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15 – Craxi

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intervista 15   Craxi
Proseguo la pubblicazione di alcune domande e risposte tratte dal libro: “Intervista su Tangentopoli” della Laterza a cura di Giovanni Valentini.
GV: Quante volte aveva incontrato Craxi prima del processo? E’ vero che tra voi s’era stabilito un certo feeling?
ADP: Con Craxi ebbi quattro o cinque colloqui investigativi: chiamiamoli però interrogatori, perchè furono tutti verbalizzati e si svolsero in presenza dei suoi avvocati. All’inizio avvennero in casa di Amato, non il presidente Amato, ma Nicolò Amato, l’ex direttore delle carceri, che essendo diventato avvocato, aveva assunto la sua difesa; poi proseguirono in una palazzina dei Servizi segreti a Roma. E’ lì che Craxi mi rende note le sue informative sui finanziamenti dell’Unione Sovietica al Pci ed è lì che mi parla di una registrazione effettuata non molto tempo prima nel suo studio di Milano nei confronti dell’avvocato Pezzi, ora deceduto, all’epoca difensore di Luigi Carnevale (esponente del Pci milanese, membro del consiglio di amministrazione della Metropolitana Milanese e reo confesso per diverse mazzette girate in quell’ambito). Io utilizzo le informazioni di Craxi per procedere contro gli esponenti del Partito comunista, ma la documentazione ‘sovietica’ faceva riferimento a finanziamenti lontani nel tempo e ormai tutti irreversibilmente prescritti. A proposito sarebbe interessante capire perchè Craxi, quand’era presidente del Consiglio, e quindi pubblico ufficiale, non consegnò quei documenti ai magistrati: all’epoca i fatti erano ancora perseguibili. Ah, beata Prima Repubblica! Anche la registrazione del colloquio con l’avvocato Pezzi non conteneva comunque informazioni di rilievo contro persone specifiche. Risultava che Pezzi aveva riferito a Craxi confidenze generiche ricevute dal proprio assistito Carnevale, secondo cui anche il Pci era coinvolto nelle tangenti. Ma questo lo sapevamo pure noi, tant’è che avevamo pure arrestato Carnevale ed avevamo inquisito diversi suoi compagni di partito. E poi non potevamo certo utilizzare il nastro che conteneva le dichiarazioni di un legale su un proprio assistito, carpite di nascosto.
GV: Sul piano più personale come ricorda quegli incontri con il leader socialista?
ADP: Me lo ricordo ancora questo Craxi che fuma, fuma, fuma: ore e ore di dialogo, di confronto, di discussione sul tema dei fondi sovietici al Partito comunista italiano e sul coinvolgimento di quest’ultimo nel sistema delle tangenti. Girava e rigirava intorno a questi argomenti come un falco sulla preda, senza però mai abbassarsi per catturarla; senza mai scendere sul concreto; senza mai riferire nomi, date, circostanze; senza mai fornire prove, salvo che non riguardassero questioni tanto lontane nel tempo da non poter essere più considerate come reati. Più che parlare a me, insomma, ebbi la sensazione che intendesse mandare qualche messaggio al mondo politico. E io non potevo certo prestarmi al gioco dei sospetti. Dopo un po’ il minuetto terminò. Craxi si rese conto che non ero funzionale alla sua tattica e non lo avrei seguito nelle sue elucubrazioni. E allora cominciò a dire che nemmeno io volevo indagare sui comunisti e che la Procura di Milano applicava due pesi e due misure. Ma benedetto ( di nome e di fatto) Craxi: se sapevi qualcosa sui fatti penalmente ancora rilevanti, perchè non l’hai detto chiaro e tondo e ti facevo vedere io, accidenti, se e come avrei indagato!

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30 Commenti a “15 – Craxi”

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    - Anche il Prc ha già messo a punto una proposta di legge sul tema che verrà depositata domani. Del resto proprio Rosa nel pugno e Rifondazione Comunista avevano messo l’argomento sul tavolo in una delle prime conferenze dei capigruppo. Ed ora si sta lavorando perché si possa arrivare ad un unico provvedimento di tutta l’Unione. Dal presidente della Commissione Giustizia di Montecitorio, Pino Pisicchio, a quanto si apprende, c’è disponibilità a dare precedenza all’amnistia considerandolo un “tema ineludibile”. -
    Onorevole Di Pietro
    Leggo questo sul sito dello SDI: Pisicchio, presidente della commissione giustizia alla camera, uomo dell’IDV, ha dato disponibilità a dare precedenza all’amnistia, considerandolo “tema ineludibile”???????
    Mi ero rasserenato un pochino leggendo delle prese di distanza da un provvedimento di clemenza prima di AN, e poi di Forza Italia (vanificando così la possibilità di approvarlo con i 2/3 dell’aula); ora leggo che proprio Pisicchio avrebbe preso una posizione simile… quelli dello SDI “ci provano” oppure è vero?
    Vorrei, per favore, dei chiarimenti.

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    Questo il testo intero, dal sito dello SDI
    - Amnistia e indulto la prossima settimana alla Camera
    07 giugno 2006
    Amnistia e indulto saranno probabilmente i primi provvedimenti all’esame della Commissione Giustizia della Camera. La prossima settimana ci sarà la prima riunione dell’Ufficio di presidenza della seconda commissione e in quella sede Enrico Buemi, che ha già presentato una pdl sull’argomento, chiederà che venga messo all’ordine del giorno proprio il provvedimento sulle misure di clemenza.
    Anche il Prc ha già messo a punto una proposta di legge sul tema che verrà depositata domani. Del resto proprio Rosa nel pugno e Rifondazione Comunista avevano messo l’argomento sul tavolo in una delle prime conferenze dei capigruppo. Ed ora si sta lavorando perché si possa arrivare ad un unico provvedimento di tutta l’Unione. Dal presidente della Commissione Giustizia di Montecitorio, Pino Pisicchio, a quanto si apprende, c’è disponibilità a dare precedenza all’amnistia considerandolo un “tema ineludibile”.
    La pdl Buemi ipotizza come limite per l’amnistia 4 anni, e per l’indulto 2 anni. In ogni caso sono esclusi i reati più gravi come terrorismo, associazione mafiosa, pedofilia, concussione. L’esponente della Rosa nel pugno, già autore del cosiddetto indultino nella passata legislatura, punta però ad un’esame contestuale di una modifica del codice penale per introdurre sanzioni alternative al carcere per quei reati meno gravi.
    “Perché se ci fosse un’amnistia – spiega Buemi – ci sarebbe subito un nuovo affollamento delle carceri e quindi bisogna modificare il codice penale introducendo sanzioni alternative al carcere come prassi per quei reati di minor allarme sociale, cosi’ si eviterebbe un nuovo affollamento”. -
    Il famigerato Buemi sta millantando la disponibilità dell’onorevole Pisicchio, o dobbiamo davvero aspettarci che “i primi provvedimenti affrontati in commissione giustizia” siano quelli… di amnistia e indulto???
    Davvero, Le chiedo un chiarimento su questo.

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    E che te lo dico a fare….. Finisce così ogni commento della ns. vita di cittadini italiani. Destra sinistra centro, ormai la politica è un palcoscenico dove la regia viene fatta dai forti interessi e gli attori, che paghiamo noi, sono solo dei pessimi interpreti. Almeno paghiamoli meno questi dilettanti. Oggi un parlamentare guadagna circa 20.000 euro con annessi e connessi ufficialmente, poi quando scoppia qualche scandalo si scopre molto di più.
    Le poltrone aumentano invece di diminuire e le cose restano se non peggiorano di più giorno dopo giorno. Quando si scrivono queste cose si viene tacciati di qualunquismo ma poi se si va in fondo le cose stanno proprio così e cioè uno schifo. Siamo in tema di mondiali e allora perchè non cantare come sigla della nostra Nazionale sul ritmo di Ligabue la canzone: una vita da precario senza diritti nè un buon salario a dover sempre strisciare senza mai poter alzar la testa e dire ma va cac…re.

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    INETRESSANTISSIMO POST!

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    Proprio ieri sera, parlando con altre persone, una di loro ha tirato fuori di nuovo la storia secondo cui Di Pietro (N.B.: Di Pietro, lui e soltanto lui, quasi fosse l’unico magistrato in Italia negli anni ’90) fu causa del fallimento di molte aziende italiane per cui sempre questa persona perse un mucchio di soldi, quindi adesso non vuol sentirne nemmeno parlare, quando vede Di Pietro in tv cambia canale, se lo incontrasse gli sparerebbe e via discorrendo…
    Ecco a cosa mi riferisco, fra l’altro, quando dico e ripeto che fra noi italiani “il più pulito c’ha la rogna” e che “le tasse e le regole sì, ma solo per gli altri”…
    W l’Italia!…

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    Di PIETRO TACE SULLE VICENDE DELLA TAV
    E SULLE MINACCE FATTE A SUO TEMPO A PRODI CUOR DI LEONE…DI PIETRO NOI NON SIAMO NATI A MONTENERO DI BISACCE ASPETTANDO “U STATO” NOI QUI AL NORD CI SIAMO ROTTI LE SCATOLE DEI BUFFONI COME PRODI E DEI MANGIA PANE A TRADIMENTO: I SOTTO SEGRETARI SONO 102 VERGOGNATEVI BASTA TASSE!
    Da “Il nostro GIORNALE” anno IX n.17 del 04 maggio 2002 – pag. 17
    Alta Velocità: inchieste affossate e persone oneste
    di Giampiero Carbone
    (OTTAVA PUNTATA)
    Ferdinando Imposimato, ex magistrato ed ex deputato del Pds, autore del libro “Corruzione ad
    Alta Velocità ” del quale stiamo proponendo le parti salienti, si domanda come sia stato possibile
    che un personaggio come Pierfrancesco Pacini Battaglia sia potuto passare sotto le forche
    caudine dei magistrati milanesi Di Pietro e Colombo sin dal 1993 nell’inchiesta Enimont senza
    che costoro, dopo averlo interrogato, non ne abbiano tratto nulla di interessante.
    Tanto più che, nello stesso anno, il finanziere Sergio Cagnotti, ora presidente della Lazio Calcio e
    all’epoca amministratore delegato di Enimont e amico di Raul Gardini, aveva confessato di aver
    ricevuto cinque miliardi dalla Tpl (Tecnologie, Progetti, Lavori) società in apparenza creata per
    assegnare consulenze in materia di progettazione ma in realtà una sorta di contenitore occulto di
    mazzette che finivano nelle tasche di Necci, presidente delle Fs.
    Questa mazzettona, secondo Cagnotti, sarà spartita tra costui, Gardin e Pacini.
    Ma i magistrati di Milano, dice lmposimato, invece di confrontare le tesi di Pacini e di Cragnotti,
    evitano di procedere.
    Nel 1998, i magistrati di Brescia accuseranno Di Pietro di aver omesso di sviluppare le indagini in
    questa faccenda. Secondo i pm bresciani, Di Pietro avrebbe favorito Pacini e Necci evitando di
    indagare. Ma il gip bresciano Di Martino assolverà Di Pietro per “non aver commesso il fatto”.
    Un “affaire” iniziato nel 1993
    Al lettore può sembrare di essersi allontanato dall’argomento dell’Alta Velocità ma così non è
    poiché si tratta di un “affaire” nel quale si intrecciano tangenti di ogni tipo e provenienza.
    Un groviglio spaventoso di interessi sul quale si inizia ad indagare sin dal 1993, come abbiamo
    visto, addirittura con due inchieste, una romana (riguardante la correttezza nella costituzione
    della Tav spa) ed una milanese (circa l’assegnazione degli appalti).
    Ma è solo nel 1996, con I ‘inchiesta della magistratura di La Spezia che succede qualcosa, con gli
    arresti di Pacini Battaglia e Necci.
    Se a Milano l’inchiesta finisce nel nulla, a Roma il sostituto procuratore Giorgio Castellucci chiede
    più volte I’archiviazione, finché non viene egli stesso indagato con l’accusa di aver preso denaro
    proprio per far archiviare l’inchiesta, come risulta da un’intercettazione ambientale.
    Nessuno riuscirà mai a chiarire dove siano finiti i documenti delle due inchieste e lo stesso Di
    Pietro, secondo Imposimato, negherà di averli richiesti.
    I magistrati di Perugia, ai quali è passata l’inchiesta, parlano di una raccolta di mazzette per l’Alta
    Velocità messa in atto dagli imputati realizzata con l’aiuto di “una sorta di presidio giudiziario”
    grazie alla “compiacente attività di taluni magistrati, svolgenti le funzioni in ruoli chiave, i quali
    pilotano nel senso desiderato le inchieste”.
    I giudici perugini affermano che una verifica presso la Techimont spa avrebbe consentito di
    constatare che, proprio nel periodo in cui questa entra a far parte del consorzio Cociv (quello che
    ha iniziato i lavori nella tratta Milano – Genova), versava al Pacini Battaglia ingenti somme di
    denaro. Ma tutto ciò non è mai stata fatto.

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    Si, vabbeh, ma non c’era proprio nessuno che in quegli anni avesse fatto nomi del PCI?
    Mica Craxi era l’unico canterino del momento!
    E poi, si puo’ sapere perche’ la procedura riguardante D’alema e’ stata spostata a Venezia?
    cioe’, lo si sa’ gia’, ma se lo dicesse anche lei a chiare lettere farebbe una migliore figura, no?

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    CARISSIMO ANTONIO, DOPO LA SECONDA CA**ATA DELL’ONOREVOLE MASTELLA, SUL TEMA GIUSTIZIA, TI CHIEDO DI CORRERE AI RIPARI
    CI VUOLE UNA BELLA CHIACCHIERATA…
    MA
    VOGLIAMO MANTENERE VERAMENTE LE RIFORME DELLA DESTRA???
    MA FATEMI IL PIACERE…
    MASTELLA DICE:” C’E’ POCO TEMPO”
    ALLORA AL LAVORO DIPENDENTE DI ME**A…( con tutto il rispetto ma, sta facendo schifo)

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    una volta c’era craxi… ora c’è il suo grande amico silvio, che è ancora peggio…

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    @ Marco Berselli | 10.06.06 13:35
    A parte le battute e gli scherzi, se proprio vuol saperlo, sono d’accordissimo con Lei su questo argomento.
    Tanto è vero che la prima cosa che ho fatto notare, appena entrato in IDV, è stata proprio la mancanza di controllo, prima di tutto su di me, essendo stato nominato referente di due comuni senza nemmeno sapere se fossi un serial killer o un delinquente appena uscito di galera.
    C’è però da considerare che IDV è nuovissimo come partito e ciò che mi preme adesso è essere riusciti intanto ad aver mandato a casa l’ex governo; confido che tutte le “anomalie” organizzative verranno sistemate a breve…

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    desideravo invitarti a firmare la “MARCIA VIRTUALE” di cui mi sto facendo promotore…
    ti aspetto..e se vuoi passa la voce.
    grazie
    don paolo

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    Buonasera, vorrei sapere dal ministro se l’ammodernamento delle Ferrovie sud-est in Puglia-acquisto di nuovi treni e via discorrendo- è una delle Sue priorità? Vorrei anche informarla che al sud vengono utilizzati esclusivamente i modelli Eurostar più vecchi! Quelli nuovi con cui fanno la pubblicità percorrono solo le tratte del nord. Perchè questa discriminazione da parte dei vertici di trenitalia? Grazie

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    @ Marco Berselli | 10.06.06 16:52
    E come glielo dovrei dire, in cinese?
    Però adesso nemmeno bisogna esagerare, non è che IDV prende su il primo che passa per strada e lo arruola!
    Comunque a volte anche a me viene voglia di metter su un bel movimento anti politici da chiamare “GAVETTONIDIMERDAATUTTI”…
    eh!eh!eh!

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    Caro Antonio DiPietro,
    archiviato in qualche modo il caso DeGregorio, vada avanti sereno. Io ho sempre avuto grande fiducia in lei e non l’ho persa.
    Grazie per tutto, anche per non sottrarsi alle critiche spesso spropositate e cattive dei suoi stessi elettori e commentatori del blog.
    @ Ezio Travogni
    Puoi chiedere chiarimenti anche scrivendo direttamente a Pino Pisicchio; la sua email la trovi su http://www.italiadeivalori.it, insieme a quelle degli altri parlamentari Idv.

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    Scusatemi,
    Qui si parla del povero antonio che è così gentile da sottoporsi a critiche SPROPOSITATE E CATTIVE!!!
    ma siete pazzi?
    Che vergogna, perchè si è perso il mio post in cui dichiaravo prubblicamente di abbandonare IDV?
    Dopo tutto quello che siete stati capaci di fare, anche la censura?
    Vorrei avere delle spiegazioni!,
    e che non siano che il messaggio era anonimo, perchè non lo era…
    Grazie
    Francesco Para_gio
    Studente
    Ex elettore IDV, indignato

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    chi vuole abbandonare idv lo faccia pure…ognuno è libero…

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    @ Francesco Para
    Sul fatto che sia scomparso il tuo messaggio ho delle perplessità anch’io.
    Però secondo me la tua critica, come quella di molti altri in questi giorni, è spropositata.
    Quello che è accaduto con DeGregorio non è stato certamente voluto da DiPietro nè può qualificare Idv nel suo complesso. Il caso DeGregorio è principale responsabilità di DeGregorio stesso quindi dovresti essere indignato e deluso verso di lui (come lo sono anch’io) e non verso DiPietro e tutta Idv. Certo, probabilmente DeGregorio non avrebbe dovuto essere candidato, c’è stato un errore di ingenuità (peraltro ammesso da DiPietro) da parte di DiPietro e Idv, ma è un peccato veniale; sono anche fiducioso che dopo questa esperienza ci sarà più attenzione alla scelta delle candidature.
    Non abbandonare Idv; credimi, per molti aspetti è il meglio che ci sia in Italia. Aspetta di vedere i risultati positivi che sicuramente verranno. Già questo blog è un esempio di trasparenza e partecipazione eccezionale: ti rendi conto che parliamo quotidianamente con un ministro?
    Inoltre già il lavoro svolto in questo breve periodo da DiPietro (gli interventi su Autostrade-Abertis, sulla Tav (Tac), sull’amnistia, ecc.) sono stati molto giusti e positivi.
    Ti invito a leggere i comunicati degli altri parlamentari Idv, visibili dai link sulla colonna a destra in questo sito; e a considerare che in questi giorni si svolge il convegno contro gli sprechi del governo voluto da Franca Rame, senatrice Idv (che vi ha investito il suo primo stipendio da parlasmentare rinunciandovi).
    Ciao

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    On. Di Pietro,
    lei su chi avrebbe indagato se Craxi avesse fatto i nomi? sulle persone con cui oggi siede al governo? sul segretario del PCI che alle ultime europee si è presentato in lista con lei? Non faccia l’ipocrita!
    Craxi l’unico mostro ma la storia dirà la verità.
    Il pool indagò con un occhio aperto e l’altro serrato.
    Di Pietro dimostri di aver agito in buona fede allora, si tolga da questo governo fatto da persone che lei avrebbe voluto indagare.
    Nell’ombrosa storia di Tangentopoli Craxi uscì come mostro, lei come eroe ma Craxi almeno è morto senza aver rinnegato, da latitante ma senza aver rinnegato nulla lei invece ha rinnegato tutto partecipando ad un governo e ad una coalizione fatta da ex PSI e da ex PCI cioè da quella gente che ha indagato e che avrebbe voluto indagare.
    Distinti Saluti!

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    Ha ragione il Sig. Della Rocca.
    Lei voleva indagare su Occhetto e invece si è presentato alle europee con lui.
    Craxi è morto con la coscienza macchiata, lei vive con la coscienza lurida

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    la coscienza lurida è quella del nano infame, non certo quella di antonio di pietro!

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    “L’accusa al pool di aver favorito il Pci non sta né in cielo né in terra: laddove abbiamo scoperto bustarelle vere e proprie non abbiamo esitato un attimo a incriminare i responsabili. Non è colpa nostra se il Pci ha usato spesso un metodo diverso, che produceva ugualmente consenso; un metodo che potrà essere moralmente discutibile ma è penalmente irrilevante. E noi dovevamo attenerci al codice, mica al Vangelo!”
    antonio di pietro

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    Capirai Angry per sostenere una causa di difesa usi le parole dell’imputato.
    Fai ridere! Di Pietro ha la coscienza sporca, ha ragione il signore di prima altrimenti il PCI dovrebbe stare tutto in galera ora compreso Napolitano che invece sta alla presidenza della Repubblica

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    x il troll bettino. la coscienza sporca ce l’ha il tuo ducetto infame, non certo di pietro! vai a trollare altrove, ridicolo!

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    @ Benito della Rocca
    Vittorio Potente
    Bettino socialista
    Il vostro è quello che si chiama FANATISMO
    Vi ricordo anche che nel 2001 DiPietro candidò Idv fuori dall’Ulivo perchè l’Ulivo aveva candidato persone condannate. Prese il 4% ma non entrò in parlamento per rispettare il suo principio di legalità.
    Se oggi è alleato dell’Unione, lo ha spiegato, è perchè l’alternativa è appunto non poter nemmeno entrare in parlamento a provare a cambiare le cose. Quella di DiPietro è SAGGEZZA e EQUILIBRIO.

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    Preciso:
    nel 2001 non entrò in parlamento perchè c’era lo sbarramento al 4% per le liste non coalizzate e prese il 3,96%.

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    “Non è colpa mia se Craxi aveva i suoi uffici in piazza del Duomo, non è colpa mia se Milano era il centro dei suoi interessi, non è colpa mia se venne coinvolto nell’affare della Metropolitana Milanese, né tantomeno è colpa mia se molti imprenditori venivano a Milano a pagare le tangenti al segretario amministrativo del Psi Balsamo, proprio negli uffici craxiani di piazza del Duomo. Non invertiamo i termini della questione. Craxi la chiamava ‘la Milano da bere’: non è colpa mia se poi lui se l’è bevuta più degli altri.”
    antonio di pietro

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    qualcuno dice che è meglio emigrare… forse è vero, ma voglio aspettare ancora un po’, e poi deciderò…

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    L’abbiamo votate nelle ultime due legislature. Leggiamo sulla stampa che lei si dichiara favorevole alla TAV ed alla BreBeMi ritenendole opere prioritarie. Vorremmo sapere: prioritarie per chi? Certamente per gli imprenditori amici di Formigoni che dicono che senza queste opere perdono soldi (in realta’ gudagnano di meno). Sicuramente non prioritarie per noi cittadini della pianura padana che vedremo sconvolti i nostri territori da cementificazione selvaggia e nuovo smog. Le rammento che nella nostra zona le morti per tumori dovute al PM10 sono in continuo aumento. Riassumedo: perche’ per un numero ridotto di persone dobbiamo rimetterci in molti? Grazie
    Cordialita’
    Elio Perego

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    leggo che c’è gente che per difendere Tonino va a tirare fuori la storia del 2001 in cui rifiutò di candidarsi perchè c’erano degli indagati che stavano nel centro sinistra.
    Allora Cirino Pomicino, De Mita e gli altri dove sono adesso? sono in parlamento al fianco del vostro amato Di Pietro e dei suoi parlamentari.
    INCOERENTE ed IPOCRITA come i suoi elettori.
    CRAXI VIVE!!!

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    craxi è morto da un pezzo… e di pietro ha scelto il male minore, cioè l’unione, per non restare fuori dal parlamento, molto semplice.

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