2 Maggio 2006

Italia settantanovesima per la libera informazione

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L’Italia si è classificata nel 2005 al 79esimo posto per la libertà di stampa a pari merito con il Botswana secondo l’ultimo studio dell’organizzazione non governativa Freedom House. Una pesante eredità del precedente governo. Un’umiliazione per i cittadini italiani. Una situazione intollerabile da affrontare con urgenza. In Italia i giornalisti di alcune reti televisive e di molti giornali sono soltanto dei dipendenti al servizio degli interessi economici dell’editore.
In Italia un imprenditore ha usato e usa il suo potere sui media per fini personali e politici.

Questa realtà è sotto gli occhi di tutto il mondo che per quanto concerne l’informazione ci considera una via di mezzo tra una repubblica delle banane e una dittatura da operetta. Questa realtà va cambiata e va cambiata subito. Il primo diritto dei cittadini è di essere informati correttamente, in modo da poter giudicare e scegliere. Un diritto che oggi gli è negato. Fausto Bertinotti ha usato il termine dimagrire riferito a Mediaset. Io credo che il termine corretto debba essere libero mercato. Si deve uscire dal duopolio Rai-Mediaset consentendo la presenza di altri attori. Va rivista l’attuale assegnazione delle frequenze radiotelevisive. La raccolta pubblicitaria va equamente distribuita, uscendo anche in questo caso da una situazione di duopolio.
Queste condizioni sono necessarie per riavere un’informazione libera nel nostro Paese. Insieme ad esse è auspicabile un ricambio di molti cosiddetti giornalisti, grandi soltanto nel portafoglio e nell’esposizione mediatica, con spiriti liberi e con veri professionisti.

Postato da Antonio Di Pietro in Informazione