24 Maggio 2007
Consiglio dei Ministri. Il caso Visco
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Testo:
"Poiché venerdì sarà l'ultimo giorno di campagna elettorale, il Consiglio dei Ministri si è svolto di mercoledì, questa settimana.
Prima del Consiglio, si è riunito il CIPE, di cui fanno alcuni Ministri che decidono se ammettere al finanziamento, e quindi darne il via, opere pubbliche proposte dai vari Ministeri competenti. Oggi ho portato la proposta dell'Asti-Cuneo. Abbiamo risolto l'accordo tra pubblico e privato, il CIPE l'ha approvato e quindi è stato fatto un altro passo avanti verso un'infrastruttura per la quale sono stati reperiti i relativi finanziamenti e le regole del gioco sono state scritte in modo trasparente. Alla faccia di quelli che ci accusano di non fare infrastrutture o di usare regole non chiare.
Come si vede, noi lavoriamo e lo facciamo nell'interesse dei cittadini.
Voglio segnalare un disegno di legge in materia di giustizia. Ha contribuito a scriverlo il sottosegretario Li Gotti, di Italia dei Valori: non ci siamo limitati a dire "no" ma abbiamo segnalato la necessità di una serie di norme minime, che quindi costano poco, che possono aiutare davvero la macchina della giustizia. Telematica, la Rete, il sistema delle notifiche e delle verbalizzazioni, personale per le cancellerie e le segreterie, l'utilizzo di praticanti avvocati che avrebbero la possibilità di fare esperienza e dare aiuto operativo agli uffici che ne hanno bisogno.
E' un provvedimento sul quale metto volentieri la firma perchè aiuta a sbloccare la situazione attuale. Speriamo che anche questa volta non si dica che mi metto sempre contro: noi siamo a favore dei provvedimenti che aiutano la giustizia, non di quelli che la ostacolano.
A proposito di giustizia, permettetemi di raccontare qualcosa che non c'entra col Consiglio dei Ministri ma che indubbiamente sta provocando una certa tensione all'interno della maggioranza.
Io non intendo adeguarmi alle difese d'ufficio preconcette e per partito preso. Mi riferisco ai rapporti tra Visco e la Guardia di Finanza, su un fatto accaduto l'anno scorso e che suscita polemica oggi, a ridosso delle elezioni, il che dimostra la strumentalizzazione ad opera del centrodestra.
Preso atto di questo, però, il problema è un altro: il fatto di cui si discute è vero o falso? L'anno scorso a pochi giorni dall'insediamento del Governo, il viceministro Visco, con un appunto manoscritto, dice al Comando Generale della Guardia di Finanza, al Comandante Speciale, "devi trasferire immediatamente il Comandante del Nucleo Regionale della GdF di Milano, il Comandante del Nucleo Regionale della Polizia Tributaria della GdF, il Comandante della Compagnia della GdF, il Comandante del Nucleo di Polizia Giudiziaria della GdF". La testa pensante dell'organizzazione investigativa della Finanza a Milano.
Cosa stavano facendo, queste persone? Stavano collaborando così a fondo con la Procura di Milano su delicate indagini da aver ricevuto, quindici giorni prima, un encomio. Stavano facendo indagini sull'Unipol, su Banca Antonveneta, sulla scalata al Corriere e così via: le indagini più delicate in materia finanziaria e bancaria.
Perchè vengono richiesti questi trasferimenti? "La richiesta è immotivata", così dice il Comando Generale al Procuratore Generale della Repubblica di Milano, a verbale.
Rispetto a questo fatto, bisogna capire perchè è stato mandato il Presidente del Consiglio in Parlamento a dire che era un normale avvicendamento. Non lo era. Il normale avvicendamento avviene col consenso delle parti, eventualmente dopo una serie di proposte tra gli amministratori e gli interessati. Questi si voleva fossero mandati via dalla sera alla mattina. Il Comando Generale, però, dimostrando la sua autonomia dalla politica aveva risposto: "spiegami perchè, altrimenti non lo faccio" e così è avvenuto. E' intervenuto il Procuratore Generale della Repubblica di Milano e non se n'è fatto niente.
Dopo un anno, sotto elezioni, la vicenda è stata tirata fuori in maniera strumentale, ma il problema che si pone è del tutto politico: al Presidente del Consiglio è stata passata l'informazione che quello era un normale avvicendamento. Quanto meno è stato un errore di valutazione ma certamente normale non è.
Rispetto a tutto questo mi sono permesso di dire che la strumentalizzazione c'è e la conosciamo, ma bisogna capire perchè si volevano spostare quelle persone. Questo è il quesito che ho sottoposto e per questo sono stato messo sotto processo ancora una volta. Questa è l'Italia."
Postato da Antonio Di Pietro in Informazione

