
L’episodio del ragazzo down seviziato in classe, filmato e pubblicato su Google Video, ha avuto come conseguenza un’inchiesta nei confronti di Google. Una situazione incomprensibile.
Non è infatti materialmente possibile per Google e per i maggiori siti e portali verificare ogni contenuto prima della sua pubblicazione. Se questo fosse richiesto e imposto, la naturale conseguenza sarebbe la fine della Rete in cui vengono pubblicate ogni giorno milioni di pagine. Vanno invece puniti severamente i ragazzi che hanno colpito un loro compagno privo di ogni difesa e richiamati i genitori. Va insegnata educazione civica a scuola.
Incriminare Google ha come unico risultato quello di spostare l’attenzione dal problema, la criminalità giovanile, al dito che lo indica. Equiparare la Rete all’editoria dal punto di vista legale, come è stato proposto, non è realistico.
I controlli vanno richiesti alle società nell’ambito del possibile, ma soprattutto deve essere fornita alle autorità l’identità del responsabile di ogni singola pubblicazione.









La denuncia di
In campagna elettorale uno dei punti del programma elettorale dell’Italia dei Valori è stato il contenimento dei costi della politica.
L’Italia dei Valori ha presentato tre emendamenti alla Finanziaria per diminuire gli sprechi della politica.
L’unico emendamento accolto fissa un limite agli stipendi e alle liquidazioni dei manager pubblici, spesso liquidati con milioni di euro dopo gestioni fallimentari.
Due altri emendamenti per la modifica delle attuali norme sul rimborso elettorale ai partiti sono stati respinti da tutti i partiti, sia di maggioranza che di opposizione.
Il primo chiedeva che il conteggio del rimborso elettorale ai partiti venisse fatto sul numero degli effettivi votanti (quindi riducendolo) e non, come è ora, sugli aventi diritto al voto. Oggi i partiti percepiscono, in funzione dei risultati ottenuti nelle diverse elezioni, la quota parte di quattro euro complessivi per cittadino italiano avente diritto al voto per ogni anno di legislatura: un euro ...
Palenzona, presidente dell’Associazione italiana società concessionaria autostrade e trafori (Aiscat), spiega in un linguaggio che probabilmente gli è proprio che: “Di Pietro dice balle” e che: “Non è vero che Autostrade non ha fatto investimenti per 2,5 miliardi di euro ma è il sistema che non ha consentito di fare gli investimenti”. Una analisi contraddittoria che in sostanza ammette che gli investimenti non sono stati fatti. Nel frattempo sono state aumentate le tariffe autostradali e distribuiti lauti dividendi agli azionisti.
Ho chiesto che gli investimenti non effettuati siano messi a disposizione del ministero, quindi dei cittadini italiani, in un apposito fondo. Ho chiesto che su queste somme siano maturati gli interessi di legge, interessi che non devono essere incamerati nelle società concessionarie ma devono essere destinati ad opere infrastrutturali in quanto trattasi di interessi maturati su capitali di proprietà dello Stato.
Questa posizione è stata rigettata dalle ...
A Milano c’è stata l’ennesima messa in scena contro lo smog con la domenica senza auto. Una misura che ha lasciato le cose esattamente come erano prima. L’Organizzazione Mondiale della Sanità nel suo documento ‘