30 Aprile 2006
Grazie Ciampi!

I presidenti di Camera e Senato sono stati nominati. La candidatura di Andreotti si è rivelata controproducente per coloro che l’avevano sostenuta, tra questi la Lega.
Ora ci attende la nomina a presidente del Consiglio di Romano Prodi ed, infine, l’elezione a Camere riunite del nuovo presidente della Repubblica. Poi si dovrà solo lavorare e molto per raddrizzare al più presto questo Paese.
La presidenza di Carlo Azeglio Ciampi sarà ricordata a lungo per la sua totale identità con i valori costituzionali e la capacità di operare sempre con uno spirito super partes a servizio dell’Italia.
Se volesse ricandidarsi avrebbe sicuramente il voto dell’Italia dei Valori, ma non credo che lo farà.
L’Italia ha avuto presidenti della Repubblica mediamente superiori ai presidenti del Consiglio, perchè i primi, una volta nel ruolo, hanno cercato di rappresentare gli interessi nazionali piuttosto che quelli elettorali.
Spero che sia così anche per il prossimo.
In merito all’elezione del presidente della Repubblica voglio comunque ribadire che nessun candidato prescritto, in attesa di giudizio o condannato in via definitiva avrà il voto dell’Italia dei Valori.
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29 Aprile 2006
Franco Marini presidente del Senato

L’elezione del presidente del Senato che ha visto la vittoria di Franco Marini è stata un’appendice della velenosa campagna elettorale del centro destra. L’opposizione ha dichiarato che non vuole fare governare la nuova maggioranza. L’opposizione continua a parlare di brogli e credo che a questo punto ci siano gli estremi per una denuncia. L’opposizione è indifferente al destino del Paese, come per molti aspetti ha dimostrato di esserlo durante i cinque anni di governo. L’opposizione è invece attenta, occhiuta, quando si tratta di difendere gli interessi dell’imprenditore Berlusconi, l’ispiratore di questa tattica da “cupio dissolvi”.
Io credo che governo e opposizione possano confrontarsi, anche vigorosamente, ma allo stesso tempo debbano avere come principale riferimento il bene e la stabilità del Paese.
Chi oggi denuncia una situazione di debolezza della maggioranza al Senato è lo stesso che l’ha causata con l’approvazione di una legge elettorale ideata esclusivamente per creare ingovernabilità.
In questi giorni i cittadini ci giudicano e credo che la loro pazienza si stia esaurendo. Cerchiamo di essere più seri e più responsabili nell’esercizio del nostro ruolo di loro rappresentanti.
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28 Aprile 2006
Nassiriya

foto da corriere.it
Un capitano dei paracadutisti, Nicola Ciardelli, e due marescialli dei carabinieri, Franco Lattanzio e Carlo De Trizio, sono morti a Nassiriya in un attentato a causa di una bomba ad alto potenziale. Sono morti facendo il loro dovere di italiani. Quello che invece non ha fatto chi li ha inviati in Iraq adducendo come motivo armi di distruzione di massa che non esistevano.
Oggi si discute del ritiro dei nostri soldati, ritiro che per altro è già stato definito e che avverrà nei tempi concordati. Non si parla invece delle responsabilità politiche del governo Berlusconi che ha mandato in una zona di guerra dei nostri soldati senza una vera, reale, giustificabile ragione. Chi ha sulla coscienza dei ragazzi uccisi per una guerra inutile, che l’Italia non ha mai dichiarato, se non il precedente governo?
I carabinieri meritano tutto il nostro rispetto, le loro famiglie devono essere aiutate in ogni modo dallo Stato, e io mi rendo garante che questo avverrà.
Il centro destra merita invece una condanna senza attenuanti per aver allineato la nostra politica estera agli interessi statunitensi in Medio Oriente e per aver esposto soldati italiani, e più in generale il nostro Paese, a tensioni e a rappresaglie.
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26 Aprile 2006
Strage sulle strade italiane

A Verona due ragazzi di 23 anni sono stati uccisi da una macchina in uno scontro frontale. La macchina procedeva contromano e il guidatore, di origine romena, risultato in stato di ebbrezza alcolica, è stato rilasciato il giorno dopo.
A Roma domenica un’auto guidata da un italiano ubriaco ha imboccato la Pontina contromano provocando tre morti.
A Catania quattro ragazzi sono morti a causa dell’invasione di corsia da parte di un cittadino cubano.
Sempre a Verona una Mercedes, in una manovra azzardata di inversione a U, ha travolto ed ucciso una coppia di giovani coniugi in moto.
Il numero di incidenti stradali che causano il decesso di una o più persone in Italia è impressionante. Di queste morti spesso la causa è nell’atteggiamento irresponsabile di un guidatore. Io credo che le pene attualmente comminate debbano essere inasprite ed in alcuni gravi casi, come quelli riportati, si debba procedere con l’imputazione di omicidio plurimo aggravato.
Gli incidenti sono causati spesso dall’alcol, i controlli sono troppo pochi, quasi inesistenti; devono invece essere rafforzati con l’immediato ritiro della patente per chi viene trovato positivo. Gli incidenti stradali producono in Italia migliaia di morti. E’ una guerra. E’ giunto il tempo di affrontare il problema di petto, senza compromessi.
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25 Aprile 2006
Stop agli inceneritori

Gli inceneritori, o termovalorizzatori, sono finanziati in Italia con soldi pubblici in quanto equiparati alle energie rinnovabili.
Senza i contributi pubblici gli inceneritori non potrebbero esistere. Meritano questo investimento? La risposta che mi sono dato è del tutto negativa. La costruzione degli inceneritori nasce da due fattori: scarsa informazione e comportamento sociale sbagliato.
La scarsa informazione porta a pensare che gli inceneritori siano una soluzione all’avanguardia, che siano necessari e che, in ogni caso, rappresentino il male minore.
Gli inceneritori non sono una soluzione innovativa, è vero il contrario; i primi sono stati realizzati più di quarant’anni fa e i Paesi che li hanno adottati inizialmente non li costruiscono più e li usano sempre meno. Inoltre è stato dimostrato che la cenere prodotta diventa un rifiuto tossico.
Il comportamento sociale sbagliato avviene a livello di produttore e di consumatore. I rifiuti vengono spesso creati all’origine con confezioni inutili: scatole, plastica, carta, ecc. che sono solo scarti da smaltire. Un’autoregolamentazione delle società produttrici, “aiutata” da un’imposizione fiscale sulla produzione di parti superflue rispetto al prodotto, come può essere ad esempio la scatola di un dentifricio, diminuirebbe di molto questo fenomeno.
Un’incentivazione al riuso dei contenitori con una riduzione del prezzo del prodotto per i consumatori, ad esempio le bottiglie di vetro, è una misura che può ulteriormente limitare la produzione di rifiuti.
La raccolta differenziata deve, e non è, essere applicata con rigore su tutto il territorio nazionale. La raccolta differenziata consente di riciclare gran parte dei rifiuti ed è una grande opportunità sia ambientale che industriale.
Per queste ragioni, l’Italia dei Valori si opporrà alla costruzione di nuovi inceneritori, anche con la richiesta dell'abolizione dei finanziamenti fino ad oggi disposti, e proporrà interventi legislativi a favore di una riduzione dei rifiuti all’origine e di sostegno alle aziende impegnate nel settore del riutilizzo dei rifiuti.
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24 Aprile 2006
Lega di lotta e di governo

La Lega ha sempre fatto, sin dalle sue origini, dei democristiani un bersaglio da abbattere e Andreotti è stato sicuramente il principale. Il popolo della Lega, che in parte ha favorito Mani Pulite, e ha fatto apertamente il tifo per me, come negli interrogatori pubblici a Forlani, non credo che apprezzi la nomina di un senatore democristiano prescritto alla presidenza del Senato. Così come non l’apprezzo io.
Sorprende che un movimento nato per cambiare l’Italia si ritrovi prima a sostenere l’erede di Bettino Craxi e i suoi interessi e in seguito Giulio Andreotti.
I leghisti che hanno conservato le vecchie copie della Padania possono rileggersi gli articoli dedicati ad Andreotti e a Berlusconi, in particolare le domande poste da Max Parisi sulla provenienza dei finanziamenti alle sue aziende rimaste senza risposte.
Se li rileggono avranno un moto di sorpresa e di contrarietà. Coloro che combattevano sono oggi loro alleati organici.
La tattica politica non può giustificare questi atteggiamenti.
I dirigenti della Lega non possono non saperlo e ne subiranno presto le conseguenze, dopo la bocciatura del prossimo referendum confermativo sulla devolution.
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23 Aprile 2006
Andreotti, no grazie!

La Cdl ha deciso di candidare Giulio Andreotti, 87 anni, alla presidenza del Senato.
La seconda carica istituzionale dopo quella della Presidenza della Repubblica.
Io sono nettamente contrario a questa ipotesi, in quanto il senatore a vita Andreotti, come riportato nella sentenza della Corte d’Appello di Palermo del 2 maggio 2003 è stato ritenuto coinvolto in associazione a delinquere con Cosa Nostra.
Tale sentenza è stata confermata dalla Corte di Cassazione con sentenza depositata il 28 dicembre 2004.
Andreotti non venne condannato unicamente perchè il reato ascrittogli, anteriore alla primavera dl 1980, fu prescritto a causa del tempo trascorso tra crimine e condanna.
La sentenza dimostra che Andreotti incontrò esponenti mafiosi di primo piano coinvolti nell’omicidio di Piersanti Mattarella, allora presidente della Regione Sicilia, prima e dopo la sua morte.
Quale miglior candidato per una coalizione di prescritti, indagati e condannati in via definitiva?
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22 Aprile 2006
Due pesi e due misure

Il centro destra vuole la verifica delle schede bianche e nulle. Io non ho nulla in contrario. L’ho detto in televisione in un paio di contraddittori. Non ci devono essere ombre sulla vittoria dell’Unione.
Due argomenti del centro destra sulla verifica sono però totalmente inaccettabili.
Il primo sono le insinuazioni su comportamenti irregolari da parte dei presidenti di seggio e degli scrutatori. Insinuazioni basate sul nulla che criminalizzano cittadini che hanno svolto il loro dovere.
Il secondo è la presunzione di una vittoria a priori dopo il riconteggio, anche questa basata sul nulla. Nessuno può ragionevolmente affermare che una rilettura delle schede cambi il risultato attuale.
Inoltre, queste richieste di trasparenza e di legalità, in sé legittime e di cui finalmente mi congratulo, dovrebbero essere accompagnate da un comportamento responsabile da parte del leader della coalizione del centro destra, che rappresenta ancora An, Udc e Lega, e che ieri ha fatto la seguente affermazione: “Siamo i vincitori morali e politici di elezioni dove sono emerse clamorose irregolarità”.
Quali? Chi le ha commesse? Il ministero dell’Interno? La Corte Costituzionale? Chi?
Qui si criminalizzano le istituzioni.
Una coalizione che permette al suo portavoce di rilasciare queste dichiarazioni non è credibile quando chiede il rispetto della legalità, se ne renda conto.
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21 Aprile 2006
Il manuale Cencelli

Il manuale Cencelli è stato utilizzato nella prima Repubblica, e anche nella seconda, per attribuire i posti di governo secondo il peso dei diversi partiti. Con il bilancino del farmacista ministri e sottosegretari sono stati assegnati quasi sempre per ragioni di rappresentanza partitica e non per competenza o per scelta politica del presidente del Consiglio.
Il manuale Cencelli, legato a contrattazioni più o meno mercantili, dovrebbe, ormai, appartenere al passato.
Per l’Italia dei Valori, il capo della coalizione, scelto in modo palese dalla base elettorale, deve valutare in modo autonomo le nomine.
Le presidenze di Camera e Senato devono essere frutto di una scelta di Romano Prodi, non di negoziazioni e di discussioni in piazza.
Gli italiani hanno scelto una coalizione, più che una somma di partiti, per altro tutti ugualmente determinanti per il risultato finale. Quindi, il leader dello schieramento di centro sinistra, oltre ad averne la legittimazione, ha il diritto-dovere di operare delle scelte a riguardo delle cariche istituzionali e del governo.
Anche, io credo, per rispetto dei cittadini che ci hanno votato.
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20 Aprile 2006
Mentire ai cittadini

Nelle trasmissioni televisive in cui sono stato invitato ho sempre notato una grande assente: l’obiettività. Una valutazione dei fatti basata su numeri e analisi certe, oggettive che un tempo erano alla base del giornalismo, sembra scomparsa.
I politici, molti di loro, i giornalisti, molti di loro, sono interessati alle battute ad effetto e al gossip. E, aspetto di assoluta importanza, spesso mentono sapendo di mentire. Senza rispondere mai delle loro parole.
Io credo che un politico, un rappresentante dei cittadini o, meglio ancora, un loro dipendente, non possa mentire in pubblico senza pagarne le conseguenze. E, altrettanto, credo che un giornalista, a meno di non essere totalmente impreparato, debba immediatamente confutare una menzogna. Altro che i sorrisini a mezza bocca e gli atteggiamenti da chierichetto super partes.
Negli altri Paesi occidentali i politici che mentono non sono tollerati, ma eliminati con ignominia dalla vita pubblica. Così dovrebbe essere anche in Italia. Mentire non è una virtù, è vigliaccheria.
La prima emergenza di questo Governo (insieme al conflitto di interessi) è l’economia.
Il precedente Governo ha indebitato l’Italia, qualcuno del centrodestra, mentendo, vuole forse affermare il contrario?
Le previsioni economiche 2006 di oggi del World Economic Outlook:
- Pil: area euro 2,0 - Italia 1,2
- Inflazione: area euro 2,1 - Italia 2,5
- Deficit/Pil: area euro 2,3 - Italia 4,0
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19 Aprile 2006
La Cassazione conferma la vittoria dell'Unione

La Cassazione ha confermato la vittoria dell’Unione, e le persone più responsabili della Cdl hanno accettato il risultato.
Ma non l’ex ministro dell’Economia.
Dalla Repubblica on line di oggi pomeriggio:
“ Una differenza "così esigua" di voti tra le due coalizioni "impone un supplemento di controlli". Così il vicepresidente del Consiglio Giulio Tremonti sull'esito delle elezioni dopo il pronunciamento della corte di Cassazione che ha confermato al vittoria dell'Unione”.
Persino L’Avvenire ha scritto: “Basta con la ricerca di espedienti...è un atteggiamento addirittura penoso”.
Questa ostinazione e insieme mancanza di rispetto nei confronti delle autorità istituzionali responsabili della ratifica del voto mi fa sorgere un dubbio.
Un dubbio sull’eredità dei conti dello Stato che l’ex ministro Tremonti lascia ai cittadini italiani, che questa eredità sia più grave, anche in modo sensibile a quanto dichiarato dalla Cdl.
Sicuramente per quanto attiene ai conti dello Stato si “impone un supplemento di controlli” che va attuato da parte dell’Unione.
Vorrei integrare una risposta data a Follini ieri sera a “Porta a Porta” sulla sua richiesta di una grande coalizione per risanare l’economia: “Caro Marco Follini, l’ex Governo, di cui sei stato parte importante, ha quasi distrutto l’economia italiana. Si è dimostrato inadatto al compito. L’Unione farà del suo meglio, ma l’unica cosa che assolutamente non può fare è legittimare degli incapaci”.
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18 Aprile 2006
Le insinuazioni creative della Cdl

Mai come in occasione di queste elezioni i più importanti giornali e magazine del mondo si sono schierati contro un governo italiano in carica e a favore di un ricambio politico.
I titoli dell’Economist: “Basta! Time for Italy to sack Berlusconi” – "Basta! E’ tempo per l’Italia di licenziare Berlusconi" e del Wall Street Journal, molto esplicativo: “Don Coglioni", rappresentano la stima di cui gode all’estero la Cdl.
I voti all’estero a netto favore dell’Unione dimostrano che in Italia non esiste un’informazione libera come nelle altre nazioni occidentali.
Se in Italia avessimo avuto un’informazione più obiettiva, meno asservita agli interessi economici di Mediaset, il risultato elettorale, ne sono convinto, sarebbe stato a netto favore dell’Unione.
Oggi tutti i media italiani citano un articolo uscito sul Financial Times che ipotizza un’uscita del nostro Paese dall’euro entro il 2015 se non saranno attuate serie riforme, attuabili solo da un governo compatto e di lunga durata.
Il FT evidenzia che l’Unione dispone al Senato di una maggioranza di pochi voti che potrebbe impedirle l’approvazione di nuove leggi.
Molti giornali e telegiornali hanno riportato l’articolo dando un’interpretazione falsa e di parte, o forse è meglio dire di bottega, sostenendo che Prodi è causa del giudizio negativo del FT.
L’ineffabile Tremonti ha dichiarato: “l’allarme riflette purtroppo un’opinione diffusa nelle capitali e nei circoli internazionali più responsabili”. Ma chi è stato il ministro dell’economia che ha portato il nostro Paese sull’orlo del baratro, lui o un suo sosia?
Dopo la finanza creativa Tremonti ha inventato l’insinuazione creativa.
FT evidenzia due fatti, entrambi veri, entrambi attribuibili al precedente governo:
- la nostra economia è in pessime condizioni
- la maggioranza al Senato è esigua, grazie alla nuova legge elettorale.
Sul primo punto chi mi ha seguito in questi mesi sa che condivido le preoccupazioni sulla situazione economica italiana che, insieme alla legge sul conflitto di interessi, rappresenta una priorità immediata per l’Italia dei Valori.
Sul Senato riporto una risposta attribuita a Churchill a chi gli chiedeva della sua maggioranza parlamentare di due soli voti: “Uno è superfluo!”.
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17 Aprile 2006
Informazione di regime

In questi giorni credo che chiunque si sia reso conto della situazione di pericolo per la democrazia italiana dovuta al controllo delle televisioni da parte della Cdl.
In condizioni di corretto utilizzo dei mezzi di informazione le dichiarazioni di Calderoli, quello che ha fatto la legge “porcata” e oggi se ne vanta, sarebbero state ignorate. Nessuno invece ci ricorda che il partito dell’ex presidente del consiglio ha ottenuto il 5,7 per cento e quasi due milioni di voti in meno rispetto alle precedenti politiche.
Dichiarazioni come quella rilasciata dal “bad loser” (cattivo perdente) ex presidente del consiglio: “Il risultato elettorale “deve” cambiare” , degno di un golpista, avrebbero avuto da parte di giornalisti che non siano servi solo parole di condanna totale. Eppure non è così e parte dell’informazione televisiva e non solo (c’è anche quella del gruppo Mondadori) è in realtà uno strumento di propaganda di una parte politica. Molti, purtroppo, ci credono.
In questa legislatura non sarà possibile fare nulla se prima non sarà restituita ai cittadini la possibilità di essere informati correttamente. Senza una legge sul conflitto di interessi e un riesame dell’assegnazione delle frequenze radiotelevisive il prossimo governo sarà ostaggio di un’informazione deviata e di parte.
Il problema è prioritario e va affrontato subito e con estrema determinazione.
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15 Aprile 2006
L'Italia va avanti

Non mi stancherò di ripeterlo: gli italiani hanno premiato il centro sinistra e questo ora deve governare.
Gli italiani che ci hanno votato non vogliono inciuci e confronti dialettici con l’opposizione su questo e su quello ancora prima che sia insediato il nuovo governo.
Gli elettori del centro sinistra vogliono che l’Unione applichi, e al più presto, il programma per la quale è stata votata.
I partiti che compongono l’Unione sono rappresentati dai loro segretari e questi riferiscono a Romano Prodi che si esprimerà in merito all’elezione del Presidente della Repubblica: l’Unione ha il dovere/diritto di proporre un suo candidato.
O forse vogliamo eleggere il candidato Letta proposto dall’ex presidente del Consiglio? E allora perchè non Previti o Dell’Utri?
Le prime pagine dei giornali sono dedicate continuamente alle proposte di uno sconfitto, invece che al programma dell’Unione. Il programma che, piaccia o meno all’ex presidente del consiglio, noi realizzeremo.
Agli elettori del centro sinistra, e a me personalmente, che uno sconfitto riconosca la nostra vittoria non interessa in alcun modo. Non la riconosce? Affari suoi e di direttori di giornali compiacenti.
L’Italia va avanti, deve andare avanti.
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14 Aprile 2006
Una nuova politica energetica

Il nostro Paese è dipendente dall’importazione di energia. Se il prezzo di petrolio, gas, elettricità aumenta, la nostra economia ne risente immediatamente.
Il costo del petrolio ha superato i 70 dollari al barile e secondo il Fondo Monetario Internazionale “un aumento di un ulteriore 10% può determinare una diminuzione della crescita fino all’1,5% a livello globale”.
Le nazioni che importano energia e con una bassa crescita del prodotto interno lordo come l’Italia (crescita 2005 pari a zero, ennesima eredità della finanza creativa) saranno fortemente penalizzate.
E’ urgente un piano di attuazione di una politica energetica nazionale già nei primi cento giorni del prossimo governo.
L’Italia dei Valori sosterrà lo sviluppo delle fonti rinnovabili, in particolare le “nuove rinnovabili”, come il fotovoltaico, il solare termodinamico, l’eolico, le biomasse, il piccolo idroelettrico, tenendo anche conto delle “vecchie rinnovabili” come il “grande idroelettrico” e la geotermia (in cui l’Italia è particolarmente sviluppata).
Le fonti rinnovabili sono sia una grande risorsa economica che una grande risorsa ambientale.
L’Italia dei Valori promuoverà gli investimenti per l'utilizzo della cogenerazione di elettricità e calore, delle centrali elettriche a gas naturale (il metano) e del fotovoltaico con forti sgravi fiscali ai cittadini che lo adotteranno.
Il sostegno alle fonti rinnovabili dovrà essere accompagnato da una politica di risparmio energetico.
Il petrolio prima o poi finirà e in futuro il suo prezzo non potrà che aumentare. L’Italia deve dotarsi di una politica energetica di lungo termine alternativa alle fonti non rinnovabili.
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13 Aprile 2006
Non c'è tempo da perdere

La politica separata dai reali problemi del Paese non ha alcuna ragione di esistere. E’ sterile. Come ho più volte dichiarato i parlamentari sono al servizio dei cittadini, di tutti, non solo di chi li ha votati.
La vera emergenza dell’Italia è l’economia, un’emergenza che non segue i tempi istituzionali o i conteggi fasulli di voti, le discussioni infinite a parlare del nulla o della propria posizione di potere.
Non credo che l’Italia possa permettersi di aspettare due mesi prima dell’insediamento del nuovo governo Prodi.
L’ennesimo allarme sull’economia italiana è l’aumento del deficit commerciale a febbraio che ha raggiunto nel primo bimestre 2,962 miliardi di euro più del doppio rispetto al primo bimestre del 2005 che chiuse con meno 1,355 miliardi di euro.
Un trend che, se non arrestato, porterebbe nel 2006 a una perdita di circa 18 miliardi di euro, 36.000 miliardi di lire, il valore di una finanziaria. Pochi anni fa la bilancia con l’estero era positiva per 35 miliardi di euro.
Poi è arrivata la finanza creativa.
Quando i numeri sono così grandi le persone tendono ad ignorarli, ma è bene gli italiani capiscano che questa è una situazione da pre bancarotta dello Stato. Ed è necessario che se ne rendano conto anche i professionisti dell’informazione che su questi temi devono informare con il dovuto rilievo i cittadini.
Non c’è più tempo per le chiacchiere e per i riti bizantini.Il Paese ha bisogno di una guida da subito e di misure urgenti. Per questo farò tutto quello che è in mio potere per accelerare la nomina di Romano Prodi a Presidente del Consiglio.
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12 Aprile 2006
Governa chi ha vinto!

foto da Repubblica.it
Nonostante la vittoria dell’Unione al Senato e alla Camera l’informazione è ancora dedicata alle invenzioni dialettiche degli sconfitti, anzi dello sconfitto.
Vorrei invitare a un maggiore senso di realtà i giornali e i canali televisivi, se mi è consentito. Sia chiaro che non mi riferisco a quelli dell’ex presidente del consiglio che sono solo organi di propaganda e non di informazione.
Discutano i giornalisti dei problemi reali del Paese. La passata legislatura ne ha lasciati così tanti che c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Ieri sera ho visto Ballarò. Ho sentito argomentare sulla coalizione chiesta “per senso di responsabilità” dai rappresentanti di chi ha fatto strame della Costituzione e delle leggi del Parlamento.
Di chi ha chiamato “coglioni” gli elettori del centrosinistra.
Mi è venuta l’orticaria.
Un modestissimo consiglio ai miei colleghi dell’Unione: se sono invitati a trasmissioni per parlare del nulla proposto dall’attuale opposizione non ci vadano.
Quando si presentano in televisione parlino con dati, numeri, statistiche di quello che l’Unione farà per i cittadini italiani.
Sulla ennesima provocazione della “grande coalizione”, il mio parere è che il sistema bipolare impegna la coalizione vincente a governare per dare al Paese l’alternanza espressa attraverso il voto.
In poche parole ora governa chi ha vinto.
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11 Aprile 2006
Grazie!

L'Italia dei Valori ha conseguito grazie a voi un risultato straordinario e ne siamo fieri ed orgogliosi.
Da oggi la battaglia per la legalità diventa un vero impegno politico e parlamentare, perché gli italiani hanno dimostrato di sentire questo tema come prioritario e lo hanno dimostrato con il voto all'Italia dei Valori e con la vittoria al centrosinistra.
L'Italia dei Valori è ben conscia della responsabilità che questo voto comporta e vuole dimostrare di meritare la fiducia che i cittadini le hanno accordato.
Con 20 deputati e 5 senatori abbiamo la forza parlamentare per fare cose grandi, per una forza positiva e propositiva, che da oggi passa da movimento a partito in Parlamento: il partito della legalità.
Grazie a tutti coloro che si sono spesi fino all'ultimo per questo risultato!
E grazie a tuti gli elettori, grazie di cuore!
Postato da Antonio Di Pietro in Informazione
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10 Aprile 2006
Soccorso rosso

In queste ultime settimane si è assistito ad un fiorire di buonisti e di “utili idioti”, secondo la famosa definizione di Lenin, che hanno rassicurato Berlusconi sul fatto che le “sue” televisioni” non saranno messe in discussione.
Le “sue” televisioni, lo ricordo, sono tali perchè usano le “nostre” (dello Stato) frequenze pubbliche. Le “sue” televisioni sono state per anni un organo di disinformazione plateale, pubblico, con giornalisti “dipendenti” pagati per attaccare l’asino dove voleva il padrone.
Le “sue” televisioni vivono grazie ad una vergognosa politica attuata da una presunta opposizione nelle precedente legislatura.
La “sue” televisioni vivono grazie ad una attribuzione quasi monopolista della pubblicità televisiva esercitata da Publitalia.Pubblicità che paghiamo tutti quando compriamo i prodotti che vengono promossi.
Questa situazione, che anche l’Economist in un suo recente articolo ha qualificato come pericolo per la democrazia, la dobbiamo alla politica dell’”inciucio” di parte della sinistra e, giusto per non fare nomi, dei Ds in particolare.
Quelli di “Mediaset risorsa del Paese”, della bicamerale, della mancanza di volontà politica di mettere mano alla legge sul conflitto di interessi.
Leo Longanesi disse che gli italiani accorrono sempre in soccorso del vincitore; certa sinistra ha esteso il concetto: accorre sempre in soccorso di Berlusconi, che vinca o che perda.
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8 Aprile 2006
La dichiarazione di voto di Marco Travaglio

In questi giorni ho ricevuto molte dichiarazioni di voto a favore dell’Italia dei Valori.
Riporto quella di Marco Travaglio.
“ Bellachioma continua a parlare di brogli della sinistra. Quando attribuisce qualcosa agli altri, secondo il tipico meccanismo psichiatrico della proiezione, è perchè lo sta facendo lui.
Lo scrutinio elettronico in quattro regioni-chiave, il nuovo sistema degli scrutatori scelti in gran parte dal governo, le farraginosità del voto nelle sezioni per gli italiani all'estero gli forniranno il destro di contestare scheda per scheda, seggio per seggio.
Sa che perderà e non ci vuole stare. Denuncerà brogli rossi inesistenti, per ottenere ricalcoli continui delle schede e intanto tenterà di restare asserragliato a Palazzo Chigi il più a lungo possibile, per far scadere Ciampi e gestire il ricambio al Quirinale. Insomma, scasserà tutto. Basta guardarlo in faccia per capire che è capace di tutto. L'unico antidoto a questo golpe annunciato è andare a votare tutti, e di corsa, contro di lui e i suoi alleati. Non si può perdere nemmeno un voto.
Perchè l'unico antidoto allo sfascio organizzato è che il centrosinistra prenda molti più voti di quelli che i berluscones tenteranno di contestare. I partiti dell'opposizione sono tanti, basta votarne uno qualsiasi. Io ho scritto sulla Primavera di MicroMega quel che farò (come tutti gli altri collaboratori della rivista) e, visto che molti amici me l'han chiesto, lo riporto qui di seguito.
Al Senato, per la prima volta, voterò senza turarmi il naso: l'Italia dei Valori mi ha fatto il regalo di candidare una persona che stimo e che mi onora della sua amicizia, Franca Rame. Alla Camera avrei votato una Lista Prodi, "movimentista" e sganciata dai partiti. Ma Prodi non ha avuto il coraggio di imporla. Così andrò per esclusione.
Tolte le liste con inquisiti, prescritti e condannati, restano Italia dei Valori, Verdi e Comunisti Italiani. Ma Diliberto vuole Andreotti ministro degli Esteri. E i Verdi hanno un capogruppo di nome Boato. Resta ancora l'Italia dei Valori: Di Pietro ha fatto molti errori, come allontanarsi da Veltri, Chiesa, Occhetto e altri.
Ma l'idea che vada in Parlamento con Leoluca Orlando (cacciato della Margherita per il sostegno a Rita Borsellino) e una pattuglia di guastatori non mi dispiace: in un'assemblea di yesmen, vorrei almeno qualcuno che parli di legalità e faccia la guardia contro gli inciuci”.
Marco Travaglio.
Postato da Antonio Di Pietro in Politica
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7 Aprile 2006
Il primato della Giustizia

Berlusconi si sente minacciato dai giudici. Lo è da sempre e questa è la principale ragione del suo ingresso in politica. Senza leggi ad personam il suo iter giudiziario sarebbe stato ben più difficile, senza l’ombrello della politica forse la sua carriera imprenditoriale sarebbe già finita da molto tempo.
Le sue parole dette in veste di presidente del Consiglio, in un luogo istituzionale come la sala stampa di palazzo Chigi sono state aberranti, impronunciabili da chiunque in possesso di senso dello Stato: “Infamità dei Pm, tramano con il centrosinistra” in relazione al caso Mills nel quale è accusato di corruzione di teste.
La prima udienza è fissata a Milano il 5 giugno, in quella sede l’imputato Berlusconi potrà portare le sue ragioni, come ogni altro cittadino italiano.
Non abusando invece della sua carica e attaccando la magistratura, che come chiunque, può commettere degli errori, ma che va protetta e potenziata per garantire la giustizia in questo nostro Paese.
Il contrario di ciò che ha fatto questo governo.
E mi riferisco a tutto il governo, a partire dalla solidarietà di Casini, presidente della Camera, a Dell’Utri dopo la condanna per associazione mafiosa in primo grado. Non è possibile distinguere il loglio dal grano in questa compagine di governo che quando si è trattato di limitare i poteri della magistratura si è dimostrata sempre compatta.
In rete è possibile vedere l’ultima intervista fatta da due giornalisti francesi ad un eroe italiano, Paolo Borsellino, poco prima della sua morte. Dura dieci minuti, vi invito ad ascoltarla.
Postato da Antonio Di Pietro in Giustizia
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6 Aprile 2006
No allo scrutinio elettronico!

Domenica scorsa ho indirizzato al ministro dell’Interno Pisanu alcune precise domande sulle possibilità di brogli in merito all’introduzione dello scrutinio elettronico. L’ho fatto comprando parte di una pagina su Repubblica.
Non ho avuto (che vi aspettavate?) nessuna risposta.
Ma la Repubblica di giovedì 6 aprile ha sollevato nuovi dubbi con un articolo dal titolo: “Falle nel sistema di voto elettronico”. Articolo nel quale si legge:
“Secondo un rapporto pervenuto nei giorni scorsi ai responsabili del ministero degli Interni, il sistema – appaltato dal Viminale a tre società private – è esposto ad attacchi, incursioni, blocchi. Inoltre il rapporto segnala l’individuazione all’interno del ministero degli Interni di postazioni in grado di entrare nel sistema senza motivo apparente”
“Lunedì scorso una riunione dei responsabili dell’operazione ha comunque ritenuto che le falle non impediscano di proseguire...”
Anche l’International Herald Tribune di mercoledì 5 aprile si è occupato delle possibili conseguenze dell’adozione dello scrutinio elettronico in un lungo articolo del quale riporto alcuni passi.
“ Il decreto relativo al nuovo metodo di scrutinio (elettronico) dei voti, approvato dal governo Berlusconi in gennaio, indica che in caso di contestazione dei voti scrutinati elettronicamente, questi non saranno considerati validi e saranno utilizzati i voti scrutinati manualmente.
Ma i critici affermano che un tale sviluppo potrebbe portare a una crisi simile a quella avvenuta in Florida nelle elezioni presidenziali americane del 2000.
I critici sottolineano inoltre che il figlio di un ministro (Pisanu) è partner in una delle società che gestiranno il processo dello scrutinio elettronico (Accenture).
...
Il contratto principale è stato assegnato, senza un bando pubblico, a Telecom Italia...
Telecom Italia ha rifiutato di commentare sulla sua scelta di utilizzare Accenture...”
Non credo che Pisanu risponderà alle mie domande di domenica scorsa o a alle perplessità sollevate da Repubblica e dall’International Herald Tribune.
Ma se qualcosa dovesse succedere la risposta la dovrà fornire agli italiani subito dopo le elezioni.
Postato da Antonio Di Pietro in Giustizia
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5 Aprile 2006
La falsa storia italiana

Queste elezioni sono state le elezioni della menzogna, pianificata, scientifica e insieme pataccara, sulla situazione economica del Paese.
Io non voglio illudere nessuno: ci aspettano anni di sacrifici per ricostruire un Paese a pezzi. Le promesse elettorali le lascio ai professionisti della disinformazione, ai venditori di fumo della Cdl.
Gli stessi che senza pudore e considerando gli italiani, tutti gli italiani, incapaci di intendere e di volere, hanno inviato per posta una comunicazione elettorale sotto forma di rivista, intitolata:
“La vera storia italiana”, uno spot vergognoso che più correttamente avrebbe dovuto avere come titolo: “La falsa storia italiana”.
Numeri, statistiche, percentuali e fatti sono talmente travisati da indurre all’ilarità, se l’Italia non fosse così vicina al dramma economico.
Un esempio tra i tanti è a pagina 154 dove è magnificato l’incremento di reddito medio degli italiani in questi cinque anni con questa frase:
“27.119 dollari è il reddito medio odierno degli italiani (nel 2001 era di 24.670 dollari)”
Dollari, non euro! Una comunicazione sul nostro reddito medio viene fatta in dollari, uno stratagemma degno del miglior Tremonti.
Un italiano avrebbe guadagnato in cinque anni un potere d’acquisto pari a 2.449 dollari.
Ma l’italiano è pagato in euro e la conversione euro/dollaro è passata da 1,16 euro per un dollaro del maggio del 2001 a 0,81 euro per un dollaro di oggi.
In sostanza l’euro si è rafforzato nei confronti del dollaro in questi cinque anni in modo sensibile.
Il cambio dollaro/euro conferma che il valore dell’euro ha protetto i nostri risparmi.
Il reddito invece è diminuito, e di molto, come sanno le famiglie italiane tranne quelle retribuite in euro che vivono negli Stati Uniti.
Postato da Antonio Di Pietro in Società
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4 Aprile 2006
L'ultima spiaggia: insulti e televendite

Ci sono due frasi di Berlusconi dette nell’incontro di ieri sera con Prodi che devono far riflettere gli italiani.
La prima: "Dopo il dibattito, se ha tempo, glielo spiego", in risposta alla richiesta di Prodi su dove volesse reperire i 35 miliardi di euro necessari per la sua politica fiscale. Il disprezzo verso gli italiani che ascoltavano da casa emerge in modo palese da questa frase. Dove questo signore voglia i reperire i 35 miliardi di euro, che sono soldi nostri, appartengono a noi, lo deve dire in modo chiaro agli elettori. Sono affari nostri, non suoi.
La seconda frase riferita al nostro Paese: “...è un’azienda...” spiega come lui e il suo gruppo di avvocati e sodali abbia amministrato l’Italia in questi cinque anni: come un’azienda appunto. Da cui trarre benefici fiscali, economici, giudiziari innegabili. Berlusconi il suo budget lo ha fatto ogni anno, per cinque anni, a spese dell’azienda Italia.
Berlusconi non ama il confronto, lo ha dimostrato con la sua battuta ad effetto sull’eliminazione dell’Ici fatta solo a chiusura di trasmissione in modo che Prodi non potesse replicare alla sua televendita senza copertura di spesa.
E le dichiarazioni di oggi riportate in audio e video dalla Repubblica testimoniano una genuina vocazione antidemocratica di Berlusconi.
In questi cinque anni l’Italia si è impoverita da ogni punto di vista.
Oggi l’ennesima prova di una situazione sempre più grave: secondo il rapporto Eurispes le famiglie italiane negli ultimi cinque anni hanno visto i loro risparmi scendere da 106 miliardi di euro a 64 miliardi di euro, il 40% in meno.
Postato da Antonio Di Pietro in Politica
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3 Aprile 2006
Posti di lavoro elettorali

Il Governo che ci lasciamo alle spalle è il Governo degli sprechi, delle Grandi Opere Inutili, dei trasporti allo sfascio.
Un Governo che ha prodotto tali guasti, in virtù di un dilettantismo nella gestione dello Stato e di un clientelismo di stampo elettorale, da far esplodere i conti pubblici ed indebitare in modo pauroso il Paese.
Gli esempi sono ovunque. Il costo dell’inutile Ponte sullo Stretto di Messina è di 3,88 miliardi di euro, una cifra enorme, incomprensibile per i pendolari abituati a ritardi cronici e ad un servizio da terzo mondo, incomprensibile per i siciliani che vorrebbero prima un sistema di trasporti adeguato nella loro regione.
Il federalismo di cui si riempiono la bocca i politici della Cdl è in realtà una nuova Cassa del Mezzogiorno, che utilizza le risorse del Paese per attività improduttive e senza futuro.
Al posto di investimenti nel Sud si è creata occupazione assistita.
Più di sessantamila precari lavorano per la sola pubblica amministrazione in Sicilia e di questi ben 24.000 tra forestali e lavoratori socialmente utili si sono visti aumentare dalla Regione Sicilia le attività per una spesa pari a 75 milioni di euro.
Quando paghiamo, giustamente, le tasse dovremmo domandarci dove vanno a finire i nostri soldi. Se in infrastrutture, servizi, scuole e ricerca che garantiscano un futuro ai nostri figli, o in donazioni elettorali, sprechi, burocrazia socialmente inutile.
Le tasse sono un dovere sociale, il loro corretto utilizzo altrettanto. Il rientro dal debito del nostro Paese non si ottiene con i tetti alla spesa pubblica, ma con un taglio radicale delle sovrastrutture inutili, delle greppie elettorali, funzionali solo alla sopravvivenza dei professionisti della politica.
Postato da Antonio Di Pietro in Giustizia
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Gli pseudogarantisti e il conflitto di interessi

Vorrei essere chiaro una volta per tutte con le anime belle del centrosinistra: io mi batterò da subito, dal giorno dopo le elezioni, dall’11 aprile perchè venga approvata una legge sul conflitto di interessi.
Sto parlando in particolare a Franco Debenedetti, a Massimo D’Alema e a Luciano Violante.
Non esiste democrazia al mondo che permetta a chi possiede il controllo sostanziale dell’informazione di poter fare politica.
Le scorse elezioni le ha perse l’Italia, le ha perse il sistema democratico che dovrebbe essere basato sulla parità di accesso ai mezzi d’informazione da parte dei partiti.
Nel 2001 non ha vinto Berlusconi, hanno piuttosto perso la pavidità e il tatticismo di certa sinistra e, in definitiva, hanno perso gli italiani.
Qualunque venditore di spazzole con tre televisioni e un numero sterminato di giornali avrebbe potuto candidarsi alle elezioni con buone possibilità di vittoria.
Ma questa verità così solare, così evidente, non può non essere chiara anche ai Ds e, allora, quali sono i motivi che in passato li hanno spinti a proteggere l’impero mediatico di Berlusconi e che oggi producono pudiche dichiarazioni da verginelle come quelle rilasciate da Franco Debenedetti al Corriere della Sera?
Masochismo? Pseudogarantismo? Contiguità economiche di fatto?
La situazione economica dell’Italia è gravissima. Per saperlo è sufficiente leggere il Guardian, Le Monde, Newsweek, il Wall Street Journal. Senza giornali e televisioni Berlusconi sarebbe stato mandato a casa da anni. I suoi media sono un’emergenza democratica che va affrontata immediatamente e con decisione, per il bene del nostro Paese.
Postato da Antonio Di Pietro in Giustizia
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1 Aprile 2006
I consiglieri dell'Eni

L’ENI è una delle più grandi imprese del Paese, essenziale per la sua politica energetica, centrale per lo sviluppo industriale dell’Italia.
Lo scorso anno ha realizzato utili immensi, detto con le parole evocative tratte dal sito www.eni.it:
“Il miglior risultato della nostra storia: approvato il consolidato che si chiude con un utile netto di 8,8 miliardi di euro, 1,7 miliardi di euro in più rispetto al 2004 (+24,5%)” e:
“Dividendo ancora in aumento. La proposta è di 1,10 euro per azione, di cui 0,45 distribuiti nell'ottobre scorso”.
Questo risultato è stato ottenuto a spese degli italiani, di chi compra l’energia dall’Eni. Oppure no?
E con un risultato così fenomenale perchè non abbassare le tariffe?
L’azionista di riferimento è pur sempre lo Stato italiano!
Ma forse si vuole favorire la distribuzione di utili agli azionisti più importanti.
Chi decide le politiche dell’ENI?
La Mondadori, società della famiglia del presidente del Consiglio, ha due suoi consiglieri presenti anche nel consiglio di amministrazione dell’Eni su un totale di nove: Roberto Poli e Mario Resca, come indicato dal sito della Mondadori:
“Si indicano di seguito le cariche di amministratore o sindaco ricoperte dagli attuali amministratori di Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. in altre società quotate o in società finanziarie, bancarie o assicurative di rilevanti dimensioni:
...
Roberto Poli, Presidente di ENI S.p.A.
Mario Resca, Amministratore di ENI S.p.A.”
Se questo non è un potenziale conflitto di interessi come vogliamo chiamarlo? Lo chiedo in particolare agli pseudogarantisti del centrosinistra, magari a quelli che pubblicano i loro libri proprio con la Mondadori.
Postato da Antonio Di Pietro in Economia
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