L'abolizione delle Province

Il risanamento dei conti pubblici dipende da due fattori: entrate e uscite. Ieri ho affrontato il primo punto, quello delle entrate, con una proposta per la lotta all’evasione che, lo ricordo, ci costa 200 miliardi di euro di mancata contribuzione ogni anno.
Il secondo punto è la riduzione dei costi della Pubblica amministrazione e una sua maggiore efficienza. I risparmi si possono ottenere, da subito, attraverso molte azioni che l’Italia dei Valori cercherà di fare attuare con specifiche proposte di legge.
La prima di queste è l'abolizione delle Province, spesso serbatoi di voti per i partiti e null’altro, e l’accorpamento dei piccoli Comuni, almeno fino a raggiungere il numero di 5.000 abitanti. Oggi i Comuni sotto i 5.000 abitanti sono ben 5.835, la maggior parte in Piemonte e in Lombardia, su un totale di 8.101.
La struttura attuale di Stato-Regione-Provincia-Comune con l’aggiunta delle Comunità Montane è costosa e macchinosa e quindi lenta nell’attuare decisioni anche importanti per i cittadini. Le competenze delle Province possono essere attribuite agli altri enti. L’eccessivo frazionamento dei Comuni non consente una politica coordinata del territorio e moltiplica i costi di sindaci, consiglieri comunali, assessori, impiegati comunali e degli stessi edifici pubblici.
Postato da Antonio Di Pietro in Politica
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Commenti
per quanto ruguarda l'abolizione delle provincie, non sono d'accordo e ripropporrei la struttura statale in altri termini. Punto 1) abolizione delle regioni inquanto fanno esclusivamente gli interessi del capoluogo di Regione che diventa una idrovora delle risorse statali, non consentendo lo sviluppo delle altre città /provincie: Penserei piuttosto a macro provincie - che insistono su un territorio che abbia in comune tradizioni storie mentalità ed altro. Esempio: una Macroprovincia del Sannio che abbracci le provincie di Benevento, Avellino , Campobasso- altro esempio il Novarese che abbracci le provincie di Novara/ Vercelli/ Biella/ Verbania e così via...
La regione ripeto assolve solo lo scopo di favorire e far sviluppare il capoluogo di Regione, le risorse per le altre provincie sono minime e pertanto non vi sarà mai uno sviluppo per queste ultime. Che ne pensate?
Arrivederci
Angelo
Postato da: angelo attanasio | 28.04.08 16:35
scusate a proposito dell'abolizione delle province, manifestato dal pdl e pd ,ma che ne sara' dei dipendenti che vi lavorano?grazie attendo vostra risposta
Postato da: manna giuseppe | 15.03.08 17:00
19. Per le attività del terziario: analisi dei costi per gli investimenti (immobili, licenze, arredamenti, attrezzature) costi vivi gestionali, costo del lavoro, rapportato al potenziale ricavo. Si vedrà che solo in poche aree del paese ben servite e popolose, le attività di servizio riescono a mantenere un "attivo". (bar, ristoranti, negozi,ecc) e solo le attività che hanno come premessa la grande distribuzione o grandi numeri riescono a guadagnare e sopravvivere. La provincia e la periferia stanno morendo. (Con l'euro sono raddoppiati i costi e dimezzati i guadagni)
20. Eliminazione delle sovvenzioni ai quotidiani e a qualunque attività privata non legata ad un piano di sviluppo " temporaneo" approvato dal parlamento.
21. Esame tossicologico (i drogati li mandiamo a San Patrignano, non in parlamento) Anzi sarebbe interessante sapere cosa ne pensa Muccioli dei politici che fanno uso di droghe...Chissà perchè nessuno glielo ha chiesto ?
Postato da: TREXAVALON - LUCA NICOLETTI - FERRARA | 29.02.08 00:18
19. Per le attività del terziario: analisi dei costi per gli investimenti (immobili, licenze, arredamenti, attrezzature) costi vivi gestionali, costo del lavoro, rapportato al potenziale ricavo. Si vedrà che solo in poche aree del paese ben servite e popolose, le attività di servizio riescono a mantenere un "attivo". (bar, ristoranti, negozi,ecc) e solo le attività che hanno come premessa la grande distribuzione o grandi numeri riescono a guadagnare e sopravvivere. La provincia e la periferia stanno morendo. (Con l'euro sono raddoppiati i costi e dimezzati i guadagni)
20. Eliminazione delle sovvenzioni ai quotidiani e a qualunque attività privata non legata ad un piano di sviluppo " temporaneo" approvato dal parlamento.
21. Esame tossicologico (i drogati li mandiamo a San Patrignano, non in parlamento) Anzi sarebbe interessante sapere cosa ne pensa Muccioli dei politici che fanno uso di droghe...Chissà perchè nessuno glielo ha chiesto ?
Postato da: TREXAVALON - LUCA NICOLETTI - FERRARA | 29.02.08 00:17
16. Raddrizzare e rinnovare la magistratura.(l’80% dei delitti e reati in Italia rimane impunito- in Giappone solo il 20 %) La più grande “reclame” alla criminalità. E qui non si parla del processo Berlusconi o delle cooperative rosse, fumo negli occhi per i poveri italioti!!!Si parla della situazione etica ,morale, gestionale, di ogni piccolo tribunale di provincia, delle collusioni corruzioni e delle inadeguatezze con cui sono obbligati a lavorare i pochi giudici onesti. Oltre che subire le direttive di prefetti e questori distratti, o incapaci di organizzare una azione efficace e decisiva , contro la malavita di tutti i giorni *[espulsione dalla magistratura giudici compiacenti, o poco affidabili]
17. Mettere in pratica una politica di investimenti e discutere - nota bene - governo e opposizione qualunque esse siano e in esclusivo favore del paese. Qui stiamo diventando poveri tutti.
18. Far giungere, a chi ne ha veramente necessità, incentivi economici per gli investimenti. Aiutare l’imprenditoria. Pochi oramai ricevono sovvenzioni, se non i soliti inciuciati e raccomandati e collusi * [Minimo N° 5 (cinque) anni di carcere]
PARTE QUARTA
Postato da: trexavalon - luca nicoletti | 29.02.08 00:15
12. Una legge contro le raccomandazioni, spesso sottovalutate, vero cancro dell’Italia! Le quali sono consimili al concetto di favore mafioso; hanno arrugginito tutti gli snodi e gangli importanti dello stato e non , riducendo il paese ad un sistema sclerotizzato da favoritismi, convivenze e connivenze alimentando la sopraffazione sugli onesti, l’incompetenza e la preclusione di carriera a giovani capaci costretti spesso ad espatriare; quindi la mancanza di competitività dell’azienda Italia nei confronti di altri paesi.
13. Una legge finalmente per punire duramente chi ruba, chi spreca, chi approfitta, chi usa il potere politico e amministrativo per interessi personali. Dare un segnale forte e importante!! (se un italiano su settanta milioni, ruba 1 milione di euro non e' grave. Se 70 milioni d italiani rubano 1000 euro .......) * [Minimo N° 5 (cinque) anni di carcere]
14. Allineamento europeo delle Banche. (pure qui ci vorrebbe un capitolo a parte.)
15. Rieducare alla gestione etica, gli organi che gestiscono servizi primari per il paese oramai privatizzati, ma senza una vera concorrenza: telefoni, autostrade,carburanti per auto e riscaldamento, luce elettrica, ecc. Allo stato attuale gli utenti sono gestiti come nei paesi del terzo mondo: con tariffe più alte del 20-30% rispetto all'europa. (vedi medicinali, ma tanto paga la asl e cioè noi)
* [Minimo N° 5 (cinque) anni di carcere]
PARTE TERZA
Postato da: Nicoletti Luca | 29.02.08 00:11
12. Una legge contro le raccomandazioni, spesso sottovalutate, vero cancro dell’Italia! Le quali sono consimili al concetto di favore mafioso; hanno arrugginito tutti gli snodi e gangli importanti dello stato e non , riducendo il paese ad un sistema sclerotizzato da favoritismi, convivenze e connivenze alimentando la sopraffazione sugli onesti, l’incompetenza e la preclusione di carriera a giovani capaci costretti spesso ad espatriare; quindi la mancanza di competitività dell’azienda Italia nei confronti di altri paesi.
13. Una legge finalmente per punire duramente chi ruba, chi spreca, chi approfitta, chi usa il potere politico e amministrativo per interessi personali. Dare un segnale forte e importante!! (se un italiano su settanta milioni, ruba 1 milione di euro non e' grave. Se 70 milioni d italiani rubano 1000 euro .......) * [Minimo N° 5 (cinque) anni di carcere]
14. Allineamento europeo delle Banche. (pure qui ci vorrebbe un capitolo a parte.)
15. Rieducare alla gestione etica, gli organi che gestiscono servizi primari per il paese oramai privatizzati, ma senza una vera concorrenza: telefoni, autostrade,carburanti per auto e riscaldamento, luce elettrica, ecc. Allo stato attuale gli utenti sono gestiti come nei paesi del terzo mondo: con tariffe più alte del 20-30% rispetto all'europa. (vedi medicinali, ma tanto paga la asl e cioè noi)
* [Minimo N° 5 (cinque) anni di carcere]
PARTE TERZA
Postato da: Nicoletti Luca | 29.02.08 00:07
Non e’ possibile che città paesi da 20.000 abitanti in su, vengano gestiti da persone che neanche hanno fatto le medie inferiori, elettricisti e bagnini! Una legge per la trasparenza degli investimenti amministrativi locali, regionali, e ministeriali. E necessario oltre che etico, avere bilanci, gare di appalto e relativi iter, divulgati tramite internet e con mezzi di facile accesso e visione, in maniera trasparente ed ineccepibile in ogni momento. * [Minimo N° 5 (cinque) anni di carcere]
9. Una legge per le responsabilità politiche e sociali dei singoli. Senza che partiti e istrioni da strapazzo coprano le magagne. * [Minimo N° 5 (cinque) anni di carcere]
10. Eliminazione di tutti i privilegi (servirebbe un capitolo a parte) 5+5 anni di politica e poi a casa a lavorare sul serio!!! * [Minimo N° 5 (cinque) anni di carcere]
11. Eliminazione dei partiti, covi di collusione, spartizioni e di potere mal riposto. Strutture di assoluta mediocrità e incompetenza. Organi assolutamente anacronistici e deleteri allo sviluppo del paese. Bisogna riorganizzarsi con un vero sistema bipolare o creare una lista civile di persone valorose, importanti, che si volessero dedicare alla ricostruzione della nazione.
PARTE SECONDA
Postato da: TREXAVALON | 29.02.08 00:04
1. Abolizione delle province.
2. 5 + 5 anni di attività politica e poi a lavorare sul serio. Oltre questo periodo, si estende il divieto a qualsiasi carica politica: ministeriale, regionale, comunale.
3. Elezione diretta da parte del popolo.
4. Espulsione dei politici condannati in via definitiva.
5. Stipendi da 5000 ( CINQUEMILA) euro al mese. Tutto spesato con alloggio nel villaggio parlamentare costruito alle porte di Roma, con appartamenti da 80 Mt2. Nel villaggio sono contemplati uffici, segreterie, interpreti etc. alla fine del mandato gli appartamenti verranno lasciati a fine legislatura.
6. Saranno decurtati i giorni di assenza dal parlamento, a meno di certificato medico, come per ogni lavoratore, a rischio licenziamento.
7. * Minimo N° 5 (cinque) anni di carcere per reati contro gli interessi della comunità e per vantaggi personali. Nessuna possibilità di depenalizzazione, sconti e amnistie varie.
8. Realizzazione di scuole specifiche per la gestione amministrativa del pubblico. Al momento, ovviare con commissioni regionali di controllo per l’impiego e gestione degli investimenti. Leggi rigide con pene severe, per truffe amministrative. * [Minimo N° 5 (cinque) anni di carcere.
PARTE PRIMA
Postato da: trexavalon | 29.02.08 00:02
Parlare di abolizione delle Province, Sig. di Pietro, sembra essere diventata la moda del momento.
Ma non prendiamoci in giro! E tutti quei politici che si ritroverebbero senza poltrona dove verrebbero collocati? Sig. Di Pietro, la verità è che è più probabile che domani la Terra venga occupata da una razza aliena che il PArlamento abolisca le Province.
E ancora, discorso poltrone a parte, ma è proprio convinto che abolendo le Province ed affidando le loro competenze ad altri Enti, l'Italia funzionerà meglio? Perchè, caro Di Pietro, non si può solo guardare ai risparmi dello Stato, (che si possono ottenere in molte altre maniere: che ne dice di dimezzare gli stipendi dei parlamentari?!), ma anche ai servizi che vengono offerti ai cittadini, alla presenza dello Stato che in ogni Provincia viene garantita e che fa sentire l'umile contribuente, un pò "meno abbandonato".
Esistono anche motivi storici a favore delle Province: si tratta di Enti secolari! Può dire lo stesso delle Regioni, ad esempio?
Caro Di Pietro, negli ultimi anni mi era sembrato di sentir parlare di "federalismo"...o è già passato di moda? Mi era sembrato di ascoltare dalla voce dei politici che lo Stato doveva avvicinarsi ai cittadini, non allontanarsi...
ma so già come finirà: tanto per buttare un pò di fumo negli occhi agli italiani, si cancellerà un numero ridottissimo di Province, quelle che non hanno "santi in Paradiso", leggi Parlamentari potenti pronte a difenderle. Viva l'ipocrisia!
Postato da: Mario Guarducci | 28.02.08 19:01
Eliminare le province sarebbe un grande errore. Soprattutto nel meridione esistono da centinaia d'anni. Eliminarle in nome di cosa poi? Nel nome del risparmio? Si troverebbero altri modo per far "girare" le stesse risorse nelle tasche delle stesse persone.
Oggi dobbiamo ritrovarci...dobbiamo imparare ad amare la propria terra e la propria gente.
La mia provincia, quella di salerno, esiste da circa mille anni!!! Le entità regionali, piuttosto, quelle sono una pura invenzione post-unitaria e andrebbero riviste.
Delegare tutto ad una entità regionale dove nulla funziona: LA CAMPANIA a discapito della provincia?! Il problema dell'immondizia, per fare un solo esempio, da noi non esiste!! O perlomeno, non come nel napoletano Bassoliniano e Jervoliniano.
Lasciateci le province che sono entità storiche vere.
Donato Guarino
Postato da: Donato Guarino | 22.02.08 12:22
Eliminare le province sarebbe un grande errore. Soprattutto nel meridione esistono da centinaia d'anni. Eliminarle in nome di cosa poi? Nel nome del risparmio? Si troverebbero altri modo per far "girare" le stesse risorse nelle tasche delle stesse persone.
Oggi dobbiamo ritrovarci...dobbiamo imparare ad amare la propria terra e la propria gente.
La mia provincia, quella di salerno, esiste da circa mille anni!!! Le entità regionali, piuttosto, quelle sono una pura invenzione post-unitaria e andrebbero riviste.
Delegare tutto ad una entità regionale dove nulla funziona: LA CAMPANIA a discapito della provincia?! Il problema dell'immondizia, per fare un solo esempio, da noi non esiste!! O perlomeno, non come nel napoletano Bassoliniano e Jervoliniano.
Lasciateci le province che sono entità storiche vere.
Donato Guarino
Postato da: Donato Guarino | 22.02.08 12:19
Non ritiriamo la scheda per votare alla provincia
http://noprovincia.blogspot.com/
Postato da: Gian Marco Rinaldi | 19.02.08 17:12
sono d'accordo con lei sui comuni, da accorpare ma togliere di mezzo , anche le comunita' montane, che non servono a niente.. da promettere che sono cons comunale a marcianise, caserta della ex margherita
Postato da: angelo grillo | 09.02.08 02:04
non condivido l'eliminazione delle province italiane perchè esistono tanti modi per eliminare i costi per lo Stato.
E' ormai noto che ogni anno i nostri parlamentari aumentano i loro stipendi del 3 o 4 per cento...
può sembrare una sciocchezza ma essendo il tutto calcolato in maniera proporzionale allo stipendio che è di per se già molto elevato; è presente un'aumento sostanziale di un singolo stipendio di un parlamentare.
uno stipendio aumentato del 4% e che moltiplicato per il numero dei parlamentari fa faville!
Capisco anche che che ognuno quando è al potere o ha delle alte cariche tende di più a fare i propri interessi.....A buon intenditore...poche parole!
prendere spunto da il principe de il Machiavelli anche riguardo all'evasione!
Postato da: Elisa Ricciotti | 26.01.08 23:29
Ben 2 referendum hanno approvato l'attuale Titolo V della Costituzione, che prevede l'esistenza delle Province. Nella provincia in cui abito (Genova), in questo momento sta nevicando: la Provincia, come sempre, presidia il territorio e tiene pulite le strade (anche le ex statali); i treni invece si bloccano anche se viaggiano su rotaia. Il problema è in periferia o al centro? I servizi si controllano meglio quanto sono più vicini al cittadino. Il governo di centro sinistra sia coerente nell'applicare fino in fondo il Titolo V e le Bassanini, evitando sia il ritorno del centralismo statale, sia l'affermersi di un nuovo centralismo regionale.
Postato da: giuseppe scarrone | 04.01.08 15:41
Buongiorno, a proposito del tema dell'abolizione delle Province, mi permetto di fare un'osservazione.
Chi propone l'abolizione delle Province ha ben chiari gli attuali compiti che esse rivestono in termini di Lavori Pubblici (Viabilità ed edifici Scolastici), Agricoltura, Assetto del Territorio, Centri per l'impiego, .... ??? La ricaduta economica dell'eventuale frazionamento di tali uffici sui Comuni sarebbe elevatissima. La Regionalizzazione dei compiti delle Province (da anni si procede alla provincializzazione dei compiti regionali), d'altro canto, renderebbe molto meno diretto il controllo del territorio ed il rapporto istituzioni-cittadini (già ora sentito molto labile). Mi sembrerebbe molto più utile pubblicizzare gli interventi ed i compiti svolti ogni giorno dagli Enti Provinciali
Grazie per l'attenzione e buon inizio 2008,
Ing. Danilo Bruna
Postato da: Danilo Bruna | 31.12.07 17:02
Sono pienamente d'accordo con l'abolizione delle Province. Lo era anche Emilio Lussu per citare un riferimento a me caro. In generale ogni buon federalista lo è, credo. Le province indeboliscono sia i Comuni che le Regioni, moltiplicano inutilmente quelli che i sardi chiamano caddos de istalla (cavalli da stalla). Le Province sono servite solo per svilire l'autonomia sarda e contribuire al suo totale fallimento. Piero Atzori, Sassari
Postato da: Piero Atzori | 28.12.07 19:40
Sono pienamente d'accordo con l'abolizione delle Province. Lo era anche Emilio Lussu per citare un riferimento a me caro. In generale ogni buon federalista lo è, credo. Le province indeboliscono sia i Comuni che le Regioni, moltiplicano inutilmente quelli che i sardi chiamano caddos de istalla (cavalli da stalla). Le Province sono servite solo per svilire l'autonomia sarda e contribuire al suo totale fallimento. Piero Atzori, Sassari
Postato da: Piero Atzori | 28.12.07 19:39
Sarei pienamente daccordo con la sua idea pur essendo un elettore di destra;
Se lei facesse qualche iniziativa in merito a questa questione vitale per i cittadini le sarei davvero grato...molti l'appoggerebbero perchè
Siamo stanchi di pagare tantissime tasse per cose inutili come le province.....i loro incarichi li possono assorbire benissimo altri enti come la regione....
Postato da: gianpiero spagnulo | 10.12.07 15:18
Girando per web, sono arrivato casualmente a leggere questa pagina di discussione sulla abolizione delle province italiane.
Secondo il mio parere vanno abolite quelle situazioni che palesemente determinano un incremento dei costi del servizio pubblico senza che ci sia un reale beneficio per i Cittadini. L'abrogazione toucur di comunità montane - province ecc. è una scelta oscurantista.
Ci vuole equilibrio nel fare certe proposte.
Non possiamo mettere nello stesso " calderone " quello che di positivo hanno fatto tante istituzioni provinciali e le provincie che sono stato solo uno strumento a favore di gruppi politici per la spartizione di incarichi in ambito locale.
Quanti Comuni , in particolr modo nel meridione sarebbero in grado di acquisire le competenza attualmente svolte dalle province; perchè affidare tali competenze alle regioni creando un ulteriore distacco tra cittadini e servizi. ( pensiamo a grandi regioni quali la lombardia - sicilia - toscana ecc.. ) Se lo scopo è quello di ridurre la spesa pubblica, credo una "cura dimagrante " di tali enti sarebbe piu' che sufficiente per realizzare enti meno costosi e piu' efficienti.
Dalle mie parti si dice che il pesce puzza dalla tesa; si incominci a snellire l'apparato burocratico-amministrativo del governo ( meno ministeri , meno sottosegretari ecc. ). Cordiali saluti.Gennaro Capriuolo
Postato da: gennaro capriuolo | 04.12.07 03:19
Beh a vedere i commenti sembrerebbe ch la proposta sia datata settembre 2006.. non mi sembra che ad essa sia seguito qualcosa di più concreto. Ministro ci dica qualcosa!
Mi permetto di allegare una parte del post di Guido Ucelli, solo per chiarire quello che ci si aspetta dal ministro:
"A) un progetto politico in cui venisse indicato quale sarebbe l'iter legislativoo eventrualmente costituzionale per eliminarle davvero
B) un progetto economico in cui si indicasse ai cittadini quanto costano oggi le province e quato si risparmierebbe, indicando anche chi farebbe (comuni, regioni) le seppur poche cose che oggi fanno le costose province
c) un piano di dove si manderebbero gli attuali dipendenti delle provice
D) un movimento di tipo referendario per raccogliere le firme necessarie a creare un vasto consenso intorno a questa iniziativa"
vorrei aggiungere che se si facesse un po' di informazine chiara sull'argomento sarebbero moltissimi a firmare una petizione. Ad esempio spiegare che tutti i risparmi che verranno dall'abolizione delle province saranno spesi per ridurre le tasse e dare assegni alle famiglie con figli minorenni. per 5 miliardi di spesa: 3 miliardi di riduzione delle tasse 2 miliardi per assegni di 100 euro mensili per ogni figlio nelle famiglie povere (purchè li mandino a scuola fino a 18 anni!). Io credo che basterebbe una legge di un articolo per la modifica della costituzione. Sarebbe un bel segnale e sono sicuro che la fiducia in questo governo e nell'IdV crescerebbe moltissimo.
ripeto: Ministro ci dica qualcosa!
Saluti
Postato da: davide di martino | 04.11.07 16:01
Abolire le province?
Sarebbe un ritorno al passato, una pericolosa inversione di rotta, posto che proprio il decentramento – ed in particolare quello verso le Province – è stato il fulcro, la pietra miliare su cui si è innestata la recente modernizzazione dello Stato italiano. La logica vorrebbe, invece, che si concentrassero gli sforzi verso la reale attuazione delle riforme, che necessariamente da sole non prendono sostanza.
C’è bisogno di un salto culturale a tutti i livelli, nella classe politica, nella burocrazia, nel cittadino-cliente.
Non è più il tempo della gestione della cosa pubblica come affari di altri, né di sterili e stereotipate generiche accuse contro chi opera nei pubblici poteri; è il tempo di comunicare, informarsi, selezionare, comprendere i meccanismi e giudicare, è il tempo di entrare nel palazzo e capire che istituzione e cittadini non sono altro che due facce di una stessa medaglia.
P.S. mi pare che le province siano un serbatoio di voti anche per Italia dei valori o no?
Postato da: DANILA ROSSI | 10.10.07 15:43
Abolire le province?
Sarebbe pertanto un ritorno al passato, una pericolosa inversione di rotta, posto che proprio il decentramento – ed in particolare quello verso le Province – è stato il fulcro, la pietra miliare su cui si è innestata la recente modernizzazione dello Stato italiano. La logica vorrebbe, invece, che si concentrassero gli sforzi verso la reale attuazione delle riforme, che necessariamente da sole non prendono sostanza.
C’è bisogno di un salto culturale a tutti i livelli, nella classe politica, nella burocrazia, nel cittadino-cliente.
Non è più il tempo della gestione della cosa pubblica come affari di altri, né di sterili e stereotipate generiche accuse contro chi opera nei pubblici poteri; è il tempo di comunicare, informarsi, selezionare, comprendere i meccanismi e giudicare, è il tempo di entrare nel palazzo e capire che istituzione e cittadini non sono altro che due facce di una stessa medaglia.
P.S. mi pare che le province siano un serbatoio di voti anche per Italia dei valori o no?
Postato da: DANILA ROSSI | 10.10.07 15:42
Sono daccordo sull'abolizione delle province, o per lo meno l'abolizione di quelle più piccole, ponendo un limite minimo più alto rispetto ai 200.000 abitanti attuali.
Diciamo che sarebbe giusto creare province di almeno 500.000, abitanti.
Postato da: Andrea | 26.09.07 12:47
Sono daccordissimo con l'on. Di Pietro. Vivo in una regione (Campania) frammentata da numerose province e ci sono altre città che vorebbero diventarle (???!!) Ma cosa fanno? Boh. Abolirle è necessario ed è inziativa lodevole. Pienamente daccordo e soddisfatto ceh un politico voglia abbattere i costi della politica. Sarai il primo di una lunga serie.... o anche l'ultimo?
Postato da: Domenico | 19.09.07 23:24
L'importanza di avere una provincia:La regione Abruzzo ha deciso di contenere i costi della politica,cosa encomiabile,ma....a pagare sono quelle città non capoluogo di provincia.In regione esistevano 6 Ato, 2 sono stati soppressi e guardacaso sono spariti quelli che non facevano capo ad una città capoluogo di provincia,e non sono spariti i più piccoli ma uno dei maggiori in assoluto ( Ato 2 marsicano) per essere accorpato al più piccolo (aquilano).Sempre nel contenimento delle spese saranno soppresse 2 Asl (Avezzano-Sulmona 200.000 abitanti, accorpata a quella dell'Aquila 100.000 abitanti; quella Lanciano-Vasto 250.000 abitanti accorpata a Chieti con 100.000 abiatanti).Da qui comprende che avere la sede del capoluogo di provincia salvaguarda almeno quei pochi diritti che alcune città non capoluogo erano riuscite ad avere.Vorrei pregarLa di sfogliare la storia della Marsica e vedrà che fu la promotrice della guerra sociale (91 a.c.-89 a.c.) per il riconoscimento dei diritti sociali già all'epoca di Roma.La Marsica sono centinaia di anni che chiede il riconoscimento leggittimo a provincia,cosa accordata a realtà che storicamente non hanno niente a che vedere con quella marsicana. In fine ,se prende una cartina dell'Abruzzo e tira una riga in senso orizzontale all'altezza della città di Chieti,vedrà che oltre il 50% del territorio non ha nessuna sede istituzionale riconosciuta,stiamo parlando di 450.000 abitanti oltre il 30% della popolazione regionale.Si ripropone una questione Nord/Sud e di discriminazione di riconoscimento dei diritti verso buona parte della popolazione.Cosa mi dice al riguardo? sarebbe il caso che il ministro per gli affari sociali prenda posizione?grazie
Postato da: ciofani lamberto | 12.07.07 10:00
Le Province contrarie all'abolizione delle Province.
Così dice l'UPI (Unione Province Italiane).
Ma guarda il caso (!). Avete mai sentito qualcuno che si dica d'accordo a privarsi di lauti compensi in denaro, gratificazioni sociali, potere?
Al massimo si dicono d'accordo ad un ridimensionamento dei costi... ma incominciando dagli altri enti (e giù un elenco di "enti più o meno inutili).
Proviamo a chiedere indiscriminatamente ai cittadini di citare 3 competenze delle Province; quasi certamente non ne sono capaci: bella dimostrazione di quanto importanti siano per la loro vita le Province.
Non conosco competenza delle Province che non possa essere demandata ai Comuni o alle Regioni. Al massimo, per problemi intercomunali, ritengo più utile che i Comuni interessati si consorzino mediante accordi ad hoc, destinati a sciogliersi non appena venga meno il problema che ne ha determinato la necessità. Non di rado, i problemi sovra comunali coinvolgono territori che ignorano i confini delle Province e rispetto ai quali, le Province si pongono come ingombranti sovra strutture.
Postato da: Franco Detomi | 08.06.07 16:40
Mi sembra che l'abolizione delle province, sarebbe un segnale straordinario in un momento come quello attuale di crescente insofferenza per gli altissimi costi della politica.
Per evitare che si tratti dei soliti discorsi demagocici ed elettorali, mi sempra che sarebbe importante se esistesse:
A) un progetto politico in cui venisse indicato quale sarebbe l'iter legislativoo eventrualmente costituzionale per eliminarle davvero
B) un progetto economico in cui si indicasse ai cittadini quanto costano oggi le province e quato si risparmierebbe, indicando anche chi farebbe (comuni, regioni) le seppur poche cose che oggi fanno le costose province
c) un piano di dove si manderebbero gli attuali dipendenti delle provice
D) un movimento di tipo referendario per raccogliere le firme necessarie a creare un vasto consenso intorno a questa iniziativa
cordiali saluti
Guido Ucelli
Postato da: Guido Ucelli | 03.06.07 12:30
Faccio l'Ingegnere in un piccolo Comune della Toscana.
Sono anni che sostengo che la Provincia è un ente assolutamente inutile.
Esperienza diretta e documentata.
Per le Comunità Montane più o meno è la stessa cosa.
Sono felice di aver trovato qualcuno che sostiene questa posizione in modo così determinato.
Ha la mia più completa approvazione.
Cordialmente
Enrico Montini
Postato da: Enrico Montini | 30.05.07 09:40
Egr.Sig. Di Pietro,più che l'abolizione delle province,vedrei bene la loro trasformazione in entità comunali tipo città metropolitane.I comuni in Italia sono veramente troppi ed a volte troppo piccoli,il loro accorpamento in una entità storica-etnica-socioeconomica (come richiesto alle province),darebbe si sfogo a qualche campanile,ma ridurrebbe drasticamente i costi di 8.000 consigli comunali.La gestione dei servizi sarebbe migliore e con costi più bassi,oggi con le tecnologie disponibili anche tutta la documentazione del cittadino sarebbe più facilmente erogabile.Le faccio un esempio: Nella odierna provincia dell'Aquila anzichè 108 comuni ne sarebbero sufficenti 3 (Marsica con 140.000 abitanti,Valle Peligna con 60.000 abitanti,Valle Aquilana con 100.000 abitanti).Nella odierna provincia di Chieti basterebbero:4 comuni;Chietino,Ortonese,Lancianese,Vastese.Quindi in Italia ci sarebbero soltano qualche centinaio di comuni anzichè un numero spropositato.E poi l'incongruenza che stà nascendo:si aboliscono o si negano nuove province a territori che la rivendicano praticamente da millenni e si creano le città metropolitane che altro non sono che province-comunali.Dove è il risparmio in questi enti ttalmente nuovi?La ringrazio per l'attenzione.
Postato da: lamberto ciofani | 29.05.07 13:47
Caro Di Pietro, per ragioni di lavoro (purtroppo) vivo in Olanda e ho la possibilita' di confrontare il sistema amministerativo italiano e olandese. Qui esistono le province e non le regioni, un livello comunque in meno molto piu' gestibile.Ma e' una questione di nomi in quanto le province sono piu' vicine alle nostre regioni, ad esempio io vivo nella provincia del Zuid Holland nella quale ritroviamo due grandi citta' come Rotterdam e l'Aia.La provincia conta 72 municipalita' (erano 86 nel 2006) e 3 milioni e mezzo di abitanti.Tanti quanti la mia regione di origine, la Toscana dove si contano 287 comuni, 10 province, 21 comunita' montane. Un piccolo conto: per amministrare gli stessi abitanti in Olanda ci sono 73 amministrazioni (inclusa l'amministrazione provinciale) in Italia ci sono 319 amministrazioni (inclusa l'amministrazione regionale). Un rapporto di 4,37:1. Pochi numeri che devono far riflettere.
Postato da: Giovanni Giovannetti | 29.05.07 07:15
Caro Di Pietro,
Per non offendere la sua intelligenza, mi permetta di definire la sua proposta di abolizione delle Province una trovata elettorale che puzza di ipocrisia lontano un miglio. Certo è più facile fare della pura demagogia e sparare delle castronerie come questa che sviluppare una seria e concreta azione di riduzione dei costi della politica e di riassetto istituzionale. Si può conoscere come intende riorganizzare l'aaparato amministrativo pubblico a livello locale ? E' informato che le Province sono enti riconosciuti a livello costituzionale come i Comuni, le Regioni e lo Stato Italiano e che non è possibile cancellarle con degli Spot Elettorali come il Suo ? Si vuole evitare la nascita di nuove province come se i costi della politica derivassero da enti oggi inesistenti (non ci sono le nuove province !) e non invece da chi percepisce stipendi (come l'inaudita schiera di Parlamentari Italiani) con cui ci camperebbero dieci famiglie un'anno intero ?.
Caro Di Pietro, ... MA MI FACCIA IL PIACERE !
Postato da: attilio francesco santellocco | 26.05.07 13:49
per quanto riguarda la rete stradale nazionale non le pare che lo spezzatino delle vecchia rete delle SS almeno per le direttrici di carattere nazionale debba e possa essere rivisto?
Postato da: Carlo Lanini | 12.05.07 14:04
quli sono i punti qualificanti della sua politica che lo vede, almeno per quello che ho capito, equidistante dalla sinistra radicale , dalla destra ed anche dalle posizione dei cosidetti centristi(UDC UDEUR ITALIA DI MEZZO ecc..) mi sembra, anche se da un punto di ossevazione diverso, la stessa posizione indecisa e poco rassicurante,per noi elettori ,di Casini; sono una candidata al comune di Civitavecchia nella sua lista , mi pare che il coraggio sia una sua dote vediamo di decidere Grazie
Postato da: Paola Tomassini | 12.05.07 13:59
Ministro Di Pietro,
l'abolizione delle provincie mi sembra un'ottima idea.
Non mi pare, però, che in questi primi 10 mesi di governo Lei abbia fatto molto per realizzare questo suo lodevole proposito.
Si faccia sentire, per favore!
Postato da: Neri Bagnari | 02.04.07 08:58
Di Pietro mantieni fermo il tuo postulato sulla abolozione totale delle
Provincie,inutili doppion mangia soldi per scagnozzi di partiti, di
istituzioni come le Regioni,i Comuni.
Che almeno i tuoi giusti propositi si oppongano alla ventilata creazione di
una diecina di nuove provincie.
Chi ha ha avuto fiducia in te nel votarti deve adesso constatare che non sei
una banderuola al vento.
Dimettiti piuttosto di convalidare una simile obbrobriosa decisione che
fagocita milioni di euro per nuove poltrone con salari spropositati.
Postato da: vito di cagno | 29.03.07 20:24
penso che si dovrebbe guaradre anche agli straordinai che paghiamo agli ufficiali dell'Esercito. Sono in più della forza organica e si pagano ore e ore e ore di straordinario.
Ma se la dove serve un uomo ne ho tre e mi fanno anche gli pago anche lo straordinario...
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1121
Postato da: Felice | 17.03.07 13:25
Caro Di Pietro, la sua proposta è lodevole,perchè me losono sempre domandato in quanto le Province sono enti inutili, a parte qualche competenza di cui ci mettono le mani persone incompetenti,in materia di traffico, istruzione, ambiente ecc. ecc. ma queste, che potrebbero essere demandate ai comuni e raggruppandoli, (come dice Lei) . "girando" ai comuni stessi il personale delle attuali Province tanto sono persone che qualunque cosa facciano non la sanno fare, perche' raccomandati.
Forse e' il caso di ricostituire la figura del "cantoniere"cioe persone che con piccone e pala pulivano i lati delle strade statali e provinciali.
Saluti vivissimi
Umberto De Santis
Postato da: Umberto De santis | 14.02.07 19:17
egregio Senatore Di Pietro, riguardo alla sua proposta dell'accorpamneto dei piccoli comuni, per risparmiare sulla spesa pubblica, debbo dirLe che dovrebbe conoscere direttamente queste piccole realtà.Eppure Lei viene dal molise piccola regione con cumni altresi piccoli.lo sà qaunte difficolta incontrano gli anziani, in questi comuni a fruire dei servizi essenziali? ricorda il proble delle poste italiane'chiudere gli sposrtelli piccoli per risparmiare, e poi? la pensione dove la incassanO, e così sarà anche per le cose della pubblica amministrazione, perciò meditare sul da farsi prima di arrivare a facili conclusioni.
Io abito a pomezia-rm -grande comune che probabilmente o sicuramnete rientrerà nella grande città metropolitana di roma, qauli conseguenze per noi cittadini? avremmo ancora voce in capitolo(quella politica) o saremo solo una seplice delegazione di roma e non ci curerà + nessuno di noi?
sono stato contento a votarla alle politiche, ho avuto il piacere di conoscerla personalmente qundo Lei è venut a pomezia per nostri candidaati al comune-vedi Mugnaini eletto nella sua lista e adesso sbattuto fuori dal suo partito non si sà perchè?forse perchè ancora è fedele al suo elettorato e sostiene il siindaco di centrosinistra De fusco? non sò, un grazie
Postato da: giovanni battista pandolfo | 25.01.07 10:27
Solo per dire che sono favorevole alle proposte di abolizione delle provincie e di accorpamento dei comuni sotto i 5000 abitanti. Siccome poi non è possibile, in Italia, licenziare il personale pubblico che in seguito a tale provvedimento, verrebbe ad essere in esubero, propongo che questo venga spostato presso le sedi dei tribunali civili e penali in modo da aumentarne la produttività, permettendo di tenere aperte le aule dei tribunali anche al pomeriggio. Ciò sarebbe facile per i dipendenti delle provincie e consentirebbe di dare una accelerata alla macchina giudiziaria, condizione necessaria, anche se non sufficiente, allo sviluppo economico e alla pace sociale.
Postato da: Marcello Romagnoli | 29.12.06 16:51
Appoggio appieno questa proposta politica. Continua così e tira dritto: siamo con te.
Postato da: ermenegildo de rossi | 11.12.06 00:16
caro Di pietro, la 1° provincia da abolire in ITALIA a vantaggio dei cittadini è quella di Rieti, voluta da Mussolini nel 1926-27. Rieti città tornerebbe con l'Umbria, la Sabina di Poggio Mirteto con il Lazio e Roma, Amatrice con le Marche di Ascoli Piceno, Borgorose con gli ABRUZZI AQUILANI.
Postato da: adalberto andreani | 10.12.06 12:06
E' VERO E' NECESSARIO CHE LA POLITICA COSTI MENO, DOBBIAMO ELIMINARE TUTTI QUEI DOPPIONI E SOVRAPPOSIZIONI. NON E' POSSIBILE PAGARE PER MANTENERE : COMUNI, PROVINCIE, REGIONI, STATO ITALIANO, COMUNITA' EUROPEA, NONCHE TUTTI QUEGLI ORGANISMI SVRANAZIONALI. BISOGNA DARCI UN TAGLIO A QUELLO CHE NON SERVE ED ACCORPARE IL PIU' POSSIBILE. SAREBBE OTTIMO COMINCIARE DALLE PROVINCIE ENTE PERFETTAMENTE INUTILE LE CUI FUNZIONI POSSONO ESSERE DEVOLUTE AI COMUNI E ALLE REGIONI E IN CERTI CASI ANCHE ALLE PREFETTURE CON LE QUALI COINCIDONO. AVANTI ANCHE CON LE AUTOSTRADE E' ORA DI SMETTERLA DI USARE I BENI CHE I CITTADINI ITALIANI IN TANTI ANNI DI RISPARMI HANNO CONTRIBUITO A COSTRUIRE PER INTERESSI PERSONALI, VEDI ANCHE TELECOM.
Postato da: antonio albertin | 23.11.06 16:30
Onorevole ANTONIO DI PIETRO,
volevo semplicemete farle i miei più sinceri complimenti, sta dicendo tutte le cose che anche io penso da anni (e come me tanti altri....). La prego NON CAMBI MAI prosegua per la sua strada anche nei momenti difficili.
Io sono un ragazzo di 29 anni, ho una moglie e una figlia, lavoro come programmatore, e tante volte guardando la televisione (report, le iene..) mi sono avvilito. Quindi la prego continui, io la voterò e spero tanto che riesca a portare avanti quello che dice e l'ITALIA DEI VALORI !
IN BOCCA AL LUPO e ancora GRAZIE!
Postato da: Marco Monti | 22.11.06 12:40
Un mio cliente, il Signor Sandro Bruni di San Benedetto del tronto tel. 3474155368, la attende nella cittadina delle Marche, in quanto Suo ammiratore...nel ristorante "Garibaldi" da lui gestito...
Postato da: adalberto andreani | 14.11.06 23:27
Egr.Dott.Di Pietro sono favorevole all'abolizione delle province che secondo me sono doppioni delle regioni. Mi sembra di aver capito che Lei voglia promuovere un referendum in tal senso. Allora perchè nel referendum non ci mettiamo anche l'abolizione del 50% dei parlamentari (camera dei deputati e senato). A che servono tutti questi onorevoli! Tra l'altro pure ignoranti. Perchè per essere eletti non è richiesta la laurea?
BASTA !!! Non ne possiamo più di mantenere la politica. E poi ci viene chiesto di capire, di fare altri sacrifici. Lo stesso era stato detto nel 1992, allora capimmo tutti, poi arriva un Berlusconi qualsiasi e brucia tutto|| No! non ci sto più. Eliminiamo gli sprechi non aumentiamo le tasse, perchè a pagare sono sempre gli stessi. Per fare questa finanziaria non serviva un Prof. di Economia, bastava un semplice ragioniere anzi averebbe fatto megli perchè i conti li sa fare.
Se non siete capaci di ridurre gli sprechi perchè non fate quello che ha fattoa REPORT di rai tre, con una sola trasmissione non so quanti miliardi ha trovato, allora se si vuole si può.
Il prossimo passo sono le pensioni, ma lo sa che sono già tre riforme che mi passano davanti? perchè non si tolgono i privilegi dei parlamentari?
Spero che almeno Lei resti dalla parte dei cittadini.
Postato da: caterina d'ambrosio | 13.11.06 15:15
Sono giunto alla conclusione che le riforme strutturali necessarie al saldo del debito pubblico sono possibili solo per azione diretta dei cittadini. La ragione di questo e' il conflitto di interessi all'interno della politica: io politico non firmerei mai per il mio licenziamento, oppure per la riduzione del mio stipendio, oppure per la abolizione di privilegi come la pensione dopo 30 mesi di mandato. Come membro del popolo sovrano, dopo aver valutato la situazione, e' dunque mia volonta' che si aprano i lavori necessari alla abrogazione delle provincie, tramite referendum popolare sul titolo V della Costituzione.
Postato da: Luca dellaPenna | 12.11.06 20:44
Sono sicuramente d'accordo sull'accorpamento dei piccoli comuni specialmente se vicini. Maglie, comune di 15 abitanti dista 3 km da Cursi, 5 da Muro Leccese 1 da Scorrano: potrebbero essere un unico comune
Postato da: Raffaele De Giorgi | 11.11.06 17:27
Caro Ministro,
plaudo alla iniziativa il cui obiettivo mira a far scomparire le Province dall0rdinamento dello Stato. Le considerazioni sono valide nella sostanza e per le considerazioni di ordine economico-finanziario che tu hai descritto; però trovano ostacolo nella legge che le ha create. La soluzione può trovarsi - secondo me- al momento in cui questa amata nostra Terra possa allignare il vero federalismo, non quello becero che farebbe diventare l'Italia , per motivi meramente secessionisti, un vero 'puzzle'. Quanto ai comuni non trovo difficile il consorziarsi pur conservando intatte le loro tradizioni o la loro identità. E' una mera sciocchezza vederla in questo modo. Pur nelle proprie tradizioni il consorziarsi, oltre ai risparmi notevolmente tangibili, mira a livellare l'economia che troverebbe da subito impulso. E' questione di buona volontà di concretizzare e rafforzare il senso della comunità. Un federalismo di tipo svizzero è quello che farebbe dell'Italia, oltre che una vera Nazione unita anche un punto di riferimento notevole per lo sviluppo. Lo Stato Centrale avrebbe meno da fare e la cappa della sclerotica burocrazia - mostro gigante costruito da nani - sarebbe abbattuta dallo snellimento ovvio e consequenziale.
Allora Caro ministro fai di questa battaglia la tua bandiera e ricordati che ai più di due terzi diitaliani dalla tua parte.
Ti saluto caramente e buona battaglia
Postato da: Joe Libero da Torino | 05.11.06 11:26
@ Massimo Capriuolo
Caro Massimo,
da studioso di diritto costituzionale mi corre l'obbligo di effettuare qualche precisazione:
a) la legge finanziaria la approva il Parlamento e non il Governo. Il Governo ha solo il potere di iniziativa: in sostanza, esso presenta il disegno di legge finanziaria ma l'ultima parola - che si conclude con l'approvazione del testo - è delle due Camere;
b) tu asserisci in maniera del tutto grossolana che "nell'ordinamento delle leggi occorre rispettare la scala gerarchica delle fonti del diritto: una legge finanziaria (approvata da un governo a maggioranza risicata) non può abolire 3 Province istituite con Legge del Parlamento italiano".
Le cose non stanno così: la legge finanziaria - quella che approva il parlamento - non è una legge svizzera, bensì una legge ordinaria come tutte le altre. Dunque, il criterio gerarchico da te evocato qui non è conferente. Il predetto criterio serve a risolvere contrasti tra norme che non siano di pari grado (ad esempio, la Costituzione in quanto sovraordinata prevale nei riguardi della legge ordinaria).
Un governo non è mai a maggioranza risicata, semmai è in Parlamento, nella specie al Senato, che l'attuale maggioranza - quella che cioè appoggia il governo - può contare soltanto su qualche voto di vantaggio.
c) le province son titolari soltanto di competenze in materia "economica, territoriale ed ambientale". Come già asserito in una mail precedente - che ti invito a leggere - si potrebbero trasferire queste funzioni alle regioni o ai comuni. Non ci fossero più le province, fidati che in italia non morirebbe nessuno.
Valerio Tallini
Dottorando di ricerca in diritto pubblico nell'Università LUISS di Roma
Postato da: valerio tallini | 03.11.06 01:01
Se per Provincia intende abolire l'ente locale, ben venga. Ma la provincia come delimitazione territoriale per le articolazioni periferiche del Governo (leggi Prefetture) e' piu' che necessaria ed attuale, considerato che le Prefetture sono il ganglo del Governo centrale piu' vicino a noi cittadini e hanno spesso tolto le castagne dal fuoco in caso di conflitti sociali.
Quanto ai piccoli Comuni, e' una dura battagli costringerli ad accorparsi, perche' ci sono paesini che sentono forte la loro identita' rispetto a quella dei vicini.
Forse si potrebbe cominciare con l'ipotizzare non gia' la creazione di Comuni bensi' di Comunita' (a volte basta cambiare una parola per non suscitare un vespaio!!).
Postato da: piero ponti | 02.11.06 10:13
Era ora ! Via le inutili province !
A quando però dalle parole ai fatti ?
Postato da: Maurizio Monti | 01.11.06 13:28
egregio onorevole Di Pietro, è da tempo che medito di scriverle, sono un suo elettore anche se solo per la camera dei deputati, perchè ritengo abbastanza inutili i piccoli partiti, ma lei rappresenta un simbolo della lotta contro la corruzzione ed il sistema politico che priva gli italiani di molte risorse. Giungo a conoscenza solo ora, entrando nel suo sito, della sua sacrosanta proposta della abolizione delle inutili province e dei piccoli comuni. Questo era uno dei consigli che volevo darle per ridurre i costi eccessivi della politica ma anche diminuire i compensi ed il numero dei consiglieri regionali delle centinaia di consiglieri di amministrazione delle società " parastatali" etc. etc.. Però mi domando se il governo che io ho votato stia facendo realmente qualcosa contro questo sistema di cose, o come ho letto qua sopra nel blog abolendo le province poi si creeranno le mini province ,votando i referendum per la abolizione del finanziamento pubblico ai partiti i politici cambieranno il nome ad esso elo rifaranno etc. Una cosa però è evidente con questo sistema di informazione difficilmente sapremose avete fatto qualcosa di buono.
grazie e arrivederci
Postato da: maurizio rizzotti | 31.10.06 16:08
Solo un modo diverso di impostazione dell'attuale società può dare una soluzione al problema , altrimenti le spedse inutili sono sempre quelle che interessano gli altri mentre ognuno può trovare un significato di utilità a una spesa se non direttamente almeno in modo indiretto in quanto sociale .
Se poi si vedono carrozzoni pubblici effettivamente con spese e persone tanto più del necessario , ci sono pèosti di lavoro per chi considerati in più .
Allora ogni soluzione diviene inutile .
Postato da: Aldo Vannucchi | 31.10.06 11:50
Un saluto a tutti voi :-D
Scrivo all'Onorevole Antonio Di Pietro
Onorevole Antonio , sono anni che io lo dico , che i comuni piccoli hanno un grosso spreco di denaro e personale e non solo , ma io penso anche di scambi di voti per interessi personali , se legge ciò che le ho scritto in un altro mio pensiero nel glob , io glielo chiedevo se si poteva unire dei comuni piccoli ad altri comuni , sono daccordo anche a eliminare le province , io sono daccordo in tutto ciò che si possa eliminare gli sprechi , perchè gli sprechi ricadono in tasse per tutti noi cittadini che paghiamo le tasse e facciamo fatica ad arrivare a fine mese , come sono daccordo ad eliminare tutti i privilegi che hanno i nostri Parlamentari , Senatori ecccccc , arrivando a dimezzare il vostro stipendio che è esagerato come stipendio , compreso i Stipendi dei magistrati che lo hanno come quello di un Parlamentare , non le sembra Onorevole Antonio che sono stipendi che noi non possiamo più pagare ? poi non capisco chi fa gli stipendi come per esempio , responsabili di Alitalia ....autostrade , eccccc stipendi mensili che un cittadino non le basta lavorare e pagare le tasse per trentanni , questo è giusto ? e non solo , poi farci trovare anche un sacco di debiti ?.Io sono dalla parte del cittadino onesto che ogni giorno deve lavorare onestamente e fa fatica a tirare avanti a fine mese , perchè non cè veramente chi combatte l'evasione fiscale iniziando a eliminare gli sprechi e con l'eliminazione degli sprechi investirli per l'economia italiana creando posti di lavoro , noi saremo sempre più indebitati . Cordialmente la saluto inviandole un cielo di sorrisi :-D . Dalla sua amica Angela Imbriaco ....scala40
Postato da: Imbriaco Angela | 31.10.06 11:26
Spero che le province vengano eliminate davvero così anche il passaggio di proprietà di un'autovettura costerà meno,ma mi auguro che il tutto si accompagni ad una diminuzione del numero delle regioni ed al dimezzamento dei componenti il Parlamento, e di tutto il carrozzone che ci viene propinato come "costo della democrazia".
Postato da: Michelangelo Merisi | 30.10.06 18:20
Gentile Onorevole Pietro Folena, le scrivo in qualità di insegnante. Ho trovato il suo impegno contro la lotta al precariato con particolare riferimento alla difesa delle graduatorie permanenti molto proficuo è degno di notevole ammirazione dai parte di tutti i precari della scuola. A questo punto lei è rimasta l'ultima persona a cui affidare le nostre ultime speranze. Abbiamo saputo della poca propensione da parte dell'On. Bastico ad accogliere l'emendamento da lei presentato a nostra difesa. Crediamo in lei.
Cordiali Saluti
Postato da: carlo appappoie | 29.10.06 19:56
Gentilissimo Dott. DiPietro
approvo in pieno la sua proposta. Sono sempre più d'accordo con le sue proposte.
Avendo lavorato per gli enti pubblici locali, ritengo che Regioni e Comuni sono suffucienti per avere una gestione puntuale del territorio in tutte le sue necessità. Per le questioni intracomuncali esistono le unioni, le comunità montane. Le competenze provinciali sono marginali, facilmente redistribuibili.
Cordiali Saluti
Sauro Rossi
Postato da: Sauro Rossi | 29.10.06 19:28
Approvo senza alcuna condizione la proposta di abolire le province italiane allo scopo di risparmiare sulle spese della pubblica amministrazione; questa idea però non mi pare condivisa dai rappresentanti locali di Italia dei Valori di Monza e Brianza ( provincia la cui istituzione è stata già deliberata dal governo con grandi festeggiamenti di tutti i partiti!)
Postato da: Valeria Vinci | 29.10.06 18:46
Eliminare le provincie significa traserire le competenze ad appositi dipartimenti delle regioni (che già esistono, si tratta solo di ampliare le loro competenze e dotare questi dipartimenti di risorse umane e tecniche trasferendole dalla provincia) ed eliminare tutti gli organi politici e relativi apparati.
Per chi ha dei dubbi sulla convenienza di questo passaggio, si conti quanti Presidenti di Provincia con relativi portaborse, assessori, ecc..... ci sono e si moltiplichino i relativi costi per avere il saldo della spesa complessiva risparmiata. Questi risparmi potrebbero tornare agli enti locali e fornire maggiori (e migliori) servizi ai cittadini.
Postato da: Lucio Valerio Cotrone | 29.10.06 12:01
Di Pierto ma per piacere!!!! A dirla così sembra facile, ma non si rende conto di quanti problemi causerebbe. Le province è vero che costano molto ma la loro utilità di intermediari fra regioni e paesi è importante, se non ci fossero per i paesi sarebbe tutto più difficile. Al limite potrebbero essere ripensate come organismi più snelli e meno dispendiosi, e su questo sono d'accordo. Riguardo invece all'accorpamento dei piccoli paesi: essi sono per la maggior parte isolati nelle montagne e nelle campagne trovandosi a chilometri di distanza l'uno dall'altro, e quindi sarebbe impossibili assemblarli se non valutando caso per caso, per non parlare della certa ritrosia che manifesterebbero i cittadini a rinuncare al nome e al senso di appartenenza del loro paese pur senza più nascite. E poi forse non sa che gli amministartori dei piccolissimi paese spesso lavorano gratis o per cifre illusorie!!!La prego quindi di prendere altre strade. Gli sprechi vi sono ancor più vergognosi in molte alre realtà. Si batta contro quelli. Grazie
Postato da: Giovanni Landi | 29.10.06 08:55
Bravo Tonino,
hai avuto un ottima intuizione a proporre la riduzione o abolizione delle province.
L'efficenza e la trasparenza amministrativa, nonchè il deficit ubblico si possono migliorare riducendo i centri isitutzionali e delegando le competenze a agli aenti locali regionali o comunali.
Si tratta di ottimo recupero delle risorse umane di responsabilizzare gli amministratori locali verso i cittadini.
Ancora una volta l'hai azzeccata.
Le nostre idee non moriranno mai.
Postato da: LORENZO REBECCHI | 28.10.06 20:25
Le provincie sono solitamente affiancate dalle camere di commercio. Mi domando se siano enti realmente utili. Infatti, sono distanti dai cittadini, che devono percorrere chilometri da tutta la provincia per svolgere adempimenti che oggi sono tutti informatizzati. Lo scopo principale della camera di commercio e' mantenere il registro delle imprese, e fornire informazioni su di esse. La competitivita' economica di un paese si vede anche dal grado di efficienza della sua camera di commercio. Confrontiamo dunque l'Italia con l'Inghilterra nell'effettuare una operazione elementare per ogni investitore, ovvero leggere lo stato finanziario di una societa' (entrate, uscite, asset, e debiti). Ricordo che Londra ha sorpassato New York, ed e' oggi la capitale mondiale del commercio...
http://finanza.repubblica.it/scripts/cligipsw.dll?app=KWF&tpl=kwfinanza\dettaglio_news.tpl&del=20061028&fonte=RPB&codnews=44341
Dunque... visura di una societa' in Inghilterra:
con il proprio browser internet, ci si collega al seguente indirizzo: "http://www.companieshouse.co.uk/".
Nella pagina principale, esiste un pulsante grande e facilmente individuabile sulla destra, che dice "find company information", ovvero "trova informazione sulle compagnie". Premiamo sul pulsante, ed appare una nuova pagina che punta a "WebCHeck", che era disponibile nella prima pagina. Premiamo su WebCheck, ed abbiamo una semplice schermata dove inserire il nome della compagnia desiderata, ad esempio "PARMALAT". Compare un elenco. Selezioniamo "PARMALAT (U.K.) LIMITED". Compare una nuova pagina, con varie informazioni. Sulla destra della pagina, si legge "Order information on this company", ovvero "ordina informazioni su questa compagnia". Selezioniamo quest'ultimo link, e compare una pagina con vari documenti che e' possibile acquistare, incluso lo stato finanziario degli ultimi due anni. Ogni documento costa solo una sterlina (1.0 UKP), non serve fare alcuna registrazione dei tuoi dati ne' alcun costo aggiuntivo, puoi pagare il solo costo del documento con una carta di credito, e ricevi il documento in PDF per e-mail.
Italia: con il proprio browser internet, ci si collega a www.cameradicommercio.it, e dopo esser diventato pazzo per un'ora, scopri che per avere lo stato finanziario della PARMALAT, ad esempio, ti devi rivolgere alla camera di commercio della tua provincia, che e' scomodo per chiunque abiti fuori dal capoluogo. Non e' possibile andare al proprio comune; sarebbe molto comodo, ma non e' abilitato! Se vuoi procedere per via telematica, ti devi registrare, sempre presso la camera della tua provincia, e pagare 100 euro.
Si noti, inoltre, che informazioni su societa' Inglesi sono accessibili da tutto il mondo per una sterlina, mentre informazioni su societa' italiane sono accessibili solo dall'Italia, dopo essersi registrati ad una camera provinciale, e a caro prezzo. Gli investitori stranieri stanno alla larga dall'Italia, perche' le informazioni sulle societa' non sono accessibili.
Perche' lo stato finanziario delle societa' italiane e' protetto da una cortina di ferro? Se gli Italiani sapessero leggere gli statement finanziari direttamente dalla camera di commercio, potrebbero investire su societa' di cui conoscono i numeri, piuttosto che fidarsi di bancari traditori...
Propongo dunque di abolire le camere di commercio provinciali, di avere un'unica camera nazionale a cui accedere per via telematica. I comuni devono essere abilitati, in modo da consentire al cittadino di svolgere quelle operazioni che necessitano di presenza fisica allo sportello.
Postato da: Luca dellaPenna | 28.10.06 20:25
Ques'articolo rappresenta un'impostazione che seppur valida nella teoria, incontra nel metodo critiche e riflessioni. Un esempio: questa legge finanziaria ha previsto l'abolizione delle 3 nuove Province già istituite con legge statale (Monza, Fermo e Barletta, l'ultima è la città dove vivo). Prima di proporre la cancellazione delle Province occorre chiarire cosa siano le del diritto costituzionale: nell'ordinamento delle leggi occorre rispettare la scala gerarchica delle fonti del diritto: una legge finanziaria (approvata da un governo a maggioranza risicata) non può abolire 3 Province istituite con Legge del Parlamento italiano. Allo stesso modo, se si decidesse di giungere ad uno snellimento dell'amministrazione provinciale, occorrerà utilizzare gli strumenti della democrazia partecipativa (tramite i referendum, per consultare le popolazioni locali) e lo strumento di un'altra Legge parlamentare. Invece, vedo spesso i governi in carica, sia di sinistra che di destra, una volta giunti al potere, decidere per tutti quanti. Le Province sono strumento di collegamento tra Regione e Comune, molti compiti sono doppiati, molti ruoli sono ibridi. La loro funzione nasce dal fatto di aggregare insieme più Comuni con vocazioni simili in modo da valorizzare al meglio le caratteristiche peculiari delle singole popolazioni. Possiamo decidere tutto di tutti, l'importante è farlo nelle sedi democratiche opportune e chiedendo sempre il consenso alle popolazioni locali.
Saluti Massimo C.
Postato da: Massimo Capriuolo | 28.10.06 17:32
L'abolizione delle province e il contestuale accorpamento dei comuni piccolissimi sono due ipotesi correttissime e indilazionabili. Non ha senso continuare a mentenere in vita comuni di poche centinaia o migliaia di abitanti. Non ha senso tollerare l'esistenza delle province che sono enti senza competenze significative. Quella di Di Pietro è un'idea che da tempo mi frulla in testa.
Postato da: Gaetano Buccheri | 28.10.06 16:55
ABRUZZO: I POTERI FORTI ED OCCULTI INIZIANO A TREMARE.............
Arresti eccellenti per illecita gestione finanziamenti Fira
La cifra sottratta agli interessi pubblici è stimata in circa 20 milioni di euro
Undici persone sono state arrestate e altre 34 denunciate dalla Guardia di Finanza di Pescara per illecita gestione di finanziamenti alla Fira, strumento pubblico di attuazione della programmazione economica regionale e che invece è stato impiegato per la realizzazione di interessi particolari a beneficio di lobbies e clientele.
Le accuse: associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni della Regione e della Comunità europea, falso, malversazione e corruzione. In carcere sono finiti Giancarlo Masciarelli, Paolo De Michele e l'imprenditore Marco Picciotti. Arresti domiciliari per altri 8. Responsabile principale, secondo gli investigatori, sarebbe Giancarlo Masciarelli, presidente protempore della Fira dal 2002 fino a qualche mese fa. Abusando di poteri e funzioni connessi al ruolo istituzionale rivestito, coadiuvato da Paolo De Michele, Masciarelli avrebbe lavorato per ottenere e far ottenere illecitamente contribuzioni pubbliche a società anche direttamente riconducibili a se stessi percé intestate a parenti. La cifra sottratta agli interessi pubblici è stimata in circa 20 milioni di euro. Cifra che non è servita allo sviluppo della regione ma all’arricchimento personale. La distrazione fraudolenta dei finanziamenti sarebbe stata resa possibile poiché Masciarelli avrebbe assunto un ruolo di totale controllo della Fira.
Fonte: www.ilpiccolodabruzzo.it del 27-10-2006
Postato da: tonino di pentima | 28.10.06 13:11
Bravo Antonio, condivido in pieno.