24 Aprile 2006

Lega di lotta e di governo

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La Lega ha sempre fatto, sin dalle sue origini, dei democristiani un bersaglio da abbattere e Andreotti è stato sicuramente il principale. Il popolo della Lega, che in parte ha favorito Mani Pulite, e ha fatto apertamente il tifo per me, come negli interrogatori pubblici a Forlani, non credo che apprezzi la nomina di un senatore democristiano prescritto alla presidenza del Senato. Così come non l’apprezzo io.
Sorprende che un movimento nato per cambiare l’Italia si ritrovi prima a sostenere l’erede di Bettino Craxi e i suoi interessi e in seguito Giulio Andreotti.

I leghisti che hanno conservato le vecchie copie della Padania possono rileggersi gli articoli dedicati ad Andreotti e a Berlusconi, in particolare le domande poste da Max Parisi sulla provenienza dei finanziamenti alle sue aziende rimaste senza risposte.
Se li rileggono avranno un moto di sorpresa e di contrarietà. Coloro che combattevano sono oggi loro alleati organici.
La tattica politica non può giustificare questi atteggiamenti.
I dirigenti della Lega non possono non saperlo e ne subiranno presto le conseguenze, dopo la bocciatura del prossimo referendum confermativo sulla devolution.

Postato da Antonio Di Pietro in Politica