17 Maggio 2007
Luigi Calabresi, 35 anni dopo

Pubblico la lettera di Luigi Li Gotti, Sottosegretario alla Giustizia per Italia dei Valori, per il trentacinquesimo anniversario della morte del commissario Luigi Calabresi.
"Alle 9.15 del 17 maggio 1972 in via Cherubini a Milano veniva ucciso il commissario di Polizia Luigi Calabresi. L'assassino lo colpiva esplodendo due colpi di pistola alla nuca e alla schiena mentre il giovane commissario era intento ad aprire la portiera della sua Fiat 500.
Per quel delitto sono stati definitivamente condannati Ovidio Bompressi (esecutore materiale), Leonardo Marino (alla guida dell'autovettura utilizzata per la fuga), Adriano Sofri e Giorgio Pietrostefani (mandanti del delitto).
Questo omicidio è stato una delle pagine più turpi del terrorismo politico in Italia. Luigi Calabresi venne per anni minacciato di morte, ma continuò a svolgere il suo lavoro al servizio dello Stato, della Legge e dei cittadini. Le vergognose menzogne scritte contro di lui hanno una ben individuata paternità, non disconosciuta.
E' stato infatti Adriano Sofri l'autore di scritti vergognosi e macabri.
Il giovane commissario venne strumentalmente accusato di essere il responsabile della morte di Giuseppe Pinelli. La magistratura accertò che quando Pinelli precipitò dalla stanza al quarto piano della Questura di Milano, Calabresi non era neppure presente. Ciò nonostante il giornale Lotta Continua, diretto da Adriano Sofri, scrisse che poco importava l'assenza di Calabresi in quella stanza e che il commissario era comunque responsabile, tanto da essere stata decretata la sua morte.
La campagna di odio non è cessata con la morte di Luigi Calabresi perchè, per anni e anni, il suo nome e il suo ricordo sono stati offuscati da numerosi cosiddetti intellettuali e politici.
Oggi lo Stato e le istituzioni recuperano la memoria e, dopo 35 anni, Milano solennemente ricorda il suo sacrificio.
L'Italia dei Valori si inchina, nel ricordo di un uomo onesto, leale Servitore fedele dello Stato.
Luigi Calabresi appartiene alla Storia del nostro Paese e costituisce una figura esemplare di grande italiano.
Così intendiamo ricordarlo e onorarlo."
Luigi Li Gotti
Postato da Antonio Di Pietro in Giustizia