I Centri di Prima Accoglienza

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I Centri di Prima Accoglienza (CPT) sono stati istituiti per chi si introduce clandestinamente nel nostro Paese.
I clandestini che vi sono ospitati possono in seguito rimanere in Italia, ad esempio per ragioni politiche o umanitarie, o essere espulsi.
I CPT sono necessari.
Una situazione in cui migliaia di extracomunitari entrino illegalmente in Italia e circolino per le strade senza documenti, senza lavoro, senza mezzi di sussistenza non è possibile. Questa valutazione non è di sinistra o di destra, è solo di buon senso.
Smantellare i CPT non risolverebbe nulla ed anzi aumenterebbe il traffico di clandestini.
Ma le condizioni di vita delle persone che vi sono rinchiuse devono essere assolutamente migliorate. Si parla infatti di assistenza, non di lager o di prigioni.
L’Italia dei Valori visiterà nelle prossime settimane alcuni CPT e riporterà le sue impressioni su questo sito.

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Commenti

MULTICULTURALITA’, MULTICULTURALISMI, MULTICULTURA:
LE PAROLE E I LUOGHI D’INCONTRO
Letterature, migrazioni e immigrazioni

di LAURA TUSSI

Convegno Nazionale MIGRAZIONE E LETTERATURA: LA PAROLA COME LUOGO D’INCONTRO 4 Maggio 2004- Centro Congressi Fondazione Cariplo, via Romagnosi 6
Fondazione ISMU iniziative e studi sulla multietnicità.


Si è svolto a Milano con un parterre d'eccezione il convegno nazionale dal titolo "Migrazione e letteratura. La parola come luogo d'incontro" organizzato dal Settore Scuola-Formazione della Fondazione ISMU presso il Centro Congressi Cariplo di via Romagnosi.
Di grande suggestione sono stati i lavori della prima sessione, aperta in mattinata da Mario Giacomo Dutto (direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia) e da Paolo Raineri (presidente della Fondazione ISMU), e proseguita con una performance di Tahar Lamri dal titolo "Il pellegrinaggio della voce", con l'intervento di artisti italiani e stranieri e con la testimonianza letteraria della giovane autrice Igiaba Scego.
A sorpresa, lo spettacolo messo in scena dall'algerino Tahar Lamri (docente di lingua e letteratura araba presso l'Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente) è stato un "trebbo" romagnolo, "mutevole - hanno spiegato gli esperti - poiché basato sulla parola, unico e aperto alle improvvisazioni sceniche". L'opera di Lamri ha raccontato "la nostra storia di tribù in viaggio e diaspore stanziali, in una narrazione che vuole essere uno scambio vitale di radici antiche, ruvido dialetto e gutturali parole arabe rapinando, a piene mani, il linguaggio dei cantastorie, delle stalle della pianura padana, dei meddah del nord Africa e dei griots senegalesi... con un intreccio di fili di convivenza che non si volta mai a guardare il passato".
Alle voci narranti degli attori si sono aggiunte le musiche di Giorgio Tosi (violino), Francesco Buongiorno (violoncello), Igor Milanovic (tastiera), Cyrille Missinga (djembé).


Il convegno è parte di un più ampio progetto che l’ ISMU ha articolato in varie fasi: formazione per gli insegnanti, workshop rivolti agli studenti delle scuole superiori e il convegno che si è svolto questa mattina.
Mara Clementi, del settore Scuola-Formazione dell'ISMU, ha spiegato nel suo intervento la linea guida del progetto: "scoprire la capacità di seduzione di altre narrazioni - ha detto - di altri modi del narrare e avvicinarsi, senza mediazione alcuna, alle storie dei protagonisti

LAURA TUSSI

Postato da: LAURA TUSSI | 16.11.06 18:29


DECLINAZIONI E DEFINIZIONI DEL CONCETTO DI MULTICULTURA
Dall’approccio assimilazionista, alla ghettizzazione,all’utopia dell’integrazione

di LAURA TUSSI

Elaborato dell’intervento di Luisa Riva (Docente di storia e filosofia -Liceo scientifico L. Cremona- Milano) presso l’UCIIM di Milano

Le pluralità della contemporaneità.

Il costituirsi stesso delle società come entità organizzate trae origine e giustificazione nel tentativo di realizzare una qualche unità rispetto alla contemporanea presenza costitutiva di molte persone e alle diverse collocazioni e funzioni di ciascuna di esse.
La contemporaneità vive però il suo essere pluralistica come un fatto sostanzialmente nuovo e come un problema pieno di rilevanti conseguenze.
Si possono abbozzare dei cenni relativi al fenomeno migratorio attuale risalendo in Europa al periodo fra la fine del XIX sec. e l’inizio del XX che fu caratterizzato da una fase di forte incremento demografico che trovò sfogo nell’emigrazione verso altri continenti, più di 60 milioni di persone emigrarono, apportando in questo modo flussi di uomini e di idee con la mobilità etnico-sociale degli ultimi decenni fondata sui bisogni primari di sussistenza, sopravvivenza alla fame, alla tutela dei diritti umani. L’interdipendenza dei mercati portò alla diffusione di merci e di beni, condusse alla pervasività di informazioni solo apparentemente omogenee, da un lato spingendo a condivisioni sempre più ampie e generali, ma dall’altro esse si sovrappongono senza piani preordinati ad antiche e tenaci differenziazioni generando nuove tensioni, particolarismi e lacerazioni. I processi educativi sono costretti a riflettere sulla loro natura dinamica mentre si riflette sulla riformulazione delle identità.
Parlando di diversità e di presenza dello straniero in una terra con strutture, condizioni e tradizioni consolidate, si possono formulare e si può tentare di spiegare diversi termini e definizioni come l’accezione di multiculturalità
come fatto sociale statisticamente rilevabile, che implica il convenire, entro i confini di un medesimo spazio geopolitico, di differenti etnie o comunità o singoli individui provenienti da culture antropologiche differenti.
Il concetto ha dunque carattere di indicatore sociologico.
Toccando invece gli argomenti relativi alla transculturalita’ e all’ interculturalita’, si fa riferimento a due diverse strategie regolative della complessità

LAURA TUSSI

Postato da: LAURA TUSSI | 16.11.06 18:25


Io ho votato l'Italia dei Valori per la prima volta perchè era il partito che più dava importanza alla legalità e moralità in politica. Fino alle ultime elezioni il mio voto si era sempre diviso tra Rifondazione e DS. Sinceramente mi chiedo se gli elettori di questi due partiti siano informati su questo indulto e se siano d’accordo.
Se lei si dimette da ministro, come si comporteranno i 25 tra deputati e senatori eletti nell’Italia dei valori? Voteranno contro il governo da quel momento in avanti facendolo cadere? Lei è sicuro del comportamento dei suoi eletti? Le ricordo in particolare il comportamento del senatore De Gregorio.
Penso che lei stia facendo del suo meglio come ministro delle infrastrutture, ma quanti rospi si possono ingoiare prima di far cadere il governo? Penso che Prodi stia puntando a governare ottenendo di volta in volta i voti che gli servono da una parte della casa della Libertà. In questo modo questa legislatura non farà nulla delle cose di cui l’Italia ha bisogno e per cui noi abbiamo votato Ulivo.
Come conseguenza le dico: si dimetta.
Forse ciò servirà a svegliare gli elettori del centrosinistra.
Barbara

Postato da: Barbara Mensi | 24.07.06 11:06


Egregio Ministro Antonio di Pietro, sarei onorato se volesse intervenire per effettuare un controllo accurato (oppure incarichi chi crede meglio) circa la situazione della tramvia a Firenze.
Nelle ultime settimane si stanno verificando fenomeni a dir poco allarmanti. Sono a Sua disposizione per approfondimenti.
Le indico il sito dove potra' controllare cosa sta accadendo.
Grazie per l'interessamento.
www.tramviastop.it
Alessandro Boncinelli

Postato da: Alessandro Boncinelli | 08.07.06 23:38


I CPT non sono solo un fenomeno italiano. Sono invece uno strumento diffuso in tutta Europa in seguito agli accordi di Schengen del 1995.
Nel 1998, dal primo governo di centro sinistra, viene approvata la prima legge sull’emigrazione, la cos’ detta Turco-Napolitano (la numero 40 del 1998), con la quale vengono istituiti i CPT.
La legge si basa su due principi: determinare le quote degli ingressi regolari (una parte riservata ai lavoratori con cui l’Italia ha stipulato accordi bilaterali) e disciplinare l’espulsione, compresa la legittimità di trattenere l’immigrato irregolare.
La legge 40 prevede forme di garanzia relative alle condizioni di lavoro degli immigrati e alle loro prestazioni previdenziali. Viene anche introdotta la Carta di soggiorno permanente per gli immigrati regolari residenti in Italia da almeno 5 anni.
Il governo di centrodestra, nel luglio 2002, approva una nuova legge, la Bossi – Fini, la numero 189 che si fonda sulla lotta all’immigrazione clandestina che viene strettamente associata alla criminalità.
La nuova legge riduce dastricamente le possibilità di ingresso regolare, allunga i termini di detenzione nei CPT, precarizza la condizione del migrante, introduzione del reato di clandestinità e mancanza di una normativa in materia d’asilo politico.
E’ paradossale definire trattenuto e ospite una persona arrestata, internata, detenuta e maltrattata in un CPT.
Secondale norme, gli stranieri dovrebbero ricevere un trattamento rispettoso della dignità umana. I detenuti dovrebbero essere informati di tutti i loro diritti, ma dalle storie raccolte da Marco Rovelli nel libro ‘Lager Italiani’editrice BUR, traspare che i CPT non sono altro che campi di tortura fisica e psicologica ove gli aguzzini possano sfocare istinti bestiali, anche filmando o fotografando scene a mo’ di trofeo.
La discussione prosegue sul mio Blog www.eliatr.blog.tiscali.it

Postato da: Elia Tropeano | 08.07.06 18:37


Sono perfettamente d'accordo che gli immigrati siano accolti e trattati come PERSONE e non buttati in centro di accoglienza inqualificabili. Siamo tutti esseri umani e magari molti di noi pure cristiani...
Vi prego però di non aprire delle falle in una rete già piena di buchi.
Io vivo in una piccola città di provincia dove non ci sono problemi di razzismo o discriminazione, ma il ns centro storico oramai è pieno di extracomunitari, soprattutto del nord Africa. Noi donne fino a qualche anno fa potevamo girare sempre e dovunque, ora non è più così facile.
Mi chiedo se non sia possibile aprire le porte non solo a marocchini e tunisini, che non cercano quasi mai l'integrazione, ma anche ad altri popoli tipo sudamericani o filippini, che hanno culture più simili alle nostre. Mi risulta che per questi popoli sia più difficili arrivare in Italia e non lo trovo giusto.
Buon lavoro
Silvia

Postato da: Silvia Dal Pane | 07.07.06 13:01


REPLICA PER GIACOMO GRAPPIOLO

Salve Giacomo
sarebbe cosa gradita se lei si facesse carico a SUE SPESE e con i propri mezzi (casa auto etc) del
per il mantenimento di tutti quei poveracci che sfortunatamente sono costretti ad invadere
un altro paese perchè nei loro paesi i loro governi si sono ingrassati a spese loro.
Le suggerirei di andare su Internet e di procurarsi i numeri dei conti correnti
delle banche d'appoggio per sovvenzionare le istituzioni e le persone che come volontari
aiutano a Lampedusa e in altri centri operativi di prima accoglienza.
Mi consenta due domande:
1) Quante ore in totale, del suo tempo libero, lei già dedica per fronteggiare queste emergenze ed aiutare
quella gente bisognosa? ...ovviamente senza percepire alcuna retribuzione ma a solo per scopo umanitario
2) Sarebbe cosa gradita farci sapere l'ammontare delle sue offerte per sovvenzionare i centri di accoglienza.
Non vorrà mica rimangiarsi quello che ha appena detto in un precedente messaggio e passare per
EGOISTA? Ah proposito quante persone potrebbe ospitare a SUE SPESE a casa sua? a che ora e che cosa
offrirebbe per colazione

Grazie Giacomo per la SUA BONTA'

Postato da: giorgio battaglia | 07.07.06 11:35


Credo che la posizione espressa dal Ministro Di Pietro sia la migliore, la più equilibrata, dotata di buon senso! Complimenti, vada avanti così.

Postato da: Laura Pagano | 06.07.06 08:21


Leggo commenti sconcertanti... "facciamoci gli affari nostri......".
E cosa stiamo facendo da secoli??? Abbiamo occupato tutto il mondo conosciuto, sterminato popolazioni locali, depredato risorse con il colonialismo e poi con il neocolonialismo delle multinazionali, l'80% delle risorse mondiali consumate dal 20% dei paesi ricchi, manteniamo quelle vergogne della fame del mondo che uccide migliaia di pesone, le guerre per strategie geopolitiche, sosteniamo dittature a seconda delle convenienze, inquiniamo tutto il pianeta conosciuto e poi: "facciamoci gli affari nostri????..."
Cioè neghiamogli anche di venire a sopravvivere "delle briciole che cadono dalla nostra tavola", di venire a fare i lavori più umili, di assistere gli anziani che ormai sono solo impedimenti al nostro piacere, di fare le baby sitter ai nostri bambini che noi non abbiamo più tempo, ......
Poi se non sono in regola con i permessi li teniamo un po' nell'inferno dei CPT (chissà perchè inaccessibili a chiunque) e poi un ritorno all'inferno di casa
Purtroppo o per fortuna dopo aver subìto per secoli vengono a chiedere quanto gli spetta e l'immigrazione sarà un processo inevitabile fin quando resisteranno tutte le diseguaglianze e i disequilibri tra Nord e Sud del mondo che la politica occidentale continua ad avvallare e non risolvere.
Potrà cambiare solo il livello di civiltà con cui sapremo affrontare questo evento epocale cioè con l'integrazione e fratellanza o con intolleranza e repressione.
la legalità e sicurezza sono possibili ma devono necessariamente combinarsi con la giustizia se non diventono quelle false e strumentali delle destre cioè pretesto per discriminazioni e razzismi.
Sui CPT ci sono poi fortissimi argomenti di negazione dei diritti umani e internazionale per contestarli.
Credo che siamo solo uno strumento inefficace e indegno per affrontare un problema molto più complesso.

Postato da: giacomo grappiolo | 04.07.06 21:21


non era meglio una visita a sorpresa?

Postato da: andrea vagnoni | 04.07.06 18:01


CARA ADELE BORRELLO,
TI RINGRAZIO PER LA LEZIONE GRAMMATICALE,UNA PERSONA DI EVIDENTE CULTURA COME TE,TROVA GIUSTAMENTE MODO DI DARE SFOGGIO DELLE PROPRIE QUALITA' IN UN LUOGO PUBBLICO COME PUO' ESSERE QUESTO.a PRESCINDERE DAI DOVEROSI RINGRAZIAMENTI,PERO',VORREI TORNARE SULL'ARGOMENTO DI BASE: RISPETTO IL TUO DISSENSO,LO RIVOLGI A ME E,IO LO ACCETTO,MA NON MI PARE DI ESSERE A SOLA AD ESSERMI ESPRESSA IN UN CERTO MODO,ANZI,A DIRE IL VERO SIAMO LA MAGGIORANZA A QUANTO LEGGO.A PRESCINDERE DA QUESTO,TI RIFAI AL 1861 COME RIFERIMENTO STORICO-CULTURALE,IO RIMARREI A TEMPI PIU' RECENTI.ADELE CARA,TU SAI
DELL'ESISTENZA DI ACCORDI CHE INTERCORRONO FRA IL NOSTRO PAESE E I PAESI DA CUI IMPORTIAMO I CLANDESTINI ?
TU SAI CHE L'IIMIGRAZIONE E' IL PREZZO CHE DOBBIAMO PAGARE PER ASSICURARCI APPALTI IN TALI PAESI ?
A QUESTO PUNTO,ADELE CARA,NON TI VIENE DI PENSARE CHE QUESTE PERSONE SONO UN MEZZO DI SCAMBIO ? UNO STRUMENTO DEL MERCATO ?
E NON TI VIENE DI PENSARE CHE IL NOSTRO GOVERNO SUFFRAGA TALE MARCATO ?
NE FAI UNA QUESTIONE UMANITARIA,MA NON E' COSI',SOLO PURO MERCATO.
ANALIZZIAMO ORA I COSTI: GLI APPALTI NON PIOVONO DAL CIELO,IN GENERE SONO IL FRUTTO DI TRATTATIVE DOVE TUTTI CI MANGIANO.IN GENERE PER ASSICURARSI APPALTI IMPORTANTI CI SI RENDE DISPONIBILI A "SOVVENZIONI",PER CUI UN APPALTO RENDE,MA COSTA.UFFICIOSAMENTE,NEL CONTEMPO,SI APRONO LE PORTE ALL'IMMIGRAZIONE.GLI IMMIGRATI STESSI,PER NOI,HANNO UN COSTO,NON LO PUOI NEGARE.
ORA,IO CHIEDO A TE,PERSONA DI CULTURA,L'ECONOMIA DEL NOSTRO PAESE,E' IN GRADO DI SOSTENERE QUESTA SERIE DI COSTI(E TI HO FATTO SOLO POCHISSIMI ESEMPI) PER GARANTIRSI APPALTI ALL'ESTERO ?
PER GARANTIRSI LA FORNITURA DI PETROLIO ?
O DI GAS ? SIAMO VERAMENTE IL PAESE DI BENGODI O PIUTTOSTO STIAMO CON LE NATICHE PER TERRA ? SE NON TE NE SEI ANCORA ACCORTA TI POSSO GARANTTIRE CHE STIAMO CON LE PEZZE AL SEDERE ANCHE SE NON TI PIACE SENTIRLO DIRE. L'IMMIGRAZIONE E' L'ENNESIMO ESEMPIO DI LERCIUME GOVERNATIVO,NON RIDURLO AD UNA CROCIATA UMANITARIA.
LA VIA DA SEGUIRE,E LO RIBADISCO,E' MIGLIORARE LA QUALITA' DI VITA NEI PAESI D'ORIGINE E NON SARA' CERTAMENTE L'ITALIA A POTERSENE FARE CARICO TOTALMENTE.LEGGITI L'INTERVENTO DI ANDREA PRANZO E CERCA DI APRIRE GLI OCCHI ADELE CARA,CHE FORSE SAREBBE ORA !

Postato da: Poggi Grazia | 04.07.06 11:25


Salve a tutti, io sto girando con uno spettacolo dal titolo "Per favore non chiudere" che tratta il tema dell'immigrazione.

Oltre a Gatti dell'espresso vi consiglio di guardare il film documentario di Stefano Mencherini "Mare Nostrum" direttamente e liberamente scaricabile dal suo sito.

Per chi volesse informazioni sullo spettacolo o se ci fosse qualcuno interessato a portarlo nel proprio comune il mio indirizzo mail è max@maxbazzana.it

Postato da: Max Bazzana | 04.07.06 00:50


Caro il mio qualunquismo spiccio. Spesso ci si trova a discutere di aria fritta. Ma come mai dei problemi del mondo non se ne occupa il mondo? Si deve sempre ricorrere all'emergenza dei più volenterosi che se ne accollano anche i costi sociali. Ma dove sono realmente quegli istituti internazionali per i quali anche il nostro Paese paga salatissimi contributi. Inoltre tutti gli altri contributi supplementari che queste genti ricevono affinchè impediscano le migrazioni bibliche verso l'Italia che fine fanno e a che pro si continua con questa improficua liberalità. Anni fà, garante il governo D'Alema, inviai con altri due colleghi, una piccola sovvenzione in danaro alla cosiddetta "Missione Arcobaleno" in Kossovo, poco tempo dopo vidi le scene a "Striscia la notizia" di che fine avevano fatto i miei e i soldi di molti altri Italiani: cibarie in stockaggio a marcire nel porto di Brindisi, pacchi di pasta che circolavano gratis in Italia con la dicitura sulla confezione "aiuti per il kossovo", ecc. E' vero, la povertà per qualcuno è un bell'affare. Perchè fino a pochi anni or sono le migrazioni dai paesi dell'Est si riducevano ad essere per lo più stagionali, per la raccolta ad esempio della frutta in Trentino? Da pochissimi anni ci ritroviamo con un fenomeno migratorio dove la gente che viaggia nei treni e nelle metropolitane se ne accorge ogni giorno, non parlare il rumeno o l'albanese ormai è indice di minoranza linguistica. Chi ha deciso che da un certo momento in poi si dovesse insistere con l'importazione di tali etnie? Guarda caso sono le stesse che leggendo tra le righe della cronaca nera nostrana spiccano, sembrerebbe, per una naturale propensione al delinquere rispetto ad altre (ad esempio i Filippini) ben più antiche per presenza nei nostri luoghi e nella nostra società. Il sospetto è che in nome di una sbandierata necessità di forza lavoro a vantaggio della Confindustria che non trova più manodopera tra quei "fannulloni" di compatrioti, rei di reclamare "pane e diritti", si sia aperto un sottobosco di moderna schiavitù, che in un mercato del Lavoro "moderno" riescono senza dubbio ad essere non solo competitivi ma aggiungerei assolutamente imbattibili, dato che mancando qui la leale concorrenza ed ogni minima regola di trasparenza, questi, che tendono a "riprodurre" il modello culturale di appartenenza nei luoghi di approdo, si adattano benissimo al minimo della sussistenza. Fino al prossimo condono.

Postato da: andrea pranzo | 03.07.06 22:52


REPLICA A POGGI GRAZIA

A DIRE IL VERO, NON MI TROVO PER NULLA ALLINEATA CON TE !!!!
"SIAMO GIA' CON LE PEZZE AL SEDERE" DALLE ORIGINI. SIAMO MISERI DAL 1861!
I PROBLEMI DEGLI "ALTRI" POSSONO POTENZIALMENTE RIGUARDARE ANCHE "I NOI" E IL SENSO DELL'APPARTENENZA E' SEMPRE RELATIVO ,NONCHE' RIDUTTIVO E ARIDO COME CONCETTO. SEMMAI, CARA GRAZIA, DOBBIAMO RICHIAMARCI , OLTRE AL BUON SENSO DI COMODO, AI NOSTRI VALORI DI DEMOCRAZIA E TOLLERANZA. L'ASSALTO VERO E' QUELLO NOSTRO NEI LORO CONFRONTI. E' LA NOSTRA FALSA COSCIENZA CHE CI IMPEDISCE DI VEDERE PIU' IN LA' DEL NOSTRO ORTICELLO. DICI ANCHE CHE " NON CAPISCI PERCHE' CON TUTTI I PROBLEMI CHE ABBIAMO DOBBIAMO FARCI CARICO ANCHE DEGLI IMMIGRATI".
PERSONALMENTE NON CAPISCO INVECE, SE QUANTO SCRIVI EQUIVALE A COME PENSI. IN TAL CASO, RETTIFICA IL TUO LESSICO: SI DICE UMANITARIO E NON UMANISTICO! l'UMANESIMO E' UNA CORRENTE LETTERARIA. RIPASSA PETRARCA, PER COMPRENDERE.

ABM

Postato da: ADELE BORRELLO | 03.07.06 15:15


caro tonino sono proprio contento di averti votato!

Postato da: bruno pasquino | 03.07.06 14:58


MI TROVO ASSOLUTAMENTE ALLINEATA CON GIORGIO BATTAGLIA !!!!
SIAMO GIA' CON LE PEZZE AL SEDERE,NON POSSIAMO FARCI CARICO DI PROBLEMI CHE NON CI APPARTENGONO.
POSSO CAPIRE IL DISCORSO UMANISTICO,MA SIAMO PRESI D'ASSALTO,GLI ARRIVI NON HANNO CONTROLLI.
GIORGIO PORTA AD ES. LA GRECIA,MA IO SONO STATA IN FRANCIA E NEI PORTI FRANCESI SONO ANCORATE NAVI DELLA MARINA MILITARE PRONTE A SALPARE PER IMPEDIRE ATTRACCHI NON AUTORIZZATI E,INFATTI DI CARRETTE DEL MARE IN FRANCIA NON NE ARRIVANO.
NON CAPISCO PERCHE' CON TUTTI I PROBLEMI CHE ABBIAMO DOBBIAMO FARCI CARICO ANCHE DEGLI IMMIGRATI.
CHI HA LA PANCIA PIENA NON CAPISCE CHI HA FAME,E' VERO,MA UN CONTROLLO PERBACCO.NO,NON LO TROVO GIUSTO,SE VENGONO PER LAVORARE E' UN DISCORSO,MA TROPPO SPESSO NON E' COSI' E I FATTI LO DIMOSTRANO.
SI CERCHI ,GIUSTAMENTE,DI MIGLIORARE LE CONDIZIONI DI VITA NEI LORO PAESI,QUESTA E' LA STRADA DA SEGUIRE.

Postato da: Poggi Grazia | 03.07.06 12:16


Direi facciamoci molto gli "AFFARI NOSTRI"
non possiamo essere i depositari dei problemi degli altri nel senso che se nei loro paesi non ci sono le condizioni di democrazia o di vita normali allora sarà la comunità internazionale ad occuparsene. Non voglio chi i soldi pubblici vengano sperperati con il mantenimento dei centri di accoglienza per i quali non esiste alcun dato ufficiale sui costi e sui numeri di persone in soggiorno. Non siamo egoisti ma obbiettivi. L'italia non deve essere un paese di rifugiati. Come mai in Grecia non ci sono Albanesi? perchè in Grecia per entrare devi farlo legalmente attraverso i propri varchi di frontiera altrimenti la polizia ti spara dietro se invadi i loro territori.
Non facciamoci le condizioni morali perchè in questo schifo di mondo ci sono ancora problemi umanitari....non piangiamoci addosso ma spingiamo la comunità internazionale a far sì che i governi pirata di quelle nazioni disastrate vengano rimossi aiutiamoli a casa loro non con piogge di aiuti ma con metodologie più efficaci.
L'ITALIA NON DEVE PAGARE QUESTI CENTRI E DEVE SCORAGGIARE GLI SBARCHI.
perchè non ci mettiamo dalla parte della popolazione dell'isola di Lampedusa? Perchè facciamo i bravi opinionisti e diciamo aiutiamoli sì con centri di accoglienza più confortevoli e questi centri li devono costruire però vicino a casa vostra......DI PIETRO perchè non trasformiamo le dimore dei politici in centri di accoglienza? ABBIAMO PAURA DI GHEDDAFI?
certo perchè la Libia incentiva questi traffici umani e la capitaneria di porto sembra non accorgersene.......Signori ci sono sistemi di rilevamento by satellite che ti trovano anche una moneta nel mare per cui vedete un pò voi.

Saluti a tutta la lista e spero che prima di dare un'opinione si pensi anche alla gente, italiana, di Lampedusa.

Postato da: giorgio battaglia | 03.07.06 09:54


ma siete impazziti? cosa serve una visita annunciata??? pensate di vedere realmente la vera natura dei cpt???
pensate realmente di vedere ciò che ha vissuto in prima persona il giornalista dell'espresso che vi si era infiltrato, raccogliendo informazioni che potrebbero far morire di invidia i carcerieri di guantanamo?
andare a fare visita ai cpt in questo modo fa parte delle classiche azioni di porpaganda e "lavacoscienza" tipiche delle persone che ce l'hanno un po' sporchina...

che palle!!! mai un segno di svolta!!!
viva zapatero!!!!

Postato da: francesco bolis | 03.07.06 09:48


Se come dice Lei, abolendo i Centri di accoglienza si corre il rischio di incentivare il traffico dei clandestini... allora mi chiedo e se vengono migliorate le condizioni dei centri di acoglienza? Con tutta probabilità si correrebbe di certo il rischio che anche gli sbarchi aumenteranno a dismisura..., visto che i nostri centri diventeranno un albergo a 5 stelle!!! Io non sono razzista, ma di sicuro questo e' un problema che non bisogna ignorare. Secondo me occorre intraprendere strade diverse per il miglioramento dei Centri. Sicuramente occorre rispedirli da dove vengono.
Non hanno lavoro, non hanno permesso di soggiorno, e verrebbero accolti per lavoro di manovalanza dalla mafia. Se rispediti dai loro paesi, dopo aver speso dei soldi a venire in Italia, non credo che ne spenderebbero altri per tornare sapendo che verrebbero nuovamente rispediti al mittente....
Forse sbagliero' ma il lavoro già manca agli italiani, figuriamoci con la loro presenza... e non diciamo che farebbero il lavoro che agli italiani non piace, perché questa e' la solita solfa...
Saluti
g.c.

Postato da: c.g. | 03.07.06 09:43


Premesso che la storia ci insegna che le migrazioni sono una necessità dell'uomo.
Sono del parere che i centri di accoglienza sono necessari per distinguere, mediante accertamenti trasparenti, gli emigranti per ragioni politiche, di religione e per motivi di sopravvivenza. Tutti gli altri devono essere assicurati alla giustizia del paese di origine. Inoltre, così come si fatto per i terroristi e la mafia, occorre ammorbidire le pene a coloro che intendono collaborare con la Giustizia. Per quanto riguarda invece i recidivi e/o malavitosi, le pene devono essere esemplari. Inoltre, occorre fare maggiore informazione, nei Paesi con alta percentuali di emigranti, sulle condizioni e le regole per chi vuole emigrare nel nostro Paese.
Ancora, i centri di accoglienza dovrebbero essere collocati in zone dell'entroterra italiano, in particolare in quelle con bassa densità abitativa e comunque lontani dai centri abitati; gli ospiti dovrebbero essere impiegati, nell'attesa degli accertamenti e/o destinazione definitiva, a svolgere lavori utili a se ed agli altri anche per procurarsi cibo e quant'altro occorre per vivere dignitosamente.
Cordialmente
Francesco

Postato da: francesco palmizio | 03.07.06 09:39


da quando sono cominciati gli sbarchi di tutta questa gente "povera?" mi sono sempre chiesto:
1) chi sono i veri organizatori di questi sbarchi, che certamente nn sono chi li trasporta;
2) quali sono i veri interessi di chi dirige i centri di accolgienza;
3) quali i danni che subirebbero se i predetti centri rimanessero vuoti;
4) chi paga i viaggi di questa gente che, visto il costo del viaggio? Se erano in possesso di tanto denaro sarebbero rimasti nei loro paesi e sarebbero vissuti da benestanti.

Per prima cosa ho pensato che, fra gli organizzatori e chi dirige i centri di accoglienza, ci dev'essere un intesa.
Per me i centri di accolgienza sono come gli Orfanotrofi, nn devono rimanere mai vuoti, altrimenti nn arriverebbero più i finanziamenti dello Stato.
Sono convintissimo che, i viaggi di questa gente, li paga il loro Governo di appartenenza, offrendo ai loro detenuti la libertà a condizione che emigrassero. Questo movimento, oltre ad alleggerire la spesa di mantenimento delle loro carceri, fa si che, la gente liberata nn circoli nei loro paesi continuando a delinquere, come succede da noi con l'indultino e l'amnistia.
Spero che l'attuale Governo valuti seriamente la situazione e dove tutto questo ci stà portando, perchè nn è giusto che gli italiani dopo anni di sacrifici per raggiungere un livello di civiltà e benessere, debbano subire tanti affronti senza poter reagire.

Postato da: Michele Canaletti | 03.07.06 08:58


SEZIONE VIDEO CON ERRORE SUL LINK.
I primi due filmati (intercettazioni e italia piena di spine) sono uguali.

Grazie Di Pietro
Buon lavoro e diffonda il virus dell'etica..

Stefano Zuccon
Treviso

Postato da: Stefano Zuccon | 03.07.06 08:54


Sono d'accordo con l'idea della vistia, ma a mio parere dovrebbe essere fatta a sorpresa, altrimenti si corre il rischio di assistere ad una realtà artefatta rispetto a quella che quotidianamente viene vissuta.

Postato da: Daniele Proietti | 03.07.06 08:25


Non vogliateme a male ma chi entra in Italia clandestinamente deve esse identificato, caricato su un auere e rispedito nel paese di origine. Noi prima dobbiamo risolvere i nostri problemi poi, se c'è spazzione, ache quelli degli altri. Non sono razzista ma edesso davvero è troppo. Devono tornare a casa loro.

Postato da: gigi | 03.07.06 08:10


Alla sinistra italiana serve un drastico cambiamento generazionale...nn posso accettare il fatto di avere politici di 75 anni in politica come sanguisughe da decenni ed incapacini di usare la posta elettronica xche abbituati ad altri tempi..come possono queste persone modernizzare il paese??....si devono fare da parte e lasciare spazio ai giovani....la vedo come unica via di salvezza per un paese asuefatto e drogato dai soliti volti e le solite chiacchere...la sinistra sta assomigliando sempre di piu alla destra..se continuiamo di questo passo arriveremo alla stessa differenza che c è tra un democristiano e uno dell udc.....

Postato da: Raffaello Croci | 02.07.06 23:21


Sono d'accordo anche con questo post.

Postato da: Alessio Scippo | 02.07.06 21:56


Caro Antonio.
Quello che ha capito la gente aldilà di tutto è che questi clandestini, invece di prendere un normale aereo o traghetto e spendere una cifra ragionevole, ne spendono 10 volte tanto per entrare come clandestini, senza documenti e quindi molti si chiedono il motivo.
Se una persona è onesta non ha problemi a farsi identificare perchè non ha nulla da nascondere e questo è l' atteggiamento che gli italiani hanno adottato quando sono emigrati all' estero dopo la guerra perchè non c'era lavoro mentre si ha l' impressione che questi clandestini scappino come i ladri dopo avere eseguito una rapina.
Un altro problema è che la TV italiana la vedono anche i quei paesi dove e forte l' immigrazione e in TV non si fà altro che dire che qui siamo tutti ricchi perchè abbiamo 1 telefonino ed un' automobile, mentre in realtà a parte queste due cose facciamo fatica ad arrivare alla fine del mese e non abbiamo abbastanza risorse per mantenere anche altra gente che sbarca clandestinamente. A detta loro, sembra che vengono qui solo per poi andare all' estero ma in realtà all' estero non li vogliono e quindi sono costretti a rimanere qui con le conseguenze che conosciamo. Perchè non vengono schedati prima di imbarcarsi? magari con un bel Rfid?

Postato da: Gerli Simone | 02.07.06 19:29


Chiudiamo i CPT ! I clandestini, gli immigrati mandiamo tutti a casa di Bertinotti, della Turco, di Ferraro, di Amato, dei militanti della Caritas e di Benedetto XVI.

Postato da: Paolo EMILI | 02.07.06 13:55


Carissimo Antonio, non mi sembra che la questione la stai vedendo per il verso giusto.

Secondo me non è "farina del tuo sacco".

Ma come, delle persone entrano clandestinamente in Italia "E QUESTO E' REATO" di certo, traghettati dalla malavita.... che di certo non sono associazioni ONLUS

E noi, dobbiamo accoglierli, curarli e farli continuare a delinquere in Italia....

COMPLIMENTI... In pratica la mafia fà i soldi per traghettare i disperati, i cittadini italiani, subiscono le malefatte di molti di loro (BASTA VEDERE LA PERCENTUALE DI CLANDESTINI PRESENTI NELLE CARCERI) ed in più paghiamo per curarli. Antonio secondo me sei uscito dai binari.

I CPT, che sono Centri di Permanenza Temporanea e non Centri di Prima Accoglienza, dovrebbero servire a ristorare i disperati per un paio di giorni e rimbarcarli da dove sono venuti.

Perchè tra poco non ci chiameremo più Italiani ma ITALOALBANESITURCHIAFRICANIPOLACCHISLOVENICINESIGIAPPONESI..ETC..ETC..ETC..ETC..

Il BUON SENSO fino ad un certo punto, ma sempre se il buon senso è compatibile con il quieto vivere ed il rispetto della popolazione.

PONGO UNA DOMANDA AD ANTONIO DI PIETRO:

PER QUALE MOTIVO UNA PERSONA NORMALE NON PUO' VIVERE A SAN MARINO OPPURE A MONACO TRANNE SE E' UN MILIARDARIO.....IN QUESTO CASO DOV'E' IL BUONSENSO??????????'

Giuseppe

Postato da: Giuseppe Colucci | 02.07.06 07:41


Carissimo Antonio, non mi sembra che la questione la stai vedendo per il verso giusto.

Secondo me non è "farina del tuo sacco".

Ma come, delle persone entrano clandestinamente in Italia "E QUESTO E' REATO" di certo, traghettati dalla malavita....

E noi, dobbiamo accoglierli, curarli e farli continuare a delinquere in Italia....

COMPLIMENTI... In pratica la mafia fà i soldi per traghettare i disperati, i cittadini italiani, subiscono le malefatte di molti di loro (BASTA VEDERE LA PERCENTUALE DI CLANDESTINI PRESENTI NELLE CARCERI) ed in più paghiama per curarli. Antonio secondo me sei uscito dai binari.

I CPT, che sono Centri di Permanenza Temporanea e non Centri di Prima Accoglienza, dovrebbero servire a ristorare i disperati per un paio di giorni e rimbarcarli da dove sono venuti.

Perchè tra pochi non ci chiameremo più Italiani ma ITALOALBANESITURCHIAFRICANIPOLACCHISLOVENICINESIGIAPPONESI..ETC..ETC..ETC..ETC..

Il BUON SENSO fino ad un certo punto, ma sempre se il buon senso è compatibile con il quieto vivere ed il rispetto della popolazione.

PONGO UNA DOMANDA AD ANTONIO DI PIETRO:

PER QUALE MOTIVO UNA PERSONA NORMALE NON PUO' VIVERE A SAN MARINO OPPURE A MONACO TRANNE SE E' UN MILIARDARIO.....IN QUESTO CASO DOV'E' IL BUONSENSO??????????'

Giuseppe

Postato da: Giuseppe Colucci | 02.07.06 07:38


Sono deluso da questa sinistra e se non fosse per la teoria economica sociale sicuramente darei voto a Fini e soci sperando che AN possa avere maggioranza sul centrodestra e quindi decidere con intransigenza sul come fare, e non mi si venga a fare demagogia!
Nanni Moretti lo ha detto e confermato che per avere una buona sinistra bisogna che essa sia determinata e intransigente... e smettetela con i carcerati che soffrono ecc... ecc.. chiedete alle loro vittime: qualsiasi sia il reato, se hanno sofferto o meno, altrimenti rivotiamo Folena che chiedeva per i detenuti di qualsiasi reato il poter accoppiarsi in apposite camere, e poi non vi meravigliate che un triplice omicidio sia pagato con appena 7 anni reali di carcere... nemmeno tanto duro! Mi sembrava di leggere nella bibbia che anche il Cristo avrebbe usato la frusta; quindi fatela finita!
Io comunque continuerò a votare IdV , vorrò ancora credere in Di Pietro, ma per favore cerchiamo l'alleanza naturale con margherita udc e an sarebbe un guazzabuglio ma sicuramente la "rosa nel pugno e rifondazione si levano dai ...
scusate l'esternazione. Lupo Alberto

Postato da: Lupo Alberto | 02.07.06 01:15


Sono deluso da questa sinistra e se non fosse per la teoria economica sociale sicuramente darei voto a Fini e soci sperando che AN possa avere maggioranza sul centrodestra e quindi decidere con intransigenza sul come fare, e non mi si venga a fare demagogia!
Nanni Moretti lo ha detto e confermato che per avere una buona sinistra bisogna che essa sia determinata e intransigente... e smettetela con i carcerati che soffrono ecc... ecc.. chiedete alle loro vittime: qualsiasi sia il reato, se hanno sofferto o meno, altrimenti rivotiamo Folena che chiedeva per i detenuti di qualsiasi reato il poter accoppiarsi in apposite camere, e poi non vi meravigliate che un triplice omicidio sia pagato con appena 7 anni reali di carcere... nemmeno tanto duro! Mi sembrava di leggere nella bibbia che anche il Cristo avrebbe usato la frusta; quindi fatela finita!
Io comunque continuerò a votare IdV , vorrò ancora credere in Di Pietro, ma per favore cerchiamo l'alleanza naturale con margherita udc e an sarebbe un guazzabuglio ma sicuramente la "rosa nel pugno e rifondazione si levano dai ...
scusate l'esternazione. Lupo Alberto

Postato da: Lupo Alberto | 02.07.06 01:14


Ma che paese è mai questo che non sa difendere il proprio territorio? E tutti questi interventi buonisti verso i clandestini! Insomma, il clandestino viola la nostra legge quindi deve andare in prigione. Non vedo perchè solo a loro bisogna praticare un trattamento di favore e per altri reati no. Pertanto i CPT ( ma la sigla non significa Centri di Permanenza Temporanea, che c'entra con i Centri di Prima Accoglienza che dovrebbero essere CPA?) dovrebbero essere delle prigioni in cui si punisce questo tipo di reato, separate dalle altre a causa delle dimensioni del problema. Poi vorrei sapere quanto realmente ci costa tutta questa operazione clandestini, includendoci dentro tutti i costi e non solo il mantenimento dei CPT o CPA qual dir si voglia, e poi ci lagniamo che si spreca troppo denaro pubblico. Chiunque non sia in malafede può constatare di come sia notevolmente cresciuta la criminalità a causa di queste immigrazioni. E poi finiamola con i discorsi di puro masochismo tipo che ci occorrono i clandestini per compensare la flessione demografica: ma siamo già troppi, chi l'ha detto che si sta peggio in meno? Oppure ci servono per i lavori "umili". Ma chi l'ha detto che noi non li faremmo? Nessuno dei padroncini, nordisti o sudisti che siano, ce lo ha mai chiesto, la verità è, invece, che quegli altri li possono trattare da schiavi. Inoltre mi sono spesso chiesto, se sono così poveri come fanno a pagare, come ho sentito, migliaia di dollari ai trasportatori? Per quel che ne so la maggior parte di essi viene qui non per lavorare ma per delinquere in quanto da loro si è sparsa la voce che le nostre leggi sono estremamente permissive, al contrario dei paesi di origine; insomma sono attratti dal miraggio del guadagno facile. Ancora, i centri sono dei colabrodi; ne sfuggono tantissimi che vanno facendo danni in giro. Questi immigrati non fanno altro che crearci problemi, pretendono di non rispettare le nostre leggi, la maggior parte di loro trae guadagno da attività illegali e quindi non pagano le tasse, non pagano i bolli auto, non pagano i biglietti dei bus e dei treni, vanno insozzando dovunque passano perchè non hanno il minimo senso civico, altro che culture diverse. Un paese che non è capace di farsi rispettare non è degno di esistere, ed è proprio quello che succederà, perchè queste sono solo le avvisaglie di una vera e propria invasione. Contenti voi, perchè io, al momento opportuno, so cosa fare.

Postato da: marco bellini | 01.07.06 23:42


sbarchi di immigrati clandestini sul territorio Italiano:
- problema oppure opportunità?

sembra ormai uno slogan gratuito, e quindi privo di significato concreto.

E se li considerassimo una fortuna?
Potrebbe esserlo per noi se si chiarisse che:
1) è un problema Europeo, che l'Italia non deve essere lasciata da sola a risolverselo. Pertanto:
a) i Centri di accoglienza devono essere istituiti nei punti di sbarco, quindi in maggior parte in Italia
b) gli immigrati ce li dividiamo tra i diversi paesi Europei
2) è un'opportunità per l'Italia, perché siamo i primi a venire in contatto con questi immigrati; pertanto, se siamo un po' furbi, potremmo selezionare quelli che riteniamo siano più utili per le nostre esigenze, tenendo conto di elementi religiosi, provenienza, attitudini lavorative, composizione nucleo famigliare, etc

Possibile che non sappiamo farci un po' furbi?
Nei Centri di accoglienza ci dovrebbe essere la fila degli imprenditori a selezionarsi la forza lavoro di cui abbisognano; e per quelli che restano c'è l'Europa o l'espulsione.

Cinismo o furbizia?

A v salut
cincinnato

Postato da: angelo minguzzi | 01.07.06 22:53


Oltre a riportare le proprie impressioni, IDV farebbe bene a chiedere in parlamento che la gestione dei CPT sia resa trasparente! Non è ammissibile che venga negato l'ingresso al Sindaco o al Presidente della Regione come accaduto in Puglia, che tutto rimanga segreto come nei campi di concentramento nazisti!

Le persone detenute nei CPT non devono stare peggio che nelle carceri, dove le condizioni sono già troppo spesso disumane!

Postato da: Vito Macchia | 01.07.06 22:40


Il problema degli immigrati clandestini o no è di una immensa complessità e non si può affrontare semplicisticamente con centri di accoglienza si centri di accoglienza no ,,,, il pianeta sta esplodendo sotto l'immane pressione demografica e lo sfruttamento selvaggio delle risorse naturali in mano a poche persone non aiuta alla coesistenza pacifica. Siamo ritornati ai tempi delle invasioni barbariche solo che questa volta il fattore esponenziale è ben maggiore.

Il problema vero è la distribuzione della ricchezza e delle risorse al livello planetario. Non si può sparare sulla gente affamata ma non si può neanche tollerare di essere usati come un comodo scendiletto per i comodi degli altri tanto più che i " clandestini " pagano le varie mafie decine di volte di più il normale biglietto aereo o di nave .. domanda perchè? I centri di prima accoglienza sono indispensabili e secondo me devono essere organizzati meglio in modo da evitare effetti lagher o comunque situazion idi grave disagio umanitario. Va da se che non si può porgere l'altra guancia ai criminali o ai prepotenti, tanto più che nei paesi di origine non mi pare ci sia lo stesso trattamento per gli Italiani che vanno all'estero. A mio avviso bisogna stabilire condizioni di reciprocità con i paesi d'origine perchè non ritengo giusto che in nome di una " accoglienza " si concedano comunque diritti che vengono negati agli stessiItaliani ,, casa lavoro etc .

Non ritengo neanche giusto rispedire a casa i clandestini con viaggio pagato da noi ..... io ad esempio che sono in teoria un cittadino onesto che paga solo il 160% di tasse allo Stato ladro non ho mai volato con un aereo di linea .. non ho una casa ne ho diritto ad averla e le medicine quando sono malato me le devo pagare a prezzi salatissimi .. non guadagno neppure 40 euro al giorno mentre un clandestino ne costa quattro volte tano e un detenuto dieci volte tanto .... non mi sembra giusto!

E' bene quindi che si faccia chiarezza su questi centri che si migliorino ma che si mettano in conto ai paesi di origine le spese degli irregolari!
Ma poi con tutta la mano d'opera che c'è in europa e nei paesi dell'est che bisogno c'è di clandestini musulmani o no(tanto per fare un esempio)?

Postato da: Massimo Travison | 01.07.06 21:45


li considero necessari e credo che la tua posizione sia condivisibile.meglio così che mandarli in libia come faceva silviuccio.mi pare che nessuna ricorda in questo paese di smemorati e di anime buone.il sonno della ragione genera i mostri non i clandestini.chi ha orecchie intenda

Postato da: gae rampoldi | 01.07.06 21:26


Sì sì, come no!? Chiudiamo i CPT, così nel frattempo li ospitiamo nei canili e inoltre, senza manco sapere se e quale Ministero avrebbe avuto, Di Pietro aveva pure promesso:

1) acquisto di sommergibili anti-extracomunitari
2) siluramento al largo dei battelli individuati
3) fucilazione di profughi eventualmente sbarcati
4) messa in schiavitù di donne e bambini
4) ergastolo per i poliziotti che se li lasciano scappare
5) e dulcis in fundo guerra atomica preventiva contro i paesi "mandanti"...

... nient'altro?...

Postato da: Gioma Ulisse & C. | 01.07.06 20:48


E' proprio per rispetto verso questi esseri umani e anche verso noi stessi che i centri di prima accoglienza non dovrebbero esistere. Non è nè civile, nè tollerabile che approdino sulle nostre coste migliaia di persone non chiamate preventivamente da noi. Con quello che ci viene a costare il servizio dei centri di accoglienza si potrebbe aiutare questa gente in loco. E allora perchè comportarsi in modo così apparentemente irrazionale? Perchè c'è gente che lucra su questo commercio di carne unana, sia nei paesi di origine che da noi, e questo è semplicemente indegno e vergognoso.

Postato da: Renzo Montagnoli | 01.07.06 20:35


DI PIETRO, IN CAMPAGNA ELETTORALE AVEVI PROMESSO CHE I CPT ANDAVANO CHIUSI!

Adesso che fai, ti rimangi la parola?

Postato da: pasquale franzese | 01.07.06 19:59


Ho letto del tormento di FRANCA RAME e quindi mi permetto di esprimere un parere.L'Italia è un grande paese e non puo' sottrarsi a delle responsabilità. Penso che insieme ai militari i
" Missionari" debbano essere accompagnati da civili al disopra di ogni sospetto,diciamo tanto per intenderci del livello di AGNOLETTO.Questi potrebbero garantire a noi che i compiti che svolgono siano veramente di pace e non si prestano a bombardamenti o cose del genere.
Il soldato italiano deve portare nel mondo ( penso che lo faccia) la civiltà e la solidarietà del nostro paese e se si presenta armato e solo per autodifesa

Postato da: TorreCesare | 01.07.06 19:40


Non bisogna farsi condizionare dal razzismo e dalla illogicità dell'odio e della xenofobia...bisogna ragionare e decidere dopo aver vagliato la tesi e l'antitesi..e di concerto con le altre nazioni europee..sempre in una ottica di tolleranza CRISTIANA. Segnalo a Di Pietro la valida rappresentante dei CRISTIANOSOCIALI On.le Lucidi Marcella...

Postato da: adalberto andreani | 01.07.06 19:33


consiglierei di mandare i rappresentanti di Italia dei valori di fare un giro per Milano, precisamente alla stazione, via Milano ecc..
E' un vero sfacello, una citta nelle mani di orde di extra comunitari, che è palese agli occhi di tutti che non stanno lì per lavorare.E' giusto che non vi siano leggi in grado di difendere la tranquillita dei cittadini italiani? per quale motivo non si fanno retate ?Se non stanno lavorando, perchè si permette di farli soggiornare in Italia?

Postato da: mario cecchi | 01.07.06 19:25


la trovo un'importante iniziativa che servirà a capire perchè all'interno di qesti centri non si riesce a garantire condizioni di vivibilità e giustizia con solvuzione in tempi brevi.
Non vorrei proprio che diventassero la "Guantanamo" Italiana.
la sensazione che ho avuto fino ad ora è proprio quella di una prigione nelle mani di carabinieri, impotenti messi lì con il compito di fare le guardie carcrearie a tempo indeterminato.
Chi è il responsabile di tutto questo comparto?
è quaificato e idoneo con nsufficenti poteri per svolgere bene l'attività........
grazie, Gaudenzio Marabisso

Postato da: gaudenzio marabisso | 01.07.06 19:00


La guerra dei poveri
libera informazione


GOVERNO VIA ALLE LIBERALIZZAZIONI
01/07/2006 19:35

Il Consiglio dei Ministri ha oggi varato la manovra bis per il 2006-il decreto Bersani- delle norme che determineranno una maggiore liberalizzazione nei settori delle banche,del commercio e dei servizi, delle farmacie(medicine nei supermercati),compravendita di autoveicoli e delle polizze Rc auto e di alcuni ordini professionali(come la liberalizzazione delle licenze dei tassisti).[continua]


http://handly.bloggers.it

Postato da: Brian Meton | 01.07.06 18:58


http://handly.bloggers.it/index.cfm

NON PERDERE ANCORA TEMPO

Postato da: Brian Meton | 01.07.06 18:22


Caro Tonino la tua idea è ottima, visto che ci sei inizia a controllare quel centro dove come direttore c'è il fratello del ex ministro Giovanardi, ricordi la puntata di report?

Postato da: Michele Falqui | 01.07.06 17:58


Ma che paese è mai questo che non sa difendere il proprio territorio? E tutti questi interventi buonisti verso i clandestini! Insomma, il clandestino viola la nostra legge quindi deve andare in prigione. Non vedo perchè solo a loro bisogna praticare un trattamento di favore e per altri reati no. Pertanto i CPT ( ma la sigla non significa Centri di Permanenza Temporanea, che c'entra con i Centri di Prima Accoglienza che dovrebbero essere CPA?) dovrebbero essere delle prigioni in cui si punisce questo tipo di reato, separate dalle altre a causa delle dimensioni del problema. Poi vorrei sapere quanto realmente ci costa tutta questa operazione clandestini, includendoci dentro tutti i costi e non solo il mantenimento dei CPT o CPA qual dir si voglia, e poi ci lagniamo che si spreca troppo denaro pubblico. Chiunque non sia in malafede può constatare di come sia notevolmente cresciuta la criminalità a causa di queste immigrazioni. E poi finiamola con i discorsi di puro masochismo tipo che ci occorrono i clandestini per compensare la flessione demografica: ma siamo già troppi, chi l'ha detto che si sta peggio in meno? Oppure ci servono per i lavori "umili". Ma chi l'ha detto che noi non li faremmo? Nessuno dei padroncini, nordisti o sudisti che siano, ce lo ha mai chiesto, la verità è, invece, che quegli altri li possono trattare da schiavi. Inoltre mi sono spesso chiesto, se sono così poveri come fanno a pagare, come ho sentito, migliaia di dollari ai trasportatori? Per quel che ne so la maggior parte di essi viene qui non per lavorare ma per delinquere in quanto da loro si è sparsa la voce che le nostre leggi sono estremamente permissive, al contrario dei paesi di origine; insomma sono attratti dal miraggio del guadagno facile. Ancora, i centri sono dei colabrodi; ne sfuggono tantissimi che vanno facendo danni in giro. Questi immigrati non fanno altro che crearci problemi, pretendono di non rispettare le nostre leggi, la maggior parte di loro trae guadagno da attività illegali e quindi non pagano le tasse, non pagano i bolli auto, non pagano i biglietti dei bus e dei treni, vanno insozzando dovunque passano perchè non hanno il minimo senso civico, altro che culture diverse. Un paese che non è capace di farsi rispettare non è degno di esistere, ed è proprio quello che succederà, perchè queste sono solo le avvisaglie di una vera e propria invasione. Contenti voi, perchè io, al momento opportuno, so cosa fare.

Postato da: carlo armandi | 01.07.06 16:51


Dal sito di Etleboro su di pietro

La lotta per la corruzione a difesa dei criminali
Il Ministero delle Infrastrutture Antonio di Pietro, ha presentato denuncia presso la Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Roma il C.d.a. dell'Anas per falso in bilancio e false comunicazioni societarie, chiedendo inoltre che l'impresa sia commissariata fino alla nomina dei nuovi amministratori. L'Anas è accusata di aver riutilizzato le riserve e le eccedenze per finanziare opere nuove senza pagare le precedenti e per le strane consulente pagate ai vecchi amministratori. Cerca di difendersi come può l'Anas, ricordando che dall'inizio di quest'anno che il Tesoro ha interrotto il trasferimento di fondi, e che per lungo tempo si è dovuto ricorrere all'indebitamento corrente e alle eccedenze in cassa. Questo stato di fatto condurrà inevitabilmente alla chiusura dei cantieri, e le accuse di Di Pietro finiranno inoltre per indebolire la credibilità dell'Anas, in un momento in cui l'Anas cerca di esercitare tutta la sua influenza per impedire la fusione Autostrade-Abertis o quanto meno per evitare uno stravolgimento della proprietà, che finirà inevitabilmente in mano spagnole.
Consapevoli del fatto che l'Anas non avrebbe mai permesso quella fusione, muovendo la questione dinanzi all'Autority, stanno cercando ora di indebolirla sia economicamente che politicamente, per sbaragliare gli ultimi ostacoli, visto che il governo ha pienamente approvato la fusione. A dire il vero Di Pietro non ha un bel nulla tra le mani, non ha prove concrete, ma il suo straparlare basta a diffondere tra i media l'impressione che i bei tempi di tangentopoli siano tornati, ancora una volta quando vi sono decisioni importanti da prendere.
Il suo intervento è ora molto prezioso, e ancora una volta il nostro caro ex pubblico-ministero si lascia manipolare, infondendo poi tutta la sua enfasi per fare un gran spettacolo [Bettino Craxi, l'ultimo uomo di Stato ]. Evidentemente disse bene Licio Gelli che poco tempo fa dichiarò che Di Pietro non è questo non ha saputo né il Magistrato né il politico, e questo perché è un povero illuso, che è stato manipolato nel 1992 e lo è ancora, con o senza una sua consapevolezza. Ora che ha assaggiato l'ebbrezza della poltrona non la vuole più lasciare, lui e il suo pool di Milano non hanno neanche avuto il coraggio di prendersi le responsabilità delle proprie azioni, del genocidio che è stato perpetrato ai danni di imprenditori e di un'intera classe politica. Oggi come allora, si è cercato di eliminare coloro che non volevano sottostare al dictat dei poteri alti, e per far questo ci si è serviti della magistratura, delle tangenti e della stampa del gettare il panico e screditare la voce che diceva no a Maastricht e alla svendita dell'Italia.
Ma gli strafalcioni del Ministro non finiscono qua, perché nel suo infinito egocentrismo non sta facendo altro che accelerare il processo di vendita, e finirà per gettare Autostrade in pasto ai leoni, nella brace dei commissari europei. Ha voluto così precisare che per portare a termine la fusione occorre una prioritaria autorizzazione ministeriale alla modifica del titolare della concessione statale. Autostrade però ribatte che il veto del ministero sarà richiesto solo dopo che le assemblee avranno deliberato la fusione perché l'autorizzazione è solo formale. E poi se verrà fatta un'ostruzione da parte del governo, gli azionisti di Schema28 e Abertis non esiteranno a muovere il caso dinanzi la Corte di Giustizia perché sarebbe una discriminazione verso i non residenti, o un'ingerenza come aiuti di Stato. La richiesta di Autostrade sarà senz'altro accolta perché intanto l'Italia è stata deferita dinanzi alla Suprema Corte proprio per eliminare la golden share, ultima clausola di riserva che lo Stato ha per fermare le privatizzazioni o le vendite di ex imprese statali all'estero. La legge del 1994 della golden share concedeva allo Stato poteri speciali in società ormai privatizzate, come Eni, Finmeccanica e Telecom, quali la facoltà di nominare uno o più amministratori, e un potere di gradimento, ossia il diritto di veto sulle decisioni di fusione e di straferimento all'estero, nel caso che il socio privato avesse una partecipazione rilevante. Parte di questi poteri sono stati già da tempo smussati, perché il diritto di gradimento è stato sostituito con un potere di opposizione motivato, tra l'altro, e solo in casi si estremo pericolo. Il governo Berlusconi non ha voluto cedere ulteriormente alle pressioni della Ue, e avrebbe redatto, come compromesso, una norma salva-Pil contro le scalate ostili da parte di utenti esteri.
I Commissari Europei hanno dunque deciso che il potere dello Stato di decidere sulle imprese, tra l'altro operanti in settori strategici per l'economia statale come le telecomunicazioni e l'energia, va del tutto cancellato. Il rispetto della normativa, condurrà inevitabilmente ad un una completa privatizzazione, nella quale lo Stato non potrà più intervenire per vigilarne la gestione.
A questa gente ormai non importa più niente dello Stato e non rappresenta più il popolo, sono solo delle marionette, attori della grande finanza. Allora, cosa fanno , la magistratura e le associazioni? Stanno combattendo contro la corruzione e intanto vendono ogni cosa. I servizi segreti invece sono degli uomini piccoli, tutti pieni di sé, convinti sapere tutto e di controllare ogni cosa, ma sono impiegati che raccattano uno stipendio, gente ricattabile e ricattata, nulla facenti. Siete tutti complici del sistema, responsabili dello stato attuale della nostra economia, così impegnati nelle truffe da quattro soldi di Vanna Marchi, di scandali di sesso e droga.

Postato da: Andrea Davoglio | 01.07.06 16:37


Girano voci (voci di popolo ovviamente) che i CPT siano un business notevole per la mafia. Queste voci si basano sopratutto su una osservazione dei flussi di arrivo. Pare infatti che, chissà come mai, quando i CPT sono pieni non arrivino navi di clandestini, mentre quando sono vuoti parte una nuova ondata di disperati.
I CPT sono necessari, è vero. Ma altrettanto necessario è rivederne la struttura, il flusso dei fondi statali e rendere trasparente il percorso del denaro dallo stato al CPT.

Postato da: Fabio Vistori | 01.07.06 15:56


per risolvere il problema basta:
dare aiuti al paese di origine es 20 milioni di euro;
poi per ogni clandestino che arriva da noi
si sottrae 200.000 euro;

se ne arrivano 100 non prendono niente.

Postato da: alberto alex | 01.07.06 15:46


siccome parliamo di clandestini
il nome del centro deve essere
centro di primo rimpatrio;
serve un protocollo standard e team preparati a gestire il tutto;
e navi per il rimpatrio dopo 5 giorni;


Postato da: alberto alex | 01.07.06 15:44


Si dice che vengono x fame!!!!!!!!!
Allora perché pagano tanto ai trfficanti x venire qui!!!!!!!!!
Se i centri fossero tanto accoglienti, x Loro sarebbe come stare in albergo a spese nostre!!!
I nostri soldi vanno spesi x aiutarLi a migliorare il Loro paese e, se possibile, abbattere i regimi autoritari che Li governano.
QUESTO E' IL BUON SENSO!!!!!!!!!!!!!
Dai Tonino

Postato da: Gianni De Sanctis | 01.07.06 15:43


è molto semplice;
noi abbiamo uno medio stato di benessere;
miliardi di persone no;
per mantenere questa situazioni gli altri devono stare
fuori;
il fatto che barche piene di clandestini continuano ad arrivare da noi è perchè da loro comunque gira notizia che comunque se non sei cattivo sarai accolto;

purtroppo cio' farà collassare i nostri servizi;
serve bloccarli bene anche con navi attrezzate direttamente in mare e riportarli subito a casa;
dando cura e asssitenza;

quindi se da loro gira la notizia che a terra non ci arrivano neanche poi desistono;

inoltre affincheè non si fa questo per i centri i tempi devono essere al max 5 giorni e poi a casa;
serve un regolamento e protoccalo standard e tempi brevi;


Postato da: alberto alex | 01.07.06 15:41


qualcuno mi spiega qual sono le ragioni umanitarie per cui dei clandestin possono restare in Italia?
a occhio e croce nel mondo ci son 4 miliardi di persone
che necessitano di aiuto umanitario;
siamo pronti?

Postato da: alberto alex | 01.07.06 15:35


Mi continuo a chiedere: Ma e per quegli uomini,che sono riusciti ad arrivare in Italia, com'è che diventata l'esistenza?...Avranno trovato più ricchezza e più disponibilità, rispetto a dove erano prima,o no?Saranno riusciti,forse,a lasciare là tutte quelle brutte abitudini cui erano stati costretti ad inchinarsi?.....! Io stesso,tempo fà,parlai apertamente con uno di loro,che veniva dalla Grecia;e mi disse che per loro la situazione,qua da noi non è molto differente:Perchè,anche se,non esistono più la stessa miseria che hanno là loro,il modo di pensare non è che sia tanto diverso!....Perchè tanto di 'bufale', ne tiriamo fuori noi qui, quanto loro di là! Vabbè finisco qua, perchè sono un pò noioso....Comunque buona sera a Voi grazie. S'andrhò

Postato da: Alessandro Rho | 01.07.06 14:49


CREDO CHE SIA IMPORTANTE QUELLO DETTO DALL'ON. DI PIETRO.
BISOGNA RICORDARCI CHE SIAMO STATI ANCHE NOI IN UN PASSATO NON TROPPO REMOTO EMIGRANTI E CLANDESTINI.
L' ITALIA E IL POPOLO ITALIANO HA SEMPRE AVUTO UNA GRANDE TOLLERANZA E OSPTALITA' NEI CONFRONTI DEI PIU' BISOGNOSI.


ANDREA FANGUCCI

MEMBRO CONSIGLIO DIRETTIVO PROVINCIALE IDV FIRENZE

Postato da: ANDREA FANGUCCI | 01.07.06 14:36


.CONTINUA.
meccanismi sovranazionali che le sottraggono all’effettivo controllo del parlamento e dello stesso governo. Tutto questo ci costa sempre più anche in termini economici: la sola missione in Afghanistan ci viene a costare, dal 2002 al primo semestre 2006, quasi 600 milioni di euro. La spesa militare italiana è al settimo posto su scala mondiale.
Che quella in Afghanistan sia una guerra condotta non solo contro i combattenti ma contro i civili, viene confermato dall’uso dei bombardieri pesanti statunitensi (B-52H e B1B) i quali, sganciando ciascuno da alta quota decine di tonnellate di bombe e missili, fanno terra bruciata. Dopo 5 anni e mezzo si parla di 250-300 mila morti in Afghanistan di cui almeno l’80% civili.
Lo scopo di questa guerra è ben altro di quello dichiarato: non la liberazione dell’Afghanistan dai talebani, che erano stati addestrati e armati in Pakistan in una operazione concordata con la Cia per conquistare il potere a Kabul, ma l’occupazione dell’Afghanistan, area di primaria importanza strategica per gli Stati Uniti. Per capire il perché basta guardare la carta geografica: l’Afghanistan, in cui gli Usa hanno installato basi militari permanenti, è al crocevia tra Medio Oriente, Asia centrale, meridionale e orientale. In quest’area si trovano le maggiori riserve petrolifere del mondo. Si trovano tre grandi potenze – Cina, Russia e India – la cui forza complessiva sta crescendo e influendo sugli assetti globali. Da qui la necessità per gli Stati Uniti di «pacificare» l’Afghanistan per disporre senza problemi del suo territorio in questo grande gioco di potenze. Non è dunque una missione di pace: per essere tale avrebbe dovuto rispettare maggiormente la popolazione, i diritti civili, la legalità. Non avrebbe dovuto tollerare l'esistenza di campi di detenzione dove si pratica stabilmente la tortura E' il caso, ad esempio, del campo di Shibergan, definito da Klaus-Peter Kleiber, delegato dell'Unione europea: "simile al campo di concentramento di Auschwitz".
Franca Rame
Blog francarame.it

NOTA PER I VISITATORI DEL MIO BLOG
Questo appello al dibattito su “missione Afghanistan” è stato inviato al Corriere della Sera. Dovrebbe uscire domani. Cera qualche problema di spazio. Mi auguro venga pubblicato nonostante la lunghezza.
UN RINGRAZIAMENTO SPECIALE A Manlio Dinucci, a Gino Strada e a Jacopo che con il loro lavoro mi hanno aiutato moltissimo!!
Il dibattito sul Corriere è aperto! FORZAAA!
Un bacio"
DA:www.francarame.it

Postato da: Laura Rossi | 01.07.06 14:10


DAL SITO DELLA SENATRICE FRANCA RAME:
"Appello al dibattito sulla missione in Afganistan
Sto vivendo il periodo più angosciante della mia vita. Mi trovo a ricoprire una carica che richiede grande correttezza e responsabilità. Il Parlamento sarà chiamato verso metà luglio a votare il decreto sul rifinanziamento della missione militare in Afghanistan.
Come si deve comportare una persona che è da sempre contro tutte le guerre, la violenza, le stragi di vittime innocenti… la disperazione, la morte? E’ giusto dire “SI” come chiede il governo, o è giusto dire “NO” come hanno deciso di fare gli 8 senatori? Da giorni sto rileggendomi quanto scritto da persone che stimo come Gino Strada, Dinucci del Manifesto, mio figlio Jacopo e altri, scoprendo avvenimenti che mi hanno turbata non poco.
Ho deciso quindi, di esporli uno dietro l’altro, usando il metodo Prodi con le primarie, così che tutti possano conoscere fatti di cui raramente si parla, sia sulla stampa che in televisione ed avere i termini concreti per aiutare, noi, che siamo in Parlamento in rappresentanza del popolo a “fare la cosa giusta”. Aspetto fiduciosa!
Questi sono i fatti. La missione Isaf (Forza internazionale di assistenza alla sicurezza), cui partecipa l’Italia, ha cambiato natura da quando la Nato, con un atto unilaterale, ne ha assunto nell’agosto 2003 la direzione senza alcun mandato del Consiglio di sicurezza dell’Onu, che solo dopo ne ha preso atto. A guidare la missione, dunque, non è più l’Onu ma la Nato, che sceglie i generali da mettere a capo dell’Isaf. E poiché il «comandante supremo alleato» è sempre un generale statunitense, la missione Isaf è di fatto inserita nella catena di comando del Pentagono.
Contemporaneamente l’Italia è stata chiamata ad assumersi maggiori compiti in Enduring Freedom, l’operazione lanciata dal Pentagono nel 2001. Qui ha una partecipazione numericamente minore (circa 250 uomini), ma non meno significativa. Otto ufficiali italiani sono stati integrati nel quartier generale del Comando centrale statunitense a Tampa (Florida), che ha la responsabilità dell’operazione. E dallo stesso comando dipende l’ammiraglio italiano che, dal 28 giugno alla fine di dicembre, è stato messo a capo della Task Force 152 che opera nel Golfo Persico.
Il coinvolgimento italiano in Afghanistan non si può dunque misurare solo in termini numerici. Partecipando a questa come ad altre guerre sotto presunti «mandati Onu», le nostre forze armate vengono inserite in.CONTINUA.

Postato da: Laura Rossi | 01.07.06 14:09


Mi piacerebbe prendere parte alla delegazione di IdV che visiterà i CPT. Cosa bisogna fare? Sono di Lecco, ex consigliere comunale e membro del Coordinamento Migranti locale.

Postato da: carmelo scuderi panebianco | 01.07.06 14:01


Carissimo Presidente,
Quello che Lei dice in proposito dei Centri di Accoglienza è esatto.
Le posso dire, nella qualità di difensore di tanti extracomunitari, cui ho avuto la possibilità di colloquiare anche all'interno di dive