12 Giugno 2007
La credibilità dell’esecutivo

Riporto un'intervista rilasciata al Corriere della Sera e pubblicata oggi a pagina 9:
ROMA – Adesso può dire che l’aveva detto. Perché sin dall’inizio Antonio Di Pietro ha contestato l’operato del governo sul «caso Visco», arrivando a presentare al Senato una mozione per il ritiro della delega sulla Guardia di Finanza al viceministro dell’Economia. E costringendo così l’esecutivo a doverlo assecondare per non rischiare di essere battuto a Palazzo Madama.
CdS: La Corte dei conti le dà ragione?
ADP: «La fretta è cattiva consigliera e quindi evidentemente ha causato anche errori procedurali. Ma non è il problema principale, perché questo tipo di sbagli si superano facilmente».
CdS: E il resto?
ADP: «Appunto, quello è più difficile da superare».
CdS: Che cosa non l’ha soddisfatta?
ADP: «Resta l’incongruenza tra le ragioni della sostituzione e la nomina a magistrato della Corte dei Conti sulla quale, con molta schiettezza e onestà intellettuale di cui bisogna dargli atto, ha avuto modo di esprimersi lo stesso ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa».
CdS: Non bisognava proporre il nuovo incarico al generale Speciale?
ADP: «Assolutamente no! Non si può revocare un ruolo ad una persona – sia essa un alto ufficiale o un impiegato – qualificandola come indegna e poi chiederle di andare alla Corte dei Conti».
CdS: E allora qual era la soluzione?
ADP: «Bisognava aprire una normale procedura di avvicendamento con tempi tecnici da rispettare e con il consenso dell’interessato. Oppure bisognava qualificarlo per come è stato qualificato, ma allora andava deferito di fronte alla Corte dei Conti, non designato a farne parte».
CdS: Lei resta dunque negativo su tutto?
ADP: «Certamente, ma non perché adesso ci siano anche dei rilievi formali di cui tenere conto. Questo, lo ripeto, non è il punto critico. In gioco c’è la credibilità del governo, che deve essere assolutamente ricostruita».
CdS: Come?
ADP: «Mi auguro che prima o poi, a mente fredda, ci possa essere una valutazione pacata di quanto è accaduto. La questione è chiara: o si restituisce l’onore al generale Speciale o si motiva la sua destituzione in modo concreto, con accuse precise che vanno al di là delle considerazioni politiche. E ricordandosi sempre che quando si fanno le cose in fretta, questi sono i risultati che si ottengono».
Postato da Antonio Di Pietro in Giustizia