22 Giugno 2006

18 - Addio alla magistratura/1

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Proseguo la pubblicazione di alcune domande e risposte tratte dal libro: "Intervista su Tangentopoli" della Laterza a cura di Giovanni Valentini.

GV:...Ma in definitiva qual'è la ragione per cui si dimette da magistrato?
ADP: Decido di lasciare il ruolo di accusatore per difendermi meglio. Con le mani libere e senza la responsabilità delle indagini, avrei avuto maggiori possibilità di controbattere - come poi sono riuscito a fare - alle calunnie e alle diffamazioni che si stavano addensando su di me. Volevo portare a casa l'onore a tutti i costi. Era l'unica cosa che mi interessava. In cuor mio mi sono detto: appena concludo l'inchiesta su Enimont, vado via, devo assolutamente salvare Mani Pulite, ne va della mia storia di uomo e di magistrato. Che cosa sarebbe rimasto del valore simbolico di quell'inchiesta se anch'io alla fine fossi stato condannato? A chi ha orchestrato la mia delegittimazione, non interessava nulla della mia posizione personale. Interessava il fatto che così avrebbe potuto dire: 'Lo vedete, siamo tutti uguali. E allora, tutti colpevoli, nessun colpevole; mettiamoci una bella pietra sopra e rassegniamoci, così va il mondo'.
GV: Per questo il 6 dicembre del '94, alla fine della requisitoria contro Cusani, lei si sfila la toga in aula e lascia la magistratura...
ADP: Attenzione, attenzione. Non confondiamo, Il 6 dicembre del '94 io non mi dimetto dalla magistratura, vado fuori ruolo: le dimissioni sono del giugno '95, sei mesi dopo. Il mio scopo iniziale non era quello di lasciare la magistratura, ma piuttosto di farmi i miei processi e poi rientrare in magistratura. Perciò chiedo ufficialmente al Csm di essere messo fuori ruolo come tanti altri colleghi che lavorano al ministero della Giustizia o in Parlamento, che hanno incarichi ministeriali o istituzionali. Fu il senatore Francesco Cossiga a consigliarmi di fare il consulente perla Commissione parlamentare stragi. Su suo suggerimento, mi misi in contatto con il presidente Giovanni Pellegrino, e così iniziai il nuovo lavoro. Rimasi in stand by per qualche mese al Senato, occupandomi soprattutto di redigere una corposa relazione sulla vicenda della Uno bianca, quella delle rapine e omicidi commessi da poliziotti. Nel frattempo volevo vedere cosa succedeva...

Postato da Antonio Di Pietro in Intervista su Tangentopoli