
La sentenza del processo Sme dimostra che non c’è stato accanimento giudiziario nei confronti di Berlusconi. L’esercizio dell’azione penale della procura milanese è stato legittimo e doveroso perchè il fatto è risultato vero, visto che per quello stesso episodio altre persone, in intima colleganza con l’imputato assolto, sono state condannate, seppur in via non definitiva per un rinvio dell’ultima ora della Cassazione. Mi riferisco a Cesare Previti.
Se c’è qualcuno che ha strumentalizzato le inchieste politicamente vorrei capire chi è. In questi anni la vera vittima della strumentalizzazione è stata la magistratura, e in particolare quella milanese, che ha dovuto subire una pressione politica da parte di altre istituzioni, in particolare dal Parlamento che negli anni passati ha emanato leggi ad personam a mano a mano che servivano ad alcuni dei suoi componenti.
Per quanto riguarda una valutazione di merito stiamo parlando di un fatto risultato vero perchè in appello Previti è stato condannato per aver effettuato quel reato in nome e per conto di Berlusconi. Ma va ammesso in effetti, che a sinistra, come a destra, questo caso, che era e doveva rimanere giudiziario, è stato strumentalizzato. Ma così si è fatto solo il gioco di Berlusconi che è riuscito a fare meglio ciò che fin dal primo tempo aveva in mente. E cioè buttarla in politica facendo passare la sua vicenda giudiziaria come scontro politico, mentre era solo un confronto suo personale con la giustizia.
Berlusconi, una volta indagato, aveva due strade: correre dai magistrati per far valere la sua innocenza, e il caso si sarebbe chiuso in pochi mesi. Oppure scontrarsi con loro cercando di rimandare il più possibile il momento del giudizio. Ha scelto la seconda strada.
Lasciando alla storia le carte processuali, la morale è che le istituzioni ne sono uscite sconfitte. Lo sono perchè, quando ci sono le assoluzioni, come nel caso di Berlusconi, la magistratura inquirente viene criminalizzata. E quando, invece, ci sono le condanne, come nella vicenda analoga Imi-Sir, chi è condannato, e mi riferisco ancora a Previti, non ne paga le conseguenze, visto che dovrebbe decadere da deputato, e invece, a quasi un anno dalla sentenza defintiva, è ancora parlamentare.
(*) testo da una intervista al Corriere della Sera











Mario Monti ha risposto sul Corriere della Sera al
Sabato 5 maggio 2007 l’Italia dei Valori si riunirà a Roma alle ore 10:00 presso il
Lettera inviata al Corriere della Sera:
Caro direttore,
Le invio il mio commento relativamente all’articolo: “