12 Agosto 2006

24 - Tangentopoli al punto di partenza

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Concludo oggi la pubblicazione di alcuni estratti del libro: "Intervista su Tangentopoli" della Laterza a cura di Giovanni Valentini.

GV: A anni di distanza dall'inizio di Mani Pulite, come vede ora la situazione di Tangentopoli...
ADP: Mani Pulite è stata un'operazione tecnica, giudiziaria, che ha prodotto un grande risveglio delle coscienze. Molte persone avevano preso coraggio, avevano coltivato una speranza di pulizia. Poi c'è stato un blocco. Il coraggio si è affievolito e la speranza s'è spenta. Ora però non serve voltarsi indietro, meglio guardare avanti. Tangentopoli era la punta di un iceberg. Per il futuro, la lotta alla corruzione deve diventare un fatto di costume, di cultura, un impegno etico-sociale: per evitare che il fenomeno si ripeta, bisogna in primo luogo educare e prevenire. Ma il buon esempio può venire solo dall'alto. Ecco perchè occorre una classe politica nuova, in grado di svolgere una funzione trainante nei confronti della società.
GV: Tangentopoli, 21 settembre 2000: a Milano vengono arrestate nove persone, tra cui il consigliere regionale di Forza Italia Massimo Guarischi, nello scandalo per gli appalti del 'dopo alluvioni'. E contemporaneamente, a Palermo, l'inchiesta sulle 'coop rosse' rivela presunti rapporti tra la mafia e imprese legate al Pci-Pds. Che cosa significa, senatore Di Pietro, per lei e per tutti noi?
ADP: Significa purtroppo che siamo tornati indietro al punto di partenza, in qualche caso anche con gli stessi personaggi che comparivano già nella prima inchiesta Mani Pulite. Ma da qui ora dobbiamo ricominciare per liberare l'Italia - da Milano a Palermo - dalla piaga della corrruzione.

Postato da Antonio Di Pietro in Intervista su Tangentopoli