31 Gennaio 2007
PACS

Centinaia di migliaia di coppie vivono insieme in Italia senza essere sposate. Molte hanno dei figli. Nessuna ha dei diritti pensionistici o previdenziali. Parliamo di famiglie vere che si trovano nella impossibilità di fare operazioni quotidiane consentite solo a chi ha contratto matrimonio.
In Italia si regolarizza tutto, di fatto anche il crimine con l’ultimo indulto. Le sanatorie e i condoni si sono succeduti grazie al centro destra negli ultimi anni. In questa situazione non regolarizzare le famiglie di fatto è incomprensibile.
La famiglia tradizionale sta cambiando, ci si sposa di rado sia con rito civile che religioso e di questo si deve prendere semplicemente atto. Non è osteggiando i Pacs che si cambiano le dinamiche sociali. Ma senza l’estensione di alcuni diritti fondamentali delle coppie sposate alle coppie di fatto si crea disuguaglianza sociale, in particolare per le fasce di reddito più basse. Il programma dell’Unione prevede l’estensione di alcuni diritti alle coppie di fatto, tutti i partiti della coalizione lo hanno sottoscritto. I Pacs non sono contro la Chiesa, ma a favore delle famiglie e dei loro diritti. Tutte le famiglie devono essere al centro della politica con pari diritti e doveri, secondo principi di equità e solidarietà.
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27 Gennaio 2007
Consiglio dei Ministri. Liberalizzazioni
Testo: "La prima importante decisione è stata quella che viene chiamata “rifinanziamento della missione in Afghanistan” ma che è costituita, in realtà, da una serie di provvedimenti presi per mettere in condizione i militari italiani in giro per il mondo, sotto l’egida dell’ONU, di fare il loro dovere. Un’altra decisione è quella che coinvolge le liberalizzazioni nel nostro Paese: ne abbiamo previste tante, dalla ricarica dei telefonini alla riforma di isituti importanti come la Banca d’Italia, la Consob, l’Isvap. Abbiamo anche approvato in via preventiva la riforma delle cosiddette “Authority”: finora troppe volte l’interessato controllava se stesso, è chiaro che se la mano destra controlla la sinistra e la testa è sempre quella, la destra darà sempre ragione alla sinistra. Ora alcuni organismi si occuperanno dei controlli, altri della gestione. Anche in materia di infrastrutture sono stati presi provvedimenti: abbiamo corretto il codice degli appalti con due decreti attuativi; abbiamo previsto questa mattina al CIPE la nuova direttiva che disciplina le convenzioni autostradali, per dare più certezza al consumatore; abbiamo effettuato investimenti ulteriori per completare opere come il passante di Mestre e l’Asti-Cuneo. Abbiamo anche approvato una serie di interventi in materia di scuola aprendo alle fondazioni private. Ci sono stati altri provvedimenti, dai più semplici come la liberalizzazione di attività, che mette in favorisce la competitività e il libero mercato, quindi la concorrenza: sono interventi che interessano il consumatore perché i prezzi diminuiscono e migliorano il prodotto e il servizio. Sono decisioni prese in maniera condivisa da tutti; soltanto per quanto riguarda il rifinanziamento delle missioni all’estero ci sono state tre prese di posizione degli esponenti governativi dei Comunisti Italiani, dei Verdi e di Rifondazione Comunista che non si sono opposti ma figuratamente si sono assentati: abbiamo di fatto deciso all’unanimità, anche se un’unanimità monca. Loro hanno richiesto, prima di dare l’assenso, che ci fosse in Parlamento attenzione maggiore su questo tema particolarissimo. L’Italia sta in questo mondo e quando ci sono obblighi internazionali noi non ci possiamo fermare a metà ma dobbiamo indirizzarli in modo che possano servire alla pace e alla solidarietà. Questo è lo spirito e l’impegno che ci siamo presi: noi siamo un Governo, un’Istituzione, uno Stato che è credibile in quanto mantiene gli impegni presi."
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24 Gennaio 2007
No ai condannati in Parlamento

L'Italia dei Valori, pur sostenendo le riforme nel settore della giustizia proposte dal ministro Mastella, chiede all'Unione di procedere al più presto all'abolizione delle leggi 'vergogna' ad personam approvate dalla Cdl nella passata legislatura e l'esame di una proposta di legge per impedire la candidatura alle elezioni di chi abbia avuto condanne penali passate in giudicato.
Si chiede l'abolizione della ex Cirielli, della Pecorella e del falso in bilancio.
I tempi della giustizia sono intollerabili, per questo l’Italia dei Valori propone un pacchetto di interventi per accorciarli e, allo stesso tempo, apportare alcuni cambiamenti necessari come la ineleggibilità dei condannati.
Ho richiesto che quest’ultimo provvedimento venga messo all’ordine del giorno e ci si possa esprimere in Parlamento con un voto esplicito.
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22 Gennaio 2007
Consiglio dei Ministri trasparente
Da questa settimana ho deciso di riferire ai cittadini le decisioni prese dal Consiglio dei ministri con un filmato pubblicato su YouTube.
Testo:
"Oggi, venerdì 19 gennaio, c'è stato il secondo Consiglio dei Ministri di questo nuovo anno.
Di regola, il Consiglio dei Ministri c'è ogni venerdì mattina ed è bene che chi vi partecipa riferisca ai cittadini, all'opinione pubblica che cosa è avvenuto, che cosa è accaduto, che cosa abbiamo fatto, che cosa abbiamo deciso in modo che ci sia trasparenza completa delle decisioni che andiamo a prendere.
Come funziona il Consiglio dei Ministri: il martedì, in genere, o il mercoledì c'è il cosiddetto pre-consiglio cioè le strutture tecniche, i nostri uffici di gabinetto, uffici legislativi, le direzioni si riuniscono e discutono sul piano tecnico i provvedimenti che devono essere adottati nel prossimo Consiglio dei Ministri. Alla fine della discussione si può arrivare ad una condivisione tecnica, e allora viene inserita in un ordine del giorno che si chiama di Tipo A, o possono arrivare a una non condivisione sul piano tecnico dunque viene inserita in un ordine del giorno di Tipo B. Nell'ordine del giorno di Tipo B vengono anche inseriti quei provvedimenti che necessitano di decisioni politiche.
Oggi ci sono stati diversi provvedimenti portati all'ordine del giorno di Tipo A: la nomina di un prefetto, di un questore, di un ambasciatore, di un dirigente di prima fascia, le decisioni che riguardano alcuni decreti interministeriali di attuazione.
Poi ci sono i provvedimenti che richiedono decisioni politiche: per esempio, abbiamo preso due importanti decisioni, una che riguarda le politiche agricole l'altra che riguarda l'attuazione della riforma Costituzionale che nel 2001 fu fatta dal centrosinistra, la cosiddetta riforma del federalismo compreso il federalismo fiscale.
Questo provvedimento è stato presentato dal Ministro degli Affari Regionali Linda Lanzillotta; su questo provvedimento c'eravamo già consultati noi Ministri a gruppi o singolarmente con la stessa Lanzillotta nelle settimane precedenti. E' una riforma, oserei dire, copernicana perché prevede che d'ora in poi ci sia un solo centro decisionale per i provvedimenti che si discutono, per abbreviare i tempi, responsabilizzare le persone, per non frammentare le decisioni e nell'ambito di questo tutto ciò che riguarda il Comune sarà deciso dal Comune, la Provincia dalla Provincia e così via. Oggi, troppa legislazione sulle competenze "concorrenti" impedisce di arrivare a una decisione finale: con questa riforma ci prefiggiamo di agevolare risposte di rapide e certe, è un disegno di legge che va in Parlamento per la discussione e che attuerà un altro capitolo importante della Costituzione.
Sempre oggi, abbiamo discusso alcuni incentivi per gli agricoltori che investono in prodotti che possono servire a produrre energia alternativa, per esempio le biomasse, e per poter rilanciare, in generale, produttività e qualità.
Credo siano due provvedimenti importanti.
Ancora, dovevamo decidere al CIPE, un organismo della Presidenza del Consiglio che si occupa di prendere decisioni di rilevanza economica, il rifinanziamento del passante di Mestre e il finanziamento e nuova concessione dell'Asti-Cuneo: abbiamo rinviato la discussione a settimana prossima perché ieri sera i sindacati di categoria ci hanno chiesto, prima di approvare la direttiva a monte di questi interventi, di essere sentiti per esprimere il loro punto di vista su questa questione. Siamo nei tempi, perché dobbiamo decidere entro fine mese e il prossimo Consiglio dei Ministri è il 26 gennaio, e la concertazione è uno dei punti cardine con cui il centrosinistra vuole andare avanti.
Ecco, questo è lo spaccato di una giornata del Consiglio dei Ministri, le decisioni che di regola si prendono: come vedete non è solo un luogo di rissa e incomprensione, ma un luogo di lavoro dove le persone cercano di fare il loro dovere con tutta la buona fede possibile.
Con questo spirito voglio tenervi informati settimana per settimana di quel che noi decidiamo, in modo che i cittadini possano sapere cosa avviene dall'"altra parte" della stanza."
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20 Gennaio 2007
Fondazioni politiche

Oggi ho rilasciato un'intervista alla Repubblica sulla proposta di fondazioni poltiche per finanziare i partitii avanzata da Sposetti (Ds) e Tremonti (FI).
ADP: Sono solo furbizie e furbate. Non solo noi dell'Idv voteremo contro, ma cominciamo a chiederci, quando ci viene chiesta una firma, dov'è il trucco, e se è meglio dire all'interlocutore di turno "voglio vederci chiaro, ripassa domani".
La Repubblica: La proposta Sposetti Tremonti è un modo surrettizio per finanziare la politica?
ADP: E' un'altra delle perle che si inserisce nel progetto assai poco nobile che vede trasversalmente d'accordo tutti i partiti. Dovendo ripianare le casse, si mettono insieme per fare le leggi che danno una veste giuridica ai loro comportamenti anomali.
La Repubblica: La disturba soprattutto il fatto che sia un'operazione bipartisan?
ADP: Come l'indulto, è una manovra trasversale, una brutta operazione fortunatamente scoperta, come è avvenuto per l'emendamento Fuda, che tagliava la prescrizione. Dietro c'è un'evidente morale: al di là delle litigate in tv, sui temi che riguardano la sopravvivenza del personale poltico non c'è alcuna differenza tra destra e sinistra. I partiti trovano un'intesa con la furbizia di inserire la norma all'ultimo momento in contenitori anomali, in modo che nessuno se ne accorga.
La Repubblica: Se si arriverà al voto che farete?
ADP: Voteremo contro, ma sarà ininfluente se non ci sarà una forte protesta dei cittadini.Qui si rischia una maggioranza bulgara del 70-80 per cento. Come piccolo partito sono preoccupato che un'altra volta una cosa del genere non venga scoperta.
La Repubblica: Mani Pulite non è servita a niente?
ADP: A ben vedere, è stata più un danno che un vantaggio visto che alla fine il risultato è che si è 'ingegnerizzato' il sistema per aggirare le regole sul finanziamento pubblico.
La Repubblica: In che senso?
ADP: Da quando i cittadini, con il referendum, lo hanno bocciato, si è scatenata una corsa agli interventi artificiosi. A cominciare dal nome, quello che prima si chiamava finaziamento adesso è solo un rimborso. Poi ci sono le furbizie inserite cammin facendo, visto che la seconda Repubblica dà lezioni alla prima dove i finanziamenti illeciti erano almeno penalmente perseguibili. Ora c'è l'escamotage: i partiti si fanno dare i soldi dallo Stato. Non sono più illeciti, ma restano immorali.
La Repubblica: Qual'è l'anomalia di fondo?
ADP: Due esempi: a ogni elezione è previsto un rimborso che copre l'intera legislatura, anche se s'interrompe prima. E' una furbata perchè i soldi si sommano. Il rimborso poi è calcolato in base a ogni cittadino elettore e non su chi ha votato. In più, per lo stesso partito, sono previsti soldi per ogni gruppo di eletti alle Camere, in Europa, nelle Regioni. E' una moltiplicazione dei pani e dei pesci che decuplica i costi della politica.
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19 Gennaio 2007
Inceneritori

Ho ricevuto una richiesta di spiegazioni sulla posizione dell’Italia dei Valori in merito agli inceneritori. In particolare sulla risposta data dall’on.Borghesi di Idv al signor Ellis Favotto.
L’IDV non è a favore degli inceneritori. I rischi per la salute causati dagli inceneritori possono essere giustificabili solo in presenza di situazioni di emergenza e solo per il tempo strettamente necessario per superarle. Nel blog ho espresso in passato questa posizione e non l’ho cambiata. Per evitare fraintendimenti in futuro su alcuni argomenti, in particolare sugli inceneritori, risponderò sempre in prima persona.
“Egregio On. Di Pietro,
Le scrivo in quanto sono rimasto a dir poco “sconcertato” dalla risposta dell’on. Borghesi – data a nome suo – e spedita a Ellis Favotto in merito alla questione inceneritori.
E’ scandaloso che Lei sul suo blog scriva che “l’Italia dei Valori si opporrà alla costruzione di nuovi inceneritori, anche con la richiesta dell'abolizione dei finanziamenti fino ad oggi disposti, e proporrà interventi legislativi a favore di una riduzione dei rifiuti all’origine e di sostegno alle aziende impegnate nel settore del riutilizzo dei rifiuti.” e che l’On. Borghesi affermi che ciò che è scritto sul blog “non vale” perché il partito di IDV “si è sempre espresso a favore”. Io leggo il suo blog e sinceramente ora mi chiedo quanto sia credibile quello che Lei scrive se poi mi arrivano smentite di questo “calibro”.
Non Le nascondo la mia simpatia e vicinanza al “suo” partito e a Lei come persona … tuttavia questa uscita ed altre recenti (vedi Pedemontana Veneta, Mose, …) mi hanno profondamente deluso.
Sinceramente Le dico che ho perso la fiducia nei suoi confronti e nei confronti del “suo” partito.
Il sottoscritto ha sostenuto Italia dei Valori nelle Nazionali, nelle Provinciali e anche nelle Comunali. Ho fornito un grande impegno sia come informazione sia come propaganda elettorale (fatta quasi totalmente a mie spese) in quanto credevo nel progetto/programma di IdV.
Il Coordinatore Provinciale (De Zanet) mi conosce molto bene come conosce molto bene mia moglie. Mi sono impegnato con le persone e sinceramente ora mi sento in dovere di comunicare a loro questa nuova posizione del Partito.
Chiaramente non rinnoverò più la tessera ed anzi prego il Coordinatore di cancellarmi dalla Mailing List in quanto non autorizzo più l’utilizzo della mia Email e del mio cellulare per comunicazioni varie.
Sono molto molto deluso in quanto credevo soprattutto nella “trasparenza” del partito e della sua persona. A questo punto non noto più differenza tra il “suo” partito e tutti gli altri.
Mi dispiace veramente. Credevo molto in Lei.
Tali affermazioni sono di una incongruenza ed incoerenza inaccettabili ed evidenziano oltretutto una totale mancanza di rispetto nei confronti dell’intero popolo italiano da parte del partito IDV.
Mi auguro che arrivi una smentita da parte sua. In ogni caso, essendo anche Presidente dell’Associazione GRILLITREVISO invierò in copia il tutto a Beppe Grillo, Maurizio Pallante, Stefano Montanari, Gianluigi Salvador, Eduardo Rina e Walter Bianco per capire le loro reazioni.
Saluti Pamio Ing. Maurizio. Associazione GRILLITREVISO”
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18 Gennaio 2007
La targa a Bettino Craxi

La moralità di un Paese si giudica anche da chi viene onorato con la dedica di una via o di una piazza. I molti consensi per una targa a Bettino Craxi a Milano denotano un Paese dai valori sempre più confusi e contraddittori. Craxi è morto da latitante per evitare il carcere. Nella targa cosa si dovrebbe scrivere? Bettino Craxi corruttore? Perchè questa e non altra è la verità.
Il tempo non cancella i fatti. La memoria di un Paese è importante. I cittadini onesti sarebbero umiliati da un riconoscimento a Craxi. Si afferma che la targa rappresenterebbe la fine di un’epoca dove la magistratura ha comandato sulla politica. Nulla di più falso. La magistratura ha solo applicato la legge per il cittadino Craxi che è stato riconosciuto colpevole di corruzione e finanziamento illecito ai partiti. La targa a Craxi sarebbe un ulteriore conferma del tramonto dei valori della giustizia dopo le leggi ad personam e l’indulto.
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15 Gennaio 2007
Politica e Rete

Repubblica.it ha pubblicato una mia intervista in occasione dei suoi dieci anni.
Repubblica.it: Ministro Di Pietro, come le è venuta l'idea del blog?
ADP: L'idea del blog mi è venuta perché sono convinto che si tratti di uno strumento di comunicazione diretta, quindi senza intermediari, fra me e i cittadini italiani. E poi, permette di ricevere consigli, e pure critiche, che mi sono utili a migliorare il mio operato. Una forma di trasparenza, insomma, e di relazione con gli elettori.
Repubblica.it: E il video?
ADP: YouTube va nella stessa direzione: con un filmato posso comunicare con i cittadini, attraverso la Rete, in modo immediato. E' quel che mi preme. Lo stesso filmato può essere commentato pubblicamente da chi lo vede.
Repubblica.it: La Rete come luogo privilegiato della politica?
ADP: Esattamente. Che poi, è un po' quel che è avvenuto con la televisione, nel secolo scorso. Bisogna tenere presente che negli Stati Uniti, metà delle persone accede alla banda larga. Tra pochi anni, la Rete entrerà in tutte le case.
Repubblica.it: Quand'è che ha iniziato a "frequentare" il web?
ADP: Ho iniziato a usare Internet alcuni anni fa per informarmi, un po' come tutti. Il motivo principale del mio interesse è stato proprio questo, la possibilità, offerta dalla Rete, di accedere alle notizie in tempo reale, e di poter confrontare diverse fonti contemporaneamente.
Repubblica.it: Oltre al suo blog "istituzionale", lei usa il web anche a scopi personali?
ADP: Lo utilizzo soprattutto per la posta elettronica. Ricevo un numero davvero elevato di e-mail, soprattutto da privati cittadini. E cerco di dare una risposta a tutti. La Rete, e questo è importante, è anche un laboratorio politico, e quindi seguo con molta attenzione i nuovi fenomeni di aggregazione e di rappresentanza, quelli per intenderci che spesso vengono definiti 'democrazia diretta'. E' una nuova forma di partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Con la possibilità inoltre, di controllare e indirizzare l'operato di chi è stato eletto.
Repubblica.it: In questo senso, come commenta la copertina di Time dedicata all'internauta come "persona dell'anno"?
ADP: Molto positivamente, significa che la persona torna al centro dell'informazione e dei processi sociali, diventa soggetto attivo e non più passivo. E' un passo avanti per l'attuazione della democrazia.
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14 Gennaio 2007
Livorno, Italia

Una pattuglia dei Carabinieri è stata aggredita a Livorno mentre interveniva per spostare alcune auto parcheggiate in seconda fila di fronte a un bar e permettere il passaggio di un’autopompa dei vigili del fuoco. Ottanta persone che sostavano di fronte al bar hanno picchiato tre carabinieri dopo aver lanciato bulloni e biglie d’acciaio contro la loro macchina. Si tratta di vigliacchi, come ha correttamente dichiarato il comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri Pasquale Santoro. I Carabinieri rischiano la vita ogni giorno per proteggerci: vanno rispettati.
Livorno non può essere criminalizzata per questo episodio, in quanto è allo stesso livello di ogni altra città italiana. La mancanza di senso civico sta purtroppo entrando nel nostro tessuto civile. Gli esempi di indifferenza verso i principi di legalità che vengono da una parte consistente del Parlamento, e mi riferisco sia all’indulto che ai parlamentari condannati in via definitiva anche per reati gravi, generano l’dea che in Italia tutto sia lecito, tutto sia permesso contro le istituzioni senza subire nessuna conseguenza.
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11 Gennaio 2007
Le intercettazioni di Caserta

Oggi è stata registrata una parte dell'incontro di Caserta e trasmessa da radio radicale senza che i presenti fossero informati. Io non ho alcuna questione personale con Pannella. Sono dell'idea, e anche disponibile a realizzarla, che ogni riunione del Consiglio dei Ministri debba tenersi in una casa di vetro, anzi sulla pubblica piazza. Ma il problema e', e resta, un altro: non e' possibile che qualcuno di nascosto intercetti le conversazioni altrui, addirittura quelle del Governo, senza chiedere il permesso.
Nel corso del vertice di Caserta ho posto un problema politico che non puo' essere derubricato alla solita bravata di Pannella. Oggi abbiamo discusso di politica economica, ma cosa sarebbe accaduto se in quel momento fossero stati in discussione, ad esempio, problemi esiziali per la sicurezza del Paese? E quanti altri Consigli dei Ministri sono stati registrati? Da parte mia massima disponibilita' alla trasparenza, ma purche' lo si decida prima tutti insieme. Proprio il Partito Radicale, che tanto sbandiera i diritti di libertà, dimostra di non rispettare il diritto delle persone a non avere conversazioni riservate registrate a propria insaputa.
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10 Gennaio 2007
Il finanziamento pubblico all'editoria

Il contenimento della spesa pubblica e l’eliminazione degli sprechi sono due temi su cui l’Italia dei Valori si sta impegnando dall’inizio di questa legislatura. Tra i costi sostenuti dallo Stato c’è il finanziamento alle testate giornalistiche di partito e non. Io non credo che lo Stato debba trasformarsi in editore e surrogare alla mancanza di lettori, e quindi di copie vendute, con finanziamenti di milioni di euro a centinaia di testate. Si discute di liberalizzazioni e di libero mercato, ma se i giornalisti vivono in parte grazie ai contributi statali, si può ancora e legittimamente parlare di informazione libera? I giornali devono avere un unico riferimento: il lettore. Se il lettore apprezza i contenuti, le vendite saranno sufficienti a sostenere il giornale. In caso contrario deve chiudere. L’editoria assistita rappresenta oltre che uno spreco, un condizionamento indiretto della politica editoriale da parte dello Stato. L’Italia dei Valori proporrà una riduzione dei finanziamenti all’editoria con il taglio di ogni fondo a tutte le testate prive di una reale valenza sociale e a tutte le testate di partito. I fondi per queste ultime possono essere reperiti nei finanziamenti già previsti per i partiti.
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8 Gennaio 2007
Appalti trasparenti

La prossima riforma del Codice degli appalti da me voluta, il cui iter è stato riportato da Il Sole 24 ore del 5 gennaio 2007 che allego, ha come obiettivi l’introduzione di una maggiore trasparenza, la riduzione dei casi in cui è ammessa la trattativa privata e un più attento monitoraggio dei grandi appalti, includendo in questo anche i flussi finanziari connessi alla realizzazione delle opere. I controlli potranno in futuro essere attuati su tutte le imprese coinvolte, a partire dal general contractor.
Gli accordi antimafia già presenti nel Codice saranno resi più efficaci per prevenire e reprimere tentativi di infiltrazione mafiosa. Inoltre, l’impresa che ha già vinto una gara non potrà più acquisire ulteriori attività senza che sia pubblicato un bando informativo.
L’approvazione della riforma è prevista per il mese di gennaio. Maggiori controlli e trasparenza consentiranno risparmi per l’Amministrazione pubblica e rispetto dei tempi realizzativi.
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4 Gennaio 2007
La questione morale

Oggi mi sono espresso sul Corriere della Sera sulla questione morale. Riporto le mie dichiarazioni.
Se Mastella dice che sono una zavorra morale ha ragione. Ne sono onorato. Vuol dire che tengo fermo chi, nella maggioranza, vuol realizzare cose immorali. La mia posizione non è quella di sommo moralizzatore. Io sono solo un politico che ha ricevuto un mandato. Ma mi sto rendendo conto che nella coalizione mi ritrovo sempre in solitudine quando si tratta di difendere la questione morale. Una questione che non è stata ancora affrontata come si dovrebbe, né durante il governo Berlusconi, né con questo esecutivo di centrosinistra. Il fatto che si discuta ancora di questione morale, infatti, è la prova che non è stata risolta. La nostra maggioranza è divisa tra chi la vuole affrontare e chi no. Basta vedere le dichiarazioni di Prodi sull'indulto: prima ha detto che è una legge che non condivideva, poi che la rifarebbe. Una schizofrenia dettata dalle contraddizioni interne.
Il nodo non è Clemente Mastella. Lui è solo uno abituato con spregiudicatezza a cavalcare nicchie di consenso per tornaconto politico. Nella difesa del comma Fuda sulla prescrizione dei reati contabili, il suo tentativo è stato quello di ingraziarsi Fuda stesso e la miriade di amministratori locali chiamati a restituire davanti alla Corte dei Conti quello che hanno sperperato per negligenza o imperizia. Mastella conta di fare cassetta elettorale. Un mercimonio della politica che lascio a chi lo pratica. Ho chiesto a Prodi di convocare al più presto una riunione programmatica sui temi della giustizia e della questione morale dove decidere cosa realizzare e soprattutto come.
In merito al comma Fuda rivendico di aver chiesto l'intervento della magistratura. Perchè non è una questione politica: ci troviamo di fronte a un falso in atto pubblico. Al Consiglio dei ministri che si è tenuto prima del deposito del maxiemendamento quel comma non c'era. Quindi è stato inserito dopo l'approvazione. E solo un funzionario governativo poteva fare una roba del genere. Il mandante politico, poi, è da scoprire. Intanto voglio il nome del funzionario che ha tradito Parlamento e Governo. E che va cacciato subito via. Ho sventato il colpo di spugna che si voleva realizzare con quel comma. Il Premier è con me e lo ha dimostrato eliminando il comma all'ultimo Consiglio dei ministri. Ha fatto una scelta di campo che gli fa onore. Il problema, semmai, è per Mastella. Se dice che la prescrizione Fuda è giusta si sta opponendo al Premier e al Consiglio dei ministri. Li sta offendendo ipotizzando che sono tutti sotto il mio ricatto, mentre è lui a porsi sempre in termini ricattatori. Vada via dalla maggioranza, se non è contento. Perchè io, invece, ho intenzione di restare e di vigilare sulla questione morale.
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2 Gennaio 2007
La nuova legge elettorale

Riporto la mia intervista al Corriere della Sera di oggi sulla legge elettorale.
CdS: Antonio Di Pietro, ha ascoltato le parole del presidente Napolitano sulla legge elettorale? Invita a cercare pazientemente un accordo.
ADP: Ma su questo la pensiamo tutti allo stesso modo. Il problema, semmai, è un altro.
CdS: Quale?
ADP: Che se si crede che il ritorno al maggioritario sia la panacea per tutti i mali si sbaglia di grosso.
CdS: Il presidente della Repubblica dice: cercare un accordo su meccanismi elettorali che rendano più lineare e sicura la formazione delle maggioranze chiamate a governare il Paese. Come a dire: quel che è stato fatto finora non ha funzionato.
ADP: Il maggioritario, così come è stato previsto, elimina solo i partiti piccoli, ma non consente di individuare nei partiti più grandi il candidato che l'elettore desidera mandare in Parlamento. E che finora anche il nuovo sistema abbia prodotto aberrazioni è evidente. Dunque io sono per la riforma della legge elettorale - ma non per il referendum -, e per una legge che garantisca governabilità ed equa rappresentanza.
CdS: E cioè?
ADP: Propendo per un cancellierato alla tedesca. Noi di Italia dei Valori, ad esempio, crediamo che si possa trovare un sistema per mettere insieme la giusta rappresentanza degli interessi diffusi, la governabilità - magari con uno sbarramento al 5 per cento, così si evitano i mille partitini - e nello stesso tempo il modello tedesco. O anche il modello che si usa da noi per le regionali.
CdS: Lei è un proporzionalista convinto?
ADP: Penso che gli effetti nefasti del proporzionale di un tempo siano ancora sotto gli occhi di tutti per la lottizzazione effettuata nella Prima Repubblica. Ma credo che stiamo prendendo coscienza anche delle conseguenze negative del maggioritario all'italiana: solo dieci persone che stabiliscono chi va in Parlamento... Ecco perchè la cosa che mi interessa di più come partito è quella di aprire un dialogo sulla legge elettorale anche con i partiti dell'opposizione.
CdS: Casini ha detto: scriviamo insieme le regole del gioco.
ADP: Sì, e ha proposto il modello alla tedesca nel quale anch'io credo. C'è materiale sul quale lavorare insieme, direi.
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