
Sabato 27 maggio il presidente di Autostrade Gros-Pietro è stato intervistato per il Corriere della Sera dal giornalista Massimo Mucchetti.
Il mio commento sull’intervista è comunque positivo perchè ha consentito ai cittadini ed agli azionisti di Autostrade di avere un’idea più precisa in merito alla possibile fusione con la spagnola Abertis.
Vorrei riprendere però alcune domande di Mucchetti per chiedere, se possibile, risposte più articolate ed esaustive, indirizzate non solo al ministro, ma a tutti gli italiani che volessero approfondire i termini della fusione.
Riporto le domande di Mucchetti e le risposte di Gros Pietro:
“ MM: La fusione con Abertis cambia gli assetti. Ma lei, il 18 novembre 2002, aveva assicurato all’Anas che il controllo della concessionaria sarebbe rimasto in capo a Schema28, e cioè a Benetton e soci.
Gros-Pietro: Quella lettera non è un impegno. Serviva solo a spiegare gli effetti della ristrutturazione societaria a seguito dell’Opa. Tanto che non indicavamo una scadenza…
MM: In mancanza della quale l’impegno poteva intendersi per tutta la concessione.
Gros-Pietro: Sarebbe un’inaccettabile limitazione del diritto di proprietà. Se lo Stato pone vincoli, li esplicita. Il lock up post privatizzazione era di 36 mesi, non infinito.
MM: Costruttori e Fiat vennero esclusi dalla gara per Autostrade. Con la fusione, invece, il socio industriale sarà il costruttore Florentino Perez.
Gros-Pietro: L’esclusione dei costruttori ci era stata imposta dalla Ue come garanzia di regolarità delle gare d’appalto per i lavori della Variante di valico. Ora quei lavori sono avviati, dunque viene meno il motivo. Del resto il governo italiano non ha nulla contro la presenza dei costruttori nelle concessionarie autostradali: lo spagnolo Ferrovial è nella nuova Cremona-Mantova, Gavio nell’asti-Cuneo, Toto con noi nell’Autostrada dei Parchi…
…
MM: Con l’Opa del 2003 avete scaricato sulla concessionaria 8 miliardi di debiti fatti non per sviluppare il business, ma per aumentare il guadagno dei soci. Le banche vi hanno imposto vincoli sugli investimenti aggiuntivi. Che cosa cambia con la fusione?
Gros-Pietro: Sostituendo parte dell’equity con debiti a basso costo, abbiamo ridotto il costo del capitale. Con la fusione, il rapporto tra gli impegni (debiti esistenti e investimenti da fare) e il margine lordo scende da 8,4 a 8 e cala più rapidamente in seguito.
…
MM. Perchè avete chiuso l’accordo quando l’Italia non aveva un governo nella pienezza dei poteri dando l’impressione di volere il fatto compiuto?
Gros-Pietro: Secondo la legge spagnola, l’assemblea di fusione si deve tenere entro sei mesi dall’approvazione dell’ultimo bilancio certificato, dunque entro il 30 giugno. Bisognava correre.
…
MM: …Autostrade ha un tasso di rendimento degli investimenti dell’11%, altissimo considerando il basso rischio industriale. La nuova Pedemontana Lombarda non parte anche perchè il project financing rende il 7%…
Gros-Pietro: Potremmo anche scendere sotto l’11% se il sistema politico riuscisse a ridurre tempi e rischi delle nuove opere: sono questi i veri problemi, non la nazionalità delle imprese”.
Le risposte date sono evasive o non pertinenti, è importante che invece siano complete ed esaurienti per autorizzare la fusione con Abertis.









Proseguo la pubblicazione di alcune domande e risposte tratte dal libro: "Intervista su Tangentopoli" della Laterza a cura di Giovanni Valentini.
GV: Che cosa spinse Gardini a togliersi la vita?
ADP: Un atto d’orgoglio, il suo dev’essere stato un atto d’orgoglio... Io mi sono fatto questa idea. Gardini ha passato tutta una notte sapendo che il giorno dopo sarebbe stato arrestato, una notte in cui ha capito che tutto il suo mondo finiva: questo non l’abbiamo valutato né io né i suoi avvocati. Fino ad allora noi giudici conoscevamo un piccolo segmento del processo Enimont, non sapevamo ancora esattamente a chi erano andati i 150 miliardi della maxi-tangente; anzi non sapevamo neppure che esistesse una tangente di tale portata. Tantomeno sapevamo dell’esistenza di quei 63 miliardi che Cusani dice di aver restituito a Gardini e che mancano all’appello: vero o non vero, qualcuno certamente li ha presi. ...
Voglio esprimere la mia assoluta contrarietà alle proposte fatte in questi giorni sulla nomina a senatori a vita di Silvio Berlusconi e di Umberto Bossi.
Le proposte sono state avanzate dai Ds per l’ex presidente del Consiglio e dal direttore della Padania per il leader della Lega. Devo dire che, pur disapprovandole entrambe, trovo la prima bizzarra, se non addirittura offensiva da parte di un partito che si è opposto, giustamente, ad una serie di azioni della persona che candida a senatore a vita, azioni che hanno fortemente leso l’azione della magistratura e favorito interessi personali.
I senatori a vita erano considerati una volta alla stregua dei Padri della Patria, persone di alta moralità e di grande senso dello Stato.
I casi proposti sono relativi ad una persona condannata in via definitiva a otto mesi per tangenti Enimont e ad un’altra prescritta per vari reati ed iscritta a ...
Salvatore Raiti deputato e coordinatore Regione Sicilia dell’IDV ha rilasciato questa dichiarazione, che sottoscrivo completamente, su Cuffaro:
“Cuffaro è senza vergogna. A tre giorni dalla chiusura della campagna elettorale compie atti illegittimi e, forse, anche illeciti.
Non si capisce come possa emanare, in qualità di Commissario Delegato all’Emergenza Rifiuti, l’ordinanza n. 482 del 22.05.2006 (una settimana prima delle elezioni regionali) che autorizza la realizzazione degli impianti di termovalorizzazione in Sicilia, disattendendo le ordinanze del Tar regionale e una mozione approvata dalla Regione siciliana che vanno in direzione totalmente opposta. Spieghi, poi, Cuffaro quale interesse legittimo ha che giustifichi la comunicazione della stessa ordinanza, nello stesso giorno, tramite fax, all’azienda che deve realizzare i termovalorizzatori medesimi (lo stesso giorno alle 16.33!).
Con i miliardi di euro che servono alla realizzazione di questi impianti e con la salute dei siciliani non si gioca, per questo chiedo al ministro dell’Ambiente e ...