La vendita di Tim

Nel 2005 Telecom Italia annunciò la fusione con Tim. L’operazione fu giustificata dalla creazione di valore attribuibile all’integrazione del fisso con il mobile. La fusione comportò un aumento del debito di Telecom che supera oggi i 41 miliardi di euro, ma consentì alla Telecom di accedere al cash flow generato da Tim. Un anno dopo Telecom Italia annuncia lo scorporo di Tim in nome di un fantomatico riassetto. I consiglieri che approvarono la fusione, anche i cosiddetti consiglieri indipendenti, approvano l’operazione. Un’inversione a U incomprensibile dal punto di vista strategico e industriale. Telecom Italia dalla sua cessione a debito ai cosiddetti “capitani coraggiosi”, avvenuta nel 1999, ha conosciuto solo cessioni, scorpori, riduzione di personale. Oggi rischia l’implosione. Olimpia, che detiene il pacchetto di controllo della Telecom, ha in carico le azioni di Telecom al doppio del valore del mercato nella più totale indifferenza degli organi di controllo. Un valore ormai irrecuperabile, anche secondo gli analisti più benevoli. Lo scorporo di Tim e la successiva vendita sono un estremo tentativo per ridurre il pesante indebitamento del gruppo. Ritengo che il Governo debba intervenire, in particolare per quanto attiene alla dorsale, per salvaguardare gli interessi nazionali. La Telecom è l’ennesima dimostrazione che la vendita a debito da parte dello Stato a privati senza una reale capacità finanziaria di monopoli naturali non produce risultati positivi, né per lo Stato, né per i cittadini.
Postato da Antonio Di Pietro in Economia
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Commenti
Dott. Di Pietro
Il giorno 20 agosto ho deciso finalmente di prendere la linea ADSL con una delle tante ditte che offrono questo servizio: TELE2.
Ho chiamato per la registrazione e per la richiesta d’attivazione. Ha risposto la solita ragazza da call-center, misto fra gentilezza sbrigativa e rapidità (forse hanno qualche incentivo a contratto raggiunto) e fra le tante domande alle quali mi ha risposto c’è ne stata una alla quale ero molto interessato vista la mia attività: la linea mi serve per un internet point, i tempi per la attivazione:
“.. la linea sarà pronta nel giro di 15-20 giorni, dipende dal tempo che ci dà Telecom per riuscire ad entrare come nuovo fornitore vostro”
“signorina, ma siamo sicuri?”
“ certo, la nostra è una ditta con anni di esperienza nel settore e riusciamo ad attivarla al più tardi, come gli ho detto, nel giro di 20 giorni”
Dovevo aprire l’attività il 9 settembre, 20 giorni precisi da quel giorno che la rapida e gentile signorina mi ha detto questo. Non ci sono problemi, i tempi saranno stretti ma tutto mi sembrava serio e senz’altro non dubitavo dalle parole di questa persona che parlava in nome di “una ditta seria con anni d’esperienza nel settore..”
Oggi è il 24 di settembre, a 35 giorni dalla richiesta d’attivazione del servizio e ancora niente. Nessuno che mi dica cosa succede. Tranne:
“ ..mi dispiace, signore, bisogna pazientare, pazientare, pazientare..” (si, ripetuto tre volte ogni volta che chiamo!)
Italia è un paese fra i più sviluppati del mondo, con i servizi adeguati ad un paese fra i più sviluppati del mondo? Non so, qui siamo alla solita storia tutta italiana. Fatta di menefreghismo, burocrazia, mancanza di rispetto per il consumatore, nessuno che si prenda le proprie responsabilità e interesse solo ad avere e guadagnare il più ma facendo il possibile ad offrire il meno…
Morale della favola: La mia attività resta ancora chiusa fino a che TELE2 pensi che oramai “sia il caso di occuparci di questo cliente che rompe per sapere come va la sua attivazione, uffa”
Chi mi tutela? Nessuno. Siamo nelle mani di questi signori… Pazientare, pazientare, pazientare…
Eccomi qui a pazientare, guardando la serranda della mia attività chiusa, pagando affitto e servizi (carissimi perchè qui la concorrenza NON ESISTE E PAGHI QUELLO CHE VOGLIONO I SOLITI) e non avendo ingressi. E l’economia? Apro il giornale e leggo che tutto va benissimo (??) Certo, sono una persona paziente, qui siamo tutti pazienti. Troppo.
Postato da: Neil Skinner | 24.09.06 18:57
ho bisogno di un contatto perchè a Carnate la prossima primavera si vota e la nostra coalizione si ripresenta, però il vostro candidato che era in lista con noi si è tolto dall'Italia dei Valori lista di Pietro (come si era proposto) nel periodo delle primarie per l'Unione, oggi dobbiamo rifare la coalizione e vorremmo mantenere l'Ulivo come eravamo, ci teniamo in contatto Grazie Ferrarini segr. Ds Carnate Mi cell. 3281509948 Attendo con urgenza informazioni
Postato da: Ferrarini Gabriella | 24.09.06 12:26
Deliberatamente tratto dal post odierno di Beppe Grillo www.beppegrillo.it
L'orgia della Borsa
I consigli dei consiglieri di Telecom Italia non l’hanno portata molto lontano. Non hanno la stoffa di Robert Duvall nel Padrino. Marlon Brando lo pagava per ascoltarlo. Questi sono stati pagati per ascoltare il tronchetto. In questi anni di buona sorte sono sempre stati d’accordo con il loro presidente. E lo sono anche ora nella cattiva sorte. Ammirevoli nell’incorporo del 2005, nello scorporo del 2006 e, spero, molto presto, anche nell’andata di corpo. L’82% degli azionisti forse non è del tutto in sintonia con loro. Ma non si possono recepire le istanze di tutti: il 18% basta e avanza. I giornali parlano di intercettazioni passate attraverso i vertici Telecom, di fatture di milioni di euro pagate a società indiziate di spionaggio. Il consiglio nulla sapeva? Nulla sentiva? Nulla vedeva? Delle due l’una. O sapeva e ha taciuto e va rimosso. O non sapeva e allora va comunque rimosso per incapacità.
La mappa di Telecom, aggiornata a marzo 2006, che ho presentato in parte durante i miei spettacoli, è un’orgia. Le stesse persone sono ovunque nella Borsa, consiglieri e sindaci, multiruolo, multigettone.
La figura va un po’ spiegata. Al centro c’è la Telecom, intorno ad essa, nel primo cerchio, i suoi consiglieri, collegati con una linea verde, e i suoi i sindaci collegati con una linea viola. I consiglieri e i sindaci presenti anche in altri consigli hanno una linea verde o viola che li collega alle società del secondo cerchio. Nel terzo cerchio ci sono i consiglieri presenti in almeno due società collegate a Telecom.
La mappa allegata va ingrandita per leggere i nomi.
Buona lettura e buoni investimenti.
L'UNICA SOLUZIONE RIMANE PRENDERE IL CAPITALISMO E LA POLITICA ITALIANA(SE NON MONDIALE)E SPARARGLI UN COLPO ALLA TESTA! M.B.
Postato da: Stufo Marcio | 21.09.06 20:47
Beh … ci si scandalizzano tutti davanti alla Telecom.
Ma si dimentica che tutto in Italia è costruito nello stesso modo, le stesse banche fanno colossali debiti con altre banche al punto da poter colossale … domani, …. ma fusionando con altre allungano i tempi. Non pensate certo che queste mega fusioni in questi anni siano dovute a strategie di mercato ?
Chiedere alla Telecom di comportarsi diversamente dal resto della finanza italiana è una discriminazione. Perché tutti gli altri sì … e la Telecom no ?
Direi di iniziare a guardare i bilanci delle banche, … e poi criticare la Telecom.
Non parliamo delle società di assicurazione che poi conosco bene visto che ci lavoro, … se aveste una pallida idea di cosa succede dietro le quinte potreste chiedervi come diavolo è possibile che la Consob le lasci in Borsa.
Quelli che hanno sostenuto Tronchetti (le banche) non avevano nemmeno loro i mezzi per tenerlo in piedi per un anno, … una catena di debiti e provvigioni che esce completamente dalla vostra idea delle cifre impiegate.
Però c'è l'alternativa: Non crederci.
Postato da: Fabrizio Tozzi | 21.09.06 01:32
@stefano santelli brilli
La ringrazio per la comunicazione. Pero' mi piacerebbe soprattutto capire meglio in cosa consiste il contratto di concessione del servizio pubblico, e a quanto ammonta il canone pagato dagli utenti.
La Telecom non è una qualunque azienda privata, ma detiene una licenza pubblica.
Vi sarei molto grata se foste cosi' gentili da spiegarlo in maniera semplice ma chiara.
Forse non sono la sola a non aver capito bene quali sono gli obblighi di governo al riguardo.
A chi va il canone degli utenti? Allo stato o agli azionisti della Telecom?
Postato da: silvia terribili | 20.09.06 22:40
Deliberatamente tratto dal post odierno del blog di Beppe Grillo www.beppegrillo.it
PAROLE CINESI
Prodi è andato in Cina per occuparsi finalmente di Telecom. Per non rischiare troppo tra un viadotto dell’autostrada e l’altro. Sotto la protezione dei servizi segreti cinesi ha potuto finalmente esprimersi. Non parlava così da anni. E si è capito pure cosa diceva. Un’altra persona. Rinato. In Italia balbettava, lì invece le ha cantate chiare e forti.
I cinesi non erano granché interessati alla Telecom e alla vendita della Tim, ma hanno dovuto sciropparsele. E’ come se il primo ministro cinese venisse a Roma per una settimana e si piazzasse in Confindustria per tenere conferenze stampa sul fiume Giallo dalla mattina alla sera.
Prodi è stato assistito dal suo fido consigliere, l’ex giocatore di pallacanestro Rovati che dopo l’entusiasmo sollevato in Patria dalle sue dichiarazioni e dalla memoria ‘artigianale’ fatta avere in gran segreto al tronchetto si è dovuto dimettere. E questa è sicuramente una buona notizia per il Governo che potrà fare a meno dei suoi consigli.
Prodi rientra in Italia da trionfatore anche se nessuno ha capito esattamente cosa ha fatto in Cina insieme ai circa mille politici e imprenditori. E chi ha pagato loro biglietto, vitto e alloggio. Prodi dovrà ora recarsi in Parlamento a riferire, non sulla Cina, ma su Tronchetti. Farà il suo solito discorso che risulterà incomprensibile al largo pubblico, ma molto rassicurante.
Il quasi ottuagenario Guido Rossi è ora presidente di Telecom, beati i Paesi che non hanno bisogno dei pensionati. Carlo Buora, il dito medio della mano sinistra di Tronchetti è vice presidente operativo. Insomma, va tutto bene, non è cambiato niente. L’opposizione chiede le dimissioni di Prodi senza vergognarsi di aver consentito a Tronchetti di tutto e di più per cinque anni. Ma forse sono solo manovre di Berlusconi per comprare la rete fissa in nome dell’italianità. Il rovesciamento delle parti operato dai giornali in tutta questa vicenda è sensazionale. Tronchetti è la vittima e Prodi il carnefice. La verità è più terra terra: le vittime sono, come sempre, gli italiani.
Postato da: Stufo Marcio | 19.09.06 10:42
E'NATO UN NUOVO PARTITO ISPIRATO DALLE IDEE DI GRILO. SE VUOI SAPERNE DI PIU' VAI SUL SITO
http://nuoveideeinpolitica.blogspot.com OPPURE CLICCATE SUL MIO NOME!
NON CENSURATE!
Postato da: Professor Guidi | 18.09.06 14:38
Ciao a tutti!
Vi informo che con ii miei colleghi stiamo realizzando un report sulla storia della Telecom diviso in più puntate, la prima delle quali è giù pubblicata.
La prima parte tratta la prima metà degli anni 90 dalla fondazione alla privatizzazione.
L'articolo si trova all'indirizzo:
http://www.ecopt.it/2006/09/16/telecom-una-storia-italiana/
Postato da: Stefano Santelli Brilli | 17.09.06 10:30
@andrea morciani
Gentile signor Morciani,
Abbiamo idee diverse, lei parla di ingerenza del governo negli affari privati di un'azienda privata.
Io parlo di doveroso intervento dello stato in quanto ente concedente di licenza di stato.
E in quanto cittadino ritengo di essere meglio rappresentato da Di Pietro che non dai ministri precedenti che hanno avallato le giostre finanziarie passate della Telecom. Tutto qui.
Immagino che lei condivida la posizione berlusconiana che denuncia: "dirigismo, statalismo, e anche di perdita di credibilità internazionale"
Staremo a vedere chi ha ragione.
Io preferisco essere tutelata da Di Pietro che da Berlusconi, che pensa soprattutto a fare affari con la sua Mediaset.
O forse forse Berlusconi vuole comprarsi la TIM scorporata? Non mi stupirei.....
Postato da: silvia terribili | 16.09.06 20:30
@maurizio cataldo
Piano un momento, signor Cataldo.
A me risulta che:
La Telecom è concessionaria di servizio pubblico di telecomunicazioni ex D.P.R. 13 agosto 1984, n. 523 e, in particolare, della gestione della rete fissa di telecomunicazioni, nonchè titolare dei contratti di telecomunicazioni della Pubblica Amministrazione
Correggetemi se sbaglio e datemi il riferimento di legge preciso.
grazie
Postato da: silvia terribili | 16.09.06 20:12
Che si fa, signor Ministro, Ci si carica dei debiti della Telecom? Invece di un addetto ne hanno otto. Se ne licenziano sette, con tutto il rispetto, non me ne importa un tubo.
C'è modo, caro Di Pietro, per far capire al Parlamento che chi va in galera ci deve restare, o nessun poliziotto rischierà la pelle per fare ilo proprio dovere? C'è modo per mettere in galera chi ha fatto salire artificialmente i prezzi Telecom?
No? Almeno strilli, caro Dottore, strilli forte.
Infine mi saluta Mastella? Io lo paragono a Giolitti. Grande statista, La saluto con stima, Giuliano Baragli
Postato da: giuliano baragli | 16.09.06 19:20
TELECOMMEDIA
La Media Companies è lieta di presentare, in anteprima nel teatro di Piazza Monte Citorio a Roma:
TELECOMMEDIA
In tre atti
Attori protagonisti: il burattino-tronchetto Pinocchio (per la verità per questo ruolo c’erano moltissimi aspiranti, tuuutti bravissimi);
Prrrrodetto nella parte dell’ignaro Geppetto;
Rossi, nella parte della fata turco-iervolina;
Grillo, nella parte di se stesso;
gatto e volpe:Tom Mer e Dock Jerry;
lucignolo: Massimo Nerìa, qui nella veste di attore
Attori non protagonisti: il popolo, nella parte della pecora … (si, quella parte)
Regia: Massimo Nerìa, qui nella veste di regista
Produzione: Sanpeolo-Inteesa, Skys, GoldmenSacshish, Mangiafuocshild, Costamagnenstein, Rockdeviller, Sòrætàs
Anni di produzione: 1992-2006
Origine: USA – Francia – Australia - Italia (un coproduzione mondiale)
Genere: Commedia drammatica (se ne sconsiglia la visione a tutto il pubblico, se non previa assunzione di forti dosi di anticinetico gastrico)
Consulenze: il capretto Espiosito Rovagnati (un Prosciuttino sacrificato per la Mortadella);
Musiche: Inno alla gioia, ma in stile country
Costumi: Mal
Critica: Piers LeDestres (vogliono magnà pure loro)
Durata: troppa
Distribuzione: ai soliti ricchi
Tagli alle scene originali : tutte quelle non presentabili alle pecore.
Ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale. I nomi e i luoghi sono frutto della fantasia.
Per altri "curiosi" articoli, leggete il mio blog:
http://la-tela.blogspot.com/
Postato da: Andrea Gianni | 16.09.06 15:24
@ silvia terribili
mi associo ad andrea morciani e aggiungo che telecom italia non è titolare di alcuna CONCESSIONE ma semplicemente di una LICENZA con tutte le differenze che ne conseguono.
Postato da: maurizio cataldo | 16.09.06 12:44
per silvia terribili
Tronchetti Provera si dimette perche' le acrobazie finanziarie delle concessionarie di stato, permesse in passato da governi compiacenti (di destra e sinistra si), oggi non vengono tollerate più, e questo anche grazie alla presenza nel governo di un ministro come Di Pietro.
signora silvia si rende conto della enorme balla che ha scritto?
come puo' dire che le acrobazie finanziarie non sono piu' tollerate grazie a questo governo che ha adp come ministro quando proprio il capo di questo governo che non voglio nemmeno nominare e il suo fido consiglire rovati angelo hanno provato a fare i registi di tutto questo casino creando un grave danno di immagine al nostro paese con il loro tentativo di ingerenza prima goffamente smentito dal presidente e poi confermato da rovati con il tentativo di imporre un piano di ristrutturazione su carta intestata presidenza del consiglio.
e non bastasse questo sempre il buon prodi che tranquillamente dice non verro' mai in parlamento a riferire.
si chieda cara signora se questo caos fosse stato provocato da qualche fido consigliere di berlusconi e lo stesso avesse reagito in questa maniera cosa sarebbe successo nelle ns strade e piazze.
come minimo caos e scioperi a non finire, ora invece che e' stato prodi a essere colto con le manine nella marmellata si scrive che il governo non tollera piu' acrobazie finanziarie?
proprio chim ha favorito in anni passati certi scempi ora non tollera piu'?
mia cara signora non le chiedo di biasimare pubblicamente ma forse un po' di moderazione non guasterebbe.
cordialmente
Postato da: andrea morciani | 16.09.06 11:57
Bravo il sig. ministro,
ancora una volta un post degno di un grande pensatore(sono ironico ovviamente)!
Dopo l'acqua calda, abbiamo scoperto il filo per tagliare la polenta! C'era una volta un signore con il quale ho lavorato anni fa che aveva un detto valido per TUTTE le stagioni:le aziende(o famiglie, o società di persone in generale)vanno bene o vanno male a seconda del numero dei CAPI e quello degli INDIANI. Quando ci sono TROPPI capi e POCHI indiani la tribù partisce la fame e si estingue.. oggi come allora è rimasto TUTTO così veritiero. La vecchia saggezza popolare che torna sempre ad indicarci la retta via.. Ma la domanda è ancora uina volta la solita:quando incomincerete, Lei con il Suo CAPO INDIANO e gli altri CAPI INDIANI del governo a GOVERNARE ed a mettere in PRATICA quanto scritto(e promesso)nel PROGRAMMA ELETTORALE? Il caso Telecom-TIM-PalazzoChigiMerchantBANK è storia nota fin dal da primo governo dell'Ulivo! Continuate pure a perseverare nell'errore anzichè fingere di aver capito l'antifona e COMINCIARE a DARSI da FARE? OKKIO sig. ministro che l'acqua bolle già da un bel pezzo in questo ridicolo paese! Adesso NON c'è più il Berlusca al governo al quale dare tutte le colpe degli INCIUCI, oggi ci siete VOI a fare da obiettivo.. prima o poi la gente finirà per stancarsi..
M.B. ex elettore IdV.
Postato da: Stufo Marcio | 16.09.06 11:54
@maurizio cataldo
Gentile signor Cataldo,
Un'impresa privatizzata titolare di concessionaria pubblica, (e che concessionaria, parliamo di un servizio vitale quanto l'aria!) ha un preciso contratto di concessione con lo stato.
Altrimenti non si spiegherebbe il perche' del canone pubblico!
In virtù di ciò il governo è obbligato a interferire e intervenire.
Tronchetti Provera si dimette perche' le acrobazie finanziarie delle concessionarie di stato, permesse in passato da governi compiacenti (di destra e sinistra si), oggi non vengono tollerate più, e questo anche grazie alla presenza nel governo di un ministro come Di Pietro.
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Dice il signor Cataldo:
a proposito di DIMISSIONI.
Certo che ci vuole una bella faccia tosta a definire DOVEROSE le dimissioni di TRONCHETTI PROVERA, che costituiscono soltanto l'unica difesa possibile contro l' indebita ingerenza del potere politico nelle libere scelte imprenditoriali di un impresa privatizzata.
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Postato da: silvia terribili | 16.09.06 09:59
E dopo questa commediola tra il Tronchetto e il Prodi ( se qualcuno crede che non ne sapesse nulla sarebbe come credere alle favole ) penso che sarebbe il caso che questo governo sia breve senno' ...il problema è che quello accaduto sino ad ora ha distrutto una marea di voti ancora incalcolabile per il centrosinistra e quindi potrebbe ritornare il Berlusca...tristissimo dilemma...
Postato da: Roberto Nisi | 16.09.06 07:24
PAROLE SANTE
9 - COSSIGA: PERCHE' MAI BISOGNAVA INFORMARE GOVERNO? SI LASCINO IN PACE IMPRENDITORI, ESERCITANO LORO FUNZIONI…
(Ansa) - La vicenda Telecom? Un ’dramma-commedia’, in cui non e’ chiaro ’perche’ gli amministratori di Telecom, societa’ in cui hanno messo i loro soldi, dovrebbero informare il Governo (ma proprio non l’hanno informato?) di quel che fanno nell’esercizio dei loro diritti di imprenditori privati’. E’ quanto afferma l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga.
Si tratta di un ’dramma’, secondo il senatore a vita, ’perche’ nei mercati esteri ed anche a livello di organi politici degli stati esteri e dell’Unione Europea si ingenerera’ una tremenda confusione su cosa sia il sistema economico italiano: di libero mercato, o d’economia socialista o comunque del ’terzo tipo’,e cioe’ social-nazional-dirigista?’. Ma e’ anche una ’commedia’ visto che ’la privatizzazione e la liberalizzazione, anche se parziale,del sistema di comunicazioni, e’ stata voluta e realizzata dal I Governo Prodi, dirigista, e continuata del I e II Governo D’Alema, comunista, anche se questo fecero soprattutto, non certo per indirizzo idelogico, ma per ’raschiare il barile’ al fine di far quadrare i conti pubblici per rendere possibile l’ingresso dell’Italia nel ’primo girone’ dell’euro, ma anche per fare credere all’Unione Europea che la nostra fosse un’economia di mercato e che ormai il nostro Paese avesse cessato di essere l’unico paese a sistema economico di ’paese del socialismo reale’’.
’D’altronde - aggiunge Cossiga - il governo puo’ sempre intervenire, in quanto con la ’golden share’ in mano al ministro dell’Economia puo’ porre il veto a qualunque acquisto, alienazione, fusione, incorporazione ecc.. E poi ha l’ ’arma principe’ della ri-nazionalizzazione, con il modello della riforma agraria alla ’Antonio Segni’. Ma a quel che so, avevano cominciato anche a fare in astratto i conti su quel che questa operazione sarebbe costata’. ’Ma se non hanno il coraggio di fare nessuna di queste due cose - conclude - ne’ di mettere in moto la ’silenziosa e gioiosa macchina da guerra Visco’, lascino in pace gli imprenditori privati. E smettiamola di far cattiva figura nei mercati internazionali e davanti alle pubbliche opinioni estere’.
Postato da: maurizio cataldo | 16.09.06 02:16
a proposito di DIMISSIONI.
Certo che ci vuole una bella faccia tosta a definire DOVEROSE le dimissioni di TRONCHETTI PROVERA, che costituiscono soltanto l'unica difesa possibile contro l' indebita ingerenza del potere politico nelle libere scelte imprenditoriai di un impresa privatizzata.
spero proprio che Guido Rossi porti avanti il piano imprenditoriale di Telecom Italia con tutti i mezzi (soprattutto giuridici) utilizzati anche nella vicenda antoveneta a difesa degli olandesi.
Ricordo infatti che è possibile ravvisare nel comportamento di Prodi e di Rovati gli estremi dei reati di AGGIOTAGGIO, INSIDEReABUSO D'UFFICIO .
gli stessi reati (oltre alla CONCUSSIONE)sono ravvisabili in capo a DI PIETRO per le dichiarazioni rese nella intervista al corriere della sera di martedi 12 settembre relativa al caso AUTOSTRADE-ABERTIS.
Spero che tutto ciò porti al più presto alla caduta di questo governo allo sbando.
LE UNICHE DIMISSIONI DOVEROSE (E PROMESSE) SONO QUELLE DI DI PIETRO.
Postato da: maurizio cataldo | 16.09.06 01:59
complimenti dopo le privatizzazioni iniziano le ripubblicizzazioni
Postato da: angelo testa | 15.09.06 23:45
Non riesco a capire! A mediaset centinaia di controlli della guardia di finanza, a: CIRIO, Parmalat, Telecom niente. Qualche cosa mi sfugge...
Postato da: angelo testa | 15.09.06 23:43
Caro Di PIETRO, dai tempi di MUSSOLINI la classe industriale italiana NON RIESCE AD ABBANDONARE, tranne che in casi rari.., I PROPRI PRIVILEGI ED I PROPRI EGOISMI..QUESTA E' STORIA...VERA.
Postato da: adalberto andreani | 15.09.06 23:32
Esclusivo
La storia dell'uomo più potente d'Italia:Guido Rossi
su www.italiadeivalorisiena.splinder.com
testo tratto da "il mondo"
Postato da: italiadeivalori siena | 15.09.06 21:49
Leggendo le ultime notizie della vicenda Telecom, apprendo che il sig. Rosati avrebbe ipotizzato di scorporare la rete principale, creando una nuova soceta' a controllo pubblico.
La trovo l'unica soluzione finalmente saggia, dopo la disastrosa privatizzazione di qualche anno fa'. Anche la rete lelefonica e' un bene strategico della Stato, e se le ambizioni del Presidente del Consiglio Prodi sono quelle che ha rimarcato anche dalla Cina, non capisco perche' disconosca il progetto del suo stretto collaboratore e ne apprezzi l'iniziativa, magari studiandolo e se necessario apportarci eventuali integrazioni. A proposito, invece, delle dichiarezioni del Presidente di Confindustria Montezzemolo, che non si augurerebbe un ritorno alla vecchia IRI, vorrei dire che se i suoi associati sono quelli che hanno fatto perdere il treno all'industria Italiana, mi auguro di tornare alla vecchia IRI. Nel caso specifico della Telecom, si e' fatta solo ingegneria finanziaria e non ingegneria telefonica( vedi come e' ridotta la telecom). Le tanto auspicate privatizzazioni sono state una opportunita' solo per i frequentatori dei Salotti Buoni e per i Furbetti di Quartierini vari. Non ci sono stati Capitani Coraggiosi, ma solo dei Furbi, grazie anche all'appoggio politico della sinistra. Il paese normale non ha usufruito dei tanto paventati vantaggi delle privatizzazioni, al contrario ne sta' pagando le spese.
Giorgio
Postato da: Giorgio Cortonesi | 15.09.06 17:38
Del conflitto di interessi la maggioranza quando se ne occuperà?
Dell'abolizione delle leggi "ad personam" a suo tempo varate dalla Banda Scassoni?
Della risoluzione del problema del duopolio televisivo RAi-MEDIASET (come a suo tempo evidenziato dalla Corte Costituzionale, che obbligava RETE4 a passare sul satellite e RAI3 a rinunciare alla pubblicità)?
Postato da: massimo baroncini | 15.09.06 17:18
Che la Rete Telecom ritorni allo Stato sono più che ipotesi, che circolano da anni, e che tutti nell'ambiente conoscono. Strana questa sorpresa! E' aperta da anni una causa tra l'Azienda e gli ex dipendenti ASST (Telefoni di Stato) per il giusto inquadramento professionale. Se, la vertenza verrà vinta dai dipendenti, visti i tempi per i Processi, sarà lo Stato a pagare? Spero proprio di no!
Postato da: Felice Ferro | 15.09.06 15:44
Uno dei punti che proprio non mi andava del programma di Di Pietro era l'idea di una certa liberalizzazione del mercato (spero non liberismo).
Quando invece si e' espresso sul caso Telecom, ho cambiato idea.
Ci sono aziende in Italia che non avrebbero mai dovuto essere privatizzate. Come le FS, Poste (ma sono veramente Private).
L'azienda privata pensa al capitale, la pubblica al sociale assicurando uguali servizi a tutti.
Il motivo del loro fallimento in passato e' dovuto alle logiche clientelari che avevano portato il numero degli impeghiati raccomandati ad un livello enorme e anche la presenza di manager amici e parenti che non capivano un fico secco.
Bastava riorganizzare le persone con le dovute competenze selezionandole. L'Italia ha grosse potenzialita' ma gli italiani pensano al presente e non al futuro.
E' davvero il caso di ritornare a discutere di questi punti e decidere che cosa fa veramente bene ai cittadini.
Postato da: Carmine Federico | 15.09.06 12:08
Vorrei fare i complimenti al signor Tomaiuoli, perche' la sua proposta e' veramente geniale!
Spero proprio che l'on. Di Pietro ne prenda conoscenza e segua il suo suggerimento.
Se Telecom è un privato, perche' dobbiamo pagare un canone per un sevizio pubblico?
Come se improvvisamente ci facessero pagare un canone per Mediaset? Voi lo paghereste?
E' un'idea eccezionale! Grazie!
Postato da: silvia terribili | 15.09.06 10:34
continua
INCONTRO DEI VALORI
(ITALIA DEI VALORI-DI PIETRO)
INCONTRO NAZIONALE PER L’INNOVAZIONE DELL’ITALIA.
VASTO (CHIETI) DAL 21 AL 24 SETTEMBRE 2006
SABATO 23SETTEMBRE
Ore
9:00 – 15:30
Palace Hotel
Assemblea degli Eletti dell’Italia dei Valori
Ore 16:30
Due modi diversi di stare ne L’Unione
Palazzo d’Avalos
Confronto pubblico
Ministro Antonio Di Pietro
Ministro Clemente Mastella
Moderatore:
Anna Larosa, giornalista
Ore 18:30
Una sfida da vincere: la Pace
Palazzo d’Avalos
Confronto pubblico
On. Leoluca Orlando (IdV)
On. Gianfranco Fini (AN)
On. Umberto Ranieri (DS)
Presidente Roberto FormigoniRegione Lombardia
On. Rocco Buttiglione (UDC)
On. Sergio Mattarella (DL)
Sen. Giuseppe Di Lello (Prc)
Dott. Flavio Lotti
Coordinatore Tavola della Pace
Dott. Raffaele Bonanni,
Segretario generale Cisl
Ore 21:30
Palazzo d’Avalos
Spettacolo Beppe Braida
Ore 23:00
Palazzo d’Avalos
Spettacolo Quartetto Silvia Pagni
DOMEMICA 24 SETTEMBRE
Ore 10:30
Comunicazione e democrazia
Palazzo d’Avalos
Confronto pubblico
Ministro Paolo Gentiloni
On. Paolo Romani(FI)
On. Francesco Storace(AN)
On. Egidio Pedrini(IdV)
Ing. Luca Montrone, Presidente Telenorba
Dott. Marco Travaglio, giornalista
Ore 12:00
Palazzo d’Avalos
Intervento di chiusura del Presidente dell’Italia dei Valori: Ministro Antonio Di Pietro
Segreteria Organizzativa e Ufficio Stampa
Segreteria Organizzativa:
comunicazione@italiadeivalori.it
Benedetta Parenti - Michela Basile
Tel. 06/97848144,
Fax. 06/97848355
Ufficio stampa Italia dei Valori Camera:
Italiadeivalori@camera.it
Ufficio Stampa Italia dei Valori:
ufficiostampa@italiadeivalori.it
Luoghi degli incontri
Palazzo d’Avalos
Piazza Lucio Valerio Pudente, Vasto (Chieti)
Palace Hotel
Strada Statale 16 - Vasto (Chieti)
Tel 0873 809056
info@palacehotelvasto.it www.palacehotelvasto.it
Postato da: Max Travaglini | 15.09.06 10:28
Il piano di Rovati era un OTTIMO piano.
Accidenti, è esattamente questo che ci si aspetta da un governo di centro sinistra: protezione delle aziende da speculatori senza etica, protezione degli interessi nazionali e dei cittadini-consumatori, protezione del lavoro e dell'ingegno nazionale contro la DISTRUZIONE DI VALORE degli speculatori arraffoni. La TI ha ereditato, senza agire sul MERCATO, e con un complesso ed iniquo gioco di scatole cinesi uno degli asset importanti per il sistema-paese, gode del CANONE che aumenta quando vuole e di una posizione dominante bloccando la concorrenza e non investe pressocché nulla in innovazione e sviluppo.
MTP è solo concentratissimo a rientrare dai debiti contratti per comprare a "debito" un'azienda che lo ha fatto entrare nel "salooto buono" (che deve ancora pagare però!!!).
Ora, l'Italia deve pre forsa essere depredata?
Postato da: Nino Lussano | 15.09.06 10:25
Ministro Di Pietro,
Ho ascoltato il Suo commento al TG1 sul caso Telecom-Tim che essendo una concessione dello stato questo ha il diritto e il dovere di intromettersi in certe operazioni finanziarie, come nel caso Autostrade-Abertis.
A questo punto, perchè non pensate ad un colpo ad effetto alla berlusca chiedendo l'abolizione del canone telefonico?
se è un privato imprenditore, come strombazza la stampa e la CDL, che provveda da sè a mantenere l'azienda e non con i miliardi assicurati dal canone sicuro.
Con un colpo del genere, recuperereste molti consensi persi tra indulti, false liberalizzazioni, ambizioni da mini potenza senza soldi ma con migliaia di soldati in Libano e resto del mondo.
Abbiate il coraggio ogni tanto di scavalcare l'ex premier nelle uscite demagogiche come abolizione a breve del canone pagato inutilmente, visto la scarsa funzionalità delle linee, al tronchetto della felicità sua e infelicità dei più.
Cordialmente.
Postato da: Antonio Tomaiuoli | 15.09.06 08:53
PER S-TUFO MARCIO
DEVO AMMETTERE CHE QUANDO TI DILUNGHI NEI POST O QUANDO PARLI DI TERZI PIU' TI TROVO MORDACE. MENTRE CONTINUI AD ESSERE MERDACE NEI POST BREVI E DIRETTI.
MOTIVO PER CUI SI PUO' ANCHE INTAVOLARE UN DIALOGO, premettendo che non ho seguito in tv il dibattico di PESARO tra i DUE FAMOSI FUMOSI: il ministro degli esteri baffino ed il suo predecessore.
NEL POST AFFERMI CHE "Il bello del dibattito è stato l'acceso battibecco di minacce e controinviti sull'argomento missioni di pace a cui l'Italia sta prendendo parte nel mondo.
Il ministro D'Alema ha sottolineato che l'invio di truppe in Libano è stato possibile grazie alla risoluzione dell'ONU e con il PIENO CONSENSO degli Stati Uniti e di Condy-Rice e il cowboy della Casa Bianca......).
L'ex-ministro Fini ha ricordato che il voto in Parlamento per il finanziamento della missione PASSA per il Si della CDL.. condizione imprescindibile che l'attuale maggioranza riconosca anche le altre missioni(Afganistan e Iraq)votate dall'allora maggioranza come MISSIONI di PACE!
STANDO A QUELLO CHE DICI LE SOMME CHE SONO STATE TIRATE DA TE SONO CONDIVISIBILI, SI TRATTA EFFETIVAMENTE DEL CLASSICO BARATTARE VOTI SIMILE A CLIMA BIPARTISAN, LO STESSO CLIMA DI RICATTO CHE CI HANNO REGALATO L'INDULTO INSULTO DEL MASTELLONE ALLARGATO AGLI AMICI DELLA BANDA BASSOTTI che hanno "previtizzato la politica italiana negli ultimi vent'anni.
PERO' A DIFFERENZA DEL LIBANO NELL'INTERVENTO DELL'IRAK NON C'ERA L'ACCORDO DELL'ONU, NEL QUALE IL NEANDERTHAL DI ARCORE HA FATTO ESATTAMENTE COME FECE MUSOLLINI QUANDO I TEDESCHI GIUNSERO A PARIGI... UNA DIFFERENZA CHE NASORIFATTO VORREBBE SOTTACERE CON IL BARATTARE VOTI E CON LA PUBBLICA AMMISSIONE DEL BAFFINO...
RIPETO, STANDO A QUELLO CHE DICI NON POSSO CHE ESSERE DACCORDO CON TE, E NON PERCHE' LECCA LECCA...
UN CARO SALUTO
RIPETO, STANDO A QUELLO CHE DICI, PUR ESSENDO DACCORDO CON QUELLO CHE DICI, E NON PERCHE' LECCA LECCA...
UN CARO SALUTO
Postato da: BARTOLOMEO DI TORITTO | 14.09.06 23:33
Beppe Grillo e' diversi anni che parla di Telecom. Era diversi anni che parlava di Parmalat. E' sempre diversi anni che parla di Fininvest.
Perche' soltanto l'altra sera la tv pubblica e privata disse per la prima volta il reale stato di Telecom? Telecom se n'e' gia' andata...
Il Governo deve intervenire altrimenti dopo la Tim, che sicuramente sara' gestita da una societa' estera, anche Telecom passera' nelle mani di qualche magnate estero o stato europeo.
L'Alitalia per dirne un'altra...
Postato da: Leonardo Carnesecchi | 14.09.06 20:11
Ciedo al gestore di cancellare immediatamente tutti i messaggi che si rivolgono ad altri con insulti e mancanza di rispetto. si possono avere ideee diverse e contrapposte ma chi insulta e non rispetta è al di fuori delle regole e della democrazia e indegno di partecipare a questo blog.
quanto al sig. stufo marcio, siamo stufi marci di lei: vada a perder tempo da un'altra parte!
gestore avanti così.
Postato da: alessandro rossi | 14.09.06 18:15
Gentile signor Morciani,
Telecom non è una qualunque azienda privata, ma un’azienda titolare di concessione dello stato.
Il governo, in quanto ente concedente, è obbligato a occuparsi di tutto quello che può avere conseguenze sul cittadino a seguito della licenza dello stato. Anche degli assetti societari di una società, certo, nel momento in cui ci sono conseguenze per gli utenti.
In quanto a LA7, ci vuole poco a battere la RAI e Mediaset dal punto di vista della qualità dell’informazione e dello spettacolo. Siamo ai minimi storici di meritocrazia.
In realtà LA7 doveva diventare una vera alternativa giornalistica forte, libera e competitiva al duopolio RAI-Mediaset. Ma Qualcuno non ha voluto. E ha piazzato dentro Tronchetti Provera.
Postato da: silvia terribili | 14.09.06 17:42
BRAVO ANTONIO DI PIETRO. Dobbiamo essere uniti e avere idee forti per avere un futuro sostenibile!
Cliccate sul mio nome e capirete che non dobbiamo solo lamentarci ma avere anche soluzioni concrete. Andate sul blog del Professore!
Partito Giovani
Postato da: Professor Guidi | 14.09.06 17:16
Riporto da yahoo! Notizie
Il governo deve poter intervenire perche' Telecom è società con licenza dello stato
ROMA (Reuters) - Sul caso del riassetto di Telecom Italia il governo deve avere a disposizione tutti gli elementi per poter intervenire a difesa degli interessi pubblici e dei risparmiatori.
Lo dice in una nota il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro.
"Prima di dire che i politici italiani sono peggio di quelli del Sud America, [il presidente di Telecom Italia Marco] Tronchetti Provera deve capire che nel caso di specie il Governo non deve essere solo informato, perché non si tratta di una semplice azienda privata, ma deve avere tutti gli elementi per poter valutare e far valere gli interessi che toccano tutto il Paese, a partire dai risparmiatori", dice Di Pietro nella nota.
"Nel caso Telecom, la cosa che deve essere sottolineata è il fatto che si tratta di una società con una licenza dello Stato e quotata in borsa e, in quanto tale, non può permettersi di agire nell'ambito di operazioni finanziarie tenendo all'oscuro il Governo", aggiunge il ministro.
"Il punto è che il Governo deve essere nelle condizioni di poter intervenire per garantire che qualsiasi mossa non vada a vantaggio solo di pochi e il tutto deve avvenire alla luce del sole e non c'è nulla di strano in tutto questo, perché così succede anche in altri paese ritenuti liberali, come gli Stati Uniti", conclude Di Pietro.
Postato da: silvia teribili | 14.09.06 16:37
riguardo questo suo post vorrei ancora ricordarle che anche di pietro puo' dire delle cose inesatte come ad esempio quella sui risparmiatori.
il governo deve legiferare in materia di tutela del risparmio poi sono le varie aziende tenute ma rispettare queste leggi.
ognuno al suo posto
cordialmente
Postato da: andrea morciani | 14.09.06 17:03
Gentile signor Morciani,
D’accordo, lasciamo per un attimo da parte la questione del monopolio.
Mi concederà però che Telecom è concessionaria di un servizio pubblico di vitale importanza.
Questo possiamo affermarlo, non è vero ?
Dunque, se Telecom è concessionaria di servizio pubblico vitale, il governo è obbligato a tenere d’occhio il suo operato.
Ma Tronchetti Provera non è quello che comprando LA7 ha impedito di fatto che LA7 diventasse il terzo polo televisivo di qualità con i giornalisti migliori e la splendida enterteiner Sabina Guzzanti ? Correggetemi se sbaglio.
Postato da: silvia terribili | 14.09.06 16:27
signora terribili
sinceramente non sono informato sulla vicenda del la7 anche se attualmente penso che la7 nonostante l' assenza del vostro totem guzzanti sia la piattaforma che fa la migliore tv (tranne il canale news di sky che pero' e' a pagamento)
riguardo telecom ribadisco il fatto che il governo l' unica cosa che puo' fare e' verificare se il servizio dato in concessione sia efficiente mentre deve assolutamente astenersi sugli assetti societari che telecom vorra' darsi.
cordialmente
Postato da: andrea morciani | 14.09.06 16:56
Riporto da yahoo! Notizie
Il governo deve poter intervenire perche' Telecom è società con licenza dello stato
ROMA (Reuters) - Sul caso del riassetto di Telecom Italia il governo deve avere a disposizione tutti gli elementi per poter intervenire a difesa degli interessi pubblici e dei risparmiatori.
Lo dice in una nota il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro.
"Prima di dire che i politici italiani sono peggio di quelli del Sud America, [il presidente di Telecom Italia Marco] Tronchetti Provera deve capire che nel caso di specie il Governo non deve essere solo informato, perché non si tratta di una semplice azienda privata, ma deve avere tutti gli elementi per poter valutare e far valere gli interessi che toccano tutto il Paese, a partire dai risparmiatori", dice Di Pietro nella nota.
"Nel caso Telecom, la cosa che deve essere sottolineata è il fatto che si tratta di una società con una licenza dello Stato e quotata in borsa e, in quanto tale, non può permettersi di agire nell'ambito di operazioni finanziarie tenendo all'oscuro il Governo", aggiunge il ministro.
"Il punto è che il Governo deve essere nelle condizioni di poter intervenire per garantire che qualsiasi mossa non vada a vantaggio solo di pochi e il tutto deve avvenire alla luce del sole e non c'è nulla di strano in tutto questo, perché così succede anche in altri paese ritenuti liberali, come gli Stati Uniti", conclude Di Pietro.
Postato da: silvia teribili | 14.09.06 16:37
Gentile signor Morciani,
D’accordo, lasciamo per un attimo da parte la questione del monopolio.
Mi concederà però che Telecom è concessionaria di un servizio pubblico di vitale importanza.
Questo possiamo affermarlo, non è vero ?
Dunque, se Telecom è concessionaria di servizio pubblico vitale, il governo è obbligato a tenere d’occhio il suo operato.
Ma Tronchetti Provera non è quello che comprando LA7 ha impedito di fatto che LA7 diventasse il terzo polo televisivo di qualità con i giornalisti migliori e la splendida enterteiner Sabina Guzzanti ? Correggetemi se sbaglio.
Postato da: silvia terribili | 14.09.06 16:27
X nota bene
L'unica cosa notata bene e' che , senza virgolettarlo, hai copincollato un articolo di un giornale organo di partito che ovviamente fara' finta di non capire e ricordare che tutto il caos finanziario di oggi nasce da una pessima privatizzazione fatta dalla mortadellone Prodone prima e da una OPA disastrosa del ragioniere con gli stivali colanninno voluta benedetta ed appggiata dal massimo dei minini che l'Italia ha: D'Alema baffino. Cerca di notare bene anche queste cose, nota bene.
Postato da: Fulvio Fini | 14.09.06 16:14
Tutte queste cose che dici adesso caro onorevole Di Pietro, le diceva già molto tempo fa il sig. Beppe Grillo!
E' vero quello che si dice: la politica arriva sempre dopo.
Postato da: Mirko Viola | 14.09.06 15:10
Egregio ministro,
mi sono davvero pentito di aver votato il Suo partito. L'atteggiamento protezionistico-comunista-opportunista da parte di Prodi nei confronti di Telecom è davvero oltraggioso.
Mi dispiace dirlo, ma era meglio Berlusconi. Magari ladro, ma almeno liberale.
Saluti,
Postato da: Luca Pattavina | 14.09.06 14:48
Attenti a chi parla di riforme: potrebbe voler dire che un servizio pubblico diventa privato, con tutto quel che ne consegue: aumento dei prezzi taglio dei servizi, proprio come quello che è successo con la TELECOM, Le BANCHE, l'ENEL,....il tutto per dare buoni dividendi agli azionisti!!
Postato da: Alberto Zeta jones | 14.09.06 14:46
Anche Telecom dovrebbe ritornare in mano pubblica, solo che bisognerebbe che i dirigenti , impiegati e operai siano pagati il giusto, senza privilegi
Postato da: Alberto Zeta jones | 14.09.06 14:39
Che intende dire Tronchetto definendo i politici italiani peggiori di quelli in Sudamerica ?
Che io sappia in Brasile siedono in Parlamento anche deputati del Partito Comunista i quali percepiscono un compenso 70 volte superiore a quello di un salariato.
Potranno mai fare gli interessi del popolo ?
Tronchetto = Khodorkovski
Ha da venir un Putin per questi oligarchi
Postato da: Marco Teodori | 14.09.06 14:30
Gentile signor Morciani,
mi scusi, ma reputo molto importante che lei o qualche altro blogger risponda alla mia precisa domanda :
La Telecom è concessionaria o no di un servizio pubblico vitale che opera in condizioni di monopolio pressoche' totale ?
Perche’ se la risposta è affermativa, stiamo parlando di dovere sacrosanto del governo di immischiarsi.
Che poi la fusione l’abbiano voluta Prodi e D’Alema è un altro problema, di cui parleremo dopo.
Postato da: silvia terribili | 14.09.06 14:21
secondo me lei commette l'errore di considerare telecom monopolista del servizio telefonico in quanto come le ho scritto in italia sulla rete lavorano tante altre aziende.
il fatto che sia la maggiore tra queste
non giustifica questo tentativo vergognoso di ingerenza
cordiali saluti
Postato da: andrea morciani | 14.09.06 14:29
TELECOM: DI PIETRO, NON PUO' AGIRE TENENDO ALL'OSCURO GOVERNO
"Nel caso Telecom, la cosa che deve essere sottolineata e' il fatto che si tratta di una societa' con una licenza dello Stato e quotata in borsa e, in quanto tale, non puo' permettersi di agire nell'ambito di operazioni finanziarie tenendo all'oscuro il Governo". Lo afferma il Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro che aggiunge: "prima di dire che i politici italiani sono peggio di quelli del Sud America, Tronchetti Provera deve capire che nel caso di specie il Governo non deve essere solo informato, perche' non si tratta di una semplice azienda privata, ma deve avere tutti gli elementi per poter valutare e far valere gli interessi che toccano tutto il Paese, a partire dai risparmiatori". "Il punto e' che il Governo deve essere nelle condizioni di poter intervenire per garantire che qualsiasi mossa non vada a vantaggio solo di pochi e il tutto deve avvenire alla luce del sole e non c'e' nulla di strano in tutto questo, perche' cosi' succede anche in altri paesi ritenuti liberali, come gli Stati Uniti".
Postato da: mario costi | 14.09.06 14:24
@andrea morciani
Gentile signor Morciani,
mi scusi, ma reputo molto importante che lei o qualche altro blogger risponda alla mia precisa domanda :
La Telecom è concessionaria o no di un servizio pubblico vitale che opera in condizioni di monopolio pressoche' totale ?
Perche’ se la risposta è affermativa, stiamo parlando di dovere sacrosanto del governo di immischiarsi.
Che poi la fusione l’abbiano voluta Prodi e D’Alema è un altro problema, di cui parleremo dopo.
Postato da: silvia terribili | 14.09.06 14:21
X BARTOLOMEO DI TORITTO
____________________________
Per replicare dovrei sapere chi lei sia: un è se lei è solo un privato cittadini, ben altra cosa sarebbbe se lei facesse parte dell'Apparato dell' Idv. In quest'ultimo caso mi eviterei la replica
Postato da: Armando Dupaal | 14.09.06 13:53
signor armando le confermo che questo pseudo profeta fa parte dell' apparato di idv con tanto di candidatura a livello locale.
se ha del tempo da perdere puo' cliccare sul sito di questo personaggio per averne la conferma
cordiali saluti
Postato da: andrea morciani | 14.09.06 14:01
Gentile signor Morciani,
mi corregga se sbaglio:
La Telecom è concessionaria di un servizio pubblico vitale che opera in condizioni di monopolio pressoche' totale. O no?
E' ovvio che il governo non solo possa, ma debba occuparsi delle sue fusioni e dei suoi scorpori.
Postato da: silviaterribili@hotmail.com | 14.09.06 13:24
signora silvia secondo me e' il problema non sono le concessioni visto che oggi innumerevoli operatori anche stranieri lavorano sulla rete italiana.
secondo me il problema grave e' che questo governo cerchi di entrare nella gestione di aziende private a maggiore ragione se queste aziende sono diventate private con operazioni avallate e favorite negligentemente dagli stessi esponenti (prodi e d'alema in particolare)dell' attuale governo che oggi fanno gli stupiti per come si sta evolvendo l'intera vicenda.
quindi nessuno scandalo se telecom vende tim o debba ridurre il suo campo operativo, vorra' dire che ci sara' piu' spazioper altri operatori magari piu' dinamici e innovativi.
e' la pura e semplice regola del mercato.
cordiali saluti
Postato da: andrea morciani | 14.09.06 13:56
Gentile signor Morciani,
Ma quale bacchettata UE su Autostrade?
Riporto dal Sole 24 ore online
12 set 2006
Borsa: Autostrade pesante, Di Pietro vuole cambiare sistema tariffe
Radiocor - Milano, 12 set - Autostrade arretra in Borsa dopo le dichiarazioni del ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro. Le azioni sono infatti in calo dell'1,21% a 22,84 euro, con il Mibtel che cede solo lo 0,18%. Il ministro Di Pietro ha dato ieri mandato al ministero per aprire un'istruttoria volta ad accertare l'esistenza dei presupposti giuridici sanciti dal codice civile per la revoca della concessione ad Autostrade per l'Italia, in base alla tesi che il rapporto tra ente concedente e concessionaria sarebbe stato squilibrato dalla mancata realizzazione di investimenti per 2 miliardi rispetto agli impegni assunti e al piano economico finanziario. A fronte dei mancati investimenti il gruppo Autostrade avrebbe incassato comunque aumenti tariffari dai quali poi non si e' piu' tornati indietro. La strada intrapresa dal ministro si colloca all'interno dell'intenzione, piu' volte ribadita, di voler rivedere il sistema tariffario attuale, gli obblighi contrattuali e le garanzie a tutela dell'ente concedente. La presa di posizione di Di Pietro, sottolineano gli analisti di Rasbank, accresce il rischio regolatorio per Autostrade, con ripercussioni che potrebbero anche impattare sulla buona riuscita dell'operazione Autostrade/Abertis. Rasbank conferma il giudizio neutral sul titolo con un target price a 23,4 euro per azione.
Postato da: silvia terribili | 14.09.06 13:54
X BARTOLOMEO DI TORITTO
____________________________
Per replicare dovrei sapere chi lei sia: un è se lei è solo un privato cittadini, ben altra cosa sarebbbe se lei facesse parte dell'Apparato dell' Idv. In quest'ultimo caso mi eviterei la replica
Postato da: Armando Dupaal | 14.09.06 13:53
non concordo assolutamente
il profitto c'è stato,non per i cittadini ovviamente e,nemmeno per lo stato.Incapacità finanziaria ? No,non direi.Abili manovre di pirateria economica.Questo è il mio pensiero.Da quando Telecom è stata privatizzata,gli utenti hanno visto schizzare le bollette e,troppo spesso,senza giustificazioni MOTIVATE.Io ne sono un caso.Ho chiesto ragguagli,controlli sulla linea, MAI RICEVUTO UNA RISPOSTA ESAURIENTE,tutto sempre molto vago,scuse inesistenti,pretesti inconsistenti.
L'obbiettivo ? Realizzare il maggior profitto col minimo investimento.Ho cambiato,ovviamente,gestore.Sono passata a Tiscali,per ora di gran lunga superiore sia come qualità di rapporti interpersonali,sia come costi.
Ma tralasciando queste considerazioni su esperienze personali e,tornando al discorso di base,QUALCUNO ci marvcia su fusioni e scorpori delle società.
Non credo assolutamente all'errore,l'inversione è stata punualmente calcolata.Sono inoltre convinta che la situazione sia stata creata appositamente perchè lo Stato intervenisse per salvare il salvabile,perchè lo Stato mettesse mano,per l'ennesima volta,al portafogli.
Ma è ora di finirla con queste palestrine di arrampicatori finanziari.Siamo stufi marci di assistere alle loro scalate economiche assolutamente garantiti.
CHI SBAGLIA PAGHI DI TASCA PROPRIA !!!!
CONFISCHE E VENDITE DI BENI.
TROPPO FACILE MANDARE A PUTTANE IL CAPITALE ALTRUI.
TROPPO FACILE IMBARCARSI IN IMPRESE A TUTTO VANTAGGIO PER QUALCUNO E ROVINOSE CADUTE PER TROPPI.
SIA FATTA LUCE!
A ME 'STA STORIA NON HA MAI CONVINTO.
TANTOMENO ORA.
Postato da: Poggi Grazia | 14.09.06 13:34
@andrea morciani
Gentile signor Morciani,
mi corregga se sbaglio:
La Telecom è concessionaria di un servizio pubblico vitale che opera in condizioni di monopolio pressoche' totale. O no?
E' ovvio che il governo non solo possa, ma debba occuparsi delle sue fusioni e dei suoi scorpori.
Postato da: silviaterribili@hotmail.com | 14.09.06 13:24
PER Armando Dupaal | 14.09.06 10:168 (correzione)
E volete che il cittadino possa sorridere?
Si dica un solo motivo, per cui si dovrebbe avere rispetto per Di Pietro?
QUESTI SONO I DUE INTERROGATIVI CHE PONI ALLA FINE DEL POST.
IO UN MOTIVO LO INDICO; NON PER SORRIDERE COME TU DICI NEL POST CHE SAREBBE A DIRE FINIRE A TARALLUCCI E VINO O A CAROTA E BASTONE, MA PER NON DEMORDERE A RIDARE FIATO ALLE TROMBE PER RIPRENDERE IL CAMMINO DELLA RIVOLUZIONE DI MANI PULITA.... STRONCATA PER L'AVVENTO DI SISTEMI ELETTORALI CHE HANNO RICICLATO LA CONSORTERIE IN CONFLITTO DI INTERESSI CON IL BENE PUBBLICO ....
VIVA LA DIPIETRIFICAZIONE DELLA POLITICA, IMPIETRITA DALL'ULTRAVENTENNALE PREVITIZZAZIONE DELLA BANDA BASSOTTI.
UN CARO SALUTO
Postato da: BARTOLOMEO DI TORITTO | 14.09.06 13:13
PER Armando Dupaal | 14.09.06 10:16
E volete che il cittadino possa sorridere?
Si dica un solo motivo, per cui si dovrebbe avere rispetto per Di Pietro?
QUESTI SONO I DUE INTERROGATIVI CHE PONI ALLA FINE DEL POST.
IO UN MOTIVO LO INDICO; NON PER SORRIDERE COME DI TU CHE SAREBBE A DIRE O A CAROTA E BASTONE, MA PER NON DEMORDERE A RIDARE FIATO ALLE TROMBE PER RIPRENDERE IL CAMMINO DELLA RIVOLUZIONE DI MANI PULITA.... STRONCATA PER L'AVVENTO DI SISTEMI ELETTORALI CHE HANNO RICICLATO LA CONSORTERIE IN CONFLITTO DI INTERESSI CON IL BENE PUBBLICO ....
VIVA LA DIPIETRIFICAZIONE DELLA POLITICA, IMPIETRITA DALL'ULTRAVENTENNALE PREVITIZZAZIONE DELLA BANDA BASSOTTI.
UN CARO SALUTO
Postato da: BARTOLOMEO DI TORITTO | 14.09.06 12:42
Telecomitalia con 41Miliardi di debito
Alitalia con 1 Miliardo di debito (con pronto 1Miliardo di Euro del governo per ricapitalizzazione)
Fiat 2 miliardi di Euro.
ENI quasi 8 Miliardi
E gli stipendi dei responsabili dei disastri sono piu' alti dei migliori gruppi europei
COSA ASPETTA IL GOVERNO A METTERA MANO SUI GROSSI PROBLEMI INVECE DI PENSARE AI TASSISTI?
Postato da: Fabio Renzetti | 14.09.06 12:36
quale la via da seguire?
antonio di pietro, solitario idealista incartato dai politici pseudoalleati, contornato da collaboratori autoinfiltrati con lo scopo di stoppare iniziative volontà di raggiungimento di sani obiettivi.
è complesso il metodo per governare
in modo legale e democratico occorre un movimento di opinione ricollegabile al periodo di mani pulite ai movimenti di piazza
che ristabiliscono approvazione e fiducia in
di pietro il magistrato dal passato coraggioso e risolutivo ora anche esperto dei giochi politici
un atto di coraggio studiato, strategicamente preparato per non perdere lo spazio politico guadagnato.
con simpatia, umberto iacolucci da roma.
Postato da: umberto iacolucci | 14.09.06 12:22
La rete di approvvigionamento idrico di Buenos Aires era stata liberalizzata ed la proprietà era nordamericana.
Il pesos era agganciato al dollaro in rapporto 1:1.
Anche dopo che il governo argentino dichiarò forfait le bollette dell'acqua a Buenos Aires si pagavano e credo si paghino ancora in DOLLARI.
Postato da: Marco Teodori | 14.09.06 12:02
Bisogna modificare le regole imposte dai superliberisti di Bruxelles.
Nuove regole:
1) I servizi basilari ( Acqua, luce, gas, treni) debbono essere o ritornare in mano pubblica.
Accanto a questi possono operare società private.
2) In nessun settore non ci devono essere Monopolisti Privati.
3) Le società private che producono servizio pubblico devono avere un regolamento per cui non si permette l'acquisto da parte di stranieri di una quota superiore al 12%.
Postato da: Alberto Zeta Jones | 14.09.06 11:56
Caso Telecom - Corriere della Sera Online
ROMA — Nel giorno più difficile, il compito meno agevole per il ministro dell'Economia. Il presidente di Telecom Italia, Marco Tronchetti Provera, è entrato nello studio di Tommaso Padoa- Schioppa soltanto un'ora e mezzo dopo che le agenzie di stampa avevano iniziato a battere una nota di Palazzo Chigi di inusuale durezza nei suoi confronti. La visita era stata organizzata in fretta a furia martedì, dopo che il presidente del Consiglio Romano Prodi si era detto pubblicamente « sconcertato » per aver appreso soltanto dai giornali il piano di riassetto del gruppo Telecom Italia che aveva messo in subbuglio l'intero mondo politico. E l'incontro, durato circa mezz'ora, aveva un obiettivo preciso: non soltanto quello di avere dalla voce diretta di Tronchetti Provera la spiegazione del progetto già approvato dal consiglio di amministrazione, ma anche capire le reali intenzioni dietro quel piano. Perché proprio Padoa- Schioppa? Il ministero dell'Economia è l'ex azionista di Telecom Italia, ed è anche il titolare della cosiddetta golden share, cioè i poteri speciali che consentono al governo di bloccare iniziative che contrastino con l'interesse nazionale.
Il nostro super ministro nato a Belluno e la sua consorte sono bianchi come noi ma di un particolare Credo.
Tronchetto con La 7 hanno mostrato un certo orientamento politico-ideologico che promette niente di buono, fomentano la guerra che noi dovremo combattere.
Cosa potrà mai aspettarsi da costoro il popolo italiano ormai spoliato di ogni avere ?
Ah già, il liberismo la democrazia e la sanzione contro gli istigatori dell'odio, contro gli invidiosi.
Postato da: Marco Teodori | 14.09.06 11:55
per Andrea Morciani
No aspetta lascia stare le teorie secondo le quali vedono imputato il governo usa o il mossad, queste sono conclusioni conseguenti al fatto che l'11 sett. non può essere andato così come lo descrive la commissione 9/11...dal momento che ci sono forti dubbi su ciò che la commissione dice, allora chi di dovere,(cioè ognunodi noi) dovrebbe porsi delle domande in merito ai fautori dell'attentato(o autoatentato), non mi arrogo la presunzione della verità, non voglio avere ragione, anzi vorrei aver torto. Ogettivamente, ad un attenta analisi dell'intera vicenda, sei portato ad avere anche un minimo dubbio, sulla veridicità del tutto.
Tu credi che le torri siano cadute per il sole effetto dell'incendio svilupattosi dopo lo schianto degli aerei? (sarebbe il primo caso al mondo)
Credi che nel pentagono si sia schiantato un aereo di linea con un'apertura alare di circa 40 m, lasciando un foro d'entrata di pochi metri?
Dove sono finiti i rottami? tutto fuso? allora come mai trivano documenti di terroristi? i passaporti di che cosa sono fatti? di una lega sconoscita?
(la manovra dell'aereo del pentagono era impossibile da eseguire anche dal pilota più esperto)
Che dire del palazzo numero 7? Altro mistero caduto tantissime ora dopo, violando le più elementari leggi della fisica!(vedi torri)
Io non faccio battaglia per il gusto di avere ragione sul tutto, anzi, mi pongo delle domande che la commissione di inchiesta probabilmente non si è manco posta(o non si è voluta porre), voglio risposte perchè la teoria ufficiale non regge, ad un analisi critica!
Chiedo chiarezza e "Verità"...
...L'11 sett ha cambiato tante cose 2 guerre, un'altra imminente, troppi morti innocenti, da poter restare in silenzio, e accetare ciò che ci viene propinato!
Quello che non vedi non significa che non esiste!
Postato da: Riccardo Pireddu | 14.09.06 11:51
Sembra che Bruxelles, capitale dei superliberisti, non permetta che i governi intervengano sulle società private e quotate in borsa.
L'errore è stato di dare in un mano privata il MONOPOLIO della rete fissa TELECOM.
Certo che se vendono TIM rischiamo di arrivare alla situazione della ARGENTINA, dove tutte le società di servizi erano finite in mano agli stranieri.
I superliberisti di Bruxelles dicono: " vince il MERCATO", il più bravo ingloba gli altri.
In questo modo l'ITALIA sarà la prima ad essere comprata dagli stranieri.
La Fiat se l'è cavata per poco.
Ma la Motta, la Alemagna, la Carapelli e tante altre non sono più italiane.
Postato da: Alberto Zeta Jones | 14.09.06 11:48
Fino a quando gli italiani potranno tollerare questa emoraggia di risorse e il latrocinio degli oligarchi affaristi ? La miseria ormai interessa tutti gli strati sociali a reddito fisso e la piccola imprenditoria.
QUOTE
L’avvocato francese Patrick Klugman, membro del Consiglio rappresentativo delle istituzioni EBRAICHE in Francia (CRIF) e di SOS Racisme (?), denuncia su Le Monde il processo dell’oligarca ebreo russo Khodorkovski. Questo processo è un segnale della situazione politica in Russia e stigmatizza la giustizia russa. Pur riconoscendo che le imputazioni di cui Khodorkovski è stato ritenuto colpevole sono vere, egli sostiene che quest’ultimo non abbia avuto un processo equo. Chiede che la società internazionale si mobiliti a favore del miliardario adottando una retorica simile a quella usata dai difensori dei dissidenti sovietici. Può sembrare sorprendente che sia il portavoce sulle questioni dell’antisemitismo di SOS Racisme ad esprimersi a tale proposito.
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Alexander Khodorkovski oligarca ebreo patron della Yukos petrolifera russa è stato arrestato nel suo aereo privato che alle ore 05.00 del 25 ottobre 2003 a Novosibirsk in occasione di uno scalo tecnico.
Il suo direttore finanziario ebreo Platon Lebedev era già fuggito in Israele dove ha trovato rifugio e impunità.
La Yukos sarebbe stata venduta alla Exxon/Chevron/Texaco, le azioni (cartacee) della ditta erano già nelle mani del banchiere sionista Rotschild.
Khodorkovski stava verosimilmente fuggendo dalla Russia al momento del suo arresto.
L'entouragedi Putin ha replicato all'infuriato ed ''implacabile'' banchiere ebreo Rotschild (una delle famiglie di quelli della ABN Amro Olanda e Goldman Sa