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Il processo Sme

tribunale di Milano Il processo Sme
La sentenza del processo Sme dimostra che non c’è stato accanimento giudiziario nei confronti di Berlusconi. L’esercizio dell’azione penale della procura milanese è stato legittimo e doveroso perchè il fatto è risultato vero, visto che per quello stesso episodio altre persone, in intima colleganza con l’imputato assolto, sono state condannate, seppur in via non definitiva per un rinvio dell’ultima ora della Cassazione. Mi riferisco a Cesare Previti.
Se c’è qualcuno che ha strumentalizzato le inchieste politicamente vorrei capire chi è. In questi anni la vera vittima della strumentalizzazione è stata la magistratura, e in particolare quella milanese, che ha dovuto subire una pressione politica da parte di altre istituzioni, in particolare dal Parlamento che negli anni passati ha emanato leggi ad personam a mano a mano che servivano ad alcuni dei suoi componenti.
Per quanto riguarda una valutazione di merito stiamo parlando di un fatto risultato vero perchè in appello Previti è stato condannato per aver effettuato quel reato in nome e per conto di Berlusconi. Ma va ammesso in effetti, che a sinistra, come a destra, questo caso, che era e doveva rimanere giudiziario, è stato strumentalizzato. Ma così si è fatto solo il gioco di Berlusconi che è riuscito a fare meglio ciò che fin dal primo tempo aveva in mente. E cioè buttarla in politica facendo passare la sua vicenda giudiziaria come scontro politico, mentre era solo un confronto suo personale con la giustizia.
Berlusconi, una volta indagato, aveva due strade: correre dai magistrati per far valere la sua innocenza, e il caso si sarebbe chiuso in pochi mesi. Oppure scontrarsi con loro cercando di rimandare il più possibile il momento del giudizio. Ha scelto la seconda strada.
Lasciando alla storia le carte processuali, la morale è che le istituzioni ne sono uscite sconfitte. Lo sono perchè, quando ci sono le assoluzioni, come nel caso di Berlusconi, la magistratura inquirente viene criminalizzata. E quando, invece, ci sono le condanne, come nella vicenda analoga Imi-Sir, chi è condannato, e mi riferisco ancora a Previti, non ne paga le conseguenze, visto che dovrebbe decadere da deputato, e invece, a quasi un anno dalla sentenza defintiva, è ancora parlamentare.
(*) testo da una intervista al Corriere della Sera

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Consiglio dei Ministri. Allarme siccità?

CDM_24-4-07_Allarme-siccita.jpg YouTube Libero Video Podcast QuickTime 56K Audio Mp3 Testo: "Poiché settimana scorsa si sono celebrati i congressi di DS e Margherita, il Consiglio dei Ministri si è svolto martedì. Venerdì scorso, quindi, si è parlato molto mentre l’altro ieri si è fatto qualcosa di concreto e, aggiungo io, di meglio. Abbiamo preso decisioni rispetto a tre temi importanti: l'ambiente, l'acqua in relazione al problema della siccità, l'immigrazione. Quello sull'immigrazione è un provvedimento molto delicato: non è perfetto ma è l'impostazione della revisione della legge Bossi-Fini, che prevedeva un sistema con tante barriere e filtri. Diciamo subito che non abbiamo aperto le porte a chiunque. Anche noi vogliamo evitare l’immigrazione indiscriminata e sapere chi vive, e cosa fa, nel nostro territorio. Le novità principali: i CPT, intesi come luogo più di detenzione che di assistenza, sono stati eliminati; è stata prevista la figura del tutor, che chiamando l'immigrato a lavorare in Italia se ne assume la responsabilità. Pensate alle colf, a coloro che fanno assistenza agli anziani. L'immigrazione non è solo criminalità, che esiste e va combattuta così come va contrastato il fenomeno della clandestinità, ma è anche funzionale alla vivibilità del nostro Paese e delle nostre famiglie. E' stato previsto anche il diritto di cittadinanza: su questo noi di Italia dei Valori ci auguriamo che il Parlamento presti molta attenzione. Attualmente la norma dice che "se conosci la cultura italiana, dopo un certo periodo puoi acquisire la cittadinanza"; io sono dell'idea che si debba dire qualcosa di più: "se ti riconosci nella cultura italiana, dopo un certo periodo, pagando le tasse ed avendo un lavoro, puoi dirti cittadino italiano". Il Consiglio dei Ministri ha poi affrontato il tema dell'ambiente, o meglio dei cosiddetti reati ambientali, su cui c'era un vuoto legislativo. Tutti diciamo che bisogna rispettare l'ambiente, non bisogna inquinare e rovinare la salute dei cittadini, ma ... Leggi tutto ...

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Mario Monti risponde

Martin_Lutero.jpg Mario Monti ha risposto sul Corriere della Sera al mio commento sull'articolo "Controriforma di struttura". "Condivido in larga parte quanto scrive il ministro Di Pietro: l'ansia di riforme volte a "mettere l'economia al servizio dei cittadini", l'affermazione che "l'Italia ha bisogno di riforme economiche, di nuove regole a tutela di piccoli azionisti, risparmiatori e consumatori, di entrare nel capitalismo vero", l'elenco dei temi da affrontare. Confido che il ministro, il quale sa unire veemenza ed efficacia, riesca a far prevalere concretamente questa linea nel governo e nella maggioranza. E' una linea sulla quale anzi - i lettori ricorderanno - ho sollecitato da tempo un accordo bipartisan. Ed è la linea alla quale ho cercato di dare un contributo, sul piano europeo. Non condivido invece due punti. Primo, che finora in Italia non vi sia stata proprio nessuna riforma mi sembra una tesi (come direbbero i politici) "ingenerosa", in particolare nei confronti dell'attuale e di precedenti governi dei quali Antonio Di Pietro ha fatto parte. Certo, è necessaria una forte accelerazione. Secondo, credo legittimo invocare riforme per un'economia di mercato più rigorosa e, al tempo stesso, esprimere perplessità su cambiamenti di regole in corso d'opera. Spero infine che il governo, evitando di introdurre tali cambiamenti (golden shakes), promuova invece iniziative, come suggerito da Di Pietro, contro le mega buonuscite (golden hand-shake)." Mario Monti

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Incontro Programmatico Nazionale di Italia dei Valori

logobn.jpg Sabato 5 maggio 2007 l’Italia dei Valori si riunirà a Roma alle ore 10:00 presso il Palafiera in via dell’Arcadia n. 40, per avviare il dibattito interno sui temi che verranno affrontati compiutamente nella Assemblea Programmatica prevista nel prossimo mese di settembre, nel corso dell’Incontro Nazionale. Saranno presentate le linee guida del nostro programma per i prossimi appuntamenti parlamentari, chiedendo a tutta la nostra organizzazione di dare il suo contributo che verrà poi elaborato dai Dipartimenti Tematici e finalizzato in una sintesi operativa. Alla manifestazione interverranno insieme a me anche esponenti autorevoli del Governo e dei partiti. L’incontro è aperto al pubblico e siete invitati a partecipare per dare il vostro contributo. A presto Allego alcune informazioni su come raggiungere il Palafiera in Via dell’Arcadia n. 40, a Roma: Collegamenti urbani Collegamenti diretti con il centro storico (bus 714, 30, 716, 160), con la FAO (bus 160), con l'EUR (bus 30, 671, 714, 716). Le stazioni della metropolitana più vicine sono PIRAMIDE (linea B) collegata alla Fiera con i bus 670 e 716 e GARBATELLA (linea B) collegata alla Fiera con il bus 670 e 716. Collegamenti ferroviari Dalla stazione Termini (bus 714) tutti i principali collegamenti con il nord e sud Italia. Dalla stazione Ostiense (bus 670 e 716) collegamenti ferroviari con Genova, Torino e Ventimiglia. Collegamenti aerei La Fiera si trova a 20 minuti dall'aeroporto Leonardo da Vinci (raggiungibile in treno anche dalla stazione Termini e dalla stazione Ostiense) ed a 30 minuti dall'aeroporto di Ciampino. Collegamenti autostradali In meno di 10 minuti la Via Cristoforo Colombo collega la Fiera di Roma con il Grande Raccordo Anulare (G.R.A.) al quale si allacciano tutti i principali nodi autostradali: A1 per Firenze e Napoli, A12 per l'aeroporto Leonardo da Vinci e per Civitavecchia, A24 per L'Aquila e Pescara, Via Pontina per Latina.

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Riforma e Controriforma

Mario_Monti.jpg Lettera inviata al Corriere della Sera: Caro direttore, Le invio il mio commento relativamente all’articolo: “Controriforma di struttura” di Mario Monti pubblicato il 22 aprile. “In Italia in campo economico vige lo status quo. Un immobilismo su cui vigilano molto attentamente coloro che, per posizione ed autorevolezza, dovrebbero promuovere le riforme, il liberismo, regole di mercato autentiche, il rafforzamento delle autorità di controllo. Costoro invece contestano al sottoscritto, che vuole mettere l’economia al servizio dei cittadini, di interferire con un supposto mondo ideale che si autoregola per magia. Si scrive di una Controriforma strutturale in atto da parte dello Stato, di un pericolo oscuro. Una valutazione partigiana e in sé impossibile perchè, prima della Controriforma, deve esserci una Riforma. La “grande confusione mentale”, “l’assenza di guida del governo” e “lo spregiudicato disegno” li respingo al mittente. Si citano i casi di Abertis e di Telecom come prevaricazione dello Stato sul mercato, sulle sacre regole dell’economia. Ma di che regole si sta parlando? Forse delle scatole cinesi, delle stock option, dei megastipendi, delle mega buone uscite, dei conflitti palesi di interessi con consiglieri presenti in sei/sette consigli di amministrazione, della impossibilità da parte dei piccoli azionisti di avere rappresentanza, degli investimenti non effettuati a fronte dell’aumento dei pedaggi, degli acquisti di aziende fatti indebitandole? Ci si dimentica di sottolineare che nei casi di Autostrade e di Telecom sono in gioco due reti fondamentali per il Paese: le autostrade e la dorsale telefonica. Lo Stato non dovrebbe esprimere un’opinione? E allora a cosa serve lo Stato? Il tanto invocato mercato è la solita foglia di fico di interessi privati. Autostrade e Telecom sono di fatto due monopoli, settori protetti dei quali lo Stato è concessionario, il mercato è un’altra cosa. L’Italia ha bisogno di riforme economiche, di nuove regole a tutela dei piccoli azionisti e dei consumatori, di entrare nel capitalismo vero. Quello che premia il capitale di rischio e spedisce in galera i dirigenti disonesti, come è successo negli Stati Uniti per Enron. Il Financial Times ha pubblicato di recente un articolo di una pagina sulla cronica mancanza di investimenti esteri ... Leggi tutto ...

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