
Centinaia di migliaia di coppie vivono insieme in Italia senza essere sposate. Molte hanno dei figli. Nessuna ha dei diritti pensionistici o previdenziali. Parliamo di famiglie vere che si trovano nella impossibilità di fare operazioni quotidiane consentite solo a chi ha contratto matrimonio.
In Italia si regolarizza tutto, di fatto anche il crimine con l’ultimo indulto. Le sanatorie e i condoni si sono succeduti grazie al centro destra negli ultimi anni. In questa situazione non regolarizzare le famiglie di fatto è incomprensibile.
La famiglia tradizionale sta cambiando, ci si sposa di rado sia con rito civile che religioso e di questo si deve prendere semplicemente atto. Non è osteggiando i Pacs che si cambiano le dinamiche sociali. Ma senza l’estensione di alcuni diritti fondamentali delle coppie sposate alle coppie di fatto si crea disuguaglianza sociale, in particolare per le fasce di reddito più basse. Il programma dell’Unione prevede l’estensione di alcuni diritti alle coppie di fatto, tutti i partiti della coalizione lo hanno sottoscritto. I Pacs non sono contro la Chiesa, ma a favore delle famiglie e dei loro diritti. Tutte le famiglie devono essere al centro della politica con pari diritti e doveri, secondo principi di equità e solidarietà.













L'Italia dei Valori, pur sostenendo le riforme nel settore della giustizia proposte dal ministro Mastella, chiede all'Unione di procedere al più presto all'abolizione delle leggi 'vergogna' ad personam approvate dalla Cdl nella passata legislatura e l'esame di una proposta di legge per impedire la candidatura alle elezioni di chi abbia avuto condanne penali passate in giudicato.
Si chiede l'abolizione della ex Cirielli, della Pecorella e del falso in bilancio.
I tempi della giustizia sono intollerabili, per questo l’Italia dei Valori propone un pacchetto di interventi per accorciarli e, allo stesso tempo, apportare alcuni cambiamenti necessari come la ineleggibilità dei condannati.
Ho richiesto che quest’ultimo provvedimento venga messo all’ordine del giorno e ci si possa esprimere in Parlamento con un voto esplicito.

Oggi ho rilasciato un'intervista alla Repubblica sulla proposta di fondazioni poltiche per finanziare i partitii avanzata da Sposetti (Ds) e Tremonti (FI).
ADP: Sono solo furbizie e furbate. Non solo noi dell'Idv voteremo contro, ma cominciamo a chiederci, quando ci viene chiesta una firma, dov'è il trucco, e se è meglio dire all'interlocutore di turno "voglio vederci chiaro, ripassa domani".
La Repubblica: La proposta Sposetti Tremonti è un modo surrettizio per finanziare la politica?
ADP: E' un'altra delle perle che si inserisce nel progetto assai poco nobile che vede trasversalmente d'accordo tutti i partiti. Dovendo ripianare le casse, si mettono insieme per fare le leggi che danno una veste giuridica ai loro comportamenti anomali.
La Repubblica: La disturba soprattutto il fatto che sia un'operazione bipartisan?
ADP: Come l'indulto, è una manovra trasversale, una brutta operazione fortunatamente scoperta, come è avvenuto per l'emendamento Fuda, che tagliava la prescrizione. Dietro c'è un'evidente morale: al di là delle litigate in tv, sui temi che riguardano la sopravvivenza del personale poltico non c'è alcuna differenza tra destra e sinistra. I partiti trovano un'intesa con la furbizia di inserire la norma all'ultimo momento in contenitori anomali, in modo che nessuno se ne accorga.
La Repubblica: Se si arriverà al voto che farete?
ADP: Voteremo contro, ma sarà ininfluente se non ci sarà una forte protesta dei cittadini.Qui si rischia una maggioranza bulgara del 70-80 per cento. Come piccolo partito sono preoccupato che un'altra volta una cosa del genere non venga scoperta.
La Repubblica: Mani Pulite non è servita a niente?
ADP: A ben vedere, è stata più un danno che un vantaggio visto che alla fine il risultato è che si è 'ingegnerizzato' il sistema per aggirare le regole sul finanziamento pubblico.
La Repubblica: In che senso?
ADP: Da quando i cittadini, con il referendum, lo hanno bocciato, si è scatenata una corsa agli interventi artificiosi. A cominciare dal nome, quello che prima si chiamava finaziamento adesso è solo un rimborso. Poi ci sono le furbizie inserite cammin facendo, visto che la seconda Repubblica dà lezioni alla prima dove i finanziamenti illeciti erano almeno penalmente perseguibili. Ora c'è l'escamotage: i partiti ...
