2 Agosto 2006
23 - Cambiare le facce della politica

Proseguo la pubblicazione di alcune domande e risposte tratte dal libro: "Intervista su Tangentopoli" della Laterza a cura di Giovanni Valentini.
GV: Lei non pensa che un certo grado di corruzione sia fisiologico in tutti i sistemi e in tutti i regimi? Oppure, in Italia il fenomeno è diventato ormai cronico?
ADP: Tutti agiscono nella realtà storica in cui vivono. E come il cannibale nella giungla, anche il cittadino di Tangentopoli alla fine si adegua. E’ la natura umana. Ma bisogna comunque ribadire il principio che l’onestà e il rispetto della legge sono fonte di guadagno e di sviluppo all’interno di uno Stato democratico, libero, solidale. Io non credo, tuttavia, che la corruzione in Italia sia stata più grave e più diffusa che in altri Paesi. Da noi, piuttosto, si pagava solo per sedersi al tavolo, indipendentemente dal beneficio effettivo, senza la sicurezza di ottenere il risultato. E’ proprio per questo ho parlato di ‘dazione ambientale’, per dire una corruzione elevata a sistema.
GV: E i rimedi, allora, quali possono essere?
ADP: Nella ricerca dei rimedi, l’Italia è più indietro degli altri a causa dell’attuale frammentazione partitica. In questo campo, però, non basta punire. Qui si tratta piuttosto di valorizzare l’opportunità e la convenienza a rispettare le regole. E’ necessario riaffermare il principio che soltanto la trasparenza e l’efficienza del sistema garantiscono effettivamente la libertà del mercato. Ma la ‘questione morale’ non può avere più una base politica o ideologica, non si può più dividere la società tra bene e male, buoni e cattivi, a seconda se si è di destra o di sinistra: ormai è una battaglia tipicamente trasversale. Per mettere fine a questo mercato di scambio, scambio di favori, occorre un nuovo sistema di controllo e di autocontrollo. Bisogna innanzitutto cambiare le facce della politica e poi costituire una barriera pre-politica, chiamando a raccolta i cittadini onesti, le persone per bene, i galantuomini.
Postato da Antonio Di Pietro in Intervista su Tangentopoli