21 Giugno 2007

La guerra sulle strade

Annico.jpg

In un piccolo paese, Annico in provincia di Cremona, sono state falciate sulle strisce pedonali due madri con i loro figli. Un bambino di sei mesi si è salvato solo perchè la sua carrozzella è stata spinta lontano dalla madre prima di essere investita. Carla Maria e Fiorenza di poco più di trent’anni, Sara di 11 anni sono morte per causa di un motociclista, che ne risponderà alla Giustizia. In Italia è assente una cultura della sicurezza stradale. Ieri è successo a Annico, domani sarà altrove, tutti i giorni muoiono persone sulle strade. Ciclisti e pedoni vengono uccisi nelle grandi città, un dato ormai acquisito come se fosse inevitabile.
Si possono e si devono certamente inasprire le leggi e operare maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine. Queste azioni non serviranno però a nulla se non vi sarà allo stesso tempo una presa di coscienza a livello nazionale del massacro che avviene sulle nostre strade. Migliaia di morti e decine di migliaia di feriti ogni anno sono una emergenza nazionale che va affrontata con determinazione.
Su questo punto mi farò promotore come ministro delle Infrastrutture per un tavolo congiunto sulla sicurezza stradale con i diversi attori coinvolti: dal ministero dei Trasporti, al ministero dell’Istruzione, ai produttori di auto, ai media.
Il mio ministero sta già avviando, comunque, una serie di misure per ridurre gli incidenti stradali sulle quali vi terrò informati attraverso il blog. Tra queste, l’indirizzo all’Anas e ai concessionari autostradali di adeguare al più presto il manto stradale con asfalto auto drenante che permette una visibilità nettamente migliore in caso di pioggia con la riduzione degli incidenti.

Postato da Antonio Di Pietro in Società