13 Luglio 2006
22 - La Commissione su Tangentopoli

Proseguo la pubblicazione di alcune domande e risposte tratte dal libro: "Intervista su Tangentopoli" della Laterza a cura di Giovanni Valentini.
GV: E la Commissione parlamentare su Tangentopoli, intorno a cui c’è stato tanto clamore?
ADP: Così com’era stata proposta inizialmente, era la più grossa truffa politica di questi anni. In primo luogo, non s’è mai capito quale poteva essere la sua utilità: si disse che il Parlamento doveva studiare il fenomeno, ma in realtà il fenomeno si conosce benissimo. La verità è che volevano fare il processo ai processi, mettere sotto accusa i magistrati che avevano osato indagare sui politici, volevano inquisire (e magari anche incriminare) chi li aveva inquisiti. Per fortuna al Senato, dopo che la Camera aveva già approvato un testo suicida per la credibilità delle istituzioni, vennero introdotte alcune modifiche che rimisero le cose a posto, anche in seguito alla mia fermissima posizione e alle mie denunce pubbliche. Ma proprio per questo poi non si concluse nulla.
GV: Quindi si è arenata e non si farà più?
ADP: No, visto che per i pasdaran berlusconiani in Parlamento l’unico motivo per volere la Commissione su Tangentopoli era quello di mettere sotto accusa i magistrati. Una volta che la bozza di legge non consentiva più loro di sfruttare tale strumento, hanno fatto in modo che l’iter parlamentare non proseguisse più. E in questo, peraltro, hanno trovato una sponda tra i banchi del centrosinistra, a cominciare dagli eredi del Partito socialista: per gli esponenti dello Sdi, questa benedetta Commissione sembrava essere la conditio sine qua non per concedere il loro appoggio al secondo governo D’Alema. Hanno fatto un enorme fracasso per questa ragione. Ma poi, caduto D’Alema, è arrivato Giuliano Amato, i socialisti sono entrati nel governo, si sono accomodati pure loro nelle poltrone del potere e nessuno ha più parlato della Commissione su Tangentopoli.
Postato da Antonio Di Pietro in Intervista su Tangentopoli