28 Giugno 2006
I conti dell'Anas

Oggi ho inviato alla Procura della Repubblica di Roma e alla Corte dei Conti le informazioni in mio possesso perchè venga valutata la posizione dell’Anas.
L’Anas dipende dal ministero delle Infrastrutture, il mio è quindi un atto dovuto.
Ci sono due aspetti che dovranno essere attentamente esaminati: se vi sono gli estremi per il falso in bilancio e per le false comunicazioni sociali e se sussiste l’ipotesi di reato per circa tre milioni di euro versati ai componenti del precedente consiglio di amministrazione in occasione del passaggio da ente pubblico a spa nel 2002.
Posso affermare fin da ora che la gestione della contabilità dell’Anas è stata superficiale e poco chiara.
La differenza tra quanto messo in bilancio per investimenti e quanto in realtà effettuato risulta pari a cinque miliardi di euro, con una situazione finanziaria che, in mancanza di interventi dello Stato, porterebbe l’Anas al fallimento.
La situazione è purtroppo seria, servono 11,6 miliardi di euro per non fermare i cantieri dell’Anas e delle Ferrovie dello Stato. Mio preciso dovere di ministro è sia di reperire i fondi necessari, che di determinare le cause di questo enorme buco di bilancio. In sostanza, di capire come sono stati spesi i soldi dei cittadini.
Postato da Antonio Di Pietro in Economia