19 Settembre 2006
Sicurezza sul lavoro, il silenzio dei media

Pubblico la lettera ricevuta da un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sul posto di lavoro.
" Ho deciso di scriverle, per porre alla sua attenzione un problema comune alla maggior parte dei media: si parla poco di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Non capisco assolutamente come mai nei quotidiani si releghino le morti sul lavoro in articoli piccolissimi - che se uno non sta attento gli sfuggono - o, peggio ancora, non se ne parli neanche. Perché è questa la realtà della maggior parte quotidiani italiani quando si tratta di parlare di queste disgrazie, che non sono quasi mai fatalità, ma per lo più inosservanza delle minime norme di sicurezza. “L’Osservatore Romano” l’ha definita «la strage nell’indifferenza».
Mai parole furono più vere.
Se poi andiamo a guardare le tv ancora peggio, l’unico che ne parla è “Primo Piano”. Secondo chi dirige le tv è meglio fare trasmissioni (se così possono essere definite) come “L’isola dei famosi”, “Grande Fratello”, “la talpa”, “la fattoria”, eccetera. Ma la vità reale è un’altra: è fatta di operai, muratori, impiegati, agricoltori, eccetera, che la mattina partono per andare a lavorare (per guadagnarsi uno stipendio onesto) e non sanno se la sera torneranno a casa.
Questo non deve più succedere. Prima di fare il Testo Unico per la sicurezza sul lavoro, il ministro del Lavoro Cesare Damiano e la ministra della Salute Livia Turco dovrebbero assumere più personale negli ispettorati del lavoro e nelle Asl per fare più controlli, debellando e sanzionando abitudini imprenditoriali che portano a evadere le normative.
Abbiamo buone leggi per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, ma se non c’è chi controlla è inutile, perché la maggior parte degli imprenditori sono restii ad applicare tali normative, perché le consideranno dei costi. Ecco perché i media devono fare la loro parte, iniziando a mettere la sicurezza sul lavoro e il lavoro nero (o grigio che sia) nelle prime pagine dei quotidiani (con ampi articoli). I media hanno il dovere morale di sensibilizzare l’opinione pubblica su queste tematiche, perché aumenti la cultura della sicurezza sul lavoro tra i lavoratori e gli imprenditori".
Marco Bazzoni
Postato da Antonio Di Pietro in Lavoro