8 Luglio 2006
Il Dpef e le casse vuote

Il Governo ha dovuto, da subito, fare i conti con le casse vuote e con l’emergenza economica.
Il Documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef) è una importante risposta alla grave situazione in cui si trova l’Italia. La manovra di 35 miliardi di euro, 20 per avviare il risanamento dei conti dello Stato e 15 per lo sviluppo, è il primo tassello di un piano articolato in cinque anni che ha l’obiettivo di azzerare il deficit di bilancio e di portare il debito pubblico sotto il 100 per cento del prodotto interno lordo.
E’ inevitabile, se si vuole risanare lo Stato ed evitarne la bancarotta, incidere sulle maggiori voci della spesa pubblica, il cui 80% è composto da enti locali, pensioni, pubblica amministrazione e sanità. I cittadini saranno chiamati a dei sacrifici, ma questi dovranno essere equamente distribuiti. Per farlo saranno avviate severe ed efficaci misure contro l’evasione fiscale che ha raggiunto in Italia livelli intollerabili. I cittadini, e le aziende, dovranno inoltre poter accedere a servizi efficienti per energia, telecomunicazioni e trasporti con costi competitivi.
Per quanto attiene la mia responsabilità diretta sto studiando per le Ferrovie dello Stato la separazione tra infrastrutture (rotaie) e mezzi (treni) per restituire competitività al sistema e, quindi, vantaggi ai cittadini.
Postato da Antonio Di Pietro in Economia