I precari a Roma

foto da repubblica.it
La manifestazione dei precari a Roma non mi ha sorpreso. Mi sono espresso su questo blog più volte a favore di cambiamenti alla legge Biagi che non tutela in modo sufficiente i lavoratori, in particolare i più giovani. La partecipazione di alcuni esponenti della maggioranza mi è apparsa deludente e riduttiva, così come la posizione del governo nel tirarsi fuori dalle sue responsabilità.
Il responsabile della pessima attuazione della legge Biagi è, oggi, solo questo governo. La legge va modificata al più presto, l’Italia dei Valori si è già espressa, per l’introduzione di tre modifiche:
- un’azienda può utilizzare la legge solo per una percentuale del 10% della forza lavoro;
- la legge va applicata solo in presenza di un reale progetto con obiettivi e tempi definiti;
- il lavoratore co.co.pro deve usufruire di forti sgravi fiscali rispetto al lavoratore a tempo indeterminato per la evidente precarietà del suo stato.
Se vogliamo dare una risposta ai precari, invece di partecipare ai cortei e di fuggire le nostre responsabilità, dobbiamo intervenire sulla legge. Farò una proposta in tal senso al prossimo Consiglio dei ministri e darò informazione sul suo esito.
Postato da Antonio Di Pietro in Lavoro
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Commenti
Basta con i ladri...REDISTRIBUIRE...
Postato da: adalberto andreani | 18.01.08 00:56
Dimenticavo: vorrei per correttezza che gli studi di settore venissero applicati al reddito di riferimento di quest'anno (redd. 2006) dell' on. Visco e se non è conguo che venisse verificato per solidarietà dall'agenzia delle entrate.
Postato da: roberto p | 08.08.07 23:10
Caro Sig. Ministro,
chi scrive è un povero 43 enne che a causa della sua età non ha grandi possibilità di essere assunto in una azienda. Da qualche anno lo scrivente cerca di campare con una P.iva mettendo a frutto le proprie conoscenze informatiche che da hobbistiche sono .. (hem .. erano perchè chiuderò certamente), diventate un lavoro seppur al minimo. ora con gli studi di settore rinnovati mi sono state moltiplicate x 8 le tasse rispetto allo scorso anno. Come è possibile che lo stato, il quale dice di garantire equità mi costringe a chiudere perchè ritiene che io sia un evasore.??? e perchè molti di cui sento, che sono dipendenti fanno il mio stesso lavoro, IN NERO, in concorrenza sleale e nessuno osa "stanarli" (per usare le parole del Sig. Visco)??? qualcuno sa darmi una risposta? grazie anticipatamente On. Di Pietro per questa possibilità di esprimere un pensiero libero seppur triste
Postato da: Roberto p | 08.08.07 22:45
Caro Ministro,
alle ultime elezioni politiche non avevo più molta voglia di andare a votare, perché pensavo: "tanto, cosa cambia?" poi ci ho riflettuto e ho deciso di cambiare io e di votare per l' Italia dei Valori alla Camera e per il mio partito abituale al Senato. Siete nello stesso schieramento, ovviamente, ma voglio vedere chi dei due partiti vincerà la mia "prova di coerenza". Io spero davvero che possano esserci dei cambiamenti nel nostro paese, che possa somigliare di più ad un paese europeo, che possa essere più vivibile per tutti. Io faccio una non-vita da 36enne che vive con i genitori: ho un lavoro precario e la mia non è una famiglia possidente, ma una famiglia dignitosamente proletaria. Per la mia famiglia proletaria i figli sarebbero una ricchezza, ma col fatto che a 36 anni guadagnano circa 9000 euro l'anno, con l'aumentare progressivo e continuo delle tariffe dei servizi da una parte, delle tasse locali e della stragrande maggioranza dei costi della vita dall'altra, ecco che i figli sono solo dei poveri disgraziati senza futuro. Ho una laurea e svolgo un lavoro impiegatizio dove adopero anche le mie conoscenze più specifiche, ma sono assunta con contratto a termine da un'azienda che offre multiservizi alle imprese e il mio inquadramento è quello di operaia. Avete mai visto un'operaia svolgere traduzioni di contratti dall'italiano al tedesco e/o all'inglese? Dalle mie parti accade ciò. La mia famiglia ha investito molti soldi per la mia formazione educativa e professionale, eppure io mi ritrovo ad avere prospettive molto al di sotto di quelle che una persona con la mia formazione potrebbe avere. La mia famiglia ha speso molti soldi soltanto per avere in cambio la preoccupazione di una figlia vittima del precariato. E' come se avesse investito in un fondo pensione e non potesse adesso goderne la rendita.
Io ascolto i politici sia italiani che stranieri. Quelli stranieri parlano molto meno. Quelli italiani sono molto romantici, ma dovrebbero monetizzare di più i loro discorsi. Ho cambiato lavoro molte volte, e tutte le volte mi sento dire dal datore di lavoro di turno che intanto si fa un contrattino fino al ... e poi si vede. Io però non posso campare fino al ... e poi vedere! Vedere che?! Vedono che i costi aumentano anche per loro, ma non vogliono rinunciare ai loro grossi margini e preferiscono mettere due persone sole a fare il lavoro di quatto o otto, poi assumono un precario per i periodi di lavoro intenso e poi arrivederci!
Postato da: Lucia Ronchi | 06.08.07 18:29
Caro Ministro, siamo in attesa, perenne, di novità su tale argomento, i giovani sono la forza del futuro, l'energia di uno stato, le braccia di una nazione, e una nazione come la nostra non può farsi soffocare da leggi palesemente sbagliate e acciecanti come questa, occorre fare tabula rasa del passato e i giovani necessitano di una riforma radicale, sensata e giusta, altrimenti si scenderà in piazza...seriamente.
Postato da: Salvatore Sanna | 16.07.07 18:43
Ill.sso ministro lo ammiravo da magistrato e lo ammiro da politico, anche se a me la politica fatta in qauesto modo mi fa' schifo', peccato che siete solo voi a pensarla in un determinato modo......... la politica e' bella se apporta benefici a tutti dall'operaio all'imprenditore invece in italia fa buchi da tutte le parti, io ho 33 anni sono un precario del ministero dell'interno (vigili del fuoco) e ancora oggi non so' che faro' da grande......... quest'e' l'italia ; io vorrei dire solo una cosa a questa politica quando si sente x televisione : che non ci sono matrimoni,non si fanno figli ecc. vorrei vedere a loro con un lavoro precario che farebbero!!!!!!!!!!!! i politici la vedono la gente che va ogni giorno alla caritas per prendere generi di prima necessita' perche' non arriva alla fine del mese? e noi andiamo a votare . scusatemi ma ho una rabbia addosso, grazie e w ministro peccato che siete solo a pensala cosi'
Postato da: luigi perretta | 03.07.07 18:01
anche i magistrati onorari sono precari...Non è giusto sfruttarli...vanno prorogati al 2010...
Postato da: adalberto andreani | 17.06.07 23:46
anche i magistrati onorari sono precari...Non è giusto sfruttarli...vanno prorogati al 2010...
Postato da: adalberto andreani | 17.06.07 23:46
buonasera non so da dove iniziare.ma secondo il mio modesto parere sono stata vittima di un immotivato ed ingiusto licenziamento. avendo un contratto a tempo indeterminato. con una procedura d'urgenza il giudice la respinge perchè non verso in stato di periculm in mora. svariati avvocati nessuno mi ha risolto il problema e intanto il mio ex datore di lavoro aveva detto che mi avrebbe cacciato e la fatto. mi ritrovo senza lavoro e che nessuno mi aiuta a far valere i miei diritti. lei mi puo aiutare visto che si batte tanto per il precariato? mi puo dire oggi cosa è giusto fare per tenersi un posto di lavoro? grazie dell'attenzione le porgo i più cordiali saluti
Postato da: giovanna guadagno | 12.06.07 23:51
Basta con questo precariato che non ha assolutamente senso. Come si può concepire che ai datori di lavoro siano dati vantaggi economici e fiscali per non assumere lavoratori? Dovrebbe essere esattamente il contrario!
Ioltre sono d'accordo con il Signor Liverini in quanto conosco perfettamente la situazione della Regione Lazio in cui c'è una situazione paradossale: ci sono le graduatorie dei concorsi e nessuno ne parla, mentre si fa un gran clamore intorno ai precari di Lazio Service che sono entrati solo per conoscenze e spesso senza titoli. A titolo informativo ricordo che il Presidente di Lazio Service è SERGIO SCICCHITANO dell'Italia dei Valori
Postato da: claudio pesci | 05.06.07 10:02
Probabilmente la legge Biagi, come quasi tutte le leggi italiane è un'ottima legge,SULLA CARTA.
Legiferare è un modo distorto di fare politiche pubbliche, in quanto non basta una legge a risolvere un problema ma occorre che gli strumenti (leggi)vengano attuati e implementati continuamente per evitare distorsioni nell'applicazione. La Biagi se da un punto di vista statistico crea un alto numero di occupati, nella realtà crea precariato di lungo corso benchè questa legge non prese in considerazione tale distorsione. Secondo me la causa principale di questa anomalia e dovuta ad alcune lacune che non ha limitato il potere delle aziende.
Postato da: Giuseppe Ignazio Mistretta | 12.04.07 18:03
E' giusto! La legge Biagi non va bene per i lavoratori ma solo per le imprese! Però non dimentichiamo che ci sono anche i disoccupati! Quelli cioè (come mio figlio) laureati, specializzati, con master e altro che ancora a 33 anni, fanno docenze "gratuite" a Tor Vergata, che fanno lavori periodici tramite l'Adecco che vengono, per loro fortuna, mantenutui dalla famiglia che permette - CON GROSSI SACRIFICI - di avere una loro famiglia! Perchè non si parla mai di concorsi? Spesso i precari sono stati contrattualizzati per "conoscenze" e, come nella regione Lazio, poi vengono assunti e agli altri, quelli che magari valgono molto ma non hanno"conoscenze", non viene data nessuna possibilità di lavorare. Servono i Concorsi!!! Quindi, fra le Sue proposte relative al lavoro, inserisca anche una possibilità per i Disoccupati!
Grazie e cordiali saluti
Celeste Liverini
Postato da: Celeste Liverini | 11.04.07 19:26
Dimenticavo una frase che ho generato oggi dal mio disprezzo per il sistema corrotto che è l'Italia:
"Chi si introduce nella mela marcia, marcisce con essa"
...mi farebbe piacere se portasse questa mia massima alle orecchie di tutti i figli dei politici che puntano alla stessa carriera dei padri...
ho una serie di domande da porre a lei :
Quanti operai e impiegati ci sono in parlamento a rappresentare il popolo?
Vi considerate onorevoli o dipendenti? Avete un contratto a progetto di 3 mesi anche voi? Perche?
Perchè dovete avere tutti questi privilegi???
Un operaio che si alza alla mattina alle 5 paga per recarsi al lavoro e ci mette una vita per una pensione minima, perchè voi dopo 35mesi da senatore avete già diritto alle pensioni? e che pensioni.....
Dal mio punto di vista, sarebbero queste le questioni di cui discutere sui suoi video.
Hanno la priorità su tutto
Sig Dipietro si ricordi una cosa, non esisteranno mai in italia, valori e democrazia finchè i rappresentanti avranno tutti questi privilegi.
Mi perdoni ministro, non mi firmo con nome e cognome per il semplice fatto che non mi fido più di nessuno e oggi piu che mai ho paura di dire ciò che penso.
Grazie per l'attenzione.
Postato da: Utopia | 31.03.07 06:24
Non ha valore l'esistenza della legge Biagi, e quando altri sostengono che sia meglio di niente è una sottile scusa per non ammettere che non sanno più come risolvere la situazione.
Postato da: Utopia | 31.03.07 06:01
On. Di pietro, vista la sensibilità a capire dove la legge 30 è estremamente nociva ai lavoratori La prego tenere in considerazione queste mie osservazioni onde inserirle negli emendamenti di modifica, quantomeno, della legge.
1) Il lavoratore può essere assunto a Progetto per una sola volta dalla stessa Impresa.
2) la percentuale di contribuazione al INPS deve essere la stessa di coloro che vengono assunti a tempo indeterminato ovvero del 33 %. E questo per ovvi motivi di eguaglianza e affinchè all 'INPS arrivi lo stesso flusso finanziario.
3 ) Questi contributi ovviamente devono andare nella contribuzione ordinaria e non in quella " Separata " che non dà quasi alcun beneficio al lavoratore.
4 ) Tutti coloro che hanno una contribuzione di almeno 5 anni, non possono essere assunti a Progetto se non a le stesse condizioni di coloro che lavorano a tempo determinato
5 ) Per le assunsioni degli " over 45 " i contributi all'INPS devono essere pagati dallo Stato fino al raggiungimento dei 35 anni di anzianità contributiva.
Con stima e ringraziandoLa per un accoglimento delle mie istanze.
Postato da: sabatino doschi | 30.03.07 12:35
Caro Ministro,
da decenni i nSicilia un popolo di "precari" del settore BBCC viene sfruttato e mortificato con rinnovi improvvisi e temporanei dall'Ass. Reg BBCC. A livello nazionaoe, come sappiamom, la finanziaria ha previsto la stabilizzazione di quanti, negli ultimi cinque anni, hanno prestato lavoro/servizio per almeno tre anni anche non consecutivi, o che alla data del 26 settembre u.s. avessero sottoscritto un contratto che gli facesse acquisire tale requisito, presso un ente pubblico. Bene, per questi 500 lavoratori (laureati, diplomati, amministrativi, informatici,) siciliani tale norma pare non avere nessun effetto. Eppure lavorano da dieci anni nel settore.
Perché il governo nazionale si è dimenticato di questi lavoratori'
Roberto Sauerborn
Responsabile Dipartimento Isole Minori IdV Sicilia
Postato da: Roberto Sauerborn | 24.03.07 08:51
Nella finanziaria 2007 si è fatta una legge con la quale si dovevano assumere 350.000 precari.
Verranno assunte queste persone?
Distinti Saluti
Postato da: Vincenzo Curia | 21.03.07 16:02
Sono d'accordo sulla preoccupazione e sull'incertezza sul loro futuro che ha introdotto la legge Biagi, che va prioritariamente abolita.
La ns/ Costituzione, peraltro, afferma il diritto al lavoro. Questa legge sta sfaldando la società in uno dei cardini fondamentali: il diritto alla vita.
Cosa può fare un giovane se non ha più certezze?
Bravo, Onorevole, non sono un simpatizzante del centro sinistra, ma il mio cuore di destra è fortemente intriso di sociale. Ho svolto la mia attività, sempre, contemperando fra bisogni della gente e tutela degli interessi della banca presso la quale ho svolto mansioni di direttore per molti anni ed in molte filiali- Salvatore ( Sulmona AQ )
Postato da: Salvatore Fluttuante | 15.03.07 19:36
salve, Io sono arrivata 4a in un concorso per esami a Barberino del Mugello per Agente di Polizia Municipale a tempo indeterminato. Dal 1 Febbraio si è reso libero un posto in quel profilo e essendo i primi 3 già assunti davo per scontato che sarebbe stato finalmente il mio turno. Purtroppo non avevo fatto i conti con questa nuova finanziaria e anche se il Comune ha richiesto l'assunzione di un nuovo agente di P. M. questa assunzione non viene effettuata perchè il Sindaco o chi per lui ha deciso di aspettare il regolamento di attuazione della finanziaria per la stabilizzazione dei precari per prendere fissa una precaria che è già in servizio lì in Comune. ulteriore effetto di questa sanatoria secondo me è proprio l'assunzione di persone che hanno conoscenze all'interno della PA a scapito di chi come me ha fatto un concorso apposito e ha studiato per raggiungere l'obiettivo secondo le normali regole dettate dalla Costituzione. Oltre a violare appunto la Costituzione io penso che questa norma violi anche il principio di imparzialità, principio fondamentale della PA.
Grazie per la cortese attenzione
D.ssa Bartoloni Giulia
Postato da: giulia bartoloni | 13.03.07 22:02
Alla data di oggi posso dire, mio caro Di Pietro, che le tue sono solo chiacchiere. Purtroppo le ho credute ed oggi devo ammettere che mi sbagliavo.
Sono disoccupato proprio in virtù della legge Biagi perché un Giudice del Lavoro l'ha interpretata in modo estremista e scandaloso. E' vero la colpa maggiore è del Giudice ma anche la legge evidentemente si presta ad interpretazioni di azzeramento dei diritti dei lavoratori subordinati camuffati in cocopro.
Addio Di Pietro non ti seguirò più.
Postato da: giampietro petroselli | 12.03.07 19:52
http://www.iene.mediaset.it/video/video_2406.shtml
I tuoi collaboratori sono regolarmente contrattualizzati?
Postato da: salvatore s. | 07.03.07 22:09
On. Di Pietro, qualche anno fa il Presidente o il Vice Presidente della Confindustria Dott. Mortillaro disse, in un intervista, che "...il lavoro è raro...". Questa frase credo spieghi meglio di qualsiasi indagine sociologica la difficoltà del trovare lavoro e/o il precariato incombente per molti giovani. In una società sempre più globalizzata il lavoro è considerato marginale. In un libro di Riftkin cito a memoria "...solo i lavoratori della conoscenza avranno opportunità...". Ci sono laureati con 110 e lode che sono disoccupati e/o laureati che entrano in aziende e hanno difficolta ad avere uno stipendio decente. Una proposta: perchè il derivato della differena della tassazione delle stock option dal 12,50 al 20% non va a regolarizzare i precari così a stipendio decente ci pagheranno il 34% ma almeno possono programmare la loro vita in modo più decoroso.Detto per inciso sono impiegato in una grande azienda, mi sento fortunato perchè sono a tempo indeterminato (20 anni). Constato però che superati i 40 anni noi "anziani" non laureati gli stiamo sullo stomaco all'azienda. Chi non arriva ad essere quadro funzionale con una qualche funzione decente è destinato ad incarichi che offendono l'intelligenza. E' proprio vero il lavoro è raro. L.Z.
Postato da: Luciano Zazzaretti | 02.03.07 15:38
Egregio Dr. Di Pietro, Martedì scorso l'on. Casini in una trasmissione TV ha domandato a gran voce, rivolgendosi ai giovani del nostro Paese:- Preferite essere disoccupati, oppure lavorare, seppure in modo precario?-
Ho sentito un giovane rispondere:- Se devo vivere continuamente con l'incubo di non sapere dove e quando lavorerò, se lavorerò e se potrò o meno garantire alla mia famiglia un futuro, preferisco morire.-
L'on. Casini e tutta la destra, Berlusconi a parte, si rendono conto che i nostri ragazzi hanno paura del futuro? Si rendono conto l' on. Casini e tutta la destra che oggi è la famiglia a sostituire lo Stato e gli imprenditori ? E fino a quando lo può fare? Si rende conto l'on. Casini che questa situazione alla lunga può divenire pericolosa?
Certamente l'on Casini e tutta la destra, almeno quella politica, non se ne rendono conto, perché, loro, sicuramente non avranno problemi ad inserire al lavoro, che non sia precario, i propri figli, nipoti ed amici; i problemi, quelli veri, li lasciano agli altri.
Il governo Prodi, mi pare si stia occupando di tutto meno che del mercato del lavoro, oltre che della previdenza. Ritengo e, non sono il solo, che quest'ultimi siano i punti di maggior priorità. Invece con rammarico vedo che i punti a cui si è dato maggior importanza sono altri, come per esempio l'indulto, i dico e tutti quelle menate care ai partiti cosiddetti minori.
Io e molti altri hanno votato il centrosinistra perchè durante la campagna elettorale e nel programma condiviso da tutta la coalizione, erano chiare le priorità e sinceramente, anche se importanti, tra queste non mi pare ci fosse il problema dei 15 spinelli o l'amnistia.
Ora, nei famosi 12 punti del Prodi 1 . 2, appare la previdenza, ma non vedo la discussione sulla legge ex Biagi. Se Follini ha convinto Prodi di lasciar perdere il mercato del lavoro, soprattutto il problema del lavoro precario, allora sarebbe stato molto meglio che il governo fosse caduto.
Andare avanti senza risolvere uno dei punti cardini per cui sono stati votati Prodi e compagni è veramente inutile.
Ringraziando per lo spazio concessomi, La saluto distintamente Enrico Figara
Postato da: enrico figara | 01.03.07 18:46
alla c.a. del Ministro delle Infrastrutture
On. Antonio Di Pietro
Mi rivolgo a Lei Ministro,
sono un giovane di 30 anni che vive proprio nella città in cui Lei ha voluto il congresso nazionale del 2006 ossia Vasto.
Non nascondo che ho contribuito anch'io portando non solo il mio voto al suo partito ma diversi voti.
Oggi come sempre sono un precario con nessuna prospettiva e a volte ho paura.
Spesso mi capita di proiettarmi un pò in là con gli anni e mi vedo come uno di quei senza tetto che fino a ieri erano lavoratori con dei progetti e all'improvviso si ritrovano a fare la fila nella mensa della caritas.
La ns. generazione è quella più colpita da tale fenomeno e purtroppo molti non trovano altre soluzioni se non andarsene all'estero.
Pensi che nel giro di 2 anni ho visto partire tanti di quei miei amici che spesso mi chiedo perchè non dovessi farlo anch'io.
La politica in generale ha fatto in modo, anche se involontariamente, che i giovani tornino a fuggire dal proprio paese proprio come 50 anni addiettro.
Ci dicono: create impresa? Già mi sa dire Lei come? Immagini di essere disoccuppato senza risorse economiche anche se ci sono L.ggi che aiutano, ma a quali condizioni? Ci dicono : che le passate generazioni sono riuscite a far crescere questo paese anche con molti sacrifici.
E' vero ma non ci dicono che a suo tempo l'Italia era tutta da fare e che di spazio ve ne era in abbondanza.
Noi giovani stringiamo i denti con la speranza che qualcosa cambi e naturalmente in meglio, a voi politici l'opportunità di dimostrarcelo.
Cercate di capire che voi con le vostre decisioni e azioni avete in mano il presente ed il futuro della gente, è una responsabilità grande che non può essere sottovalutata.
Grazie per l'attenzione e chiedo scusa per il disturbo.
Fabrizio
Postato da: fabrizio di mascio | 28.02.07 18:53
Egregio Signor Ministro,
Le scrivo per chiederLe notizie della Sua proposta di legge.
Il contratto a tempo indeterminato deve tornare ad essere il contratto "base": è l'unico modo per far sì che i lavoratori e le lavoratrici non debbano scegliere tra diritti costituzionalmente garantiti quali:
- diritto al lavoro e diritto alla salute (come può protestare per norme di sicurezza violate un lavoratore precario senza rischiare di perdere ilposto?)
- diritto al lavoro e diritto di sciopero;
- diritto al lavoro e diritto a retribuzione dignitosa;
- diritto al lavoro e diritto alle ferie
...
Cordiali saluti
Dr.ssa Francesca Fabbri
Postato da: Francesca Fabbri | 25.02.07 15:41
vorrei sapere di cosa si è interessato questo governo da quando è nato fino ad oggi!!
della modifica o meglio dell'abolizione della biagi, neppure l'ombra!!!
tutta propaganda elettorale!
e su questo non si discute!solo ed esclusivamente "PROPAGANDA ELETTORALE PER ACCAPARRAR VOTI"
me ne guarderò bene alle prossime elezioni!!
Postato da: melissa rossi | 25.02.07 15:17
Onorevole Di Pietro, manca da lavorare.
Ripeto, MANCA LAVORO.
Onorevole, diamo una occhiata ai settori che trainano l'economia di un paese, vedremo che nel settore dei servizi sono aumentati molti posti di lavoro. Ma nel settore dove si produce beni di consumo non si è avuto lo stesso aumento.
Questo cosa significa, forse vogliamo andare tutti giacca e cravatta????????????
Onorevole, a volte mi domando perchè un cittadino dovrebbe accettare le regole del gioco
dettate dalla Costituzione, ma solo quelle regole dove sono illustrati i doveri di ogni cittadino, e le regole dei diritti di questi mentre, non li riesce ad affermare.
Onorevole, in Italia manca una politica seria che induca ogni cittadino a stratificare nella propria mente la cultura del lavoro.
Mi chiedo anche perchè nell'epoca in cui viviamo,
molti politici ignorano del tutto cosa comporta un rapporto molto atipico di lavoro con un impresario che schiavizza i propri operai.
Molti politici non considerano l'abbatimento morale e psicologico di cittadini italiani che vedono spendere gli anni della propria vita per sopravvivere e far sopravvivere le proprie famiglie.
MOLTI POLITICI NON SANNO
MOLTI POLITICI FANNO FINTA DI SAPERE
MOLTI DI VOI ONOREVOLI NON MERITANO DI ESSRE IN PARLAMENTO A RAPPESENTARE
Postato da: pierpaolo di lena | 19.02.07 21:00
Oggi nove febbraio 2007 ho constatato che sono iniziati i lavori della Rieti-Terni nel tratto Umbro. E' una data storica.
Postato da: adalberto andreani | 09.02.07 23:19
precariato.bisogna voltare pagina gentile ministro cosa mi sa dire della proposta che sarebbe dovuta arrivare sul tavolo del governo.postata 6 novembre 2006
no lavoro=no famiglia=no figli=no futuro e continuiamo ad occuparci di polemizzare tra di noi...auguri.
sinceramente
m.camplone
Postato da: massimo camplone | 08.02.07 14:08
buonasera...volevo,(visto che finalmente da qualche parte si può fare)qualche giudizio o impressione su una idea che mi frulla in mente da tempo sul tema lavoro.
si è discusso anche fortemente per mesi o forse per anni, enfatizzandolo anche troppo , sul tema dell'articolo 18 da togliere o da tenere, così come è all'ordine del giorno la discussione sugli ammortizzatori sociali.
qualcuno dice che l'articolo 18 andrebbe eliminato perchè non esiste da nessuna parte in europa, si replica da parte sindacale che è un diritto inalienabile... quanta ipocrisia da una parte e dall'altra.
io da parte mia penso che l'articolo 18 non c'è in europa perchè in molti stati esiste quella cosa strana che si chiama sussidio di disoccupazione, che non si prende solo per 6 mesi ma pfino a che non si trova( o non ti trovano un lavoro, naturalmente quale esso sia ,chi è davvero senza lavoro e ha bisogno bada solo a guadagnare, naturalmente nel pieno dei diritti che gli spettano)un'occupazione.
nei paesi più avanzati se tu senza ragione rifiuti un lavoro per più di 2 volte perdi il sussidio e l'iscrizione al collocamento.
facciamo un'ipotesi:...togliamo cassa integrazione mobilità e quantaltro,togliamo anche l'articolo 18 così facciamo contenti tutti e mettiamo il sussidio di disoccupazione, cosa cambia?...permettetemi di esprimere la mia opinione.
1)chiunque non ha lavoro è tutelato per un minimo di sopravvivenza.
2)chi vuol formare una famiglia sa che sua moglie se non lavora (o suo marito)perchè non trova usufruirà del sussidio,diventa più facile decidere di metter su casa.
3)le aziende(grandi) avranno finito di tenersi gli utili e di far pagare idebiti alla comunità, se hanno esuberi licenzino, paghino i tfr(ve l'immaginate) e se poi gli serve riassumano con tutti i costi del caso.
il lavoratore sarebbe meno disperato sapendo che c'è il sussidio.
4)finirebbe tutto il can can fra chi dice che in italia non esiste disoccupazione ma solo persone senza voglia di lavorara e chi afferma l'opposto.
5) il sussidio è una garanzia... anche se poco anche i disoccupati potrebbero usufruire di qualche prestito ora negato ai precari.
6)perchè lavorare in nero o sottopagati in modo umiliante se c'è il sussidio?...etc...etc
ci sarebbero tanti altri motivi, ma lo spazio piange, quindi mi chiedo perchè non è mai stata proposta una cosa del genere?... forse perchè non fa comodo ne alla grande industria ne ai sindacati, ma solo ai poveracci.
vi ringrazio per l'attenzione ,un saluto .
Postato da: bogi massimo | 04.02.07 19:34
Visto che ritiene importante modificare la " famigerata " legge n. 30 Maroni-Biagi vorrei apportare un mio contributo.
Tale legge và profondamente modificata o, meglio abrogata e riscritta per dare un segnale di totale, giustificato cambiamento.
La legge fu emanata per prima dal ex min. Treu per andare incontro alle industrie che avevano bisogno di assunzioni momentanee, per impegni improvvisi e di tempo limitato della produzione. Ebbene a tale richiesta di " flessibilità " il min. Treu diete anche un " regalino " agli industriali, ovvero un basso costo della mano d'opera, eliminando tutte le precedenti garanzie del lavoro quali la malattia, il tfr, la tredicesima...ecc. ed inoltre un bassissimo costo contributivo del " solo " 12,50 % contro il normale 33 % circa.
Allora ci si domanda , ma cosa centra tutto questo sconto con la flessibilità che avrebbe bisogno invece di un premio ?
Il min. Maroni fù magnanime ( !! ) con i precari, perchè portò le contribuzioni previdenziali a circa il 18 %.
Ma badate bene queste contribuzioni non vanno a confluire con quanto il lavoratore ha accumulato come contribuzione al 33 % , bensì in una
" Gestione separata " dell'INPS, che oltre a non essere cumulabilee dà diritto solo ad una pensione integrativa dopo almeno 5 anni di tale contribuzione.
In tal modo non si potranno più raggiungere i 35 anni di contribuzione per la pensione di anzianità.
Da allora le assunsioni sia per i giovani che per i meno giovani avviene quasi sempre tramite questa legge che naturalmente offre un notevole sconto sul costo dei dipendenti.
Agevola il licenziamento degli over 40-50, che costano di è più a scapito della professionalità e sicurezza sul lavoro.
Pone enormi problemi a coloro che escono a quell'età dal ciclo produttivo e fanno mancare all'INPS una ragguardevole mole di denaro ed ecco la necessità di prolungare l'età pensionabile e l'importo stesso della pensione.
Pensate solo al campo dell'edilizia, circa 2 milioni di occupati, dove i cantieri hanno una durata massima di due o tre anni, l'applicazione delle assunzioni " a progetto " è fisiologico ed economicamente vantaggioso per gli imprenditori.
Spero di aver dato, seppur confusamente, un apporto positivo al cambiamento di questa ingiusta legge.
Chi offre " flessibilità " deve essere premiato e non come oggi avviene " fregato ".
Postato da: sabatino doschi | 04.02.07 16:12
Liberalizzazioni !!!
35 anni laurea in scienze bancarie 105/110 ma all'Anas un mio amico assunto il padre lavora li ...
dietro lo sportello della banca qui sotto casa mia tre nuovi assunti i genitori lavorano alla sede centrale... il mio curriculum neanche se lo leggono....
Liberalizzazioni !!! CHE VERGOGNA
Postato da: leo ventre | 02.02.07 08:31
Volevo evidenziare che la Legge Biagi non sfavorisce solo i giovani ma anche persone che, come me, sono state espulse dal mondo del lavoro a 53 anni: TROPPO GIOVANI PER ANDARE IN PENSIONE E TROPPO VECCHI PER IL REINSERIMENTO NEL MONDO DEL LAVORO.
Il reinserimento in ogni caso comporta enormi svantaggi: si ricomincia da capo, si perde tutto ciò che si è maturato: anzianità, livelli, ecc. ecc.
Mi pare che in America - paese che vogliamo tanto imitare - chi è in questa condizione è retribuito meglio proprio per i disagi di cui sopra.
Il ns. contratto non prevedeva ammortizzatori sociali (ANCHE QUESTO E' UN SERIO PROBLEMA).
I contratti proposti sono a termine e l'interesse delle aziende che assumono è solo per gli sgravi fiscali. (che personalmente ho quasi esaurito).
La prima azienda che mi ha pescato da questa lista ha avuto diritto anche ad un premio e non aveva nessuna intenzione di assumermi definitivamente.
L'impressione è che tutti i vantaggi siano solo a favore delle aziende e ben poche del lavoratore.
Premi e sgavi forse dovrebbero essere riconosciuti alla fine, quando l'azienda dimostra effettivamente di aver agito in buona fede!
Inoltre questa limitazione, che dopo un anno di questo tipo di contratto vi è l'obbligo di assunzione, nel mio caso (e non solo nel mio) è stata limitativa.
ANCHE SECONDO ME LA LEGGE VA RIVISTA AL PIU' PRESTO.
Postato da: ANTONIA BOGANI | 31.01.07 15:38
Adeguandomi alle regole non scritte dei blog (anche nel suo), Le darò del Tu.
Gentile Ministro, sono un giovane ingegnere che ti scrive dalla provincia di Napoli.
Ti sottopongo all’attenzione il problema di noi giovani professionisti.
L’inserimento nel mondo della libera professione è per noi a dir poco tragico.
La tragicità la si riassume in un’unica parola: “COMMITTENTE”. Una parola che racchiude due categorie di problemi che fan si che un professionista campi a colpi di stenti e privazioni almeno fino a quarant’anni.
Le leggi “Merloni” con i relativi decreti d’attuazione e non ultimo il Decreto legislativo 163/2006, lascia fuori dalla possibilità di concorrere all’incarico i professionisti con “poca o senza esperienza professionale”.
La legge così com’è articolata nel far si che il dirigente operi nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza. Obbliga (giustamente) il dirigente a scegliere il professionista sulla valutazione dei curricula.
Senza entrare nell’uso distorto che della norma si fa, quello che non capisco, com’è possibile essere assegnatari d’incarico quando studi professionali con grossi curriculum fatti nell’epoca in cui c’era l’affidamento diretto e con numerosi neolaureati sottopagati alle proprie dipendenze partecipano a qualsiasi affidamento?
Chi non ha curriculum, continuerà a non averne, visto che quando si concorre non si è competitivi sui titoli.
Le nuove classi di professionisti come si dovrà formare come potrà fare quel bagaglio d’esperienza necessario per la risoluzione di problemi complessi?
Servirebbe una correzione alla legge 163/2006, ad esempio una fascia protetta per i giovani professionisti e una partecipazione obbligatoria nei team di professionisti di grosse commesse.
Si potrebbe pensare che per lavori inferiori a 10.000 -15.000 euro di competenze professionali, sono esclusi dal partecipare i professionisti con più di 10 anni d’iscrizione all’ordine, e che il giovane professionista che collabora in un team di progettazione, possa annoverare al proprio curriculum professionale l’esperienza fatta.
A volte mi viene il dubbio che questi meccanismi sono stati creati coscientemente e non che sono il frutto di “incidenti di percorso”
Il secondo e più grave problema riguarda l’edilizia privata e la politica .
Nei piccoli centri si oramai da anni, si assiste sempre più frequentemente al fenomeno della politica fatta per propri interessi. La partecipazione al civico
Postato da: mario rossi | 25.01.07 12:32
Appunto, Tonino.
Fra qualche mese saremo stati al governo per un anno e praticamente la Biagi - che mi sembra un po' come la Basaglia, si sta prendendo, la legge, e il povero Biagi, ingiustiziato, anche colpe per altrui presenti e pregresse svariate inadempienze - im...perversa alla grande.
Ma non c'era già pronto un intervento programmatico, mentre si sarebbe giustamente risanato, semplicemente per far rispettare le parti della legge bellamente disattese dai PADRONI DELLA LIBERTA' (ECONOMICA)???
E ccche cccazzo...
D'accordo, per il finanziamento di tutti quegli ammortizzatori socio-economici ci vogliono fondi stanziati, non aria fritta, propaganda.
Però, per esempio, sarebbe bastato forse, anche scorporare PREVIDENZA da ASSISTENZA.
No?
Ari-'E ccche ccca'...
Comunque, essendo disoccupato e mantenuto da familiari, da tempo, la questione non mi toccherebbe direttamente.
Credo che comunque non conti molto.
Postato da: Alberto L. Beretta | 24.01.07 14:40
Gentile dott. Di Pietro,
ho lapprezzato molto il suo interesse per la condizione dei precari manifestato con l'articolo del 5.11.2006 e accolto con entusiasmo la sua preannunciata intenzione di presentare una proposta di legge a l riguardo.
La sua schietta ed efficace azione politica mi spinge a porre alla sua attenzione alcune mie riflessioni.
Se è vero che in una Repubblica fondata sul lavoro significa che è compito dello Stato perseguire una politica di difesa sociale, tesa ad eliminare disuguaglianze e privilegi economici attraverso la promozione e la tutela di ogni attività lavorativa è conseguentemente vero che lo stesso Stato deve scoraggiare il ricorso alle co.co.co./ co.co.pro. intesi come generatori di nuova e più allarmante precarietà e favorire attraverso la loro tutela le vere prestazioni di collaborazione coordinata e continuativa o a progetto.
Con amarezza devo rilevare che il governo in carica (anche con il mio voto) non si è al momento mosso in alcuna delle predette direzioni
benchè fonti governative sostengano( mi pare di capire) di aver scoraggiato il ricorso ai coco.co o co.co.pro. semplicemente innalzando l'aliquota contributiva INPS. Ma se la base imponibile ( il dichiarato compenso erogato al cococo/cocopro) è fuori controllo ovvero non vincolato ai dei minimali ( così come avviene per gli altri rapporti di lavoro e finanche per lo stesso cococo/cocopro ai fini INAIL) c'è da aspettarsi che nessun innalzamento d'aliquota produrrà il risultato sperato.
Se si crede invece alla possibilità che lavoratori autonomi possano collaborare con l'imprenditore in modo coordinato e continuativo o a progetto si deve promuovere tale attività lavorativa cominciando dalla effettiva tutela della retribuzione così come avviene per i lavoratori subordinati a cura dell'art. 36 della Costituzione.
In verità la legge 14.7.1959, n.741 - credo ancora in vigore e quindi applicabile - già nell'anno 1959 si preoccupava con il suo articolo 2 di assicurare (mediante delega al governo) anche ai co.coc.co minimi inderogabili di trattamento economico e normativo.
La scarsa importanza che prima era data al lavoro autonomo rispetto al lavoro dipendente è forse la causa della non applicazione della legge per la categoria dei co.coc.co.
Mi chiedo pertanto se oggi in assenza di altre effettive tutele non sarebbe poi del tutto fuori luogo applicare l'art. 2 della predetta legge e sempre che vi sia una reale volontà politica.
Cordiali saluti.
Postato da: Giuseppe Antonio Pastore | 16.01.07 03:27
No al furto del TFR
che nessun dipendente rivedra' mai piu' se non diluito negli anni che gli resteranno da vivere nel momento in cui andra' in pensione e con un bassissimo valore di acquisto,che in mancanza di uno stato sociale avanzato accrescerebbe la poverta' e l'insicurezza.
State, come e' sempre stato fatto ,mettendo a durissima prova la pazientissima Massa Operaia
di qualsiai pensiero e colore politico,ormai,cosciente della propria forza.
SI a proposte che stimolino la partecipazione operaia nelle imprese ,tramite una legge che leghi il tfr alla partecipazione agli utilli di impresa.
NO al furto dei nostri soldi
Postato da: LEO INCAZZATO | 13.01.07 15:01
PENSIONI DIGNITOSE E UGUAGLI PER TUTTI I CCITTADINI
NO a SUPER PENSIONI e mini PENSIONI.
tutti i cittadini lavoratori contribuiscono in egual misura alla crescita dello stato,lo spazzino comel'operaio,come altrettanto il giudice o il banchiere.
TUTTI HANNO LO STESSO DIRITTO
di ricevere la stessa medesima Pensione.
Questa riforma varrebbe mille riforme e decine di finanziarie gia' da sola
VIVA LA LIBERTA' E L'UGUAGLIANZA .
Postato da: LEO INCAZZATO | 13.01.07 14:15
Cosa dire su tutto quello che sta succedendo in Italia?Che è veramente penoso!!!! Sono una mamma di 32anni, ho perso il lavoro perchè aspettavo un bambino dovevo scegliere se tenermi il bambino o il lavoro, non ho potuto lavorare per 3 anni perchè avevo un bambino troppo piccolo e negli asili comunali non c'è posto, adesso che il bambino con la nuova riforma potrebbe andare alla materna non ci sono le strutture adatte per accogliere i bambini di 2anni e mezzo e siamo costretti a mandarlo in un asilo privato, con tanta fatica ho trovato un lavoro part-time ma con contratto co.co. e ogni giorno sto con la paura che mi possono lasciare a casa quando vogliono!E mio marito è con il contratto a tempo determinato e non si sà quando e se lo assumeranno.Vorremmo comprare una piccola casa (abitiamo in provincia di Milano)per 3persone e ci vogliono +di 180.000euro cioè per 50mqdi casa è una vergogna che lo stato non intervenga,c'è una grande speculazione.E se devi stare in affitto devi pagare più di 600euro al mese.Vorrei saper ma come si può dire che bisogna fare più figli se non si ha nè un lavoro sicuro per poterli mantenere e non si può dare loro una piccola casa per poter vivere in maniera decente?Ma soprattutto dov'è lo STATO per tutelare le madri lavoratrici e i diritti della persona! Mi vergogno di essere un'italiana!! Spero che lei possa dare una forte voce su i reali problemi delle famiglie. Grazie M.Assunta
Postato da: M.Assunta Malfitano | 10.01.07 23:28
Ammesso che in meta' delle famiglie italiane lavori una sola persona il reddito medio non supera i 1400 euro.
DATE NOTIZIE FALSE tramite la tv di stato
UN OPERAIO METALMECCANICO AL 3° LIVELLO prende Mediamente 1350 euro al mese ammesso che abbia 2 figli e moglie a carico.
FALSI
FALSI
FALSI
MA QUALI 1800 euro medi a famiglia...
FALSI
FALSI
..............................siete i piu' FALSI
Postato da: LEO INCAZZATO | 28.12.06 20:50
Egregio Dottor Di Pietro,
Spero che Lei possa condividere quanto contenuto nei seguenti interrogativi:
1) non crede che sia necessaria un'opera di "sfoltimento" all'interno delle P.A.?
2) come si concilia eventualmente questa necessità con l'intenzione da parte di alcuni di voler stabilizzare il precariato?
3) come si concilia, ancora, questa stabilizzazione con il blocco delle assunzioni in molte P.A.?
4) perché le esigenze dei precari sono ritenute maggiormente degne di attenzione rispetto a quelle di chi ha conseguito l'idoneità dopo regolari concorsi?
5) perché in alcuni concorsi i Commissari danno indicazioni, pur generalizzate, ai concorrenti, svantaggiando le persone che non ne hanno bisogno?
6) perché non si pone un limite all'adozione del sistema delle consulenze?
Barbara
Postato da: Barbara Attanasio | 16.12.06 22:01
Caro Di Pietro, nella Sua battaglia per l'equità, non dimentichi la demagogica lotta per i minimi di pensione.= Quì nell'ex ricco NORD EST i percettori di pensioni minime possono essere al 90% ex fannulloni, poichè per evitare di lavorare regolarmente per oltre 35/40 anni si deve possedere un'abilità luciferina, con tutte le possibilità e opportunità che queste terre hanno avuto, oppure in alternativa ex Artigiani e commercianti che nella loro vita lavorativa hanno sempre dichiarato al fisco, e quindi all'INPS, tutt i loroguadagni sino all'ultima liretta.= Capito il giochino?? Lavoro un vita in nero e poi vado in piazza perchè la mia pensione risulta incapiente:= Asta la vista Montenero di Bisaccia:0
Postato da: mario gresele | 15.12.06 10:31
Con il massimo rispetto per precari non dimentichi di proporre quella del BIECO Mobbing.
Un giorno i nostri giovani diranno legittimamente che per siffatta arte dei vigliacchi loro e le proprie famiglie potranno subirne conseguenze irreparabili e la responsabilità sarà di chi oggi rimane a guardare.
Postato da: Carlalberto Iacobucci | 14.12.06 20:42
Per matteo Mazzon:
ma in che mondo vivi e lavori? credi che la flessibilità sia richiesta? credi che sia richiesto lavorare e ringraziare chi ti da lavoro per un mese e se chiedi i tuoi diritti ti mandanoa casa? Ma via per te è facile parlare mica sei a progetto.
Postato da: giovanni tummino | 11.12.06 20:07
ma tutto questo risponde a verità? e se s+ Lei può fare qualcosa?
grazie
Da “il giornale di sardegna del 2 dicembre 2006", scaricabile da www.ilgiornaledisardegna.it
"Tra un cartello stradale el’altro, tra una segnaletica orizzontalee una verticale, all’Anas spunta Parentopoli. E fioccano le chiamate dirette, esattamente come al Tecnocasic.Nell’ente di via Biasi che fa capo al Ministero funziona così ormai da quasi quattro anni: niente più concorsi pubblici, solamente assunzioni dirette. Che guardacaso vanno a premiare figli di dirigenti e capi di compartimento,quelli che all’Anas dettano legge da sempre. Un’altra fucina di parenti in organico e di figli illustri, che spesso prendono i posti dei padri andati in pensione.ANCHE SOTTO le bandiere dell’Anas non mancano le clamorose coincidenze: Giulia Sanna, ad esempio, è la figlia dell’ex capo di compartimento Edoardo Sanna.Ma non si tratta certamente di un caso isolato: a stupire in via Biasi è l’esiguità della pianta organica in relazione al numero di parentele. I dipendenti assunti a tempo indeterminato sono infatti soltanto 120, ecco perché i parenti si notano maggiormente. Ad esempio Maurizio Schirru, ingegnere capo andato in pensione, adesso ha un figlio ingegnere sempre all’Anas, l’azienda di famiglia: si chiama Pie tro Schirru. Poi c’è la dinastia dei Giacobbe, che all’Anas conta parecchio tra i geometri. Il geometra capo si chiama Raffael e Giacobbe, mentre il figlio assunto è Antonio Giacobbe. Il sistema delle assunzioni funziona in questo modo: le chiamate vengono effettuate dal Ministero, ma quasi sempre
sulla base della fiducia espressa dai responsabili cagliaritani, capi compartimento in primis. Tra gli ultimi assunti c’è ad esempio Luca Lostia, che ha i genitori nella direzione nazionale dell’Anas, a Roma. E ci sono, oltre alle parentele esplicite, anche cognomi eccellenti: come Emanuela Sanjust di Teulada, assunta anche lei con chiamata diretta. E tra gli ingegneri ecco spuntare anche un Quattrone , che è il figlio di un altro ex capo di compartimento. Insomma anche all’Anas sembra valere la regola del “tottus in famiglia”, che già vige in moltissimi altri enti pubblici del capoluogo. Il sardo Vincenzo Perra, ad esempio, che ora è capo compartimento a Torino, può vantare addirittura due discendenti diretti nel valzer dell’Anas: uno si chiama Michele, l’altro invece lavora nella penisola. Giacobbe, Perra, Schirru, Sanna: cognomi che si rincorrono, nei corridoi e nei posti che
contano. Eppure sarebbe un ente nazionale, che dipende direttamente dal Governo"
Postato da: giovanni tummino | 11.12.06 20:05
Ministro Di Pietro ci salvi dalle false cooperative porganizzate da grosse aziende soltanto per evadere i contributi assumendo lavoratori senza garanzie senza indennità malattie senza ferie a paghe da fame solo per poter stracciare i prezzi alle aziende che in questo modo hanno ragione ad esternalizzare tutto perchè fanno utili sulle spalle dei lavoratori. Mi creda la situazione del policlinico gemelli fatto vedere da report non è la sola in cui le cooperative finte o vere che siano sfruttano gli operai o gli impiegati. Fanno di peggio, assumono solo in caso di controlli.
Postato da: giovanni tummino | 11.12.06 20:02
REGIONE LAZIO-Avete mai sentito parlare di “Lazio Service S.p.A”?E’ una società fondata nel 2001 nata come strumento operativo della Regione Lazio per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali di esternalizzazione dello svolgimento di attività di servizio effettuate al suo interno e di occupazione dei lavoratori socialmente utili.In parole povere, la Regione Lazio ha creato una società privata con capitale pubblico per assumere i lavoratori socialmente utili che già lavoravano all’interno della stessa amministrazione pubblica.Che senso ha?Non era più logico e meno costoso assumerli direttamente,senza mettere su questo “baraccone” ?Forse la spiegazione sta nel fatto che oltre ai lavoratori socialmente utili la Lazio Service è servita a “sistemare” molte altre persone in modo semplificato,cioè ad assumere senza alcun tipo di selezione e spesso con qualifiche non corrispondenti al titolo posseduto,ma solo basandosi sulle “segnalazioni”,attività in cui, si sa,gli italiani non sono secondi a nessuno.Faccio un esempio:contratto con la qualifica di operatore informatico a persone che non avevano il titolo previsto per essere assunti con tale qualifica.Addirittura contratti da metalmeccanici (più remunerativi)per svolgere mansioni di impiegato amministrativo Faccio notare che le assunzioni di cui ci si meraviglia, sono iniziate con la precedente Giunta guidata da Storace, ma l'attuale Giunta guidata da Marrazzo non solo ha continuato a rinnovare con le più svariate qualifiche i contratti che di volta in volta giungevano a scadenza, ma ha provveduto anche ad effettuare nuove assunzioni.Viene da domandarsi: perchè si ricorre a questi "trucchetti" per aggirare le leggi quando sarebbe più logico, corretto e legale applicarle?Come ben sappiamo, la modalità per accedere al pubblico impiego è il concorso pubblico.Alla Regione Lazio si stanno svolgendo i concorsi indetti nel gennaio 2004,le procedure termineranno nel mese di dicembre,successivamente si formeranno delle graduatorie relativamente a ciascuna delle qualifiche per le quali è stato indetto il concorso. La conseguenza logica sarebbe quella di assumere coloro che risultano inseriti in tali graduatorie.Una volta esaurite le graduatorie,qualora se ne ravviserà la necessità,si procederà a bandire nuovi concorsi pubblici.E’ questa la soluzione più corretta e legale. Perché non usciamo da questo circolo vizioso una volta per tutte?Basta con questo sistema clientelare!!
Postato da: pietro cavali | 07.12.06 12:27
Onorevole Di Pietro, sono un laureato in cerca d’occupazione in quella bellissima terra che è la Sardegna... Ho ritenuto opportuno postare l'articolo del giornale di Sardegna, per evidenziare le assurdità di un sistema in cui è sempre più importante avere "la conoscenza" per poter raggiungere l'obiettivo lavoro... Quanti laureati pieni di buona volontà, carichi di ideali meritocratici e con una preparazione eccellente rimangono esclusi dal mercato del lavoro per colpa di tale sistema? Non ritiene sia necessaria un'azione forte e diretta a cambiare questa situazione ormai intollerabile? La situazione descritta dall'articolo, per nostra sfortuna, non è rappresentativa solo dell'anas, ma di tutti gli enti presenti nel nostro territorio... e aimè.. sinceramente non ne intravvedo una fine... Ma l'articolo 97 della nostra cara Costituzione non detta un principio fondamentale in materia di accesso al pubblico impiego? Mi rivolgo a lei perchè è stato l'unico a proporre e riproporre più volte la questione morale nella politica e le chiedo di affrontare con forza anche il tema dell'accesso al pubblico impiego... La incito a continuare nella sua linea con forza e convinzione, come del resto ha sepre fatto e spero che il suo partito aumenti i consensi a dismisura...
Buon lavoro
Paolo
Postato da: Paolo Pirelli | 02.12.06 12:35
Da “il giornale di sardegna del 2 dicembre 2006", scaricabile da www.ilgiornaledisardegna.it
"Tra un cartello stradale el’altro, tra una segnaletica orizzontalee una verticale, all’Anas spunta Parentopoli. E fioccano le chiamate dirette, esattamente come al Tecnocasic.Nell’ente di via Biasi che fa capo al Ministero funziona così ormai da quasi quattro anni: niente più concorsi pubblici, solamente assunzioni dirette. Che guardacaso vanno a premiare figli di dirigenti e capi di compartimento,quelli che all’Anas dettano legge da sempre. Un’altra fucina di parenti in organico e di figli illustri, che spesso prendono i posti dei padri andati in pensione.ANCHE SOTTO le bandiere dell’Anas non mancano le clamorose coincidenze: Giulia Sanna, ad esempio, è la figlia dell’ex capo di compartimento Edoardo Sanna.Ma non si tratta certamente di un caso isolato: a stupire in via Biasi è l’esiguità della pianta organica in relazione al numero di parentele. I dipendenti assunti a tempo indeterminato sono infatti soltanto 120, ecco perché i parenti si notano maggiormente. Ad esempio Maurizio Schirru, ingegnere capo andato in pensione, adesso ha un figlio ingegnere sempre all’Anas, l’azienda di famiglia: si chiama Pie tro Schirru. Poi c’è la dinastia dei Giacobbe, che all’Anas conta parecchio tra i geometri. Il geometra capo si chiama Raffael e Giacobbe, mentre il figlio assunto è Antonio Giacobbe. Il sistema delle assunzioni funziona in questo modo: le chiamate vengono effettuate dal Ministero, ma quasi sempre
sulla base della fiducia espressa dai responsabili cagliaritani, capi compartimento in primis. Tra gli ultimi assunti c’è ad esempio Luca Lostia, che ha i genitori nella direzione nazionale dell’Anas, a Roma. E ci sono, oltre alle parentele esplicite, anche cognomi eccellenti: come Emanuela Sanjust di Teulada, assunta anche lei con chiamata diretta. E tra gli ingegneri ecco spuntare anche un Quattrone , che è il figlio di un altro ex capo di compartimento. Insomma anche all’Anas sembra valere la regola del “tottus in famiglia”, che già vige in moltissimi altri enti pubblici del capoluogo. Il sardo Vincenzo Perra, ad esempio, che ora è capo compartimento a Torino, può vantare addirittura due discendenti diretti nel valzer dell’Anas: uno si chiama Michele, l’altro invece lavora nella penisola. Giacobbe, Perra, Schirru, Sanna: cognomi che si rincorrono, nei corridoi e nei posti che
contano. Eppure sarebbe un ente nazionale, che dipende direttamente dal Governo"
Postato da: Paolo Pirelli | 02.12.06 11:49
Chi si è sempre opposto all'abolizione dell'art. 18 ha posto il fianco all'introduzione e legittimazione dei rapporti di lavoro, dapprima atipici, oggi pienamente avvallati dal legislatore. Anzichè tolgiere al ceto datoriale l'argomento (corretto) dell'eccessiva stabilità del posto di lavoro, sostituendo la tutela reale con una tutela obbligatoria, economicamente potenziata, è successo di molto, ma di molto peggio. E' bensì vero che la maggior parte dei co.co.pro o dei rapporti committente-lavoratore autonomo non fanno altro che dissimulare un rapporto di lavoro subordinato, ma è altrettanto vero che si fa ben poco per aiutare i lavoratori, sottopagati e privi di tutele, a difendersi, lasciando che sia il singolo ad adire (assumendosene tutti i rischi) le lunghissime ed intasate vie giudiziarie. E' vero, flessibilità non è un sinonimo di precarietà. La flessibilità ben potrebbe anche andare a vantaggio dei lavoratori. E anche la precarietà, che è in qualche modo propria dell'attività imprenditoriale, non necessariamente sarebbe un male, ove la richiesta di un consimile rischio da parte delle imprese nei confronti dei lavoratori fosse adeguatamente retribuita. Lettera vuota il disposto che il compenso deve essere adeguato alla quantità ed alla qualità del lavoro reso, così come sostanzialmente poco efficace è stata l'omologo disposto costituzionale. Le retribuzioni/compensi per lavori a tempo- tendenzialmente- pieno, deve tenere conto, in primis, anche del costo della vita! Inutile propinare stipendi di 800-900 euro netti mensili, quando, quantomeno al nord, ciò significa non riuscire a mantenersi, tantomeno sperare di risparmiare, per non parlare di realizzare progetti e piaceri di vita (casa, figli, vacanze, hobby) che vadano oltre le mera e basilare sopravvivenza (anzi, nemmeno quest'ultima intesa come affitto, bollette, cibo, vestiario, mezzo di locumozione indivduale - tra l'altro spesso richiesto per molti lavori ). Ridere, ma veramente tanto, fa poi la lagnanza che il lavoro in Italia costa troppo! I lavoratori italiani sono tra i meno pagati in tutta Europa! E a fronte di un lordo comunque irrisorio, anche tutti i discorsi sul cuneo fiscale, fanno veramente acqua. Solo i parlamentari italiani, loro sì che sono i più pagati di tutta Europa! Ma sarebbe il male minore, facessero finalmente il bene dei cittadini.
Postato da: Patrizia Gessi | 28.11.06 01:08
Onorevole visto che sono un consulente del lavoro mi permetto di dilungarmi nella mia disamina.
Lei ha scritto riferendosi al contratto a progetto :
La legge va modificata al più presto, l’Italia dei Valori si è già espressa, per l’introduzione di tre modifiche:
- un’azienda può utilizzare la legge solo per una percentuale del 10% della forza lavoro;
(io distinguerei la piccola azienda dalla grande. A volte la piccola ha esigenza di una collaborazione senza particolari vincoli ma con costi sostenibili, mentre le grandi di solito sfruttano la posizione di predominanza nei confronti dei lavoratori)
- la legge va applicata solo in presenza di un reale progetto con obiettivi e tempi definiti;
(stabliamo per legge i requisti che deve avere il progetto in maniera precisa e puntuale - le ricordo che già adesso la legge prevede che il progetto deve essere reale, solo che non viene fatta rispettare)
- il lavoratore co.co.pro deve usufruire di forti sgravi fiscali rispetto al lavoratore a tempo indeterminato per la evidente precarietà del suo stato.
(molti sarebbero invogliati dagli sgravi fiscali a scegliere il contratto a progetto - meglio il lavoro a progetto deve essere una fase transitoria, o un doppio lavoro, oppure ancora meglio : abolite le collaborazione e tagliamo la testa al toro)
Per ciò che riguarda la Legge Biagi va modificata e migliorata e non abrogata.
Ho molti casi in cui è lo stesso lavoratore a chiedere flessibilità della prestazione lavorativa (soprattutto donne).
Flessibilità non sempre vuol dire precarietà.
Flessiilità può voler dire anche competitività e anche poter contemperare il lavoro con le esigenze familiari.
Flessiilità non vuol dire solo contratto a termine.
Flessibilità può voler dire contratto a tempo indeterminato ma flessibile.
Il precariato è determinato da piu' fattori :
gli sbagli del legislatore;
il mancato rispetto delle leggi;
le condizioni economiche in cui versa il paese.
Postato da: MATTEO MAZZON | 25.11.06 02:27
Buongiorno Dott. Dipietro,
le scrivo per manifestare il mio compiacimento verso il suo operato, la ritengo l'unica persona coerente con il prorio programma, degna di fiducia e stima per il suo comportamento e per i suoi principi morali che cerca sempre di portare in evidenza. Ho 32 anni lavoro per una multinazionale e sono il responsabile della filiale italiana. E' vero sono giovane ma allo stesso tempo in gamba e certamente anche fortunato!..Sento il bisogno di darmi da fare per il mio paese e l'unico movimento politico degno è il suo...Volevo quindi darle la mia disponibilità nell'aiutarla qualora possa servire. Ho estrema capacità nel parlare in pubblico, sono un motivatore, gestisco circa 20 venditori oltre a marketing e tecnici, ho buone capacità interpersonali e di andare a fondo dei problemi. Non cerco lavoro, ma voglio aiutarla a crescere nelle attività del suo partito. Ritengo doveroso al giorno d'oggi impegnarsi per migliorare l'economia, la cultura, lo stato sociale..la morale. Ho la sensazione che se si continua di questo passo il futuro dell'italia sia decisamente incerto. Sento la necessità di fare la mia parte contro questo sistema che fin'ora si è dimostrato fallimentare.
spero questa e-mail le arrivi,..la saluto cordialmente..
rodolfo
Postato da: rodolfo falcone | 22.11.06 16:05
Non crede dottor Di Pietro che la politica sia veramente molto malata? Come si sente un deputato che sa di poter andare in pensione dopo tre anni di lavoro quando vota una legge per mandare in pensione tutti "gli altri" italiani solo dopo 40 anni? Non crede che i politici dovrebbero dare il buon esempio evitando sprechi enormi con auto blu o bianche, segretari, sprechi nei ministeri o rinunciando a qualcuno degli enormi privilegi? E' vero che solo palazzo Chigi costa 380 ml di euro all'anno? E pensate di togliere soldi ai pensionati per consentire queste mascalzonate? Perchè invece di dare appoggio a costoro non inizia una crociata per combattere i politici corrotti? Non so se quello che dico c'entra con gli argomenti trattati ma avevo un gran voglia di far sapere che qualche italiano come me ritiene che il male dell'italia sia costituito dalla maggior parte dei politici. Nell'ultima trasmissiione di Santoro un magistrato ha dichiarato che quando esce fuori uno scandalo con politici corrotti tutti gli altri onorevoli si preoccupano solo di coprirlo. Erano anni che si intercettavano telefonate ma quando la cosa ha interessato i politici si cambia la legge e le registrazioni si devono bruciare. Non fa schifo tutto questo? Mi dispiace sapere che lei appoggia costoro. Mi scusi per lo sfogo. Parlo a lei perchè ritengo che avrebbe le carte in regola per ricominciare. Ciro Ciotola
Postato da: Ciro Ciotola | 21.11.06 21:09
Per N.Ferral Scusa se sotto, rivolgendomiti ho storpiato il tuo cognome
Postato da: LEO INCAZZATO | 19.11.06 03:12
Infatti caro N.Farrel io ho fatto un distinguo.
Comunque il sottoscritto e' un diplomato perito chimico che lavora nella calzatura,non come chimico (visto che qui non ci sono concerie,e l'ultima e' stata chiusa da qualche anno) ma come operaio montatore,con doppia prole moglie a carico e mutuo
In una zona dove la calzatura la fa' da padrone con migliaia di aziende e dove non esistono aziende che possano richiedere una qualifica come la mia ,mi sono dovuto adattare invece di di lavorare come impiegato a 100km da casa o fare lavori saltuari con le amministrazioni,comuni ,societa' lettura del gas etc
Anche qui la maggior parte dei giovani prosegue per l'universita' e la maggior parte di questi dovra' spostarsi per avere un lavoro degno del loro studio oppure si dovranno adattare.
Riguardo al lavoro nelle Marche ad esempio e' ormai difficile trovare nuovo personale giovane che lavori alla macchina da cucire in fabbrica o personale addetto alla manovia o al montaggio della scarpa,etc,etc.
P.s questa e' la zona delle aziende di Della Valle tanto per capirci
Eppure il mercato e le aziende sono tangibili ma i giovani locali non vogliono come i loro genitori stare a lavorare in fabbrica 8 ore, ma sognano il posto statale/comunale o l'impiego in azienda in postoi "tranquilli",e comunque non a contatto con la pelle ed il mastice.
Cosi' le aziende sono costrette ad assumere sempre piu' cittadini immigrati.
I salari sono intorno ai 1100 euro;
gli straordinari sono all'ordine del giorno e permettono di raggiungere in certi periodi anchee i 1300/1400 euro gli affitti intorno ai 500 per 80/90mq .
E da operaio ti dico che l'intera politica del lavoro e' sbagliata da quella fatta alla fine degli anni 80 da Bertinotti a quella delle riforme Biagi non atte a favorire l'occupazione e la crescita lavorativa conoscitiva dell'operaio ma solo e sempre di piu' a rendere l'uomo/produttore una mera forza lavoro senza ambizioni e sogni.
Coloro che si sono diplomati o laureati 15/20 anni fa' e' sono ancora alla ricerca del famoso posto comodo a mio parere restano comunque dei sognatori.
Postato da: LEO INCAZZATO | 19.11.06 03:11
Caro Leo con tutto il rispetto per le tue 8 ore in fabbrica c'è chi con la laurea lavora ai fast food e rimane sempre precario, chi ha girato l'Italia cambiando sempre lavoro, chi ha una famiglia e non può allontanarsi da casa e deve pensare al futuro dei propri figli.. poi è anche vero che a volte c'è gente pigra che non vuole sporcarsi le mani ma ti assicuro che quelle persone non hanno problemi su come fare quadrare i conti alla fine del mese o fare progetti per il futuro.. se sai che alcune fabbriche cercano lavoratori invita i disoccupati o precari a visitare i siti in cui ci sono queste mitiche offerte ovviamente solo se "a tempo indeterminato"...
e non ti arrabbiare ... tra chi protesta c'è gente disperata che troppe volte ha visto una pessima gestione politica sull'argomento "lavoro"...
in bocca al lupo
Postato da: n.ferral | 18.11.06 19:58
MASSIMO RISPETTO A CHI PER NECESSITA' OGGETTIVA ,in zone dove realmentee manca lavoro si affida ai cosiddetti lavori precari MA... e distinguo,precari e cococo' sono anche coloro che SI OSTINANO a perseguitare un posto fisso COMODO ,meglio se STATALE .
A 40 anni ancora a fare concorsi,magari conoscendo la propria mediocrita',oppure in cerca del lavoro d'ufficio anche se incerto.
L'operaio in acciaieria no?In fabbrica no?
Lo spazzino tre mesi invece va bene ,lavorare all'anagrafe 6 mesi anche ,fare le supplenze 15 giorni lo stesso ,lavorare in un call center pure perché.... "mica ti sporchi"....
VOLETE mettere poi i sempre precisi rinnovi contrattuali che lo stato elargisce ai suoi dipendenti?
perche lo stato ci tiene ai suoi dipendenti ...ed al suo consenso....
QUINDI PRECARI PER SCELTA E NON PER NECESSITA'.
VENGANO,VENGANO LOR SIGNORI A LAVORARE 8 ORE IN FABBRICA!!!
C'E' SEMPRE BISOGNO DI BRACCIA
LA VERITA'?
E' PIENO DI IPOCRITI
Postato da: LEO INCAZZATO | 18.11.06 00:48
GIA' QUINDICI ANNI FA' LE FERROVIE ITALIANE PERDEVANO MILIARDO DI LIRE AL GIORNO.CIRCA
I POLTICI NON HANNO MAI PENSATO DI VENDERE/PRIVATIZZARE LE F.S.,ma HANNO SVENDUTO QUELLE AZIENDE DELLO STATO CHE REALMENTE PORTAVANO SOLDI e CHE FACEVANO INCASSARE LE SOLITE "MAZZETTE" MAGARI SOTTO FORMA DI CONSULENZE
TUTTA LA CLASSE POLITICA ITALIANA A PARTIRE DA PRODI E' RESPONSABILE,DELLA VENDITA DELLE AZIENDE e DELLE PROPRIETA' DELLO STATO DEGLI ITALIANI .
qualsiasi albero e' buono.......e le corde non mancano
Postato da: LEO INCAZZATO | 18.11.06 00:28
leggete dal blog di Beppe Grillo... forse c'è da riflettere poichè mi sa che c'è molto di vero (se non tutto)... la prego Ministro faccia qualcosa:
“Ferrovie svenate e senza risorse: lo sbilancio è tale da non permettere più di proseguire in uno stato di indebitamento finanziario ... gli immobili di proprietà sono stati venduti tutti”, Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato.
1,8 miliardi di euro è il buco di bilancio previsto per il 2006.
6,1 miliardi di euro sono necessari per non portare i libri in tribunale.
RESET!
Chi ha amministrato le Ferrovie negli ultimi anni? Catania.
Chi è stato ministro dei Trasporti negli ultimi anni? Lunardi.
Chi era presidente del Consiglio negli ultimi anni? Berlusconi.
E Moretti dove ha lavorato negli ultimi vent'anni?
I SEIVIRGOLAUNO miliardi di euro li paghino loro.
Non sono debiti nostri, sono cosa loro.
Romano Prodi ha detto che interverrà, ma come? Nel solito modo.
Tasse ai cittadini. E ai responsabili del fallimento liquidazioni di milioni di euro, cariche parlamentari riccamente pagate, scorte a carico dello Stato.
RESET!
Prodi deve quantificare