2 Febbraio 2006
Lettera aperta ai cittadini italiani

Lunedì 30 gennaio ho pubblicato sull’Unità una lettera aperta a tutti i cittadini italiani.
La pubblico anche su questo spazio per coloro che non l’avessero letta.
Lettera aperta ai cittadini italiani.
“Cari cittadini,
il prossimo 9 aprile andremo a votare.
E’ importante ricordare quali sono le poste in gioco per il nostro Paese: la democrazia e la libertà di informazione.
Questo Governo vi ha tolto la possibilità di scegliere per nome e cognome il vostro candidato.
Le liste dei candidati saranno determinate dai segretari di partito.
Poche persone decideranno per tutti noi chi governerà nei prossimi cinque anni.
Nelle liste saranno presenti candidati che faranno i loro interessi, non quelli dei cittadini.
Io mi impegno a fare tutto il possibile per cambiare questa legge elettorale per permettere ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti.
Io mi impegno a far cancellare tutte le leggi ad personam (in primis la ex-Cirielli e la legge sulla depenalizzazione del falso in bilancio) approvate in questa legislatura.
Io mi impegno a riportare la moralità nel nostro Parlamento con alcuni cambiamenti che riguardano i deputati e i senatori:
- nessuno potrà più essere candidato (senza eccezioni) per più di due legislature successive
- nessuno più essere candidato se condannato in via definitiva.
Oggi, va ricordato, 24 pregiudicati ci rappresentano.
Io ho sempre mantenuto le promesse, manterrò anche queste.”
Commenti (191) | Cita sul tuo sito |
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Commenti
www.mail.com
Postato da: dwadwaddw | 31.01.08 16:07 |
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al diavolo la politica...Anarchy in Italy!!
The Minority
Postato da: The Minority | 18.08.06 16:07 |
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Caro Tonino, vorrei sollecitarti una riflessione, perchè sei l'unico che crede nella supremazia della Legge...
Come si può fare per limitare lo strapotere delal politica in un sistema democratico?
Non sarebbe il caso di fare delle leggi per rendere inoffensivi immediatamente i politici che vengono sottoposti ad indagine (con gli strumenti che puoi studiare) ed espellere immediatamente gli stessi, laddove vangano accertate le loro responsabilità?
Bisognerebbe farlo adesso, prima che le cose cambino in peggio, prima che la politica (potere legislativo) si appropri completamente dell'amministrazione (potere esecutivo) e dei magistrati (potere giudiziario).
Postato da: Giovanni Gambino | 01.07.06 14:08 |
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Sempre la coscienza umana imatura provoca il conflitto...Come possiamo far capire a la gente che pure il misticismo, le religioni hanno sbagliato...,le estremi della politica sono da dimenticare,non mi fa paura che esistono ancora gli estremisti ,il problema e che tanti giovanni sono attrati da questi-perche?Chi vuole dividere il mondo chi lo separa?I cinesi hanno portato la carta, gli arabi i numeri,i romeni la pena,il tiparo...,l'aereo,un einstein, le navi estraterestre- i rusii... voglio vedere qundo arriva un pericolo che minaccia la Terra che fa uno come ex-presidente di consiglio d'Italia con le sue casetine a chi si rivolge?!Interessi....devono essere solo per la creazione ,innovazione e la vera concorenza come nello sport con fair play....ma quando!!!!!!!!!!!!
ing. ghinea corneliu
Postato da: corneliu ghinea | 04.05.06 20:27 |
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In questa legislatura non sarà possibile fare nulla se prima non sarà restituita ai cittadini la possibilità di essere informati correttamente. Senza una legge sul conflitto di interessi e un riesame dell’assegnazione delle frequenze radiotelevisive il prossimo governo sarà ostaggio di un’informazione deviata e di parte.Il problema è prioritario e va affrontato subito e con estrema determinazione.
On Di Pietro, spero e speriamo tutti coloro i quali lo abbiamo votato, che sia veramente la "PRIORITA' " Lavorativa del nuovo Parlamento. Si batta fino all'estremo delle forze...è di vitale importanza SE LO RICORDI...Deve fare da APREPISTA alle nuove "Leggi ad Personam" per i Cittadini "ONESTI" questa volta...Grazie ancora.
Postato da: Antonio Leinardi | 20.04.06 16:06 |
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Mi idenndifico totalmente in tutto quanto da lei è stato detto e illustrato e x la bontà e x la sincerità con cui è stato riportato in questo sito.
Ha conquistato il mio consenso e soprattutto il mio ideale politico che sino ad oggi vagava nel limbo politico di questo povero e frustrato Paese.
Postato da: Antonio De Cristofaro | 05.04.06 14:31 |
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Abbia pazienza! mi faccia sfogare!!!Berlusconi Berlusconi. Ma lui non ha mai licenziato un dipendente.il caimano il caimano : sono solo chiacchiere, chiacchiere...Berlusconi ha studiato, si è laureato, ha lavorato, ha fatto cose giuste cose sbagliate certo ma ha fatto, non è un politico di professione.Non si rifugia nel moralismo. Sappaimo chi è e cosa ha fatto.Nella vita ha lavorato.Ma COSA PENSA DIquanti nEl suo schieramento sono politici di professione, quelli conosciuti, e quanti nella segreterie locali, nelle federazioni, fanno i politici di professione non hanno un solo soldo versato per la pensioNe. LA PENSIONE SE LA SONO CONQUISTATA FACENDO I CONSIGLIERI REGIONALI O I PARLAMENTARI.nON HANNO MESTIERE Nè PROFESSIONE.LEI è UN MAGISTRATO, OGGI AVVOCATO.Viva chi si alza al mattino con il pensiero dei suoi problemi di lavoro. MI SCUSI LO SFOGO.
Postato da: Rodrigo Addorisio | 01.04.06 16:17 |
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Posso continuare? Vede Dott . Di Pietro la demonizzazione di Berlusconi operata dai propagandasti della Sua colalizione mi indurrrà a votare per lui!!!Sì non se ne può più di questa sinistra parolaia e retorica, sempre con il ditino alzato per cui quello che propongono i suoi esponenti è sempre frutto "di scelte programmatiche meditate e intelligenti" e bla bla bla . basta con questa oligarchia. basta con chi ha la capacità di buttare nelle braccia dell'avversario gli indecisi. Ma lo vede che non parlano d'altro che di Berlusconi, del suo conflitto d'interesse? ma non è "epidemico" il conflitto d'interessi secondo la definizione di uno stimato giurista?Anche i bambini si rendono conto che il probabuile futuro governo Prodi farà la fine dell'altro quanto ci sarà da mandare il primo soldato in qualche parte del mondo? ma lo vede che cadrà come il primo alla prima votazione sui Pacs?alla prima votazione sulla riforma della giustizia?Lei vuol riformare l'articolo del c. p. sull'abuso di ufficio? l'interesse in atti d'uffico non esiste più? vogliamo ripristinarlo?perchè il candidato dell'unione non è un rappresentante del partito di maggioranza di tale coalizione?Berlusconi nel 1996 aveva perso giusto? chi gli ha offerto la possibilità di rivincere?chiariamo tutto ciò e fino in fondo. Berlusconi ha la funzione del capro espiatorio è l'unica cosa che vi unisce.Perchè si ha bisogno del capro espiatorio ? ( Rene Girard e tutti i Suoi libri, leggiemoli!)perchè Pannella , che io stimo immensamente, disse che se ne andava all'estero se...Vi auguro un grande successo a Lei ed a Emma Bonino pewrchè possiate contare di più nella vostra coalizione... ma non posso votarvi... mi dispiace...Risaluti
Postato da: Rodrigo Addorisio | 01.04.06 15:57 |
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Caro Di Pietro ho già inviato lettera al Suo indirizzo di posta elettronica, ma voglio ripetermi sperando di avere soddisfacente risposta. Il sottoscritto ha già votato per Lei, per la stima personale che ho nei Suoi confronti e per la scelta autonoma che fece nel 2001, che ha tra l'altro motivato con il fatto che Lei non poteva stare, giustamente, in una coalizione dove venivano candidati persone da Lei stesso inquisite. Oggi la situazione è cambiata? L'unione non ha candidato alcun inquisito?ma non vi è nell'unione il partito del valigione della maxi tangente ?non ha il governo del centrosinistra modificato l'art. del codice penale sull'abuso d'ufficio?chi ha fatto cadere il primo governo Prodi?ma come di Berlusconi da sinistra si dice quel che si dice e poi si vuol riformare la costituzione con Berlusconi? come posso fidarmi dei Suoi attuali alleati?ma l'articolo della Costituzione che ripudia la guerra ecc. era già scritto al tempo del Kosovo? (guerra per me giusta tra l'altro)e allora come l'ho interpretiamo? come ci muoviamo tra legalità e legittimità in diritto internazionale? davvero Lei ha firmato un programma in cui si prevede l'abbassamento del quorum per votare una amnistia? cioè la negazione della certezza della pena?avrei voluto un terzo polo Dipietro-Bonino: ecco qualcosa per cui impegnarsi!!!Vorrei una Sua risposta. Solo tattica? solo voglia di mandare a casa Berlusconi? ma è sicuro che il male minore sia la Sua attuale coalizione?ma in Italia vi è un solo caimano? non ci credo !!!Lei ci crede??Con immutata stima Dott. Rodrigo Addorisio
Postato da: Rodrigo addorisio | 01.04.06 15:25 |
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Caro Di Pietro:- Nell'attesa di conoscerti personalmente (siamo quasi paesani) , ti assicuro il mio appoggio elettorale e quello dei miei cari; Mi sembri l'unico politico (professionista per necessità in politica) che valga la pena di ascoltare in questo Paese di pulcinella, di furbi, furbetti e furbettini: per una volta voglio fidarmi veramente , voglio sperare che questo nostro martoriato paese, possa vedere nel prossimo futuro un po' di luce. Ciao Antonino
Postato da: Antonino Pietrantonio | 19.03.06 21:20 |
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Caro Di Pietro:- Nell'attesa di conoscerti personalmente (siamo quasi paesani) , ti assicuro il mio appoggio elettorale e quello dei miei cari; Mi sembri l'unico politico (professionista per necessità in politica) che valga la pena di ascoltare in questo Paese di pulcinella, di furbi, furbetti e furbettini: per una volta voglio fidarmi veramente , voglio sperare che questo nostro martoriato paese, possa vedere nel prossimo futuro un po' di luce. Ciao Antonino
Postato da: Antonino Pietrantonio | 19.03.06 21:17 |
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Caro Di Pietro:- Nell'attesa di conoscerti personalmente (siamo quasi paesani) , ti assicuro il mio appoggio elettorale e quello dei miei cari; Mi sembri l'unico politico (professionista per necessità in politica) che valga la pena di ascoltare in questo Paese di pulcinella, di furbi, furbetti e furbettini: per una volta voglio fidarmi veramente , voglio sperare che questo nostro martoriato paese, possa vedere nel prossimo futuro un po' di luce. Ciao Antonino
Postato da: Antonino Pietrantonio | 19.03.06 20:25 |
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Egr. sig. Di Pietro
da ex-iscritta al suo (non piu' mio) partito, posso dire, avendo vissuto all'interno dell'organizzazione da Lei presieduta, che quelle da Lei pronunciate sono SOLO BELLE PAROLE, mai seguite dai FATTI
Postato da: Daniela Brusadin | 17.03.06 18:32 |
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A tal propostito abbiamo creato il sito
WWW.PARLAMENTOPULITO.COM
visitatelo, sosteneteci, inviate materiale, linkateci, spargete il link, segnalatelo, discutetene...
WWW.PARLAMENTOPULITO.COM
Postato da: Marco Staffoli | 23.02.06 16:34 |
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Approvo totalmente il fatto che si ritorni a discutere di questione morale, una cosa che da troppo tempo manca nel nostro parlamento...
Postato da: Marco Staffoli | 23.02.06 16:32 |
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Caro Di Pietro non ti sembra di esagerare un po con questa patetica politica giustizzialista?
I ladri sono dovunque!!!!!
Ad Augusta (SR) governa una giunta di centro sinistra capitanata da un sindaco che non ha mai lavorato un giono, e sul cui operato vorrei stendere un velo pietoso. Vergognatevi uomini di sinistra che predicate bene e razzolate male.
Postato da: Francesco La Ferla | 22.02.06 06:22 |
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Un video tutto da vedere
www.raiclicktv.it/raiclickpc/secure/stream.srv?id=13688&idCnt=33820&pagina=1&path=RaiClickWeb^Notizie^Politica#
Saluti a tutti
Postato da: Fabrizio Omiccioli | 16.02.06 21:42 |
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caro onorevile,questa volta o cambiamo veramente o saremo condannati ad una dittatura.Lei è la persona per cui voterò,sono sicuro che non mancherà il suo impegno.Se vincono di nuovo loro,non ci rialzeremo più da questa situazione di illegalità.A me pare sconcertante che gli italiani non si accorgano che loro dicono una cosa per fare esattamente il contrario.Forza Di Pietro.
Postato da: orazio fiorini | 13.02.06 11:09 |
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Caro Antonio Di Pietro,
vorrei innanzitutto esprimerle la mia personale stima per il grande lavoro da lei svolto al servizio dello Stato (inteso come Bene Pubblico) e dei cittadini onesti, prima da Magistrato e poi come uomo politico. La sua coerenza sempre dimostrata, la sua intransigenza verso i furbi, gli ipocriti e i bugiardi che affollano come non mai il triste panorama politico italiano, sono un esempio ed uno stimolo per tutti noi. Complimenti, continui così!
Riguardo al programma di governo da lei proposto sul punto "questione morale", sono perfettamente d'accordo con le sue proposte di impedire la candidatura a cariche pubbliche ai pregiudicati, ed anche di rendere impossibile candidarsi per più di due legislature consecutive.
Questioni cruciali se vogliamo davvero difendere la Democrazia.
Ma una questione ancora più cruciale, causa primaria della triste "anomalia italiana" per cui è stato possibile consentire a un miliardario mafioso e senza scrupoli d'impadronirsi delle istituzioni pubbliche e di utilizzarle nel proprio esclusivo interesse come se fossero sua proprietà privata, nella più becera logica aziendale (peccato che l'Italia non sia un'azienda!), ecco, questa vergognosa infamia che ci espone, meritatamente, al pubblico ludibrio del mondo intero, è stata possibile grazie all'imprevidenza, alla colpevole ignoranza, alla totale incapacità politica del governo di centrosinistra della passata legislatura, che non ha saputo o voluto partorire una semplice legge, vigente nella maggior parte dei Paesi del mondo civile, che IMPEDISSE A CHI POSSIEDE O CONTROLLA LA QUASI TOTALITA' DEI MASS-MEDIA, DEI GIORNALI, DELLE TELEVISIONI, DI ASSUMERE INCARICHI DI GOVERNO DEL PAESE!!! Questa è la "regola numero uno" per evitare, per prevenire il tanto conclamato "CONFLITTO DI INTERESSI". Su questo concetto penso proprio che nessuno possa avere dubbi.
Orbene, non ho letto da nessuna parte, nel programma elettorale dell'Unione o dei partiti che ne fanno parte, nè ho sentito alcuna dichiarazione di politici del centrosinistra, che preveda come PRIORITARIO il varo di una legge del genere, legge che, se fatta cinque anni fa, avrebbe risparmiato al nostro Paese il disastro creato in quest'ultima legislatura.
Qual è la sua posizione al riguardo? Converrà con me che, senza l'adozione di un provvedimento del genere, non sarà mai possibile realizzare in Italia una Democrazia realmente compiuta, libera da tentazioni avventuriste di un ricco tiranno di turno.
Postato da: Paolo Locatelli | 12.02.06 16:31 |
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Caro Di Pietro, qualche parola sulla diatriba tra il sig.Casini e lei. Vede il fatto non è come comunemente viene posto all'opinione pubblica laddove, giustamente, lei fa presente il persistere di persone condannate dalla giustizia ora poste alla guida del Paese. Forse il sig. Casini con le sue affermazioni intendeva toccare il "metodo" da lei usato durante l'era di mani pulite. Un metodo che anch'io aborro e che ricorda molto l'inquisizione. Lei è stato il primo p.m. ad usare metodi investigativi efficaci e rapidi, ma purtroppo è stato anche un p.m. "giustizialista" che non ha tenuto conto del rispetto delle "persone", ha usato metodi sbrigativi e quindi grezzi, insomma non si è mosso come qualsiasi cittadino si aspetterebbe anche tenendo conto della famosa "presunzione di innocenza". Peccato, ma quanto affermato dal sig.Casini è qualcosa che spessissimo ho udito anche nella mia cerchia di conoscenze. Da una vecchia barzelletta.....San Giuseppe non dimentica. Roberto Citterio
Postato da: Roberto Citterio | 11.02.06 23:21 |
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mi sembra un po sintetico come programma
Postato da: marco tulipano | 11.02.06 22:32 |
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Postato da: SALIS IDA THERESIA | 11.02.06 21:46 |
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Caro Di Pietro,
La vera Democrazia e' una Democrazia quando ogni cittadino e' libero di scegliersi un proprio rappresentante ( Nome, Cognome, Faccia ), per la zona dove abita, o un Partito se non esiste una persona per la quale possieda una certa simpatia.
Una vera Democrazia e' tale quando una persona eletta e rappresentante non puo' essere eletta e ripetere il mandato per piu' di due volte consecutive, cosi' da non creare quei sistemi di blocco del Potere da dittatura.
Una vera Democrazia e' quella che elegge un capo del governo in base alle coalizioni e in base alle coalizioni che hanno raggiunto la percentuale maggiore a un primo o a un secondo turno.
UNA VERA DEMOCRAZIA PARTE DAI PARTITI: UNICO COLLEGAMENTO TRA LA POLITICA E I CITTADINI-MA QUESTA E' LA COMPONENTE DELLA DEMOCRAZIA CHE E' MENO RISPETTATA O NON RISPETTATA DEL TUTTO.
NESSUN PARTITO INCLUSO IL SUO LA RISPETTA.
Essendo i partiti l'unico collegamento, li' devono avvenire le primarie. I membri devono poter partecipare ad incontri almeno mensili, altrimenti a cosa servono le belle e costose sedi dei partiti finanziate dallo stato o dagli iscritti se le sale rimangono vuote o ad uso esclusivo di chi di fatto si e' appropriato per motivi di potere della sede. Ma la realta' delle sedi che a volte vengono chiuse, e' proprio quella e fa scandalo, ma ai partiti non frega niente. L'importante e' mantenere la sedia sotto il sedere. Come possono essere scelti i candidati da proporre ai cittadini per ogni partito se queste primarie di fatto non vengono svolte all'interno delle sedi.
Come hanno detto i dirigenti della nuova legge elettorale, e su questo forse hanno ragione, di fatto non cambia nulla con questo nuovo metodo, perche' tanto le persone da candidare sono sempre le stesse e solo quelle e le sceglie la Segreteria del Partito.
Io proporrei quindi un partito nuovo, democratico, utile, propositivo. Se si coinvolgono i cittadini e gli si fa conosere i programmi i cittadini partecipano. Il partito deve soprattutto creare tessere con le proprie iniziative e non con gli iscritti che a volte portano le tessere bianche ( ovvero di persone che di fatto non parteciperanno mai) . Ora se una persona porta solo tessere, ma non attivi, sappiamo cosa sta cercando di fare, vero? Italia dei Valori cambiando puo' realmente essere un partito diverso da tutti gli altri ( le basi almeno ci sono, PERSONE PULITE ).
Un abbraccio Marco
Postato da: marco zanetti | 11.02.06 18:49 |
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Caro Di Pietro,
c'è ben altro per cui il nostro Paese si deve vergognare.
Sicuramente tutto ciò che menzioni, cioè l'illegalità legalizzata per legge ad uso e consumo di chi l'ha legalizzata. I nostri tanti disonesti politici che nonostante le condanne sono accolti nei tanti disonesti partiti. Ma, soprattutto, è il caso di vergognarsi perché non c’è alcuna reazione di noi italiani. Non sappiamo dire: ORA BASTA! Decenni di politica poco seria e disonesta hanno allontanato gli italiani dai loro doveri morali e civili verso il loro Paese....e causato il loro disimpegno e la rassegnazione.
Non puniamo chi ci froda. Non pretendiamo onestà, dignità ed efficienza da chi eleggiamo per governare ciò che ci appartiene! Non cacciamo via tutti quelli che ci provano e ....riescono a fare i propri interessi con ciò che è nostro, rovinando ciò che è nostro.... Non crediamo più che le cose possano cambiare...neppure cambiando.....
Non crediamo più che, come in ogni democrazia, solo noi possiamo farle cambiare e abbiamo il diritto ma soprattutto il dovere di farlo!
Fino ad ora ho seguito anche io i fatti politici da mera osservatrice esterna. Così ti conosco poco, ma sembra che almeno tu hai abbia sentito il dovere morale di impegnarti in prima persona. E ...sembri credibile! L'hai fatto accettando il rischio di diventare, inevitabilmente, un facile bersaglio perché scarsamente “equipaggiato” rispetto agli altri: atleta scalzo contro team di atleti doppati, con attrezzature di elevato livello tecnico e sostenuti da importanti sponsor. Quasi impossibile vincere, ma potresti guadagnare sempre più tifosi. Non sarà sufficiente questa volta, temo, per poter far svoltare pagina all’Italia. Ma se non si inizia…..
Gli italiani non sono più in grado di apprezzare una proposta seria e moderna (vedi anche quella di Fo’ per Milano). Non riusciamo più a dare fiducia a chi potrebbe avere le caratteristiche e la volontà di impegnarsi per noi. Popolo sempre più anziano, con idee radicate, difficili da scalzare. Diffidenti verso il cambiamento e facili prede di disonesti venditori di fumo….
Più facile cambiare Paese che far cambiare un Paese come l'Italia? E' da un po' che me lo chiedo….ma perché mollare noi? Non è giusto! E allora? Riniziare a credere in un progetto serio, essere disposti a provarci? Anche mettendosi a disposizione, per la prima volta? Ci sto provando!
Non deluderci
Francesca Pirastru
Postato da: Francesca Pirastru | 11.02.06 13:19 |
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Caro Di Pietro, sono un tuo corregionale,ho 54 anni e dal 1963 anni vivo in provincia di Milano dove lavoro onestamenteda quando avevo 15 anni, perciò avuto modo di vivere personalmente tutte le trasformazioni del mondo del lavoro dagli anni 70 sino a i giorni nostri: dalle contestazioni del '68 alle eterne precarietà dei nostri figli stanno vivendo e contemporaneamente ai massicci spostamenti di produzioni delle nostre aziende verso l'est europeo ed i paesi asiatici.
Io ancora non conosco il programma elettorale dell'Unione, anche se in grandi linee ne sento parlare tutti i giorni attraverso i mezzi di comunicazione. Mi auguro che nei vs. programmi oltre a tutelare e ad eliminare, io dico,"la piaga sociale" del precariato giovanile, anche a mettere un freno a questo continuo emigrare di lavorazioni verso l'est, altro non fanno che creare disoccupazione e preoccupazione sopratutto per coloro che perdendo il posto di lavoro al'età tra i 40 e 55 anni difficilmente riuscirebbero a trovare un'altra occupazione. Altro avrei da dire, dall'America copiamo tante cose, la maggiorparte negative, copiamone una buona:facciamo una legge che mandi in galera quelli che evadono le tasse: Al Capone andò in galera non perchè mafioso, ma perchè evasore fiscale.
Mi auguro che quel "SIGNORE" di Arcore, che sino ad oggi è stato il presidente di "tutti gli italiani", non certo il mio, lasci quella calda poltrona con la quale si è sistemato tutti i fatti suoi (non voglio dire parolacce) e si accomodi spero su una fredda, magari al "fresco" da qualche parte d'Italia; per sperare che questo accada, noi dobbiamo fare la ns. parte, ma Voi per fare la Vostra non dovete assolutamente litigare, perchè così facendo le elezioni anche questa volta le vedremo vincere.
Cordiali Saluti Giangregorio Carnevale
P.s.: DOBBIAMO VINCERE, sono i cinque anni peggiori di governo che io ricordi
Postato da: Giangregorio Carnevale | 11.02.06 13:18 |
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sono una simpatizzante della lista di pietro. e sono una ulivista convinta. Non ho ben capito se l'italia dei valori si presenta da sola oppure (come preferirei e troverei più coerente con l'ulivo). Se non si prente con il listone ulivo mi si può spiegare il motivo.
Grazie
Postato da: Carlotta Portoghesi | 11.02.06 12:49 |
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Onorevole Di PIETRO,
ho trovato il suo articolo riguardante Casini sul sito di Beppe GRILLO ,
con la sua richiesta di commento.
Le dirò che condivido appieno la sua analisi e che prima di vederlo nuovamente in azione , avevo un ricordo decisamente falsato del nostro "Presidente della Camera".Per forza denigra così Mani Pulite , lui è della stessa pasta di coloro che Lei mise giustamente sotto il torchio della giustizia . Sono sconcertato di sentire tali affermazioni, ma Le dico , "il tempo è galantuomo ".
Distinti saluti
Postato da: Lidio BARNI | 11.02.06 10:52 |
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Gentilissimo Signor Di Pietro, ho letto la sua lettera sul blog di Beppe Grillo, volevo soltanto incoraggiarla ad andare avanti nella sua battaglia come rappresentante di tutti noi cittadini italiani onesti. Questo Paese ha bisogno di persone oneste e corrette come lei, con alto senso di responsabilita' nei confronti del Paese. Dobbiamo fare del tutto per mandare a casa tutte quelle persone corrotte ed affaristi che oggi siedono in Parlamento. Beppe Grillo sta svegliando questo Paese addormentato ma lui è il punto di partenza, abbiamo bisogno di rappresentanti come lei. Quindi vada avanti e risponda a tutte le provocazioni a testa alta, perche' lei sa meglio di me che tutti coloro che la provocano sono persone che hanno cose da nascondere ed hanno paura di lei perche' è uno dei pochi a sapere chi sono loro veramente. Ma mi creda il punto è proprio questo il Paese ha bisogno di sapere chi sono queste persone e prendere coscienza di cio' e di impedire loro di continuare a stare in Parlamento. Vada avanti Signor Di Pietro con tutta la forza che ha, c'è bisogno di persone oneste come lei. Grazie. Cordialmente Giovanni.
Postato da: Giovanni Paris | 11.02.06 10:42 |
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Ill. dott. Di Pietro poichè in parlamento vi sono così tanti politici già condannati, non sarebbe auspicabile, nella prossima legislatura, se il centrosinistra vince le elezioni , far passare un principio di responsabilità, che ritengo sacrosanto e cioè che la pena dovrebbe essere commisurata alla responsabilità, vale a dire che, chi ha grandi responsabilità e occupa posti di potere, se commette reato, dovrebbe essere punito più severamente rispetto a chi ha minore responsabilità? Perchè di fatto in Italia succede il contrario che i pesci piccoli pagano sempre per tutti?
Postato da: fernando spinelli | 11.02.06 02:07 |
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Provo e riprovo a scrivere ma la mia posta non arriva mai?
Postato da: fernando spinelli | 11.02.06 01:40 |
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Nessuno, finora, ha avuto il coraggio di chiudere la discussione, citando i reati di cui alcuni deputati/senatori dell'attuale governo si sono macchiati. Forse in Italia non esiste una reale diretta, ma tutto è in differita. Antonio, Tu non sei un gran politico, intendendo per questo un mestierante della politica, ma il Tuo progetto mi piace e Ti sosterrò. Devi imparare a controllarTi e non tentare di voler dire di più di quello che deve essere detto; mantieni la calma e parla lentamente e lealmente, sta in mezzo alla gente senza timore perchè sei uno di noi.
Nessuno ha ancora sottolineato che il primo dovere di un eletto è servire. Spesso mi domando perchè uno debba spendere tanti soldi per farsi eleggere? E. ahimè, la risposta è sempre la stessa: quando sarò al potere mi rifarò. Sto perdendo la fiducia nelle istituzioni, perchè più che vessazioni non danno. E' buffo vedere i vertici politici e non solo attorniati da guardie del corpo, non hanno la coscienza a posto, non possono affrontare la gente perchè hanno paura, ma chi non ha peccati non deve temere nemmeno la morte, Gandi fu ucciso, ma non ha mai temuto la gente e la morte, Socrate bevve la cicuta perchè. se pur innocente, obbedì alla legge, qualcuno si è messo in politica per non essere condannato. Un ultimo pensiero. Spesso mi chiedo se siamo mai usciti dalla monarchia, a governarci c'è ancora una certa aristocrazia oggi si chiamano lobbies. Il potere economico invade e condiziona qualunque scelta. Forse Tu l'hai scoperto, non lasciarti contagiare, piuttosto rinuncia, si puo fare molto anche lavorando nell'ombra. C'è internet per comunicare e diffondere. Tieni duro. Avrei tante cose da dirTi, ma credo che Tu non abbia il tempo per leggere tutto, mi piacerebbe impegnarmi, ma sono scoraggiato e disgustato da quasi tutti gli uomini politici, queste prime donne abituate a stare sulla scena per non dire nulla e fare meno. Al bar c'è più buon senso.
Con simpatia
Francesco Lisi
Postato da: Francesco Lisi | 10.02.06 23:40 |
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ho letto la vostra lettera pubblicata sul settimanale di beppe grillo.non ne sapevo nulla forse perchè non avendo più fiducia in questo governo non accendo più la tele : non c'è più informazione!non penso che lei sia una vergogna per gli italiani,e non penso che debba espatriare,spero solo che con le nuove elezioni si possa ritornare a parlare di italia libera,democratica e tollerante...utopia per adesso!me ne andrò io dall'italia se ci sarà ancora quell'uomo,sappiamo chi,a rappresentarci.
cordiali saluti
Postato da: gabriella pisano | 09.02.06 23:31 |
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Caro Onorevole Di Pietro mi associo a quanti vedono in lei una persona integra e onesta che cercherà di fare nei limiti delle sue possibilità politiche quanto noi cittadini chiediamo concedendo il voto elettorale.
Sono convinto che non sarà cosa facile per via di un dilagante oscurantismo dell'informazione che tende ad escludere chi non alza i toni, chi non denigra l'avversario politico, chi vuole fare gli interessi del Paese.
Forse per la stampa italiana "Di Pietro non fa notizia" ma per chi come me crede nell'esercizio della Democrazia come forza dei cittadini, sono sicuro che troverà in lei un vero Rappresentante del Popolo.
Mi accorgo ogni giorno di più che siamo in tanti a pensarla così: non ci deluda.
Grazie per il suo impegno.
Postato da: Pierluigi Gallia | 09.02.06 19:38 |
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Caro Onorevole Di Pietro (quant'è bello chiamare uno onorevole sapendo che se lo merita, in una Italia piena di DISonorevoli),
mi colpiscono tantissimo le sue parole, qui nel suo blog e in altri contesti, e voglio esprimerle tutta la mia solidarietà.Sono un'italiana sfiduciosa nella politica, che si è da sempre definita più APOLITICA che altro ma ho fiducia in lei, soprattutto perchè non si spaventa di fronte a tutto questo marciume lasciato da altri, coltivato da altri.mi piace.tutto qui, vada avanti così perchè lei può fare davvero qualcosa per la politica, ma soprattutto per la socio politica italiana.e, se m i permette, in c.... a quelli che si aggrappano ai suoi congiuntivi per attaccarla, del resto possono aggrapparsi solo a questo!w di pietro.rachele.
Postato da: rachele biella | 09.02.06 18:31 |
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Caro Antonio
mi chiamo Tiziano e sono di sinistra, vorrei semplicemente dire che non devi essere tu a farti da parte o espatriare ma quei "GENTIL UOMINI" che hanno ridotto in queste condizioni l'Italia e gli Italiani, chissà se il prossimo aprile riusciamo a mandare via qualcuno? Io spero proprio di si.
Non mollare vai avanti così hai tutto il nostro appoggio, e se poi devi proprio espatriare, probabilmente con te verremo anche noi, e siamo circa 30 milioni, quindi preoccupati di trovare un albergo capiente e confortevole.
Con ammirazione Tiziano
Postato da: Tiziano Bollati | 09.02.06 16:22 |
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"caro" Di Pietro tu che sei il paladino della libertà e della giustizia perchè infili la testa sotto la sabbia come gli struzzi di fronte ai quesiti che ti faccio? te li sei dimenticati? allora te li rinnovo IO SONO UN DISOCCUPATO CON 2 BAMBINE PICCOLE A CARICO per motivi di salute e di età, all'ufficio di collocamento di Roma, cioè dove risiedo il consulente al lavoro preposto all'orientamento mi ha vivamente consigliato, sia per l'età e sia per la salute di aspirare ad un posto nel P.I. ai sensi dell'art. 16 Legge 56/87, come tu saprai tale norma regola le assunzione nel P.I. ai livelli "B", i più bassi, come commessi, uscieri ecc. succede però che al Comune di Roma Alla Regione Lazio e alla Provincia di Roma si sono inventati "L'IMPRENDITORIALITA' MUNICIPALIZZATA" ovvero hanno fondato delle società con soldi pubblici, le hanno dotate di personale precario e reclutato esclusivamente tra i raccomandati ivi compresi i parenti di sindacalisti e di impiegati VIP.Questa "PIOVRA ROSSA" si è appropriata di tutti i servizi dei maggiori Enti Locali d'Italia quali sono appunto quelli Romani, dagli Uffici pubblici ai trasporti alla nettezza urbana al ruolo degli operai ai servizi scolastici a quelli sociali etc. come faremo noi iscritti al collocamento in attesa di assunzioni ai sensi della 56/87 NOI SIAMO TUTTI ADULTI CON BAMBINI A CARICO e quello che i compagni del tuo schieramento stanno facendo è veramente disgustoso, ogni volta che ti vedo in televisione piagnucoli o contro Casini o contro Berlusconi ma non fai nulla contro questa situazione. Perchè lasci che questa gente violi le leggi? ma non ti stava a cuore la legalità? la stessa legge Biagi all'art. 2 comma 2 VIETA l'utilizzo di precari nel P.I. (al contrario del pacchetto riformista definito dal tuo amico TREU), la Legge 56/87 riserva esclusivamente ai lavoratori cassintegrati ai L.S.U. e ai Disoccupati con bambini piccoli a carico i livelli "B" e la legge 104/92 ne riserva una aliquota ai disabili gravi, invece, grazie a deroghe studiate con la C.G.I.L. e giunte di sinistra i TUOI COMPAGNI DI MERENDE stanno disonorando il voto della gente onesta che vi da ancora il consenso e truffando migliaia di persone che tutte le settimane, da ormai 6 anni a questa parte attendono una chiamata che non arriva. VERGOGNA DI PIETRO!!!!!
Postato da: silvano perna | 09.02.06 15:50 |
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Forza Di Pietro, non mollare!!!
Postato da: Luciano Fasson | 09.02.06 12:05 |
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Bravo Di Pietro, avanti così.
sono rimasto allibito quando ho letto il numero dei pregiudicati presenti nel ns parlamento. poi ho cercato i loro nomi e ho visto quel lunghissimo messaggio che ne conteneva l'elenco. ottimo. tuttavia per facilitarne la lettura e la diffusione sarebbe opportuno mettere l'elenco dei nomi e la loro appartenenza politica attuale e poi come espansione, come link, la loro storia. infine per dare autorevolezza alle cose scritte la fonte delle informazioni (ad esempio, le sentenze di condanna ecc).
Postato da: Ambrogio Dell'Orto | 09.02.06 11:34 |
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Gentile Antonio Di Pietro,
ho letto la sua lettera sul sito di Beppe Grillo.
Mani Pulite è stata una bellissima speranza, bellissima; mi manca molto, ma ogni tanto ritrovo la Bocassini e Colombo e ho di nuovo fiducia.
Quelle idee e quei valori che l'hanno guidata durante il periodo di Mani Pulite, e che ancora la conducono nel suo percorso polito, sono coraggiosi, limpidi e leali, nonostante un intorno così ripetutamente e banalmente corrotto. I suoi sono i valori per cui vale la pena lottare.
Mi raccomando: non mollare!
Annalisa Vio
Postato da: Annalisa Vio | 09.02.06 08:34 |
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Caro Signor Di Pietro,
Le sue idee mi affascinano molto, come del resto non possono non affascinare qualsiasi cittadino che e' ormai stanco di vedere sempre le stesse facce in politica con il solito scopo, quello di sempre...
Il problema e' che sono solo i cittadini onesti che si indignano di fronte a certe cose, loro no...mai!!!non si accorgono che per riempirsi le tasche stanno portanto un Paese al collasso...
Non si dovrebbe mai perdere l'onesta'...purtroppo non e' la stessa cosa con la pazienza, e tanta gente che sta in Parlamento ci sta facendo perdere non solo la pazienza, ma anche la dignita' con tutto cio' che essa comporta...
Se si impegna a mandarli tutti a casa quei ladri, avra' il mio appoggio...
Ma deve andare fino in fondo...
L'italia ne ha bisogno...in fretta!!!
Postato da: Giuseppe Ciccone | 09.02.06 05:57 |
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come mai quando si parla dell'Unione, si nominano tutti i partiti aderenti ( adesso c'è anche Pannella ) e non si parla mai dell'Italia dei Valori? Mi è forse suggito nonostante l'over dose di programmi d'informazione a cui mi sottopongo?
Un grande in bocca al lupo a Lei e a tutti... gli Italiani.
anna.
Postato da: anna d'angelo | 09.02.06 00:05 |
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Caro sig DiPietro, ho visto come moltissimi altri la trasmissione Ballarò con Massimo D'Alema e quel casini del cavolo e quell'altro di forza italia che poveraccio non sapeva nemmeno dov'era , mi piacerebbe ce anche lei fosse invitato a una trasmissione televisiva e dire come ha detto D'Alema che è una vergogna e da persone senza stile nè dignità candidare gente indagata per mafia , sicuramente lei avrebbe molte più cose da dire , ma avendo visto sia la destra che la sinistra io sono per lei e L'Italia dei Valori! credo fermamente nei suoi ideali che sono gli stessi di molti italiani onesti, degli evasori fiscali e corruttori certamente no, continui così e speriamo ci sia in un futuro vicinissimo una bella poltrona per lei che ci rappresenti, grazie di quello che sta facendo.
Postato da: Antonio Santerini | 08.02.06 23:44 |
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Ho deciso! finalmente ho deciso. Da qualche tempo, troppo tempo, avevo perso totalmete la fiducia in TUTTA la classe politica. Non riuscivo ad immedesimarmi in nessuno e dico nessuno. Lasciamo stare i programmi elettorali, intendo proprio una persona di cui fidarsi. Poi l'altra sera a otto e mezzo da Ferrara non vedo mica uno con l'aria di chi è abbastanza pazzo da crederci veramente, con la grammatica e la voce tremolante, ma onesta, ma come chi? Antonio no! Io ho deciso, il 9 Aprile la mia X te la sei guadagnata. Cavolo però Antonio non deluderci pure tu! mi raccomando
Postato da: Gianluca Avigo | 08.02.06 18:12 |
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Caro Di Pietro vorrei che tu, se già non lo hai fatto, sbattessi sul muso di Berlusconi, la tua LAUREA
Qualche giorno fa si era permesso di insinuare che tu non sia neppure laureato
Non ne posso più di quel NANO ARROGANTE, CHE SPARA A VANVERA SENZA CHE SI ABBIA IL TEMPO DI SMENTIRLO
CIAO
Grazie di esserci
Brunella
Postato da: brunella gardini | 08.02.06 13:54 |
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Caro Di Pietro,
è possibile sapere quando il Suo alleato RUTELLI rifonderà allo Stato i 3 milioni di euro ( dicesi sei milardi di vecchie lirozze) sanzionati dalla Corte dei Conti per i danni arrecati all'erario quando era Sindaco di Roma?
Postato da: angelo cristofanelli | 08.02.06 11:57 |
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Caruso............ come a stà a fedina penale questa new-entry?
Vogliamo coerenza o........chiacchiere dai nostri alleati?
Prodi.....con la Sme come la mettiamo?
I socialisti a sinistra.....hanno un DNA diverso di quelli a destra?
Postato da: angelo cristofanelli | 08.02.06 11:47 |
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Come è possibile che in italia le persone oneste come lei abbiano cosi poche possibilità di arrivare al governo? Siamo un paese veramente strano in cui tutti si lamentano,ma nessuno fa niente per cambiare le regole.Spero veramente che in aprile si voti con consapevolezza e non con l'apatia che contraddistingue la maggioranza degli italiani.Le auguro di farcela, per quanto poco il mio voto è per lei.
M.Luisa
Postato da: maria luisa massariol | 08.02.06 11:23 |
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In riferimento a quanto affermato dall'On. Casini, dico che la vera vergogna per l'Italia è costituita da questa destra che, purtroppo, è al governo.
Pensi Lei a rappresentare tutti gli Italiani Onesti.
Emma Vespasiani
Postato da: Emma Vespasiani | 07.02.06 20:15 |
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A proposito di "conflitto di interessi", ritengo che ci sia da sottolineare un aspetto che mi è sembrato nei relativi commenti politici e giornalistici non adeguatamente considerato.
L'allocuzione, infatti, conduce in senso tecnico all'incompatibilità, ovvero alla possibilità di candidarsi e di far cessare il conflitto dopo l'evvenuta elezione.
Berlusconi invece dovrebbe essere assolutamente INELEGGIBILE (oggi: Incandidabile), nel senso che non dovrebbe nemmeno partecipare alla contesa elettorale.
E' ineleggibile/incandidabile qualsiasi sacerdote del più sperduto paesino italiano perchè la funzione che svolge, il pulpito da cui predica, anche solo potenzialmente è suscettibile di influire indebitamente sulla libera espressione del voto e di produrre captatio benevolentiae.
Figuriamoci possedere tre televisioni, controllarle ecc.
Postato da: Gennaro Barbirotti | 07.02.06 19:07 |
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SONO UN RAGAZZO DI 18 ANNI E HO LETTO L'ARTICOLO SULL'UNITà. VENENDO AL DUNQUE IO CREDO CHE LA BATTAGLIA DI DI PIETRO PER LIBERARE IL PARLAMENTO DALLA 'BANDA BASSOTTI' SIA 'LA BATTAGLIA' ITALIANA PER ECCELLENZA E SPERO CHE SE UN PUNTO DEL SUO PROGRAMMA ARRIVI A COMPIMENTO SIA QUESTO: LE PERSONE CONDANNATE O INQUISITE NON DEVONO ESSERE CANDIDATE -PERCHè SONO UNA VERGOGNA I POLITICI CONDANNATI CHE VOGLIONO STARE IN PARLAMENTO E I LORO LEADERS CHE LI CANDIDANO-
Postato da: barducci luca | 07.02.06 18:11 |
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vorrei ricordare a tutti che lei e stato uno degli uomini che grazie al vostro lavoro ,avete evidenziato la disonesta di uomini politici che si sono arricchiti alle nostre spalle , e stanno cercando di rifarlo , io spero che persone come lei continuino nel loro lavoro politico e il popolo capisca per chi votare , io le auguro che il prossimo 9 aprile i suoi valori siano piu alti possibili ,
con stima renzi vincenzo
Postato da: renzi vincenzo | 07.02.06 17:13 |
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vi autorizzo a denunciare a nome mio alla Procura della Repubblica il
> cittadino Silvio Berlusconi, attuale presidente del Consiglio per
> diffamazione, in quanto parla contro i giudici di Napoli per aver trovato
> l"escamotag della scadenza dei termini dimentico che lui per prima l'ha
> utilizzato---- Original Message -----
Postato da: antolini vincenzo | 07.02.06 17:01 |
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Ho appena avuto occasione di dare un commento alla sua lettera inviata la blog di Beppe Grillo il 5 febbraio.
Lì ho affermato che è diventata grave la situazine nel nostro paese se un Politico, ex Magistrato, del Suo livello si ritrova a poter esser libero di scrivere certe affermazioni su un blog e non su un quotidiano. Ma ignoravo la sua lettere scritta su "l'Unità", ciò ridimensiona, ma non annulla il problema, perché il problema di regime mediatico a cui siamo sottoposti sussiste comunque, saremmo degli illusi se credessimo di essere un paese normale, in cui l'informazine circola liberamente. Questo è in parte dimostrato dal fatto che la sua lettera su "L'unità" non ha smosso i tg. Concordo con Lei quando fa riferimento a casi particolari, paricolarissimi, nel nostro paese.
Le auguro di salire al Governo, insieme al resto delle sinistre, e che su certi propositi le venga dato il giusto spazio d'intervento.
Sarebbero elezioni inutili se persone come lei non fossero lasciate libere di intervenire.
Postato da: Sandy Roberti | 07.02.06 16:10 |
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Egregio dott. Di Pietro, sono stato suo elettore e probabilmente lo sarò ancora.
Purtroppo nessun partito rappresenta le mie idee sono tendenzialmente di sinistra ma con alcune punte di destra.
Sin dall'età dei miei 18 anni, ero per la pena di morte a partire dal reato del furto d'auto, può immaginare cosa farei dei nostri attuali governanti.
Sono stato suo ammiratore quando era magistrato e quando come ministro dei trasporti stava partendo con indirizzi più che necessari, non ho apprezzato la guerra di Jugoslavia (che lei ha appoggiato) e non so cosa pensa della TAV .
personalmente sono per lo sviluppo tecnologico compresa l'alta velocità.
Andando dietro alle dimostrazioni che toccano gli interessi di alcuni (per Bertinotti solo elettorali) rischiamo di fare la fine che abbiamo fatto con la politica energetica.
A causa di quel maledetto incidente di Cernobil ci siamo ridotti a nazione energeticamente penosa, tra l'altro per far contenti i Verdi che sono nello stesso gruppo, molte volte dobbiamo effetture investimenti antieconomici.
Mi scuso dello sfogo, ma più volte ho scoperto che il mio modo di pensare è condiviso da altri.
Le auguro un buon piazzamento elettorale e la speranza che riesca a cancellare almeno in parte le leggi personali di Berlusconi.
Postato da: Carmelo Bertolami | 07.02.06 15:58 |
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Io credo in te, credo in quello che dici e sono sicuro che farai di tutto per raggiunfere l'obiettivo dell'onestà, quest'anno voto per l'Italia dei valori.
Grazie
Postato da: Vito Ficarella | 07.02.06 13:32 |
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mi dispiace on. ma io non credo in lei
non posso crederle, il perchè è molto semplice
doveva portare a termine senza esclusioni di sorta l'inchiesta mani pulite, e invece accettò un posto in parlamento in un collegio sicuro... da un segretario ed un partito sul quale... bhe lasciamo stare...
io non voto ne prodi ne berlusconi
faccio parte di quegli italiani che lavorano onestamente e chiedono solo un presidente del consiglio onesto, competente e serio
italiani che chiedono una giustizia veloce una sanità che funziona meno delinquenza e una opportunità di lavoro per i giovani senza doversi inchinare a qs o quel politico ... chi ci rappresenta ?? quale giornale o tv parla di noi ? tutti a dire berlusconi è brutto o è bello prodi è meglio o peggio ... dipende dagli pseudo giornalisti..
le auguro comunque di essere rieletto
cordialmente .
Postato da: Luca Meluccio | 07.02.06 13:03 |
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ciao Antonio!
anche se non voto il tuo partito sono sempre più felice di sentirti parlare... il confronto tv con Berlusconi dovresti farlo tu, che da ex magistrato puoi permetterti di illustrare a tutti (davanti al diretto interessato) la sporcizia e il malfunzionamento del governo, dal punto di vista della Giustizia e del parlamento!
sono assolutamente convinto che insieme alle leggi da te citate, vadano abrogate la nuova legge sulla droga, la riforma scolastica e universitaria, la legge sull'inappellabilità...
forza!
Postato da: giulio ics | 07.02.06 12:34 |
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grazie, per tutto quello che hai fatto e che spero continuerai a fare, grazie Carmen
Postato da: carmen fago | 07.02.06 09:48 |
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- nessuno potrà più essere candidato (senza eccezioni) per più di due legislature successive
- nessuno più essere candidato se condannato in via definitiva.
On.Di Pietro
con questi due punti del programma Lei si è guadagnato il mio voto alle prossime elezioni.
Grazie.
Postato da: Alessandro Lazzarini | 06.02.06 21:35 |
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Caro Antonio,
Scusami se mi permetto di chiamarti per nome. Il fatto è che ho votato per Italia Dei Valori nelle ultime due legislature, perchè oramai da alcuni anni rappresenti in qualche modo uno degli ultimi baluardi della resistenza civile al tentato processo di vessazione del popolo italiano. Mi trovo pienamente d'accordo con i temi della tua lettera e con l'esortazione a reagire che ne traspare. Spero soltanto che cresca la coscienza sociale, oggi ahimé molto bassa, perchè sensibilità alle questioni pubbliche significa avere una vera "chance" di riportare almeno questo paese ai splendori dell'epoca nella quale grandi statisti scrissero e firmarono una costituzione per cittadini liberi. Mi chiedo come reagirebbero ora quegli uomini di fronte allo scempio costituzionale in corso, ma allo stesso tempo continuo ad alimentare il mio ottimismo nella speranza che i grandi valori democratici non siano definitivamente scomparsi. Grazie per il tuo lavoro e per quello delle persone che lavorano con te per un Italia Libera di esprimersi e di esprimere le nostre grandi attitudini.
Postato da: Nello Pensieri | 06.02.06 20:54 |
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Finalmente un politico che affronta concretamente il problema delle leggi ad personam. Questo impegno è anche nel programma dell'unione?
Postato da: merio iappelli | 06.02.06 20:33 |
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Caro Antonio,
ho letto la tua lettera aperta e sono concorde su tutti i punti, tranne uno che non riesco a capire: "nessuno potrà più essere candidato (senza eccezioni) per più di due legislature successive".
Qual'è la ratio dietro tale scelta? Non sarebbe opportuno che l'esperienza acquisita in politica potesse essere riutilizzata?
Non è rischioso un rinnovo eccessivo del "parco politici", tanto per la stabilità del governo quanto -sul lungo termine- per l'INPS?
Inoltre: perchè non legare i pregi dei politici agli stipendi medi italiani? Perchè fare il politico non deve essere un pregio, deve essere una vocazione. Dignità di stipendio, questo è chiaro. Uno stipendio da quadro, minimo sindacale.
Considerando tutti i benefit associati diretti ed indiretti penso che sia più che sufficiente.
Grazie.
Pietro
Postato da: Pietro Abbati Marescotti | 06.02.06 19:01 |
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Non mi stancherò mai di ripetere che il Parlamento deve essere negato a chiunque abbia dei processi in corso al momento della candidatura. Chiedo troppo?
Postato da: Giovanni Lo Sardo | 06.02.06 15:24 |
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La trasformazione dell’on. Casini negli ultimi due mesi ricorda un po’ quella di Doctor Jeckyll e Mr. Hyde. Tuttavia, trattandosi di un democristiano, non credo che ci sia di mezzo una pozione misteriosa. A mio avviso, invece, stiamo assistendo ad un chiaro caso di SINDROME di CAINO. Dopo il primo assassinio (del fratello Follini) la coscienza sporca rimuove ogni remora e così ogni ulteriore crimine viene molto più facile. Come dicono a Bolzano: Ist der Ruf erst ruiniert, lebt sich’s gänzlich ungeniert!
Postato da: Peter Weber | 06.02.06 14:26 |
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In campagna elettorale fare della Campagna Sociale per un buon motivo è sempre valido e utile soprattutto quando si tratta di raccogliere fondi dopo aver visitato questo link http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo294339.shtml e questo http://www.friskefraske.it/ chiaramente il TGCOM fa da garnte!!!!!!!!!!!!!!!!!
Postato da: Stefano DETTORI | 06.02.06 13:05 |
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Sarebbe bello poter disporre di uno spazio come questo anche per i candidati elette nei vari seggi non solo del segretario del partito, sarebbe una prima forma di democrazia partecipata e una conoscenza reciproca,vera e approfondita di chi votiamo, e non solo delle ideologie del partito... peccato che con la nuova legge elettorale non sappiamo nemmeno chi votiamo!
Postato da: Luca di gianco | 06.02.06 12:14 |
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LE CONDANNE DI SILVIO……………..
Il nostro bravo Presidente del Consiglio "La forza dei fatti", ecco lo slogan del nostro amato Presidente Berlusconi per strappare qualche voto che ingrassi i magri sondaggi elettorali di Forza Italia di questi tempi.e allora vediamoli questi fatti:1) Bugie sulla loggia P2 (falsa testimonianza)La corte d'appello di Venezia, nel 1990, dichiara Berlusconi colpevole di aver giurato il falso davanti al Tribunale di Verona a proposito della sua iscrizione alla P2(reato coperto da amnistia nel 1989)2) Tangenti alla Guardia di Finanza (corruzione)1° grado: condanna a 2 anni e 9 mesi per tutte e 4 le tangenti contestateAppello: prescrizione per 3 tangenti (grazie alle attenuanti generiche), assoluzione con formula dubitativa per la quarta. nella motivazione si legge: "Il giudizio di colpevolezza dell'imputato (Berlusconi) poggia su molteplici elementi indiziari, certi, univoci, precisi e concordanti, per ciò dotati di rilevante forza persuasiva, tali da assumere valenza probatoria"Cassazone: assoluzione3) All Iberian 1 (finanziamento illecito ai partiti)1° grado. condanna a 2 anni e 4 mesi per i 21 MILIARDI versati estero su estero, tramite il conto All Iberian, a Bettino Craxiappello: prescrizione, tra le motivazioni della sentenza:"per nessuno degli imputati emerge daglia atti evidenza dell'innocenza"Cassazione: prescrizione confermata, tra le motivazioni della sentenza: "le operazioni societarie e finanziarie prodromiche ai finanziamenti estero sue estero dal conto intestato alla All Iberian al conto di transito nothern Holding (Craxi) furono realizzati in Italia dai vertici del gruppo Fininvest spa, con rilevante concorso di Berlusconi quale proprietario e presidente (...) Non emerge negli atti processuali l'estraneità dell'imputato".4) All Iberian 2 (falso in bilancio)Processo sospeso in attesa che si conosca se le nuove norme in materia di reati societari approvate dal governo Berlusconi si siano legittime (deciderà l'Alta Corte di giustizia europea e la Corte costituzionale italiana. In pratica Berlusconi si è fatto la legge per scagionarsi, bisogna vedere però se gli alti organi saranno d'accordo...5) Medusa Cinema (falso in bilancio)1° grado: condanna a 1 anno e 4 mesi (10 MILIARDI di fondi neri che, grazie alla compravendita, vengono accantonati su una serie di libretti al portatore di Silvio Berlusconi)Appello: assoluzione con formula dubitativa. Secondo il collegio Berlusconi è così ricco che potrebbe anche non essersi reso conto di come, nel corso della compravendita, il suo collaboratore Carlo Bernasconi (condannato) gli abbia versato 10 MILIARDI di lire in nero.Cassazione: sentenza d'appello confermata6)Terreni di Macherio (appropriazione indebita, frode fiscale, falso in bilancio)1° grado: assoluzione dall'appropriazione indebita e dalla frode fiscale (4, 4 MILIARDI pagati in nero), prescrizione per i falsi in bilancio di due società ai quali "indubbiamente ha concorso Berlusconi"Appello: confermata l'assoluzione dalle prime due accuse. Assoluzione anche per uno dei due reati di falso in bilancio, per il secondo è intervenuta l'amnistia.Cassazone: in corso.7) Caso Lentini (falso in bilancio)1°grado: reato prescritto per la legge su falso in bilancio (10 MILIARDI versati in nero al Torino Calcio per l'acquisto del giocatore Luigi Lentini)Appello: in corso8) Consolidato gruppo Fininvest (falso in bilancio)Il gip Fabio Paparella ha dichiarato prescritti, sulla base della nuova legge sul faso in bilancio, i 1500 MILIARDI (!) di presunti fondi neri accantonati dal gruppo Berlusconi su 64 società off-shore della galassia All Iberian (comparto B della Fininvest).Il pm Francesco Greco ha però presentato ricorso in Cassazione9) Lodo Mondadori (corruzione giudiziaria)1° grado: concessione delle attenuanti generiche ("Berlusconi è diventato Presidente del Consiglio"), ma condanna a Cesare PrevitiAppello e Cassazione: prescrizione10) Sme-Ariosto (falso in bilancio)Reato stralciato in seguito all'entrata in vigore delle nuove norme sul diritto societario, (Berlusconi avrebbe versato denaro ad alcuni giudici...). Il processo è fermo in attesa che l'Alta Corte di giustizia europea si pronunci, dato che queste nuove norme in vigore potrebbero essere in contrasto con quelle comunitarie. Ma anche in caso di risposta positiva per i giudici, resterà bloccato per il lodo Schifani. Come del resto tutti gli altri procedimenti ancora in corso a carico di Silvio Berlusconi.11) Diritti televisivi (falso in bilancio e frode fiscale)Indagini preliminari in corso alla Procura di Milano a carico di numerosi manager del gruppo, più il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri e il titolare Silvio Berlusconi, il quale - secondo l'ipotesi accusatoria - avrebbe continuato anche dopo l'ingresso in politica nel '94 ad esercitare di fatto il ruolo di dominus dell'azienda. Oggetto dell'indagine: una serie di operazioni finanziarie di acquisto di diritti cinematografici e televisivi da major americone, con vorticosi passaggi fra una società estera e l'altra del gruppo Berlusconi, con il risultato di far lievitare artificiosamente il prezzo dei beni compravenduti e beneficiare di sconti fiscali previsti dalla legge Tremonti, approvata dal primo governo dello stesso Berlusconi. Il presunto falso in bilancio è valutato intorno ai 180 milioni di Euro (circa 350 MILIARDI)12) Telecinco (violazione delle leggi antitrusti e frode fiscale in Spagna)Il giudice anticorruzione di Madrid Baltasàr Garzòn Real, dopo aver chiesto nel 2001 al governo italiano di processare Berlusconi o, in alternativa, di privarlo dell'immunità in modo di poterlo giudicare in Spagna, non ha ancora ricevuto risposta. berlusconi in Spagna è accusato - insieme a Marcello dell'Utri (pregiudicato) e altri dirigenti Fininvest - di aver posseduto, grazie a vari prestanomi e operazioni finanziarie illecite, il controllo pressoché totalitario dell'emittente Telecinco, in violazione dell'antitrust spagnola.13) Mafia (concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco)Indagini archiviate a Palermo su richiesta della Procura per scadenza termini massimi concessi per indagare.14) Bombe del 1992 e del 1993 (concorso in strage)Le inchieste delle procure di firenze e Caltanissetta sui presunti "mandanti a volto coperto" delle stragi 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993 (Milano, Firenze, Roma) sono state archiviate per scadenza dei termini d'indagine. A firenze, il 14 novembre 1998, il gip Giuseppe Soresina ha però rilevato come Berlusconi e Dell'Utri abbiano "intrattenuto rapporti non meramente episodici con i soggetti criminali cui è riferibile il programma stragista realizzato". Cioè con il clan corleonese che da 20 anni guida Cosa Nostra, con centinaia di omicidi e una mezza dozzina di stragi. Il gip aggiunge: "Esiste un'obbiettiva convergenza degli interessi pubblici di Cosa Nostra rispetto ad alcune qualificate linee programmatiche della nuova formazione (forza Italia): articolo 41 bis, legislazione sui collaboratori di giustizia, recupero del garantismo processuale..."Su questa ultima parte dedicheremo un approfondimento in futuro perché è particolare.Ecco i fatti di Berlusconi, vi ricordo che prescrizione non significa essere innocenti, anzi si è colpevoli solo che c'è una sorta di perdono perché i reati sono accaduti molto tempo prima.
Postato da: alessio | 06.02.06 11:16 |
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Il Tutankamon di Arcore
foto: news.bbc.co.uk
Il mausoleo Cascella, che prende il nome dal celebre scultore Pietro Cascella, è collocato in un piccolo bosco all’interno di un parco privato di Arcore, non lontano da una strada pubblica.
Il mausoleo ha 24 posti attrezzati per l’eterno riposo ed è adornato da statue di marmo per un peso complessivo di 100 tonnellate ispirate al dipinto Guernica di Picasso.
E’ visitabile, anche in gruppi, ma solo su prenotazione.
Per ora è vuoto, in quanto la legge non consente la costruzione di tombe a meno di 300 metri dalle strade.
E, probabilmente per questo motivo, è stato registrato come “deposito per materiale inerte”.
Nel mausoleo c’è posto per i familiari stretti e per vecchi musicisti che suonavano con lui sui piroscafi.
Ma nessuno lo vuole occupare, sia pure abusivamente.
L’abusivismo non sarebbe un problema. Su una legge ad personam post mortem il popolo italiano darebbe il suo consenso.
Sarebbe solo un piccolo condono tombale.
La verità è che amici e familiari, inclusa la vecchia madre, cercano di spostare il più in là possibile la data dell’addio terreno per non essere sepolti in un deposito per materiali inerti.
Anche i morti hanno la loro dignità da difendere.
Postato da: alfredo | 06.02.06 11:00 |
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Il Tutankamon di Arcore
foto: news.bbc.co.uk
Il mausoleo Cascella, che prende il nome dal celebre scultore Pietro Cascella, è collocato in un piccolo bosco all’interno di un parco privato di Arcore, non lontano da una strada pubblica.
Il mausoleo ha 24 posti attrezzati per l’eterno riposo ed è adornato da statue di marmo per un peso complessivo di 100 tonnellate ispirate al dipinto Guernica di Picasso.
E’ visitabile, anche in gruppi, ma solo su prenotazione.
Per ora è vuoto, in quanto la legge non consente la costruzione di tombe a meno di 300 metri dalle strade.
E, probabilmente per questo motivo, è stato registrato come “deposito per materiale inerte”.
Nel mausoleo c’è posto per i familiari stretti e per vecchi musicisti che suonavano con lui sui piroscafi.
Ma nessuno lo vuole occupare, sia pure abusivamente.
L’abusivismo non sarebbe un problema. Su una legge ad personam post mortem il popolo italiano darebbe il suo consenso.
Sarebbe solo un piccolo condono tombale.
La verità è che amici e familiari, inclusa la vecchia madre, cercano di spostare il più in là possibile la data dell’addio terreno per non essere sepolti in un deposito per materiali inerti.
Anche i morti hanno la loro dignità da difendere.
Postato da: alfredo | 06.02.06 10:48 |
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“Caro Beppe,
il Presidente della Camera dei deputati, On. Casini, ha fatto sapere ieri, tramite i tg nazionali che “Antonio Di Pietro è una vergogna per la magistratura e per la politica” alludendo al fatto che io, da magistrato, ho svolto l’inchiesta Mani Pulite e da politico continuo a denunciare l’inopportunità e l’assurdità che vengano continuamente candidate e mandate in Parlamento persone condannate ed inquisite (anche del suo partito, UDC).
Se davvero io sono una vergogna per gli italiani, sono pronto a farmi da parte ed anche ad espatriare, se necessario, per evitare ulteriori imbarazzi.
E’ bene però che siano gli italiani stessi a dire cosa pensano al riguardo perché ho la netta sensazione che le affermazioni di Casini, seppur provenienti dalla terza carica dello Stato, non corrispondono al comune sentire della gente o dei cittadini.
Faccio subito una premessa: nell’UDC, di cui Casini è leader indiscusso, attualmente militano e ne sono dirigenti un esercito di condannati o rinviati a giudizio per reati gravi.
A puro titolo esemplificativo ricordo:
il Presidente della regione Sicilia, Cuffaro (rinviato a giudizio per favoreggiamento alla mafia ed altro), il Consigliere Regionale siciliano Borzachelli (anch’egli per favoreggiamento mafioso), Vito Bonsignore (eurodeputato condannato definitivamente per tentata corruzione), il suo “padre politico” Arnaldo Forlani (condannato per illecito finanziamento proprio nell’inchiesta Mani Pulite), Calogero Sodano (senatore, condannato per abuso d’ufficio in cambio di favori elettorali) e così via.
Chiedo allora e vorrei sapere:
- sono una “vergogna” per il Paese i ladri, i corrotti, gli evasori fiscali, i mafiosi o chi – come me – li ha scoperti con l’inchiesta Mani Pulite?
- sono una “vergogna” i politici condannati che vogliono stare in Parlamento (e quei leader di partito che – come Casini – li candidano e ricandidano) o coloro che – come me – denunciano da sempre questa anomalia tutta e solo italiana?
Ecco, caro Beppe, vorrei sapere da te e dai tuoi amici del blog cosa ne pensate al riguardo in modo da potermi regolare per il futuro.
Sono raggiungibile sul mio blog www.antoniodipietro.com
Grazie di cuore!”
Antonio Di Pietro
Postato da: alfredo | 06.02.06 10:39 |
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“Caro Beppe,
il Presidente della Camera dei deputati, On. Casini, ha fatto sapere ieri, tramite i tg nazionali che “Antonio Di Pietro è una vergogna per la magistratura e per la politica” alludendo al fatto che io, da magistrato, ho svolto l’inchiesta Mani Pulite e da politico continuo a denunciare l’inopportunità e l’assurdità che vengano continuamente candidate e mandate in Parlamento persone condannate ed inquisite (anche del suo partito, UDC).
Se davvero io sono una vergogna per gli italiani, sono pronto a farmi da parte ed anche ad espatriare, se necessario, per evitare ulteriori imbarazzi.
E’ bene però che siano gli italiani stessi a dire cosa pensano al riguardo perché ho la netta sensazione che le affermazioni di Casini, seppur provenienti dalla terza carica dello Stato, non corrispondono al comune sentire della gente o dei cittadini.
Faccio subito una premessa: nell’UDC, di cui Casini è leader indiscusso, attualmente militano e ne sono dirigenti un esercito di condannati o rinviati a giudizio per reati gravi.
A puro titolo esemplificativo ricordo:
il Presidente della regione Sicilia, Cuffaro (rinviato a giudizio per favoreggiamento alla mafia ed altro), il Consigliere Regionale siciliano Borzachelli (anch’egli per favoreggiamento mafioso), Vito Bonsignore (eurodeputato condannato definitivamente per tentata corruzione), il suo “padre politico” Arnaldo Forlani (condannato per illecito finanziamento proprio nell’inchiesta Mani Pulite), Calogero Sodano (senatore, condannato per abuso d’ufficio in cambio di favori elettorali) e così via.
Chiedo allora e vorrei sapere:
- sono una “vergogna” per il Paese i ladri, i corrotti, gli evasori fiscali, i mafiosi o chi – come me – li ha scoperti con l’inchiesta Mani Pulite?
- sono una “vergogna” i politici condannati che vogliono stare in Parlamento (e quei leader di partito che – come Casini – li candidano e ricandidano) o coloro che – come me – denunciano da sempre questa anomalia tutta e solo italiana?
Ecco, caro Beppe, vorrei sapere da te e dai tuoi amici del blog cosa ne pensate al riguardo in modo da potermi regolare per il futuro.
Sono raggiungibile sul mio blog www.antoniodipietro.com
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Antonio Di Pietro
Postato da: alfredo | 06.02.06 10:38 |
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On.le Di Pietro, ieri nel leggere le affermazioni di Casini (e che casini!) contro la Sua persona, ho provato indignazione e mortificazione. Non credevo che anche una delle massime cariche dello Stato, prendesse parte di questo gioco. Però capisco, ma non giustifico, perché anch’egli sicuramente, deve fare il gioco del Padre-Padrone. Che vergogna! Eppure credevo fosse una persona perbene. La inviterei a pubblicare o evidenziare i nominativi degli inquisiti appartenenti al partito di Casini. Poi sarebbe opportuno evidenziargli se, la vergogna dell’Italia è Lui oppure l’On.le Di Pietro. Penso che sia il caso di mandare a casa anche Casini, che con la Sua aria sorniona e da falso Cattolico, spesso si richiama ai principi della Chiesa, non merita alcuna considerazione. Oltretutto ci dobbiamo capacitare, sono tutti vittima del sistema consolidatosi: ….Io sono il Padre-Padrone e voi eseguite gli ordini. Parlo dell’uomo che si fa prendere dall’ira dell’onnipotenza, che ci rappresenta ai massimi vertici..
Solidarietà all’Avvocato di Napoli e alla Sua famiglia che avendo dato la Sua disponibilità a IDV ha subito un attentato. Siamo con Lei On.le DI Pietro, penso che ognuno di noi farà la sua parte perché ci sentiamo responsabili e autori del bene del nostro futuro.
Ecco l’elenco di parlamentari inquisiti e/o condannati. Si richiede di ricercare tutti i nominativi che hanno avuto e che hanno a che fare con l’On.le Casini, direttamente ed indirettamente (vedi: dc, ccd, udc, e chi più ne ha più ne metta!). Ciò semplicemente per smentire con i fatti l’on.le Casini.
Alfredo.
LE CONDANNE DI SILVIO Il nostro bravo Presidente del Consiglio "La forza dei fatti", ecco lo slogan del nostro amato Presidente Berlusconi per strappare qualche voto che ingrassi i magri sondaggi elettorali di Forza Italia di questi tempi.e allora vediamoli questi fatti:1) Bugie sulla loggia P2 (falsa testimonianza)La corte d'appello di Venezia, nel 1990, dichiara Berlusconi colpevole di aver giurato il falso davanti al Tribunale di Verona a proposito della sua iscrizione alla P2(reato coperto da amnistia nel 1989)2) Tangenti alla Guardia di Finanza (corruzione)1° grado: condanna a 2 anni e 9 mesi per tutte e 4 le tangenti contestateAppello: prescrizione per 3 tangenti (grazie alle attenuanti generiche), assoluzione con formula dubitativa per la quarta. nella motivazione si legge: "Il giudizio di colpevolezza dell'imputato (Berlusconi) poggia su molteplici elementi indiziari, certi, univoci, precisi e concordanti, per ciò dotati di rilevante forza persuasiva, tali da assumere valenza probatoria"Cassazone: assoluzione3) All Iberian 1 (finanziamento illecito ai partiti)1° grado. condanna a 2 anni e 4 mesi per i 21 MILIARDI versati estero su estero, tramite il conto All Iberian, a Bettino Craxiappello: prescrizione, tra le motivazioni della sentenza:"per nessuno degli imputati emerge daglia atti evidenza dell'innocenza"Cassazione: prescrizione confermata, tra le motivazioni della sentenza: "le operazioni societarie e finanziarie prodromiche ai finanziamenti estero sue estero dal conto intestato alla All Iberian al conto di transito nothern Holding (Craxi) furono realizzati in Italia dai vertici del gruppo Fininvest spa, con rilevante concorso di Berlusconi quale proprietario e presidente (...) Non emerge negli atti processuali l'estraneità dell'imputato".4) All Iberian 2 (falso in bilancio)Processo sospeso in attesa che si conosca se le nuove norme in materia di reati societari approvate dal governo Berlusconi si siano legittime (deciderà l'Alta Corte di giustizia europea e la Corte costituzionale italiana. In pratica Berlusconi si è fatto la legge per scagionarsi, bisogna vedere però se gli alti organi saranno d'accordo...5) Medusa Cinema (falso in bilancio)1° grado: condanna a 1 anno e 4 mesi (10 MILIARDI di fondi neri che, grazie alla compravendita, vengono accantonati su una serie di libretti al portatore di Silvio Berlusconi)Appello: assoluzione con formula dubitativa. Secondo il collegio Berlusconi è così ricco che potrebbe anche non essersi reso conto di come, nel corso della compravendita, il suo collaboratore Carlo Bernasconi (condannato) gli abbia versato 10 MILIARDI di lire in nero.Cassazione: sentenza d'appello confermata6)Terreni di Macherio (appropriazione indebita, frode fiscale, falso in bilancio)1° grado: assoluzione dall'appropriazione indebita e dalla frode fiscale (4, 4 MILIARDI pagati in nero), prescrizione per i falsi in bilancio di due società ai quali "indubbiamente ha concorso Berlusconi"Appello: confermata l'assoluzione dalle prime due accuse. Assoluzione anche per uno dei due reati di falso in bilancio, per il secondo è intervenuta l'amnistia.Cassazone: in corso.7) Caso Lentini (falso in bilancio)1°grado: reato prescritto per la legge su falso in bilancio (10 MILIARDI versati in nero al Torino Calcio per l'acquisto del giocatore Luigi Lentini)Appello: in corso8) Consolidato gruppo Fininvest (falso in bilancio)Il gip Fabio Paparella ha dichiarato prescritti, sulla base della nuova legge sul faso in bilancio, i 1500 MILIARDI (!) di presunti fondi neri accantonati dal gruppo Berlusconi su 64 società off-shore della galassia All Iberian (comparto B della Fininvest).Il pm Francesco Greco ha però presentato ricorso in Cassazione9) Lodo Mondadori (corruzione giudiziaria)1° grado: concessione delle attenuanti generiche ("Berlusconi è diventato Presidente del Consiglio"), ma condanna a Cesare PrevitiAppello e Cassazione: prescrizione10) Sme-Ariosto (falso in bilancio)Reato stralciato in seguito all'entrata in vigore delle nuove norme sul diritto societario, (Berlusconi avrebbe versato denaro ad alcuni giudici...). Il processo è fermo in attesa che l'Alta Corte di giustizia europea si pronunci, dato che queste nuove norme in vigore potrebbero essere in contrasto con quelle comunitarie. Ma anche in caso di risposta positiva per i giudici, resterà bloccato per il lodo Schifani. Come del resto tutti gli altri procedimenti ancora in corso a carico di Silvio Berlusconi.11) Diritti televisivi (falso in bilancio e frode fiscale)Indagini preliminari in corso alla Procura di Milano a carico di numerosi manager del gruppo, più il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri e il titolare Silvio Berlusconi, il quale - secondo l'ipotesi accusatoria - avrebbe continuato anche dopo l'ingresso in politica nel '94 ad esercitare di fatto il ruolo di dominus dell'azienda. Oggetto dell'indagine: una serie di operazioni finanziarie di acquisto di diritti cinematografici e televisivi da major americone, con vorticosi passaggi fra una società estera e l'altra del gruppo Berlusconi, con il risultato di far lievitare artificiosamente il prezzo dei beni compravenduti e beneficiare di sconti fiscali previsti dalla legge Tremonti, approvata dal primo governo dello stesso Berlusconi. Il presunto falso in bilancio è valutato intorno ai 180 milioni di Euro (circa 350 MILIARDI)12) Telecinco (violazione delle leggi antitrusti e frode fiscale in Spagna)Il giudice anticorruzione di Madrid Baltasàr Garzòn Real, dopo aver chiesto nel 2001 al governo italiano di processare Berlusconi o, in alternativa, di privarlo dell'immunità in modo di poterlo giudicare in Spagna, non ha ancora ricevuto risposta. berlusconi in Spagna è accusato - insieme a Marcello dell'Utri (pregiudicato) e altri dirigenti Fininvest - di aver posseduto, grazie a vari prestanomi e operazioni finanziarie illecite, il controllo pressoché totalitario dell'emittente Telecinco, in violazione dell'antitrust spagnola.13) Mafia (concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco)Indagini archiviate a Palermo su richiesta della Procura per scadenza termini massimi concessi per indagare.14) Bombe del 1992 e del 1993 (concorso in strage)Le inchieste delle procure di firenze e Caltanissetta sui presunti "mandanti a volto coperto" delle stragi 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993 (Milano, Firenze, Roma) sono state archiviate per scadenza dei termini d'indagine. A firenze, il 14 novembre 1998, il gip Giuseppe Soresina ha però rilevato come Berlusconi e Dell'Utri abbiano "intrattenuto rapporti non meramente episodici con i soggetti criminali cui è riferibile il programma stragista realizzato". Cioè con il clan corleonese che da 20 anni guida Cosa Nostra, con centinaia di omicidi e una mezza dozzina di stragi. Il gip aggiunge: "Esiste un'obbiettiva convergenza degli interessi pubblici di Cosa Nostra rispetto ad alcune qualificate linee programmatiche della nuova formazione (forza Italia): articolo 41 bis, legislazione sui collaboratori di giustizia, recupero del garantismo processuale..."Su questa ultima parte dedicheremo un approfondimento in futuro perché è particolare.Ecco i fatti di Berlusconi, vi ricordo che prescrizione non significa essere innocenti, anzi si è colpevoli solo che c'è una sorta di perdono perché i reati sono accaduti molto tempo prima.
Gli eletti condannati, riciclati, candeggiati, arrestati.
Piccole e grandi storie ignobili da Repubblica delle banane.
Il catalogo è in ordine alfabetico.
1- Andreotti, Giulio
Senatore a vita, nominato dal presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Politico democristiano, sette volte presidente del Consiglio. Ventisette volte messo in stato d'accusa dal Parlamento, sempre salvato (anche grazie al Partito comunista). Processato a Palermo con l'accusa di essere stato il massimo referente politico dell'organizzazione mafiosa siciliana Cosa nostra. Assolto con una formula dubitativa che corrisponde all'insufficienza di prove del vecchio codice, è in attesa della sentenza d'appello. La stessa sentenza di primo grado, però, pur assolvendolo sottolinea che Andreotti ha più volte mentito al Tribunale e aveva stretti rapporti politici con i referenti siciliani di Cosa nostra, Salvo Lima e i cugini Salvo.
Nel novembre 2002 è condannato, in appello, a 24 anni di carcere come mandante dell'omicidio del giornalista Mino Pecorelli, che era a conoscenza di imbarazzanti segreti di Andreotti: i soldi ottenuti nella vicenda Italcasse, il memoriale di Aldo Moro...
La sentenza e' annullata dalla Cassazione nel 2003.
2- Arnoldi Gianantonio
Deputato della Repubblica. Eletto nel collegio di Treviglio. È stato assistente dell'allora ministro-asfaltatore Giovanni Prandini (Dc) per poi assumere l'incarico di segretario di Forza Italia a Bergamo. Secondo le accuse della procura di quella città, però, avrebbe falsificato le tessere del suo partito per aumentarne il numero. Arnoldi, inoltre, è accusato di aver falsificato alcune firme per la presentazione del Ps di Gianni De Michelis, travasandole da quelle raccolte per Forza Italia. Ma i capi d'accusa più pesanti nei suoi confronti arrivano dalla procura di Milano: falso in bilancio e bancarotta, nell'ambito di un'inchiesta (tuttora in corso) che ha individuato una serie di società cessate, liquidate, svanite nel nulla o trasferite alla titolarità di prestanome extracomunitari. Curiosità: Arnoldi ha avuto guai con la giustizia anche in Ghana, dove durante un viaggio d'affari è stato arrestato con l'accusa di spionaggio, risultata poi infondata.
3- Berlusconi, Silvio
Deputato della Repubblica. Eletto a Milano. Fondatore di Forza Italia. Presidente del Consiglio dei ministri nel 1994 e nel 2001. Il suo nome di compare nelle liste della loggia massonica segreta P2: fascicolo 625, numero di tessera 1816, data di iniziazione 26 gennaio 1978. In un'audizione alla commissione parlamentare sulla P2, Berlusconi ammette di essersi iscritto alla P2 all'inizio del 1978 su invito di Gelli. Conferma la sua iscrizione alla loggia al processo P2, nel novembre 1993. Nel settembre 1988, invece, in un processo per diffamazione da lui intentato contro alcuni giornalisti, Berlusconi dichiara:"Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo che è di poco anteriore allo scandalo". Per questa dichiarazione Berlusconi viene denunciato per falsa testimonianza. Il processo per falsa testimonianza si conclude nel 1990: Berlusconi viene dichiarato colpevole, ma il reato è estinto per intervenuta amnistia.
o Berlusconi fu indagato già dal 1983, nell'ambito di un'inchiesta su droga e riciclaggio: la Guardia di finanza aveva posto sotto controllo i suoi telefoni e scritto nel suo rapporto: "È stato segnalato che il noto Silvio Berlusconi finanzierebbe un intenso traffico di stupefacenti dalla Sicilia, sia in Francia che in altre regioni italiane. Il predetto sarebbe al centro di grosse speculazioni edilizie e opererebbe sulla Costa Smeralda avvalendosi di società di comodo...".
L'indagine non accertò nulla di penalmente rilevante e nel 1991 fu archiviata.
o Berlusconi è accusato di aver pagato tangenti a ufficiali della Guardia di finanza, per ammorbidire i controlli fiscali su quattro delle sue società. In primo grado è condannato a 2 anni e 9 mesi per tutte e quattro le tangenti contestate, senza attenuanti generiche. In appello, la Corte concede le attenuanti generiche: così scatta la prescrizione per tre tangenti. Per la quarta (Telepiù), l'assoluzione è concessa con formula dubitativa, secondo il comma 2 art. 530 cpp. La Cassazione, nell'ottobre 2001, conferma le condanne per i coimputati di Berlusconi Berruti, Sciascia, Nanocchio e Capone (dunque le tangenti sono state pagate), ma assolve Berlusconi per non aver commesso il fatto, seppur richiamando l'insufficienza di prove.
o Per 21 miliardi di finanziamenti illeciti a Bettino Craxi, passati attraverso la società estera All Iberian, in primo grado è condannato a 2 anni e 4 mesi.
In appello, a causa dei tempi lunghi del processo scatta la prescrizione del reato. La Cassazione conferma.
Berlusconi è rinviato a giudizio per aver falsificato i bilanci Fininvest (processo All Iberian 2). Il dibattimento, dopo molte lungaggini e schermaglie procedurali, è in corso presso il Tribunale di Milano. Ma intanto Berlusconi ha cambiato la legge sul falso in bilancio e quindi forse la farà franca.
o La Procura della Repubblica di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio di Berlusconi (anche sulla base di una voluminosa consulenza fornita dalla Kpmg) per la rete di società estere del gruppo Fininvest (Fininvest Group B) che, secondo l'accusa, hanno finanziato operazioni "riservate" (cioè illegali) con un giro di oltre 1.000 miliardi di fondi neri. Ma intanto Berlusconi ha cambiato la legge sul falso in bilancio e quindi forse la farà franca.
o Berlusconi è stato rinviato a giudizio per aver deciso il versamento in nero di 6 miliardi dalle casse del Milan a quelle del Torino calcio, per l'acquisto del calciatore Gianfranco Lentini. Il dibattimento è in corso presso il Tribunale di Milano.
o Berlusconi è accusato di comportamenti illeciti nelle operazioni d'acquisto della società Medusa cinematografica, per non aver messo a bilancio 10 miliardi. In primo grado è condannato a 1 anno e 4 mesi per falso in bilancio. In appello, la Corte gli ha riconosciuto le attenuanti generiche: è così scattata la prescrizione del reato.
o Berlusconi è accusato di varie irregolarità fiscali nell'acquisto dei terreni intorno alla sua villa di Macherio. In primo grado è per alcuni reati assolto, per altri scatta la amnistia. In appello è confermata la sentenza di primo grado.
o Berlusconi è accusato di aver pagato i giudici di Roma per ottenere una decisione a suo favore nel Lodo Mondadori, che doveva decidere la proprietà della casa editrice. Il giudice dell'udienza preliminare Rosario Lupo ha deciso l'archiviazione del caso, con formula dubitativa. La Procura ha fatto ricorso alla Corte d'appello, che nel giugno 2001 ha deciso: per Berlusconi scatta la prescrizione, perché per lui è ipotizzabile il reato di corruzione semplice, e non quello di concorso in corruzione in atti giudiziari. Concesse le attenuanti generiche, il reato duque è prescritto, poiché risale al 1991 e la prescrizione, con le attenuanti genriche, scatta dopo 5 anni. Il giudice ha disposto che restino sotto processo i suoi coimputati Cesare Previti, Giovanni Acampora, Attilio Pacifico e Vittorio Metta.
o Berlusconi è accusato di aver corrotto i giudici durante le operazioni per l'acquisto della Sme. Rinviato a giudizio insieme a Cesare Previti e Renato Squillante. Il processo di primo grado è in corso presso il Tribunale di Milano.
o Berlusconi era accusato di aver indotto la Rai, da presidente del Consiglio, a concordare con la Fininvest i tetti pubblicitari, per ammorbidire la concorrenza. La Procura di Roma, non avendo raccolto prove a sufficienza per il reato di concussione, ha chiesto l'archiviazione, accolta dal Giudice dell'udienza preliminare.
o Berlusconi era accusato di aver pagato tangenti a dirigenti e funzionari del ministero delle Finanze per ridurre l'Iva dal 19 al 4 per cento sulle pay tv e per ottenere rimborsi di favore. La Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione, accolta dal Giudice dell'udienza preliminare.
o Le procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze, indagano da molti anni sui "mandanti a volto coperto" delle stragi del 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993 (a Firenze, Roma e Milano). Le indagini preliminari sull'eventuale ruolo che Berlusconi e Marcello Dell'Utri possono avere avuto in quelle vicende sono state formalmente chiuse con archiviazioni o richieste di archiviazioni. Continuano però indagini per concorso in strage contro ignoti.
o Berlusconi, Dell'Utri e altri manager Fininvest, responsabili in Spagna dell'emittente Telecinco, sono accusati di frode fiscale per 100 miliardi e violazione della legge antitrust spagnola.
Sono ora in attesa di giudizio su richiesta del giudice istruttore anticorruzione di Madrid, Baltasar Garzon Real. Il presidente del Consiglio della Repubblica italiana avrebbe potuto avere problemi a fare visite di Stato in Spagna, con il rischio di essere arrestato... Il giudice Garzon ha allora deciso di sospendere il processo finché Berlusconi è primo ministro.
4- Berruti, Massimo Maria
Deputato della Repubblica. Eletto nel proporzionale, nelle liste di Forza Italia. Da ufficiale della Guardia di finanza, nel 1979 ebbe la sorte di interrogare un giovane imprenditore emergente di nome Silvio Berlusconi, a proposito della confusa situazione proprietaria e finanziaria della sua società Edilnord. Berlusconi rispose che della Edilnord era soltanto un "semplice consulente". Berruti, nel suo rapporto conclusivo, prese per buona la versione di Berlusconi, permettendo così l'archiviazione dell'accertamento valutario che ipotizzava la dipendenza della Edilnord da società estere. Poi si dimise dalla Guardia di finanza e andò a lavorare per Berlusconi. Prima delle dimissioni, però, fece in tempo a essere arrestato con l'accusa di corruzione nell'ambito dell'inchiesta per lo scandalo Icomec, una storia di tangenti che scoppiò prima di Mani pulite (al processo fu assolto). Da consulente Fininvest, invece, è stato di nuovo arrestato, nel 1994, per favoreggiamento a Berlusconi nell'inchiesta sulle tangenti alla Guardia di finanza. Condannato in primo grado (10 mesi) e in appello (8 mesi). Come avvocato del gruppo Fininvest, ha trattato, fra l'altro, l'acquisto del calciatore Gigi Lentini (poi oggetto di un processo). Nel gennaio 1994 Berlusconi gli ha affidato l'organizzazione della campagna elettorale di Forza Italia a Sciacca e nella provincia d'Agrigento. Con buoni risultati, tra i quali il coinvolgimento di Salvatore Bono (cognato del boss dell'Agrigentino Salvatore Di Gangi) e di Salvatore Monteleone, arrestato nel 1993 per concorso in associazione a delinquere di stampo mafioso e diventato, appena uscito dal carcere, referente di Forza Italia a Montevago. Per i suoi servizi, Berruti e stato premiato con un posto in Parlamento già dal 1996.
Con il Berruti avvocato e poi politico, convive il Berruti uomo d'affari: in Sicilia possedeva una societa, la Xacplast, che un rapporto dei carabinieri indicava come partecipata da uomini d'onore delle famiglie mafiose di Sciacca.
Il collaboratore di giustizia Angelo Siino ha parlato anche di un incontro tra Berruti e il boss Nino Gioè.
5-Biondi, Alfredo
Deputato della Repubblica. Eletto in Lombardia, per Forza Italia. Avvocato, ex deputato liberale, ex ministro della Giustizia nel primo governo Berlusconi (quando tentò, invano, di far passare il famoso "decreto salvaladri"). Nel 1998 ha patteggiato la pena di 2 mesi di arresto e 6 milioni di multa per frode fiscale: aveva evaso le tasse su parcelle professionali per quasi 1 miliardo.
6-Bossi, Umberto
Deputato della Lega nord, eletto a Milano. Ministro per le riforme. Ha precedenti penali per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, ai quali somma il vilipendio. Ha detto in pubblici comizi che lui con il tricolore "si pulisce il c...". Ma il leader indiscusso del Carroccio è stato condannato anche per tangenti: 8 mesi al processo per la maxitangente Enimont, per un contributo di 200 milioni regalati da Carlo Sama e incassati dal cassiere Patelli.
7-Brancher, Aldo
Deputato della Repubblica. Eletto in Veneto. È stato il regista del nuovo accordo tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, che ha portato la Casa delle libertà alla vittoria elettorale del 2001. Era prete paolino e manager pubblicitario di Famiglia cristiana. Don Aldo, giovane e brillante, era il braccio destro del mitico don Emilio Mammana, che aprì il primo ufficio pubblicità di Famiglia cristiana a Milano, facendo uscire il settimanale dall'ambiente provinciale di Alba e dalle sacrestie. Grazie a don Mammana, Famiglia cristiana divenne uno dei settimanali italiani più venduti e più ricchi di pubblicità. Accanto a don Mammana c'era sempre lui, don Aldo, pretino giovane e spregiudicato, guardato con un po' d'apprensione dalle segretarie, per via dei suoi modi, non proprio da prete fedele al voto di castità. I soldi che faceva girare erano tanti e il ragazzo era svelto. Forse troppo. Tanto che don Zega, allora direttore di Famiglia cristiana, arrivò ai ferri corti con don Aldo. Sarà per questo, o per una donna che era entrata stabilmente nella sua vita, ma comunque Brancher lasciò i paolini, cambiò vita, abbandonò il sacerdozio. Ma non la pubblicità: divenne collaboratore di Fedele Confalonieri e manager di Publitalia, la concessionaria di pubblicità della Fininvest. "Don Aldo sta facendo carriera", dicevano di lui i suoi vecchi colleghi di Famiglia cristiana. La carriera sembrò interrompersi nel 1993, quando fu arrestato da Antonio Di Pietro per tangenti (300 milioni al ministro della Sanità Francesco De Lorenzo, per la pubblicità contro l'Aids assegnata dal ministero alle reti Fininvest). È subito ribattezzato "il Greganti della Fininvest" perché in cella non aprì bocca, non raccontò i segreti delle tangenti Fininvest. Condannato (in appello) a 2 anni e 8 mesi per falso in bilancio e violazione della legge sul finanaziamento ai partiti. Per la sua fedeltà aziendale fu premiato: divenne responsabile di Forza Italia nel Nord e poi, nel 2001, candidato alla Camera in Veneto, eletto senza problemi e subito nominato da Berlusconi sottosegretario alle Riforme e alla devoluzione. Lavora accanto al neo-ministro Umberto Bossi, che ha convinto ad abbandonare i toni anti-Berlusconi per allearsi nel 2001 con Forza Italia.
8-Briguglio, Carmelo
Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia, nella quota proporzionale, sotto il simbolo di An. È indagato per il business della formazione professionale: gli inquirenti sospettano che durante il suo incarico di assessore regionale al Lavoro abbia favorito enti di formazione della sua provincia.
9- Cantoni, Giampiero
Senatore della Repubblica. Eletto per la Casa delle libertà in Lombardia. Banchiere, fu presidente della Bnl.
È stato inquisito per corruzione e altri reati. Se l'è cavata con alcuni patteggiamenti.
10-Carra, Enzo
Deputato della Repubblica. Eletto nel proporzionale, nella lista della Margherita in Campania. Oggi è capo della segreteria politica dell'Udeur, dopo essere stato portavoce della Dc durante la segreteria di Arnaldo Forlani. Pregiudicato: condannato a 1 anno e 4 mesi per falsa testimonianza. Arrestato durante Mani pulite, la sua fotografia in manette divenne un'immagine-simbolo di Tangentopoli.
11-Cicchitto, Fabrizio
Deputato della Repubblica. Eletto per Forza Italia nel collegio di Corsico (Milano). Il suo nome compare nelle liste della loggia massonica P2: fascicolo 945, numero di tessera 2232, data di iniziazione 12 dicembre 1980. All'epoca della scoperta degli elenchi Cicchitto era deputato e membro della direzione del Psi. È uno dei pochi ad aver ammesso di aver sottoscritto la domanda di adesione.
12-Colucci, Francesco
Deputato della Repubblica. Eletto a Milano. È stato condannato a un anno di reclusione per voto di scambio nel dicembre 1994. Poi è arrivata la condanna in appello, il rinvio in Cassazione e l'assoluzione nel nuovo appello. Ora l'ex deputato socialista Francesco Colucci, riconvertito a Forza Italia, è tornato in pista con la Casa delle libertà, che lo ha fatto eleggere in un collegio sicuro: quello milanese di Baggio, dove, ironia della sorte, si è scontrato con un apripista di Mani pulite: Pierluigi Mantini, candidato dell'Ulivo, l'avvocato che per primo denunciò un certo Mario Chiesa, non ancora mariuolo. Nel marzo 1992 a Colucci fu sequestrato un archivio informatico con migliaia di nomi accanto ai quali erano segnati i favori concessi: dalle assunzioni nel settore pubblico ai ricoveri in ospedale. Al processo, l'avvocato Domenico Contestabile (oggi senatore di Forza Italia) lo difese affermando che la raccomandazione non è reato. Alla fine Colucci fu assolto. Il giudice non ritenne sufficientemente provato il collegamento tra i favori concessi e i voti ottenuti. Ora si ricomincia.
12-Comincioli, Romano
Senatore della Repubblica. Eletto nel collegio di Lodi per la Casa delle libertà. Compagno di scuola e poi manager e prestanome di Berlusconi, era in contatto con Gaspare Gambino, imprenditore siciliano vicino a Pippo Calò, il cosiddetto cassiere romano di Cosa nostra. Attraverso Comincioli, la Fininvest realizzò affari con il faccendiere sardo Flavio Carboni. Cambiali con girata di Comincioli passarono a uomini della Banda della Magliana per poi finire nelle mani di Pippo Calò. Per i suoi rapporti con Cosa nostra e banda della Magliana è stato imputato a Roma (e poi assolto). Accusato per bancarotta fraudolenta, è stato latitante per alcune settimane. Poi imputato nel processo per le false fatture di Publitalia.
13-D'Alì, Antonio
Senatore della Repubblica. Eletto a Trapani. Di Forza Italia.
Sottosegretario all'Interno nel secondo governo Berlusconi.
Già vicepresidente della commissione Finanze, per un breve periodo è stato il responsabile economico di Forza Italia. La famiglia D'Alì Stati è una delle più potenti, facoltose e riverite del Trapanese. Le immense tenute agricole, le saline tra Trapani e Marsala, le molte proprietà e (fino al 1991) la quota di controllo della Banca Sicula costituivano l'impero governato con autorità da Antonio D'Alì senior, classe 1919, che fu direttamente amministratore delegato della banca di famiglia fino al 1983, anno in cui fu coinvolto nello scandalo P2 (il suo nome era nelle liste di Gelli) e preferì passare la mano al nipote Antonio junior, che poi nel 1994 aderì a Forza Italia e fu premiato con un bel seggio al Senato. La Banca Sicula era uno dei più importanti istituti di credito siciliani per numero di sportelli e per mezzi amministrati. All'inizio degli anni Novanta la banca trapanese, già corteggiata anche dall'Ambroveneto di Giovanni Bazoli, fu acquistata e incorporata dalla Banca Commerciale Italiana, alla ricerca di un partner per superare la sua storica debolezza in Sicilia. In seguito all'operazione, Giacomo D'Alì, professore associato di Fisica, figlio di Antonio senior e cugino di Antonio junior il senatore, è entrato a far parte del consiglio d'amministrazione della Banca Commerciale. La Banca Sicula, prima di rigenerarsi dietro le rispettabilissime insegne della Commerciale, era stata oggetto di un allarmato rapporto di un commissario di polizia, Calogero Germanà, che poi, trasferito a Mazara, aveva subito un attentato da parte di Leoluca Bagarella in persona e oggi è dirigente della Dia (la superpolizia antimafia) a Roma. Il rapporto ipotizzava che l'istituto di credito fosse uno strumento di riciclaggio di Cosa nostra. E sottolineava il fatto che come presidente del collegio dei sindaci della banca fosse stato chiamato Giuseppe Provenzano (il futuro deputato di Forza Italia e presidente della Regione Sicilia), già commercialista della famiglia Provenzano (l'altra, quella dell'attuale numero uno di Cosa nostra). Il rapporto non ebbe però alcun seguito. Prima dell'incorporazione, la Banca Sicula aveva realizzato un aumento di capitale di 30 miliardi. Niki Vendola, allora vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia, nel 1998, in un rapporto inviato alla Vigilanza della Banca d'Italia, chiese: da dove erano arrivati quei soldi? Chi aveva finanziato la ricapitalizzazione?
La risposta della famiglia D'Alì: tutto regolare; l'aumento di capitale della Banca Sicula è stato finanziato da Efibanca, "contro pegno di un rilevante pacchetto azionario", senza ingresso di nuovi soci; il finanziamento è stato poi "integralmente estinto con il ricavato della successiva vendita delle azioni alla Comit, che provvide a versare direttamente all'Efibanca le somme di competenza".
La famiglia D'Alì ha avuto come campieri alcuni membri delle famiglie mafiose dei Messina Denaro. Francesco Messina Denaro, il vecchio capomafia di Trapani, fu per una vita fattore dei D'Alì, prima di passare la mano - come boss e come "fattore" - al figlio Matteo Messina Denaro, classe 1962, che dopo essere stato uno degli alleati più fedeli di Totò Riina ai tempi dell'attacco stragista allo Stato è oggi considerato il boss emergente di Cosa nostra, forse il nuovo capo della mafia siciliana, all'ombra del vecchio Bernardo Provenzano. A riprova dei rapporti tra la famiglia D'Alì e il boss, l'allora vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia Nichi Vendola nel 1998 esibì i documenti che provano il pagamento a Matteo Messina Denaro, ufficialmente agricoltore, di 4 milioni ricevuti nel 1991 dall'Inps come indennità di disoccupazione. A pagargli i contributi era Pietro D'Alì, fratello di Antonio il senatore e di un Giacomo D'Alì che, negli anni Settanta, era stato attivista di un gruppo neofascista siciliano.
Anche il fratello di Matteo Messina Denaro, Salvatore, ha lavorato per i D'Alì: è stato funzionario della Banca Sicula e poi, nel 1991, è passato alla Commerciale. Peccato che nel 1998 sia stato arrestato per mafia.
C'è un'altra vicenda in cui le strade dei D'Alì si incrociano con quelle dei boss di Cosa nostra. Francesco Geraci, notissimo gioielliere di Castelvetrano, gran fornitore di preziosi alla famiglia di Totò Riina, dopo essere stato arrestato con l'accusa di essere uno dei prestanome di Riina, ha raccontato: "Nel 1992 Matteo Messina Denaro mi ha chiesto di acquistare dai D'Alì un terreno per 300 milioni da regalare a Riina". Si tratta della tenuta di Contrada Zangara, a Castelvetrano. I firmatari del contratto sono Francesco Geraci il gioielliere e Antonio D'Alì il futuro senatore. "Io sono intervenuto solo al momento della firma", racconta Geraci. "Dopo la stipula andai spesso alla Banca Sicula e mi feci restituire i 300 milioni". Quel terreno, poi, nel 1997 è stato confiscato in quanto considerato parte dei beni di Riina.
I D'Alì hanno sempre ribattuto su tutto. Francesco Messina Denaro, dicono, fu assunto dal nonno di Antonio junior, l'ingegner Giacomo D'Alì, classe 1888, quando "si era ben lontani dall'evidenziarsi di fenomeni che rivelassero la instaurazione di un'economia criminale". Matteo Messina Denaro era "alle dipendenze come salariato agricolo", "fino a quando non si scoprì chi fosse". Il passaggio della tenuta di Zangara dai D'Alì a Riina è "una vicenda svoltasi all'insaputa del venditore".
Gli impegni di senatore a Roma non lo distolgono dall'attività a Trapani: con Francesco Canino (Cdu) e Massimo Grillo (Ccd) costituisce il triumvirato informale che decide la politica della città. Anzi, ne è l'uomo emergente, mentre gli altri due hanno dovuto negli ultimi anni accusare dei colpi. È questo triumvirato che nel maggio 1998 raggiunge l'accordo per candidare a sindaco di Trapani Nino Laudicina. Pochi giorni dopo l'elezione, Canino (uno dei politici più bersagliati dalle critiche di Mauro Rostagno) viene arrestato per concorso nell'associazione mafiosa che avrebbe monopolizzato gli affari e spartito gli appalti del Comune di Trapani. Poi, nell'ottobre 2000, tocca all'assessore Vito Conticello, arrestato mentre intasca una tangente. Era entrato in giunta solo otto mesi prima, spinto da D'Alì, che subito dopo l'arresto lo difende: "Conosco la capacità lavorativa dell'assessore Conticello e la sua correttezza; mi auguro, pertanto, che il risultato dell'azione investigativa al più presto riveli una diversa valutazione dei fatti". Salvatore Cusenza, della segreteria regionale dei Democratici di sinistra, insieme ai politici dell'opposizione denuncia il partito degli affari e chiede chiarezza. D'Alì ribatte: "Colgono ogni occasione per criminalizzare gli avversari, con tentativi di sciacallaggio politico di stampo bolscevico". Il 24 aprile di quest'anno è il turno del sindaco Laudicina, arrestato per corruzione con altre sette persone. Perfino il vescovo di Trapani grida: "È arrivata l'ora di reagire. No allo strapotere, è ora di svegliarci!". D'Alì dichiara: "Nessuno può arrogarsi il diritto di giudizi sommari, né di strumentalizzazioni".
Da oggi comunque Antonio D'Alì, un tempo oggetto di indagini di polizia, alla polizia darà ordini.
14-Degennaro, Giuseppe
Senatore della Repubblica, Casa delle libertà. È il patron di imprese come Baricentro e Barialto, oltre che il capofila della società che gestisce l¹interporto di Bari. È stato condannato a 16 mesi per voto di scambio: secondo i giudici avrebbe pagato per ottenere una contropartita di circa 2.000 voti di preferenza. Il partner dello scambio, però, sarebbe stato il pericoloso clan mafioso locale dei Capriati.
15-Dell'Utri, Marcello
Senatore della Repubblica. Eletto nel collegio più chic di Milano. È, tecnicamente, un "pregiudicato". È stato infatti condannato a Torino per false fatture e frode fiscale continuata. Sentenza definitiva, stabilita dalla Cassazione: 2 anni e 3 mesi di carcere. Ma non eseguita, perché i suoi avvocati sono riusciti a tirare in lungo e a congelarla davanti alla Corte costituzionale. Dell'Utri è poi sotto processo anche per altre faccende: a Milano per corruzione e a Madrid per le irregolarità nella gestione di Telecinco. A Palermo è sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa. Tutto questo non ha impedito a Silvio Berlusconi di candidarlo al Senato, nel collegio più centrale di Milano. Marcello lo ha confessato in tv: "Mi candido per legittima difesa".
16-Del Pennino, Antonio
Senatore della Repubblica. Eletto nel collegio di Milano-Niguarda-Sesto per la Casa delle libertà. È tra i repubblicani che con Giorgio La Malfa sono passati con Berlusconi. In passato è stato vicesegretario nazionale del Pri e più volte parlamentare. Una testimone racconta che a fine anni Settanta Del Pennino era tra i frequentatori delle bische clandestine gestite a Milano da Angelo Epaminonda. Lì era chiamato "Del Pennazzo". Il 13 maggio 1992, agli albori di Mani pulite, quando era deputato del Pri e capogruppo repubblicano alla Camera, è stato raggiunto da un'informazione di garanzia. L' ipotesi di reato: ricettazione, per aver ricevuto denaro provento di tangenti. Nel 1993 la Camera ha respinto la richiesta di autorizzazione a procedere per violazione delle norme sul finanziamento pubblico dei partiti: i magistrati di Milano l'avevano richiesta per contributi in denaro che Del Pennino avrebbe ricevuto da fondi neri costituiti presso l' Associazione industriale lombarda (Assolombarda). A luglio 1994 Ha patteggiato una pena di 2 mesi e 20 giorni (convertita nella sanzione di 4 milioni) nel processo per le tangenti Enimont. A ottobre 1994 altro patteggiamento: di una pena di 1 anno, 8 mesi e 20 giorni per tangenti relative alla Metropolitana milanese. Il 25 gennaio 2000 la settima sezione penale del tribunale di Milano lo ha prosciolto nel processo per le tangenti Atm, per le forniture di autobus all azienda dei trasporti milanese (in precedenza, lo stesso tribunale aveva respinto una sua richiesta di patteggiamento, perché la pena concordata con il pubblico ministero non era stata ritenuta congrua rispetto alla gravità dei fatti contestati). Alla fine del 2000 Antonio Del Pennino è rientrato nel Pri, giusto in tempo per partecipare al "ribaltino" che ha portato il glorioso partito ad allearsi con Berlusconi.
17-Del Turco, Ottaviano
Senatore della Repubblica. Eletto in Abruzzo, con il recupero proporzionale, nella lista del Girasole. Del Turco fa parte del partito socialista di Enrico Boselli, alleato con il centrosinistra. È stato dirigente sindacale, vicesegretario generale della Cgil. Poi, dopo il crollo di Bettino Craxi accusato di tangenti, nel 1993 è stato eletto segretario del Psi. È stato ministro nel secondo governo Amato. Il costruttore Vincenzo Lodigiani, arrestato per tangenti nel 1993, ha dichiarato di aver dato soldi anche a Del Turco, quando era dirigente sindacale.
18-De Rigo, Walter
Senatore della Repubblica, Casa delle libertà. Importante imprenditore bellunese del settore degli occhiali, è stato processato per avere nei primi anni Novanta utilizzato in maniera illecita finanziamenti dell¹Unione Europea. Se l¹è cavata con una condanna patteggiata.
19-Drago, Giuseppe
Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia, a Modica. Notabile ed ex vicepresidente nazionale del Ccd, 45 anni, ex presidente della Regione siciliana (tra il 1998 e il 1999), è indagato per una vicenda che riguarda proprio il periodo in cui era alla guida del governo regionale: avrebbe omesso di presentare il rendiconto dei soldi da lui spesi (200 milioni l'anno). Si è difeso dicendo che il rendiconto per le spese del capo del governo siciliano non era necessario, trattandosi di "fondi riservati". In realtà, nessuna norma regionale prevede questa prassi di spesa, seguita anche dal predecessore di Drago, Giuseppe Provenzano, di Forza Italia, anch'egli inquisito per gli stessi motivi.
20-Fiori, Publio
Deputato della Repubblica. Eletto in un collegio di Roma. Il suo nome compare negli elenchi della loggia massonica segreta P2: fascicolo 646, numero di tessera 1878, data di iniziazione 10 ottobre 1978. Fiori, all'epoca deputato democristiano, ha smentito di essere iscritto. Oggi è membro di An.
21-Firrarello, Giuseppe
Senatore della Repubblica, Forza Italia. Ex democristiano, andreottiano, dell¹area catanese, è stato accusato di tangenti per l¹appalto dell¹ospedale del capoluogo etneo. Nel 1999 la procura chiese anche di poterlo arrestare, ma il Senato negò l'autorizzazione a procedere. Erano circolate trascrizioni di intercettazioni telefoniche che lo accusavano pesantemente, ma ora non ve n'è più traccia: sparite. In una videocassetta, invece, è ancora possibile vedere e sentire il mafioso Enrico Incognito urlare: "Firrarello, anche tu mi hai abbandonato".
22-Floresta, Ilario
Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia, nel collegio di Giarre. È nato a Desio, in Lombardia, ma fa l'imprenditore in Sicilia, nel settore della telefonia, ben introdotto nei subappalti della telefonia di Stato (quando c'era). Nel 1994 "scese in campo" sotto le bandiere di Forza Italia, fu eletto alla Camera nel collegio di Giarre e divenne sottosegretario al Bilancio nel governo Berlusconi. Gli investigatori della Dia (la Direzione investigativa antimafia) lo misero sotto osservazione perché Gioacchino La Barbera, uno dei mafiosi responsabili della strage di Giovanni Falcone, nei giorni precedenti e seguenti la strage aveva comunicato anche con cellulari intestati a un'azienda di Floresta. Questioni di lavoro, spiegò La Barbera. Uscito pulito da questa storia palermitana, Floresta entrò in una vicenda catanese: un collaboratore di giustizia, Giuseppe Scavo, raccontò di aver visto Floresta negli uffici dell'autoparco di Sebastiano Sciuto, uomo d'onore calabrese del clan Ercolano, poi arrestato in seguito all'operazione Orsa Maggiore. Le affermazioni di Scavo sono rimaste però senza conferme e riscontri, così la procura ha chiesto l'archiviazione del caso
23-Forte, Michele
Senatore della Repubblica, Ccd. Ex democristiano ed ex sindaco di Formia. Nel 1992 è stato accusato di aver creato una società sportiva per ottenere finanziamenti che, secondo i magistrati, in realtà sarebbero stati la contropartita di licenze edilizie concesse illecitamente. Per questo è stato anche arrestato. Un imprenditore lo ha poi accusato di aver chiesto 300 milioni, riparazioni gratuite in casa sua e l'assunzione di alcune persone nell¹azienda. Per questa vicenda Forte è ancora in attesa di giudizio.
24-Frau, Aventino
Senatore della Repubblica. Eletto in Veneto, nel collegio di Verona città. Ex parlamentare democristiano, oggi fa parte di Forza Italia. Il suo nome compare negli elenchi della loggia massonica P2: fascicolo 533, numero di tessera 1705, data di iniziazione 1 gennaio 1977.
Frau ha ammesso di aver conosciuto Licio Gelli, ma ha smentito la sua iscrizione alla P2.
25-Frigerio, Gianstefano
Deputato della Repubblica. Eletto in Puglia. Un nome, una garanzia. Già, ma qual è il nome? Nel collegio dove Silvio Berlusconi l'ha candidato, in Puglia, è Carlo Frigerio, com'era scritto sui manifesti. A Milano, dove da decenni fa politica, è Gianstefano. Eppure è sempre lui: come segretario regionale della Dc in Lombardia (e cassiere occulto del partito) ha incassato decine di tangenti, è stato arrestato tre volte tra il 1992 e il 1993, è stato coinvolto in molti processi. È accusato di aver accettato mazzette per le discariche lombarde, per il depuratore di Monza, per gli appalti alle Ferrovie Nord. Alcune tangenti le ha ammesse, pur minimizzando il proprio ruolo. Ha confessato, per esempio, di aver ricevuto 150 milioni da Paolo Berlusconi, in cambio dei permessi alla Fininvest per gestire la discarica di Cerro Maggiore.
Ha accumulato tre condanne definitive: 1,4 anni per finanziamento illecito ai partiti, 1,7 per finanziamenti illeciti e ricettazione, 3,9 per corruzione e concussione. Ciò nonostante, dopo aver lasciato la Dc si è inventato una nuova vita come consigliere personale di Silvio Berlusconi e influente membro di Forza Italia, di cui dirige il centro studi. Mentre i giudici dell'esecuzione stavano esaminando le sentenze definitive che pesano su di lui per decidere il cumulo della pena da scontare, Gianstefano scompare e ricompare, in Puglia, Carlo: lì si è conquistato un bel seggio in Parlamento. Il 31 maggio, primo giorno di riunione della nuova Camera dei deputati, Frigerio, è stato arrestato. Dovrà scontare una pena di 6 anni e cinque mesi.
26-Gentile, Antonio
Senatore della Repubblica, Forza Italia. Secondo l¹ex segretario del Psi Giacomo Mancini, Gentile, durante la campagna elettorale del 1992 era scortato da "un nutrito stuolo di personaggi molto noti alla giustizia". Secondo alcuni collaboratori di giustizia gli era stato garantito dalla ¹ndrangheta l¹appoggio elettorale. Lo hanno votato ed è così entrato a palazzo Madama.
27-Gianni, Giuseppe
Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia, nel collegio di Augusta. Giuseppe, detto Pippo, è esponente del Cdu. Ha 53 anni, è medico di Solarino ed ex sindaco di Priolo. Deputato regionale dal 1991 al 1996 per la Dc, è poi transitato nell'Udeur di Clemente Mastella ed è stato anche componente della commissione Sanità. Nel 1998 è stato arrestato e poi condannato a tre anni (tribunale di Siracusa, primo grado) per una mazzetta di 25 milioni per l'appalto di lavori nella pineta cittadina. Il leader del Cdu Rocco Buttiglione lo aveva definito "un prezioso capitale per la sua città, per la regione e per l'intero partito". Dopo la condanna lo ha nominato coordinatore regionale del Cdu siciliano.
28-Giudice, Gaspare
Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia. Forzista doc. Nel 1998, quando era vicecoordinatore per la Sicilia di Forza Italia, la procura di Palermo chiese il suo arresto per complicità con la mafia. Silvio Berlusconi commentò: "Essendo Giudice vicecoordinatore di Forza Italia in Sicilia e avendo avuto quindi rapporti con l'onorevole Gianfranco Micciché, non si può neppure immaginare alcun alone di dubbio intorno a lui, perché altrimenti non avrebbe potuto avere quell'incarico". Secondo l'accusa, Giudice era al diretto servizio della cosca mafiosa di Caccamo, i cui uomini si vantavano di averlo fatto eleggere e gli telefonavano fin dentro il palazzo di Montecitorio per ricordargli la sua dipendenza e per ordinargli che cosa doveva fare: "Gasparino, guarda che siamo stati noialtri a metterti lì", gli ripetevano. Gli elementi raccolti dall'accusa erano tali da far escludere alla giunta parlamentare per le autorizzazioni a procedere che ci fosse fumus persecutionis nei confronti del parlamentare. Perfino il "supergarantista" Filippo Mancuso, in giunta, non aveva avuto nulla da eccepire contro la richiesta dei magistrati. Eppure la Camera dei deputati il 16 luglio 1998 bocciò (303 voti a 210, con 13 astenuti) la richiesta d'arresto. Non solo, i deputati sottrassero al giudice elementi di prova: impedirono (287 voti a 239, con 3 astenuti) l'utilizzo processuale dei tabulati Telecom, quelli da cui erano documentati i rapporti e la dipendenza di Giudice dagli uomini delle cosche.
29- Grillo, Luigi
Senatore della Repubblica. Eletto in Liguria, nel collegio di Chiavari. Ex democristiano, nel 1994 sedeva in Parlamento tra i banchi del centrosinistra, ma saltò (nomen omen) nel centrodestra, permettendo a Silvio Berlusconi di avere la maggioranza per formare il suo primo governo (e avendo in premio una poltrona di sottosegretario alla presidenza del Consiglio). Nel 2001 è stato rieletto per Forza Italia. Appena messo piede in Senato, il primo giorno d'attività di Palazzo Madama, ha ricevuto un invito a comparire spedito dalla procura di Milano: per una vicenda che risale a quando Grillo era sottosegretario di un governo di centrosinistra e permise l'affidamento di una consulenza miliardaria per uno studio sull'Alta velocità ferroviaria in Liguria. L'ipotesi di reato su cui la procura di Milano indaga è truffa aggravata.
30-Jannuzzi, Lino
Senatore della Repubblica. Giornalista, dopo essersi occupato negli anni Sessanta e Settanta di golpe e servizi segreti, è passato a occuparsi soprattutto di magistrati. Si è fatto notare insultando, quando era in vita, Giovanni Falcone, che poi ha glorificato da morto, per contrapporlo ai magistrati vivi, di Milano e Palermo, sempre da criticare. Nel 1991 infatti, mentre era in discussione la nomina di Falcone a capo della Procura nazionale antimafia e di Gianni De Gennaro a capo della Dia, Jannuzzi scrive sul Giornale di Napoli un articolo intitolato "Cosa nostra uno e due" in cui di Falcone e De Gennaro dice: "È una coppia la cui strategia, passati i primi momenti di ubriacatura per il pentitismo ed i maxi-processi, è approdata al più completo fallimento: sono Falcone e De Gennaro i maggiori responsabili della dèbacle dello Stato di fronte alla mafia... L¹affare comincia a diventare pericoloso per noi tutti... dovremo guardarci da due Cosa nostra, quella che ha la Cupola a Palermo e quella che sta per insediarsi a Roma... Sarà prudente tenere a portata di mano il passaporto" ( 29 ottobre 1991). Dal boss di Cosa nostra Pippo Calò ha ricevuto 5 milioni per pubblicare un libro che poi non ha mai scritto. È pluriquerelato per una serie infinita di diffamazioni nei confronti di magistrati e uomini per bene. Ora cominciano ad arrivare le condanne definitive. Però niente carcere, per il giornalista viveur, che prima scappa a Parigi, poi ottiene una inedita immunità parlamentare assoluta, garantita dal presidente del Senato Marcello Pera: "Il senatore Jannuzzi gode dei privilegi e delle immunità discendenti dagli incarichi ricoperti nelle istituzioni europee. Ne deriva che in tutti gli Stati membri del Consiglio d'Europa e dell'Unione europea il senatore Jannuzzi gode di un'immunità assoluta dalla giurisdizione".
31-La Malfa, Giorgio
Deputato della Repubblica. Ex segretario del Pri ai tempi della "prima repubblica", ha portato il suo partito ad aderire alla Casa delle libertà. Come tanti altri segretari di partito degli anni di Tangentopoli, è stato condannato a 6 mesi per aver percepito finanziamenti illeciti, provenienti dalla maxitangente Enimont.
32-Lo Porto, Guido
Deputato della Repubblica. Eletto a Palermo (quota proporzionale). Oggi è un esponente di An e parlamentare della Casa delle libertà. Tanti anni fa, il 24 ottobre 1969, quando aveva 32 anni, fu fermato vicino a Palermo dai carabinieri insieme a quattro camerati (tra cui Pierluigi Concutelli, capo militare dell'organizzazione neofascista Ordine nuovo). Nella sua automobile fu trovata una quantità considerevole di armi da guerra avvolte in carta da giornale. Concutelli fu condannato a 2 anni, Lo Porto a 16 mesi. Lo Porto è stato poi indagato (senza conseguenze penali) per rapporti con ambienti mafiosi.
33-Lupi, Maurizio
Deputato della Repubblica. Eletto in Lombardia, nel collegio di Merate. Esponente di Comunione e liberazione, vicino alla Compagnia delle opere. E' stato candidato dopo essere stato coinvolto nell'inchiesta giudiziaria sulla cascina San Bernardo di Milano. Da assessore al Comune di Milano, insieme al collega Antonio Verro, aveva fatto approvare una concessione per far diventare la cascina un centro polivalente con finalità sociali. Poi, con un repentino cambio di marcia, la cascina era stata trasformata in una struttura sanitaria privata da 20 posti, naturalmente affidata agli amici della Compagnia delle opere. Subito dopo l'elezione alla Camera, come prevedibile, è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio per truffa e falso.
34-Maceratini, Giulio
Parlamentare della Repubblica. Come militante delle organizzazioni neofasciste italiane, negli anni Sessanta e Settanta ha avuto un ruolo importante nella strategia della tensione. Dirigente dapprima, a partire dal 1960, di un gruppo neonazista e antisemita chiamato Gioventù mediterranea, in stretta relazione con il gruppo Avanguardia nazionale giovanile di Delle Chiaie, Maceratini è poi diventato dirigente di Ordine nuovo, l'organizzazione di Pino Rauti. Quando le due organizzazioni eversive di Delle Chiaie e Rauti si riuniscono nel Fronte nazionale, in vista del golpe di Junio Valerio Borghese del 1970, Giulio Maceratini è nominato da Borghese dirigente giovanile del Fronte. Due anni prima, nel 1968, era tra i giovani che parteciparono a un famoso viaggio "di studio" nella Grecia dei colonnelli. Maceratini fu poi, secondo una testimonianza al processo di piazza Fontana, uno dei responsabili dei campi paramilitari neofascisti in Italia. Intervistato da Paolo Biondani sul Corriere della sera nel dicembre 2002, il neofascista Martino Siciliano ha dichiarato: "Ho sentito con le mie orecchie Rauti e Maceratini spiegare che dovevamo passare all'eliminazione fisica degli avversari politici".
35-Maroni, Roberto
Deputato della Repubblica. Eletto nel collegio di Varese. Leghista, ex ministro dell'Interno nel primo governo Berlusconi. È coinvolto in tre inchieste giudiziarie. Per gli scontri con la polizia, inviata a perquisire la sede della Lega a Milano, è stato condannato in primo grado a 8 mesi per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Come capo delle "camicie verdi", è indagato dalla procura di Verona per reati come attentato contro l'integrità dello Stato. Infine, la procura di Roma lo vuole processare per favoreggiamento di una presunta compravendita di voti.
Candidato al ministero della Giustizia nel governo Berlusconi, ha dovuto farsi da parte, tra le polemiche. Ma è comunque diventato ministro al Welfare.
36-Martino, Antonio
Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia, al proporzionale, nelle liste di Forza Italia. Il suo nome compare nelle liste della loggia massonica P2, scoperte nel 1981: aveva presentato la domanda d'iscrizione, poi non perfezionata. Martino ha sempre negato, ma nei documenti P2 c'è una domanda d'iscrizione da lui stesso firmata, con data 6 luglio 1980, e la testimonianza del "fratello" presentatore, il collaboratore di Licio Gelli Giuseppe Donato. È ministro alla Difesa.
37-Martuscello, Antonio
Deputato della Repubblica, Forza Italia Secondo le indagini dell¹ufficiale dei carabinieri Giuseppe De Donno, che per mesi ha lavorato sotto copertura tra le imprese candidate ad aggiudicarsi gli appalti dei treni ad alta velocità in Campania, era uno dei collettori delle tangenti da destinare ai politici.
38-Mauro, Giovanni
Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia, a Ragusa. Esponente di Forza Italia. Quando era presidente della Provincia di Ragusa, nell'agosto 1998, fu arrestato con alcuni suoi collaboratori con l'accusa di corruzione: avrebbe ricevuto denaro da sei professionisti che volevano ottenere incarichi per lo studio e lo sviluppo di progetti ambientali (come la bonifica delle discariche e il piano territoriale provinciale) finanziati dall'Unione europea. Al momento dell'arresto, il coordinatore regionale di Forza Italia Gianfranco Micciché denunciò l'inizio di "una campagna d'agosto" contro il suo partito e lo definì "uno dei più stimati amministratori siciliani". Il capo d'imputazione era pesante: "associazione per delinquere finalizzata ad atti di corruzione". In attesa che si concluda il processo a suo carico, è entrato in Parlamento. Subito dopo, nel giugno 2001, è stato condannato in primo grado a 1 anno e 2 mesi.
39-Mormino, Nino
Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia, per Forza Italia, dopo che per volere di Silvio Berlusconi era stato candidato nel collegio di Cefalù. Avvocato, per molti anni è stato presidente della Camera penale (l'organismo che riunisce gli avvocati) di Palermo, dopo aver retto la Camera penale di Termini Imerese. Tra i suoi assistiti vi sono boss di rango di Cosa nostra, come i membri della famiglia Madonia; e anche il collega avvocato Francesco Musotto, processato (e poi assolto) con l'accusa di aver ospitato nella sua villa il capomafia Leoluca Bagarella. Anche Mormino, insieme ad altri due penalisti, è finito sotto inchiesta per contatti con gli ambienti mafiosi, sulla scorta delle dichiarazioni di cinque collaboratori di giustizia. Ma nel maggio 1996 la procura di Palermo ha chiuso l'indagine contro di lui, non avendo trovato elementi sufficienti a dimostrare che i contatti non fossero di natura esclusivamente professionale.
40-Nespoli, Vincenzo
Deputato della Repubblica, Alleanza nazionale. Ex presidente del consiglio comunale di Afragola, eletto parlamentare in Campania. È stato rinviato a giudizio per le pressioni che, insieme ad altri, avrebbe esercitato nei confronti di una società che gestisce un centro commerciale: la loro richiesta sarebbe stata quella di circa 250 assunzioni, in cambio dei permessi necessari alla società per le sue attività. Esemplare la sua difesa: "Normale attività politica, tesa a creare posti di lavoro". Nel 1999 fu comunque costretto a dimettersi da presidente del consiglio comunale di Afragola. In tempo per essere portato dal suo schieramento a Roma, in Parlamento.
41-Nicolosi, Nicolò
Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia, a Termini Imerese, per la Casa delle libertà. Ha 59 anni e una lunga esperienza all'Assemblea regionale siciliana. Ex democristiano, lascia alle spalle una contrastata esperienza di assessore regionale alle Finanze, nella quale tentò di coprire parte del buco di bilancio con una tassa sul metano Snam che attraversa il territorio siciliano. Fu coinvolto nel processo per le assunzioni pilotate alla Forestale di Palermo, assieme ad altri 35 imputati.
Fu anche inquisito e arrestato per voto di scambio.
Assolto dal tribunale di termini Imerese, gli è stato riconosciuto un risarcimento di 250 milioni per ingiusta detenzione.
42-Pisanu, Giuseppe
Deputato della Repubblica. Eletto nel proporzionale, nelle liste di Forza Italia. Ex democristiano, è stato per anni deputato dc e sottosegretario al Tesoro e alla Difesa nei governi del pentapartito. Nel secondo governo Berlusconi è finalmente ministro: di un nuovo dicastero che si chiama "Attuazione del programma di governo": una sorta di musiliana "Azione Parallela".
Nell'estate 1981, Pisanu, sardo e amico di Armando Corona (che poi diventerà Gran Maestro della massoneria) conosce in Sardegna il banchiere Roberto Calvi (tessera P2 numero 1624). L'uomo che fa incontrare Calvi e Pisanu è Flavio Carboni, faccendiere sardo che era in contatto con un imprenditore milanese che voleva fare affari in Sardegna: Silvio Berlusconi (tessera P2 numero 1816). Pisanu è il padrino politico di Carboni, che presenta come un "interlocutore valido per le forze politiche richiamantesi alla stessa aspirazione, cioè quella cattolica". Dichiara Pisanu al magistrato titolare dell'indagine su Calvi e il suo Banco Ambrosiano: "Il Carboni si diceva congiuntamente interessato alle televisioni private in Sardegna: ciò in un'ottica di inserimento nella regione del circuito televisivo Canale 5, facente capo al signor Silvio Berlusconi di Milano. Il Carboni mi spiegò che il Berlusconi aveva interesse a espandere Canale 5 alla Sardegna, talché lo stesso Carboni si stava interessando per rilevare a tal fine la più importante rete televisiva sarda, Videolina. Sempre riferendosi all'oggetto delle sue attività, il Carboni mi disse di essere in affari con il signor Berlusconi non solo con riferimento all'attività televisiva, ma anche con riguardo a un grosso progetto edilizio di tipo turistico denominato "Olbia 2". Fin dall'inizio ritenni di seguire gli sviluppi delle varie attività di Carboni, trattandosi di un sardo che intendeva operare in Sardegna e che peraltro mostrava di avere vari interessi e vari contatti con persone qualificate" (Testimonianza Pisanu al pm Dell'Osso)
Poi Carboni ebbe vari guai giudiziari. Girò assegni del Banco Ambrosiano agli usurai della Banda della Magliana. Subì arresti e condanne. Ma almeno fino alla primavera 1982 restò in stretto contatto con Giuseppe Pisanu che, mentre era sottosegretario al Tesoro, si interessò attivamente della vicenda Calvi-Ambrosiano. Nei mesi frenetici che precedono la scoperta della bancarotta dell'Ambrosiano e la fuga all'estero di Calvi, Pisanu incontra Calvi per quattro volte, sempre accompagnato da Carboni. L'ultimo appuntamento avviene il 22 maggio 1982, quando Pisanu vola a Milano sull'aereo di Carboni. Poi, il 6 giugno, il sottosegretario risponde in Parlamento ad alcune interrogazioni sulla situazione della banca di Calvi, dopo che erano ormai filtrate voci sulla drammatica crisi finanziaria che stava attraversando. Pisanu risponde tranquillizzando: la situazione è normale; il sottosegretario non accenna minimamente alla gravissima situazione debitoria in cui versa il Banco Andino, controllato dall'Ambrosiano.
Alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulla P2, dichiarerà Angelo Rizzoli: "A proposito dell'Andino, Calvi disse a me e a Tassan Din che il discorso dell'onorevole Pisanu in Parlamento l'aveva fatto fare lui. Qualcuno mi ha detto che per quel discorso Pisanu aveva preso 800 milioni da Flavio Carboni". Dopo lo scandalo P2 e il crac Ambrosiano, nel gennaio 1983 Pisanu è indotto a dimettersi da sottosegretario al Tesoro. "A causa di fatti incontrovertibili", secondo una dichiarazione del deputato radicale Massimo Teodori al Corriere della sera: "I rapporti strettissimi e continuativi fra Pisanu e Carboni; i rapporti di Pisanu con Calvi tramite Carboni; i rapporti di Pisanu con Calvi e Carboni per la sistemazione del Corriere della sera; i rapporti di Pisanu con Calvi e Carboni quando, sottosegretario al Tesoro, il ministro prendeva importanti decisioni sull'Ambrosiano" (Corriere della sera, 22 gennaio 1983).
Il 18 luglio 1982 Calvi fu trovato impiccato sotto un ponte di Londra. Pisanu, dopo le sue dimissioni, scomparve per molto tempo dalla scena. Ricompare nel 1994, quando torna in Parlamento e diventa vicecapogruppo dei deputati di Forza Italia: lasciata la Dc, si è schierato con il partito di Berlusconi, ex socio d'affari del suo protetto Carboni. E Berlusconi, nel 2001, pur di dargli una poltrona da ministro, inventa il curioso dicastero dell'"Attuazione del programma". Accanto, alle riunioni di governo, avrà il più feroce dei suoi accusatori, ai tempi della vicenda Calvi: Mirko Tremaglia.
43-Previti, Cesare
Deputato della Repubblica. Eletto a Roma. Avvocato personale di Silvio Berlusconi, ha ereditato l'incarico professionale dal padre, che aiutò il giovane Silvio a fondare la Fininvest, in un turbine di strane società svizzere e di anonime fiduciarie. È dunque uno dei consulenti che conoscono i segreti delle origini di Berlusconi. Nato a Reggio Calabria 67 anni anni fa, crebbe professionalmente nello studio del padre, a Roma. Pur non avendo mai rinnegato le sue origini politiche neofasciste, nel 1994 Berlusconi gli chiese di "scendere in campo" con Forza Italia e lui accettò un posto al Senato prima e un ministero poi. Oggi è imputato nel processo "toghe sporche", per aver corrotto i giudici di Roma perché emettessero sentenze favorevoli a Silvio Berlusconi e alla Fininvest. Cesare Previti ha rischiato (come Amedeo Matacena e Gianni De Michelis) di non trovare posto nelle liste di Forza Italia. Per lui però il Cavaliere alla fine ha fatto un'eccezione, piazzandolo nel posto sicuro di capolista di Forza Italia nel proporzionale in Calabria, oltre che nel collegio uninominale di Roma Tomba di Nerone.
44-Salini, Rocco
Senatore della Repubblica. Eletto per la Casa delle libertà in Abruzzo, nel collegio di Teramo. Presidente democristiano della giunta regionale abruzzese nei primi anni Novanta, fu arrestato (con l'intera giunta) nell'ambito di un'indagine giudiziaria sui finanziamenti europei alla Regione. L'accusa: aver falsificato la graduatoria per l'assegnazione dei fondi. Patteggiò una condanna a 1 anno e 4 mesi. Poi, nel 1999, fu rieletto consigliere regionale, nelle liste di Forza Italia (fu il candidato che ottenne il maggior numero di voti nella regione Abruzzo, oltre 12 mila). Divenne vicepresidente della giunta e assessore alla Sanità. Ma Salini, in quanto condannato, era ineleggibile al Consiglio regionale e su questo sta infatti decidendo il tribunale amministrativo regionale dell'Aquila, che potrebbe anche decretare lo scioglimento dell'assemblea, rendendo quindi necessarie nuove elezioni. Ineleggibile alla Regione, Salini si è presentato al Senato, nel 2001, ed è stato eletto.
45-Selva, Gustavo
Deputato della Repubblica. Eletto nel collegio di Treviso. Ex democristiano, oggi è esponente di An. Il suo nome compare negli elenchi della loggia massonica P2: fascicolo 623, numero di tessera 1814, data di iniziazione 26 gennaio 1978. All'epoca, Selva era direttore del Gr2 Rai. Ha smentito di essere iscritto alla loggia. Sospeso dalla Rai dal Consiglio d'amministrazione, ha presentato ricorso al pretore del lavoro, che però lo ha respinto.
46-Scajola, Claudio
Deputato della Repubblica. Eletto in Liguria. Classe 1948, di Imperia, democristiano nato in una famiglia democristiana. Il padre Ferdinando, dirigente Inps, fu segretario della Dc locale e sindaco d'Imperia fin dal 1952. Due anni dopo dovette dimettersi, perché travolto da uno scandalo: il cognato aveva ottenuto il posto di primario chirurgico nell'ospedale locale e si malignava che fosse stato aiutato dal potente sindaco democristiano. Erano altri tempi, bastava niente per costringere alle dimissioni. Ma la politica restò una malattia di famiglia. Il testimone passò dapprima al figlio maggiore, Alessandro, che divenne anch'egli sindaco d'Imperia nel 1972, poi ancora nel 1977, e nel 1979 fu eletto in Parlamento. Claudio era il più piccolo dei tre figli del notabile dc. Ma venne anche il suo momento. Aveva respirato aria democristiana fin dalla culla: sua madrina di battesimo era stata Maria Romana De Gasperi, figlia del grande capo della Dc. Già negli anni del liceo e poi dell'università si era impegnato nel movimento giovanile democristiano. Non è un teorico, ma un amministratore, un organizzatore: diventa presidente dell'ospedale Novaro, poi dell'Unità sanitaria locale; è anche segretario provinciale della Dc. Nel 1982, a 34 anni, diventa sindaco d'Imperia, come il padre Ferdinando, come il fratello Alessandro. È una festa, in famiglia. Peccato che un anno dopo esploda lo scandalo dei casinò. È il primo grande intreccio tra politica e affari in cui compare, nel nord del Paese, lo zampino della mafia. La storia è complessa e ancora oggi non svelata in tutte le sue pieghe, ma è semplice nella sua essenza: si era saldato un triangolo, tra imprenditori che puntavano a gestire le case da gioco, politici che concedevano gli appalti per la gestione, ma volevano qualcosa in cambio, e mafiosi che attorno ai casinò ronzano da sempre e che hanno ottimi argomenti, finanziari e non solo, per arrivare al controllo del business. Nella notte di giovedì11 novembre 1983 polizia, carabinieri e guardia di finanza circondano e perquisiscono a tappeto i casinò di Sanremo, Campione d'Italia, Saint Vincent e Venezia. Gli arrestati sono una quarantina. Il "blitz di San Martino", come verrà chiamato, convolge imprenditori, politici e boss mafiosi, e azzera due gruppi dirigenti locali, gli amministratori pubblici del Comune di Sanremo e della Valle d'Aosta. Che cosa era successo, nei mesi precedenti? In Liguria si erano affrontati due gruppi, che puntavano a conquistare la gestione del casinò di Sanremo. Da una parte Michele Merlo, titolare della società Sit, che aveva stretto accordi con i democristiani Osvaldo Vento, sindaco di Sanremo, e Manfredo Manfredi, parlamentare d'Imperia. Dall'altra il conte Giorgio Borletti, ultimo rampollo della famiglia che a Milano aveva fondato la Rinascente, che era tornato dal Kenya, aveva fondato la società Flower's paradise e per battere Merlo e conquistare il casinò si era rivolto ai socialisti milanesi Antonio Natali e Cesare Bensi. Per vincere, sia Merlo, sia Borletti avevano messo mano al portafoglio. Erano state pagate o programmate tangenti per 4 miliardi ("parte a Roma": ma di questo non si è mai appurato niente). Dietro ciascuna delle due cordate, poi, si muovevano, nell'ombra, altri personaggi: il finanziatore di Merlo, per esempio, era Ilario Legnaro, uomo legato ai clan catanesi di Nitto Santapaola e a Gaetano Corallo, che aveva già messo le mani sul casinò di Campione; quanto a Borletti, si era affidato a Lello Liguori, il re dei night, il padrone del Covo di Nord-Est di Santa Margherita, che gli aveva presentato alcuni "amici" come Angiolino Epaminonda detto il Tebano, Salvatore Enea detto Robertino e Giuseppe Bono. Il primo era il principe della "mala" a Milano, gli ultimi due erano i boss delle "famiglie" palermitane al Nord. Bella gara: da una parte la Sit, con democristiani e catanesi, dall'altra la Flower's paradise, con socialisti e palermitani. Con queste formazioni, naturali i ricatti, le minacce, il doppio gioco, i tradimenti... Il sindaco Vento, interrogato dai magistrati dopo l'arresto, spiega: nel partito, il metodo delle tangenti è stato accettato non soltanto "per motivi economici, ma anche politici", perché "chi non accettava il piano di corruzione di fatto si isolava", "il dissenso avrebbe significato una vera e propria emarginazione". In questo clima teso e confuso, si arriva alla gara, il 25 marzo 1983. I commissari nominati dai partiti aprono le due buste con le offerte di canone al Comune per la gestione del casinò di Sanremo. La Sit di Merlo offre 21 miliardi, la Flower's paradise di Borletti 18 miliardi e 900 milioni. Destinata a vincere, a suon di tangenti, era la Sit, ma evidentemente qualcuno all'ultimo momento aveva fatto il furbo ed era passato dall'altra parte: la commissione aveva stabilito che l'offerta non poteva superare i 20 miliardi e 980 milioni, così la Sit è sconfitta perché, in questo gioco miliardario, sfora il tetto per 20 miseri milioni... Scoppia il finimondo. Tra i politici è tutto un accusarsi a vicenda. Tra le due imprese invece comincia la guerra delle carte bollate, con ricorsi in Giunta, al Tar, al Coreco, al Tribunale... è in questa baraonda che fa la sua comparsa sulla scena Claudio Scajola, sindaco di Imperia ed esponente autorevole della Dc provinciale. Il 20 maggio 1983 si reca, con il collega di Sanremo Osvaldo Vento, a un incontro segreto con Borletti, a Bourg Saint Pierre, in Svizzera. È Vento, che stava trattando con entrambi i contendenti, a chiedere a Borletti di poterlo incontrare, "in modo riservato", insieme a un altro politico, "in un clima di sospetto e di timore che potesse essere violata la segretezza", scrive il magistrato. Borletti accetta. L'incontro avviene in un ristorante. Dopo il blitz di San Martino, il conte racconterà che "i due politici sostanzialmente gli comunicarono che subito dopo le elezioni avrebbe ottenuto la casa da gioco", ma "ad alcune condizioni": la prima, che "la gestione fosse improntata a criteri di imparzialità nei confronti delle forze politiche e quindi senza etichette socialiste"; la seconda, che "venisse compiuto un "gesto"che potesse controbilanciare l'offerta fatta dal Merlo a favore degli sfrattati" (Merlo aveva offerto al Comune di Sanremo centinaia di milioni per dare un'abitazione ad alcune famiglie restate senza casa); terzo, che venisse pagata una tangente di 50 milioni. Borletti riferisce subito tutto al suo avvocato Pier Giusto Jaeger e ad altre due persone (Lorenzo Acquarone e Sergio Carpinelli). Quando i magistrati di Milano cominciano a indagare sui casinò, Borletti racconta dell'incontro e i tre confermano. Ecco allora che anche Scajola viene arrestato. Nella loro requisitoria, i pubblici ministeri Corrado Carnevali e Marco Maiga scrivono: "Sono stati raccolti elementi sufficienti per giustificare e imporre il rinvio a giudizio dei due prevenuti (cioè Vento e Scajola, ndr). A loro carico vi sono le dichiarazioni precise e dettagliate della parte offesa (Borletti, ndr), inequivoche nella loro portata accusatoria; le stesse dichiarazioni hanno trovato conferma in numerose testimonianze (Lorenzo Acquarone, Sergio Carpinelli, Pier Giusto Jaeger)". E ancora: "Benché l'imputato Scajola abbia recisamente respinto l'addebito, sostenendo che la richiesta oggetto di contestazione non venne mai avanzata nel corso della conversazione, (...) le sostanziali ammissioni sul punto del Vento (...) devono debbono ritenersi determinanti in ordine all'effettiva sussistenza del reato, di cui sono presenti gli elementi costitutivi tutti. La presenza dello Scajola nel particolare contesto, (...) l'avere il Borletti, nelle confidenze effettuate ai testi di cui sopra si è detto, riferito l'indebita richiesta a lui avanzata ad entrambi i pubblici amministratori presenti nell'occorso, devono essere ritenute circostanze sufficienti perché lo stesso Scajola sia chiamato a rispondere del reato a titolo di concorso morale nel medesimo".
Il giudice istruttore Paolo Arbasino, ricevute le richieste del pubblico ministero, non ritiene invece che gli elementi a carico di Scajola siano sufficienti per un rinvio a giudizio e il 31 gennaio 1989 lo proscioglie. Scajola aveva spiegato di essere andato all'incontro con Borletti, ma soltanto per capire la situazione, che era alquanto confusa. Aveva confermato di aver posto il problema della "gestione imparziale"(cioè non filo-socialista) del casinò, ma aveva ribadito di non aver chiesto, né sentito chiedere, alcuna tangente.
Per la cronaca: la guerra per il casinò di Sanremo finisce con un accordo tra le due cordate che prevede il ritiro di Borletti, in cambio di 1 miliardo e 900 milioni subito, più 4 miliardi in seguito, a grosse rate mensili. Il processo per lo scandalo dei casinò termina invece con molte condanne definitive, che confermano nella sostanza l'impianto accusatorio.
E Claudio Scajola? Ritorna subito a fare politica. Torna a sedere sulla poltrona di sindaco nel 1990, sempre sotto le bandiere della sua Dc. Nel 1995 ci riprova, ma intanto la Dc si è dissolta in cento rivoli. Mette in piedi una lista fai-da-te, "Amministrare Imperia", che si scontra con una lista dell'Ulivo e una del Polo. Nella foga della campagna elettorale, degli avversari di Forza Italia e An dice: "Sono soltanto dei fascisti". Vince il centrosinistra. Ma l'anno dopo, nell'aprile 1996, mostra di essersi ricreduto: si candida alla Camera per Forza Italia e viene eletto. Amministratore tenace, organizzatore efficiente, democristiano a 24 carati, si fa subito notare da Silvio Berlusconi, che gli affida un compito impegnativo: costruire il partito. Nominato coordinatore nazionale di Forza Italia, lavora sodo. Trasforma il "partito di plastica" in un partito vero. Come premio, Berlusconi gli affida il più delicato dei ministeri, quello dell'Interno: con Scajola, al Viminale torna un democristiano doc, uno della tempra dei Taviani, Scelba, Restivo... Scajola, per i suoi trascorsi è, effettivamente, un esperto del ramo. A Genova, però, non lo dimostra: responsabile dell'ordine pubblico al G8, sbaglia tutto. Poi lascia senza protezione il consulente ministeriale Marco Biagi. Quando questi viene ucciso dalle Br, Scajola prima scarica le responsabilità sui prefetti, a cui aveva dato ordini di ridurre le scorte; poi dichiara che Biagi, colpevole di chiedere insistentemente di essere protetto, era un "rompicoglioni". Troppo perfino per il panorama politico italiano, anche perché le dichiarazioni di Scajola vengono riportate da due grandi quotidiani, Corriere della sera e Sole 24 ore. Scajola è così costretto alle dimissioni da ministro. Sostituito da uno che a sua volta dieci anni prima era stato costretto a dare le dimissioni da sottosegretario (Pisanu, vedi...). Ma tornerà, vedrete...
47-Sgarbi, Vittorio
Deputato della Repubblica, Forza Italia. Grande difensore di Craxi nel Parlamento del 1992 (allora vi era entrato come deputato liberale), è un pregiudicato per truffa ai danni dello Stato (assenteista, ha preso lo stipendio senza andare a insegnare). È stato indagato per aver avuto rapporti con uomini della 'ndrangheta, quando è stato candidato in Calabria. È un collezionista di querele per diffamazione: suo pezzo forte è dare dell'assassino ai magistrati di Mani pulite, ma sa variare sul tema in modo molto creativo. Cacciato dal governo Berlusconi nel 2002 (era sottosegretario si Beni culturalei) per dissidi con il ministro Urbani.
48-Sodano, Calogero
Senatore della Repubblica. Eletto ad Agrigento. Membro del Ccd, è stato sindaco di Agrigento. Nell'aprile 2001 ha subito una condanna in primo grado a 1 anno e mezzo di reclusione per avere permesso l'abusivismo edilizio in cambio di vantaggi elettorali. Con Sodano sono stati condannati a un anno di reclusione anche alcuni suoi ex assessori. Gli imputati, secondo l'accusa, non avrebbero posto in essere né provvedimenti né iniziative per bloccare l'abusivismo edilizio tra il 1991 e il 1998, non solo nella Valle dei Templi, ma in tutta la città.
49-Squeglia, Pietro
Deputato della Repubblica, Ppi. Ex sindaco di Marcianise, in Campania, politicamente molto vicino a Ciriaco De Mita. È stato arrestato per irregolarità edilizie avenute nel 1986 e processato per altri abusi, sempre nel settore delle costruzioni. Assolto, è stato candidato dall¹Ulivo in Campania.
50-Sudano, Domenico
Senatore della Repubblica, Ccd. Catanese, ex andreottiano, nel 1995, in qualità di presidente di una Usl, è stato condannato per un concorso truccato. Ha patteggiato una pena di un anno e mezzo e ha evitato il carcere, approdando poi in Parlamento.
51-Tomassini, Antonio
Senatore della Repubblica, Forza Italia. Attuale responsabile della Sanità per Forza Italia. È stato condannato per falso, con sentenza definitiva, nel 2000, perché quando era medico a Busto Arsizio aveva contraffatto e poi distrutto un esame clinico di una bambina nata con problemi cerebrali. Una sentenza successiva ha tuttavia negato la responsabilità del medico e ora il senatore Tomassini vuole chiedere la revisione del processo.
52-Urbani, Giuliano
Deputato della Repubblica. Eletto in Lombardia, nel collegio di Vimercate. È un professore, Giuliano Urbani, docente di Scienza politica all'università Bocconi. Nel 1985 è tra i fondatori del circolo Società civile di Milano. Nel 1994 la sua critica della vecchia politica si acquieta nel nuovo partito di Silvio Berlusconi: partecipa addirittura alla formazione di Forza Italia, in cui confluisce la sua Associazione per il Buon Governo. Berlusconi lo premia con una candidatura in Parlamento, in cui entra nel 1994. Subito dopo lo chiama a reggere il ministero della Funzione pubblica. Oggi, nel secondo governo Berlusconi, è ministro dei Beni culturali, un po' infastidito dal protagonismo del suo sottosegretario Vittorio Sgarbi. Parallelamente alla politica, Urbani ha mantenuto una attività professionale: è stato a lungo, per esempio, presidente di Domina, una delle società del finanziere Ernesto Preatoni. Soprannominato "il raider di Garbagnate", Preatoni era stato per anni oggetto di indagini da parte della magistratura italiana e della Consob, l'autorità di controllo della Borsa. Gli innumerevoli procedimenti giudiziari aperti sulle sue attività finanziarie non erano mai riusciti ad approdare a una condanna, ma Preatoni aveva comunque pensato di cambiare aria, trasferendo i suoi affari prima in Islanda e poi in Estonia, diventata, come tutto l'Est europeo dopo la caduta del comunismo, un paradiso per le scorribande finanziarie. La sua holding finanziaria e immobiliare era diventata la Pro Kapital, con sede a Tallin, in Estonia. La società italiana Domina aveva però continuato a controllare le attività turistiche del gruppo, tra cui un noto villaggio a Sharm el-Sheik. Centro dell'impero di Preatoni resta la Peak Mount Corporation, con sede nella inespugnabile (ai giudici) Vaduz. Urbani, stretto collaboratori di Berlusconi, è rimasto presidente della Domina almeno fino a poco tempo fa. "Conosco Urbani da tempo", ha dichiarato Preatoni al Corriere della sera il 9 agosto 2001, "ma di recente ha dato le dimissioni dal suo incarico in Domina". Quanto di recente, onorevole deputato e signor ministro? Ai primi d'agosto era circolata la notizia che la Borsa estone aveva deciso di sospendere dal listino la Pro Kapital: gli affari di Preatoni sono troppo poco trasparenti anche per l'Estonia, ma evidentemente non lo erano per il poco avveduto Urbani.
53-Verdini, Denis
Deputato della Repubblica. Eletto nel proporzionale, a Firenze, nelle liste di Forza Italia. A Firenze lo chiamano il Berlusconi della Toscana. Presidente della banca Credito cooperativo fiorentino, dopo un'ispezione della Banca d'Italia nel suo istituto, è stato indagato per falso in bilancio. È editore del Giornale della Toscana e possiede quote del Foglio di Giuliano Ferrara. Il pubblico ministero di Firenze ha chiesto per Verdini anche un rinvio a giudizio per violenza sessuale: sarebbe saltato addosso, nel suo ufficio, a una signora che andava a chiedergli di ottenere un prestito dalla sua banca.
54-Verro, Antonio
Deputato della Repubblica. Eletto in Lombardia, nel collegio di Cremona. Esponente di Comunione e liberazione, vicino alla Compagnia delle opere. E' stato candidato dopo essere stato coinvolto nell'inchiesta giudiziaria sulla cascina San Bernardo di Milano. Da assessore al Comune di Milano, insieme al collega Maurizio Lupi, aveva fatto approvare una concessione per far diventare la cascina un centro polivalente con finalità sociali. Poi, con un repentino cambio di marcia, la cascina era stata trasformata in una struttura sanitaria privata da 20 posti, naturalmente affidata agli amici della Compagnia delle opere. Subito dopo l'elezione alla Camera, come prevedibile, è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio per truffa e falso.
55-Vito, Alfredo
Deputato della Repubblica. Eletto in Campania. Noto ai bei tempi della Prima Repubblica come "Mister centomila preferenze" della Democrazia cristiana, ora è parlamentare della Casa delle libertà. Ex impiegato dell'Enel, si buttò in politica, nella Dc, con grande impegno. Si dice che nel suo ufficio elettorale riuscisse a ricevere più di 200 persone al giorno. Il soprannome se lo guadagnò con i risultati elettorali conseguiti nel 1985, 1987 e 1992: fu eletto prima al Consiglio regionale della Campania (con 120 mila voti), poi alla Camera dei deputati (con 160 mila voti) e infine di nuovo al Parlamento (con 104 mila preferenze). Poi arrivò Mani pulite: fu indagato, arrestato e processato per tangenti. La Direzione distrettuale antimafia di Napoli chiese al Parlamento l'autorizzazione a procedere contro di lui anche per concorso esterno in associazione a delinquere di tipo mafioso, sospettando suoi rapporti con la Camorra. Alfredo Vito indossò allora il saio del pentimento: "Torno alla mia famiglia; con la politica ho chiuso". Scrisse: "Lascio il mio vecchio partito, la Dc, e invito tutti i parlamentari inquisiti a seguire il mio esempio: fatevi da parte, perché solo così si potrà procedere al rinnovamento dei partiti e della classe politica". Patteggiò una condanna e restituì più di 4 miliardi di lire. Sono stati impiegati per costruire un parco pubblico alla periferia di Napoli, ribattezzato dalla fantasia popolare "Parco Mazzetta". Ma non ha mantenuto la promessa di stare lontano dalla politica: ha riallacciato i contatti di un tempo, ha riaperto un ufficio a Roma ed è tornato alla carica con la Nuova democrazia cristiana (fondata nel 2000 insieme con Flaminio Piccoli). Nel 2001 è stato accolto a braccia aperte nella Casa delle libertà, che lo ha portato in Parlamento.
56-Vizzini, Carlo
Senatore della Repubblica. Eletto in Sicilia. Palermitano, ex segretario del Psdi, cinque volte deputato (la prima a soli 28 anni), tre volte ministro, è stato responsabile tra l'altro del dicastero delle Poste e di quello della Marina. Nel 1993 è rimasto coinvolto nello scandalo Enimont con l'accusa di aver ricevuto un finanziamento illecito di 300 milioni. Condannato in primo grado, in appello strappa una prescrizione. Fu assolto dal Tribunale dei ministri anche dall'accusa di aver ricevuto mazzette mentre era al ministero delle Poste. Giovanni Brusca ha incluso il suo nome nella lista di politici che la mafia voleva far fuori dopo le stragi di Capaci e via D'Amelio. Nel giugno del 1999 Vizzini, amico di Silvio Berlusconi e di Marcello Dell'Utri, è entrato nel Consiglio di presidenza di Forza Italia. Nel 2001 ha vinto il confronto elettorale nel collegio senatoriale di Palermo centro.
Postato da: alfredo | 06.02.06 10:22 |
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appoggio in pieno le motivazioni di di pietro e spero che se passera la sinistra alle prossime elezionei non si farà scappare l'opportunità di liquidare questi personaggi facendo leggi che impediscano di partecipare alla vita pubblica.
Come non è stato fatto da qel bast..... di dalema negli otto anni precedenti la leggislatura berlusconi. daie tonì
Postato da: mondo libero | 06.02.06 09:49 |
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BRAVO,TI HO AMMIRATO DAL MOMENTO IN CUI HAI INIZIATO MANI PULITE, POI HAI FATTO SECONDO ME L'ERRORE DI ENTARRE IN POLITICA E TI HANNO UN PO MESSO IN UN ANGOLO, MA ORA CHE STAI RIPRENDENDO SPAZIO IN TELEVISIONE, CON LE TUE INIZIATIVE TIPO QUESTA DEL TUO SITO (OTTIMO MODOPER COMUNICARE CON GLI ELETTORI E ANCHE CON QUELLI CHE NON TI CONOSCONO) E CON L'AUSILIO DI PERSONE ONESTE STAI RITORNANDO IN ONDA, CREDO PROPRIO CHE MOLTA GENTE VOTERA IL TUO PARTITO, IO PERSONALEMNTE MI SONO STUFATO DI VEDERE IN PARLAMENTO GENTE DISONESTA E CORROTTA, E INVECE DI VOTARE IL NORMALE ALTER EGO DELLA DESTRA, I DS, CHE NON MI PIACCIONE COSI TANTO, VOTERO PER L ITATLIA DI VALORI CHE E IL PARTITO CHE PIU MI RAPPRESENTA.
FORZA DI PIETRO CONTINUA COSI, CON TE L'ITALIA POTRA CAMBIARE IN MEGLIO.
SALUTI
Postato da: STEFANO ROMERIO | 06.02.06 08:19 |
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Caro On. Di Pietro,
ho letto la Sua replica al Presidente della Camera. La condivido in pieno e vorrei aggiungere alcune riflessioni:
Oggi dalla Annunziata Pierferdinando Casini ha dichiarato: “Non ho complessi di subalternità. Non faccio politica guardando nello SPECCHIETTO RETROVISORE. Sono profondamente diverso" (Cfr. Televideo RAI pag. 125).
Mi ci è voluto un po' per capire queste affermazioni, ma poi mi sono ricordato del programma dei Guzzanti in cui Casini faceva l'autista del Presidente del Consiglio, gli lucidava la macchina e le scarpe e nei momenti liberi provava il suo spot elettorale.
Su questo sfondo diventa tutto molto più chiaro. Quindi era tutto vero quello che suggeriva il bravissimo Neri Marcorè: in questi cinque anni sotto la curatela del grande Magnate, nello specchietto retrovisore Casini ha tenuto d’occhio il suo capo, copiandone in segreto gesti e modi. Ora finalmente ha preso la licenza e si sente libero di discorrere come gli pare.
Si può fare? Certo, nella Casa delle libertà!
Certo questo è un risultato un po’ deludente per chi ci viene dipinto come l’uomo che garantì la par condicio e salvò l’Italia dal peggio del Berlusconismo assoluto.
Casini ha reclamato per sé e per il suo partito il merito di aver evitato – ogniqualvolta che Berlusconi avanzava le sue richieste di leggi ad personam – il peggio. Davvero un merito assai curioso e, se proprio volessimo riconoscerlo, allora mi pare che spetterebbe a Follini, che ne ha pagato anche lo scotto.
Comunque, visto che Casini ne va tanto fiero, dovremmo attestargli questa specifica competenza ormai collaudata. Tuttavia, la prossima volta che va a lamentarsi che la Sinistra non ha programma, bisognerebbe chiedergli qualche illuminazione anche sul programma della sua coalizione. Dopo le 50 leggi ad personam in cinque anni, quante altre sono previste nel programma della Casa delle libertà per la prossima legislatura? L’UDC si impegna a correggere anche quelle per salvarci ancora dal peggio? E saranno tutte di nuovo a favore di Berlusconi o è previsto che stavolta anche Fini e Casini avranno diritto a qualche leggina ad personam?
Il signor Freud avrebbe sicuramente del materiale interessante se potesse analizzare le dichiarazioni di questi candidati alla guida del Paese. La frase taumaturgica più ricorrente è “Prodi, Di Pietro, Fassino, Rutelli, la Sinistra … chiunque dovrebbe vergognarsi!” Ormai non ritengono più necessario neanche aggiungere un motivo e a volte nemmeno un soggetto: “Dovrebbero vergognarsi!” Forse stanno parlando alla propria coscienza? Comunque io un motivo lo saprei: la Sinistra dovrebbe veramente vergognarsi per averci consegnato nelle mani di questa banda di svergognati.
Postato da: Peter Weber | 06.02.06 00:33 |
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Caro Di Pietro condivido il Tuo pensiero e spero che Tu possa portare a termine le tue proposte per la prossima legislatura.
Detto questo, Ti invito a far conoscere agli Italiani i nomi dei 24 pregiudicati che siedono in parlamento.
Spero che questo mio desiderio venga esaudito.
Ti chiedo questo perchè Tu, potendo andare in televisione, hai l'occasione di far conoscere questi "24 Ladroni" al resto del''Italia che, credimi, è assetata di notizie non censurate e di verità.
Nicola Cossu
Postato da: Nicola Cossu | 06.02.06 00:21 |
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Caro Sig. Di Pietro, anche io ho letto la sua lettera sul forum di Beppe Grillo, e le scrivo per darle il mio appaggio morale..l'Italia ha bisogno di gente onesta, la gente purtroppo ha la memoria corta, non molli la sua lotta, c'è sempre gente come me che crede nell'onesta. In bocca al lupo e...sè lo SBRANI IL LUPO CA**O!!!
Postato da: Simone Angelico | 05.02.06 23:54 |
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Resistere resistere resistere
Postato da: Tiziano Mancinj | 05.02.06 23:53 |
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Bravissimo Di Pietro, speriamo che tu possa prendere molti voti e poter lavorare.
Gli atteggiamenti di queste facce di bronzo che troviamo davanti agli schermi tutti i giorni sono insopportabili, i ladri non dovrebbero stare in prigione?(prigioni sicuramente migliori, ma questo é un altro discorso).
Cordiali saluti
Leonardo Cairo
Postato da: leonardo cairo | 05.02.06 23:37 |
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Caro sig. Di Pietro,
mi piacerebbe veramente credere che esista qualcuno che abbia raggiunto la sua posizione e che non si sia sporcato le mani. Ho letto il suo intervento sul blog di Grillo e sono quindi venuta a curiosare nel suo.
In un mondo dove occorrerebbero degli esemplari e retti uomini a prendere le decisioni per tutti, mi sembra illusorio avere fiducia in chi occupa posizioni di così grande potere. Già il solo fatto di avere un così grande potere politico-economico come il suo, comporta uno stile di vita che non consente minimamente di immaginare la miriade di grandi e piccoli disagi in cui incorre il cittadino, per difetto di denaro. Chi, come lei, gode di una posizione privilegiata si fa portavoce nostro di qualcosa che non conosce e che quindi non comprende. Mi sembra ingenuo dunque sperare che lei, passando da un ruolo importante e in qualche modo influente nella nostra società, possa averlo scelto per amore della giustizia collettiva con obiettivi diversi da quelli personali come di ogni altro suo collega. La politica che vediamo tramite i mass media è un teatrino squallido ed anch'esso, francamente, un po' ingenuo perchè molti iniziano a non poterne più dei finti duelli verbali. Cambiano modi e linguaggio da persona a persona ma la sostanza è solo una: mantenere stretta la posizione raggiunta a scopo personale. Nessuno di voi si sogna di ridursi gli stipendi favolosi. Eppure dovreste essere l'esempio di onestà e correttezza che sempre meno è presente a tutti i livelli. Anche le classi sociali intermedie stanno imbarbarendosi come quelle alte (a volte snob ed egoiste) e quelle basse (a volte incivili e grette). Tutto sembra essere una gran corsa ad acquisire una posizione (in alcuni casi solo un posticino a sedere sul tram). Cambiano gli obiettivi a seconda dei livelli socio-economici ma la modalità con cui vengono inseguiti è sempre più caratterizzata dalla prepotenza fondata sulla certezza dell'impunità. Sarebbe triste ricorrere a sanzioni ed a limiti imposti dall'applicazione di leggi severe ma si rende necessario per le popolazioni incivili, quali stiamo diventando, maggiore rigore e severità. Purttropo per molti aspetti stiamo involvendo e la ragione è sempre la medesima. Se il valore più importante è il potere dato dal denaro, in uno stato in cui un cittadino non sente vengano rispettati i propri diritti o addirittura sono del tutto mancanti quelli più elementari, tutto diventa un far west. Direi che ci siamo. Gli esempi di prepotenza lo dimostrano a tutti i livelli. Quando si ha l'occasione di andare all'estero salta subito all'occhio quanto si possa essere gentili e sorridenti: non si tratta di formalismi inutili, mode ed usanze del luogo o superflui vezzi. Altrove si sorride nell'attraversare la strada sulle striscie al guidatore che ha fermato l'auto, ed è raro che ci si rubi il parcheggio al supermercato. Si fa la coda con rigore perchè nessuno possa pensare che si voglia essere scorretti...Qui essere corretti è davvero difficile. Io mi indigno anche soltanto per chi getta rifiuti in strada e vedo molta indifferenza intorno a me. La gente non ha il tempo di accorgersi di certe ingiustizie e dell'inciviltà che la circonda perchè è impegnata nella lotta alla sopravvivvenza. Ed è dunque un gatto che si morde la coda. Per ora le mando un saluto. Spero di cambiare idea su qualcosa, magari a cominciare da quel che penso di lei. La speranza è davvero l'ultima a morire.
Postato da: Anna Cheni | 05.02.06 23:29 |
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Gentile Antonio Di Pietro,
ho letto la sua lettera sul blog di Beppe Grillo e sono veramente dispiaciuta e le sono vicina.
Il moderatismo CRISTIANO riserva delle sorprese. E mi convince che la classe politica italiana ha veramente perso il senso dello Stato e della Democrazia.
Ho letto il programma del suo partito in occasione delle elezioni regionali e mi aveva colpito subito che L'Italia dei Valori non tesserasse chi ha la fedina penale sporca.
Per questo e altre cose in quell'occasione
ho preferito dare il mio voto al suo partito in Piemonte.
Mi ha disgustato sentire i recenti commenti della destra sulla presenza "massiccia" di ex-magistrati in Parlamento. Questo attacco alla Magistratura deve finire e le istituzioni devono ritrovare il loro originale equilibrio.
Quindi benissimo il suo programma.
Io vorrei che si recuperasse la Costituzione così come era.
Vorrei che il Governo tornasse a governare monitorando e organizzare le attività, e il Parlamento legiferasse senza essere ostaggio del Governo. E che alla Magistratura venisse dato un po' di respiro necessario per organizzare i propri lavori in modo efficiente ed efficace.
Ringraziandola per rappresentare sempre una voce coerente e onesta, le invio ancora tutta la mia solidarietà.
Postato da: Stella Repola | 05.02.06 22:09 |
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apprezzo la lettera e l'impegno.
sperando che l'italia dei valori sia dentro alla maggioranza dopo il 9 Aprile, spero che passino questi obiettivi, all'interno della coalizione!
Postato da: Simone | 05.02.06 21:08 |
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Complimenti per l'iniziativa! Dimostrateci che l'onestà non è un'utopia e che è possibile gestire la politica senza essere solo spinti da interessi personali, ma perchè si crede che il mondo si possa migliorare.
Postato da: Elena Mazzoni | 05.02.06 18:30 |
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On. Dott. Di Pietro,
questa legge elettorale che lei giustamente denuncia, dimostra la capacità del sistema "democratico" attuale di tradire sé stesso. Temo che ormai la parola democrazia (governo del popolo) venga confusa con sistema elettorale e parlamentare. In teoria in democrazia i cittadini più capaci, meritevoli, con un progetto politico in mano e le doti per governare la cosa pubblica si iscrivono alle liste elettorale. Chi, nel popolo italiano (quasi 60 milioni di persone e non i 600 fortunati che siedono in parlamento) si identifica con i programmi di costoro li elegge propri candidati. Essi poi possono raggrupparsi per "idee affini" e progetti in partiti e votando le leggi approvare governi e gestire il paese. Di fatto questa legge afferma che la cosa non funziona così, che il semplice e giusto meccanismo democratico non esiste più, ma i 60 milioni di italiani sono probabilmente assordati dal rimbombo degli spot pubblicitari e dalle chiacchere di chi dovrebbe rappresentarli per rendersene conto.
Come funzionano in realtà le cose in Italia? Accade che l'accesso ai "partiti", veri rappresentanti di idee (e non di progetti, dato che le promesse sono mutevoli e vengono puntualmente tradite dando la possibilità a chi le fece di sedere in parlamento per altri 5 anni dopo il loro sfumare grazie a chi le votò credendoci), sia in realtà subordinato ad un sistema di amicizie, clientele personali, favori. In Italia si ha più possibilità di sedere in parlamento perché si conosce o si è parente della persona giusta, o perché si appartiene al giusto "complotto" (es. logge massoniche varie) piuttosto che per idee e capacità personali. E questa è democrazia? I libri di storia ne parlano come di aristocrazia... Infine sia sulla scelta del governo che sulla sua condotta dopo che la scelta da parte dei cittadini è avvenuta pesano dei Poteri forti, economici, ma rappresentanti anche da mezzi di comunicazione, da interessi privati, da quadri dirigenti di istituzioni pubbliche. Si dirà che è sempre stato così, che è inevitabile, ma forse in Italia siamo arrivati ad avvelenare eccessivamente la nostra democrazia. Io credo che le vere Riforme che la gente si aspetta, che l'Italia vuole, che la vera democrazia pretende, siano riforme non solo economiche (renderci più ricchi, quel che tutti vorrebbero che un governo facesse da quando in età contemporanea l'economia ha guadagnato il primato sulla politica) bensì strutturali e politiche.
Bisogna rendere la democrazia tale. Impedire ai poteri forti di controllare il meccanismo elettorale e di influenzare il governo eletto dal popolo con i propri interessi (che non corrispondono agli interessi di tutti e non sono guidati da alcuna mano invisibile, bensì da mani visibilissime e sporche), ma anche e soprattutto, come lei si propone, rivedere i meccanismi di accesso alla politica. Rendendoli meritocratici, rendendo eleggibili persone in grado di portare avanti con efficienza la loro elezione, non pregiudicati, figli o amici o nipoti di questo o quello. Si fanno concorsi tanto selettivi per divenire magistrato, ma anche semplice poliziotto, e poi la vox populi elettorale, viziata ovviamente dalle informazioni su chi si elegge, e da chi controlla tale informazione, permette a chiunque di sedere in parlamento, di decidere della cosa pubblica e legiferare a nome di tutti.
Non solo la destra è criticata per l'appartenenza ed il sostegno a questo status-quo, ma anche la sinistra, il cui elettore è sempre più sfiduciato nel vederne i partiti cercare integrazione in questo sistema, acquisire potere attraverso tali strumenti, piuttosto che cercare un modo per riformarlo. Senza tali riforme reali la destra, che propone uno "scambio etico" al suo elettore rendendolo più pronto a rinunciare all'efficienza democratica ed alla trasparenza in cambio di un "liberalismo" che piuttosto che sinonimo di libertà lo diventa di vantaggio privato, personale ed economico (o promessa del medesimo), di governo finalizzato a portare un vantaggio personale nelle cose di alcuni gruppi, votanti e votati, avrà sempre una freccia in più al suo arco.
Postato da: Paolo Chiappafreddo | 05.02.06 12:52 |
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Caro Onorevole Di Pietro,
ho seguito il dibattito con De Michelis da Ferrara e ho deciso che voterò per l'Italia dei Valori.
Mi è sembrato impossibile che un politico sostenesse quasi esattamente quanto andavo sostenendo da tempo: nessun deputato può essere eletto per più diu due legislature. Lei aggiunge "successive". E' già un grande passo avanti. Personalmente sarei per non più di due in assoluto, perché nessuno è indispensabile in una vera democrazia. Come diceva De Gaulle: "I cimiteri sono pieni di persone indispensabili". Esistono certamente migliaia di italiani degni di diventare deputati e ogni generazione deve avere le proprie opportunità. Credo che in una democrazia dovrebbero anche essere eliminate tutte le cariche a vita. Si possono dare onori anche in altro modo che non sia quello, ad esempio, di nominare senatori a vita. Le cariche a vita (o quasi, come quella di Governatore della Banca d'Italia, sanno di Regno o di Impero più che di Repubblica!). Dovrebbero anche essere abolite, sempre al fine di rendere più sana la politica, quelle ormai assurde limitazioni riguardo all'età minima per ottenere certe cariche, vedi i 50 anni per essere Presidente della Repubblica (da noi un Kennedy non avrebbe potuto essere eletto). Dovrebbero invece essere sostituite, come per tutte le altre professioni, da limiti riguardanti l'età massima. Con questo non voglio dire che non esistano anziani validissimi, ma deve essere tutelato il diritto di ogni generazione di vivere la propria stagione di pienezza. Poveri noi se in Italia non ci sono uomini nel pieno del vigore degni di ricoprire un'alta carica dello Stato!
Postato da: Giorgio Goldoni | 05.02.06 00:51 |
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Sono SCONCERTATO dell'uso parziale e disonesto delle informazioni da parte dei MASS MEDIA!
E' disgustoso che le televisioni facciano paasare il messaggio che i magistrati non debbano essere eletti in parlamento!
I magistrati possono essere degli OTTIMI POLITICI perchè conoscono molto meglio le leggi di alcuni ignoranti che siedono ora in parlamento e fanno leggi orrende per contenuti e forma.
I veri scandali vengono "abilmente" ignorati, oppure lasciati intravedere dalle parole di un singolo per qualche secondo, ma mai approfonditi.
Il vero scandalo è che in Italia è possibile che 23 ONOREVOLI siedano in parlamento, anche se CONDANNATI IN VIA DEFINITIVA!
Questo è uno scandalo, non i magistrati!
E queste personcine con la coscienza sporca potranno tranquillamente essere rielette nella prossima legislatura, perchè nessuna legge glilo impedisce, nessun mass media informa gli elettori, come sarebbe corretto.
Io sono indignato, ma la stimo Di pietro, perchè è stato l'unico che ha sottolineato questo importantissimo tema.
Se volete approfondire l'argomento potete leggere qui:
http://ciunciun.blogspot.com/2006/02/parlamento-pulito-fuori-i-condannati.html
Postato da: Francesco Rositani | 04.02.06 22:43 |
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Ci sono alcune categorie di lavoratori (FF AA) che non hanno rappresentanze sindacali ma che lo chiedono a gran voce.
Lei è favorevole a concederlo? Che cosa farebbe?
Queste e altre categorie non possono iscriversi ai partiti ma possono fare politica e candidarsi nelle file del partito non le sembra un controsenso?
Perchè non dare la possibilità anche a queste figure e a chi lo volesse di iscriversi ai partiti politici?
un cordiale saluto
Romeo Bellon
romeobel@fastwebnet.it
3289636479
Postato da: Romeo Bellon | 04.02.06 18:31 |
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Caro On. Di Pietro,
vedo che anche altri utenti di questo sito sembrano condividere l'impressione che i politici dell’Unione non contrastino abbastanza le strampalate confabulazioni del ns. Sovrano Sua Emittenza e dei suoi adulatori. Non vorrei che questo fosse dovuto al fatto che ognuno dei nostri teme di scomparire definitivamente da tutti gli schermi del Regno e perciò prima di aprire bocca si impone già un’autocensura.
Tuttavia questo è ancora uno spazio libero e pertanto provo a segnalare un'altra “dimenticanza” del nostro amato premier.
A proposito delle sue mistificazioni sull'introduzione dell'Euro (l'ultima volta l'ho sentito dire "IO avrei scelto un altro tasso di cambio!") vorrei ricordare alcuni fatti:
1. fino alla sua ultima dichiarazione non era neanche chiaro se Lui avesse mai voluto e propugnato l'adesione dell'Italia alla moneta unica.
2. due anni fa Lui si lamentava che il cambio era troppo alto e che così si ammazzavano le esportazioni italiane. Ora sostiene invece che avrebbe voluto un cambio più alto per agevolare le importazioni di materie prime. Forse vuole suggerire che ci vorrebbe un cambio disgiunto: alto per le importazioni e basso per le esportazioni? Peccato che i nostri partner commerciali non hanno ancora accettato questa ingegnosa trovata. Riuscirà il nostro Eroe a convincerli?
3. rispetto alla sua magnifica capacità di "fare i cambi" (per decreto o chissà come?), vorrei ricordare che nessun presidente italiano li ha mai subiti quanto Lui durante la sua prima permanenza a Palazzo Chigi. Quando ebbe finito, ai primi del 1995, il cambio era arrivato a quota 1250 lire per un marco tedesco e ci vollero due anni di paziente lavoro di Dini, Ciampi e Prodi per ripristinare la fiducia dei mercati sulla moneta italiana e riportarla ad un livello più ragionevole.
Personalmente ricordo che nei primi mesi del 1995, trovandomi a Trieste, un amico mi portò in Slovenia per fare benzina. Facendo i conti con il cambio, ci accorgemmo di non aver risparmiato niente e quando il mio amico accennò una protesta, il benzinaio alzò le spalle e con ghigno beffardo pronunciò solo due parole: "Berlusconi kaputt!"
4. Possiamo solo immaginare a che livelli sarebbe oggi la Lira (già ai tempi del Berlusconi I, al programma dei Guzzanti, Cinzia Leoni parlò della “pizza di fango del Camerun”), dopo crack finanziari come Parmalat e scandali bancari come Popolare di Lodi e Unipol, accompagnati da cinque anni di continue gaffes e dichiarazioni irresponsabili del premier, un anno intero di verifiche nella maggioranza, ripetuti cambi di guardia al ministero delle finanze, richieste di dimissioni del governatore poi rinviate per sei mesi, moniti e declassamenti da parte delle agenzie internazionali. Senza la protezione dell’Euro, conquistata a gran fatica dal governo Prodi, l’Italia sarebbe sprofondata e il governo Berlusconi non avrebbe retto neanche due anni.
Comunque continuate a votare Berlusconi!
Forza, l’Italia può ancora conquistare un primato!
Altri cinque anni e saremo più poveri dell’Argentina, ma Lui sarà più ricco di Bill Gates!
Postato da: Peter Weber | 04.02.06 18:09 |
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Ho seguito con molto interesse il suo intervento alla trasmissione di LA7 . Purtroppo ho notato con rammarico che anche lei dimentica che UNIPOL è una S.P.A (e non una coperativa) controllata a sua volta (50,2%) da FINSOE S.P.A. divisa tra HOLMO S.P.A. (51%) , MPS S.P.A (39%) e HOPA S.P.A ,P&V,JP MORGAN (che assieme fanno 10%) .... a volte anche le ragioni sociali hanno la loro importanza .
Di queste HOLMO S.P.A è controllata dalla LEGACOOP.
Alcune informazioni utili al link :
http://www.bilanciounipol.it/E2004/IT/compa/PDF/p30.pdf
Postato da: Cristian Berti | 04.02.06 17:25 |
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caro di pietro,
complimenti per questa iniziativa.oggi l'ho vista su skytg24 e ho scoperto il suo blog.io voterò per lei e il suo partito,anche se purtroppo sono convinto che siamo solo una minoranza leggermente leggermente rumorosa,ma spero di contribuire ad alzare un pò la voce.per questa massa televiso-letargica il passaparola è l'unica arma efficace.bisogna prenderli singolarmente....
Postato da: daniel salich | 04.02.06 17:20 |
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Vorrei sapere se esistono norme a tutela dei condomini nel caso in cui uno di loro utilizzi spazi comuni aperti come deposito di materiale vario, tipo quello dei vecchi cantieri edili (pali, tavole,bidoni, impastatrice manuale, gomme d'auto) con la scusa che è proprietario del 50% degli spazi comuni. E' già stata inviata al condomino una lettera a firma di tutti gli altri con l'invito a sgomberare, ma lui non vuole nè ritiene di doverlo fare. Se gli altri condomini decidono di rimuovere quel materiale, non utilizzabile se non per fare del fuoco nel camminetto, rischiano di essere incriminati? Sottolineo che c'è una catasta di pali che rischia di "franare" e costituisce un pericolo per chiunque vi passi vicino. E' possibile intervenire senza aspettare 10 anni per la decisione di un Giudice? Spero di avere un suggerimento... cordiali saluti. Claudia "che vuole credere in qualcuno".
Postato da: Claudia Parmeggiani | 04.02.06 14:27 |
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Ottimo, onorevole Di Pietro, mi e' piaciuto
molto da Ferrara ieri sera, questa volta
sicuramente avra' la mia preferenza.
Sento e spero per lei, per me e per tutti i
cittadini onesti, che avremo successo alle elezioni e che sopratutto non ci deludera'!
Postato da: corrado ciardi | 04.02.06 14:26 |
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per Alessio
condivido:
eccoti il blog di Grillo: http://www.beppegrillo.it/
PS: per la verita' stavo anche tentando di fare pubblicita' al sito IdV di Benevento...anzi approfitto: http://www.benevento.antoniodipietro.it
Angela Zeoli
Postato da: Angela Zeoli | 04.02.06 12:41 |
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Carissima Angela Zeoli,
ti ringrazio (sono Alessio) per il suggerimento del sito dove trovare i nominativi degli inquisiti. Ma per essere solidale e ricambiare la tua disponibilità, anche se faccio perdere qualche minuto ai nuovi blogger, ritengo opportuno evidenziarli in questo blog. Noi abbiamo sicuramente qualche vantaggio in più rispetto a chi si inserisce per la prima volta.E allora perchè non facilitarli? Sei daccordo con me. Ti richiedo anche il blog di beppe grillo. Grazie. Alessio. segue ------->
CATALOGO DEI PARLAMENTARI INQUISITI
Gli eletti condannati, riciclati, candeggiati, arrestati.
Piccole e grandi storie ignobili da Repubblica delle banane.
Il catalogo è in ordine alfabetico.
1- Andreotti, Giulio
Senatore a vita, nominato dal presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Politico democristiano, sette volte presidente del Consiglio. Ventisette volte messo in stato d'accusa dal Parlamento, sempre salvato (anche grazie al Partito comunista). Processato a Palermo con l'accusa di essere stato il massimo referente politico dell'organizzazione mafiosa siciliana Cosa nostra. Assolto con una formula dubitativa che corrisponde all'insufficienza di prove del vecchio codice, è in attesa della sentenza d'appello. La stessa sentenza di primo grado, però, pur assolvendolo sottolinea che Andreotti ha più volte mentito al Tribunale e aveva stretti rapporti politici con i referenti siciliani di Cosa nostra, Salvo Lima e i cugini Salvo.
Nel novembre 2002 è condannato, in appello, a 24 anni di carcere come mandante dell'omicidio del giornalista Mino Pecorelli, che era a conoscenza di imbarazzanti segreti di Andreotti: i soldi ottenuti nella vicenda Italcasse, il memoriale di Aldo Moro...
La sentenza e' annullata dalla Cassazione nel 2003.
2- Arnoldi Gianantonio
Deputato della Repubblica. Eletto nel collegio di Treviglio. È stato assistente dell'allora ministro-asfaltatore Giovanni Prandini (Dc) per poi assumere l'incarico di segretario di Forza Italia a Bergamo. Secondo le accuse della procura di quella città, però, avrebbe falsificato le tessere del suo partito per aumentarne il numero. Arnoldi, inoltre, è accusato di aver falsificato alcune firme per la presentazione del Ps di Gianni De Michelis, travasandole da quelle raccolte per Forza Italia. Ma i capi d'accusa più pesanti nei suoi confronti arrivano dalla procura di Milano: falso in bilancio e bancarotta, nell'ambito di un'inchiesta (tuttora in corso) che ha individuato una serie di società cessate, liquidate, svanite nel nulla o trasferite alla titolarità di prestanome extracomunitari. Curiosità: Arnoldi ha avuto guai con la giustizia anche in Ghana, dove durante un viaggio d'affari è stato arrestato con l'accusa di spionaggio, risultata poi infondata.
3- Berlusconi, Silvio
Deputato della Repubblica. Eletto a Milano. Fondatore di Forza Italia. Presidente del Consiglio dei ministri nel 1994 e nel 2001. Il suo nome di compare nelle liste della loggia massonica segreta P2: fascicolo 625, numero di tessera 1816, data di iniziazione 26 gennaio 1978. In un'audizione alla commissione parlamentare sulla P2, Berlusconi ammette di essersi iscritto alla P2 all'inizio del 1978 su invito di Gelli. Conferma la sua iscrizione alla loggia al processo P2, nel novembre 1993. Nel settembre 1988, invece, in un processo per diffamazione da lui intentato contro alcuni giornalisti, Berlusconi dichiara:"Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo che è di poco anteriore allo scandalo". Per questa dichiarazione Berlusconi viene denunciato per falsa testimonianza. Il processo per falsa testimonianza si conclude nel 1990: Berlusconi viene dichiarato colpevole, ma il reato è estinto per intervenuta amnistia.
o Berlusconi fu indagato già dal 1983, nell'ambito di un'inchiesta su droga e riciclaggio: la Guardia di finanza aveva posto sotto controllo i suoi telefoni e scritto nel suo rapporto: "È stato segnalato che il noto Silvio Berlusconi finanzierebbe un intenso traffico di stupefacenti dalla Sicilia, sia in Francia che in altre regioni italiane. Il predetto sarebbe al centro di grosse speculazioni edilizie e opererebbe sulla Costa Smeralda avvalendosi di società di comodo...".
L'indagine non accertò nulla di penalmente rilevante e nel 1991 fu archiviata.
o Berlusconi è accusato di aver pagato tangenti a ufficiali della Guardia di finanza, per ammorbidire i controlli fiscali su quattro delle sue società. In primo grado è condannato a 2 anni e 9 mesi per tutte e quattro le tangenti contestate, senza attenuanti generiche. In appello, la Corte concede le attenuanti generiche: così scatta la prescrizione per tre tangenti. Per la quarta (Telepiù), l'assoluzione è concessa con formula dubitativa, secondo il comma 2 art. 530 cpp. La Cassazione, nell'ottobre 2001, conferma le condanne per i coimputati di Berlusconi Berruti, Sciascia, Nanocchio e Capone (dunque le tangenti sono state pagate), ma assolve Berlusconi per non aver commesso il fatto, seppur richiamando l'insufficienza di prove.
o Per 21 miliardi di finanziamenti illeciti a Bettino Craxi, passati attraverso la società estera All Iberian, in primo grado è condannato a 2 anni e 4 mesi.
In appello, a causa dei tempi lunghi del processo scatta la prescrizione del reato. La Cassazione conferma.
Berlusconi è rinviato a giudizio per aver falsificato i bilanci Fininvest (processo All Iberian 2). Il dibattimento, dopo molte lungaggini e schermaglie procedurali, è in corso presso il Tribunale di Milano. Ma intanto Berlusconi ha cambiato la legge sul falso in bilancio e quindi forse la farà franca.
o La Procura della Repubblica di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio di Berlusconi (anche sulla base di una voluminosa consulenza fornita dalla Kpmg) per la rete di società estere del gruppo Fininvest (Fininvest Group B) che, secondo l'accusa, hanno finanziato operazioni "riservate" (cioè illegali) con un giro di oltre 1.000 miliardi di fondi neri. Ma intanto Berlusconi ha cambiato la legge sul falso in bilancio e quindi forse la farà franca.
o Berlusconi è stato rinviato a giudizio per aver deciso il versamento in nero di 6 miliardi dalle casse del Milan a quelle del Torino calcio, per l'acquisto del calciatore Gianfranco Lentini. Il dibattimento è in corso presso il Tribunale di Milano.
o Berlusconi è accusato di comportamenti illeciti nelle operazioni d'acquisto della società Medusa cinematografica, per non aver messo a bilancio 10 miliardi. In primo grado è condannato a 1 anno e 4 mesi per falso in bilancio. In appello, la Corte gli ha riconosciuto le attenuanti generiche: è così scattata la prescrizione del reato.
o Berlusconi è accusato di varie irregolarità fiscali nell'acquisto dei terreni intorno alla sua villa di Macherio. In primo grado è per alcuni reati assolto, per altri scatta la amnistia. In appello è confermata la sentenza di primo grado.
o Berlusconi è accusato di aver pagato i giudici di Roma per ottenere una decisione a suo favore nel Lodo Mondadori, che doveva decidere la proprietà della casa editrice. Il giudice dell'udienza preliminare Rosario Lupo ha deciso l'archiviazione del caso, con formula dubitativa. La Procura ha fatto ricorso alla Corte d'appello, che nel giugno 2001 ha deciso: per Berlusconi scatta la prescrizione, perché per lui è ipotizzabile il reato di corruzione semplice, e non quello di concorso in corruzione in atti giudiziari. Concesse le attenuanti generiche, il reato duque è prescritto, poiché risale al 1991 e la prescrizione, con le attenuanti genriche, scatta dopo 5 anni. Il giudice ha disposto che restino sotto processo i suoi coimputati Cesare Previti, Giovanni Acampora, Attilio Pacifico e Vittorio Metta.
o Berlusconi è accusato di aver corrotto i giudici durante le operazioni per l'acquisto della Sme. Rinviato a giudizio insieme a Cesare Previti e Renato Squillante. Il processo di primo grado è in corso presso il Tribunale di Milano.
o Berlusconi era accusato di aver indotto la Rai, da presidente del Consiglio, a concordare con la Fininvest i tetti pubblicitari, per ammorbidire la concorrenza. La Procura di Roma, non avendo raccolto prove a sufficienza per il reato di concussione, ha chiesto l'archiviazione, accolta dal Giudice dell'udienza preliminare.
o Berlusconi era accusato di aver pagato tangenti a dirigenti e funzionari del ministero delle Finanze per ridurre l'Iva dal 19 al 4 per cento sulle pay tv e per ottenere rimborsi di favore. La Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione, accolta dal Giudice dell'udienza preliminare.
o Le procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze, indagano da molti anni sui "mandanti a volto coperto" delle stragi del 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993 (a Firenze, Roma e Milano). Le indagini preliminari sull'eventuale ruolo che Berlusconi e Marcello Dell'Utri possono avere avuto in quelle vicende sono state formalmente chiuse con archiviazioni o richieste di archiviazioni. Continuano però indagini per concorso in strage contro ignoti.
o Berlusconi, Dell'Utri e altri manager Fininvest, responsabili in Spagna dell'emittente Telecinco, sono accusati di frode fiscale per 100 miliardi e violazione della legge antitrust spagnola.
Sono ora in attesa di giudizio su richiesta del giudice istruttore anticorruzione di Madrid, Baltasar Garzon Real. Il presidente del Consiglio della Repubblica italiana avrebbe potuto avere problemi a fare visite di Stato in Spagna, con il rischio di essere arrestato... Il giudice Garzon ha allora deciso di sospendere il processo finché Berlusconi è primo ministro.
4- Berruti, Massimo Maria
Deputato della Repubblica. Eletto nel proporzionale, nelle liste di Forza Italia. Da ufficiale della Guardia di finanza, nel 1979 ebbe la sorte di interrogare un giovane imprenditore emergente di nome Silvio Berlusconi, a proposito della confusa situazione proprietaria e finanziaria della sua società Edilnord. Berlusconi rispose che della Edilnord era soltanto un "semplice consulente". Berruti, nel suo rapporto conclusivo, prese per buona la versione di Berlusconi, permettendo così l'archiviazione dell'accertamento valutario che ipotizzava la dipendenza della Edilnord da società estere. Poi si dimise dalla Guardia di finanza e andò a lavorare per Berlusconi. Prima delle dimissioni, però, fece in tempo a essere arrestato con l'accusa di corruzione nell'ambito dell'inchiesta per lo scandalo Icomec, una storia di tangenti che scoppiò prima di Mani pulite (al processo fu assolto). Da consulente Fininvest, invece, è stato di nuovo arrestato, nel 1994, per favoreggiamento a Berlusconi nell'inchiesta sulle tangenti alla Guardia di finanza. Condannato in primo grado (10 mesi) e in appello (8 mesi). Come avvocato del gruppo Fininvest, ha trattato, fra l'altro, l'acquisto del calciatore Gigi Lentini (poi oggetto di un processo). Nel gennaio 1994 Berlusconi gli ha affidato l'organizzazione della campagna elettorale di Forza Italia a Sciacca e nella provincia d'Agrigento. Con buoni risultati, tra i quali il coinvolgimento di Salvatore Bono (cognato del boss dell'Agrigentino Salvatore Di Gangi) e di Salvatore Monteleone, arrestato nel 1993 per concorso in associazione a delinquere di stampo mafioso e diventato, appena uscito dal carcere, referente di Forza Italia a Montevago. Per i suoi servizi, Berruti e stato premiato con un posto in Parlamento già dal 1996.
Con il Berruti avvocato e poi politico, convive il Berruti uomo d'affari: in Sicilia possedeva una societa, la Xacplast, che un rapporto dei carabinieri indicava come partecipata da uomini d'onore delle famiglie mafiose di Sciacca.
Il collaboratore di giustizia Angelo Siino ha parlato anche di un incontro tra Berruti e il boss Nino Gioè.
5-Biondi, Alfredo
Deputato della Repubblica. Eletto in Lombardia, per Forza Italia. Avvocato, ex deputato liberale, ex ministro della Giustizia nel primo governo Berlusconi (quando tentò, invano, di far passare il famoso "decreto salvaladri"). Nel 1998 ha patteggiato la pena di 2 mesi di arresto e 6 milioni di multa per frode fiscale: aveva evaso le tasse su parcelle professionali per quasi 1 miliardo.
6-Bossi, Umberto
Deputato della Lega nord, eletto a Milano. Ministro per le riforme. Ha precedenti penali per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, ai quali somma il vilipendio. Ha detto in pubblici comizi che lui con il tricolore "si pulisce il c...". Ma il leader indiscusso del Carroccio è stato condannato anche per tangenti: 8 mesi al processo per la maxitangente Enimont, per un contributo di 200 milioni regalati da Carlo Sama e incassati dal cassiere Patelli.
7-Brancher, Aldo
Deputato della Repubblica. Eletto in Veneto. È stato il regista del nuovo accordo tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, che ha portato la Casa delle libertà alla vittoria elettorale del 2001. Era prete paolino e manager pubblicitario di Famiglia cristiana. Don Aldo, giovane e brillante, era il braccio destro del mitico don Emilio Mammana, che aprì il primo ufficio pubblicità di Famiglia cristiana a Milano, facendo uscire il settimanale dall'ambiente provinciale di Alba e dalle sacrestie. Grazie a don Mammana, Famiglia cristiana divenne uno dei settimanali italiani più venduti e più ricchi di pubblicità. Accanto a don Mammana c'era sempre lui, don Aldo, pretino giovane e spregiudicato, guardato con un po' d'apprensione dalle segretarie, per via dei suoi modi, non proprio da prete fedele al voto di castità. I soldi che faceva girare erano tanti e il ragazzo era svelto. Forse troppo. Tanto che don Zega, allora direttore di Famiglia cristiana, arrivò ai ferri corti con don Aldo. Sarà per questo, o per una donna che era entrata stabilmente nella sua vita, ma comunque Brancher lasciò i paolini, cambiò vita, abbandonò il sacerdozio. Ma non la pubblicità: divenne collaboratore di Fedele Confalonieri e manager di Publitalia, la concessionaria di pubblicità della Fininvest. "Don Aldo sta facendo carriera", dicevano di lui i suoi vecchi colleghi di Famiglia cristiana. La carriera sembrò interrompersi nel 1993, quando fu arrestato da Antonio Di Pietro per tangenti (300 milioni al ministro della Sanità Francesco De Lorenzo, per la pubblicità contro l'Aids assegnata dal ministero alle reti Fininvest). È subito ribattezzato "il Greganti della Fininvest" perché in cella non aprì bocca, non raccontò i segreti delle tangenti Fininvest. Condannato (in appello) a 2 anni e 8 mesi per falso in bilancio e violazione della legge sul finanaziamento ai partiti. Per la sua fedeltà aziendale fu premiato: divenne responsabile di Forza Italia nel Nord e poi, nel 2001, candidato alla Camera in Veneto, eletto senza problemi e subito nominato da Berlusconi sottosegretario alle Riforme e alla devoluzione. Lavora accanto al neo-ministro Umberto Bossi, che ha convinto ad abbandonare i toni anti-Berlusconi per allearsi nel 2001 con Forza Italia.
8-Briguglio, Carmelo
Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia, nella quota proporzionale, sotto il simbolo di An. È indagato per il business della formazione professionale: gli inquirenti sospettano che durante il suo incarico di assessore regionale al Lavoro abbia favorito enti di formazione della sua provincia.
9- Cantoni, Giampiero
Senatore della Repubblica. Eletto per la Casa delle libertà in Lombardia. Banchiere, fu presidente della Bnl.
È stato inquisito per corruzione e altri reati. Se l'è cavata con alcuni patteggiamenti.
10-Carra, Enzo
Deputato della Repubblica. Eletto nel proporzionale, nella lista della Margherita in Campania. Oggi è capo della segreteria politica dell'Udeur, dopo essere stato portavoce della Dc durante la segreteria di Arnaldo Forlani. Pregiudicato: condannato a 1 anno e 4 mesi per falsa testimonianza. Arrestato durante Mani pulite, la sua fotografia in manette divenne un'immagine-simbolo di Tangentopoli.
11-Cicchitto, Fabrizio
Deputato della Repubblica. Eletto per Forza Italia nel collegio di Corsico (Milano). Il suo nome compare nelle liste della loggia massonica P2: fascicolo 945, numero di tessera 2232, data di iniziazione 12 dicembre 1980. All'epoca della scoperta degli elenchi Cicchitto era deputato e membro della direzione del Psi. È uno dei pochi ad aver ammesso di aver sottoscritto la domanda di adesione.
12-Colucci, Francesco
Deputato della Repubblica. Eletto a Milano. È stato condannato a un anno di reclusione per voto di scambio nel dicembre 1994. Poi è arrivata la condanna in appello, il rinvio in Cassazione e l'assoluzione nel nuovo appello. Ora l'ex deputato socialista Francesco Colucci, riconvertito a Forza Italia, è tornato in pista con la Casa delle libertà, che lo ha fatto eleggere in un collegio sicuro: quello milanese di Baggio, dove, ironia della sorte, si è scontrato con un apripista di Mani pulite: Pierluigi Mantini, candidato dell'Ulivo, l'avvocato che per primo denunciò un certo Mario Chiesa, non ancora mariuolo. Nel marzo 1992 a Colucci fu sequestrato un archivio informatico con migliaia di nomi accanto ai quali erano segnati i favori concessi: dalle assunzioni nel settore pubblico ai ricoveri in ospedale. Al processo, l'avvocato Domenico Contestabile (oggi senatore di Forza Italia) lo difese affermando che la raccomandazione non è reato. Alla fine Colucci fu assolto. Il giudice non ritenne sufficientemente provato il collegamento tra i favori concessi e i voti ottenuti. Ora si ricomincia.
12-Comincioli, Romano
Senatore della Repubblica. Eletto nel collegio di Lodi per la Casa delle libertà. Compagno di scuola e poi manager e prestanome di Berlusconi, era in contatto con Gaspare Gambino, imprenditore siciliano vicino a Pippo Calò, il cosiddetto cassiere romano di Cosa nostra. Attraverso Comincioli, la Fininvest realizzò affari con il faccendiere sardo Flavio Carboni. Cambiali con girata di Comincioli passarono a uomini della Banda della Magliana per poi finire nelle mani di Pippo Calò. Per i suoi rapporti con Cosa nostra e banda della Magliana è stato imputato a Roma (e poi assolto). Accusato per bancarotta fraudolenta, è stato latitante per alcune settimane. Poi imputato nel processo per le false fatture di Publitalia.
13-D'Alì, Antonio
Senatore della Repubblica. Eletto a Trapani. Di Forza Italia.
Sottosegretario all'Interno nel secondo governo Berlusconi.
Già vicepresidente della commissione Finanze, per un breve periodo è stato il responsabile economico di Forza Italia. La famiglia D'Alì Stati è una delle più potenti, facoltose e riverite del Trapanese. Le immense tenute agricole, le saline tra Trapani e Marsala, le molte proprietà e (fino al 1991) la quota di controllo della Banca Sicula costituivano l'impero governato con autorità da Antonio D'Alì senior, classe 1919, che fu direttamente amministratore delegato della banca di famiglia fino al 1983, anno in cui fu coinvolto nello scandalo P2 (il suo nome era nelle liste di Gelli) e preferì passare la mano al nipote Antonio junior, che poi nel 1994 aderì a Forza Italia e fu premiato con un bel seggio al Senato. La Banca Sicula era uno dei più importanti istituti di credito siciliani per numero di sportelli e per mezzi amministrati. All'inizio degli anni Novanta la banca trapanese, già corteggiata anche dall'Ambroveneto di Giovanni Bazoli, fu acquistata e incorporata dalla Banca Commerciale Italiana, alla ricerca di un partner per superare la sua storica debolezza in Sicilia. In seguito all'operazione, Giacomo D'Alì, professore associato di Fisica, figlio di Antonio senior e cugino di Antonio junior il senatore, è entrato a far parte del consiglio d'amministrazione della Banca Commerciale. La Banca Sicula, prima di rigenerarsi dietro le rispettabilissime insegne della Commerciale, era stata oggetto di un allarmato rapporto di un commissario di polizia, Calogero Germanà, che poi, trasferito a Mazara, aveva subito un attentato da parte di Leoluca Bagarella in persona e oggi è dirigente della Dia (la superpolizia antimafia) a Roma. Il rapporto ipotizzava che l'istituto di credito fosse uno strumento di riciclaggio di Cosa nostra. E sottolineava il fatto che come presidente del collegio dei sindaci della banca fosse stato chiamato Giuseppe Provenzano (il futuro deputato di Forza Italia e presidente della Regione Sicilia), già commercialista della famiglia Provenzano (l'altra, quella dell'attuale numero uno di Cosa nostra). Il rapporto non ebbe però alcun seguito. Prima dell'incorporazione, la Banca Sicula aveva realizzato un aumento di capitale di 30 miliardi. Niki Vendola, allora vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia, nel 1998, in un rapporto inviato alla Vigilanza della Banca d'Italia, chiese: da dove erano arrivati quei soldi? Chi aveva finanziato la ricapitalizzazione?
La risposta della famiglia D'Alì: tutto regolare; l'aumento di capitale della Banca Sicula è stato finanziato da Efibanca, "contro pegno di un rilevante pacchetto azionario", senza ingresso di nuovi soci; il finanziamento è stato poi "integralmente estinto con il ricavato della successiva vendita delle azioni alla Comit, che provvide a versare direttamente all'Efibanca le somme di competenza".
La famiglia D'Alì ha avuto come campieri alcuni membri delle famiglie mafiose dei Messina Denaro. Francesco Messina Denaro, il vecchio capomafia di Trapani, fu per una vita fattore dei D'Alì, prima di passare la mano - come boss e come "fattore" - al figlio Matteo Messina Denaro, classe 1962, che dopo essere stato uno degli alleati più fedeli di Totò Riina ai tempi dell'attacco stragista allo Stato è oggi considerato il boss emergente di Cosa nostra, forse il nuovo capo della mafia siciliana, all'ombra del vecchio Bernardo Provenzano. A riprova dei rapporti tra la famiglia D'Alì e il boss, l'allora vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia Nichi Vendola nel 1998 esibì i documenti che provano il pagamento a Matteo Messina Denaro, ufficialmente agricoltore, di 4 milioni ricevuti nel 1991 dall'Inps come indennità di disoccupazione. A pagargli i contributi era Pietro D'Alì, fratello di Antonio il senatore e di un Giacomo D'Alì che, negli anni Settanta, era stato attivista di un gruppo neofascista siciliano.
Anche il fratello di Matteo Messina Denaro, Salvatore, ha lavorato per i D'Alì: è stato funzionario della Banca Sicula e poi, nel 1991, è passato alla Commerciale. Peccato che nel 1998 sia stato arrestato per mafia.
C'è un'altra vicenda in cui le strade dei D'Alì si incrociano con quelle dei boss di Cosa nostra. Francesco Geraci, notissimo gioielliere di Castelvetrano, gran fornitore di preziosi alla famiglia di Totò Riina, dopo essere stato arrestato con l'accusa di essere uno dei prestanome di Riina, ha raccontato: "Nel 1992 Matteo Messina Denaro mi ha chiesto di acquistare dai D'Alì un terreno per 300 milioni da regalare a Riina". Si tratta della tenuta di Contrada Zangara, a Castelvetrano. I firmatari del contratto sono Francesco Geraci il gioielliere e Antonio D'Alì il futuro senatore. "Io sono intervenuto solo al momento della firma", racconta Geraci. "Dopo la stipula andai spesso alla Banca Sicula e mi feci restituire i 300 milioni". Quel terreno, poi, nel 1997 è stato confiscato in quanto considerato parte dei beni di Riina.
I D'Alì hanno sempre ribattuto su tutto. Francesco Messina Denaro, dicono, fu assunto dal nonno di Antonio junior, l'ingegner Giacomo D'Alì, classe 1888, quando "si era ben lontani dall'evidenziarsi di fenomeni che rivelassero la instaurazione di un'economia criminale". Matteo Messina Denaro era "alle dipendenze come salariato agricolo", "fino a quando non si scoprì chi fosse". Il passaggio della tenuta di Zangara dai D'Alì a Riina è "una vicenda svoltasi all'insaputa del venditore".
Gli impegni di senatore a Roma non lo distolgono dall'attività a Trapani: con Francesco Canino (Cdu) e Massimo Grillo (Ccd) costituisce il triumvirato informale che decide la politica della città. Anzi, ne è l'uomo emergente, mentre gli altri due hanno dovuto negli ultimi anni accusare dei colpi. È questo triumvirato che nel maggio 1998 raggiunge l'accordo per candidare a sindaco di Trapani Nino Laudicina. Pochi giorni dopo l'elezione, Canino (uno dei politici più bersagliati dalle critiche di Mauro Rostagno) viene arrestato per concorso nell'associazione mafiosa che avrebbe monopolizzato gli affari e spartito gli appalti del Comune di Trapani. Poi, nell'ottobre 2000, tocca all'assessore Vito Conticello, arrestato mentre intasca una tangente. Era entrato in giunta solo otto mesi prima, spinto da D'Alì, che subito dopo l'arresto lo difende: "Conosco la capacità lavorativa dell'assessore Conticello e la sua correttezza; mi auguro, pertanto, che il risultato dell'azione investigativa al più presto riveli una diversa valutazione dei fatti". Salvatore Cusenza, della segreteria regionale dei Democratici di sinistra, insieme ai politici dell'opposizione denuncia il partito degli affari e chiede chiarezza. D'Alì ribatte: "Colgono ogni occasione per criminalizzare gli avversari, con tentativi di sciacallaggio politico di stampo bolscevico". Il 24 aprile di quest'anno è il turno del sindaco Laudicina, arrestato per corruzione con altre sette persone. Perfino il vescovo di Trapani grida: "È arrivata l'ora di reagire. No allo strapotere, è ora di svegliarci!". D'Alì dichiara: "Nessuno può arrogarsi il diritto di giudizi sommari, né di strumentalizzazioni".
Da oggi comunque Antonio D'Alì, un tempo oggetto di indagini di polizia, alla polizia darà ordini.
14-Degennaro, Giuseppe
Senatore della Repubblica, Casa delle libertà. È il patron di imprese come Baricentro e Barialto, oltre che il capofila della società che gestisce l¹interporto di Bari. È stato condannato a 16 mesi per voto di scambio: secondo i giudici avrebbe pagato per ottenere una contropartita di circa 2.000 voti di preferenza. Il partner dello scambio, però, sarebbe stato il pericoloso clan mafioso locale dei Capriati.
15-Dell'Utri, Marcello
Senatore della Repubblica. Eletto nel collegio più chic di Milano. È, tecnicamente, un "pregiudicato". È stato infatti condannato a Torino per false fatture e frode fiscale continuata. Sentenza definitiva, stabilita dalla Cassazione: 2 anni e 3 mesi di carcere. Ma non eseguita, perché i suoi avvocati sono riusciti a tirare in lungo e a congelarla davanti alla Corte costituzionale. Dell'Utri è poi sotto processo anche per altre faccende: a Milano per corruzione e a Madrid per le irregolarità nella gestione di Telecinco. A Palermo è sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa. Tutto questo non ha impedito a Silvio Berlusconi di candidarlo al Senato, nel collegio più centrale di Milano. Marcello lo ha confessato in tv: "Mi candido per legittima difesa".
16-Del Pennino, Antonio
Senatore della Repubblica. Eletto nel collegio di Milano-Niguarda-Sesto per la Casa delle libertà. È tra i repubblicani che con Giorgio La Malfa sono passati con Berlusconi. In passato è stato vicesegretario nazionale del Pri e più volte parlamentare. Una testimone racconta che a fine anni Settanta Del Pennino era tra i frequentatori delle bische clandestine gestite a Milano da Angelo Epaminonda. Lì era chiamato "Del Pennazzo". Il 13 maggio 1992, agli albori di Mani pulite, quando era deputato del Pri e capogruppo repubblicano alla Camera, è stato raggiunto da un'informazione di garanzia. L' ipotesi di reato: ricettazione, per aver ricevuto denaro provento di tangenti. Nel 1993 la Camera ha respinto la richiesta di autorizzazione a procedere per violazione delle norme sul finanziamento pubblico dei partiti: i magistrati di Milano l'avevano richiesta per contributi in denaro che Del Pennino avrebbe ricevuto da fondi neri costituiti presso l' Associazione industriale lombarda (Assolombarda). A luglio 1994 Ha patteggiato una pena di 2 mesi e 20 giorni (convertita nella sanzione di 4 milioni) nel processo per le tangenti Enimont. A ottobre 1994 altro patteggiamento: di una pena di 1 anno, 8 mesi e 20 giorni per tangenti relative alla Metropolitana milanese. Il 25 gennaio 2000 la settima sezione penale del tribunale di Milano lo ha prosciolto nel processo per le tangenti Atm, per le forniture di autobus all azienda dei trasporti milanese (in precedenza, lo stesso tribunale aveva respinto una sua richiesta di patteggiamento, perché la pena concordata con il pubblico ministero non era stata ritenuta congrua rispetto alla gravità dei fatti contestati). Alla fine del 2000 Antonio Del Pennino è rientrato nel Pri, giusto in tempo per partecipare al "ribaltino" che ha portato il glorioso partito ad allearsi con Berlusconi.
17-Del Turco, Ottaviano
Senatore della Repubblica. Eletto in Abruzzo, con il recupero proporzionale, nella lista del Girasole. Del Turco fa parte del partito socialista di Enrico Boselli, alleato con il centrosinistra. È stato dirigente sindacale, vicesegretario generale della Cgil. Poi, dopo il crollo di Bettino Craxi accusato di tangenti, nel 1993 è stato eletto segretario del Psi. È stato ministro nel secondo governo Amato. Il costruttore Vincenzo Lodigiani, arrestato per tangenti nel 1993, ha dichiarato di aver dato soldi anche a Del Turco, quando era dirigente sindacale.
18-De Rigo, Walter
Senatore della Repubblica, Casa delle libertà. Importante imprenditore bellunese del settore degli occhiali, è stato processato per avere nei primi anni Novanta utilizzato in maniera illecita finanziamenti dell¹Unione Europea. Se l¹è cavata con una condanna patteggiata.
19-Drago, Giuseppe
Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia, a Modica. Notabile ed ex vicepresidente nazionale del Ccd, 45 anni, ex presidente della Regione siciliana (tra il 1998 e il 1999), è indagato per una vicenda che riguarda proprio il periodo in cui era alla guida del governo regionale: avrebbe omesso di presentare il rendiconto dei soldi da lui spesi (200 milioni l'anno). Si è difeso dicendo che il rendiconto per le spese del capo del governo siciliano non era necessario, trattandosi di "fondi riservati". In realtà, nessuna norma regionale prevede questa prassi di spesa, seguita anche dal predecessore di Drago, Giuseppe Provenzano, di Forza Italia, anch'egli inquisito per gli stessi motivi.
20-Fiori, Publio
Deputato della Repubblica. Eletto in un collegio di Roma. Il suo nome compare negli elenchi della loggia massonica segreta P2: fascicolo 646, numero di tessera 1878, data di iniziazione 10 ottobre 1978. Fiori, all'epoca deputato democristiano, ha smentito di essere iscritto. Oggi è membro di An.
21-Firrarello, Giuseppe
Senatore della Repubblica, Forza Italia. Ex democristiano, andreottiano, dell¹area catanese, è stato accusato di tangenti per l¹appalto dell¹ospedale del capoluogo etneo. Nel 1999 la procura chiese anche di poterlo arrestare, ma il Senato negò l'autorizzazione a procedere. Erano circolate trascrizioni di intercettazioni telefoniche che lo accusavano pesantemente, ma ora non ve n'è più traccia: sparite. In una videocassetta, invece, è ancora possibile vedere e sentire il mafioso Enrico Incognito urlare: "Firrarello, anche tu mi hai abbandonato".
22-Floresta, Ilario
Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia, nel collegio di Giarre. È nato a Desio, in Lombardia, ma fa l'imprenditore in Sicilia, nel settore della telefonia, ben introdotto nei subappalti della telefonia di Stato (quando c'era). Nel 1994 "scese in campo" sotto le bandiere di Forza Italia, fu eletto alla Camera nel collegio di Giarre e divenne sottosegretario al Bilancio nel governo Berlusconi. Gli investigatori della Dia (la Direzione investigativa antimafia) lo misero sotto osservazione perché Gioacchino La Barbera, uno dei mafiosi responsabili della strage di Giovanni Falcone, nei giorni precedenti e seguenti la strage aveva comunicato anche con cellulari intestati a un'azienda di Floresta. Questioni di lavoro, spiegò La Barbera. Uscito pulito da questa storia palermitana, Floresta entrò in una vicenda catanese: un collaboratore di giustizia, Giuseppe Scavo, raccontò di aver visto Floresta negli uffici dell'autoparco di Sebastiano Sciuto, uomo d'onore calabrese del clan Ercolano, poi arrestato in seguito all'operazione Orsa Maggiore. Le affermazioni di Scavo sono rimaste però senza conferme e riscontri, così la procura ha chiesto l'archiviazione del caso
23-Forte, Michele
Senatore della Repubblica, Ccd. Ex democristiano ed ex sindaco di Formia. Nel 1992 è stato accusato di aver creato una società sportiva per ottenere finanziamenti che, secondo i magistrati, in realtà sarebbero stati la contropartita di licenze edilizie concesse illecitamente. Per questo è stato anche arrestato. Un imprenditore lo ha poi accusato di aver chiesto 300 milioni, riparazioni gratuite in casa sua e l'assunzione di alcune persone nell¹azienda. Per questa vicenda Forte è ancora in attesa di giudizio.
24-Frau, Aventino
Senatore della Repubblica. Eletto in Veneto, nel collegio di Verona città. Ex parlamentare democristiano, oggi fa parte di Forza Italia. Il suo nome compare negli elenchi della loggia massonica P2: fascicolo 533, numero di tessera 1705, data di iniziazione 1 gennaio 1977.
Frau ha ammesso di aver conosciuto Licio Gelli, ma ha smentito la sua iscrizione alla P2.
25-Frigerio, Gianstefano
Deputato della Repubblica. Eletto in Puglia. Un nome, una garanzia. Già, ma qual è il nome? Nel collegio dove Silvio Berlusconi l'ha candidato, in Puglia, è Carlo Frigerio, com'era scritto sui manifesti. A Milano, dove da decenni fa politica, è Gianstefano. Eppure è sempre lui: come segretario regionale della Dc in Lombardia (e cassiere occulto del partito) ha incassato decine di tangenti, è stato arrestato tre volte tra il 1992 e il 1993, è stato coinvolto in molti processi. È accusato di aver accettato mazzette per le discariche lombarde, per il depuratore di Monza, per gli appalti alle Ferrovie Nord. Alcune tangenti le ha ammesse, pur minimizzando il proprio ruolo. Ha confessato, per esempio, di aver ricevuto 150 milioni da Paolo Berlusconi, in cambio dei permessi alla Fininvest per gestire la discarica di Cerro Maggiore.
Ha accumulato tre condanne definitive: 1,4 anni per finanziamento illecito ai partiti, 1,7 per finanziamenti illeciti e ricettazione, 3,9 per corruzione e concussione. Ciò nonostante, dopo aver lasciato la Dc si è inventato una nuova vita come consigliere personale di Silvio Berlusconi e influente membro di Forza Italia, di cui dirige il centro studi. Mentre i giudici dell'esecuzione stavano esaminando le sentenze definitive che pesano su di lui per decidere il cumulo della pena da scontare, Gianstefano scompare e ricompare, in Puglia, Carlo: lì si è conquistato un bel seggio in Parlamento. Il 31 maggio, primo giorno di riunione della nuova Camera dei deputati, Frigerio, è stato arrestato. Dovrà scontare una pena di 6 anni e cinque mesi.
26-Gentile, Antonio
Senatore della Repubblica, Forza Italia. Secondo l¹ex segretario del Psi Giacomo Mancini, Gentile, durante la campagna elettorale del 1992 era scortato da "un nutrito stuolo di personaggi molto noti alla giustizia". Secondo alcuni collaboratori di giustizia gli era stato garantito dalla ¹ndrangheta l¹appoggio elettorale. Lo hanno votato ed è così entrato a palazzo Madama.
27-Gianni, Giuseppe
Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia, nel collegio di Augusta. Giuseppe, detto Pippo, è esponente del Cdu. Ha 53 anni, è medico di Solarino ed ex sindaco di Priolo. Deputato regionale dal 1991 al 1996 per la Dc, è poi transitato nell'Udeur di Clemente Mastella ed è stato anche componente della commissione Sanità. Nel 1998 è stato arrestato e poi condannato a tre anni (tribunale di Siracusa, primo grado) per una mazzetta di 25 milioni per l'appalto di lavori nella pineta cittadina. Il leader del Cdu Rocco Buttiglione lo aveva definito "un prezioso capitale per la sua città, per la regione e per l'intero partito". Dopo la condanna lo ha nominato coordinatore regionale del Cdu siciliano.
28-Giudice, Gaspare
Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia. Forzista doc. Nel 1998, quando era vicecoordinatore per la Sicilia di Forza Italia, la procura di Palermo chiese il suo arresto per complicità con la mafia. Silvio Berlusconi commentò: "Essendo Giudice vicecoordinatore di Forza Italia in Sicilia e avendo avuto quindi rapporti con l'onorevole Gianfranco Micciché, non si può neppure immaginare alcun alone di dubbio intorno a lui, perché altrimenti non avrebbe potuto avere quell'incarico". Secondo l'accusa, Giudice era al diretto servizio della cosca mafiosa di Caccamo, i cui uomini si vantavano di averlo fatto eleggere e gli telefonavano fin dentro il palazzo di Montecitorio per ricordargli la sua dipendenza e per ordinargli che cosa doveva fare: "Gasparino, guarda che siamo stati noialtri a metterti lì", gli ripetevano. Gli elementi raccolti dall'accusa erano tali da far escludere alla giunta parlamentare per le autorizzazioni a procedere che ci fosse fumus persecutionis nei confronti del parlamentare. Perfino il "supergarantista" Filippo Mancuso, in giunta, non aveva avuto nulla da eccepire contro la richiesta dei magistrati. Eppure la Camera dei deputati il 16 luglio 1998 bocciò (303 voti a 210, con 13 astenuti) la richiesta d'arresto. Non solo, i deputati sottrassero al giudice elementi di prova: impedirono (287 voti a 239, con 3 astenuti) l'utilizzo processuale dei tabulati Telecom, quelli da cui erano documentati i rapporti e la dipendenza di Giudice dagli uomini delle cosche.
29- Grillo, Luigi
Senatore della Repubblica. Eletto in Liguria, nel collegio di Chiavari. Ex democristiano, nel 1994 sedeva in Parlamento tra i banchi del centrosinistra, ma saltò (nomen omen) nel centrodestra, permettendo a Silvio Berlusconi di avere la maggioranza per formare il suo primo governo (e avendo in premio una poltrona di sottosegretario alla presidenza del Consiglio). Nel 2001 è stato rieletto per Forza Italia. Appena messo piede in Senato, il primo giorno d'attività di Palazzo Madama, ha ricevuto un invito a comparire spedito dalla procura di Milano: per una vicenda che risale a quando Grillo era sottosegretario di un governo di centrosinistra e permise l'affidamento di una consulenza miliardaria per uno studio sull'Alta velocità ferroviaria in Liguria. L'ipotesi di reato su cui la procura di Milano indaga è truffa aggravata.
30-Jannuzzi, Lino
Senatore della Repubblica. Giornalista, dopo essersi occupato negli anni Sessanta e Settanta di golpe e servizi segreti, è passato a occuparsi soprattutto di magistrati. Si è fatto notare insultando, quando era in vita, Giovanni Falcone, che poi ha glorificato da morto, per contrapporlo ai magistrati vivi, di Milano e Palermo, sempre da criticare. Nel 1991 infatti, mentre era in discussione la nomina di Falcone a capo della Procura nazionale antimafia e di Gianni De Gennaro a capo della Dia, Jannuzzi scrive sul Giornale di Napoli un articolo intitolato "Cosa nostra uno e due" in cui di Falcone e De Gennaro dice: "È una coppia la cui strategia, passati i primi momenti di ubriacatura per il pentitismo ed i maxi-processi, è approdata al più completo fallimento: sono Falcone e De Gennaro i maggiori responsabili della dèbacle dello Stato di fronte alla mafia... L¹affare comincia a diventare pericoloso per noi tutti... dovremo guardarci da due Cosa nostra, quella che ha la Cupola a Palermo e quella che sta per insediarsi a Roma... Sarà prudente tenere a portata di mano il passaporto" ( 29 ottobre 1991). Dal boss di Cosa nostra Pippo Calò ha ricevuto 5 milioni per pubblicare un libro che poi non ha mai scritto. È pluriquerelato per una serie infinita di diffamazioni nei confronti di magistrati e uomini per bene. Ora cominciano ad arrivare le condanne definitive. Però niente carcere, per il giornalista viveur, che prima scappa a Parigi, poi ottiene una inedita immunità parlamentare assoluta, garantita dal presidente del Senato Marcello Pera: "Il senatore Jannuzzi gode dei privilegi e delle immunità discendenti dagli incarichi ricoperti nelle istituzioni europee. Ne deriva che in tutti gli Stati membri del Consiglio d'Europa e dell'Unione europea il senatore Jannuzzi gode di un'immunità assoluta dalla giurisdizione".
31-La Malfa, Giorgio
Deputato della Repubblica. Ex segretario del Pri ai tempi della "prima repubblica", ha portato il suo partito ad aderire alla Casa delle libertà. Come tanti altri segretari di partito degli anni di Tangentopoli, è stato condannato a 6 mesi per aver percepito finanziamenti illeciti, provenienti dalla maxitangente Enimont.
32-Lo Porto, Guido
Deputato della Repubblica. Eletto a Palermo (quota proporzionale). Oggi è un esponente di An e parlamentare della Casa delle libertà. Tanti anni fa, il 24 ottobre 1969, quando aveva 32 anni, fu fermato vicino a Palermo dai carabinieri insieme a quattro camerati (tra cui Pierluigi Concutelli, capo militare dell'organizzazione neofascista Ordine nuovo). Nella sua automobile fu trovata una quantità considerevole di armi da guerra avvolte in carta da giornale. Concutelli fu condannato a 2 anni, Lo Porto a 16 mesi. Lo Porto è stato poi indagato (senza conseguenze penali) per rapporti con ambienti mafiosi.
33-Lupi, Maurizio
Deputato della Repubblica. Eletto in Lombardia, nel collegio di Merate. Esponente di Comunione e liberazione, vicino alla Compagnia delle opere. E' stato candidato dopo essere stato coinvolto nell'inchiesta giudiziaria sulla cascina San Bernardo di Milano. Da assessore al Comune di Milano, insieme al collega Antonio Verro, aveva fatto approvare una concessione per far diventare la cascina un centro polivalente con finalità sociali. Poi, con un repentino cambio di marcia, la cascina era stata trasformata in una struttura sanitaria privata da 20 posti, naturalmente affidata agli amici della Compagnia delle opere. Subito dopo l'elezione alla Camera, come prevedibile, è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio per truffa e falso.
34-Maceratini, Giulio
Parlamentare della Repubblica. Come militante delle organizzazioni neofasciste italiane, negli anni Sessanta e Settanta ha avuto un ruolo importante nella strategia della tensione. Dirigente dapprima, a partire dal 1960, di un gruppo neonazista e antisemita chiamato Gioventù mediterranea, in stretta relazione con il gruppo Avanguardia nazionale giovanile di Delle Chiaie, Maceratini è poi diventato dirigente di Ordine nuovo, l'organizzazione di Pino Rauti. Quando le due organizzazioni eversive di Delle Chiaie e Rauti si riuniscono nel Fronte nazionale, in vista del golpe di Junio Valerio Borghese del 1970, Giulio Maceratini è nominato da Borghese dirigente giovanile del Fronte. Due anni prima, nel 1968, era tra i giovani che parteciparono a un famoso viaggio "di studio" nella Grecia dei colonnelli. Maceratini fu poi, secondo una testimonianza al processo di piazza Fontana, uno dei responsabili dei campi paramilitari neofascisti in Italia. Intervistato da Paolo Biondani sul Corriere della sera nel dicembre 2002, il neofascista Martino Siciliano ha dichiarato: "Ho sentito con le mie orecchie Rauti e Maceratini spiegare che dovevamo passare all'eliminazione fisica degli avversari politici".
35-Maroni, Roberto
Deputato della Repubblica. Eletto nel collegio di Varese. Leghista, ex ministro dell'Interno nel primo governo Berlusconi. È coinvolto in tre inchieste giudiziarie. Per gli scontri con la polizia, inviata a perquisire la sede della Lega a Milano, è stato condannato in primo grado a 8 mesi per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Come capo delle "camicie verdi", è indagato dalla procura di Verona per reati come attentato contro l'integrità dello Stato. Infine, la procura di Roma lo vuole processare per favoreggiamento di una presunta compravendita di voti.
Candidato al ministero della Giustizia nel governo Berlusconi, ha dovuto farsi da parte, tra le polemiche. Ma è comunque diventato ministro al Welfare.
36-Martino, Antonio
Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia, al proporzionale, nelle liste di Forza Italia. Il suo nome compare nelle liste della loggia massonica P2, scoperte nel 1981: aveva presentato la domanda d'iscrizione, poi non perfezionata. Martino ha sempre negato, ma nei documenti P2 c'è una domanda d'iscrizione da lui stesso firmata, con data 6 luglio 1980, e la testimonianza del "fratello" presentatore, il collaboratore di Licio Gelli Giuseppe Donato. È ministro alla Difesa.
37-Martuscello, Antonio
Deputato della Repubblica, Forza Italia Secondo le indagini dell¹ufficiale dei carabinieri Giuseppe De Donno, che per mesi ha lavorato sotto copertura tra le imprese candidate ad aggiudicarsi gli appalti dei treni ad alta velocità in Campania, era uno dei collettori delle tangenti da destinare ai politici.
38-Mauro, Giovanni
Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia, a Ragusa. Esponente di Forza Italia. Quando era presidente della Provincia di Ragusa, nell'agosto 1998, fu arrestato con alcuni suoi collaboratori con l'accusa di corruzione: avrebbe ricevuto denaro da sei professionisti che volevano ottenere incarichi per lo studio e lo sviluppo di progetti ambientali (come la bonifica delle discariche e il piano territoriale provinciale) finanziati dall'Unione europea. Al momento dell'arresto, il coordinatore regionale di Forza Italia Gianfranco Micciché denunciò l'inizio di "una campagna d'agosto" contro il suo partito e lo definì "uno dei più stimati amministratori siciliani". Il capo d'imputazione era pesante: "associazione per delinquere finalizzata ad atti di corruzione". In attesa che si concluda il processo a suo carico, è entrato in Parlamento. Subito dopo, nel giugno 2001, è stato condannato in primo grado a 1 anno e 2 mesi.
39-Mormino, Nino
Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia, per Forza Italia, dopo che per volere di Silvio Berlusconi era stato candidato nel collegio di Cefalù. Avvocato, per molti anni è stato presidente della Camera penale (l'organismo che riunisce gli avvocati) di Palermo, dopo aver retto la Camera penale di Termini Imerese. Tra i suoi assistiti vi sono boss di rango di Cosa nostra, come i membri della famiglia Madonia; e anche il collega avvocato Francesco Musotto, processato (e poi assolto) con l'accusa di aver ospitato nella sua villa il capomafia Leoluca Bagarella. Anche Mormino, insieme ad altri due penalisti, è finito sotto inchiesta per contatti con gli ambienti mafiosi, sulla scorta delle dichiarazioni di cinque collaboratori di giustizia. Ma nel maggio 1996 la procura di Palermo ha chiuso l'indagine contro di lui, non avendo trovato elementi sufficienti a dimostrare che i contatti non fossero di natura esclusivamente professionale.
40-Nespoli, Vincenzo
Deputato della Repubblica, Alleanza nazionale. Ex presidente del consiglio comunale di Afragola, eletto parlamentare in Campania. È stato rinviato a giudizio per le pressioni che, insieme ad altri, avrebbe esercitato nei confronti di una società che gestisce un centro commerciale: la loro richiesta sarebbe stata quella di circa 250 assunzioni, in cambio dei permessi necessari alla società per le sue attività. Esemplare la sua difesa: "Normale attività politica, tesa a creare posti di lavoro". Nel 1999 fu comunque costretto a dimettersi da presidente del consiglio comunale di Afragola. In tempo per essere portato dal suo schieramento a Roma, in Parlamento.
41-Nicolosi, Nicolò
Deputato della Repubblica. Eletto in Sicilia, a Termini Imerese, per la Casa delle libertà. Ha 59 anni e una lunga esperienza all'Assemblea regionale siciliana. Ex democristiano, lascia alle spalle una contrastata esperienza di assessore regionale alle Finanze, nella quale tentò di coprire parte del buco di bilancio con una tassa sul metano Snam che attraversa il territorio siciliano. Fu coinvolto nel processo per le assunzioni pilotate alla Forestale di Palermo, assieme ad altri 35 imputati.
Fu anche inquisito e arrestato per voto di scambio.
Assolto dal tribunale di termini Imerese, gli è stato riconosciuto un risarcimento di 250 milioni per ingiusta detenzione.
42-Pisanu, Giuseppe
Deputato della Repubblica. Eletto nel proporzionale, nelle liste di Forza Italia. Ex democristiano, è stato per anni deputato dc e sottosegretario al Tesoro e alla Difesa nei governi del pentapartito. Nel secondo governo Berlusconi è finalmente ministro: di un nuovo dicastero che si chiama "Attuazione del programma di governo": una sorta di musiliana "Azione Parallela".
Nell'estate 1981, Pisanu, sardo e amico di Armando Corona (che poi diventerà Gran Maestro della massoneria) conosce in Sardegna il banchiere Roberto Calvi (tessera P2 numero 1624). L'uomo che fa incontrare Calvi e Pisanu è Flavio Carboni, faccendiere sardo che era in contatto con un imprenditore milanese che voleva fare affari in Sardegna: Silvio Berlusconi (tessera P2 numero 1816). Pisanu è il padrino politico di Carboni, che presenta come un "interlocutore valido per le forze politiche richiamantesi alla stessa aspirazione, cioè quella cattolica". Dichiara Pisanu al magistrato titolare dell'indagine su Calvi e il suo Banco Ambrosiano: "Il Carboni si diceva congiuntamente interessato alle televisioni private in Sardegna: ciò in un'ottica di inserimento nella regione del circuito televisivo Canale 5, facente capo al signor Silvio Berlusconi di Milano. Il Carboni mi spiegò che il Berlusconi aveva interesse a espandere Canale 5 alla Sardegna, talché lo stesso Carboni si stava interessando per rilevare a tal fine la più importante rete televisiva sarda, Videolina. Sempre riferendosi all'oggetto delle sue attività, il Carboni mi disse di essere in affari con il signor Berlusconi non solo con riferimento all'attività televisiva, ma anche con riguardo a un grosso progetto edilizio di tipo turistico denominato "Olbia 2". Fin dall'inizio ritenni di seguire gli sviluppi delle varie attività di Carboni, trattandosi di un sardo che intendeva operare in Sardegna e che peraltro mostrava di avere vari interessi e vari contatti con persone qualificate" (Testimonianza Pisanu al pm Dell'Osso)
Poi Carboni ebbe vari guai giudiziari. Girò assegni del Banco Ambrosiano agli usurai della Banda della Magliana. Subì arresti e condanne. Ma almeno fino alla primavera 1982 restò in stretto contatto con Giuseppe Pisanu che, mentre era sottosegretario al Tesoro, si interessò attivamente della vicenda Calvi-Ambrosiano. Nei mesi frenetici che precedono la scoperta della bancarotta dell'Ambrosiano e la fuga all'estero di Calvi, Pisanu incontra Calvi per quattro volte, sempre accompagnato da Carboni. L'ultimo appuntamento avviene il 22 maggio 1982, quando Pisanu vola a Milano sull'aereo di Carboni. Poi, il 6 giugno, il sottosegretario risponde in Parlamento ad alcune interrogazioni sulla situazione della banca di Calvi, dopo che erano ormai filtrate voci sulla drammatica crisi finanziaria che stava attraversando. Pisanu risponde tranquillizzando: la situazione è normale; il sottosegretario non accenna minimamente alla gravissima situazione debitoria in cui versa il Banco Andino, controllato dall'Ambrosiano.
Alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulla P2, dichiarerà Angelo Rizzoli: "A proposito dell'Andino, Calvi disse a me e a Tassan Din che il discorso dell'onorevole Pisanu in Parlamento l'aveva fatto fare lui. Qualcuno mi ha detto che per quel discorso Pisanu aveva preso 800 milioni da Flavio Carboni". Dopo lo scandalo P2 e il crac Ambrosiano, nel gennaio 1983 Pisanu è indotto a dimettersi da sottosegretario al Tesoro. "A causa di fatti incontrovertibili", secondo una dichiarazione del deputato radicale Massimo Teodori al Corriere della sera: "I rapporti strettissimi e continuativi fra Pisanu e Carboni; i rapporti di Pisanu con Calvi tramite Carboni; i rapporti di Pisanu con Calvi e Carboni per la sistemazione del Corriere della sera; i rapporti di Pisanu con Calvi e Carboni quando, sottosegretario al Tesoro, il ministro prendeva importanti decisioni sull'Ambrosiano" (Corriere della sera, 22 gennaio 1983).
Il 18 luglio 1982 Calvi fu trovato impiccato sotto un ponte di Londra. Pisanu, dopo le sue dimissioni, scomparve per molto tempo dalla scena. Ricompare nel 1994, quando torna in Parlamento e diventa vicecapogruppo dei deputati di Forza Italia: lasciata la Dc, si è schierato con il partito di Berlusconi, ex socio d'affari del suo protetto Carboni. E Berlusconi, nel 2001, pur di dargli una poltrona da ministro, inventa il curioso dicastero dell'"Attuazione del programma". Accanto, alle riunioni di governo, avrà il più feroce dei suoi accusatori, ai tempi della vicenda Calvi: Mirko Tremaglia.
43-Previti, Cesare
Deputato della Repubblica. Eletto a Roma. Avvocato personale di Silvio Berlusconi, ha ereditato l'incarico professionale dal padre, che aiutò il giovane Silvio a fondare la Fininvest, in un turbine di strane società svizzere e di anonime fiduciarie. È dunque uno dei consulenti che conoscono i segreti delle origini di Berlusconi. Nato a Reggio Calabria 67 anni anni fa, crebbe professionalmente nello studio del padre, a Roma. Pur non avendo mai rinnegato le sue origini politiche neofasciste, nel 1994 Berlusconi gli chiese di "scendere in campo" con Forza Italia e lui accettò un posto al Senato prima e un ministero poi. Oggi è imputato nel processo "toghe sporche", per aver corrotto i giudici di Roma perché emettessero sentenze favorevoli a Silvio Berlusconi e alla Fininvest. Cesare Previti ha rischiato (come Amedeo Matacena e Gianni De Michelis) di non trovare posto nelle liste di Forza Italia. Per lui però il Cavaliere alla fine ha fatto un'eccezione, piazzandolo nel posto sicuro di capolista di Forza Italia nel proporzionale in Calabria, oltre che nel collegio uninominale di Roma Tomba di Nerone.
44-Salini, Rocco
Senatore della Repubblica. Eletto per la Casa delle libertà in Abruzzo, nel collegio di Teramo. Presidente democristiano della giunta regionale abruzzese nei primi anni Novanta, fu arrestato (con l'intera giunta) nell'ambito di un'indagine giudiziaria sui finanziamenti europei alla Regione. L'accusa: aver falsificato la graduatoria per l'assegnazione dei fondi. Patteggiò una condanna a 1 anno e 4 mesi. Poi, nel 1999, fu rieletto consigliere regionale, nelle liste di Forza Italia (fu il candidato che ottenne il maggior numero di voti nella regione Abruzzo, oltre 12 mila). Divenne vicepresidente della giunta e assessore alla Sanità. Ma Salini, in quanto condannato, era ineleggibile al Consiglio regionale e su questo sta infatti decidendo il tribunale amministrativo regionale dell'Aquila, che potrebbe anche decretare lo scioglimento dell'assemblea, rendendo quindi necessarie nuove elezioni. Ineleggibile alla Regione, Salini si è presentato al Senato, nel 2001, ed è stato eletto.
45-Selva, Gustavo
Deputato della Repubblica. Eletto nel collegio di Treviso. Ex democristiano, oggi è esponente di An. Il suo nome compare negli elenchi della loggia massonica P2: fascicolo 623, numero di tessera 1814, data di iniziazione 26 gennaio 1978. All'epoca, Selva era direttore del Gr2 Rai. Ha smentito di essere iscritto alla loggia. Sospeso dalla Rai dal Consiglio d'amministrazione, ha presentato ricorso al pretore del lavoro, che però lo ha respinto.
46-Scajola, Claudio
Deputato della Repubblica. Eletto in Liguria. Classe 1948, di Imperia, democristiano nato in una famiglia democristiana. Il padre Ferdinando, dirigente Inps, fu segretario della Dc locale e sindaco d'Imperia fin dal 1952. Due anni dopo dovette dimettersi, perché travolto da uno scandalo: il cognato aveva ottenuto il posto di primario chirurgico nell'ospedale locale e si malignava che fosse stato aiutato dal potente sindaco democristiano. Erano altri tempi, bastava niente per costringere alle dimissioni. Ma la politica restò una malattia di famiglia. Il testimone passò dapprima al figlio maggiore, Alessandro, che divenne anch'egli sindaco d'Imperia nel 1972, poi ancora nel 1977, e nel 1979 fu eletto in Parlamento. Claudio era il più piccolo dei tre figli del notabile dc. Ma venne anche il suo momento. Aveva respirato aria democristiana fin dalla culla: sua madrina di battesimo era stata Maria Romana De Gasperi, figlia del grande capo della Dc. Già negli anni del liceo e poi dell'università si era impegnato nel movimento giovanile democristiano. Non è un teorico, ma un amministratore, un organizzatore: diventa presidente dell'ospedale Novaro, poi dell'Unità sanitaria locale; è anche segretario provinciale della Dc. Nel 1982, a 34 anni, diventa sindaco d'Imperia, come il padre Ferdinando, come il fratello Alessandro. È una festa, in famiglia. Peccato che un anno dopo esploda lo scandalo dei casinò. È il primo grande intreccio tra politica e affari in cui compare, nel nord del Paese, lo zampino della mafia. La storia è complessa e ancora oggi non svelata in tutte le sue pieghe, ma è semplice nella sua essenza: si era saldato un triangolo, tra imprenditori che puntavano a gestire le case da gioco, politici che concedevano gli appalti per la gestione, ma volevano qualcosa in cambio, e mafiosi che attorno ai casinò ronzano da sempre e che hanno ottimi argomenti, finanziari e non solo, per arrivare al controllo del business. Nella notte di giovedì11 novembre 1983 polizia, carabinieri e guardia di finanza circondano e perquisiscono a tappeto i casinò di Sanremo, Campione d'Italia, Saint Vincent e Venezia. Gli arrestati sono una quarantina. Il "blitz di San Martino", come verrà chiamato, convolge imprenditori, politici e boss mafiosi, e azzera due gruppi dirigenti locali, gli amministratori pubblici del Comune di Sanremo e della Valle d'Aosta. Che cosa era successo, nei mesi precedenti? In Liguria si erano affrontati due gruppi, che puntavano a conquistare la gestione del casinò di Sanremo. Da una parte Michele Merlo, titolare della società Sit, che aveva stretto accordi con i democristiani Osvaldo Vento, sindaco di Sanremo, e Manfredo Manfredi, parlamentare d'Imperia. Dall'altra il conte Giorgio Borletti, ultimo rampollo della famiglia che a Milano aveva fondato la Rinascente, che era tornato dal Kenya, aveva fondato la società Flower's paradise e per battere Merlo e conquistare il casinò si era rivolto ai socialisti milanesi Antonio Natali e Cesare Bensi. Per vincere, sia Merlo, sia Borletti avevano messo mano al portafoglio. Erano state pagate o programmate tangenti per 4 miliardi ("parte a Roma": ma di questo non si è mai appurato niente). Dietro ciascuna delle due cordate, poi, si muovevano, nell'ombra, altri personaggi: il finanziatore di Merlo, per esempio, era Ilario Legnaro, uomo legato ai clan catanesi di Nitto Santapaola e a Gaetano Corallo, che aveva già messo le mani sul casinò di Campione; quanto a Borletti, si era affidato a Lello Liguori, il re dei night, il padrone del Covo di Nord-Est di Santa Margherita, che gli aveva presentato alcuni "amici" come Angiolino Epaminonda detto il Tebano, Salvatore Enea detto Robertino e Giuseppe Bono. Il primo era il principe della "mala" a Milano, gli ultimi due erano i boss delle "famiglie" palermitane al Nord. Bella gara: da una parte la Sit, con democristiani e catanesi, dall'altra la Flower's paradise, con socialisti e palermitani. Con queste formazioni, naturali i ricatti, le minacce, il doppio gioco, i tradimenti... Il sindaco Vento, interrogato dai magistrati dopo l'arresto, spiega: nel partito, il metodo delle tangenti è stato accettato non soltanto "per motivi economici, ma anche politici", perché "chi non accettava il piano di corruzione di fatto si isolava", "il dissenso avrebbe significato una vera e propria emarginazione". In questo clima teso e confuso, si arriva alla gara, il 25 marzo 1983. I commissari nominati dai partiti aprono le due buste con le offerte di canone al Comune per la gestione del casinò di Sanremo. La Sit di Merlo offre 21 miliardi, la Flower's paradise di Borletti 18 miliardi e 900 milioni. Destinata a vincere, a suon di tangenti, era la Sit, ma evidentemente qualcuno all'ultimo momento aveva fatto il furbo ed era passato dall'altra parte: la commissione aveva stabilito che l'offerta non poteva superare i 20 miliardi e 980 milioni, così la Sit è sconfitta perché, in questo gioco miliardario, sfora il tetto per 20 miseri milioni... Scoppia il finimondo. Tra i politici è tutto un accusarsi a vicenda. Tra le due imprese invece comincia la guerra delle carte bollate, con ricorsi in Giunta, al Tar, al Coreco, al Tribunale... è in questa baraonda che fa la sua comparsa sulla scena Claudio Scajola, sindaco di Imperia ed esponente autorevole della Dc provinciale. Il 20 maggio 1983 si reca, con il collega di Sanremo Osvaldo Vento, a un incontro segreto con Borletti, a Bourg Saint Pierre, in Svizzera. È Vento, che stava trattando con entrambi i contendenti, a chiedere a Borletti di poterlo incontrare, "in modo riservato", insieme a un altro politico, "in un clima di sospetto e di timore che potesse essere violata la segretezza", scrive il magistrato. Borletti accetta. L'incontro avviene in un ristorante. Dopo il blitz di San Martino, il conte racconterà che "i due politici sostanzialmente gli comunicarono che subito dopo le elezioni avrebbe ottenuto la casa da gioco", ma "ad alcune condizioni": la prima, che "la gestione fosse improntata a criteri di imparzialità nei confronti delle forze politiche e quindi senza etichette socialiste"; la seconda, che "venisse compiuto un "gesto"che potesse controbilanciare l'offerta fatta dal Merlo a favore degli sfrattati" (Merlo aveva offerto al Comune di Sanremo centinaia di milioni per dare un'abitazione ad alcune famiglie restate senza casa); terzo, che venisse pagata una tangente di 50 milioni. Borletti riferisce subito tutto al suo avvocato Pier Giusto Jaeger e ad altre due persone (Lorenzo Acquarone e Sergio Carpinelli). Quando i magistrati di Milano cominciano a indagare sui casinò, Borletti racconta dell'incontro e i tre confermano. Ecco allora che anche Scajola viene arrestato. Nella loro requisitoria, i pubblici ministeri Corrado Carnevali e Marco Maiga scrivono: "Sono stati raccolti elementi sufficienti per giustificare e imporre il rinvio a giudizio dei due prevenuti (cioè Vento e Scajola, ndr). A loro carico vi sono le dichiarazioni precise e dettagliate della parte offesa (Borletti, ndr), inequivoche nella loro portata accusatoria; le stesse dichiarazioni hanno trovato conferma in numerose testimonianze (Lorenzo Acquarone, Sergio Carpinelli, Pier Giusto Jaeger)". E ancora: "Benché l'imputato Scajola abbia recisamente respinto l'addebito, sostenendo che la richiesta oggetto di contestazione non venne mai avanzata nel corso della conversazione, (...) le sostanziali ammissioni sul punto del Vento (...) devono debbono ritenersi determinanti in ordine all'effettiva sussistenza del reato, di cui sono presenti gli elementi costitutivi tutti. La presenza dello Scajola nel particolare contesto, (...) l'avere il Borletti, nelle confidenze effettuate ai testi di cui sopra si è detto, riferito l'indebita richiesta a lui avanzata ad entrambi i pubblici amministratori presenti nell'occorso, devono essere ritenute circostanze sufficienti perché lo stesso Scajola sia chiamato a rispondere del reato a titolo di concorso morale nel medesimo".
Il giudice istruttore Paolo Arbasino, ricevute le richieste del pubblico ministero, non ritiene invece che gli elementi a carico di Scajola siano sufficienti per un rinvio a giudizio e il 31 gennaio 1989 lo proscioglie. Scajola aveva spiegato di essere andato all'incontro con Borletti, ma soltanto per capire la situazione, che era alquanto confusa. Aveva confermato di aver posto il problema della "gestione imparziale"(cioè non filo-socialista) del casinò, ma aveva ribadito di non aver chiesto, né sentito chiedere, alcuna tangente.
Per la cronaca: la guerra per il casinò di Sanremo finisce con un accordo tra le due cordate che prevede il ritiro di Borletti, in cambio di 1 miliardo e 900 milioni subito, più 4 miliardi in seguito, a grosse rate mensili. Il processo per lo scandalo dei casinò termina invece con molte condanne definitive, che confermano nella sostanza l'impianto accusatorio.
E Claudio Scajola? Ritorna subito a fare politica. Torna a sedere sulla poltrona di sindaco nel 1990, sempre sotto le bandiere della sua Dc. Nel 1995 ci riprova, ma intanto la Dc si è dissolta in cento rivoli. Mette in piedi una lista fai-da-te, "Amministrare Imperia", che si scontra con una lista dell'Ulivo e una del Polo. Nella foga della campagna elettorale, degli avversari di Forza Italia e An dice: "Sono soltanto dei fascisti". Vince il centrosinistra. Ma l'anno dopo, nell'aprile 1996, mostra di essersi ricreduto: si candida alla Camera per Forza Italia e viene eletto. Amministratore tenace, organizzatore efficiente, democristiano a 24 carati, si fa subito notare da Silvio Berlusconi, che gli affida un compito impegnativo: costruire il partito. Nominato coordinatore nazionale di Forza Italia, lavora sodo. Trasforma il "partito di plastica" in un partito vero. Come premio, Berlusconi gli affida il più delicato dei ministeri, quello dell'Interno: con Scajola, al Viminale torna un democristiano doc, uno della tempra dei Taviani, Scelba, Restivo... Scajola, per i suoi trascorsi è, effettivamente, un esperto del ramo. A Genova, però, non lo dimostra: responsabile dell'ordine pubblico al G8, sbaglia tutto. Poi lascia senza protezione il consulente ministeriale Marco Biagi. Quando questi viene ucciso dalle Br, Scajola prima scarica le responsabilità sui prefetti, a cui aveva dato ordini di ridurre le scorte; poi dichiara che Biagi, colpevole di chiedere insistentemente di essere protetto, era un "rompicoglioni". Troppo perfino per il panorama politico italiano, anche perché le dichiarazioni di Scajola vengono riportate da due grandi quotidiani, Corriere della sera e Sole 24 ore. Scajola è così costretto alle dimissioni da ministro. Sostituito da uno che a sua volta dieci anni prima era stato costretto a dare le dimissioni da sottosegretario (Pisanu, vedi...). Ma tornerà, vedrete...
47-Sgarbi, Vittorio
Deputato della Repubblica, Forza Italia. Grande difensore di Craxi nel Parlamento del 1992 (allora vi era entrato come deputato liberale), è un pregiudicato per truffa ai danni dello Stato (assenteista, ha preso lo stipendio senza andare a insegnare). È stato indagato per aver avuto rapporti con uomini della 'ndrangheta, quando è stato candidato in Calabria. È un collezionista di querele per diffamazione: suo pezzo forte è dare dell'assassino ai magistrati di Mani pulite, ma sa variare sul tema in modo molto creativo. Cacciato dal governo Berlusconi nel 2002 (era sottosegretario si Beni culturalei) per dissidi con il ministro Urbani.
48-Sodano, Calogero
Senatore della Repubblica. Eletto ad Agrigento. Membro del Ccd, è stato sindaco di Agrigento. Nell'aprile 2001 ha subito una condanna in primo grado a 1 anno e mezzo di reclusione per avere permesso l'abusivismo edilizio in cambio di vantaggi elettorali. Con Sodano sono stati condannati a un anno di reclusione anche alcuni suoi ex assessori. Gli imputati, secondo l'accusa, non avrebbero posto in essere né provvedimenti né iniziative per bloccare l'abusivismo edilizio tra il 1991 e il 1998, non solo nella Valle dei Templi, ma in tutta la città.
49-Squeglia, Pietro
Deputato della Repubblica, Ppi. Ex sindaco di Marcianise, in Campania, politicamente molto vicino a Ciriaco De Mita. È stato arrestato per irregolarità edilizie avenute nel 1986 e processato per altri abusi, sempre nel settore delle costruzioni. Assolto, è stato candidato dall¹Ulivo in Campania.
50-Sudano, Domenico
Senatore della Repubblica, Ccd. Catanese, ex andreottiano, nel 1995, in qualità di presidente di una Usl, è stato condannato per un concorso truccato. Ha patteggiato una pena di un anno e mezzo e ha evitato il carcere, approdando poi in Parlamento.
51-Tomassini, Antonio
Senatore della Repubblica, Forza Italia. Attuale responsabile della Sanità per Forza Italia. È stato condannato per falso, con sentenza definitiva, nel 2000, perché quando era medico a Busto Arsizio aveva contraffatto e poi distrutto un esame clinico di una bambina nata con problemi cerebrali. Una sentenza successiva ha tuttavia negato la responsabilità del medico e ora il senatore Tomassini vuole chiedere la revisione del processo.
52-Urbani, Giuliano
Deputato della Repubblica. Eletto in Lombardia, nel collegio di Vimercate. È un professore, Giuliano Urbani, docente di Scienza politica all'università Bocconi. Nel 1985 è tra i fondatori del circolo Società civile di Milano. Nel 1994 la sua critica della vecchia politica si acquieta nel nuovo partito di Silvio Berlusconi: partecipa addirittura alla formazione di Forza Italia, in cui confluisce la sua Associazione per il Buon Governo. Berlusconi lo premia con una candidatura in Parlamento, in cui entra nel 1994. Subito dopo lo chiama a reggere il ministero della Funzione pubblica. Oggi, nel secondo governo Berlusconi, è ministro dei Beni culturali, un po' infastidito dal protagonismo del suo sottosegretario Vittorio Sgarbi. Parallelamente alla politica, Urbani ha mantenuto una attività professionale: è stato a lungo, per esempio, presidente di Domina, una delle società del finanziere Ernesto Preatoni. Soprannominato "il raider di Garbagnate", Preatoni era stato per anni oggetto di indagini da parte della magistratura italiana e della Consob, l'autorità di controllo della Borsa. Gli innumerevoli procedimenti giudiziari aperti sulle sue attività finanziarie non erano mai riusciti ad approdare a una condanna, ma Preatoni aveva comunque pensato di cambiare aria, trasferendo i suoi affari prima in Islanda e poi in Estonia, diventata, come tutto l'Est europeo dopo la caduta del comunismo, un paradiso per le scorribande finanziarie. La sua holding finanziaria e immobiliare era diventata la Pro Kapital, con sede a Tallin, in Estonia. La società italiana Domina aveva però continuato a controllare le attività turistiche del gruppo, tra cui un noto villaggio a Sharm el-Sheik. Centro dell'impero di Preatoni resta la Peak Mount Corporation, con sede nella inespugnabile (ai giudici) Vaduz. Urbani, stretto collaboratori di Berlusconi, è rimasto presidente della Domina almeno fino a poco tempo fa. "Conosco Urbani da tempo", ha dichiarato Preatoni al Corriere della sera il 9 agosto 2001, "ma di recente ha dato le dimissioni dal suo incarico in Domina". Quanto di recente, onorevole deputato e signor ministro? Ai primi d'agosto era circolata la notizia che la Borsa estone aveva deciso di sospendere dal listino la Pro Kapital: gli affari di Preatoni sono troppo poco trasparenti anche per l'Estonia, ma evidentemente non lo erano per il poco avveduto Urbani.
53-Verdini, Denis
Deputato della Repubblica. Eletto nel proporzionale, a Firenze, nelle liste di Forza Italia. A Firenze lo chiamano il Berlusconi della Toscana. Presidente della banca Credito cooperativo fiorentino, dopo un'ispezione della Banca d'Italia nel suo istituto, è stato indagato per falso in bilancio. È editore del Giornale della Toscana e possiede quote del Foglio di Giuliano Ferrara. Il pubblico ministero di Firenze ha chiesto per Verdini anche un rinvio a giudizio per violenza sessuale: sarebbe saltato addosso, nel suo ufficio, a una signora che andava a chiedergli di ottenere un prestito dalla sua banca.
54-Verro, Antonio
Deputato della Repubblica. Eletto in Lombardia, nel collegio di Cremona. Esponente di Comunione e liberazione, vicino alla Compagnia delle opere. E' stato candidato dopo essere stato coinvolto nell'inchiesta giudiziaria sulla cascina San Bernardo di Milano. Da assessore al Comune di Milano, insieme al collega Maurizio Lupi, aveva fatto approvare una concessione per far diventare la cascina un centro polivalente con finalità sociali. Poi, con un repentino cambio di marcia, la cascina era stata trasformata in una struttura sanitaria privata da 20 posti, naturalmente affidata agli amici della Compagnia delle opere. Subito dopo l'elezione alla Camera, come prevedibile, è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio per truffa e falso.
55-Vito, Alfredo
Deputato della Repubblica. Eletto in Campania. Noto ai bei tempi della Prima Repubblica come "Mister centomila preferenze" della Democrazia cristiana, ora è parlamentare della Casa delle libertà. Ex impiegato dell'Enel, si buttò in politica, nella Dc, con grande impegno. Si dice che nel suo ufficio elettorale riuscisse a ricevere più di 200 persone al giorno. Il soprannome se lo guadagnò con i risultati elettorali conseguiti nel 1985, 1987 e 1992: fu eletto prima al Consiglio regionale della Campania (con 120 mila voti), poi alla Camera dei deputati (con 160 mila voti) e infine di nuovo al Parlamento (con 104 mila preferenze). Poi arrivò Mani pulite: fu indagato, arrestato e processato per tangenti. La Direzione distrettuale antimafia di Napoli chiese al Parlamento l'autorizzazione a procedere contro di lui anche per concorso esterno in associazione a delinquere di tipo mafioso, sospettando suoi rapporti con la Camorra. Alfredo Vito indossò allora il saio del pentimento: "Torno alla mia famiglia; con la politica ho chiuso". Scrisse: "Lascio il mio vecchio partito, la Dc, e invito tutti i parlamentari inquisiti a seguire il mio esempio: fatevi da parte, perché solo così si potrà procedere al rinnovamento dei partiti e della classe politica". Patteggiò una condanna e restituì più di 4 miliardi di lire. Sono stati impiegati per costruire un parco pubblico alla periferia di Napoli, ribattezzato dalla fantasia popolare "Parco Mazzetta". Ma non ha mantenuto la promessa di stare lontano dalla politica: ha riallacciato i contatti di un tempo, ha riaperto un ufficio a Roma ed è tornato alla carica con la Nuova democrazia cristiana (fondata nel 2000 insieme con Flaminio Piccoli). Nel 2001 è stato accolto a braccia aperte nella Casa delle libertà, che lo ha portato in Parlamento.
56-Vizzini, Carlo
Senatore della Repubblica. Eletto in Sicilia. Palermitano, ex segretario del Psdi, cinque volte deputato (la prima a soli 28 anni), tre volte ministro, è stato responsabile tra l'altro del dicastero delle Poste e di quello della Marina. Nel 1993 è rimasto coinvolto nello scandalo Enimont con l'accusa di aver ricevuto un finanziamento illecito di 300 milioni. Condannato in primo grado, in appello strappa una prescrizione. Fu assolto dal Tribunale dei ministri anche dall'accusa di aver ricevuto mazzette mentre era al ministero delle Poste. Giovanni Brusca ha incluso il suo nome nella lista di politici che la mafia voleva far fuori dopo le stragi di Capaci e via D'Amelio. Nel giugno del 1999 Vizzini, amico di Silvio Berlusconi e di Marcello Dell'Utri, è entrato nel Consiglio di presidenza di Forza Italia. Nel 2001 ha vinto il confronto elettorale nel collegio senatoriale di Palermo centro.
Postato da: alessio | 04.02.06 12:19 |
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nessuno più di me è per la legalità che giustamente predica Italia dei Valori ,ma ritengo che Lei non sia degno della fiducia che chiede a pochi elettori,quando ne sollecita il voto,avendo tradito la speranza che,all'inizio di "mani pulite", avevamo riposto nel magistrato Di Pietro milioni e milioni di cittadini. Maledictus homo qui confidit in homine!
Nunzio Perri
Postato da: nunzio perri | 04.02.06 11:46 |
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Per Alessio:
Vedo che ne mancano alcuni, come Brancher e Salini; vada su quest'altra pagina e li trovera' tutti: http://www.benevento.antoniodipietro.it/alibabae.htm
Angela Zeoli
Postato da: Angela Zeoli | 04.02.06 11:28 |
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Caro Alessio
i nomi dei parlamentari pregiudicati puo' leggerlo a questo indirizzo oppure sul sito di Beppe Grillo da cui li ho presi: http://www.benevento.antoniodipietro.it/approf/Parlamentari_Condannati.pdf.
Cordiali saluti
Angela Zeoli
Postato da: Angela Zeoli | 04.02.06 11:20 |
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On.le Di Pietro o si fa l'Italia o si muore!
Ora è giunto il momento di dire tutte le verità che metterebbero in seria difficoltà il cento-destra e forza italia. Ai suoi dibattiti televisivi, evidenzi i nomi e cognomi dei maggiori parlamentari che hanno e che hanno avuto a che fare con aspetti poco piacevoli (corruzioni, concussioni, falso in bilancio, ecc).
Naturalmente a valle di questi aspetti evidenzi le sue proposte operative con tempi di attuazione. Si ricordi evidenzi i tempi, altrimenti chi l'ascolta, sulla base delle esperienze di questi anni, non crederà che lei è uno concreto e realista.
Enzo Vitaliani.
Postato da: vitaliani enzo | 04.02.06 11:06 |
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Condivido l' ultimo intervento, però io suggerirei di evidenziare i nominativi degli inquisiti anche nei dibattiti televisivi ai quali prende parte. Può evidenziarlo alla controparte dicendo: "Io sono abituato alla corretta informazione" quando chi, come l'On.le Cicchitto, alla trasmissione di ieri sera, rai 2 Confronti, continua a dire cose inesatte ed offensive, vedi riferimenti alla eventuale candidatura del Giudice D'Ambrosio.
Luigi Mezzini.
Postato da: luigi mezzini | 04.02.06 11:02 |
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On.le Di Pietro, in merito alla Sua lettera risposta, dove cita che ad oggi ci sono 24 parlamentari condannati-inquisiti, si potrebbero sapere i nomi, cognomi e, soprattutto, partito-gruppo politico di appartenenza. Le sarei grato ove ciò fosse possibile, al fine di iniziare a fare una giusta informazione, sulla base di fatti oggettivi, sentenze, e non sulla base delle menzogne e delirio dell'onnipotenza del quale ogni tanto, spesso, qualcuno si fa prendere.
Grazie
Alessio.
Postato da: alessio | 04.02.06 10:57 |
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Caro Di Pietro,
sono sempre più disgustato dalle derive che sta prendendo il Centrosinistra... Oltre ad essere totalmente privo di coesione sui temi più strettamente "politici", manca la fame di giustizia e di trasparenza che ha caratterizzato gli ideali storici della "sinistra", e di cui Lei ormai appare essere l'ultimo difensore.
Ben vengano le persone che come Lei hanno ancora questo sogno e questa convinzione: infatti, oggi più che un tempo, la politica la fanno le persone, e non le idee e gli ideali (mi dica un po' che cosa ci sia "di sinistra" nelle scelte politiche dei DS, o che cosa ci sia "di destra" nelle innumerevoli leggi ad personam...).
La politica, prima ancora che la magistratura emetta una sentenza, non può sopportare il sospetto che qualcuno operi per opportunismo o in conflitto di interessi. Quando vi siano indagini (per reati gravi) su chi ricopere una carica pubbica, è giusto che questa persona si metta da parte (per propria volontà, o per scelta di trasparenza del partito che la ospita), finché non si sia chiarita la sua posizione al di là di ogni ragionevole dubbio (e non per prescrizioni, vizi formali o prove insufficienti).
Le auguro davvero di conquistare una posizione di rilievo all'interno del Suo schieramento, malgrado serpeggi un certo snobbismo pseudointellettuale degli elettori, che sorridono nell'ascoltare il Suo linguaggio colorito, senza coglierne la franchezza e la concretezza. Invece è proprio questa onestà intellettuale e persino "linguistica" che manca nella politica di oggi.
Con l'augurio di conquistare il ruolo che si merita nel prossimo governo, La saluto cordialmente.
Trovato Antonino
Postato da: Antonino Trovato | 04.02.06 10:31 |
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Egr. Sig. Di Pietro, mi scuso se non La chiamo Onorevole o Dottore, ma da cittadino italiano sono stanco della sudditanza del popolo nei confronti dei politici, dei dottori e degli imprenditori "illuminati"! Detto questo, per il rispetto che Le porto, la chiamerò Sig. Di Pietro e sarò ben felice, in futuro, di potermi rivolgere a Lei con l'appellativo di Onorevole pr 2 ragioni:
1) il mio voto sarà andato a buon fine;
2) il termine "Onorevole" avrà riacquistato il suo vero significato.
Ieri sera a LA7 ho visto in Lei gli occhi di un popolo indignato, derubato e stanco di questo manipolo di burattinai che utilizzano la "res publica" come "cosa loro" !! Non molli, avanti così.
Postato da: Paolo Muzzin | 04.02.06 09:39 |
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Certo bisogna essere ottimisti , sono contento che sì inizzi un discorzo di risanamento , sulle leggi di comodo , che questo governo di destra si è costruito ; sono daccordo con il discorzo del parlamento ,chè sia trasparente e pulito , come la nostra storia ci inzegna . Spero inoltre chè queste perzone che ci hanno ( non riesco ad trovare un termine per la definizione ) governato ed diciamolo francamente anche un pò confuso in questi cinque anni , crescano diventino adulti per rimanerci e non per tornare ,dopo due giorni immaturi ed piagniucolanti , come hanno dimostrato di essere . Oggi e specialmente domani , abbiamo bisogno di un governo maturo onesto responzabile ed adulto , che non sia preoccupato delle sue responzabilità perchè non potrebbe esserne , ad differenza di molti ciarlatani ed ricattatori i quali si dichiarano modernisti , mà ancora ci rimbabbiscono con i loro rumori ed falze ragioni .
Postato da: Umberto Cognetti | 04.02.06 00:50 |
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Caro On. Di Pietro,
stasera l’ho vista affrontare Gianni De Michelis a La 7, sentendo dire più di una volta che eravate d’accordo l’uno con l’altro su questo o quel punto. Negli ultimi giorni ho visto anche altri dibattiti (Tremonti contro Violante, Mastella e Bertinotti) che alle volte andavano nella stessa direzione. Devo dire che sono alquanto meravigliato da questo andamento della campagna elettorale. Purtroppo la memoria è corta, ma ascoltare De Michelis che si propone come moralizzatore della vita pubblica e Tremonti che si atteggia ancora da liberista, mago del rilancio economico è davvero troppo. Alle prossime elezioni ci saranno parecchi elettori che all’epoca di Tangentopoli non avevano neanche cinque anni e pertanto, credo che valga la pena spiegare alcuni episodi cruciali del nostro passato non troppo remoto.
Io vorrei ricordarne due. A proposito del Partito Socialista Italiano, di cui De Michelis era protagonista, vorrei ricordare che nel 1992 i giornali italiani riportavano un dato allarmante, cioè che i seguaci di Craxi avevano contratto dei debiti per circa 400 miliardi di Lire di fronte a proprietà per un valore molto inferiore. Come sappiamo, il PSI è poi stato sciolto, e, per quello che ho potuto osservare nella mia città, i beni sono stati divisi e distribuiti fra i partiti successori. La domanda che rivolgo tramite Lei a De Michelis è la seguente: che fine hanno fatto i debiti? Non saranno mica rimasti orfani, nel senso che le banche creditrici alla fine sono state costrette a spalmare le perdite sui risparmiatori, con placet dei direttori in gran parte di nomina socialista?
A proposito del ministro Tremonti, già fiscalista del padrone di Mediaset che ne elogia sempre la capacità di inventare un sacco di “trucchetti”, vorrei invece ricordare che nel 2004 egli fu cacciato dal governo perché le sue manipolazioni avevano stufato persino un uomo mite come Fini, che di solito non abbozza neanche se gli mettono i piedi in testa. Evidentemente i conti della Repubblica Italiana erano già allora in uno stato così disastroso che nemmeno i suoi alleati davano più il minimo credito al ministro Tremonti. Eppure, dopo un breve intermezzo del ministro Siniscalco, lo ritroviamo di nuovo lì, a raccontare le stesse baggianate su un paese ideale che va a meraviglia. Ora, a mio avviso, i casi sono due: o il ministro Siniscalco è stato così bravo da riparare in breve tempo tutti i danni provocati dal suo predecessore (e allora non si capisce perché è stato sostituito) oppure il dissesto c’è sempre, forse peggio di prima, e proprio per questo a pochi mesi dalle elezioni serviva di nuovo il mago dei mille trucchetti per coprire tutto e abbindolarci ancora con le sue favole liberal-protezioniste.
Non vorrei infierire troppo su un povero bancarottiere non dichiarato come De Michelis che per nostra fortuna non conta più niente, ma ritengo che almeno un uomo pericoloso come Tremonti vada fermato prima che faccia altri danni. Così, la prossima volta che lo incontra, se ha l’occasione, La prego di fare alcune delle seguenti domande al ministro dell’economia:
Perché nel 2004 fu costretto a dare le dimissioni dal governo?
Ritiene ancora che sia necessario vendere le spiagge italiane per risanare la finanza pubblica?
E poiché gli piace parlare di eredità pesanti, che fine ha fatto il buco del 2004 che provocò la sua caduta e in che stato ha ritrovato la finanza pubblica al suo ritorno al ministero?
Postato da: Peter Weber | 04.02.06 00:09 |
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Caro Di Pietro sono imprenditore e quando parli contro i corrotti mi bolle il sangue e fai bene a non usare vie traverse!
Ma con quale faccia tosta l'attuale Presidente del Consiglio e i suoi dipendenti attaccano il centrosinistra Fini,Casini,Cicchitto,Castelli ed altri fascisti camuffati da democristiani o da socialisti ?Che vergogna!Questo governo si regge sulle stampelle lorde di corruzione del loro capo e dei 24 pregiudicati!B. Assolto per aver commesso il reato ed aver modificata la legge.
Postato da: alberto aleandri | 04.02.06 00:03 |
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Possibile che non possiamo 'semplicemente' promulgare una legge che impedisca a chi ha subito condanne o è indagato di potersi candidare? Qualche innocente potrebbe venire escluso, ma e un rischio che possiamo correre.
Postato da: mario voglino | 03.02.06 23:21 |
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Inaudito per legge è stata approvata l'euipollenza tra la laurea in
Fisioterapia a quella in Scienze Motorie.
L'Associazione Italiana Fisioterapisti comunica quanto segue:
A rischio la salute dei cittadini
Chi si occupa oggi di fitness e benessere nelle palestre e allena i nostri
ragazzi, domani potrebbe occuparsi di gravi patologie, dal parkinson alla
sclerosi multipla.
Lo prevede una legge dello Stato approvata ieri in via definitiva, che rende
di fatto equipollente la laurea in scienze motorie a quella in fisioterapia.
Con una norma nascosta, ancora una volta, tra le pieghe di un decreto di
fine legislatura, è passato un provvedimento che mette a rischio la salute
dei cittadini, perché la affida a personale non qualificato, legalizzando
così forme di abusivismo.
La domanda di riabilitazione è crescente in Italia, è una domanda che esige
prestazioni di alto livello, non fa sconti e non ammette improvvisazioni,
altrimenti a pagare sono i malati.
Questa legge, invece, apre la strada a personale che non ha le giuste
competenze e avrà ricadute molto negative sulla qualità dell'offerta
riabilitativa.
I fisioterapisti chiedono che venga subito abrogata e intendono dare
un'informazione puntuale alla cittadinanza, mettendola sull'avviso dei
pericoli che corre la salute.
Lorenzo Cozzari
Postato da: lorenzo cozzari | 03.02.06 21:57 |
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Salve a tutti e scusate se scriverò scorrettamente. Non ho tempo x stare davanti al p.c. e poi scrivere; ma questa volta qualcuno mi ci tira x i capelli
Ci sono donne che si lamentano che in parlamento sono poco rappresentate. Io uomo ho votato spesso e volentieri donne e non perché devono rappresentare le donne ma perché alcune portano valori da me condivisi x
Tutti i cittadini.Le donne come gli uomini si confrontino con gli elettori e poi secondo i loro programmi vinca il migliore. Non dimentichiamo che abbiamo avuto donne in parlamento come la Iotti o la senatrice Anselmi
E abbiamo tuttora donne come la Bindi o la Finocchiaro Queste lamentele da parte di alcune sono contro se Stesse senza rendersene conto(mia moglie critica queste donne) .
Ai difensori di Berlusconi che ho visto che non hanno nessun pudore come leggo su questo forum; dato che la puntura di berlusconite non è servita (probabilmente è servita a chi come lui era gia grasso e proprio x
Difendere questi sporchi interessi che lo difendete?) si vada a informarsi; magari tramite internet come funziona in America e nella stessa Europa la politica o l’etica politica, si informi quanti politici dobbiamo mantenere
Che vada a vedere in percentuale alla popolazione quanti altri paesi più ricchi del nostro mantengono una percentuale di politici come la nostra Italia, abbiamo bisogno di cose reali e non di pannicelli caldi, non mi si venga a dire che l’attuale governo li ha diminuiti; si informi che cosa vuol dire DEMOCRAZIA non esiste politico che abbia tanti interessi da difendere come certi nostri. Non mi verrete a dire che Berlusconi in questi anni non ha fatto i suoi interessi per lo più sporchi con leggi fatte su misura x se stesso e x le sue aziende?
La ragione x cui Berlusconi spende soldi contro la sinistra è che ha paura di non poter continuare a far soldi
Evitando il fisco come a fatto recentemente. SI potrebbe continuare con esempi come questo. In quanto agli affari della sinistra, finora a parte L’onorevole DI PIETRO e il compianto ENRICO BERLINGUER io penso che tutti oggi vanno in parlamento x farsi i cavoli propri ma ce un limite a tutto e l’attuale governo non ha avuto nessun pudore. Purtroppo complici sono tuttora chi lo difende, forse alcuni sono inconsapevoli ma i più sono come certi dipendenti pubblici che x continuare a fare i loro comodi difendono i loro funzionari poco puliti Lo scrivo con cognizione di fatto essendo stato x pochi anni nella pubblica amministrazione anch’io
Aldilà degli interessi di questa gente mi spiegate cosa centra la vicenda unipol con i D:S se chi indaga ha ritenuto irrilevante ciò che è emerso, ma perché non vi preoccupate dei veri scandali a tutti i livelli in questi giorni accadono, ma non vi accorgete in quale baratro siamo sprofondati e non lo sapevamo ;svegliatevi se vi è rimasto del pudore In quanto all’estrema sinistra, che fa? Difende i più deboli? Ma che grande peccato.
Io segue da sempre Italia dei valori e faccio propaganda x essa ma non credo che scriverò più sul forum ho altro da pensare c’è gente che x colpa dell’attuale governo ha bisogno, magari di poche cose e a quello che preferisco dedicare il mio tempo
p.s. guardavo giusto stasera il programma di FERRARA sulla rete sette mi è sembrato che la barba lunga e i capelli unti di olio fossero di FERRARA e non dell’onorevole DI PIETRO una donna dovrebbe sapere meglio di altri se un’uomo ha la barba lunga o invece fitta ma quando è tagliata rimane comunque la pelle scura, smettetela di giudicare a questo modo e guardate l’essenziale e non l’apparire. Mi pare che qualcuno vede troppi spot
Postato da: bottaro giulio | 03.02.06 21:57 |
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Io invece ritengo che sara' un giorno lieto quello in cui andranno a casa Berlusconi e tutta la sua corte dei miracoli; e ancora piu' lieto sarebbe se si togliesse dai piedi anche Mastella. Ma naturalmente chi non ritiene accettabile Di Pietro pensa che Mastella stia benissimo a sinistra.
Postato da: Angela Zeoli | 03.02.06 21:54 |
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Io invece ritengo che sara' un giorno lieto quello in cui andranno a casa Berlusconi e tutta la sua corte dei miracoli; e ancora piu' lieto sarebbe se si togliesse dai piedi anche Mastella. Ma naturalmente chi non ritiene accettabile Di Pietro pensa che Mastella stia benissimo a sinistra.
Postato da: Angela Zeoli | 03.02.06 21:54 |
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Egr dott Di Pietro
Non si può che essere daccordo con quanto da Lei espresso.
Confido nella serietà che l'ha sempre contraddistinta per far si che non siano le solite promesse elettorali. Per troppi anni si continuano a vedere le solite facce.
Cero che, caro dott. Di Pietro, con tutti i nostri problemi, assistiamo alle bagarre quotidiane dei nostri politici su argomenti di cui alla gente non importa un bel niente, e intanto i problemi rimangono tali, anzi peggiorano.
Le confido in fine che, se questo centro destra è un disastro, una sciagura, una calamità; non è che riponga la mia totale fiducia nel centro sinistra.
Un saluto
Umberto Alfieri
Varese
Postato da: umberto alfieri | 03.02.06 21:52 |
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Mi domando cosa c'entri Di Pietro con qualcosa di anche lontanamente simile alla sinistra....
....esprime un populismo demagogico tipico della destra, sarà lieto il giorno in cui Di Pietro tornerà a casa..speriamo presto.
E la sinistra magari tornerà a fare la sinistra.
Postato da: luca oddone | 03.02.06 21:12 |
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ho una curiosità da chiederle: ma quanto è lo stipendio di un parlamentare? Un deputato quanto prende al mese? Il presidente della repubblica quando va in pensione che tipo di pensione percepisce e a quanto ammonta? E ancora, come si determina la pensione di chi ricopre una carica così importante? Le faccio queste domande perchè sul sito di Beppe Grillo in un commento ho letto che Elvio Morales, presidente cambogiano mi pare, si è ridotto lo stipendio con una legge e obbligando anche gli altri componenti del Governo a fare lo stesso e destinando i soldi così raccolti alla sanità.....in Italia come siamo messi? E' possibile sapere da cittadino che paga le tasse come un parlamentare spenda i soldi del suo stipendio per fare il suo "mestiere" di rappresentante della sovranità popolare?
Postato da: pinco palla | 03.02.06 19:42 |
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Caro Signor DiPietro, 1542,5 miliardi di euro è il nostro debito pubblico, un mutuo che i cittadini italiani si ritrovano da molti anni sulle spalle. Di solito un mutuo viene acceso e dopo vari anni viene estinto impegnandosi a pagarne le rate, come mai il debito pubblico non si estingue mai anzi, AUMENTA? In questi giorni l'ex presidente del perugia Gaucci ha frodato la società per ben 100 milioni di euro, non sarebbe il caso di fare leggi che permettano di punire questi delinquenti in modo esemplare condannandoli a sanare il debito pubblico con i loro patrimoni miliardari? Se vincerà le prossime elezioni, terrà conto di queste ingiustizie? farà VERAMENTE qualcosa di utile per noi cittadini? Grazie fin d'ora per una sua cortese risposta....
Postato da: pinco palla | 03.02.06 19:00 |
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Caro Antonio,
volevo chiederti se nella tua legislatura penserai ad eliminare le varie leggi fastidiose AD PERSONAM e altre leggi INUTILI (come l'incredibile legge sulle droghe che può danneggiare milioni di giovani e studenti universitari che tutto sono tranne che delinquenti).
Spero di si...
in bocca al lupo per tutto e complimenti per il blog (ma tienilo sempre aggiornato).
p.s. grazie per la risposta che mi hai mandato sulla mail!!
Postato da: Nik Net | 03.02.06 18:21 |
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Purtroppo ci ritroviamo a votare chi ha permesso a Berlusconi di andare al governo, la sinistra con i suoi compromessi, una sinistra che di sinistra non ha niente, che purtroppo dobbiamo votare scegliendo tra il peggio e un po' meno peggio, una sinistra i cui rappresentanti hanno anche il coraggio di dire in parlamento che durante il suo governo non hanno impedito gli affari di Berlusconi, anzi il suo fatturato è aumentato del 25 per cento. L'Italia è finita in fondo a un burrone grazie a questi politici come Prodi, Dalema e compagnia che oggi si ripresentano si ripresentano come i salvatori con le solite tristi litanie.
Postato da: Vaccari Daniele | 03.02.06 18:03 |
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Caro Antonio,
in tv parlate maggiormente dei processi a cui è stato sottoposto il signor Berlusconi, spiegate
bene agli italiani che in verità non è stato assolto,
ma colpevole e che solo la lunghezza dei tempi processuali e le leggi che ha fatto ad personam
gli hanno evitato la galera..
Cordialmente
Postato da: Salvatore Russo | 03.02.06 18:01 |
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scusate l'Ot, ma conoscendo l'integrità del dott. Di Pietro vi chiedo, per favore di inviare il seguente testo all'ambasciatore di danimarca, per l'assurdo trattamento che ricevendo il suo paese in difesa della libertà Rigraziandovi.
Pizzetti luca
Da inviare all’Ambasciata della Danimarca a Roma:
romamb@um.dk
Spett. Ambasciatore,
desidero esprimere a lei, al suo paese ed al suo governo i miei più profondi sentimenti di solidarietà per gli incivili, violenti ed antidemocratici attacchi cui il suo paese, i giornali ed i giornalisti danesi vengono attualmente sottoposti da parte dell’estremismo islamico in tutto il mondo.
Il mio amore per la libertà ed il mio senso democratico si rifiutano di accettare la barbarie a cui, estremisti che, impropriamente, si fanno scudo della religione, sottopongono con violenza in tutto il mondo la libera Danimarca.
Affinchè il boicottaggio economico che questi antidemocratici stanno attuando nei confronti del suo paese, non causi danni rilevanti all’economia della Danimarca, invito il suo governo a pubblicare le liste dei prodotti danesi in vendita nel nostro paese per darmi modo di sostenere anche economicamente la democrazia danese.
Ringrazio il popolo danese per la battaglia di libertà che sta conducendo contro l’oscurantismo in nome di tutti noi.
Con cordialità
Postato da: luca pizzetti | 03.02.06 17:53 |
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Leggo molti attacchi nei confronti di PRODI ma credo che il fatto che sia stato nominato alle Primarie il Leader della Coalizione dell'Ulivo non significa assolutamente che sia meglio degli altri ma è la persona che in questo momento è di riferimento per gli italiani...vuoi per curriculum, vuoi per serenità nell'affrontare questo pesantissimo governo inconcludente e logorante o vuoi per qualsiasi altro motivo.
Quello che conta è che tutti i rappresentanti della Sinistra siano persone valide e con dei programmi seri e costruttivi e tutti lavoreranno (in caso di vittoria) per la stesso motivo, quello di fare ripartire l'Italia e farla crescere!
L'unico problema è che dovranno, purtroppo, perdere un sacco di tempo per ripristinare le leggi create ad-personam e temo che non sarà molto facile!
Poi è chiaro che ognuno appoggerà il partito a cui ritiene di dar fiducia, in questo caso FORZA DI PIETRO!!!
Postato da: Stefano DETTORI | 03.02.06 17:52 |
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Caro Di Pietro, nonostante le condizioni sociopolitiche in Italia mi facciano venire voglia di non andare a votare, quest'anno ci andrò e voterò per una donna. Sono stanca della dicriminazione e del controllo a cui tutte vengono sottoposte (e parlo delle discussioni sulle leggi che interessano principalmente le donne come aborto, fecondazione assistita e affidamento dei figli) senza avere una voce politica che ci rappresenti anche numericamente. Siamo più della metà della popolazione, una forza immane a ancora abbiamo una irrisoria percentuale di donne in parlamento? Lo trovo incredibile!
Spero che il tuo partito si adoperi anche in questo senso. Grazie e auguri.
Postato da: Mariangela Mincuzzi | 03.02.06 17:50 |
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Dove sono i giovani ???? Dove sono le idee nuove???
Che cosa avete previsto per il futuro dell'italia ???
Sui problemi dei senza tetto ????
Di chi non ha un lavoro????
Sulla concorrenza degli altri Stati in termini di imprenditoria e salari più bassi ??????
Postato da: massimiliano tarasconi | 03.02.06 17:33 |
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salvatore, tu accenni al fatto che il povero silvio chi glielo fa fare di lavorare come un matto con tutti i soldi che c'ha......
egli è uomo votato all'avere e al fare, al fare per avere sempre più soldi e potere, ......e l'avidità è un appetito insaziabile...più ce n'hai più ne vorresti.
come una sorta di pozzo di san patrizio, di cui non si vede mai il fondo.
egli è certo molto preoccupato di queste cose e lavora per esse.
ma noi abbiamo bisogno di persone che si preoccupino per noi e non di se stessi.
questo farsi carico dei problemi degli altri è poi quello che apprezzo negli uomini politici.
e grazie tante ad antonio per essere uno di questi.
ed è vero che molti berlusconiani, o craxiani, ingrossano le file della sinistra, ma ci sono anche forze sane che bisogna farle crescere.
amichevolmente.
Postato da: stefania acacia scarpetti | 03.02.06 17:32 |
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EGR. DI PIETRO
MI DOMANDO, ANZI LE DOMADO: SE L'ILLEGALITA' E' DI SINISTRA, E' MENO GRAVE?
IL SENATORE FLORINO (INTERROGAZIONE), GLI INQUIRENTI, I PM ED I GIORNALISTI, SANNO CHE A CARDITO (PROVINCIA DI NAPOLI SINDACO UDEUR) L'AMMINISTRAZIONE NON AGISCE NELLA LEGALITA', LEI CHE E' PARLAMENTARE PERCHE' NON SI OCCUPA DEL CASO?
PERCHE' I GIUDICI NON PROVVEDONO?
ALLORA HA RAGIONE BERLUSCONI?
SO CHE NON RISPONDERA...UN EX ELETTORE DI IDV, SUO EX AMMIRATORE AI TEMPI DI MANI PULITE
Postato da: LEGALIO MARCIO | 03.02.06 17:10 |
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Caro Antonio,
hai parlato di fare alcuni importanti cambiamenti per quanto riguarda deputati e senatori. Io nella mia ignoranza, per quanto riguarda l'immunità parlamentare, non riesco a capire come mai questo istituto venga applicato anche in presenza di reati che nulla hanno a che vedere con i l' attività parlamentare come ad esempio; la corruzione il faso in bilancio, la truffa, reati collegati alla criminalità organizzata, per cui ci vuole l'autorizzazione a procedere. ma se qualcuno di questi signori commettesse un omicidio non si potrà processare o incarcerare mai se la camera di apperteneza non concedesse l'autirizzzazione? come funziona? Il tuo partito riuscirà a portare avanti questa battaglia?
Luciano Dosi - Lodi
Postato da: LUCIANO DOSI | 03.02.06 17:00 |
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Caro Antonio, la mia famiglia (4 persone) ti affidera' il voto perche' siamo convinti che sei un dei pochi onesti rimasti.
Mi raccomando fanne un buon uso.
Se TUTTA la sinistra non si impegnera' a disfare quelle leggi che il centro destra prezzolato da Berlusconi, ha emanato ti informo che non andremo piu' a votare, questa e' l'ultima volta.
Io c'e l'ho con chi gli ha lasciato le tre reti a Berlusconi (signor D'Alema per intenderci).
Cordialmente ti ringrazio.
Paolo
Postato da: Paolo Spighi | 03.02.06 16:42 |
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Stimatissimo Giudice mi auguro davvero che le cose nel nostro paese cambino.
Ogni mattina che mi alzo mi dolgo per la situazione in cui ci troviamo invischiati.
Tutta colpa di Berlusconi?
Io non credo perchè ahimè non è solo il singolo di turno ma l'intero apparato politico-statale che va modificato.
Se ricorda, lo scorso 14 novembre le inviai via e--mail quel prospetto di riforma statale (in formato .pdf) sul quale, però, non ebbi più nessun riscontro.
credo che quello che a suo tempo feci, sia un ottimo punto di partenza: quando ha tempo se lo riguardi.
Saluti.
Gian Pietro D'Aiuto
Postato da: Gian Pietro D'Aiuto | 03.02.06 16:29 |
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scusami per l'ironia!
.....ma la promessa di sfasciarlo a quello,mica l'hai mantenuta eh!!!!!!
comunque forza Antonio,tanti italiani sono con te.
Postato da: Ferruccio Ferraro | 03.02.06 15:40 |
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COSE MOLTO CONDIVISIBILI. MA AD ALCUNI LE PROMESSE NON PIACCIONO.
E VANNO INTRODOTTI NUOVI COSTUMI SOCIALI. IL PIU' FURBO, OLTRE AD ESSERE VENERATO, E' PRESIDENTE DEL CONSIGLIO.
DAL CENTROSINISTRA TROPPI DISTINGUO.
LO SDI, CARO DI PIETRO, PROTESTA PER LA CANDIDATURA DI GERARDO D'AMBROSIO.
GLI UNICI CHE DICONO DI VOLER ABROGARE LE LEGGI AD PERSONAM SONO PRODI (CHE APPARE ISOLATO NEL SUO GETTARE IL SASSO NELLO STAGNO), BRUTTI, SUBITO NEI DS SOSTITUITO DALLA FINOCCHAIRO E LEI.
LA RIFORMA MORATTI NON VERRA' ABROGATA.
LA LEGGE GASPARRI NEANCHE.
NON SAPPIAMO SE UN CITTADINO PRIVATO POTRA' ANCORA POSSEDERE TRE RETI TELEVISIVE.
POTREI CONTINUARE A LUNGO CITANDO CASI DI LOTTIZZAZIONE, QUESTIONE MORALE E PARTITOCRAZIA.
MA POSSIBILE CHE UNO DEBBA VOTARE CENTROSINISTRA SOLO PERCHE' DALL'ALTRA PARTE C'E' BERLUSCONI?
DAL 2007 VORREMMO VOTARE PER, NON CONTRO.
POSSIBILE CHE I PARTITI SONO SEMPRE COSI' INDIETRO? SONO LORO CHE DOVREBBERO GUIDARE IL POPOLO, NON IL POPOLO LI DEVE PLASMARE.
E POI, DI PIETRO, LEI SI BATTEVA PER IL SUCCESSO DELLE PRIMARIE. SONO STATE UN SUCCESSO. ED IN QUANTO SUCCESSO, SONO STATE IN FRETTA ARCHIVIATE. PER PARLARE DI PARTITI DEMOCRATICI.
Postato da: Aida Yespica | 03.02.06 15:23 |
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Mi riferisco al post del signor Casella dove si fanno tre riflessioni che potrebbero essere anche giuste,:
1. e' vero che Berlusconi potrebbe goderseli (soldi e anni) anziche' "spenderli" in lotte contro la sinistra...ma forse no, forse ci sara' una ragione.
2. e' vero che "quelli della sinistra" potrebbero, in caso di vittoria, continuare a fare i loro giochi sottoterra, ma se e' vero cio' allora potremmo tranquillamente affermare che lo possono fare anche adesso che sono all'opposizione, (appunto vedi vicenda UNIPOL)...e forse no.
3. questa non l'ho proprio capita, forse (come Forrest Gump) sono davvero ingenuo....e forse no.
Una cosa pero' credo di aver capito, e forse e' tutto qui il senso della critica di tanti italiani nei confrnti del pres. del consiglio, semplicemente Berlusconi non e' capace e non ci soddisfa come primo ministro, tutto qui.
Lancio una riflessione anch'io: chissa' perche' ho l'impressione che Fini e Casini sotto sotto sperano o diprendere tanti voti (ma solo per i loro partiti) oppure di perdere le elezioni per disfarsi una volta per tutte del loro ingombrantissimo "alleato".
Postato da: stefano serafini | 03.02.06 14:50 |
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Antonio ho letto la tua lettera e penso che il tuo pensiero sia uguale al mio.Sarebbe quasi ora che in manette andassero i veri ladri e non sempre la povera gente.
Spero proprio che il 9 aprile questo governo venga spazzato via,non ne posso più di sentire"L'UOMO DEI TRANELLI"spargere letame su tutto e tutti è proprio il sintomo di una persona che sa di aver perso e adesso ha paura.
Postato da: aldo.c | 03.02.06 14:46 |
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negli ultimi giorni mi è arrivato più volte sulla mia casella, per opera di
amici di sinistra poco impegnati sul lavoro, un volantino che indica
il modo in cui Berlusconi avrebbe raddoppiato il suo patrimonio in questi
anni di governo. Al di là delle cifre e delle modalità (alcune delle quali
mi suonano decisamente false) la tesi di fondo è sempre quella:
Berlusconi è al governo per farsi gli affari suoi e diventare sempre più ricco.
Vi propongo tre riflessioni in proposito:
A) Uno fa i soldi per goderseli. Che tipo di vita abbia fatto Berlusconi in questi
anni da premier (e per la verità da quando è sceso in campo nel 1994)
è sotto gli occhi di tutti. Tutti i giorni al lavoro e tutti i giorni sotto il fuoco
dei media, della sinistra, della magistratura, ecc... insomma, ha fatto di tutto
tranne che godersi la vita (e i suoi soldi). E, a quasi settant'anni, è pronto a
dedicarne altri cinque a governare il paese...
B) Ciò che fa Berlusconi è sotto gli occhi di tutti e tutti sanno di quali aziende
è roprietario o azionista. E quindi ogni suo atto che sia in potenziale conflitto
d'interessi è palese e pubblico. Degli esponenti della sinistra (come di molti
grandi industriali padroni di autorevoli giornali) invece non si sa nulla.
E possono continuare a fare i loro interessi senza conflitto, come dimostra
la vicenda Unipol.
C) Infine, molti (anche a sinistra) sono convinti che il Cavaliere avrebbe fatto
meglio i suoi interessi e vissuto molto più tranquillamente gli ultimi dieci ann
se nel 1993 avesse fatto un bell'accordo con la sinistra "cedendo" loro una
rete in cambio della tranquillità. Avrebbe mantenuto La Standa,
Blockbuster, ecc., sarebbe potuto entrare nel business della telefonia,
avrebbe fatto ancora più soldi e, soprattutto, col tempo e la tranquillità
per goderseli.
Come diceva qualcuno (Forrest Gump?), “stupido è chi lo stupido fa”…
Postato da: Salvatore Casella | 03.02.06 14:33 |
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Sei grande Antonio, sono d'accordo con tutti
i contenuti dellla tua lettera, ma voglio
ricordarti che dopo 50 anni di brutti personaggi
in politica io propongo una legge a personam
per 50 anni in politica in tuo favore, il ricambio
in politica è assolutamente è necessario ma
vorrei che venisse ideato un curriculum
del politico..... per scegliere meglio.
Poi non vorrei che al tuo posto arrivi un
pingo pallino qualunque e ci fa tornare indietro
al vecchia politica italiana. Voglio ricordarti
che abbiamo ancora qualche senatore a vita
a piede libero che ne ha fatte crude e cotte....
che fa anche gli spot pubblicitari.
forza Antonio.
Postato da: luigi salomone | 03.02.06 13:56 |
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Ciao, Antonio, così si fà, coraggio e che la speranza sia l'ultima a morire.
Sarà una lotta dura, c'è troppa gente che prende soldi per vivere sulle spalle del contribuente.
Postato da: Domenico Angiola | 03.02.06 13:54 |
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Rettifica: intendevo D'Ambrosio non Borrelli...
:)
Postato da: annalisa frattarelli | 03.02.06 13:51 |
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Caro Di Pietro,
condivido tutte le sue battaglie da tempo, ho apprezzato anche moltissimo questo suo sodalizio velato e non urlato con certe posizioni di Grillo...il problema è che siamo ancora troppo pochi (in certi casi non vale il "pochi ma buoni"...) per contare in parlamento ci vogliono voti. Lei è una persona certamente carismatica e il suo partito è l'esempio di un partito basato sulla visibilità del fondatore, ma credo anche che non possa fare tutto da solo! Inizi ad affiancare la sua immagine con quella di qualcun altro della sua stessa indiscussa levatura morale..piano piano, facendo abituare gli italiani alla vista di questo nuovo personaggio (che magari regga anche bene i confronti in tv...), può poi iniziare a delegare qualcosa!!! (ma perchè a candidare Borrelli non ci ha pensato prima lei???)
Un abbraccio, Annalisa
Postato da: annalisa frattarelli | 03.02.06 13:50 |
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caro Di Pietro,
sono un ventenne napoletano, sono molto contento del fatto che tra i primi punti del tuo programma ci sia il rilancio del mezzogiorno e la lotta alla criminalità organizzata, spero che le tue non siano solo parole e che l'unione tutta si impegnerà non ad una semplice lotta, ma ad una vera e propria GUERRA alle organizzazioni mafiose, una guerra su tutti i fronti, cercando di creare le possibilità per cui possano essere eliminate tali organizzazioni, in prima istanza condannando pesantemente la corruzione che dilaga nelle istituzioni. La situazione, almeno qui a Napoli è assolutamente da SCHIFO, ed è anche palese che ne il sindaco, ne il presidente della regione Campania si battano per cambiare la situazione. Caro Di Pietro spero che tu abbia ancora la voglia di BATTERTI per la giustizia, come hai già fatto in passato, per la quale tutti dovrebbero ringraziarti!
Postato da: francesco lettieri | 03.02.06 13:48 |
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Carissimo On. Antonio: le tue parole vengono da me divulgate tutti i giorni, raccolgo moltissime informazioni dai cittadini, i quali vorrebero vederti al comando di questo paese,si raccomandano di non trascurare niente del sociale, far si' che questo paese possa riprendere il colorito della bella italia, togliere di mezzo i personaggi e pregiudicati che ci rappresentano, per non arrivare ad conclusione tragica. (facciamo una bella pulizia al concimaio)DAI DIAMO UNA SVOLTA STORICA. Saluti Di Pietrantonio
Postato da: Costantino Di Pietrantonio | 03.02.06 13:42 |
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Caro Di Pietro,
Sono dei tuoi: Mi convincono del tutto le tue tesi, che ho studiato sul tuo sito, e da circa un anno collaboro con una quindicina di amici a far nascere dei comitati utili a dar voce e programma a ciò che la gente di Milano vuole dalla politica.
Anche nel mio quartiere è nato un comitato denominato "La politica alla gente!" Sono una decina di persone che vanno dicendo in giro:
La politica è necessaria, è bella, è nobile. Ama le persone. Realizza buoni progetti per il bene comune". Ci chiediamo:"C'è speranza di correggere il professionismo politico che invece usa le persone per il progetto di far carriera o di arricchire? La partecipazione della gente può arginare la partitocrazia?" Molti di noi vedono in te, caro Di Pietro, chi impersona questa speranza di nuova e diversa politica, che non è anti-politica. DAi! Noi stiamo con te. Di Pietro, so quanto risucchia, consuma e stressa la politica fatta con cuore leale. Ma tieni duro per quelli che ti vogliono bene...
Con affetto. sergio.gilioli@fastwebnet.it
POSTSCRITTO:
Abbiamo , anche noi nel nostro piccolo, aperto un BLOG per aiutare questa voglia di rappresentare i bisogni della gente dal basso e invitando chi ci crede a prendere la parola. Partendo dal concreto, l'esordio del 28.febbraio è stato: "NEVICA!... E a Milano finalmente si respira meglio.
Aria pulita a Milano non può sempre essere una nevicata, nè un sogno lontano... Vuol dire invece CREDERE che si evolvano buone pratiche che la gente perbene deve poter realizzare:
* Un pannello solare fotovoltaico sul tetto di ogni casolare, casa, capannone della pianura padana!
* togliere accise e tasse ai biocombustibili e ai biocarburanti, i quali non avvelenano l'aria (biodiesel, bio-etanolo, biogas), per stimolarne la competitività sulle benzine (Lo prescrive l'Unione Europea dal 2003)
* dar voce alla gente che vuole queste cose perchè sono buone, giuste, necessarie. La politica alla gente! per il bene comune "
E a seguire istruzioni concrete sui pannelli fotovoltaici...
Di nuovo, CORAGGIO DI PIETRO!
Noi siamo con te e ci tiriamo su le maniche per darti una mano.
Postato da: sergio gilioli | 03.02.06 13:41 |
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Da anni ormai il mio popolo non gode più della mia stima, debbo ammetterlo. Da anni vado all'estero con la coda tra le gambe, tentando quasi di celare le mie origini (di cui una volta andavo, tutto sommato, orgogliosa). Ovunque vada ormai ci si sente dire:" italiano, Berlusconi"; seguito da qualche risatina ironica. Hai voglia a spiegare che non l'hai votato, la risposta è sempre: "dite tutti così, qualcuno di voi l'avrà pur fatto!". Siamo lo zimbello d'Europa. Ma non ce l'ho con Berlusconi che è un uomo, uno, che fa il suo bieco interesse; ma le migliaia e migliaia di persone che lo hanno votato? Non hanno alcuna attenuante, sono i veri artefici della rovina, come lo sono tutti quei politici, gente dello spettacolo, giornalisti e via dicendo che lo hanno omaggiato, umiliandosi, per avere uno straccio di potere e di visibilità. E allora, caro Di Pietro, da ex Pci, ex Pds, ex Ds le dico ben venga la sua dignità, il suo non guardare in faccia nessuno, il suo riproporre una tanto obsoleta questione morale. Sono pronta anche a rimboccarmi le maniche, se vuole, e a darle un aiuto concreto, sulla strada.
Postato da: lucia morante | 03.02.06 13:22 |
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Caro Antonio
Ti seguo sempre con molto interesse ma non sempre riesco a comprendere quello che vorresti dire.
La tua grammatica non sempre è comprensibile anche se alla fine, in qualche modo, il senso di quello hai intenzione di dire è possibile intuirlo dal contesto.
Se me lo consenti vorrei comunque consigliarti di curare un poco di più l'immagine. Quando vai in televisione cerca di prestare maggiore cura alla rasatura della barba e non usare olio (di oliva ?) per pettinare i capelli. Spero nel successo della coalizione e ti auguro di festeggiare al piu presto con tutta l'Unione.
Attento all'estrema sinistra !.
Una fedele ammiratrice
Postato da: Adele Mastelli | 03.02.06 13:08 |
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Egr. Dott. Di Pietro
Spero che prima o poi le capiterà davanti in un dibattito televisivo Pinocchio Berlusconi.
Finora nessuno degli interlocutori : Bertinotti, Rutelli, ecc. ecc. ha portato in trasmissione il famoso “contratto degli italiani”
La copia in mie mani è la pagina n° 10 del Corriere della Sera di venerdì 11 maggio 2001, che potrà cosi procurarsi.
Bertinotti , in trasmissione, aveva segnalato che Berlusconi non aveva mantenuto la clausola n° 5 relativa ai cantieri, che però purtroppo è INDIMOSTRABILE in una diretta televisiva.
Un giornalista, il direttore del 24 ore mi sembra, aveva contestato che l’innalzamento delle pensioni ad 1 milione non era stato dato a tutti ma solo a coloro che avevano superato i settantacinque anni.
Pinocchio si è difeso, E NESSUNO lo ha CONTESTATO, affermando che sul contratto non aveva inteso di darlo A TUTTI ma di assegnarlo con dei paletti da stabilire.
Sul contratto non erano indicate LIMITAZIONI di SORTA.
Se lei portasse il giornale in trasmissione come potrebbe difendersi Pinocchio, davanti al contratto stipulato da Lui . Direbbe che il Corriere aveva sbagliato a stampare il contratto.???.
A quel punto potrebbe incalzare SEGNALANDO che il 1 punto- Abbattimento della pressione fiscale è stato MANCATO CLAMOROSAMENTE.
QUESTO DATO è INCONTROVERTIBILE in quanto è un dato MATEMATICO.
Il contratto indica:
Abbattimento della pressione fiscale
1) esenzione totale dei redditi fino a 22.000.000 di lire annui;
2) con la riduzione al 23 per cento dell’aliquota per i redditi fino 200.000.000,
3) con la riduzione al 33 per cento dell’aliquota per i redditi sopra i 200.000.000;
4) con l ‘abolizione della tassa di successione e della tassa sulle donazioni.
Con la tassazione in essere su un reddito di 11.362,05 (pari a 22.000.000 di vecchie lire)
già detratta la quota NO TAX AREA spettantegli
un lavoratore dipendente paga 1.144,50 euro (10,07%)
un pensionato 1.273,38 euro (11,21%)
un lavoratore autonomo 1.851,43 euro (16,29%).
e quindi non godono di una ESENZIONE TOTALE come promesso dal contratto.
Con la tassazione in essere su un reddito di 103.291,38 (pari a 200.000.000 di vecchie lire)
Qualsiasi contribuente paga 38.241,12 pari al 37,02 % che è ben lontano dal 23% promesso nel contratto.
Per i redditi superiore ai 200.000.000 come minimo rimane l’aliquota del 37,02% contro il 33% promesso.
Rimanendo sul tema dell’imposizione fiscale si dovrebbe chiedere al nostro Presidente del Consiglio se è al corrente dei guai provocati dall’aumento della prima aliquota dal 18% al 23 % cioè un AUMENTO SPROPOSITATO ED INGIUSTIFICATO sulle RITENUTE FISCALI per quanto riguarda le liquidazioni del lavoro dipendente.
Infatti sul TFR non era stata inserita (dimenticanza ? o dolo) né la NO TAX AREA né la clausola di salvaguardia.
Di fronte a questo errore l’on. Giorgio Benvenuto (in qualità di ex sindacalista aveva afferrato al volo il problema) nel febbraio 2003 presentò il disegno di legge n° 2468 per una sua correzione.
Il Senato in data 18 settembre 2003 aveva rinviato l’approvazione definitiva per il passaggio in legge di questo disegno, motivandolo con la MANCANZA della COPERTURA FINANZIARIA.
Questa motivazione dà l’idea dell’entità della cifra e del relativo costo GRAVATO solo sui lavoratori dipendenti.
Da notare che in data 31 luglio 2003 alla Camera, il disegno legge, dopo 22 lavori in commissione e due sedute di lavori in assemblea, era stato votato ed approvato dalla Camera con 411 voti a favore su 412 presenti e votanti.
In tale occasione la Maggioranza non solo non aveva opposto la mancanza dei Fondi, ma si era AUTOCOMPLIMENTATA e VANAGLORIATA per avere riparato ad una palese situazione di ingiustizia dovuta ad una affrettata emanazione del cosiddetto primo modulo della riforma fiscale emanata da Tremonti.
Sorge spontanea una domanda 31 luglio si alla camera , 18 settembre NO al senato, come si è scoperta la mancanza della copertura finanziaria in un periodo di FERIE?.
Perché la maggioranza ha partecipato alla FARSA sotto riportata visibile sul resoconto stenografico su Internet.
Dichiarazioni, ante votazione di.:
Scherini Gianpietro : Signor presidente, intervengo per preannunciare il voto favorevole di Forza Italia, per evitare che la tassazione a carico dei contribuenti per l’anno 2003 a seguito dell’attuazione del primo modulo della delega per la riforma fiscale sia particolarmente gravosa per i redditi dipendenti. Siamo soddisfatti nel vedere appunto l’unanimità di consensi rivolti ai redditi più bassi (applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia) .
Leo Maurizio (A.N.) : Signor presidente, questo provvedimento che associa tutti i gruppi della maggioranza- Alleanza nazionale, Forza Italia e gli altri colleghi- , è un atto di giustizia perché in buona sostanza, consente a coloro i quali hanno avuto liquidata un’indennità di fine rapporto successivamente alla data del 1° gennaio 2003, per effetto della cosiddetta clausola di salvaguardia, potrà applicare il regime di tassazione più favorevole tra quello vigente alla data del 31 dicembre 2002 e quello risultante dalle modifiche apportate alla curva delle aliquote.
Già in commissione la nostra piena condivisione del testo normativo anche in questa sede, unitamente all’apprezzamento per l’auspicata approvazione.
Spero che quanto sopra Le possa esser di aiuto per la sua futura campagna elettorale e Le invio
cordiali saluti Angelo Galli
Postato da: angelo galli | 03.02.06 12:21 |
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Caro Antonio,nel resto del mondo la Storia è un fattore di unione della coscienza nazionale.
Dovremmo imparare anche noi italiani a farsì che diventi motivo di discussione per il fine-ultimo che è l'Identità collettiva e della coesione sociale. L'impegno è sicuramente di tipo morale per una più consapevolezza del vivere civile.Attenzione però di non fare l'errore che i cattivi sono da una parte e quelli buoni dall'altra...perchè la vita insegna che poi in fondo in fondo la gente si "accoda" e cerca sempre la solita "nicchia" per sentirsi al "sicuro".
Mentre è arrivato il momento di REVISIONISMO COLLETTIVO,dal quale non si dimentica niente ma si ha tutti il DOVERE di comprenderla la STORIA perchè volente o dolente è PATRIMONIO di tutti i comuni mortali,i quali pensano sempre che il DANNO è stato causato dagli altri,come se questi appartenessero a chissà quale mondo:UN'ENTITA' ASTRATTA.
Il Paese esige valori assoluti,che solo una famiglia può dare,senza mai disconoscere se stessa.Se mettiamo l'inserzione sul giornale sia di destra,di sinistra o di centro:"cercasi persone oneste",in quanti risponderebbero? Sicuramente in tanti,il problema è che l'onestà non è un vestito che si indossa al momento opportuno,ma necessariamente,fondamentalmente,l'UMILTA' di mettersi sempre "in gioco"perchè non si va da nessuna parte senza questa consapevolezza che tutti dovremmo tentere di avere,perchè è fondamentale nel riconoscere una persona ONESTA.
Leggerò il programma dell'Italia dei Valori e spero di trovare dei punti in comune.
Grazie,ti seguo sempre con interesse perchè figlio della terra,tanto "martoriata"quanto sempre fertile e pronta a rifiorire. E' LA VITA.
Marco Federico.
Postato da: marco federico | 03.02.06 12:03 |
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questa lettera dovrebbe comparire anche su Corsera e Repubblica!
Postato da: Peter | 03.02.06 11:40 |
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oltre ad averci resi più poveri, in tutti i sensi, non solo economici, questo governo ha imboccato una pericolosa deriva verso la " sudamericanizzazione " del nostro paese, intesa come modo di fare una politica corrotta che garantisca privilegi e favori in cambio di proclami populisti che non trovano alcun riscontro poi, nell'applicazione legislativa.
Io spero tanto che gli elettori non si facciano confondere dalle parole ma considerino quello che siamo e che diventeremo se non fermiamo Berlusconi.
Postato da: Rita Cavalca | 03.02.06 11:30 |
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Stimatissimo Antonio Di Pietro,
ci siamo conosciuti e ho avuto il piacere di donarti un mio libro, quindi ti rinnovo la mia stima e amicizia.
Il problema è l'alternativa al clan di Berlusconi: io credo che la scelta di candidare Prodi sia un errore di valutazione e di presunzione che la Margherita e i DS, ma soprattutto l'Italia tutta, pagherà molto caro. Il centrosinistra forse andrà a governare (non è detto) ma con Prodi condottiero avremo difficoltà nell'efficacia politica. Non è assolutamente vero che non ci sono alternative: ci sono persone più giovani e positive, si tratta solo di dare loro gli strumenti giusti per valorizzare la loro energia politica.
Occorre un dinamismo diverso da quello che può offrire Prodi: quando penso al centrosinistra immagino un mix inquietante di intenti la cui natura lascia di stucco: Prodi, D'Alema, Fassino, Bertinotti e poi tutta la fauna degli ex DC da Castagnetti a Mastella. E poi ci sei Tu, caro Di Pietro, voce fuori dal coro, l'unica CREDIBILE e COERENTE che però fatica a farsi ascoltare anche nelle cose più palesi.
Gli italiani non meritano uno come Te, prima osannato e poi osteggiato. Gli italiani amano la mediocrità e sono indifferenti all'onestà e all'impegno.
Concludo pensando ad un grande personaggio, M.L.King perché anche io ho un sogno: vorrei un Italia bella, rispettata nei suoi abitanti, nei suoi boschi, fiumi, paesaggi; sogno una RES pubblica amministrata da uomini e donne giuste al posto giusto e vorrei che Tu fossi tra queste.
Con stima e amicizia
Maurizio SPALVIERI
Postato da: Maurizio Spalvieri | 03.02.06 11:22 |
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Anni ed anni fa c'era la probabilità che un Deputato potesse diventare delinquente.
Con la discesa (dall'alto) in campo dell'Unto dal Signore (E CHE SIA DI LEZIONE ALLE FUTURE LEGISLATURE PER VARARE SUBITO LEGGI OPPORTUNE) abbiamo l'esempio di un delinquente che diventa deputato....pergiunta (La beffa delle beffe)...Presidente del Consiglio.
CARO DI PIETRO le cose da fare se si vincerà sono l'applicazione di una legge tipo USA ed altri paesi (questo perchè così non è di ispirazione "comunista") e cioè:
si può possedere solo una TV o una testata giornalistica compresi parenti sino alla 3 generazione,;inoltre, un individuo che possiede o uno o l'altro non può fare politica. I MEDIA SONO L'ARMA PIU' PERICOLOSA CHE CI SIA , LA VOGLIAMO CAPIRE O NO??? non è vero che la gente è matura, assolutamente (non sarebbero esistite le Tv private se il "messaggio" non funzionasse, rendo l'idea?) e l'esempio della gente "pecora" è IL GRANDE FRATELLO, ovverosia IL TRIONFO DEL NULLA.
coraggio Di PIetro le prime proposte devono essere giustamente queste.
Poi si passi sul serio alle indagini e ai processi sull'arricchimento e le... evasioni di Berlusconi (non è invidia proletaria) si riprenda il discorso apparso su "La Padania" anni fa da quando dal 1968 Berlusconi 32 anni, senza nessun patrimonio alle spalle (il padre semplice funzionario di Banca.... tra l'altro chiusa per mafia in tempi non sospetti) compra terreni per miliardi e costruisce per centiania di miliardi ecc... ecc... ecc... e così segue ...la storia infinita di malaffare e frodi.
Però le lotte si fanno in una coalizione, eliminiamo i cosiddetti "partiti", devono prevalere gli uomini con il loro credo. Però uno si candida in una fascia ed espone il suo programma. Senza i ridicoli 40/50 partiti e partitelli.... e che! democrazia questa?? Democraticamente poi sarà il popolo a stabilire la percentuale di "peso" del Di Pietro o del Dalema candidato... più voti hai e più passerà prima la tua linea chiaro? Tutto ciò a parità di condizioni nell'esternare le proposte e quant'altro. CHIARO? non facciamo riderere anche i polli infetti con le nostre scaramuccette di proporzioni, minoranze e robe da... "minorati".
DIAMOCI DA FARE PER MORALIZZARE LA NOSTRA NAZIONE E FAR PAGARE A TUTTI LE GIUSTE TASSE E A TUTTI LA GIUSTA ...GALERA!!!!
Raffaele Ballore
Postato da: Raffaele Ballore | 03.02.06 11:04 |
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Bravo Antonio, hai la mia fiducia ed il mio appoggio.
Un solo consiglio sul tuo programma.
Inasprisci le pene per chi infrange il codice della strada, stà diventando un vero farwest circolare in automobile.
Postato da: fabrizio cognigni | 03.02.06 11:01 |
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Caro Antonino...(sei di famiglia)sei l' ultino avanposto delle morale e della giustizia.E' da tempo che porto la tua bandiera....continua cosi' l' Italia onesta crede in te!!!
Postato da: Davide Caiaffa | 03.02.06 10:49 |
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Grazie dell'impegno, conti sul mio appoggio.
Una nota per quelli che frequentano questo blog e hanno chiesto il parere dell'on. Di Pietro su temi vari.
Ritengo che il pensiero del candidato sia importantissiomo, ma non pretendiamo che egli sia onniscente.
Ci sono moltissimi problemi in Italia, e Di Pietro si é impegnato principalmente sulla questione morale e legale, il problema a suo avviso più urgente.
Su questo, rilevo, che tutti concordano, anche perchè mi sembra ovvio che con un sistema politico marcio non si può realizzare niente di buono.
Sugli altri temi (TAV, ambiente, energia, lavoro, finanza, tasse, ecc.) chiediamo a Di Pietro l'impegno ad ascoltare le nostre opinioni anche IN FUTURO e CON CONTINUITA',
Basterebbe tenere aperto questo blog e portarci i temi principali della prossima legislatura.
Usiamo la campagna elettorale per cambiare le regole del gioco.
Chiediamo ad uno dei più autorevoli deputati l'applicazione della democrazie diretta.
Postato da: Fabio Papa | 03.02.06 10:26 |
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CARISSIMO DI PIETRO, le garantisco che io, mia moglie ed un folto gruppo di amici voteremo per lei.
Abbiamo sempre stimato il suo lavoro e la sua persona, così chiara, trasparente, immediata. Lei è uno dei pochi politici che espone i suoi argomenti e le sue proposte senza tanti giri di parole. Qualcuno dice che non sa fare "marketing politico", beh, credo che questo sia un complimento, abituati come siamo a sentire ormai solo misere propagande (politiche?) che somigliano sempre più a televendite di serie c. Perciò i nostri più affettuosi auguri! Sono convinto che vinceremo le elezioni, e le dirò di più: da tempo sto pensando di appoggiare il suo partito anche con una militanza in prima persona, quanto prima mi metterò in contatto con la sede dell'Italia Dei Valori a me più vicina.
CORAGGIO, CE LA FAREMO!
Postato da: LINO PINNA | 03.02.06 10:24 |
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concordo pienamente con le considerazioni fatte dal Sig.Ilario Favuzzi.
E' già da tempo comunque che ho deciso di votare per DiPietro, ho dovuto escludere Bertinotti (unica possibile alternativa) per la stretta di mano a Milosevic che proprio non riesco a perdonare. Per il resto nessuno ci rappresenta più.
viva beppegrillo
www.beppegrillo.it
Postato da: davide montoro | 03.02.06 10:04 |
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[incollo qui una mail che ho appena inviato a Di Pietro]
On. Antonio Di Pietro,
non voglio farle perdere troppo tempo, perciò non le dirò chi sono io, non le farò complimenti e non le prometterò di votarla, anche se ammetto di essere tentato di farlo. Vado subito al dunque e pongo alla sua cortese attenzione le mie perplessità.
Vorrei sapere quale sia la sua personalissima opinione nei confronti dell'ex democristiano Prodi, da ex magistrato (considerando che -potrei sbagliarmi- ma anche Prodi qualche processo l'ha subito e comunque non giurerei sull'integrità morale del suddetto personaggio), e quale sia la sua posizione da politico ed in quanto rappresentante del suo partito nei confronti dell'Unione.
Vede, per come la vedo io, c'è un ideale molto potente che tiene unita la coalizione di centro-destra e che le ha permesso di vincere, di conquistare il potere, di instaurare il regime ideologico/mediatico che è stato capace di gettare in letargo la gran parte degli italiani. Specifico che per me, ad oggi, "destra" e "sinistra" sono parole più che mai vuote di significato, anche perchè se la destra è per l'illegalità, allora non riesco più a capire di che si tratta... L'ideale di cui parlo è l'aspirazione al potere, la voglia di accumulare ricchezza e potere ad infinitum, il che di per sè è un problema comune alla società mondiale capitalista, ma di cui l'Italia, ad oggi, è emblema. Questo pseudo ideale, o se vogliamo, questo ideale animalesco, amorale, illogico e per nulla umano, funge da collante e tiene assieme gente che fino a poco tempo fa si "puliva il culo" col tricolore e gente che fino a poco tempo fa decantava con tutte le proprie forze il valore della patria e che rappresentava il nazionalismo più estremo. Loro, seppur immersi oltre la testa nello sterco, sono uniti. Voi, invece, a sinistra, siete come divisi da una cortina di ferro tra sostenitori indiretti della "casa della libertà" e sostenitori diretti dei propri interessi. Ci sarà pure qualche eccezione, non lo escludo, ma l'impressione che date è di essere sempre il "leggermente meno peggio" (Grillo docet) rispetto all'opzione "centro-destra".
Ma ecco che come temevo mi sto inevitabilmente dilungando...
Concludo sperando che abbia intuito il mio ragionamento.
Io non voterò a destra, voterò a sinistra. E non lo farò sorridendo, come vorrei, ma piuttosto vergognandomene. Io vorrei che a governare ci siano scienziati, filosofi, o almeno gente onesta con tante idee nuove nella testa. Non posso sentirmi degnamente uomo se a decidere per me su molte questioni ci sono dei ladri, ignoranti, truffatori e gente che non sa quello che dice, eppure parla.
Temo che a questo punto creare un terzo polo sia da suicidio, però vorrei sapere quanto sono distanti la mia e la sua opinione: la mia è che il bipolarismo debba cessare di esistere, che tutte le minoranze in parlamento debbano avere il giusto peso e che l'Unione sia solo il male minore, ma sia pur sempre il male per questo Paese. Se ci fu un periodo in cui si votò a destra perchè "lo spettro del comunismo" incombeva, oggi io dico che bisognerà votare a sinistra per non finire nel "vortice dell'illegalità". Eppure all'epoca non fu probabilmente la scelta migliore.
Spero di aver reso l'idea almeno in parte e mi scuso di averle strappato via del tempo. La ringrazio dell'attenzione e di un'eventuale risposta e La saluto.
Ilario Favuzzi.
Postato da: Ilario Favuzzi | 03.02.06 09:44 |
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Ok, ti darò piena fiducia!
spero soltanto che il tuo impegno sincero, la tua onestà e la coerenza che da sempre contraddistinguono la tua azione (prima come magistrato e oggi come politico) siano abbondantemente e giustamente ripagati.
....mi auguro e ti auguro un grandissimo successo!
Postato da: E. Napoli | 03.02.06 09:34 |
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Caro On. Di Pietro
Avevo perso la fiducia nella politica, ma l'ho ritrovata grazie al Governatore della Sardegna, che aveva promesso di fare pulizia in Regione, e la sta facendo sul serio. Siete due persone molto simili, come carattere e come ideali. Spero che lei possa veramente agire nel modo che ci propone; spero, soprattutto, che lei abbia il coraggio di farlo anche quando i suoi stessi alleati non sono a favore. Il popolo, a differenza dei politicanti, lo sarà di sicuro. In bocca al lupo!
Postato da: Antonio Piras | 03.02.06 09:32 |
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Caro Antonio Di Pietro, io la penso esattamente come Lei. Gli Italiani hanno bisogno di persone come Lei, oneste e lavoratori per gli interessi della collettività. Continua così perchè non solo si è conquistato il mio voto e la mia fiducia ma anche quello dei miei amici e parenti. Farò il possibile affinche molti conosceranno le sue idee.
Salerno Antonio
Postato da: Antonio Salerno | 03.02.06 09:17 |
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Spero che per queste elezioni i Cittadini Italiani valutino con estrema concretezza, cosa ci offrono i partecipanti , in questi tempi, ove tutte le ideologie sono decadute frantumate nel nulla , i principi di etica, deisani valori dovrebbero pur trionfare, Il rumore asordante dei ciarlatani ci disgustano e ci opprimono, mandiamoli tutti a casa
Postato da: VIRGINIO VANNUTELLI | 03.02.06 09:13 |
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Bravo Di Pietro!
Bella mossa questo blog... spero che sia così simile a quello di Beppe Grillo per vicinanza di idee e non per avvicinarsi i sostenitori del famoso comico!
Questa volta voglio provare a puntare su di te, anche se molti sostengono che votare partiti piccoli sia un voto sprecato... votando quelli grandi non si cambia l'italia!
Certo questi MI IMPEGNO vorrei fossero visibili e verificabili a fine legislatura.
Vorrei che su questo Blog al termine del mandato prendessi questi MI IMPEGNO e ci mostrassi punto per punto come ti sei mosso a riguardo.
ALlora avrai dimostrato che questi MI IMPEGNO sono una cosa molto diversa dalla carta straccia del famoso "contratto con gli italiani" del berlusca!
Per ora mi stampo questa pagina, me la tengo e aspetto che tu mi convinca con i fatti, non con le parole!
Grazie
Mike
Postato da: Mike Sangui | 03.02.06 09:09 |
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totalmente d'accordo..un solo desiderio oltre a quelli già portati nel suo programma:una politica ambientale "da paese sviluppato"..cioè energie alternative e risparmio energetico..basta petrolio se non vogliamo morire soffocati
Postato da: Loris Pea | 03.02.06 08:59 |
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Hai conquistato anche il mio voto, caro Di Pietro. Io, da sempre nella sinistra, ho sempre votato il pds prima e i ds poi. Questa volta, dopo molta riflessione, ho deciso di votare italia dei valori, perché ritengo giusto che anche il suo pensiero, programma e il lavoro fin qui svolto, deve essere rappresentato in parlamento. Se lo merita e se lo meritano anche tutti gli italiani.
Solo una cosa buona ha fatto Berlusconi, quella di scatenare positive riflessioni a quei cittadini che hanno vissuto il pensiero politico come una normale routine, dove nulla cambia e cambierà. No, questa volta sento crescere il bisogno di cambiare, fare qualcosa aprendo gli occhi, guardarsi attorno. Ecco perché anch'io ho cambiato idea. La voterò perché, a mio parere, meglio rappresenta la legalità in questo paese, della quale ce n'è primario bisogno. In bocca al lupo a lei e a tutti gli italiani!
P.S. Potrà contare anche sul voto di mia moglie, dopo averla democraticamente convinta.
Postato da: alessandro salvalaio | 03.02.06 08:58 |
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Caro Di Pietro, aggiungi al tuo programma anche un tuo forte impegno nel promuovere normative per il controllo/accertamento patrimoniale di tanti "galantuomini" (lo sò che sarà durissima) e ... sei nel mio cuore!!!
Postato da: Vincenzo FERRARO | 03.02.06 08:55 |
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ok , sono pienamente d'accordo (vedi e-mail precedenti) con questi proponimenti e speriamo che siano l'inizio di una vera fase di rinnovamento. In bocca al lupo.
Postato da: michele iannucci | 03.02.06 08:09 |
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Grazie per il suo impegno.
Anch'io ho piena fiducia in Lei
Postato da: Loredana Solerte | 03.02.06 08:00 |
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Caro Di Pietro, l'ho votata tante volte nin passato ma questa volta non lo farò. Non perché abbia da rimproverarle niente di grave. Sono capriccioso, come molti altri elettori. Mi lascio condizionare da un suo certo modo di porsi che negli ultimi periodi ha perso un po' di eleganza e soprattutto ha oscurato qualunque altro esponente del suo movimento. Ma non sono cose gravi, lo ripeto. Stavolta ho deciso di dare il mio povero voto ai radicali, per una volta che sembrano aver portato le loro tumultuose rivendicazioni dalla parte giusta. Da omosessuale, da laico, da cittadino mi sento difeso solo da loro. Triste è stato sentir dire a Prodi che era amareggiato quando civilmente dimostravamo in piazza per dei diritti, non per dei privilegi (quelli li pretendono altri), triste è vedere troppi dibattiti politici pieni solo di aria fritta, legittimando troppi equivoci, su cui non mi dilungo.
So che lei non condivide almeno il garantismo della Rosa né pretendo di avvicinarla a posizioni altrui. Mi creda però, quando le dico che molte persone che questa volta non la voteranno comunque la stimano e sarebbero orgogliose di averla come ministro.
Non si monti la testa, non si lasci contaminare ma soprattutto non molli, qualunque critica, anche meno stupida delle mie, le dovessero rivolgere.
Postato da: Marco Medelin | 03.02.06 03:06 |
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Carissimo Di Pietro, permettimi di darti del tu.
Da alcuni anni seguo il frutto del tuo lavoro, prima come magistrato, poi come politico.
Sei una persona semplice, ma straordinaria: incarni l'eroe quotidiano dell'Italiano che si impegna ogni giorno per lavorare sodo, cercare di fare il meglio possibile, mandare avanti la propria famiglia alimentandola con dei sani valori (il nome del tuo partito è quantomai azzeccato).
Nel ventennio precedente, il malaffare era appannaggio di pochi, ma oggi, con l'azzeramento della morale e della legalità, in tutto il paese c'è un emergenza assoluta di ripristinare un senso civico che, diciamolo con assoluta evidenza, solo un partito che sa parlare in modo univoco, compiuto e onesto come il tuo può ambire a contribuire in modo decisivo.
I DS sono completamente allo sbando, fagociando il rigurgito amorale dei maestri del "ping-pong" politico fatto di prescritti e condannati, e il loro linguaggio diventa sempre più amorfo, tutto "no-sense", senza riferimenti CONCRETI e obbiettivi CHIARI, CONCISI e BEN ENUNCIATI. Il mio voto (e non solo il mio) non lo avranno più.
La mia famiglia tutta e molti dei miei amici, i quali "martellati" dai miei convincimenti ed informati da Internet si sono convinti della bontà del tuo progetto voteranno per te, e faranno quanto in loro potere di cittadini pensanti non-lobotomizzati dal sistema mediatico del Regime Berlusconiano (avallato anche da alcuni del centro-sinistra, es. lo storico amico di Silvio Massimo D'Alema) per promuovere in tutte le sedi possibili non solo il voto al tuo partito, ma anche l'estrema necessità che ti venga assegnato il Ministero della Giustizia.
Grazie per tutto quello che hai fatto per noi, e per tutto quello che farai: ti vogliamo bene e sappiamo che non ci deluderai.
Mauro e Famiglia Bianchi.
Postato da: Mauro Bianchi | 03.02.06 01:39 |
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Caro Di Pietrto,
purtroppo troppi pochi ti votano e non capisco il perche' visto le buone e sincere idee che hai.
Sicuramente il tuo grande errore e' di non essere entrato in politica subito dopo mani pulite.
Ti ho sempre apprezzato e sempre ti apprezzero' anche se dei poveracci ti sfottono per il tuo linguaccio, non capiscono che ti lasci prendere dalla foga di spiegare le cose e incorri in errori vari ma poco importa abbiamo bisogno di gente onesta. NON CI DELUDERE continua cosi'
Con affetto Roby.
Postato da: Robeto Ciapponi | 03.02.06 01:34 |
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Molti ti prendono in giro dicendo che non sai parlare ecc. io ti ho sempre ammirato da tangentopoli perchè usi parole comprensibili a tutti.
Sei un grande se riuscirai a togliere quelle leggi ad-personam metto la tua foto in cornice e la venero, perchè sono leggi che a noi semplici cittadini non servono a nulla.
Io ti voto di certo.
Postato da: salvatore pinci | 03.02.06 01:15 |
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Caro Di Pietro, ci sono due passi del libro di Tiziano Terzani -Un altro giro di giostra- che vorrei riportare all'attenzione di tutti. Le parole dello Swami:(pag.360) "la verità non è l'opinione della maggioranza. La maggioranza può votare un governo, ma non può decidere cosa è la Verità".
Poi quelle dell'autore: (pag.381):"La democrazia ormai è un sistema che premia soprattutto la banalità e le bugie pubblicitarie, non la saggezza e l'impegno morale".
Francesco Barontini
Postato da: francesco barontini | 03.02.06 00:49 |
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Io mi fido, ho più volte decantato la tua integrità e coerenza. Sono d'accordo con questa lettera al 200%
Grazie
Postato da: Giusi Rotondo | 03.02.06 00:41 |
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Caro Di Pietro,
io ho la massima fiducia di cui sono capace in Lei, e non vedo altri, nel panorama politico italiano attuale, degni di una piena fiducia. Senza alcun dubbio votero', e cerchero' di far votare, proprio Lei.
Purtroppo pero', nelle ultime tre legislature, e' stato evidente quanto tanti esponenti del centro-sinistra hanno taciuto (o talvolta si sono resi palesemente complici), dello scempio perpetrato ai danni del nostro bellissimo Paese da parte dell'esponente "di spicco" del centro-destra, anche quando quest'ultimo era all'opposizione!
Io sono sicurissimo che Lei ci mettera' tutto l'impegno di cui e' capace, perche' a Lei interessa il bene dell'Italia, ma e' anche vero che i Suoi stessi alleati tante volte le metteranno i bastoni tra le ruote...
Ci prometta che terra' duro Tonino... siamo con Lei!
Postato da: Emmanuele Congiu | 03.02.06 00:38 |
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Dott. Di Pietro, Lei è l'unico politico rimasto che continua, strenuamente a difendere l'indipendenza della magistratura. I DS giocano con quetso principio finchè fa loro comodo ai fini della campagana elettorale, arrossiscono quando i coinvolti, anche senza "giusta causa", sono loro. Il quadro che si delinea in questo Paese, soprattutto con riguardo alle ultime leggi approvate, o da approvare nei prossimi giorni (legge Pecorella), è tristissimo. Un capo di governo che si becca una denuncia per vilipendio degli organi costituzionali, la magistratura, che dovrebbe essere lasciata fuori dalle scaramuccie della politica viene invece presa d'assalto da chiunque abbia la verve di fingersi un intenditore del (ormai) caotico mondo del diritto!
Non cito nemmeno la riforma dell'ord. giudiziario, perchè credo possa comprendere il duro colpo che ha assestato a chi si accinge ad affrontare il concorso in magistratura.
Non è rimasto nessuno di chi potersi fidare....se non Lei!
La prego di non dimenticare mai ciò che è stato, e con questo non dimentichi mai l'impegno per una legislatura più coerente con i bisogni di tutto il Paese.
Sono con Lei, grazie e....in bocca al lupo!
Postato da: Francesca Pesce | 03.02.06 00:23 |
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Sono con lei, io e la mia famiglia
Postato da: Mario Bocce | 02.02.06 23:24 |
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Sono un ex elettore Ds passato ad Italia dei Valori, proprio in virtù del fatto che lei, Di Pietro, resta l'unico a puntare il dito aulla questione morale senza ma e senza se. E sostengo tutte le sue battaglie contro i berluscones, che hanno ribaltato la logica giudiziaria trasformando i ladri in moralizzatori. L'unica sfiducia che nutro nasce dal fatto che, essendo IdV un piccolo partito, possa essere messo all'angolo dal fuoco amico, cioè da quella vasta schiera della sinistra che si definisce "moderata", eufemismo sotto cui si celano quanti vedono come fumo negli occhi un rinnovamento vero della politica. Fatto di sostegno alle guardie (tipo i magistrati) e di sanzioni (vere!) verso i ladri. Fatto di giornalisti che siano cani da guardia del potere e non cani da compagnia. Fatto di un capitalismo con e non senza capitali, onesto e non monopolista. Fatto di parlamentari e non di pregiudicati. Ma temo che questa resterà una chimera, finchè avremo dei Rutelli, D'Alema, Violante e quant'altri peronaggi commensali dei berluscones alla tavola dei saccheggi e delle cansure...
Cordiali saluti.
Orazio Paternò
Postato da: orazio paternò | 02.02.06 23:22 |
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ON. ANTONIO DI PIETRO io e la mia famiglia voteremo per lei.
Noi le crediamo.
Postato da: paolo ruggiero | 02.02.06 23:15 |
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Gent.mo Dott. Antonio Di Pietro,
le scrivo, perchè nessuno meglio di lei, uomo politico ed ex magistrato, può
meglio capire l'attuale situazione italiana sul continuo scontro
politica-potere giudiziario (le dichiarazioni odierne del presidente del
consiglio circa una magistratura rossa, che insabbia le indagini fanno
rabbrividire ).
Premetto che sono uno studente di giurisprudenza o come si suole dire in
questi ultimi anni iscritto alla laurea triennale di primo livello di
scienze giuridiche.
Le mie perplessità riguardano proprio i miei studi e le attività forensi, in
particolare una, magistratura appunto.
Innanzittutto, come può uno studente universitario avere e coltivare la
passione per un lavoro difficile come quello del magistrato?com'è possibile
superare le mille difficoltà della preparazione e del concorso quando ogni
giorno, attraverso tutti i mezzi di comunicazione arrivano offese da una
delle piu alte cariche dello stato tanto da dover intervenire il Presidente
della Repubblica per tentare di placare i toni?
Il discorso del Primo Presidente della Suprema Corte di Cassazione per
l'apertura dell'anno giudiziario ha avuto come commento dall'On. Sig. Silvio
Berlusconi la seguente affermazione:" Questa mattina ho perso due ore del
mio tempo".Ma dico io, ma dove?Dove si sente una cosa del genere in giro per
il mondo?In europa?Dove?Mi dica dove?Mi dica, Dott. Di Pietro, che c'è
almeno un altro Premier che si permette una stupidaggine del genere.
E poi, a suo avviso, le sembra che l'attuale impostazione dell'università
italiana sia all'insegna della qualità e del rispetto dei tempi previsti per
il conseguimento della tanto desiderata e sofferta laurea?
La mia esperienza mi porta ad essere pessimista, non solo perchè la
preparazione triennale sembra abbastanza superficiale, ma anche perchè non
esiste più il piacere di approfondire un certo argomento piuttosto di
un'altro, di vivere l'università come luogo di cultura.La mia impressione è
che tutti debbano correre per riempire il piu possibile il libretto; già,
quantità quindi, non qualità.
Il mio è stato un piccolo sfogo, spero condiviso da molti italiani;
La ringrazio per la cortese attenzione e pazienza.
Cordialmente,
Francesco Bordin.
francis.bordin@libero.it
Postato da: francesco bordin | 02.02.06 23:08 |
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Approvo in pieno la tua proposta.
La legalità deve essere al PRIMO posto!
Giustissimo anche il limite delle 2 legislature... (siamo qualche milione di cittadini, possibile che a governarci debbano essere sempre gli stessi?)
Approvo in pieno anche il secondo punto.
Mi chiedo con che faccia tosta una persona con reati anche gravi possa candidarsi... Con questa nuova ed oscena legge elettorale non possiamo nemmeno decidere di non votarli...
Un politico deve essere al di sopra di ogni sospetto. Questa deve essere la regola.... ed è anche il motivo per cui Berlusconi è totalmente inadatto a ricoprire un ruolo in politica.
Postato da: marco staffoli | 02.02.06 22:49 |
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Io Le darò il mio appoggio.Mi raccomando. Non ci deluda anche lei.
Postato da: Daniele Piria | 02.02.06 22:47 |
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on. Di Pietro,
sono con lei. Siamo in molti ad augurarci che finalmente possa agire per moralizzare il mondo corrotto della politica.
Postato da: anna x | 02.02.06 22:46 |
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Io credo molto poco ai politici di partito.
Lei onorevole Di Pietro non lo è, e per questo avrà il mio appoggio.
C'è chi crede che la politica si faccia con i sorrisi, le apparizioni in Tv e con "l'orecchio fino per i congiuntivi", io ne ho abbastanza di imbonitori mediatici. Ridatemi la forza delle mie idee, indicatemi una persona a cui rivolgermi se il governo non fa i miei interessi e quelli in generale del cittadino... ridatemi la mia libertà.
Onorevole Di Pietro a lei questo arduo compito
Postato da: Massimiliano DI | 02.02.06 22:44 |
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Anche il maggioritario ci costringeva a scegliere solo tra 2 persone. Se non ci piaceva la candidatura proposta dallo schieramento preferito si era costretti a non votare o a sceglire addirittura il candidato opposto.
Non è la legge elettorale proporzionale da modificare, ma l'impossibilità di scegliere il candidato all'interno del partito.
Voglio poter votare la persona che ritengo migliore tra quelle che meglio rappresentano le mie idee.
Aboliamo i capilista, ma se un politico si dimostra valido, perchè non poterlo votare anche 3 volte?
Postato da: Giorgio | 02.02.06 22:41 |
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Caro Antonio Di Pietro,
Accolgo con favore l'iniziativa, dopo quella di Beppe Grillo, è finalmente ora che qualcuno inizi a tutelare il cittadino onesto, rispettoso della legge, che troppo spesso in questo paese è passato da FESSO.
Complienti, continuerò a seguirti.....sperando nel miracolo!!!!
Postato da: Marco Campanini | 02.02.06 22:38 |
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complimenti per l'iniziativa, questa volta entreremo meritatamente in parlamento cosi la legalità trionferà.
Postato da: amerigo minghini | 02.02.06 22:30 |
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Anche se sono daccordo con l'abolizione del falso in bilancio e tutto il resto... non credo che una legislatura potrà bastare per risanare questo Paese.... ci vorranno 5 anni di riforme per migliorare le "riforme" sbagliate di questo governo...
Berlusconi in questo modo ci farà perdere altro tempo...
Insomma... lasciamo stare... qualche riforma sbagliata e concentriamoci su una politica un pò più "virtuosa" che rispetti davvero il cittadino... e che impedisca, questo si, che certi personaggi possano governare... anche per interposta persona.
Postato da: Luca Tani | 02.02.06 22:28 |
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caro antonio di pietro, in questo momento storico, e particolare momento per l' italia, rappresenta, quei cittadini che credono nei valori della correttezza, nel rispetto dell' etica e delle leggi morali, mi auguro che questi cittadini siano ancora tanti, e che alle prossime elezioni, esca vittorioso, con una buona percentuale di voti
Se ciò avverrà significherà che gli italiani hanno capito che stiamo andando verso il baratro, se ciò non accadrà, significa che gli italiani sono un popolo di persone che facilmente si possono manovrare,illudere, un popolo di creduloni, che preferiscono,la corruzione,la mafia,la malasanità,le tangenti,il malaffare ecc.. ecc..
Postato da: giancarlo cencini | 02.02.06 22:26 |
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Caro Antonio, conto su di te,
dopo le elezioni, bisognerà smascherare quello STATO parallelo che va d'accordo con la destra e la sinistra a discapito di noi cittadini.
Si è chiario a tutti che esistono dei servizi i cui costi sono drogati per poter ingrassare i politici di turno,
Autostrade
Farmaci
Assicurazioni
Acqua
Gas
Energia Elettrica
Per nessuno di questi servizi siamo convinti di pagare il giusto.
Conto su di te
Postato da: Sandro Garibotti | 02.02.06 22:15 |
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"Qui ad Atene il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi per questo è detto democrazia. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attiene alle proprie faccende private.
MA IN NESSUN CASO SI OCCUPA DELLE PUBBLICHE FACCENDE PER RISOLVERE LE SUE QUESTIONI PRIVATE. Qui ad Atene noi facciamo così, ci è stato insegnato a rispettare i magistrati e le leggi, anche quelle non scritte la cui sanzione risiede soltanto nell'universale sentimento di ciò che è giusto e di buon senso. La nostra città è aperta ed è per questo che noi non cacciamo mai uno straniero. Qui ad Atene noi facciamo così".
Firmato: PERICLE
Postato da: Concetta Sapienza | 02.02.06 22:13 |
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Mi piacerebbe tanto conoscere la posizione drll'on. Di Pietro sulla questione della TAV in val di susa. Quella dell unione già la conosco. Su questa questione io mi gioco la presenza alle politiche del 9 Aprile. Se siete tutti uguali, meglio che sto a casa.
Postato da: Daniele Cucculelli | 02.02.06 22:09 |
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Onorevole è questo il vero contratto con gli italiani!!
Se mantieni tutto questo ti voto!
Postato da: Rosario Pisanò | 02.02.06 21:59 |
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Egregio dottor Dipietro,
l'iniziativa di creare questo spazio aperto in cui si può dire la propria opinione su temi da lei suggeriti è un'ottima cosa che spero lei continuerà anche dopo le elezioni.
Le auguro di nn perdere mai il contatto con i cittadini (non intendo solo i suoi elettori), perchè la partecipazione è ciò che rende un Paese civile, libero e prosperoso.
Credere nella partecipazione attiva, al di là degli slogan, significa essere portatori di pace e di civiltà!
Continui così!!!
Postato da: vitruviano | 02.02.06 21:48 |
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Caro Antonio Di Pietro,
con questa sciagurata legge come si fa a votare , ad esempio per te?
Distinti saluti
Achille Pezzimenti
Postato da: Achille Pezzimenti | 02.02.06 21:48 |
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ok ti daro fiducia con il mio voto anche perchè non mi fido più dei DS, spero tu possa prendere tanti voti da poter contare un po' di piu'
Postato da: mirco ma | 02.02.06 21:14 |
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L'Unione ha dato e sta dando grande prova di democrazia consentendo ai cittadini di poter scegliere direttamente il leader della coalizione ed i candidati sindaci a Milano ed in altre città. La CdL impone al proprio elettorato e vuole imporre agli Italiani rappresentanti spesso inquisiti o addirittura condannati. Il solo fatto, poi, che per il centrodestra le "primarie" siano le elezioni politiche stesse, dove chi vince anche all'interno della coalizione sarà il premier, fa chiaramente intendere che il loro programma attuale è davvero quanto meno controverso, per non dire inesistente.
Postato da: Marco Bazzini | 02.02.06 21:06 |
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