
Il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, nella sua relazione odierna ha puntato il dito contro le strutture organizzative complesse a cui spesso ricorrono le aziende italiane quotate, indicando le strutture a piramide come causa di scarsa trasparenza. È una situazione cui occorre porre rimedio, modificando sia le norme relative alle società che il funzionamento delle authority che regolano e controllano il mercato.
Come Ministro e come rappresentante dell’Italia dei Valori ho sottolineato in diverse circostanze l’esigenza di modificare il meccanismo delle scatole cinesi, di risolvere i conflitti di interesse in campo economico che, come il Governatore, vedo sempre presenti nei meccanismi degli intrecci azionari. Lo ripeto per l’ennesima volta, sono interventi da fare subito, per evitare di chiudere la stalla dopo che i furbetti sono scappati e fornire le giuste tutele al mercato e ai consumatori.
E proprio il costante riferimento alla tutela dei consumatori è una nota qualificante delle valutazioni di Draghi.
Le fusioni bancarie non saranno operazioni utili al Paese se le famiglie, i clienti e i piccoli azionisti non ne avranno dei benefici.












In Russia è in corso, da tempo, una preoccupante trasformazione con forti derive illiberali. Dopo gli omicidi della
Voglio ringraziare gli italiani che hanno dato il loro voto all’Italia dei Valori. Nel centro sinistra siamo stati l’unico partito premiato dagli elettori, in alcuni casi il nostro voto è stato quadruplicato. Io credo che questo sia avvenuto per il nostro impegno ad affrontare temi concreti come lo sviluppo del Paese e la sicurezza dei cittadini.
Due considerazioni sulle elezioni amministrative.
La prima è che il partito delle astensioni è sempre più forte e la distanza dei cittadini dalla politica, a destra come a sinistra, aumenta di giorno in giorno.
La seconda è che la divisione tra Nord e Centro Sud del Paese, già evidente alle politiche, si sta radicalizzando con spinte autonomistiche che potrebbero sfuggire di mano.
Il Governo di cui faccio parte ha alcune colpe gravi. Non ha mantenuto le promesse in materia di giustizia, di riforme sociali, di riforme elettorali. Non ha avuto il coraggio che si aspettavano i suoi elettori. Non ha, in sostanza, fatto politica.
L’indulto è stato, dopo la porcata di Calderoli, la porcata dell’Unione con l’appoggio del centro destra. Gli elettori del centro sinistra se ne sono ricordati disertando le urne. Quanti voti abbiamo perso per proteggere con questa legge amministratori legati ai partiti? Perchè questo e non altri era il vero obiettivo dell’indulto. In questi giorni si parla di costi della politica dappertutto, l’Italia dei Valori e Franca Rame in particolare ne fanno una battaglia da anni senza che nessun partito ci abbia dato in passato un reale supporto.
Se non affrontiamo questo e altri problemi e non cambiamo marcia e direzione il Paese ci manderà tutti a casa.


Riporto un'intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore.
«Oggi i partiti devono guardare oltre se stessi, abbandonare la politica del ricatto che serve a mantenere la propria nicchia. Il referendum elettorale è l'unico antidoto alla malattia dell'Italia che resta la partitocrazia. Il referendum è l'unico strumento democratico, come nel'93, per dare una spallata al sistema politico».
Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei valori, usa accenti forti per scendere in campo in favore del referendum elettorale. Lo fa con una riflessione sui dilaganti sentimenti di ostilità alla politica. E con un parallelo fra lo scollamento di oggi e quello degli anni '90, quando lui era il pm di Mani Pulite, l'artefice numero uno del crollo della politica. «La via giudiziaria - dice - stavolta non ci sarà: Tangentopoli si consuma tutti i giorni, peggio di prima, ma non ci sarà una nuova Mani pulite perché domina l'indifferenza. Il ruolo di spallata al sistema della politica che ebbe la magistratura quindici anni fa potrebbe averlo ora soltanto la Rete. Ci sono blog dove si ritrovano a parlare di politica centinaia di migliaia di persone che un politico non riuscirebbe mai a portare in una piazza».
Sole: Ministro Di Pietro, il male italiano è la legge elettorale, il ritorno al proporzionale?
ADP: Sì, ma non illudiamoci che sarà mai cambiata da questa classe politica. La legge elettorale questo Parlamento non potrà che farla a propria immagine e somiglianza. Non puoi chiedere a un rapinatore di costituirsi per andare in carcere, il pentimento biblico in politica non si è mai visto.
Sole: Dice Massimo D'Alema che spira il vento del 1992 e il ceto politico rischia di andare tutto a casa. Lei che ne pensa?
ADP: È un'osservazione fondata, ma in questi quindici anni la politica aveva tutto il tempo di rigenerarsi sul piano del personale politico, riconvertirsi sul piano dell'etica, rivitalizzarsi sul fronte dell'azione politica. Io sono al Governo da pochi mesi e mi sto occupando del partito del fare, ma tutti quelli che in questi quindici anni hanno fatto politica a destra e a sinistra si lamentano che la politica ha perso il ...
