31 Gennaio 2006
Promozione elettorale a spese del contribuente

La discussione sulla par condicio e sull’occupazione della televisione per spot elettorali in compagnia dei nuovi nani e delle nuove ballerine da parte del centro destra e del suo esponente di maggiore o minore spicco (fate voi), ci sta distraendo dallo spreco di risorse pubbliche utilizzate per propaganda elettorale.
Una pubblicità sgangherata e mendace fatta sottraendo soldi alle famiglie italiane.
Faccio tre esempi:
- lo spot televisivo sulle Grandi Opere, quelle che non servono a nulla (ma servono, e come, a qualcuno) e che nessuno vuole, come il Ponte sullo Stretto, il Mose a Venezia e il TAC (Treni ad Alta Capacità, non TAV, l’alta velocità non c’entra nulla) in Val di Susa
- l’opuscolo che il Ministero dell’Innovazione manderà per posta a 16 milioni di famiglie illustrando l’operato del Governo e l’avvento dell’era digitale (costo: più di settemilioni di euro)
- la lettera che sarà inviata a tutti i bambini nati nel 2005 con “un grosso bacio” per informarli che hanno diritto a 1000 euro.
In Internet questo modo di operare si chiama “spamming” ed è punito dalla legge, per il Governo si chiama informare, per il sottoscritto si chiama propaganda elettorale alle spalle dei cittadini.
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Rivolto a tutti:
Ringrazio tutti per i messaggi di affetto, di stima e anche di critica.
Da questo spazio mi arrivano molti suggerimenti interessanti, idee e segnalazioni di persone che vogliono e credono che si possa realmente voltare pagina in questo Paese.
Leggo ogni sera i vostri commenti.
Purtroppo non potrò rispondere a tutti, sceglierò di volta in volta alcuni commenti tra i tanti per chiarire il mio punto di vista.
Un cordiale saluto,
Antonio Di Pietro
Rivolto a Giovanni Lo Sardo (01.02.06 11:27):
Caro Giovanni,
impedire ai condannati in via definitiva di accedere in Parlamento, italiano ed europeo, è nel mio Programma Elettorale al punto “Competitività del sistema economico”.
Ho aderito da tempo all’iniziativa “Parlamento Pulito” di Beppe Grillo.
Per riconquistare competitività dobbiamo essere credibili, i condannati in via definitiva in Parlamento ledono la credibilità del nostro Paese, mi impegnerò a rimuoverli se avrò la vostra fiducia.
Un cordiale saluto,
Antonio Di Pietro
Postato da Antonio Di Pietro in Economia