 anni, diventa sindaco d'Imperia, come il padre Ferdinando, come il fratello Alessandro. È una festa, in famiglia. Peccato che un anno dopo esploda lo scandalo dei casinò. È il primo grande intreccio tra politica e affari in cui compare, nel nord del Paese, lo zampino della mafia. La storia è complessa e ancora oggi non svelata in tutte le sue pieghe, ma è semplice nella sua essenza: si era saldato un triangolo, tra imprenditori che puntavano a gestire le case da gioco, politici che concedevano gli appalti per la gestione, ma volevano qualcosa in cambio, e mafiosi che attorno ai casinò ronzano da sempre e che hanno ottimi argomenti, finanziari e non solo, per arrivare al controllo del business. Nella notte di giovedì11 novembre 1983 polizia, carabinieri e guardia di finanza circondano e perquisiscono a tappeto i casinò di Sanremo, Campione d'Italia, Saint Vincent e Venezia. Gli arrestati sono una quarantina. Il "blitz di San Martino", come verrà chiamato, convolge imprenditori, politici e boss mafiosi, e azzera due gruppi dirigenti locali, gli amministratori pubblici del Comune di Sanremo e della Valle d'Aosta. Che cosa era successo, nei mesi precedenti? In Liguria si erano affrontati due gruppi, che puntavano a conquistare la gestione del casinò di Sanremo. Da una parte Michele Merlo, titolare della società Sit, che aveva stretto accordi con i democristiani Osvaldo Vento, sindaco di Sanremo, e Manfredo Manfredi, parlamentare d'Imperia. Dall'altra il conte Giorgio Borletti, ultimo rampollo della famiglia che a Milano aveva fondato la Rinascente, che era tornato dal Kenya, aveva fondato la società Flower's paradise e per battere Merlo e conquistare il casinò si era rivolto ai socialisti milanesi Antonio Natali e Cesare Bensi. Per vincere, sia Merlo, sia Borletti avevano messo mano al portafoglio. Erano state pagate o programmate tangenti per 4 miliardi ("parte a Roma": ma di questo non si è mai appurato niente). Dietro ciascuna delle due cordate, poi, si muovevano, nell'ombra, altri personaggi: il finanziatore di Merlo, per esempio, era Ilario Legnaro, uomo legato ai clan catanesi di Nitto Santapaola e a Gaetano Corallo, che aveva già messo le mani sul casinò di Campione; quanto a Borletti, si era affidato a Lello Liguori, il re dei night, il padrone del Covo di Nord-Est di Santa Margherita, che gli aveva presentato alcuni "amici" come Angiolino Epaminonda detto il Tebano, Salvatore Enea detto Robertino e Giuseppe Bono. Il primo era il principe della "mala" a Milano, gli ultimi due erano i boss delle "famiglie" palermitane al Nord. Bella gara: da una parte la Sit, con democristiani e catanesi, dall'altra la Flower's paradise, con socialisti e palermitani. Con queste formazioni, naturali i ricatti, le minacce, il doppio gioco, i tradimenti... Il sindaco Vento, interrogato dai magistrati dopo l'arresto, spiega: nel partito, il metodo delle tangenti è stato accettato non soltanto "per motivi economici, ma anche politici", perché "chi non accettava il piano di corruzione di fatto si isolava", "il dissenso avrebbe significato una vera e propria emarginazione". In questo clima teso e confuso, si arriva alla gara, il 25 marzo 1983. I commissari nominati dai partiti aprono le due buste con le offerte di canone al Comune per la gestione del casinò di Sanremo. La Sit di Merlo offre 21 miliardi, la Flower's paradise di Borletti 18 miliardi e 900 milioni. Destinata a vincere, a suon di tangenti, era la Sit, ma evidentemente qualcuno all'ultimo momento aveva fatto il furbo ed era passato dall'altra parte: la commissione aveva stabilito che l'offerta non poteva superare i 20 miliardi e 980 milioni, così la Sit è sconfitta perché, in questo gioco miliardario, sfora il tetto per 20 miseri milioni... Scoppia il finimondo. Tra i politici è tutto un accusarsi a vicenda. Tra le due imprese invece comincia la guerra delle carte bollate, con ricorsi in Giunta, al Tar, al Coreco, al Tribunale... è in questa baraonda che fa la sua comparsa sulla scena Claudio Scajola, sindaco di Imperia ed esponente autorevole della Dc provinciale. Il 20 maggio 1983 si reca, con il collega di Sanremo Osvaldo Vento, a un incontro segreto con Borletti, a Bourg Saint Pierre, in Svizzera. È Vento, che stava trattando con entrambi i contendenti, a chiedere a Borletti di poterlo incontrare, "in modo riservato", insieme a un altro politico, "in un clima di sospetto e di timore che potesse essere violata la segretezza", scrive il magistrato. Borletti accetta. L'incontro avviene in un ristorante. Dopo il blitz di San Martino, il conte racconterà che "i due politici sostanzialmente gli comunicarono che subito dopo le elezioni avrebbe ottenuto la casa da gioco", ma "ad alcune condizioni": la prima, che "la gestione fosse improntata a criteri di imparzialità nei confronti delle forze politiche e quindi senza etichette socialiste"; la seconda, che "venisse compiuto un "gesto"che potesse controbilanciare l'offerta fatta dal Merlo a favore degli sfrattati" (Merlo aveva offerto al Comune di Sanremo centinaia di milioni per dare un'abitazione ad alcune famiglie restate senza casa); terzo, che venisse pagata una tangente di 50 milioni. Borletti riferisce subito tutto al suo avvocato Pier Giusto Jaeger e ad altre due persone (Lorenzo Acquarone e Sergio Carpinelli). Quando i magistrati di Milano cominciano a indagare sui casinò, Borletti racconta dell'incontro e i tre confermano. Ecco allora che anche Scajola viene arrestato. Nella loro requisitoria, i pubblici ministeri Corrado Carnevali e Marco Maiga scrivono: "Sono stati raccolti elementi sufficienti per giustificare e imporre il rinvio a giudizio dei due prevenuti (cioè Vento e Scajola, ndr). A loro carico vi sono le dichiarazioni precise e dettagliate della parte offesa (Borletti, ndr), inequivoche nella loro portata accusatoria; le stesse dichiarazioni hanno trovato conferma in numerose testimonianze (Lorenzo Acquarone, Sergio Carpinelli, Pier Giusto Jaeger)". E ancora: "Benché l'imputato Scajola abbia recisamente respinto l'addebito, sostenendo che la richiesta oggetto di contestazione non venne mai avanzata nel corso della conversazione, (...) le sostanziali ammissioni sul punto del Vento (...) devono debbono ritenersi determinanti in ordine all'effettiva sussistenza del reato, di cui sono presenti gli elementi costitutivi tutti. La presenza dello Scajola nel particolare contesto, (...) l'avere il Borletti, nelle confidenze effettuate ai testi di cui sopra si è detto, riferito l'indebita richiesta a lui avanzata ad entrambi i pubblici amministratori presenti nell'occorso, devono essere ritenute circostanze sufficienti perché lo stesso Scajola sia chiamato a rispondere del reato a titolo di concorso morale nel medesimo".
Il giudice istruttore Paolo Arbasino, ricevute le richieste del pubblico ministero, non ritiene invece che gli elementi a carico di Scajola siano sufficienti per un rinvio a giudizio e il 31 gennaio 1989 lo proscioglie. Scajola aveva spiegato di essere andato all'incontro con Borletti, ma soltanto per capire la situazione, che era alquanto confusa. Aveva confermato di aver posto il problema della "gestione imparziale"(cioè non filo-socialista) del casinò, ma aveva ribadito di non aver chiesto, né sentito chiedere, alcuna tangente.
Per la cronaca: la guerra per il casinò di Sanremo finisce con un accordo tra le due cordate che prevede il ritiro di Borletti, in cambio di 1 miliardo e 900 milioni subito, più 4 miliardi in seguito, a grosse rate mensili. Il processo per lo scandalo dei casinò termina invece con molte condanne definitive, che confermano nella sostanza l'impianto accusatorio.
E Claudio Scajola? Ritorna subito a fare politica. Torna a sedere sulla poltrona di sindaco nel 1990, sempre sotto le bandiere della sua Dc. Nel 1995 ci riprova, ma intanto la Dc si è dissolta in cento rivoli. Mette in piedi una lista fai-da-te, "Amministrare Imperia", che si scontra con una lista dell'Ulivo e una del Polo. Nella foga della campagna elettorale, degli avversari di Forza Italia e An dice: "Sono soltanto dei fascisti". Vince il centrosinistra. Ma l'anno dopo, nell'aprile 1996, mostra di essersi ricreduto: si candida alla Camera per Forza Italia e viene eletto. Amministratore tenace, organizzatore efficiente, democristiano a 24 carati, si fa subito notare da Silvio Berlusconi, che gli affida un compito impegnativo: costruire il partito. Nominato coordinatore nazionale di Forza Italia, lavora sodo. Trasforma il "partito di plastica" in un partito vero. Come premio, Berlusconi gli affida il più delicato dei ministeri, quello dell'Interno: con Scajola, al Viminale torna un democristiano doc, uno della tempra dei Taviani, Scelba, Restivo... Scajola, per i suoi trascorsi è, effettivamente, un esperto del ramo. A Genova, però, non lo dimostra: responsabile dell'ordine pubblico al G8, sbaglia tutto. Poi lascia senza protezione il consulente ministeriale Marco Biagi. Quando questi viene ucciso dalle Br, Scajola prima scarica le responsabilità sui prefetti, a cui aveva dato ordini di ridurre le scorte; poi dichiara che Biagi, colpevole di chiedere insistentemente di essere protetto, era un "rompicoglioni". Troppo perfino per il panorama politico italiano, anche perché le dichiarazioni di Scajola vengono riportate da due grandi quotidiani, Corriere della sera e Sole 24 ore. Scajola è così costretto alle dimissioni da ministro. Sostituito da uno che a sua volta dieci anni prima era stato costretto a dare le dimissioni da sottosegretario (Pisanu, vedi...). Ma tornerà, vedrete...
47-Sgarbi, Vittorio
Deputato della Repubblica, Forza Italia. Grande difensore di Craxi nel Parlamento del 1992 (allora vi era entrato come deputato liberale), è un pregiudicato per truffa ai danni dello Stato (assenteista, ha preso lo stipendio senza andare a insegnare). È stato indagato per aver avuto rapporti con uomini della 'ndrangheta, quando è stato candidato in Calabria. È un collezionista di querele per diffamazione: suo pezzo forte è dare dell'assassino ai magistrati di Mani pulite, ma sa variare sul tema in modo molto creativo. Cacciato dal governo Berlusconi nel 2002 (era sottosegretario si Beni culturalei) per dissidi con il ministro Urbani.
48-Sodano, Calogero
Senatore della Repubblica. Eletto ad Agrigento. Membro del Ccd, è stato sindaco di Agrigento. Nell'aprile 2001 ha subito una condanna in primo grado a 1 anno e mezzo di reclusione per avere permesso l'abusivismo edilizio in cambio di vantaggi elettorali. Con Sodano sono stati condannati a un anno di reclusione anche alcuni suoi ex assessori. Gli imputati, secondo l'accusa, non avrebbero posto in essere né provvedimenti né iniziative per bloccare l'abusivismo edilizio tra il 1991 e il 1998, non solo nella Valle dei Templi, ma in tutta la città.
49-Squeglia, Pietro
Deputato della Repubblica, Ppi. Ex sindaco di Marcianise, in Campania, politicamente molto vicino a Ciriaco De Mita. È stato arrestato per irregolarità edilizie avenute nel 1986 e processato per altri abusi, sempre nel settore delle costruzioni. Assolto, è stato candidato dall¹Ulivo in Campania.
50-Sudano, Domenico
Senatore della Repubblica, Ccd. Catanese, ex andreottiano, nel 1995, in qualità di presidente di una Usl, è stato condannato per un concorso truccato. Ha patteggiato una pena di un anno e mezzo e ha evitato il carcere, approdando poi in Parlamento.
51-Tomassini, Antonio
Senatore della Repubblica, Forza Italia. Attuale responsabile della Sanità per Forza Italia. È stato condannato per falso, con sentenza definitiva, nel 2000, perché quando era medico a Busto Arsizio aveva contraffatto e poi distrutto un esame clinico di una bambina nata con problemi cerebrali. Una sentenza successiva ha tuttavia negato la responsabilità del medico e ora il senatore Tomassini vuole chiedere la revisione del processo.
52-Urbani, Giuliano
Deputato della Repubblica. Eletto in Lombardia, nel collegio di Vimercate. È un professore, Giuliano Urbani, docente di Scienza politica all'università Bocconi. Nel 1985 è tra i fondatori del circolo Società civile di Milano. Nel 1994 la sua critica della vecchia politica si acquieta nel nuovo partito di Silvio Berlusconi: partecipa addirittura alla formazione di Forza Italia, in cui confluisce la sua Associazione per il Buon Governo. Berlusconi lo premia con una candidatura in Parlamento, in cui entra nel 1994. Subito dopo lo chiama a reggere il ministero della Funzione pubblica. Oggi, nel secondo governo Berlusconi, è ministro dei Beni culturali, un po' infastidito dal protagonismo del suo sottosegretario Vittorio Sgarbi. Parallelamente alla politica, Urbani ha mantenuto una attività professionale: è stato a lungo, per esempio, presidente di Domina, una delle società del finanziere Ernesto Preatoni. Soprannominato "il raider di Garbagnate", Preatoni era stato per anni oggetto di indagini da parte della magistratura italiana e della Consob, l'autorità di controllo della Borsa. Gli innumerevoli procedimenti giudiziari aperti sulle sue attività finanziarie non erano mai riusciti ad approdare a una condanna, ma Preatoni aveva comunque pensato di cambiare aria, trasferendo i suoi affari prima in Islanda e poi in Estonia, diventata, come tutto l'Est europeo dopo la caduta del comunismo, un paradiso per le scorribande finanziarie. La sua holding finanziaria e immobiliare era diventata la Pro Kapital, con sede a Tallin, in Estonia. La società italiana Domina aveva però continuato a controllare le attività turistiche del gruppo, tra cui un noto villaggio a Sharm el-Sheik. Centro dell'impero di Preatoni resta la Peak Mount Corporation, con sede nella inespugnabile (ai giudici) Vaduz. Urbani, stretto collaboratori di Berlusconi, è rimasto presidente della Domina almeno fino a poco tempo fa. "Conosco Urbani da tempo", ha dichiarato Preatoni al Corriere della sera il 9 agosto 2001, "ma di recente ha dato le dimissioni dal suo incarico in Domina". Quanto di recente, onorevole deputato e signor ministro? Ai primi d'agosto era circolata la notizia che la Borsa estone aveva deciso di sospendere dal listino la Pro Kapital: gli affari di Preatoni sono troppo poco trasparenti anche per l'Estonia, ma evidentemente non lo erano per il poco avveduto Urbani.
53-Verdini, Denis
Deputato della Repubblica. Eletto nel proporzionale, a Firenze, nelle liste di Forza Italia. A Firenze lo chiamano il Berlusconi della Toscana. Presidente della banca Credito cooperativo fiorentino, dopo un'ispezione della Banca d'Italia nel suo istituto, è stato indagato per falso in bilancio. È editore del Giornale della Toscana e possiede quote del Foglio di Giuliano Ferrara. Il pubblico ministero di Firenze ha chiesto per Verdini anche un rinvio a giudizio per violenza sessuale: sarebbe saltato addosso, nel suo ufficio, a una signora che andava a chiedergli di ottenere un prestito dalla sua banca.
54-Verro, Antonio
Deputato della Repubblica. Eletto in Lombardia, nel collegio di Cremona. Esponente di Comunione e liberazione, vicino alla Compagnia delle opere. E' stato candidato dopo essere stato coinvolto nell'inchiesta giudiziaria sulla cascina San Bernardo di Milano. Da assessore al Comune di Milano, insieme al collega Maurizio Lupi, aveva fatto approvare una concessione per far diventare la cascina un centro polivalente con finalità sociali. Poi, con un repentino cambio di marcia, la cascina era stata trasformata in una struttura sanitaria privata da 20 posti, naturalmente affidata agli amici della Compagnia delle opere. Subito dopo l'elezione alla Camera, come prevedibile, è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio per truffa e falso.
55-Vito, Alfredo
Deputato della Repubblica. Eletto in Campania. Noto ai bei tempi della Prima Repubblica come "Mister centomila preferenze" della Democrazia cristiana, ora è parlamentare della Casa delle libertà. Ex impiegato dell'Enel, si buttò in politica, nella Dc, con grande impegno. Si dice che nel suo ufficio elettorale riuscisse a ricevere più di 200 persone al giorno. Il soprannome se lo guadagnò con i risultati elettorali conseguiti nel 1985, 1987 e 1992: fu eletto prima al Consiglio regionale della Campania (con 120 mila voti), poi alla Camera dei deputati (con 160 mila voti) e infine di nuovo al Parlamento (con 104 mila preferenze). Poi arrivò Mani pulite: fu indagato, arrestato e processato per tangenti. La Direzione distrettuale antimafia di Napoli chiese al Parlamento l'autorizzazione a procedere contro di lui anche per concorso esterno in associazione a delinquere di tipo mafioso, sospettando suoi rapporti con la Camorra. Alfredo Vito indossò allora il saio del pentimento: "Torno alla mia famiglia; con la politica ho chiuso". Scrisse: "Lascio il mio vecchio partito, la Dc, e invito tutti i parlamentari inquisiti a seguire il mio esempio: fatevi da parte, perché solo così si potrà procedere al rinnovamento dei partiti e della classe politica". Patteggiò una condanna e restituì più di 4 miliardi di lire. Sono stati impiegati per costruire un parco pubblico alla periferia di Napoli, ribattezzato dalla fantasia popolare "Parco Mazzetta". Ma non ha mantenuto la promessa di stare lontano dalla politica: ha riallacciato i contatti di un tempo, ha riaperto un ufficio a Roma ed è tornato alla carica con la Nuova democrazia cristiana (fondata nel 2000 insieme con Flaminio Piccoli). Nel 2001 è stato accolto a braccia aperte nella Casa delle libertà, che lo ha portato in Parlamento.
56-Vizzini, Carlo
Senatore della Repubblica. Eletto in Sicilia. Palermitano, ex segretario del Psdi, cinque volte deputato (la prima a soli 28 anni), tre volte ministro, è stato responsabile tra l'altro del dicastero delle Poste e di quello della Marina. Nel 1993 è rimasto coinvolto nello scandalo Enimont con l'accusa di aver ricevuto un finanziamento illecito di 300 milioni. Condannato in primo grado, in appello strappa una prescrizione. Fu assolto dal Tribunale dei ministri anche dall'accusa di aver ricevuto mazzette mentre era al ministero delle Poste. Giovanni Brusca ha incluso il suo nome nella lista di politici che la mafia voleva far fuori dopo le stragi di Capaci e via D'Amelio. Nel giugno del 1999 Vizzini, amico di Silvio Berlusconi e di Marcello Dell'Utri, è entrato nel Consiglio di presidenza di Forza Italia. Nel 2001 ha vinto il confronto elettorale nel collegio senatoriale di Palermo centro.
Postato da: alfredo | 06.02.06 10:13 | Segnala commento inappropriato
Caro di Pietro,
spero che il tempo ti dia ragione. L'Italia ha bisogno di uomini che dicano la verità e che non abbbiano paura di esporsi. Noi italiani onesti non abbiamo bisogno di sorrisi patinati e distorsivi ma di fiducia dimostrata dai fatti. Spero che la gente sia maturata abbastanza per non farsi infinocchiare. Continua e persevera nel tuo lavoro pulito, io sono con te.
Postato da: caterina stanizzi | 06.02.06 10:04 | Segnala commento inappropriato
caro Antonio (ti do del tu..non ti offendi,vero?!)
volevo esprimerti la mia solidarietà per quanto detto da Casini. Vai avanti così..
Postato da: Pierluigi Argoneto | 06.02.06 09:31 | Segnala commento inappropriato
caro antonio, non sono tesserato nè probabilmente voterò per te. ma in ogni caso voglio dirti che rimarrai per sempre un analfabeta meridionale puzzusu
Postato da: giancarlo brasato | 06.02.06 09:08 | Segnala commento inappropriato
Sig. Antonio Di Pietro,
Lei non si deve vergognare di niente! Non badi alle cattiverie propagandistiche sputate dal Presidente della camera (!). il sig. Casini. E' incredibile come in Italia tutto possa venire rivisto, raggirato, infangato!
Continui per la sua strada che c'è ne bisogno, tanto. buon lavoro.
Claudio Girardi.
Postato da: claudio girardi | 06.02.06 08:58 | Segnala commento inappropriato
Egr. dott. Di Pietro,
tengo innanzitutto ad esprimerLe solildarietà verso gli insulti e le diffamazioni subite dai suoi avversari politici. D'altra parte...calunnia e diffamazione sono elementi imprescindibili di una propaganda politica che non sa più dove andare a parare. Evidentemente qualcuno pensa che "la migliore difesa sia l'attacco" anche, e soprattutto, se le lodi per argomentare questi ultimi 5 anni di governo (e non solo!!) siano veramente poche.
Premesso ciò, vorrei chiederLe un parere diretto alla seguente questione: sono di Bologna ed ultimamente leggo sui giornali locali che, a seguito della rinuncia d'incarico dell'assessore Mura, vi è stato un aut aut del suo partito per imporre una sostituzione all'interno della giunta con una persona del medesimo partito.
Le chiarisco subito il fatto che non ho (e non ho mai avuto!!) tessere di partito in tasca e la politica che vedo è solo quella di "bottega", ossia della gente comune, fuori dal Palazzo.
Comunque, non so se è tutto vero quello che scrivono i giornali, ma viene da chiedersi, fra noi del "Popolino" se è veramente o strategicamente così importante, imporre una rappresentanza in giunta, avendola già democraticamente eletta in Consiglio Comunale. Ossia: se vi fosse qualche bravo e capace tecnico del commercio, che potesse fare veramente il bene di quel settore e che fosse anche non iscritto ad un partito......sarebbe un male così atroce?
Capisco vi siano problemi di visibilità e di equilibrio elettorale da rispettare, ma credo cmq che se vogliamo sconfiggere gli avversari politici, dovremmo porre come priorità il vero bene della collettività. E aggiungo anche però che tutti dovrebbero dare il buon esempio a riguardo......partendo dai DS e seguire.
Un cordiale saluto e un grande, grandissimo in bocca al lupo per il 9 (?) Aprile.
Sergio Cazzola
Postato da: Sergio Cazzola | 06.02.06 08:43 | Segnala commento inappropriato
I consumatori vinceranno la loro battaglia solo quando capiranno che hanno tra le mani un arma formidabile per sgretolare il liberismo.
RIDURRE I CONSUMI ALL' INDISPENSABILE PER ALMENO TRE MESI, PREFERENDO I PRODOTTI NON RECLAMIZZATTI IN TV.
Promuovete questa iniziativa che non costa niente e fa pure bene alla salute.
Postato da: Alessandro Capece | 06.02.06 07:20 | Segnala commento inappropriato
Carissimo Onorevole, tutti gli Italiani come me,
sono fieri di avere un parlamentare come lei .
E siamo stufi dei finti onesti e dei corrotti incalliti
come gli attuali governanti che si credono i padroni del mondo, ma loro non si vogliono render conto che non sono padroni di un c..... , per gli Italiani ONESTI come NOI. A. Damiani Roma
p/s mi scusi per la chiarezza del mess.
grazie
Postato da: antonio Damiani | 06.02.06 04:49 | Segnala commento inappropriato
Mi sembra ovvio che casini difenda quel manipolo di criminali che era allora la dc. il suo intervento è quello del pool di mani pulite secondo il mio avviso ha salvato questo paese che rischiava il collasso,è purtroppo anche se è stato fatto un buon lavoro tutto cio non è bastato,perchè la losca figura di silvio berlusconi è il suo vergognoso partito hanno messo il bastone tra le ruote ed infagato l'operato del pool stesso. ovvio che si tratta d'interessi personali!! casini farebbe bene a vergognarsi, lui è gli esponenti riciclati e plurindagati del suo partito,che invece di insultare dovrebbero riflettere sui 5 anni della loro legoslatura che francamente è tra le più scandalose è mediocri della storia d'italia.
Postato da: vincenzo torella | 06.02.06 02:31 | Segnala commento inappropriato
Sono certo che Lei è un bene per l'Italia, non ne sono altrettanto di alcuni suoi colleghi del centrosinistra. Non demorda e persegua ciò che la Sua coscienza Le suggerisce. Coraggio, resistere.
Cordialmente
Postato da: maurizio trombini | 06.02.06 02:14 | Segnala commento inappropriato
ciao
e scusa il tu,
le parole di Casini si commentano da sole, non penso meritino risposta.
continua così; ho avuto la fortuna di ascoltare il giudice imposimato che è venuto in valsusa, dove vivo, a parlarci di affari che tu conosci bene, riguardo il tav
cosa ne pensi, di un'opera che serve solo a chi la costruisce, e la cui utilità è discussa da molti tecnici super partes ?
io sono uno dei tanti illusi che pensavano di essere di sinistra, ma un bel giorno si accorgono che la sinistra non c'è più...
ciao
giovanni franchini
villar dora TO
Postato da: giovanni maria franchini | 06.02.06 00:35 | Segnala commento inappropriato
Caro On. Antonio Di Pietro sono un elettore di sinistra, volevo sapere da te cosa ne pensi dei PACS e cosa prevedi nel tuo programma. Ne sarei molto interessato perche probabilmente ho deciso di votare te e non DS. Ciao
Postato da: salvatore AURICCHIO | 06.02.06 00:33 | Segnala commento inappropriato
Ho letto la sua lettera sul blog di Beppe Grillo. Non ero al corrente delle gravi dichiarazioni di Casini che di certo non rendono onore al Presidente della Camera ma soprattutto a noi Italiani che -inermi- ci vediamo così male rappresentati. Oramai questo governo fa acqua da tutte le parti, ha perso pure la sua ultima scialuppa di salvataggio: Casini e il suo partito appunto.
E' certamente un'indegnità il fatto che possano sedere al Nostro Parlamento persone condannate in via definitiva. Persone che ci devono rappresentare in Italia e all'estero. Ed è bene che tutti gli italiani sappiano di queste oscenità, visto che se ne sta parlando un pò di più solo ultimamente. Fino a qualche anno fa non avrei lontanamente immaginato che fosse possibile entrare in Parlamento con una fedina sporca. Per avere il polso della situazione basta pensare che per l'arruolamento nelle Forze di Polizia, requisito indispensabile è la fedina linda non solo -ovviamente- per l'aspirante, ma anche per i familiari fino ad un ragguardevole grado di parentela. Glielo dico io, che sono un Agente della Polizia di Stato. Niente da eccepire al riguardo, sia ben chiaro, ma allora perchè non applichiamo gli stessi controlli anche ai nostri "controllori"?
Le partecipo la mia solidarietà, ricordando a tutti quelli che la pensano come Berlusconi che la cultura non è in nessun caso certificabile.
Cordialmente, Emilio Simeone.
Postato da: Emilio Simeone | 05.02.06 23:17 | Segnala commento inappropriato
sono solidale con lei, w mani pulite
Postato da: enzo de maria | 05.02.06 22:41 | Segnala commento inappropriato
rispondo all'invito che hai rivolto sul sito di beppe grillo, a manifestare opinione nei confronti della supposta indegnità che costituiresti tu come politico in qualità di ex magistrato.
Mi viene da sorridere per la retoricità della domanda; e comunque sappi che ti considero l'uomo giusto al posto giusto oggi più che mai.
Se pensi poi che il mio (puàh!) presidente di regione è proprio il pluriindagato e anche rinviato a giudizio che risponde al nome di Totò, ti lascio immaginare..........
Postato da: rossella carlino | 05.02.06 22:33 | Segnala commento inappropriato
Preg.mo Dr. Di Pietro, concordo con quanto lei ha scritto sul blog di Beppe Grillo e la prego di continuare a lottare, non lasci le sue posizioni, percorra ogni via per arginare il fronte degli inquisiti "tutti", a qualsiasi livello istituzionale, come ha sempre fatto come P.M. ; questo vituperato paese deve ritornare alla legalità e ci riuscirà con l'impegno di uomini come lei e con l'impegno altrettanto faticoso di persone che, come me e tanti altri, silenziosamente tentano, sul posto di lavoro pagando in prima persona, di sbarrare la strada ai tanti loschi individui che, pur senza indossare la coppola e senza imbracciare la lupara, rubano legalità risorse e serenità ai colleghi-lavoratori onesti.
La esorto a continuare la sua e la nostra battaglia, a tutti i livelli, affinchè i diritti degli onesti prevalgano sugli atti illeciti perpretati da quel manipolo di scampati alla giustizia che imperversano e calpestano, denigrandolo,il suolo del parlamento e tutto il territorio sacro dell'Italia, in barba alla costituzione e alla legalità. cordiali saluti Emilio D'Amico
Postato da: emilio d'amico | 05.02.06 22:11 | Segnala commento inappropriato
stimato ANTONIO DI PIETRO
pur non sentendomi culturalmente collocato politicamente a sinistra intesa come comunista :( difesa dei poveri degli extracomunitari di NOI poveri operai -far pagare a tutti le tasse )
che sono ottimi principi anche se ho sintetizzato
io ho sempre l'impressione che gli uomini di sinistra tendano sempre ad avere conflitti interni
ma aiutati dai sindacati riescano a mettere tutto a tacere tenendo a freno l'opinione publica ma prendondo decisioni come se fossero dalla parte opposta (esepio la riforma delle pensioni-aumenti di stipendio x i parlamentari-voti di fiducia qundo dovevano far passare leggi scomode vedi finanziamenti ex pci) e qiu mi fermo..........
pero' voglio esprimere a lei la mia piena solidarieta' per la forza e specialmente per la chiarezza delle sue idee e dei suoi ideali e mi auguro che il mio voto contribuisca a farle raggiungere i superare i 70000 voti che le serviranno per andare a sedersi a fianco e vigilare sui vari PRODI.DALEMA FASSINO-RUTELLI...........
IN BOCCA AL LUPO
mondini enzo (bs)
Postato da: enzo mondini | 05.02.06 21:59 | Segnala commento inappropriato
Caro dottor Di Pietro, non si preoccupi di chi mette in dubbio la sua laurea perché lei usa qualche condizionale al posto del congiuntivo o non è fluido nell'esprimersi: non sono questi i valori cui rendiamo omaggio, ma l'onestà, la correttezza e il senso della realtà che solo pochi, come lei, possiedono. Per non dire del servizio reso alla giustizia con Mani Pulite. Saper parlare è un'arma a doppio taglio, e quello volutamente negativo è ben affilato sulla lingua di certe persone. A noi italiani, anche se possiamo farci qualche risatina su certe sue imprecisioni linguistiche, interessano molto di più le qualità concrete che un personaggio pubblico può avere, e queste credo che lei le abbia. Direi anzi che è un peccato sprecarle per la politica così com'è oggi in Italia.
Le auguro di vivere a lungo sempre lucido e integro come oggi.
Alba Bertolini
Postato da: Alba Bertolini | 05.02.06 21:29 | Segnala commento inappropriato
Carissimo Di Pietro,
capisco quanto sia amaro constatare che i "furbetti" siano anche nel parlamento sotto le mentite spoglie di "onorevoli". Ma a questa campagna elettorale, che per usare parole non irriverenti, è a dir poco una presa in giro per il popolo italiano, nessuno ha mai usato la frase "voglio essere eletto per mettermi al tuo servizio" NON PERCHE' VOGLIO VINCERE, perchè voglio il bene del popolo italiano.
Voglio fare una proposta, che ho gia suggerito sul blog di Beppe Grillo, partendo dallo spunto del libro di REPUBBLICA di Platone al paragrafo I GUARDIANI (politici) NON DEVONO AVERE POSSESSI PRIVATI, (è una paginetta che tutti i parlamentari dovrebbero tenere sul comodino e leggere ogni sera prima di addormentarsi) che ogni cadidato politico venda tutto quello che ha e lo distribuisca a chi vive con un reddito sotto la soglia di poverta, solo così sarebbero credibili.
Fatti quattro conti, il sig. Berlusconi con i suoi 12 miliardi di euro potrebbe "distribuire" 1.066 euro agli 11.250.000 italiano che vivono con un reddito di circa 600 euro mese. Sarebbe l'unico modo per il sig. Berlusconi di assicurarsi 11.250.000 voti per le prossime elezioni. Ma sò che anche lei sig. Di Pietro non crede alle barzellette.
Con stima, un umile bergamasco.
Postato da: Roberto Belotti | 05.02.06 21:04 | Segnala commento inappropriato
Egr. Dott. Di Pietro
Perché gli economisti della sinistra non vi forniscono dei dati ECONOMICI statistici da oppugnare alle sparate di Berlusconi, come ad esempio che lui non avrebbe accettato il cambio di 1.936,27 o che ha ereditato una valanga di debiti dal governo precedente.
Quest’ultimo dato è senz’altro VERO, ma è cosi dal 1980, per cui essendone al corrente ancora prima di presentarsi CANDIDATO avrebbe già dovuto prevedere queste conseguenze prima di stilare il contratto con gli ITALIANI.
Piangere a posteriori sul debito pubblico mi sembrano lacrime di coccodrillo.
Il cambio fissato per il passaggio da lire ad euro, a memoria non era nient’altro che il cambio ad una certa data fra lira ed ECU.
Questo cambio si era formato e stabilizzato nel corso di vari anni, quindi assolutamente determinato dal MERCATO ed il cambio finale non doveva essere molto scostato dalla media dell’anno precedente.
Come oggi ha ricordato il presidente Ciampi per l’Italia l’euro ha rappresentato una fortuna, in quanto abbiamo goduto di tassi bassissimi sul costo del denaro.
Di questo bassissimo tasso, il maggior beneficiario è stato proprio il nostro debito pubblico in quanto per il rinnovo di questi titoli il costo nel quinquennio di Berlusconi è stato minore di quasi due punti percentuali ( da internet - ministero tesoro 2002 il 3,74% - nel 2003 il 2,72% - nel 2004 2,66%), rispetto al quinquennio precedente (da internet anno 1997 6,44%: anno 1998 4,64%; 1999 3,35%; anno 2000 4,79% ; anno 2001 4,33%.
Pertanto in questo quinquennio il governo risparmiando sul costo degli interessi avrebbe dovuto riuscire più facilmente a diminuire il DEFICIT, grazie proprio all’entrata in vigore dell’euro.
Seconda cosa e qui però dovrebbe chiedere l’aiuto ai suoi referenti per l’area economica, mi sembra di ricordare che Tremonti già nel 2002 avesse portato in bilancio nell’attivo una parte dei SOLDI CARTACEI che presuntivamente non saranno riconsegnati dagli italiani entro il decimo anno. ( tempo max per il concambio lire –eur).
Le disposizioni precedenti dovevano essere che questo BENEFIT si incamerasse solo alla fine dell’ottavo o nono anno, per cui si sarebbe ragionato su dati ABBASTANZA certi, mentre l’incasso anticipato parziale OTTO ANNI prima della scadenza (cosiddetta FINANZA INNOVATIVA di Tremonti) mi sembra se non altro azzardata.
Ma se la mia memoria è esatta dovreste far ammettere a Berlusconi che questa cifra (??? Dopo che l’avete individuata) si è verificata solo per l’entrata nell’EURO, quindi non ha ereditato solo fatti negativi come sempre piange in TV.
Saluti
Postato da: angelo galli | 05.02.06 20:41 | Segnala commento inappropriato
volevo suggeriere una piccola proposta di legge con la quale:
si vieta di operare in Italia alle società (compartecipate da società o facenti parte di gruppi societari) che hanno sede in paradisi fiscali ; lo stesso dicasi per gli istituti di credito e assicurazioni;
si può stabilire un periodo di 6 mesi per mettersi in regola o altro.
Così conosceremo i loro veri bilanci, faremo meglio il calcolo delle loro tasse e TUTTI pagheremo meno tasse.
che ne pensa?
Postato da: domenico di giovanni | 05.02.06 20:24 | Segnala commento inappropriato
Buongiorno,
desidero dare il mio appoggio nella risposta con lettera aperta all'attacco di Casini.
Non sono solita ad entrare nelle polemiche politiche,ma sta volta Casini ha proprio esagerato,spero che alle prossime elezioni ci sia un cambio di rotta e soprattutto che sia fatta un po' di pulizia in parlamento,perchè non si può proprio andare avanti così.
La lotta per la legalità è prioritaria,è inammissibile che dei pregiudicati occupino il parlamento.Casini è solo un ipocrita.
Postato da: paola baron | 05.02.06 20:01 | Segnala commento inappropriato
caro anorevole di pietro vada avanti sempre così se in italia evvevamo persone oneste come lei si stavamo tutti bene
Postato da: vincenzo albanese | 05.02.06 20:00 | Segnala commento inappropriato
Ciao Antonio!
Vengo dal sito di Beppe Grillo e ho letto la tua lettera sul caso "Casini" e le sue vergogne! Grazie mille sempre per la tua trasparenza! ;-))
E L'ONOREVOLE CASINI STIA ATTENTO A COME PARLA, PERCHè SE C'è QUALCUNO CHE DEVE VERGOGNARSI... QUEL QUALCUNO E' PROPRIO LUI INSIEME AI SUOI CANDIDATI CORROTTI!!
VAI AVANTI ANTONIO E LOTTA PER LA GIUSTIZIA COME HAI SEMPRE FATTO E CONTINUERAI A FARE! ME LO AUGURO DI CUORE!
SIAMO TUTTI CON TE! E CHI NON E' CON TE, VUOL DIRE CHE NON E' PER LA GIUSTIZIA, E CHI NON E' A FAVORE DELLA GIUSTIZIA E' SOLO UN DELINQUENTE!
UN CALDO ABBRACCIO DA LILIANA!
Liliana Landriscina - Trani (Ba) Puglia
Postato da: Liliana Landriscina | 05.02.06 19:35 | Segnala commento inappropriato
Antonio carissimo,
se mi permette le do del Tu perché la sento vicino a me e credo anche a tantissimi altri Italiani, nel tuo blog chiedi consigli ed opinioni, per cui appprofitto di questa occasione.
Nell’ambito del Tuo programma elettorale non si parla di sanità: vorrei perciò che si evidenziasse la necessità che debba essere PUBBLICA e per TUTTI; che debba essere gestita da uomini non corrotti, non collusi e soprattutto non di partito.
Ritengo infatti che i Direttori Generali nominati nelle Aziende Sanitarie italiane quasi sempre siano supini a “idee e regole” di partiti politici ed in particolare dei Presidenti dei Consigli Regionali.
La piccola esperienza maturata durante l’attività lavorativa mi ha convinto che l’eliminazione dei legami politici nelle figure direttive sia una ricetta per far funzionare al meglio tutti gli apparati pubblici.
Su questo argomento chiedo il Tuo parere.
Se permetti un’ultima cosa vorrei che spiegassi a me e credo a tanti altri, addolorati per la tua scelta perché hai lasciato una impegnativa Professione per quest’ultimo gravoso compito che è quello di convincere gli Italiani della bontà delle Tue IDEE.
Con stima
Michele Cortese
Postato da: Michele Cortese | 05.02.06 10:58 | Segnala commento inappropriato
a penna silvano
da utente BLOG
ma mi spiega dove intende porre la fine della 1 repubblica "LADRI PRIMA e LADRI ADESSO" non è cambiato assolutamente NIENTE. Tranne le loro indennità aumentate a DISMISURA.
Se va a vedere i nominativi sono gli stessi se non gli eredi, figli o nipoti.
Forse è questo che intende per seconda repubblica, che ora i parlamentari sono nominati per successione divina come i nobili di una volta??
SALUTI
Postato da: angelo galli | 05.02.06 10:13 | Segnala commento inappropriato
ad ernesto gastaldi
E' giusto che Di pietro e la sinistra non attacchino berlusconi, con collusioni alla mafia. I suoi elettori non ci crederanno mai, sarebbe solo tempo perso. E per questo che Berlusconi si presenta sempre in TV. Vuole costringere gli avversari in un TUTTI solo contro UNO.
Questo è il motivo che la massa di elettori che lavora, che non segue la politica, che vede solo FEDE e i programmi Mediaset come ieri sera su rete 4 " TUTTI LIBERI (nome azzeccato) in cabina elettorale voteranno per LUI pensando non è giusto POVERINO da SOLO CONTRO TUTTI, hanno tutti rubato e lui non può.
In fatti pur se nessuno lo attacca in questo momento è addirittuta LUI che si INVENTA FINTI ATTACCANTI.
E giusto che la sinistra esponga solo i programmi e LO IGNORI COMPLETAMENTE.
saluti a tutti
Postato da: angelo galli | 05.02.06 10:04 | Segnala commento inappropriato
Ci sono tre domande che ogni giornalista e/o politico del mondo civile farebbe a Berlusconi:
1 - La corte di Assise di Palermo ha condannato Dell’Utri a nove anni di carcere in quanto TRAMITE tra Lei e Cosa nostra. Se Dell’Utri per 30 anni ha fatto da tramite tra LEI e la mafia, LEI per la mafia che cos'è?
2 - Dopo la condanna di Dell’Utri quale "uomo al servizio di Cosa nostra" (letterale dalla sentenza) a 9 anni di carcere: perché lei lo ha subito promosso SELEZIONATORE dei nuovi picciotti di Forza Italia? E' rimasto così soddisfatto dal fatto che Dell’Utri le selezionò il BOIA MANGANO, killer mafioso da ergastolo, quale stalliere di Arcore?
3 - Borsellino disse, e fu subito ucciso, che il BOIA MANGANO con cui LEI cenò in allegria per tre anni, era anche il terminale del lavaggio dei soldi sporchi di Cosa nostra: fu un caso che poi piovessero miliardi anonimi e contanti sulle 38 Holding in cui era frazionata la neonata Fininvest, tutte intestate a gente dell'ospizio?
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PERCHE' QUESTE DOMANDE NON LE FA NEPPURE DIPIETRO??
Postato da: Ernesto gastaldi | 05.02.06 00:49 | Segnala commento inappropriato
DOtt. Antonio Di Pietro le sarei riconoscente se per una volta lei direbbe chiaramente quale è stato il vero motivo per la quale lei si è scagliato contro chi rappresentava politicamente la prima repubblica ed oggi non fa nulla per combattere chi rappresenta lo squallore di questa seconda repubblica che io odio.
Postato da: penna silvano | 04.02.06 23:32 | Segnala commento inappropriato
Egregio Dr.Di Pietro!
NON CE LO FACCIO PIU,di sentire tutte le p....
di berlusconi e compagnia bella,sarebbe ora di finirla,sono arcistufo di sentire ogni giorno le solite balle,basta ,mi sono proprio rotto.
non posso piu vedere certa gente in parlamento e senato,certe leggi,che servono solo a tirare fuori certa gente da condanne sicure,lei lo sa meglio di me,che sono li soltanto per dar una mano a qualche santone.la saluto,auguri per il futuro!!! LECHTHALER R.
Postato da: lechthaler reinhart | 04.02.06 23:22 | Segnala commento inappropriato
Caro Antonio Di Pietro,
le faccio i migliori auguri per il blog che ha aperto, sono certo che lei potrà esprimersi a meglio attraverso questo innovativo mezzo di comunicazione così come sono certo che lei potrebbe rappresentare il primo esempio di un nuovo modo di fare politica, Internet. Trova in me uno dei più accesi sostenitori di queste nuove vie alla democrazia ed alla partecipazione politica capillare. Vedrà, la sua audacia verrà ampiamente ripagata.
Auguri.
Gennaro Maurizio Cataldo
Postato da: maurizio cataldo | 04.02.06 18:27 | Segnala commento inappropriato
salve sono un ragazzo di 20 anni e scrivo da udine(e' la prima volta che visito il tuo sito).Ho deciso di scrivere nella sezione riguardante la tutela dei diritti dei consumatori perche proprio ieri e' arrivata a casa la bolletta del gas e vi ho trovato due cose inaccettabili: 1)la scarsa chiarezza del prospetto che secondo me e' fatto apposta per confondere le idee al consumatore; 2) il fatto che le rilevazioni vengono fatte sulle medie dei consumi e non sul consumo effettivo e la richiesta di acconto sul consumo futuro.
Penso che questa situazione sia comune a tutti gli italiani che si trovano da soli in un mare di pescecani a cui non interessa principalmente fornire un servizio adeguato ma solamente il profitto!
Secondo me si dovrebbero fare piu' controlli sulle aziende che forniscono servizi perche' si approfittano del consumatore che comunque paga perche' non puo' permettersi di perdere giorni di lavoro girando per uffici e cercando di far valere i propri diritti.
Grazie per l'attenzione.ciao
Postato da: massimo trevisan | 04.02.06 13:58 | Segnala commento inappropriato
Caro Dott. Antonio Di Pietro
sono un ragazzo di 20 anni ,universitario.molto spesso mi trovo a discutere di politica con ragazzi della mia età,sempre abbiamo pareri contrastanti, ma sempre il traguardo che vorremmo è lo stesso.Siamo ragazzi di idee diverse:alleanza nazionale, forza italia, ds, rifondazione comunista, io che credo nei valori ho scelto voi!Ma dai nostri dibattiti una sola cosa emerge, vogliamo un mondo un mondo migliore.sempre più mi convinco che l'Italia va verso la fine perchè sono pochi gli italiani che hanno dei valori e dei pricipi.troppe cose non funzionano:la scuola, chi meglio di uno studente può dirlo!dica alla Moratti che le sue riforme non ci servono,se poi delle persone incapaci arrivano a prendere indegnamente il ruolo di professore magari raccomandati da qualcuno.......non possono funzionare gli uffici pubblici per lo stesso motivo come non potrà mai funzionare una qualsiasi istituzione dove esercitano delle persone non capaci, non oneste, o non motivate.ma non soprattutto non potrà mai funzionare la politica che si nasconde agli occhi dei cittadini, del popolo che è sovrano.Giornali e telegiornali di destra e di sinitra che dicono cose diverse ma che hanno in comune lo stesso obbiettivo,non far capire niente a chi legge!!!Serve un giornale obbiettivo, io leggo la repubblica ,sa solo parlare male della destra ma perche non fa capire cosa fa la sinistra?Leggi "il giornale"si invertono i ruoli.a noi serve conoscere i fatti non le chiacchiere. I politici parlano ma poi i fatti non arrivano.ma non può funzionare un paese senza lealtà,è ingiusto criticare la legge sull'autodifesa,dal momento che la giustizia italiana è quella che è,come ingiusto criticare la legge di fini sulla droga,è però giusto criticare le leggi ad personam.come vede credo che per prima cosa si deve essere leali altrimenti si rischia di distruggere anche ciò che è fatto bene.Cambiare l'Italia significa cambiare la società italiana,c'è bisogno di severità,di punire chi sbaglia e premiare chi merità,la legalità si costruisce cosi.Forse ho fatto troppe critiche ma ho fiducia in lei;lo dicoo a lei:non mi deluda,come lo dico a tutta la coalizione di centro sinistra anche se non la vedo molto bene,sembra quasi che il oro unico programma è di essere uniti contro silvio.In bocca al lupo.In attesa di una sua benevole risposta la ringrazio per la sua attenzione!!!
Postato da: Mario Inglese | 04.02.06 13:31 | Segnala commento inappropriato
per Vincenza Izzo:
vada su questa pagina http://www.italiadeivalori.it/presentazione/tesseramento.php e trovera' tutte le informazioni necessarie
Angela Zeoli
Postato da: Angela Zeoli | 04.02.06 13:23 | Segnala commento inappropriato
Penso che in merito alla tutela dei consumatori e dei piccoli risparmiatori deve essere approvata una legge semplicissima: "Coloro i quali detengono/detenevano anche piccole quote azionarie, devono avere la stessa rappresentatività in merito ai consigli di amministrazioni di banche e istituti di credito". Sono daccordo con Lei quando dice che in Italia non possono esserci controllati e controllori che sono rappresentati dalle stesse persone. Allora perchè non inserire nella legge una semplice dicitura: Coloro i quali hanno già incarichi di responsabilità in enti-organismi-strutture di controllo non possono in alcun modo essere eletti nei consigli di amministrazione di istituti bancari e similari.. Oltretutto si creerebbe occupazione per i neo laureati che a volte hanno competenze e professionalità molto superiori a quanti interpretano i posti negli organi di vigilanza incarichi ad personam ed illimitati nel tempo. Grazie.
Michele.
Postato da: michele | 04.02.06 11:59 | Segnala commento inappropriato
a proposito del confronto in tv con cicchitto ,di pietro sei stato grande non hai mai interrotto cicchitto perche non cè bisogno di interrompere chi si arrampica sugli specchi .ora ho capito perche la destra si appresta a perdere il 9 aprile ,grazie di pietro
Postato da: pinna ignazio | 04.02.06 11:57 | Segnala commento inappropriato
Mi rifaccio all'ultimo blog. In merito alla pressine fiscale sua emittenza cavaliere di che?, aveva evidenziato che avrebbe favorito i ceti sociali più bisognosi. Fattia a la mano, si è verificato tutto il contarrio. I ceti medi e quelli bassi, per reddito annuo procapite, sono stati enormemente penalizzati. Perchè? Ecco la risposta. In una riforma fiscale che voglia realmente favorire i più bisognosi, ci sarebbe dovuto essere un abbattimento delle tassazioni o, meglio, annullamento, per tutti coloro che avrebbero avuto un reddito massimo-fino a 20.000,00 euro annui (netti) circa 1.500,00 euro mensili.
L' importo di 1.500,oo euro mensili, miraggio per molti che vivono con molto di meno, 1.000,00 euro circa categoria metalmeccanici, è un importo che permette una vita modesta e non certamente agiata e privilegiata, soprattutto se si considera che mediamente in un nucleo familiare ci sono anche 2 figli.
Allora mi spiegate perchè nella precedente riforma fiscale berlusca e soci, tremonti (sapete qual'è il colmo per l'Italia? essere bagnata da tre mari ed essere stata prosciugata da Tremonti) in primis, non sono partiti da queste considerazioni?
Quando un padre di famiglia non giunge a fine mese con i propri averi e, per far sopravvivere dignitosamente i propri figli, lavora anche 12 ore al giorno, mi sapete dire che interesse ha a sapere della riforma fiscale per chi percepisce lauti compensi, prebende e miliardarie consulenze??
Mi auguro che l'On.le Di Pietro metta tra i primi punti del proprio programma la riforma fiscale, quando sarà al governo in maggioranza, in merito al reddito per nucleo familiare, facendo una corretta politica del potere di acquisto e di rivalutazione salariale.. Poi verranno anche le riforma per i pluri-miliardari, in primis quelle carcerarie quando tali proventi sono di natura illecita ed illegale.
O.G.
Postato da: omero giannatasio. | 04.02.06 11:46 | Segnala commento inappropriato
vorrei indicazioni su come iscriversi al partito ITALIA DEI VALORI grazie
Postato da: vincenza izzo | 04.02.06 11:27 | Segnala commento inappropriato
Egr. Dott. Di Pietro
Spero che prima o poi le capiterà davanti in un dibattito televisivo Pinocchio Berlusconi.
Finora nessuno degli interlocutori : Bertinotti, Rutelli, ecc. ecc. ha portato in trasmissione il famoso “contratto degli italiani”
La copia in mie mani è la pagina n° 10 del Corriere della Sera di venerdì 11 maggio 2001, che potrà cosi procurarsi.
Bertinotti , in trasmissione, aveva segnalato che Berlusconi non aveva mantenuto la clausola n° 5 relativa ai cantieri, che però purtroppo è INDIMOSTRABILE in una diretta televisiva.
Un giornalista, il direttore del 24 ore mi sembra, aveva contestato che l’innalzamento delle pensioni ad 1 milione non era stato dato a tutti ma solo a coloro che avevano superato i settantacinque anni.
Pinocchio si è difeso, E NESSUNO lo ha CONTESTATO, affermando che sul contratto non aveva inteso di darlo A TUTTI ma di assegnarlo con dei paletti da stabilire.
Sul contratto non erano indicate LIMITAZIONI di SORTA.
Se lei portasse il giornale in trasmissione come potrebbe difendersi Pinocchio, davanti al contratto stipulato da Lui . Direbbe che il Corriere aveva sbagliato a stampare il contratto.???.
A quel punto potrebbe incalzare SEGNALANDO che il 1 punto- Abbattimento della pressione fiscale è stato MANCATO CLAMOROSAMENTE.
QUESTO DATO è INCONTROVERTIBILE in quanto è un dato MATEMATICO.
Il contratto indica:
Abbattimento della pressione fiscale
1) esenzione totale dei redditi fino a 22.000.000 di lire annui;
2) con la riduzione al 23 per cento dell’aliquota per i redditi fino 200.000.000,
3) con la riduzione al 33 per cento dell’aliquota per i redditi sopra i 200.000.000;
4) con l ‘abolizione della tassa di successione e della tassa sulle donazioni.
Con la tassazione in essere su un reddito di 11.362,05 (pari a 22.000.000 di vecchie lire)
già detratta la quota NO TAX AREA spettantegli
un lavoratore dipendente paga 1.144,50 euro (10,07%)
un pensionato 1.273,38 euro (11,21%)
un lavoratore autonomo 1.851,43 euro (16,29%).
e quindi non godono di una ESENZIONE TOTALE come promesso dal contratto.
Con la tassazione in essere su un reddito di 103.291,38 (pari a 200.000.000 di vecchie lire)
Qualsiasi contribuente paga 38.241,12 pari al 37,02 % che è ben lontano dal 23% promesso nel contratto.
Per i redditi superiore ai 200.000.000 come minimo rimane l’aliquota del 37,02% contro il 33% promesso.
Rimanendo sul tema dell’imposizione fiscale si dovrebbe chiedere al nostro Presidente del Consiglio se è al corrente dei guai provocati dall’aumento della prima aliquota dal 18% al 23 % cioè un AUMENTO SPROPOSITATO ED INGIUSTIFICATO sulle RITENUTE FISCALI per quanto riguarda le liquidazioni del lavoro dipendente.
Infatti sul TFR non era stata inserita (dimenticanza ? o dolo) né la NO TAX AREA né la clausola di salvaguardia.
Di fronte a questo errore l’on. Giorgio Benvenuto (in qualità di ex sindacalista aveva afferrato al volo il problema) nel febbraio 2003 presentò il disegno di legge n° 2468 per una sua correzione.
Il Senato in data 18 settembre 2003 aveva rinviato l’approvazione definitiva per il passaggio in legge di questo disegno, motivandolo con la MANCANZA della COPERTURA FINANZIARIA.
Questa motivazione dà l’idea dell’entità della cifra e del relativo costo GRAVATO solo sui lavoratori dipendenti.
Da notare che in data 31 luglio 2003 alla Camera, il disegno legge, dopo 22 lavori in commissione e due sedute di lavori in assemblea, era stato votato ed approvato dalla Camera con 411 voti a favore su 412 presenti e votanti.
In tale occasione la Maggioranza non solo non aveva opposto la mancanza dei Fondi, ma si era AUTOCOMPLIMENTATA e VANAGLORIATA per avere riparato ad una palese situazione di ingiustizia dovuta ad una affrettata emanazione del cosiddetto primo modulo della riforma fiscale emanata da Tremonti.
Sorge spontanea una domanda 31 luglio si alla camera , 18 settembre NO al senato, come si è scoperta la mancanza della copertura finanziaria in un periodo di FERIE?.
Perché la maggioranza ha partecipato alla FARSA sotto riportata visibile sul resoconto stenografico su Internet.
Dichiarazioni, ante votazione di.:
Scherini Gianpietro : Signor presidente, intervengo per preannunciare il voto favorevole di Forza Italia, per evitare che la tassazione a carico dei contribuenti per l’anno 2003 a seguito dell’attuazione del primo modulo della delega per la riforma fiscale sia particolarmente gravosa per i redditi dipendenti. Siamo soddisfatti nel vedere appunto l’unanimità di consensi rivolti ai redditi più bassi (applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia) .
Leo Maurizio (A.N.) : Signor presidente, questo provvedimento che associa tutti i gruppi della maggioranza- Alleanza nazionale, Forza Italia e gli altri colleghi- , è un atto di giustizia perché in buona sostanza, consente a coloro i quali hanno avuto liquidata un’indennità di fine rapporto successivamente alla data del 1° gennaio 2003, per effetto della cosiddetta clausola di salvaguardia, potrà applicare il regime di tassazione più favorevole tra quello vigente alla data del 31 dicembre 2002 e quello risultante dalle modifiche apportate alla curva delle aliquote.
Già in commissione la nostra piena condivisione del testo normativo anche in questa sede, unitamente all’apprezzamento per l’auspicata approvazione.
Spero che quanto sopra Le possa esser di aiuto per la sua futura campagna elettorale e Le invio
cordiali saluti Angelo Galli
Postato da: angelo galli | 04.02.06 11:00 | Segnala commento inappropriato
Anche noi, padre italiano (architetto "puro che non demorde") e madre francese con figli adolescenti fiduciosi, crediamo che si possa realmente voltare pagina. Grazie di esistere. Vorremmo solo sottolineare il problema casa in Italia. Anche se la stragrande maggioranza dei cittadini italiana sono proprietari di una casa almeno, tanti (e non solo i giovani e gli extracommunitari) faticano ogni mese a pagare un affitto alle stelle, senza la minima speranza di riuscire un giorno nemmeno ad aprire un mutuo e sostenerne le spese.
Grazie di pensare a tutti. Famiglia Piscitelli, Firenze
Postato da: Viviane Camelato | 04.02.06 09:41 | Segnala commento inappropriato
ti sto seguendo con interesse , ki sono, uno della lista Guspinifutura, in sardegna a guspini , buttato fuori dai ds ,assieme ad altri 4 amici, perkè dicono abbiamo favorito questa lista nella quale eravate presenti anke voi.
questa è la democrazia caro Antonio.
Augurissimi
Emilio Usai
Postato da: emilio usai | 04.02.06 09:22 | Segnala commento inappropriato
Caro Di Pietro
vorrei un programma dettagliato su come far durare i processi tre mesi ,come in Austria,se mi convince la voto.
Sono comunque un elettore dei Democratici
Cordiali Saluti
Randazzo Gianfranco e signora
Postato da: gianfranco randazzo | 04.02.06 07:56 | Segnala commento inappropriato
BERLUSCONI, IMPERSEGUIBILE, OFFENDE L’ONESTA PASSIONE CIVILE E POLITICA
Quante volte, impotente, con l’unica arma dialettica che ancora possiedo, sfidando quei potenti che tutto possono solo perché si trovano casualmente-ufficialmente in posizione dominante rispetto al mio onesto pensiero, ho dovuto mandar giù bocconi amari di fronte al varo di certe leggi che nulla hanno a che fare con l’interesse del popolo italiano ?
Quante volte mi sono chiesto se ciò potesse durare ancora a lungo, confidando sull’aspettativa in base alla quale normalmente la verità viene sempre a galla anche se non portata necessariamente alla luce dai Tribunali in quanto le bugie hanno le gambe corte ?
Quante volte mi sono rammaricato perché, pur consapevole che l’attuale parlamento non rappresenta il popolo italiano ma solo Berlusconi, bisognava far di necessità virtù in quanto i numeri al parlamento, ottenuti in maniera singolare da parte di un uomo potente non potevano essere cambiati (nel “durante” si direbbe in Borsa) perché solo “ufficialmente” prodotti da un sistema democratico - certamente da rispettare - ma subito “ossidati” dalla realtà dei fatti e delle azioni di questo governo ?
Quante volte, seppur a svantaggio della mia età che andava crescendo, mi sono messo in paziente attesa che questo governo facesse le valige per respirare aria nuova in quanto esso costituiva e costituisce tuttora pregiudizio addirittura alla mia salute, stante il fatto che il sentir quasi quotidianamente calpestata la mia passione civile e politica non giovava ne tuttora giova alla mia onestà intellettuale, la stessa che mi ha accompagnato durante tutta la mia vita professionale ? E, guarda caso, proprio in quei contesti di aria berlusconiana che, sicuramente mi hanno fatto capire ed ipotizzare prima degli altri, gli effetti relativamente futuri del berlusconismo ? Tanto da dover scrivere un libro voluminoso a futura memoria, libro che spero di rispolverare il giorno del mio…compleanno, ossia il 9 aprile….? Data che, secondo i TRE B, Bush, Blair, Berlusconi, aveva segnato tre anni fa…..ma solo a parole , la fine del conflitto in Iraq, con morti però che continuano a centinaia e centinaia ogni settimana ? E che prossimamente, ossia il 9 aprile 2006, almeno spero, segnerà la vera fine di un conflitto socio-politico in Italia che, non soltanto a mio avviso, doveva finire molto prima se non fosse stato per quei numeri, di cui parlavo prima, intoccabili ed irremovibili in parlamento, ma quasi subito, rivelatisi non rispecchianti la volontà del popolo italiano ?
Circostanza che, a dirlo con estrema franchezza, ha giovato anche a quelli dell’opposizione per via della pensione parlamentare in quanto essa (è umanamente comprensibile) non aveva alcun interesse che il mandato finisse anzitempo per non perderla ?
ARNALDO DE PORTI
Postato da: arnaldo de porti | 04.02.06 05:52 | Segnala commento inappropriato
Salve Di Pietro, mi chiedevo cosa ne pensava lei del ddl Fini sulle droghe leggere. Le sembra giusto che nn ci siano piu distinzioni tra droghe leggere e pesanti? Secondo lei questa legge potrebbe diminuire la criminalita e lo spaccio? Come mai nn si puo andare avanti, e riconoscere che certe droghe leggere come la cannabis possono essere usate anche per usi terapeutici? Se prendiamo d'esempio un sistema piu liberale come la Svizzera, o l'Olanda, ci possiamo rendere conto che la cannbis puo anche essere usata in modo ricreativo senza "guastare" la societa. Oppure si puo preferire un sistema repressivo come quello degli USA. Spero in una sua breve opinione
Grazie per l'attenzione
Postato da: Alessandro Bute | 04.02.06 02:36 | Segnala commento inappropriato
ONOREVOLE DI PIETRO L'ITALIA è ORGOGLIOSA DI ESSERE RAPPRESENTATO DA UN GRANDE MAGISTRATO ONESTO E CHE HA SMANTELLATO QUEL SISTEMA CHE HA DANNEGGIATO IL NOSTRO PAESE - SONO FAVOREVOLE ALLA CANDIDATURA DI D'AMBROSIO. I POLITICI CON OMBRE, AVVISI ED ALTRO ,VANNO CACCIATI- VIVA LA MAGISTRATURA, DIAMO PIù RISPETTO E PROTEZIONE ALLE FORZE DELL'ORDINE, AUMENTATE I LORO SALARI, MENTRE DIMINUITE GLI STIPENDI E LE INDENNITà AI POLITICI, EVITATE GLI SPRECHI, SPESE DI RAPPRESENTANZA , PORTABORSE, INCARICHI, SEGRETARI, VICE E SOTTI, NON SONO D'ACCORDO SULL'INCOLUMITà DEI POLITICI, SICURAMENTE NON SENTENDOSI PROTETTI CI TERRANNO DI PIù A CONSERVARE LA POLTRONA. LOTTA ALLA MAFIA, PIù AIUTI ALLE CLASSI PIù DEBOLI, DIFENDETE I BAMBINI E LE DONNE DI COLORE COSTRETTE ALLA PROSTITUZIONE, LAVORO PER TUTTI. GRAZIE - LUCIA
Postato da: LUCIA PAGLIARO | 04.02.06 00:43 | Segnala commento inappropriato
Egregio dottor Di Pietro,
La seguo con attenzione ed ammirazione per quanto ha fatto e farà per portare avanti la "Questione legalità". Il nostro Paese, purtroppo, è uno di quelli che più soffre la piaga della diffusa illegalità (piccola e grande). La sua voce è quindi molto importante, anche se in un quasi deserto. Comunque insista, insista, insista, insista...qualcosa resta sempre.
Auguri e cordialità. Adriano Fontanella (Belluno)
Postato da: adriano fontanella | 03.02.06 23:52 | Segnala commento inappropriato
VAI ANTONIO!!! SONO CON TE!!!
BUTTIAMOLI FUORI QUESTI DELINQUENTI CHE CI GOVERNANO!!! NON NE POSSIAMO PIU'!!
TI AMMIRO PER LA TUA LEALTA',NOBILTA' D'ANIMO E GRANDE CORAGGIO!
NON SO SE' TI RICORDI DI ME. TI HO SCRITTO UN PO' DI GIORNI FA'.
FORZA ANTONIO! SEI GRANDE!!!
Liliana Landriscina
Postato da: Liliana Landriscina | 03.02.06 22:03 | Segnala commento inappropriato
E' triste quando la politica si riduce al pubblico ludibrio,
senza proposte alernative e senza squadra da combattimento.
Gli Eserciti si formano in tempo di pace, non durante i combattimenti:
altrimenti, ci si affievolisce sempre di più; più di fassino.
Con viva Cordialità
Pietro DE LAURENTIIS
SIENA
Postato da: Pietro DE LAURENTIIS | 03.02.06 18:56 | Segnala commento inappropriato
Caro Dott. Di Pietro,
non è possibile non notare che l'accanimento contro Berlusconi sia "fuori misura". Personalmente non lo amo e non prende il mio voto, ma obiettivamente non penso che Lei potrebbe mettere una mano sul fuoco per garantire la "Completa Onestà" di alcuni esponenti della sua parte politica, e non può nemmeno negare le connivenze periferiche tra governi di centro sinistra locali, coperative e partiti non esistano !!!
Allora la domanda che le faccio è questa:
Perchè non dovrei votare Fini o Casini invece di Lei, che poi sicuramente si troverà in minoranza e le sarà quasi impossibile portare avanti le sue idee che in parte condivido ?
Cordialmente
Paolo
Postato da: Paolo Esposito | 03.02.06 18:06 | Segnala commento inappropriato
Caro Dott. Di Pietro,
non è possibile non notare che l'accanimento contro Berlusconi sia "fuori misura". Personalmente non lo amo e non prende il mio voto, ma obiettivamente non penso che Lei potrebbe mettere una mano sul fuoco per garantire la "Completa Onestà" di alcuni esponenti della sua parte politica, e non può nemmeno negare le connivenze periferiche tra governi di centro sinistra locali, coperative e partiti non esistano !!!
Allora la domanda che le faccio è questa:
Perchè non dovrei votare Fini o Casini invece di Lei, che poi sicuramente si troverà in minoranza e le sarà quasi impossibile portare avanti le sue idee che in parte condivido ?
Cordialmente
Paolo
Postato da: Paolo Esposito | 03.02.06 16:32 | Segnala commento inappropriato
E' triste quando la politica si riduce al pubblico ludibrio,
senza proposte alernative e senza squadra da combattimento.
Gli Eserciti si formano in tempo di pace, non durante i combattimenti:
altrimenti, ci si affievolisce sempre di più; più di fassino.
Con viva Cordialità
Pietro DE LAURENTIIS
SIENA
Postato da: Pietro DE LAURENTIIS | 03.02.06 15:40 | Segnala commento inappropriato
premetto che sono un grande estimatore di Di Pietro e del partito IDV.
Vorrei prima di tutto sottolineare il lavoro svolto in questo periodo dai giovani di italia dei valori(di cui io ne faccio parte) a sostegno del partito dei "grandi"...e poi vorrei fare i complimenti ad Antonio Tommasini per la scelta di candidare Beppe Grillo!!!! condivido pienamente questa scelta e sono disposto ad appoggiare questa candidatura con tutte le mie forze!!! dai GRILLO!!!
Postato da: marco napoleone | 02.02.06 22:18 | Segnala commento inappropriato
Gent.mo Dott Di Pietro,
In merito alle Prossime Elezioni dovete assolutamente prendere una posizione
forte sulla Scuola e sull'Abrogazione della Riforma Moratti perchè solo così
avrete il pieno consenso del mondo dei Docenti che stanno in tutti I modi
lottando contro tale Riforma della Secondaria.
Ormai le famiglie si stanno indirizzando tutte verso I Licei a discapito di
un ottimo Ordine Tecnico ( Istituti Commerciali e per Geometri) che
continuano ad avere un calo generalizzato e rischiano di sparire.
Da non dimenticare I tanti insegnanti PRECARI che continuano a sostenere e
far "sopravvivere" la Scuola di ogni Ordine e Grado.
Una presa decisa nel campo della scuola vi aiuterà sicuramente ad allargare
il Vostro consenso.
Cordiali saluti
Enrico
Postato da: Enrico Robaldo | 02.02.06 18:07 | Segnala commento inappropriato
Caro dott. Di Pietro,
>
> nella pratica di buongoverno che contraddistingue la sua azione politica
> dovrebbe essere dato spazio alla regolamentazione del funzionamento delle
> Organizzazioni che operano nel sociale e si definiscono espressione della
> società civile.
>
> Queste organizzazioni sono sempre più attive nel richiedere la
> partecipazione finanziaria dei cittadini e, indubbiamente, svolgono
> attività
> meritoria in varii ambiti sociali e solidali. Purtroppo si sono verificati
> anche casi di irregolarità che raramente sono approfonditi dopo la notizia
> della prima ora e che spesso provoca distacco e diffidenza nelle persone
> che
> hanno aderito alle iniziative. Casi recenti sono stati segnalati, ad
> esempio, nel settore della cooperazione allo sviluppo, con interventi
> dell'OLAF e della magistratura, ma ben poco si è saputo sul loro sviluppo
> e
> conclusioni.
>
> Mi chiedo se questo settore non possa essere considerato come una forma di
> risparmio "etico" nel quale i cittadini possano investire avendo garanzie
> di
> corretta esecuzione degli obbiettivi e dell'uso del loro denaro. E, se sì,
> non sarebbe proponibile un'authority che vigili sull'esecuzione delle
> attività sociali e sull'utilizzo dei fondi sia pubblici che privati ad
> esse
> attribuiti a vario titolo?
>
> Mauro Cesaretti
Postato da: Mauro Cesaretti | 02.02.06 17:45 | Segnala commento inappropriato
scusa non sono un grafomane, vedrai. volevo solo ricordare che milioni di pendolari vivono l'inferno ogni giorno a causa dei binari unici che servono moltr tratte delle grandi città. raddoppiare i binari sulle principali tratte aiuterebbe la vita e la produttività di molti, altro che tav e ponti usiamo quei soldi per liberare le sardine umane dalla schiavitù quotidiana, avrebbe effetti positivi anche sulle strade, ve lo dice uno che va da milano a lavorare a vigevano e nella corsia opposta ci sono sempre chilometri di fila... e questa gente chiede solo di andare a lavorare!!!
Postato da: andrea vagnoni | 01.02.06 20:46 | Segnala commento inappropriato
auguri per un pieno successo del tuo blog, il che vorrebbe dire tante altre cose positive per tutti. Vai avanti in bocca al lupo! Quello che sto notando è che stanno usando la tecnica della terra bruciata. hanno aspettato l'ultimo momento per produrre una marea di riforme catastrofiche che lasciano un paese che neanche loro saprebbero gestire, altrimenti le avrebbero fatte subito e questo sarebbe stato un modo di governare. che italia ci ritroveremo una di queste mattine?
Postato da: andrea vagnoni | 01.02.06 20:29 | Segnala commento inappropriato
Condivido l'ultimo intervento. Con la particolarità di evidenziare per ogni punto programmatico i tempi di attuazione. Con la particolarità che in sede di approvazione siano evidenziati i nomi e cognomi delle persone, futuri deputati, che sono favorevoli e contrari.
Che ne pensa l'On.le Di Pietro sul fatto di sottoscrivere ora un programma comune con l'impegno di tutti? E' possibile fare la stessa cosa sulla proposta da inserire sul documento programmatico dell'intera coalizione che: "Chiunque avesse avuto a proprio carico una sentenza passata in giudicato, per reati penali (tutti), non può candidarsi alle prossime votazioni, evidenziando pubblicamente i nominativi di chi è favorevole e di chi è contrario. Vorrei una risposta direttamente dall'Onorevole Di Pietro.Buon lavoro.
Enzo.
Postato da: enzo | 01.02.06 18:59 | Segnala commento inappropriato
Ciao Antonio,
inoltro anche a te quanto mandato a Romano Prodi.
E' un'idea molto semplice ma anche, a mio avviso, dirompente.
Carlo Santaterra
Caro Romano,
ti scrivo per raccontarti un mio sogno. Sogno che sono sicuro sia quello di molti altri. Sogno che potrebbe portare più consensi degli attuali, sino a garantire una maggioranza certa e forte in parlamento per la prossima legislatura. L'idea (o sogno) è molto semplice: riunisci subito i tuoi alleati in una stanza di 50mq e non uscirne finché non avrete deciso dieci (almeno cinque) cose fondamentali che intendete fare se sarete maggioranza. A ridosso del voto poi, sarà tua cura esporre UNA PROPOSTA AL GIORNO, partendo da quelle meno importanti in un crescendo di interesse anche da parte dei media che attenderanno di sapere cosa dirai il giorno seguente. Oltre alla proposta spendi due minuti, non di più, per indicare modi e tempi per attuarla. Non perdere tempo, come ben già sai, a rispondere a Berlusconi. Fai solo il suo gioco. Proposte, solo proposte. E che siano condivise da tutti. L'ultimo giorno (verosimilmente quello del confronto tv tra te e Berlusconi) presenta assieme le dieci proposte sottoscritte da tutti i segretari di partito. Tutti, non solo da te.
In attesa di tuo gradito riscontro, colgo l'occasione per augurarci un'Italia migliore e più matura.
Carlo Santaterra
Postato da: Carlo Santaterra | 01.02.06 15:02 | Segnala commento inappropriato
Egregio Di Pietro, leggendo quanto lei ha esposto nel suo blog, si ha veramente un sussulto perchè il pensiero corre veloce al periodo in cui lei, come magistrato, ha amministrato la giustizia. Dico questo perchè analizzando quanto da lei scritto non si può fare a meno di constatare quanta faziosità alberga nel suo animo. E' lo stesso caso di quando lei parla e non riesce a mantenere una tranquillità e dopo poche frasi alza la voce e si congestiona sperando che questo modo di fare accentui e dia più valore a quanto lei dice. E' vero esattamente il contrario!
Postato da: Franco Donati | 01.02.06 12:58 | Segnala commento inappropriato
Le scrivo nuovamente per non impazzire, mi scusi se la uso come sfogo ma è l'unico, mi sembra, che possa capire quello che provo visto che nemmeno i suoi alleati sembrano capire. Ho visto ieri sera Berlusconi a Porta a porta, e non ho dormito tutta notte. Di fronte all'arroganza e alla sfacciataggine di una persona che riesce, non solo a mentire in modo spudorato ed evidente, ma addirittura a girare le sue malefatte nei confronti degli avversari...... indacato nel caso sme, da la colpa a prodi....ne dice di tutti i colori dei ds, che lo demonizzano quando invece nessuno dei ds dice una parola su di lui....parla apertamente di corruzione tra coop rosse e ds dopo aver finanziato craxi per anni...non ha mai rubato e quando un incredibile Vespa (forse la sua coscienza ha avuto un attimo di sussulto) gli parla di evasione fiscale, salta su imbestialito come avesse detto un eresia...si spaccia per l'unico "duro e puro" della politica in mezzo a un branco di malfattori dimenticando i processi in prescrizione, i collaboratori indagati per mafia e corruzione...insomma per uno un pò informato è stato un vero e proprio colpo di grazia.
Le chiedo due cose, se posso. Una se mi risponde con qualche parola di conforto e di speranza e la seconda se ha una qualche minima possibilità di andare o direttamente in video o insistere su qualche alleato che ci può andare affinchè il prossimo esponente dell'opposizione si porti dietro (come fa Il premier) dei documenti, non tanto sulla situazione del paese che è sotto gli occhi di tutti ma sulla verità di chi é realmente Silvio Berlusconi e i suoi "Compari", copie di sentenze contro Luttazzi/travaglio, copie di sentenze su dell'utri e previti, le sue assoluzioni per prescrizione grazie alle sue leggi, perchè ho la sensazione che "gli indecisi" (perchè i supporter sfegatati anti-comunisti anche se scoprono berlusconi in mutande in camera di una minorenne direbbero che la voleva adottare) forse non sanno ...non ricordano.....dimenticano...... mi dica qualcosa, non di sinistra ma di buon senso e di giustizia.
un saluto da un suo affezionato ammiratore ed elettore
p.s. volevo solo dirle che la mia ammirazione nei suoi confronti ritengo sia la più trasparente tra tutte quelle che può avere e soprattutto la più disinteressata perchè io sono un piccolo imprenditore che tra l'altro è fallito ed è sotto processo per il fallimento, per cui avrei tutto l'interesse che Berlusconi e suoi continuassero a fare leggi per depenalizzare tutti i reati fiscali e demolendo la magistratura, ma ho una figlia di 6 anni e pur essendo stato sfortunato e forse incapace voglio che mia figlia viva in un paese democratico, libero e civile e non in una jungla di malaffare. Grazie
Postato da: franco frattini | 01.02.06 11:58 | Segnala commento inappropriato
siamo italiani: ....
ma tra poco se continuiamo così ci faremo del male, il sistema economico non reggerà più
Postato da: nello mainente | 01.02.06 10:21 | Segnala commento inappropriato
Per i dottori e laureati vari:
il punto NON è se un'individuo è laureato o meno, ma l'individuo in se stesso, e se questi può essere o meno un esempio per gli altri, Antonio lo è e questo di per se deve bastare. Sappiate cari dottori ed avvocati che gli uomini non si misurano con le lauree, ma dalle loro idee ed azioni. Questo non è un club per soli laureati, ma un pugno di gente comune, che hadegli ideali e combatte assieme per un mondo migliore dell'attuale e vuole credere di poterci riuscire.....anche se la laurea non ce l'ha . Non riconoscerlo significherebbe tagliare fuori la maggioranza di quelli che hanno espresso la loro preferenza per questo partito, e non è cero di questo che abbiamo bisogno adesso. Queste diatribe lasciamole ad altri con l'augurio e che gli portino i frutti che meritano.
Stefano Arcangeli
Postato da: Stefano Arcangeli | 31.01.06 23:32 | Segnala commento inappropriato
LUGANO - Il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, è stato operato oggi a Lugano per l'impianto di un pace-maker tricamerale.........
Questa è la fiducia che il senatur ha verso la sanità italiana gestita dal centrodestra e verso le strutture della padania. Bell'esempio! sembra di esser tornati al tempo di De Lorenzo che da ministro della sanità si faceva curare a Londra.
Postato da: Franco Vicerdini | 31.01.06 20:09 | Segnala commento inappropriato
Caro Antonio,
sono perfettamente in accordo con Te sui sette punti del Tuo programma elettorale.
Da avvocato, però, mi aspetto da Te un impegno più incisivo e determinato per migliorare il processo civile.
Cordialmente.
Giuseppe Puglisi
Postato da: Giuseppe Puglisi | 31.01.06 19:53 | Segnala commento inappropriato
Caro Antonio,
ho avuto il piacere di visitare il Tuo sito, è fatto molto bene e, soprattutto, parla di cose concrete.
Complimenti, vai avanti così.
Un cordiale saluto,
Giuseppe Puglisi
Postato da: Giuseppe Puglisi | 31.01.06 19:47 | Segnala commento inappropriato
Buongiorno Antonio,
seguo da sempre e con attenzione la tua attività e ti stimo sinceramente: stai facendo un ottimo lavoro.
Fortunatamente in Italia esiste anche gente come te ed anche se tanto c'è da fare per migliorare le cose, non tutto e tutti sono da buttar via!
Anche se facciamo parte di una minoranza politica tu con la tua energia e visione delle cose, riesci a darmi la speranza di un paese migliore: la speranza è veramente molto nella vita di un uomo, sai?
Io non ho mai avuto il piacere di incontrarti e quindi non ci conosciamo, ma sappi che avrai sempre il mio appoggio e la mia fiducia: sei una persona onesta e leale e non meriti niente di meno.
Grazie per ciò che stai facendo e continuerai a fare,
un sincero e cordiale saluto, con stretta di mano.
Stefano Arcangeli
Postato da: Stefano Arcangeli | 31.01.06 17:28 | Segnala commento inappropriato
Caro dott. Antonio di Pietro,
sono un ragazzo di 25 anni che segue con passione le vicende politiche e la campagna elettorale che si stà svolgendo in Italia (quella parte fatta di contenuti e non il varietà che si vede in televisione). Leggendo il Blog di Beppe Grilllo ho notato che lei ha aderito, in sostanza, al programma energetico proposto dallo stesso comico; come mai poi non è entrato a far parte di uno dei punti del programma politico del suo partito?
La domanda forse suona un pò "arrogante" ma credo che questa sia la vera democrazia; parafrasando lo stesso Beppe Grillo: "lei è un dipendente" :)
La ringrazio anticipatamente per aver preso visione di questo commento e le faccio i più calorosi auguri per questa campagna elettorale
Postato da: Matteo Cavalletti | 31.01.06 16:50 | Segnala commento inappropriato
Caro Di Pietro,
Da Molisano qual sono, seppure trapiantato nel Milanese, mi piace parlare in modo diretto.
Non ho gradito la tua partecipazione in quell’orrendo programma di Canale 5 che è Torte in Faccia, in primo luogo perché è un programma di destra in una televisione di destra, secondo perché le torte in faccia erano il corollario finale di quegli antichi film in bianco e nero dove l’innocenza dello spettatore giustificava una forma di esibizione di così basso livello e infine perché un politico che faccia bene il suo lavoro non merita torte in faccia. La torta in faccia le meriterebbe l’autore, prono al padrone, di quella pessima trasmissione.
Quanto al Di Pietro che apprezzo, mi piace ricordare che la mia stima aumentò in occasione di uno dei tuoi momenti peggiori, quando fosti costretto a difenderti in tribunale. Il tuo imbarazzo era evidente e le telecamere tentarono di mostrare un uomo colpevole ed indebolito; sbagliarono perché la televisione invece rese l’immagine di un uomo per la prima volta privo di quell’aurea di eroe che ti era stata cucita addosso. Ti umanizzò e ti rese simpatico. Il giorno in cui fosti in tribunale feci un lavoro straordinario in ufficio, in centro a Milano, e uscii tardi; ebbi allora l’occasione d’incrociarti in Corso Vittorio Emanuele, indossavi un giaccone verde e fumavi. Mi sorprese la tua presenza solitaria a quell’ora in centro a Milano e ancor più mi sorprese lo sguardo. Apparivi indubbiamente giú di morale e perciò non ebbi il coraggio di fermarti per stringerti la mano. Tornato a casa vidi le tue immagini in televisione e capii tutto, le commentai con mia moglie che aveva gli occhi lucidi. Mi piacque molto quel Di Pietro, molto di più del Di Pietro accolto trionfalmente nel mio paesino del Molise, a Casacalenda, quando, accompagnato dall’amico Di Stasi facesti una passeggiata trionfale nel corso principale.
Non so se leggerai queste parole o se penseranno i tuoi collaboratori a prender nota dei molti post che, sono certo, arriveranno. Spero tuttavia che osserverai, nel corso della campagna elettorale, il comportamento pacato del politico che sa di portare avanti un progetto di risanamento, soprattutto morale, di questo Paese. Spero che non ti lascerai coinvolgere nelle provocazioni che sicuramente arriveranno, che userai l’ironia, senza alzare mai il tono della voce. A volte è più efficace un sorriso che corrucciare le sopracciglia e gridare. Una volta in televisione, davanti ad un Bondi particolarmente aggressivo, ti rivolgesti al moderatore dicendo “mi dispiace vederlo così, poveretto”; ti assicuro che quella risposta tra il serio e il faceto fu più efficace di qualunque argomentazione. Infine, spero che tu non risponderai più alle provocazioni di Berlusconi; che bisogno hai di mostrare la tua laurea o dire che Craxi non ce l’aveva? Scusami se mi permetto ma ad un Berlusconi che mi avesse detto “non sei laureato” avrei risposto, “la laurea ce l’ho, l’ho presa nell’anno in cui ti scrivesti alla P2, e tutti possono recarsi all’Università Statale di Milano per appurarlo, anche i giornalisti delle tue testate, invece tu non hai ancora spiegato al Paese dove hai preso i soldi con cui hai iniziato la tua attività e fino a che non lo rivelerai non hai il diritto di chiedere nulla ai tuoi avversari”.
Ti auguro con tutto il cuore che il tuo sito abbia successo, così come il tuo partito alle prossime elezioni.
Cordialmente
Pier Franco Schiavone
Postato da: Pier Franco Schiavone | 31.01.06 16:21 | Segnala commento inappropriato
fatti salvi gli accertamenti di responsabilita' penali, gli azionisti sono liberi di scegliersi chi vogliono. Evidentemente le persone scelte riflettono la volonta' dell'azionariato. Ad intervenire non potra' essere un politico, semmai chiedo ai piccoli azionisti che non hanno ancora venduto le loro quote (a mio avviso avrebbero dovuto farlo tanto tempo fa): perche'? e ai correntisti che non hanno ancora cambiato banca: perche'? al loro posto, dal momento in cui Fiorani aveva svelato i suo progetti scriteriati di grandeur ("a qualunque costo" aveva dichiarato), me ne sarei andato. Questa banca avrebbe cambiato AD da parecchio tempo, se la gente fosse un poco piu' attenta a dove mette i propri soldi.
Postato da: Andrea Gentili | 31.01.06 15:53 | Segnala commento inappropriato
Caro Di Pietro,
per tutta la campagna elettorale ogni volta che vai ad un dibattito televisivo dovresti portare un cartello con la tua laurea e scrivere sotto: Questa é la mia laurea conseguita nell'anno 1978; tu berlusconi in quell'anno a che cosa ti iscrivei?
Postato da: Fiori Franco | 31.01.06 12:24 | Segnala commento inappropriato
Gentile Dottor Di Pietro, ha tutta la mia solidarieta' in merito alla affermazione circa la sua laurea. Anch'io sono laureato, la considero un valore un qualcosa che ho sempre voluto il cui conseguimento e' stato una grande gioia, molto probabilmente qualcuno di fronte a questo soffre di un bel complesso di inferiorità.
I miei migliori auguri e complimenti per la sua perspicacia e coraggio
Postato da: Granzotto | 31.01.06 08:15 | Segnala commento inappropriato
SONO AZIONISTA DELLA BANCA POPOLARE ITALIANA E APPARTENENTE AL TUO MOVIMENTO POLITICO.
HO PARTECIPATO A QUELLA ASSEMBLEA E PURTROPPO ANCHE I DUE INDIVIDUI IN QUESTIONE SONO PASSATI.
LA COSA PERO', ANCHE SE E' UNA MAGRA CONSOLAZIONE, HO VISTO DAI RISULTATI CHE MOLTI SOCI HANNO CANCELLATO I LORO NOMI VISTO CHE SONO STATI GLI ULTIMI IN TERMINI DI VOTI.IL PRIMO HA OTTENUTO 2577 VOTI; CASTELLOTTI 1735 E OLMO 1432 RISPETTIVAMENTE IL 15° E 16° POSTO.
UN SALUTO LUCIANO DOSI - LODI
Postato da: LUCIANO DOSI | 30.01.06 20:02 | Segnala commento inappropriato
non ho capito il commento...è colpa di qualcuno se ha nevicato? 2500 soci non sono un plenum sufficiente.? è stata presa una decisione senza il cuorum? credo che non bisogna guardare solo a chi lancia la pietra (di pietro) ma la consistenza della pietra (che non ha che vedere con la correttezza di di pietro); mi sono permesso di dire che la questione non è oggetto politico e non che la questione non ha rilevanza per i soci...
Postato da: francesco miccoli | 30.01.06 19:03 | Segnala commento inappropriato
E' vero che votano i soci, infatti moltissimi soci che magistrati non sono, hanno cancellato i due nomi. Se non il cda uscente non avesse fatto la danza del metro di neve, la musica sarebbe cambiata. 5000 soci prenotati, 2500 presenti.
Come sempre si guarda di più a chi dice le cose e non a cosa viene detto
Postato da: Gianni Pera | 30.01.06 18:17 | Segnala commento inappropriato
su BPI - non credo che debba essere l'iniziativa politica a cancellare la" vergogna" della nomina di 2 consiglieri. Il novo CDA della BPI è votato dall'assemblea deglia zionisti che hanno dato fiducia a Gronchi, Gronchi risponde agli azionisti e non alle interpellanze parlamentari o dichiarazioni mezzo stampa. Mi dispiace ma vorrei + real politik e meno indagine giudiziaria...mi pare che il suo stile sia rimasto quello del bravo PM ma non di più; a questo punto mi sarebbe piaciuto sostenerLa da PM e non da politico..
Postato da: francesco miccoli | 30.01.06 15:08 | Segnala commento inappropriato
La ringrazio per aver segnalato questo problema. Credo che la questione fondamentale sia una:
il funzionamento degli organi di controllo.
Consob, Banca d'Italia, Governo sono i veri assenti. Lo scandalo che è andato avanti negli ultimi mesi doveva dare una risposta certa e trasparente e garantire la transizione.
Sono forse da cercare anche in queste sedi delle responsabilità?
Postato da: Gianni Belotti | 30.01.06 07:50 | Segnala commento inappropriato