Consiglio dei Ministri. Finanziaria: stop al debito

cdm_28-9-07_stopdebito.jpg

Testo:

"Al consiglio dei Ministri di venerdì 28, dicono i giornali, abbiamo varato la finanziaria. Vuol dire tutto e niente: in realtà ogni anno si approva il bilancio dello Stato e, se necessario, l'annessa finanziaria. Il bilancio è l'insieme delle entrate dello Stato, soprattutto le imposte, e delle uscite, cioè come vengono spesi i soldi. La finanziaria descrive l'utilizzo delle somme in più, o in meno, rispetto al bilancio.
Ad esempio, il primo capitolo di bilancio è il pagamento degli interessi passivi del debito che lo Stato paga. Pensate che solo di interessi passivi paghiamo 70 miliardi di euro. Interessi passivi, cioè non il capitale prestato allo Stato ma gli interessi su questo capitale, maturati “grazie” alle politiche dei vari Craxi, Andreotti, Forlani della Prima Repubblica.
Il primo nostro impegno è quindi di non aumentare il debito, per non aumentare il costo degli interessi che sarà a carico dei giovani. Ogni volta che ci indebitiamo roviniamo il futuro dei giovani che dovranno lavorare per pagare gli interessi su questo debito.
Con la finanziaria dell'anno scorso abbiamo ripianato tutti i debiti della Seconda Repubblica, noi non facciamo nessun debito.
Il bilancio contempla, quindi, pensioni, sanità, spese obbligatorie, scuole eccetera. Quest'anno, non servono altri 40 miliardi, come lo scorso, ma ne bastano 11: questo ci permette di non aumentare le tasse ma anzi di restituire qualcosa. Alle prime case di valore inferiore a 60.000 euro, abbiamo destinato 2 miliardi di sgravi ICI.
Poiché quest'anno sono avanzati 7,5 miliardi di euro, grazie alle migliori entrare rispetto a quelle previste, possiamo destinare delle somme ulteriori a solidarietà, sviluppo e infrastrutture, cooperazione internazionale – le strutture all'ONU e alla UE vanno pagate.
Siamo riusciti, quindi, a destinare gli 11 miliardi di quest'anno e i 7,5 avanzati senza aumentare le tasse e senza fare altri debiti. Credo che sia una gestione corretta ed onesta, da “buon padre di famiglia”.
Personalmente avrei fatto qualcosa di diverso: per esempio avrei destinato un miliardo di euro in più alla sicurezza. Per la solidarietà abbiamo previsto due miliardi di restituzioni una tantum, un miliardo per gli affitti, un miliardo per l'ICI, altri 800 milioni per l'edilizia pubblica. Insomma molto per la solidarietà ma, mi insegnate, di sola solidarietà non si vive: bisogna anche evitare che il delinquente entri in casa.
Io, comunque, posso testimoniare che con questa coalizione meglio non si sarebbe potuto fare.
Mi auguro che voi possiate ora dire la vostra perché in Parlamento questa legge deve essere discussa e può essere migliorata e voglio sapere cosa ne pensate voi.
Questi tre mesi organizzeremo appuntamenti periodici man mano che la legge prosegue il suo iter, affinché voi possiate darci la vostra opinione. Italia dei Valori in Parlamento potrà portare queste richieste e cercheremo di far sentire direttamente la vostra voce in Aula.
Cominceremo sabato prossimo. Da venerdì a domenica, a Vasto, si tiene la festa di Italia dei Valori cioè un momento di incontro di noi che facciamo politica con tutti coloro che vogliono ascoltarci e incontrarci.
Sabato pomeriggio alle ore 17 inizieremo questa serie di incontri grazie a Second Life, sulla nostra isola Never Land, dove potrete parlare con noi e darci informazioni. In questi mesi, poi, attraverso il blog potremo continuare questo percorso di riflessione.
Per assistere all'evento di Vasto non sarà necessario venire fino a là: trasmetteremo in streaming l'evento e potrete interloquire in diretta e nei prossimi mesi.
Sabato, avremmo voluto iniziare questo confronto insieme a tutti i leader del Partito Democratico ma ce ne sono alcuni, come Veltroni, che improvvisamente ha deciso di non venire. Non è un buon modo, da parte dei futuri leader del PD, di confrontarsi con una forza alleata quello di disertare un appuntamento ed evitare, appunto, questo confronto.
Noi le sedie ce le metteremo lo stesso, magari ci faremo salire qualche giovane preparato della società civile che sicuramente ci darà qualche consiglio in più.
A sabato."

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Commenti

W il V-DAY.

Caro Beppe Grillo,

ha mai provato a calcolare quanto ammonta il bilancio complessivo di spesa della casta-politichese:
stipendi,
indennità,
vitalizi con scala mobile e oltre,
gettoni di presenza,
affitti,
immobili,
ici,
foresteria,
traslochi,
segreterie,
contributi ai gruppi parlamentari e ai quotidiani,
personale,
viaggi,
consulenze,
rimborsi spese sanitarie quasi totali,
vitto,
alberghi,
raccomandati,
macchina,
autista,
carburante,
cellulare,
sconti,
etc.

Naturalmente il bilancio di spesa e su tutti:
quirinale,
presidenze,
parlamenti,
regioni,
province,
comunali e
circoscrizionali.

Molto probabile sono causa del deficit e di conseguenza del debito pubblico.

La questione che voglio porre può essere epocale, basta:
re,
dittature,
regimi militari,
politici,
partiti,
impunità e privilegi.

Gli eletti delle liste civiche beppegrilliane eseguono alla lettera le leggi proposte, elaborate e votate da noi.

Ecco alcune regole:
info-internet,
internet gratuito,
internet point,
contributi volontari,
bilancio pubblico,
no spese e si volontariato,
iscrizione su sito web protetto con ssl (128 bit),
username e password.

Nel sito web, tutto è deciso dal 50% più uno fra tutti gli iscritti:
statuto,
iniziative,
programma.

La parte più interessante del sito web, è dove ogni iscritto può dare proposte e soluzioni su qualunque argomento.

Ogni proposta e soluzione è messa ai voti:
si,
no,
indecisi e
percentuale dei votanti iscritti,
quelle che superano il 50% più uno degli iscritti è legge.

Qualunque argomento intendo:
affari esteri,
ambiente e tutela territorio,
beni e attività culturali,
comunicazioni,
difesa,
economia e finanze,
giustizia,
infrastrutture e trasporti,
interno,
istruzione università e ricerca,
lavoro e politiche sociali,
agricole e forestali,
sviluppo economico,
tesoro bilancio e programmazione economica,
salute,
etc.

Tanti saluti e buona maturazione!


dal sito web:
http://www.societacivile.it/primopiano/articoli_pp/berlusconi/nuovicandidati.html

Categorie penali*

Condannati definitivi (o patteggiamenti) 25
Prescritti definitivi 10
Assolti per legge** 1
Prosciolti per immunità*** 1
Condannati in I grado 8
Imputati in I grado 17
Imputati in udienza preliminare 1
Indagati in fase preliminare 19

L¹hit parade dei partiti

Forza Italia 29
Alleanza nazionale 14
Udc 10
Lega Nord 8
...............................

Postato da: paolo cacciavillani | 10.10.07 14:19


O.T.
Nella finanziaria 2007 l'IDV aveva arginato una porcata sulle prescrizioni che con la finanziaria non c'entrava niente . Si è mai saputo chi ne era l'autore?
E in quella del 2008 ?

http://www.forum.rai.it/index.php?showtopic=169741&f=194

Postato da: Gabriele Lasca | 10.10.07 14:09


Ho ascoltato il "Costanzo show"....dico che mi riconosco in tutto quello che dici!!! Nello specifico sulla sicurezza, dico che come da te detto per i magistrati che fanno gli arbitrati, anche nelle forze dell'ordine ci sono mogliaia di militari che fanno i piantoni e/o gli scrivani!!!!! Unifichiamo le caserme, utilizzando quelle semi abbandonate dell'esercito e facciamo svolgere la sorveglianza e il segretariato ai "militari"dell'esercito. Da campano ti dico che solo chi ti da' come soluzione "la militarizzazione del territorio" vuole realmente "pulire" il territorio dalla prepotenza!! Non mollare!!!!!! Gianni Pizza.

Postato da: giovanni pizza | 10.10.07 10:03


On. DI PIETRO,

LA STO SEGUENDO SUL MAURIZIO COSTANZO SHOW, E' A PROPOSITO DELLA COSTRUZIONI DELLE CARCERI, LE RAMMENTO CHE IN ITALIA CI SONO TANTI ISTITUTI DI PENA NON UTILIZZATI.
PERTANTO CON IL SUO COLLEGA MASTELLA
TROVATE UN ACCORDO PER FARLE FUNZIONARE,C'E' TROPPA DELINQUENZA IN GIRO,I ROMENI,OVVERO I ROM IN PARTICOLARE, HANNO TROVATO LA PACCHIA VENENDO DA NOI VISTA LA LENTEZZA E L'INCONGRUENZA DELLA GIUSTIZIA.E' ORA DI FINIRLA, PERCHE' DI QUESTO PASSO CI PORTATE AGLI ESTREMISMI AI QUALI NON VORREMMO MAI ARRIVARE.
PROPONGO DI ABBASSARE LA PUNIBILITA' AL DI SOTTO DI 14 ANNI, IN MODO TALE DA ESSERE DA DETERRENTE PER LA DELINQUENZA GIOVANILE
POCHE CHIACCHIERE E TANTI FATTI.
ALTRIMENTI LEI NON E' CREDIBILE. CI TENGA INFORMATO SULLE INIZIATIVE CHE INTENDE PRENDERE AL RIGUARDO.

Postato da: VANNI JOE | 10.10.07 01:21


Onorevole Dipietro , è ancora troppo presto per fare qualche accenno al signoraggio al consiglio dei ministri?
Vedendo le reazioni al V-day direi di si ....... Gli unici a far finta di non sapere sono i politici, in rete ormai è una realta' conosciuta.
........ anche questa voce è nel conto .

Postato da: Fabio Mainetti | 09.10.07 23:30


W il V-DAY.

Caro Beppe Grillo,

ha mai provato a calcolare quanto ammonta il bilancio complessivo di spesa della casta-politichese:
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indennità,
vitalizi con scala mobile e oltre,
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affitti,
immobili,
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traslochi,
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contributi ai gruppi parlamentari e ai quotidiani,
personale,
viaggi,
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rimborsi spese sanitarie quasi totali,
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alberghi,
raccomandati,
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autista,
carburante,
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Postato da: paolo cacciavillani | 09.10.07 17:43


C'è Vespa con quella MERDA! stasera!NON GUARDATELO! Sa raccontare SOLO! palle!Io ho deciso di NON! guardarLO PIù!NESSUNA! trasmissione dove c'è lui!Se lO vedo a qualche tg,CAMBIO SUBITO CANALE! Volevo RICORDARVI CHE SU SITO DI BEPPE GRILLO SI STA FIRMANDO PER DIMISSIONI MASTELLA.PER ANDARCI DIRETTAMENTE,MASTELLA TIODIO(PUNTO)BLOGSPOT(PUNTO)COM.
BACIONI A TUTTI.

Postato da: CLARARITAZ | 08.10.07 23:20


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Caro Beppe Grillo,

ha mai provato a calcolare quanto ammonta il bilancio complessivo di spesa della casta-politichese:
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Naturalmente il bilancio di spesa e su tutti:
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La questione che voglio porre può essere epocale, basta:
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si,
no,
indecisi e
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affari esteri,
ambiente e tutela territorio,
beni e attività culturali,
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difesa,
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salute,
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Prescritti definitivi 10
Assolti per legge** 1
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Condannati in I grado 8
Imputati in I grado 17
Imputati in udienza preliminare 1
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Postato da: paolo cacciavillani | 08.10.07 13:05


Votate NO al REFERENDUM. X NOn essere traditi da chi dimentica il PROGRAMMA se non vuole che questo governo cada. X PERilBENEdiTUTTI mettiamo il segno X sul NO se veramente vogliamo fare spazio e LARGOaiGIOVANI talenti Liberi e senza NODI per costruire il TEMPIO dei VALORI che diffondano Pace, Libertà, Lavoro. FERMIAMO questo BARBARO SISTEMA della LOBBYCRAZIA di CASTA IndustrialPoliticoSindacale prima che loro relizino il loro DEGRADANTE e UMILIANTE SOGNO il misero FUTURO dei nostri figli. ONESTI CITTADINI, IMPRENDITORI, LAVORATORI, COMMERCIANTI ARTIGIANI, PENSIONATI, INTELLETTUALI, DOTTI e SAPIENTI, OPERAI, PASTORI, CONTADINI, GIOVANI talenti tutti uniti e coesi FERMIAMOLI e UNIAMOCI per diventare la forza per salvare L’ITALIA, L’EUROPA,LA TERRA e tutti i popoli del MONDO prima che suceda una CATASTROFE. PREPARIAMOCI a toglierci le catene che rendono SCHIAVI per preparare il CAMMINO e costruire il NUOVO TEMPIO dei VALORI PERilBENEdiTUTTI per creare quel MONDO D’AMORE LIBERO e di PACE. IL destino del MONDO è nelle nostre mani SLEGHIAMOLO dai NODI del BARBARO SISTEMA e LIBERIAMOCI da queste CATENE. AL REFERENDUM VOTIAMO (NO)

Postato da: Mario Flore | 08.10.07 06:56


Egregio AdP,
questa sera Montezemolo ha pronunciato una dichiarazione condivisibile: per rilanciare l'economia, dopo l'avvenuta detassazione alle imprese, è opportuno detassare il lavoro dipendente.
Il proposito non è trascurabile perchè, a prezzi invariati, un aumento degli stipendi corrisponderebbe ad un aumento dei consumi a beneficio del sistema economico, tasse comprese.
A mio avviso la detassazione non dovrebbe essere generalizzata ma limitata ad una soglia di retribuzione, poichè in Italia c'è l'anomalia del divario spropositato di certi stipendi: se l'azienda è disponibile a sborsare tanto paghi le tasse senza sconti!

In merito a stipendi molto al di sopra della norma per le prestazioni richieste, è scandaloso quando vengono erogati da enti pubblici.

Gli incarichi ad enti esterni negli enti pubblici dovrebbero essere vincolati al risultato: i vari commissari nominati per risolvere l'emergenza rifiuti in Campania o la crisi in Alitalia hanno intascato cifre enormi senza risolvere nulla! Certi incarichi assomigliano molto alle plusvalenze nel mondo del pallone finalizzate a creare fondi neri.

Nei propositi di riduzione dei costi della politica si è accennato alla riduzione dei consiglieri comunali, niente di più sbagliato poichè i consiglieri comunali costano solamente il gettone di presenza all'assemblea consigliare, cioè spiccioli, mentre rappresentano le peculiarità locali.

La soppressione delle province richiede necessariamente un livello di organizzazione locale fra comuni vicini.

E' opportuno regolamentare la destinazione delle risorse elargite alle varie comunità: grazie ai contributi straordinari per "Roma capitale" i cittadini romani usufruiscono di "servizi a domanda individuale" a costi inimmaginabili altrove, il contrasto è stridente per i comuni confinanti; lo stesso discorso vale per le regioni a statuto speciale rispetto alle altre regioni.
Sarebbe opportuno vietare di elargire sovvenzioni pubbliche per fornire gratuità nei servizi a domanda individuale: i cittadini della Valle d'Aosta vivono in un contesto disagiato ma non si comprende perchè debbano avere un contributo sull'acquisto dello zucchero.
Se in un quartiere lo stato elargise dei soldi ai genitori che assicurano la frequenza scolastica dei figli, c'è da aspettarsi che i genitori dei ragazzi residenti nei quartieri vicini richiedano lo stesso trattamento!

Postato da: casearinum | 07.10.07 00:03


On.Di Pietro,

Scusi ma le nuove carceri, indispensabili per scongiurare un nuovo indulto come Lei aveva predetto in un blog precedente, non le ha più proposte? o non interessano nessun altre nel Consiglio dei ministri?
Non aveva promesso di tenerci aggiornati?....
Saluti

Postato da: Reno Mattoni | 06.10.07 20:24


STOP AL DEBITO: ci sarebbe il sistema, riprenderci la sovranità monetaria. E non essere appannaggio delle banche private o privatizzate. Banche poi che sottostanno alle indicazioni della BCE che sottostà alle indicazioni dela BOE nonchè Rotschild, Rochfeller, e Federal Reserve.
Lo stato quando conia le monetine le iscrive in attivo nel bilancio, le banche invece iscriva a passivo il valore delle banconote, senza contare la moneta elettronica che è la stragrande maggioranza, e il giochetto della riserva frazionaria. LA Bce sta facendo solamente gli interessi d'oltroceano.
Cordiali saluti

Postato da: Roby De Zan | 06.10.07 11:55


Signor ministro

Ho sessantanni e da diverso tempo seguo il suo blog ; complimenti per il contenuto , ma anche per il mezzo usato per ascoltare e dialogare con i cittadini.Internet non è uno strumento di informazione riservato ai giovani ,ma un mezzo che tutti possono usare e che i politici dovrebbero utilizzare come fa lei . Voglio segnalarle una contraddizione riguardo il problema dell’evasione fiscale e i controlli.
I fatti: mio figlio da poco si è sposato ,le lascio immaginare quanto costa oggi un matrimonio,ebbene solo l’hotel presso cui abbiamo offerto il rinfresco ha rilasciato regolare ricevuta fiscale per l’intera somma pagata!!!!!!!!!!!!!!! Il resto in nero.
Il Governo dice che vuole combattere l’evasione,ma l’evasione si combatte con i controlli, tutto però non può essere controllato ; ci vorrebbe tanto personale che il controllo sarebbe improduttivo(rapporto costi benefici),i controlli sono a campione ,cosi i furbi vanno avanti e si ingrassano a danno di chi le tasse le paga tutte.
Per combattere l’evasione il fisco può avere in ogni cittadino che ha un interesse al rilascio della ricevuta fiscale un potenziale controllore della stessa evasione I costi risibili di fronte ai possibili risultati misurabili. Più controllori più controlli, più controlli meno evasione.
Lotta all’evasione equivale ad aiuto ai più deboli
IL Governo potrebbe fare qualcosa di pratico e inserire nella prossima finanziaria ,per alcune categorie di contribuenti controllabili ,la detrazione delle spese sostenute per alcuni eventi familiari fino a un certo tetto.Certo non sono interventi eclatanti ,riguardano una piccola percentuale di cittadini ,ma certamente più deboli; giovani e famiglie ,sono i poveri della nostra società .
Grazie per l’ascolto

Postato da: edi garbo | 05.10.07 19:38


Io a vasto non potrò esserci! Me ne rammarico perchè vedo che l'Italia dei Valori è in continua crescita, e vorrei tanto essere più parte attiva! Tante persone si battono per ideali veri, forti, radicati in principi di vita fondamentale e che risultano ( o almeno dovrebbero risultare) alla base della nostra vita e del nostro paese. Mi riferisco a Grillo, Travaglio, Santoro, Sartori
e così via...è ora che anche noi cittadini ci impegnamo in prima persona per decidere del nostro futuro e delle sorti del nostro paese. Ecco perchè ti scrivo caro Ministro...ti scrivo per chiederti di far valere sempre gli ideali di giustizia per i quali ti abbiamo conosciuto, ti scrivo per ricordarti che sei in una guerra che non avrà fine prossima, ti scrivo per ricordarti che anche se sono cambiati i nomi (fortunatamente non c'è più Chiesa, Pillitteri etc.) lo stato di fatto non è molto diverso. E ti scrivo per ricordarti che, proprio ora che il tuo Partito si sta allargando e che inizia a fare gola, devi prestare attenzione massima alle persone che ti circondano!! Almeno tu spero che possa farci continuare a sperare in una classe politica pulita e che si cura degli interessi di noi cittadini...un tuo sostenitore Marco

Postato da: marco allegrini | 05.10.07 15:24


W il V-DAY.

Caro Beppe Grillo,

ha mai provato a calcolare quanto ammonta il bilancio complessivo di spesa della casta-politichese:
stipendi,
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affitti,
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personale,
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Naturalmente il bilancio di spesa e su tutti:
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province,
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Molto probabile sono causa del deficit e di conseguenza del debito pubblico.

La questione che voglio porre può essere epocale, basta:
re,
dittature,
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partiti,
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Gli eletti delle liste civiche beppegrilliane eseguono alla lettera le leggi proposte, elaborate e votate da noi.

Ecco alcune regole:
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Nel sito web, tutto è deciso dal 50% più uno fra tutti gli iscritti:
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Ogni proposta e soluzione è messa ai voti:
si,
no,
indecisi e
percentuale dei votanti iscritti,
quelle che superano il 50% più uno degli iscritti è legge.

Qualunque argomento intendo:
affari esteri,
ambiente e tutela territorio,
beni e attività culturali,
comunicazioni,
difesa,
economia e finanze,
giustizia,
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Tanti saluti e buona maturazione!


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Condannati definitivi (o patteggiamenti) 25
Prescritti definitivi 10
Assolti per legge** 1
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Imputati in I grado 17
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L¹hit parade dei partiti

Forza Italia 29
Alleanza nazionale 14
Udc 10
Lega Nord 8
Movimento per l¹autonomia 1
..

Postato da: paolo cacciavillani | 05.10.07 13:59


Non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione. Il 26 Maggio del 1925 ANTONIO GRAMSCI tiene il suo primo e unico discorso in Parlamento, con questa legge voi sperate di impedire lo sviluppo di grandi organizzazioni degli OPERAI e dei CONTADINI. Voi potete conquistare lo Stato, potete modificare le leggi, potete cercar di impedire alle organizzazioni di esistere nella forma in cui sono esistite fino adesso ma non potete prevalere sulle condizioni obbiettive in cui siete costretti a muovervi. Voi non fatte altro che costringere il proletariato a ricercare un indirizzo diverso, le forze degli OPERAI dei CONTADINI e di tutti i LAVORATORI italiani non si lasceranno schiantare, il vostro TORBIDO sogno non riuscirà a realizzarsi.
WELFARE; CGIL CISL E UIL DANNO IL VIA ALLA CAMPAGNA PER IL REFERENDUM SI VOTA DALL’8 AL 10 OTTOBRE 2007 LORO CHIEDONO IL (SI) NOI PERilBENEdiTUTTI DOBBIAMO DIRENO (NO) PER FARE LARGOaiGIOVANI TALENTI LIBERI e senza NODI per preparare il CAMMINO per costruire il NUOVO TEMPIO dei VALORI PERilBENEdiTUTTI e per un MONDO D’AMORE LIBERO e di PACE. IL destino del MONDO è nelle nostre mani SLEGHIAMOLO dai NODI del BARBARO SISTEMA e LIBERIAMOCI da queste CATENE. VOTIAMO (NO)

Postato da: Mario Flore | 05.10.07 02:22


il Governo ha deciso lo scorso anno di aumentare le aliquote irpef per risanare i debiti lasciati dal precedente governo;oggi si parla di una nuova finanziaria che non prevede diminuzioni di aliquote perchè deve dare sostegno alle famiglie "povere" ma i fondi non dovevano essere reperiti dai risparmi che si dovevano fare con il contenimento delle spese improduttive dello Stato? cerco di ricordare tutte le promesse fatte prima delle elezioni questa volta per non sbagliare quando sarò chiamato a votare.

Postato da: bruno pennella | 04.10.07 18:54


Sinceramente gli 11 miliardi di euro li destinerei interamente alla riduzione del debito... e cercherei di snellire il più possibile la pubblica amministrazione per avere meno spese... ce lo vogliamo levare in fretta (si fa per dire) questo debito ?

Postato da: Daniele Baroncini | 04.10.07 15:46


W il V-DAY.

Caro Beppe Grillo,

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La questione che voglio porre può essere epocale, basta:
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Assolti per legge** 1
Prosciolti per immunità*** 1
Condannati in I grado 8
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Imputati in udienza preliminare 1
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Alleanza nazionale 14
Udc 10
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Postato da: paolo cacciavillani | 04.10.07 15:34


Mi accodo alla richiesta di Simone perchè anche io mi sto interessando all'argomento del Signoraggio ! Sembra incredibile che se ne parli poco o nulla nei vari blog che si occupano di politica italiana (è banale che non se ne parli in TV o sulla carta stampata). Di Pietro è intervenuto in alcune occasioni sull'argomento, ma poi tutto si è "spento". Grillo pare non ne parli perchè lo considera un argomento "pericoloso" da presentare ai normali cittadini "buoi" italiani, abituati in 5 anni di governo Berluska a subire la politica in silenzio invece che a criticarla.

Postato da: Alessio S. | 04.10.07 10:08


Gentile Ministro Di Pietro.

sto cercando da un po di tempo il documento scaricabile del bilancio italiano con tutte le voci che lei cita nel suo video.
Vorrei riuscire a capire le voci di debito a chi sono intestate.
Ho di recente appreso l'esistenza del fenomeno del signoraggio e solo leggendo attentamente il documento del " bilancio" in cui sono riportate , come dice lei , le voci specifiche del debito , troverei la risposta se ciò che viente detto del signoraggio è vero.
Se potesse linkarmi il documento del bilancio le sarei infinitamente grato. ( sono curioso di sapere a quanto ammonta il nostro debito con la banca centrale europea e come questa voce si è evoluta negli ultimi anni)
Grazie

Postato da: Simone Curini | 04.10.07 00:00


ATTENTO MINISTRO ALLE POLPETTE AVVELENATE
Ho appreso dalla televisione del patto tra Lei e FINI per una legge sulla riduzione dei costi della politica. Il Egretario di AN appena entrato subito un solerte cronista della RAI gli ha sporto il microfono per permettergli di fare il suo sermone, tipo paternale del padre di famiglia vecchio stampo, sugli impegni e sforzi che lui dovrà fare per convincere tutti per il bene della Patria. In particolare, ben 105 tra Ministri, Viceministri e Sottosegretari, come se fosse questo la causa, o l’emblema, degli sprechi in politica. Occhio alle polpette avvelenate propinate da chi cerca di nascondere il proprio passato, anche prossimo. Vogliamo dimenticare o non fare ricordare che, con FINI al Governo, in 5 anni si sono fatte 8 nuove Province con consiglieri, giunte, presidente e sedi, quanti miliardi buttati? Poi il numero di consiglieri regionali, provinciali comunali aumentato di circa un quarto. Quanta clientela indotta. Malgrado ciò FINI e i suoi non perdono occasione per polemizzare e bacchettare su cose che loro hanno fatto, evidenziando la pagliuzza e ignorando la trave nei propri occhi. Per finire Si ricorda sig. Ministro quando il centrosinistra aumentò da 800 a 1000 lire il contributo ai partiti, FINI con tutto il suo stato maggiore a urlare contro il furto, la depauperazione dei soldi degli italiani, che ad AN erano più che sufficienti, e così via. Dopo pochi mesi, cuccato il potere, ha cambiato idea passando da 1000 lire per voto a 5 euro per avente diritto al voto.
Ultima, avete governato bene, anche la gente che ha votato centrodestra lo ammette. Ma se si votasse ora è probabile che PRODI vada a casa, perché? La propaganda è alla base di tutto e questa presa di posizione sui costi della politica fa consenso. E FINI ci si butta. Che un Governo sia composto da 50 Ministri al posto di 105 non significa che costi meno, anzi può essere più caro e certamente meno efficiente.

Postato da: vittorio martuzzi | 03.10.07 23:28


ATTENTO MINISTRO ALLE POLPETTE AVVELENATE
Ho appreso dalla televisione del patto tra Lei e FINI per una legge sulla riduzione dei costi della politica. Il Egretario di AN appena entrato subito un solerte cronista della RAI gli ha sporto il microfono per permettergli di fare il suo sermone, tipo paternale del padre di famiglia vecchio stampo, sugli impegni e sforzi che lui dovrà fare per convincere tutti per il bene della Patria. In particolare, ben 105 tra Ministri, Viceministri e Sottosegretari, come se fosse questo la causa, o l’emblema, degli sprechi in politica. Occhio alle polpette avvelenate propinate da chi cerca di nascondere il proprio passato, anche prossimo. Vogliamo dimenticare o non fare ricordare che, con FINI al Governo, in 5 anni si sono fatte 8 nuove Province con consiglieri, giunte, presidente e sedi, quanti miliardi buttati? Poi il numero di consiglieri regionali, provinciali comunali aumentato di circa un quarto. Quanta clientela indotta. Malgrado ciò FINI e i suoi non perdono occasione per polemizzare e bacchettare su cose che loro hanno fatto, evidenziando la pagliuzza e ignorando la trave nei propri occhi. Per finire Si ricorda sig. Ministro quando il centrosinistra aumentò da 800 a 1000 lire il contributo ai partiti, FINI con tutto il suo stato maggiore a urlare contro il furto, la depauperazione dei soldi degli italiani, che ad AN erano più che sufficienti, e così via. Dopo pochi mesi, cuccato il potere, ha cambiato idea passando da 1000 lire per voto a 5 euro per avente diritto al voto.
Ultima, avete governato bene, anche la gente che ha votato centrodestra lo ammette. Ma se si votasse ora è probabile che PRODI vada a casa, perché? La propaganda è alla base di tutto e questa presa di posizione sui costi della politica fa consenso. E FINI ci si butta. Che un Governo sia composto da 50 Ministri al posto di 105 non significa che costi meno, anzi può essere più caro e certamente meno efficiente.

Postato da: vittorio martuzzi | 03.10.07 23:28


IL SEGNO X per dire NO al più grande IMBROGLIO dell'era Cristiana.
IL 27 OTTOBRE del 312 d.C. Costantino ebbe una visione, di apporre un segno sugli scudi dei propri soldati una croce X con la parte superiore cerchiata come una P (PERilBENEdiTUTTI) Costantino vide una croce di luce sovraimpressa c'era la scritta IN HOC SIGNO VINCES condusse il suo esercito contro le forze di Massenzio. Dopo un lungo ed aspro combattimento le truppe di Massenzio subirono una completa disfatta. Costantino fu accolto trionfalmente e proclamato imperatore. Segnò l'inizio di una nuova era per tutto l'impero. Dedicò la sua vittoria al DIO dei CRISTIANI di cui proibì le persecuzioni. Sotto la sua protezione, il cristianesimo si sviluppò senza essere perseguitato. L'anno successivo Costantino emanò una legge con la quale concedeva ai cristiani la libertà religiosa, ordinando anche la restituzione di tutti i beni confiscati. Questo gli valse il nome di Costantino il Grande primo imperatore cristiano della storia. A Costantino si deve l'inizio di cristianizzazione dell'umanità. Prima chè gran parte dell'UMANITA venga ancora resa più SCHIAVA dalla CASTA FERMIAMOLI e spezziamo le catene che ci rendono SCHIAVI.
08/09/10 OTTOBRE 2007 - Con Questo Segno VINCEREMO (X) per dire NO al lavoro USA e GETTA e per il rispetto del genere UMANO.Voi quelli della CASTA IndustrialPoliticoSindacale favorevoli al (SI). NOI PERilBENEdiTUTTI vi diciamo NO e fatte LARGOaiGIOVANI Talenti Liberi e senza NODI, NOI tutti UNITI e COESI per dirvi NO al vostro SOGNO e per fermare lo SFRUTAMENTO UMANO diciamo NO al vostro SCANDALOSO IMBROGLIO.

Postato da: Mario Flore | 03.10.07 21:55


Onorevole Di Pietro,

ritengo che i giochi di coalizione penalizzino la Sua autorevole figura, che in piena autonomia esprimerebbe con semplicità e schiettezza pensieri comuni alla maggior parte degli Italiani.

Le auguro che l'Italia dei Valori possa divenire molto di più del quarto partito, e soprattutto non si collochi né a sinistra né a destra, e manco al centro! Sia una vera alternativa pulita, e si ponga "sopra".

Buon lavoro, e cordiali saluti.

claudio p.

Postato da: claudio p. | 03.10.07 21:45


PERilBENEdiTUTTI prepariamoci a dire NO a questo SCANDALOSO IMBROGLIO fatto ad' ARTE del WELFARE; CGIL CISL E UIL DANNO IL VIA ALLA CAMPAGNA PER IL REFERENDUM SI VOTA DALL’8 AL 10 OTTOBRE 2007 LORO CHIEDONO IL (SI) NOI PERilBENEdiTUTTI DOBBIAMO DIRENO (NO) PER FARE LARGOaiGIOVANI TALENTI LIBERI e senza NODI per preparare il CAMMINO per costruire il NUOVO TEMPIO dei VALORI PERilBENEdiTUTTI e per un MONDO D’AMORE LIBERO e di PACE. IL destino del MONDO è nelle nostre mani SLEGHIAMOLO dai NODI del BARBARO SISTEMA e LIBERIAMOCI da queste CATENE. OPERAI, LAVORATORI Tutti UNITI e COESI VOTIAMO (NO) al BARBARO SISTEMA a favore della CASTA IndustrialPoliticoSindacale. FERMIAMOLI

Postato da: Mario Flore | 03.10.07 21:22


Dicono che Antonio Di Pietro abbia gran voglia di elezioni. I sondaggi pare che lo premino, unico leader della coalizione di governo, e l'uomo assai avvertito non vuole logorarsi nell'attesa, ma saltare presto sull'onda della protesta "antipolitica". Nel dubbio che possa essere corta e non lunga, come appare oggi. Di Pietro ha preso a muoversi senza impacci, in ogni direzione. Intrattiene affettuosi rapporti con Beppe Grillo (pare che i due si piacciano molto). Concede e incassa aperture di credito da Gianfranco Fini (pare che i due si ammirino). Mena fendenti ad avversari e amici: in verità, più agli amici di governo che agli avversari. Senza vincoli, come se la sua storia politica dovesse cominciare la prossima settimana, circondato e consigliato da uno staff eterogeneo dove fanno capolino il webmaster di Grillo, Gianroberto Casaleggio; il capo di gabinetto di Tremonti, Vincenzo Fortunato, oggi suo capo di gabinetto; vecchie volpi della Prima Repubblica già transitate in imprese con molti guai giudiziari (Impregilo) o nelle segreterie politiche di Cossiga, Mastella, Buttiglione, D'Onofrio come Stefano Pedica, oggi capo della sua segreteria.

Questo si legge, in questi giorni. Ognuno fa quel che gli pare e con chi gli pare. E' nella natura della politica che Di Pietro voglia far cadere un governo che lo mette a disagio con i suoi elettori e con le sue convinzioni. Quel che appare contraddittorio in questa strategia è il "caso" che Di Pietro ha scelto per scuotere il governo, come del tutto incongruo è il "compagno di strada" che si è scelto: Roberto Speciale, già comandante della Guardia di Finanza.

Accade che la procura di Roma chieda l'archiviazione delle accuse contro Vincenzo Visco. Minacce e abuso d'ufficio: avrebbe preteso che Speciale rimuovesse la catena di comando delle Fiamme Gialle di Milano. Il pubblico ministero non rintraccia, nella controversia, alcun "atto illecito" - penalmente rilevante - del viceministro, ma soltanto "un atto illegittimo": affare per la giustizia civile e amministrativa, magari censurabile sul piano politico.

Brandendo come uno spadone questo approssimato esito giudiziario (il giudice non si è ancora pronunciato), Di Pietro chiede pubblicamente che Visco tolga il disturbo, ben sapendo che i giudizi di Visco sono stati e sono condivisi dal ministro dell'Economia. Ottiene che il "caso", già discusso al Senato, venga ancora ridiscusso mercoledì (3 ottobre) con l'incertezza che sempre provoca ogni discussione a Palazzo Madama per i risicatissimi numeri della maggioranza. Si potrebbe pensare alla spregiudicatezza di un ministro che vuole prendere le distanze da un governo in cattive acque, alla disinvoltura di un leader di partito in cerca di "riposizionamento", ma sono argomenti che, rispetto al merito delle questioni, non esauriscono la curiosità di sapere che c'azzecca Di Pietro con Speciale.

Di Pietro non è né un esordiente né un candido. Sa come in quell'essenziale istituzione dello Stato che è la Guardia di Finanza si sono create, ripetute nel tempo, sacche di malaffare e cordate di poteri storti. Come pubblico ministero, egli ha "pizzicato" generali corrotti e ne ha ottenuto la condanna. Come cittadino e politico, ha dovuto pagare il prezzo della vendetta di settori della Guardia di Finanza che gli hanno cucito addosso false accuse: gli costarono anni di lavoro per liberarsene e le dimissioni da ministro. Soltanto a parlare di Guardia di Finanza, Di Pietro avrebbe dovuto diventar prudente. Avrebbe dovuto farsi vigile, avere la voglia di leggersi le carte con attenzione, risvegliare il suo acume percettivo. Da ben scozzonato prosecutor, gli sarebbero subito saltati all'occhio - dell'inchiesta romana - un'inopportunità, un'improprietà e una stravaganza. Gli sarebbe apparso quanto meno sconveniente che il pubblico ministero dell'inchiesta fosse fratello di un ufficiale della Guardia di Finanza, oggi al Sismi.

Angelantonio Racanelli è pubblico ministero di buona reputazione, ma quella parentela ne pregiudica, in questo caso, l'immagine di indipendenza. Ripeto, l'immagine: in fondo, si discute di generali con cui, prima o poi, il fratello dovrà avere a che fare, e si sa che un magistrato non deve solo essere, ma anche apparire indipendente. Ancora. Di Pietro è così navigato che non gli sarebbe sfuggito che la procura conclude in modo molto dubbio. Definisce "atto illegittimo" la presa di posizione di Visco che al massimo può essere detta comportamento e non atto.

Non c'è nessuno "atto" di Visco nell'inchiesta, solo le parole dette. Gli unici atti in questa storia sono di Roberto Speciale che avrebbe dovuto essere, in linea di principio, indagato perché complice dell'abuso (firma l'atto contestato). A meno che - sola via d'uscita dai guai per il generale - non si ipotizzi che Speciale sia stato vittima di un'estorsione, costretto cioè a firmare l'atto con la violenza o l'inganno.

A Di Pietro, a questo punto, non sarebbe sfuggita una bizzarria. Per una coincidenza, a inchiesta aperta (è il 5 luglio 2007), un signore denuncia Visco, appunto, per estorsione. Quel signore è Costantino Belluscio, iscritto alla P2 ("fascicolo 540, attivo"). Ci piace immaginare Di Pietro farsi ora molto guardingo, quasi sospettoso e spulciare tutti gli interrogatori e i documenti e gli allegati dell'inchiesta, a cominciare dalla trascrizione dell'esame di Vincenzo Visco. Le ragioni e gli argomenti del viceministro gli sarebbero apparsi evidenti, plausibili, coerenti. Ritorna al ministero dove fu già ministro delle Finanze con la missione di riportare nelle casse dello Stato parte dei miliardi evasi al fisco (100 mila). Conosce l'energia, le capacità e la dedizione della Guardia di Finanza, ma non si nasconde che esistono aree di inattività e di complicità con i poteri politici, economici e finanziari.

Non gli piace che, in quel momento, più d'un generale appaia legato agli interessi della Juve di Luciano Moggi, società quotata in borsa. Chiede informazioni, vuole saperne di più. Gli viene detto, anche autorevolmente, che a Milano si è creata un'incrostazione che fa capo agli ufficiali che Giulio Tremonti, suo predecessore, ha scelto, indicato e promosso uno per uno con il consenso di Roberto Speciale ("È un intreccio, sempre gli stessi, sempre negli stessi luoghi, sempre a contatto con gli stessi interessi"). Chiede che il comandante vi ponga rimedio sostituendoli, "senza danneggiarne la carriera" e senza indicarne i successori. Se avesse voluto punirli per l'inchiesta Unipol, li avrebbe danneggiati. Se avesse voluto controllare l'indagine, avrebbe scelto fidati "controllori".

Visco si muove come un elefante, è vero. Forse per ingenuità, forse per superbia. Sbaglia a non rendere trasparenti le ragioni delle sue scelte, a non farne una questione pubblica. S'inganna ad affidarsi, in quest'operazione di risanamento, a un gruppo che ritiene più affidabile. Sottovaluta che il gruppo uscente gli avrebbe preparato un "trappolone". Roberto Speciale lo allestisce con sagacia, come è evidente dalla ricostruzione degli avvenimenti. Tace. Dissimula. Finge. Ha gioco facile. Come spesso capita all'onesto, Visco è un gaffeur. Provocato, incalza senza misura. Imbrogliato, s'incazza.

Il generale lo attende al varco. Si procura testimoni (suoi subordinati e collaboratori); prende nota di ogni parola; annota ogni telefonata. Precostituisce le sue accuse. La lettura delle carte potrebbe essere anche univoca per un investigatore sperimentato come Di Pietro, ma una circostanza dovrebbe convincerlo a essere più cauto nel sostenere il generale. Roberto Speciale, dice Visco, voleva conquistarne la benevolenza spifferandogli segreti investigativi: "Una cosa riservatissima, ci sono indagini in corso in Puglia sui finanziamenti elettorali, riguarderebbero anche i Ds"; attenzione, "è imminente una perquisizione nei confronti di un amico di Giovanni Consorte, il presidente dell'Unipol".

Visco sostiene di aver mandato al diavolo il generale e Di Pietro può anche non credergli, ma ce n'è a sufficienza per non prendere posizione con avventatezza a favore di Speciale, per attendere le conclusioni dell'indagine perché è ragionevole credere che il procuratore di Roma dinanzi a questa notizia di reato, tanto autorevolmente santificata (un membro di governo), abbia aperto un'indagine (magari non affidata ad Angelantonio Racanelli) e indagato il militare.

A irrobustire la prudenza di Di Pietro dovrebbe essere l'assoluta coincidenza delle rivelazioni di Visco con un metodo - già affiorato in questi anni e documentato da qualche inchiesta milanese - di alcune burocrazie della sicurezza che, con la collaborazione di un network clandestino di spioni, lavorava in proprio raccogliendo e gestendo informazioni riservate (o false o mezze vere e mezze false) da offrire a power élite, angosciate dalle mosse degli alleati; spaventate da possibili complotti o desiderose di apprestarne qualcuno.

Dinanzi a queste nebbie, a comportamenti ancora tutti da verificare, a responsabilità ancora tutte da chiarire, è incomprensibile che un homme cultivè come Antonio Di Pietro (oggi politico, appena ieri investigatore e procuratore) si precipiti ad abbracciare con entusiasmo il generale Roberto Speciale. L'effetto è quantomeno confuso e imbarazzante. Può sembrare uno scherzo maligno, canzonatorio. Il politico che chiede trasparenza nelle condotte pubbliche sposa il responsabile di comportamenti quantomeno ambigui. Il leader che invoca il rispetto della legalità si accoppia con chi ha mostrato di gradire una legalità a quadro variabile, spesso subordinata alla volontà del potere o al suo autoreferenziale potere. Non si capisce. Che c'azzecca Di Pietro con Speciale?

Postato da: Che C'azzecca | 03.10.07 20:47


Sei grande Antonio, dillo forte che il sig.Pacini Battaglia non è stato sbiancato ma S B A N C A T O !!!!!!!!!!!

Postato da: Di Pietro è grande | 03.10.07 20:46


Ma è vero che avevi sbiancato il sig. Pacini Battaglia?

Postato da: Che C'azzecca | 03.10.07 20:42


Antonio Di Pietro per caso vuoi vendere la Mercedes?

Postato da: Che C'azzecca | 03.10.07 20:41


Dicono che Antonio Di Pietro abbia gran voglia di elezioni. I sondaggi pare che lo premino, unico leader della coalizione di governo, e l'uomo assai avvertito non vuole logorarsi nell'attesa, ma saltare presto sull'onda della protesta "antipolitica". Nel dubbio che possa essere corta e non lunga, come appare oggi. Di Pietro ha preso a muoversi senza impacci, in ogni direzione. Intrattiene affettuosi rapporti con Beppe Grillo (pare che i due si piacciano molto). Concede e incassa aperture di credito da Gianfranco Fini (pare che i due si ammirino). Mena fendenti ad avversari e amici: in verità, più agli amici di governo che agli avversari. Senza vincoli, come se la sua storia politica dovesse cominciare la prossima settimana, circondato e consigliato da uno staff eterogeneo dove fanno capolino il webmaster di Grillo, Gianroberto Casaleggio; il capo di gabinetto di Tremonti, Vincenzo Fortunato, oggi suo capo di gabinetto; vecchie volpi della Prima Repubblica già transitate in imprese con molti guai giudiziari (Impregilo) o nelle segreterie politiche di Cossiga, Mastella, Buttiglione, D'Onofrio come Stefano Pedica, oggi capo della sua segreteria.

Questo si legge, in questi giorni. Ognuno fa quel che gli pare e con chi gli pare. E' nella natura della politica che Di Pietro voglia far cadere un governo che lo mette a disagio con i suoi elettori e con le sue convinzioni. Quel che appare contraddittorio in questa strategia è il "caso" che Di Pietro ha scelto per scuotere il governo, come del tutto incongruo è il "compagno di strada" che si è scelto: Roberto Speciale, già comandante della Guardia di Finanza.

Accade che la procura di Roma chieda l'archiviazione delle accuse contro Vincenzo Visco. Minacce e abuso d'ufficio: avrebbe preteso che Speciale rimuovesse la catena di comando delle Fiamme Gialle di Milano. Il pubblico ministero non rintraccia, nella controversia, alcun "atto illecito" - penalmente rilevante - del viceministro, ma soltanto "un atto illegittimo": affare per la giustizia civile e amministrativa, magari censurabile sul piano politico.

Brandendo come uno spadone questo approssimato esito giudiziario (il giudice non si è ancora pronunciato), Di Pietro chiede pubblicamente che Visco tolga il disturbo, ben sapendo che i giudizi di Visco sono stati e sono condivisi dal ministro dell'Economia. Ottiene che il "caso", già discusso al Senato, venga ancora ridiscusso mercoledì (3 ottobre) con l'incertezza che sempre provoca ogni discussione a Palazzo Madama per i risicatissimi numeri della maggioranza. Si potrebbe pensare alla spregiudicatezza di un ministro che vuole prendere le distanze da un governo in cattive acque, alla disinvoltura di un leader di partito in cerca di "riposizionamento", ma sono argomenti che, rispetto al merito delle questioni, non esauriscono la curiosità di sapere che c'azzecca Di Pietro con Speciale.

Di Pietro non è né un esordiente né un candido. Sa come in quell'essenziale istituzione dello Stato che è la Guardia di Finanza si sono create, ripetute nel tempo, sacche di malaffare e cordate di poteri storti. Come pubblico ministero, egli ha "pizzicato" generali corrotti e ne ha ottenuto la condanna. Come cittadino e politico, ha dovuto pagare il prezzo della vendetta di settori della Guardia di Finanza che gli hanno cucito addosso false accuse: gli costarono anni di lavoro per liberarsene e le dimissioni da ministro. Soltanto a parlare di Guardia di Finanza, Di Pietro avrebbe dovuto diventar prudente. Avrebbe dovuto farsi vigile, avere la voglia di leggersi le carte con attenzione, risvegliare il suo acume percettivo. Da ben scozzonato prosecutor, gli sarebbero subito saltati all'occhio - dell'inchiesta romana - un'inopportunità, un'improprietà e una stravaganza. Gli sarebbe apparso quanto meno sconveniente che il pubblico ministero dell'inchiesta fosse fratello di un ufficiale della Guardia di Finanza, oggi al Sismi.

Angelantonio Racanelli è pubblico ministero di buona reputazione, ma quella parentela ne pregiudica, in questo caso, l'immagine di indipendenza. Ripeto, l'immagine: in fondo, si discute di generali con cui, prima o poi, il fratello dovrà avere a che fare, e si sa che un magistrato non deve solo essere, ma anche apparire indipendente. Ancora. Di Pietro è così navigato che non gli sarebbe sfuggito che la procura conclude in modo molto dubbio. Definisce "atto illegittimo" la presa di posizione di Visco che al massimo può essere detta comportamento e non atto.

Non c'è nessuno "atto" di Visco nell'inchiesta, solo le parole dette. Gli unici atti in questa storia sono di Roberto Speciale che avrebbe dovuto essere, in linea di principio, indagato perché complice dell'abuso (firma l'atto contestato). A meno che - sola via d'uscita dai guai per il generale - non si ipotizzi che Speciale sia stato vittima di un'estorsione, costretto cioè a firmare l'atto con la violenza o l'inganno.

A Di Pietro, a questo punto, non sarebbe sfuggita una bizzarria. Per una coincidenza, a inchiesta aperta (è il 5 luglio 2007), un signore denuncia Visco, appunto, per estorsione. Quel signore è Costantino Belluscio, iscritto alla P2 ("fascicolo 540, attivo"). Ci piace immaginare Di Pietro farsi ora molto guardingo, quasi sospettoso e spulciare tutti gli interrogatori e i documenti e gli allegati dell'inchiesta, a cominciare dalla trascrizione dell'esame di Vincenzo Visco. Le ragioni e gli argomenti del viceministro gli sarebbero apparsi evidenti, plausibili, coerenti. Ritorna al ministero dove fu già ministro delle Finanze con la missione di riportare nelle casse dello Stato parte dei miliardi evasi al fisco (100 mila). Conosce l'energia, le capacità e la dedizione della Guardia di Finanza, ma non si nasconde che esistono aree di inattività e di complicità con i poteri politici, economici e finanziari.

Non gli piace che, in quel momento, più d'un generale appaia legato agli interessi della Juve di Luciano Moggi, società quotata in borsa. Chiede informazioni, vuole saperne di più. Gli viene detto, anche autorevolmente, che a Milano si è creata un'incrostazione che fa capo agli ufficiali che Giulio Tremonti, suo predecessore, ha scelto, indicato e promosso uno per uno con il consenso di Roberto Speciale ("È un intreccio, sempre gli stessi, sempre negli stessi luoghi, sempre a contatto con gli stessi interessi"). Chiede che il comandante vi ponga rimedio sostituendoli, "senza danneggiarne la carriera" e senza indicarne i successori. Se avesse voluto punirli per l'inchiesta Unipol, li avrebbe danneggiati. Se avesse voluto controllare l'indagine, avrebbe scelto fidati "controllori".

Visco si muove come un elefante, è vero. Forse per ingenuità, forse per superbia. Sbaglia a non rendere trasparenti le ragioni delle sue scelte, a non farne una questione pubblica. S'inganna ad affidarsi, in quest'operazione di risanamento, a un gruppo che ritiene più affidabile. Sottovaluta che il gruppo uscente gli avrebbe preparato un "trappolone". Roberto Speciale lo allestisce con sagacia, come è evidente dalla ricostruzione degli avvenimenti. Tace. Dissimula. Finge. Ha gioco facile. Come spesso capita all'onesto, Visco è un gaffeur. Provocato, incalza senza misura. Imbrogliato, s'incazza.

Il generale lo attende al varco. Si procura testimoni (suoi subordinati e collaboratori); prende nota di ogni parola; annota ogni telefonata. Precostituisce le sue accuse. La lettura delle carte potrebbe essere anche univoca per un investigatore sperimentato come Di Pietro, ma una circostanza dovrebbe convincerlo a essere più cauto nel sostenere il generale. Roberto Speciale, dice Visco, voleva conquistarne la benevolenza spifferandogli segreti investigativi: "Una cosa riservatissima, ci sono indagini in corso in Puglia sui finanziamenti elettorali, riguarderebbero anche i Ds"; attenzione, "è imminente una perquisizione nei confronti di un amico di Giovanni Consorte, il presidente dell'Unipol".

Visco sostiene di aver mandato al diavolo il generale e Di Pietro può anche non credergli, ma ce n'è a sufficienza per non prendere posizione con avventatezza a favore di Speciale, per attendere le conclusioni dell'indagine perché è ragionevole credere che il procuratore di Roma dinanzi a questa notizia di reato, tanto autorevolmente santificata (un membro di governo), abbia aperto un'indagine (magari non affidata ad Angelantonio Racanelli) e indagato il militare.

A irrobustire la prudenza di Di Pietro dovrebbe essere l'assoluta coincidenza delle rivelazioni di Visco con un metodo - già affiorato in questi anni e documentato da qualche inchiesta milanese - di alcune burocrazie della sicurezza che, con la collaborazione di un network clandestino di spioni, lavorava in proprio raccogliendo e gestendo informazioni riservate (o false o mezze vere e mezze false) da offrire a power élite, angosciate dalle mosse degli alleati; spaventate da possibili complotti o desiderose di apprestarne qualcuno.

Dinanzi a queste nebbie, a comportamenti ancora tutti da verificare, a responsabilità ancora tutte da chiarire, è incomprensibile che un homme cultivè come Antonio Di Pietro (oggi politico, appena ieri investigatore e procuratore) si precipiti ad abbracciare con entusiasmo il generale Roberto Speciale. L'effetto è quantomeno confuso e imbarazzante. Può sembrare uno scherzo maligno, canzonatorio. Il politico che chiede trasparenza nelle condotte pubbliche sposa il responsabile di comportamenti quantomeno ambigui. Il leader che invoca il rispetto della legalità si accoppia con chi ha mostrato di gradire una legalità a quadro variabile, spesso subordinata alla volontà del potere o al suo autoreferenziale potere. Non si capisce. Che c'azzecca Di Pietro con Speciale?

Postato da: Che C'azzecca | 03.10.07 20:39


Dicono che Antonio Di Pietro abbia gran voglia di elezioni. I sondaggi pare che lo premino, unico leader della coalizione di governo, e l'uomo assai avvertito non vuole logorarsi nell'attesa, ma saltare presto sull'onda della protesta "antipolitica". Nel dubbio che possa essere corta e non lunga, come appare oggi. Di Pietro ha preso a muoversi senza impacci, in ogni direzione. Intrattiene affettuosi rapporti con Beppe Grillo (pare che i due si piacciano molto). Concede e incassa aperture di credito da Gianfranco Fini (pare che i due si ammirino). Mena fendenti ad avversari e amici: in verità, più agli amici di governo che agli avversari. Senza vincoli, come se la sua storia politica dovesse cominciare la prossima settimana, circondato e consigliato da uno staff eterogeneo dove fanno capolino il webmaster di Grillo, Gianroberto Casaleggio; il capo di gabinetto di Tremonti, Vincenzo Fortunato, oggi suo capo di gabinetto; vecchie volpi della Prima Repubblica già transitate in imprese con molti guai giudiziari (Impregilo) o nelle segreterie politiche di Cossiga, Mastella, Buttiglione, D'Onofrio come Stefano Pedica, oggi capo della sua segreteria.

Questo si legge, in questi giorni. Ognuno fa quel che gli pare e con chi gli pare. E' nella natura della politica che Di Pietro voglia far cadere un governo che lo mette a disagio con i suoi elettori e con le sue convinzioni. Quel che appare contraddittorio in questa strategia è il "caso" che Di Pietro ha scelto per scuotere il governo, come del tutto incongruo è il "compagno di strada" che si è scelto: Roberto Speciale, già comandante della Guardia di Finanza.

Accade che la procura di Roma chieda l'archiviazione delle accuse contro Vincenzo Visco. Minacce e abuso d'ufficio: avrebbe preteso che Speciale rimuovesse la catena di comando delle Fiamme Gialle di Milano. Il pubblico ministero non rintraccia, nella controversia, alcun "atto illecito" - penalmente rilevante - del viceministro, ma soltanto "un atto illegittimo": affare per la giustizia civile e amministrativa, magari censurabile sul piano politico.

Postato da: Che C'azzecca | 03.10.07 20:37


Dicono che Antonio Di Pietro abbia gran voglia di elezioni. I sondaggi pare che lo premino, unico leader della coalizione di governo, e l'uomo assai avvertito non vuole logorarsi nell'attesa, ma saltare presto sull'onda della protesta "antipolitica". Nel dubbio che possa essere corta e non lunga, come appare oggi. Di Pietro ha preso a muoversi senza impacci, in ogni direzione. Intrattiene affettuosi rapporti con Beppe Grillo (pare che i due si piacciano molto). Concede e incassa aperture di credito da Gianfranco Fini (pare che i due si ammirino). Mena fendenti ad avversari e amici: in verità, più agli amici di governo che agli avversari. Senza vincoli, come se la sua storia politica dovesse cominciare la prossima settimana, circondato e consigliato da uno staff eterogeneo dove fanno capolino il webmaster di Grillo, Gianroberto Casaleggio; il capo di gabinetto di Tremonti, Vincenzo Fortunato, oggi suo capo di gabinetto; vecchie volpi della Prima Repubblica già transitate in imprese con molti guai giudiziari (Impregilo) o nelle segreterie politiche di Cossiga, Mastella, Buttiglione, D'Onofrio come Stefano Pedica, oggi capo della sua segreteria.

Questo si legge, in questi giorni. Ognuno fa quel che gli pare e con chi gli pare. E' nella natura della politica che Di Pietro voglia far cadere un governo che lo mette a disagio con i suoi elettori e con le sue convinzioni. Quel che appare contraddittorio in questa strategia è il "caso" che Di Pietro ha scelto per scuotere il governo, come del tutto incongruo è il "compagno di strada" che si è scelto: Roberto Speciale, già comandante della Guardia di Finanza.

Accade che la procura di Roma chieda l'archiviazione delle accuse contro Vincenzo Visco. Minacce e abuso d'ufficio: avrebbe preteso che Speciale rimuovesse la catena di comando delle Fiamme Gialle di Milano. Il pubblico ministero non rintraccia, nella controversia, alcun "atto illecito" - penalmente rilevante - del viceministro, ma soltanto "un atto illegittimo": affare per la giustizia civile e amministrativa, magari censurabile sul piano politico.

Brandendo come uno spadone questo approssimato esito giudiziario (il giudice non si è ancora pronunciato), Di Pietro chiede pubblicamente che Visco tolga il disturbo, ben sapendo che i giudizi di Visco sono stati e sono condivisi dal ministro dell'Economia. Ottiene che il "caso", già discusso al Senato, venga ancora ridiscusso mercoledì (3 ottobre) con l'incertezza che sempre provoca ogni discussione a Palazzo Madama per i risicatissimi numeri della maggioranza. Si potrebbe pensare alla spregiudicatezza di un ministro che vuole prendere le distanze da un governo in cattive acque, alla disinvoltura di un leader di partito in cerca di "riposizionamento", ma sono argomenti che, rispetto al merito delle questioni, non esauriscono la curiosità di sapere che c'azzecca Di Pietro con Speciale.

Di Pietro non è né un esordiente né un candido. Sa come in quell'essenziale istituzione dello Stato che è la Guardia di Finanza si sono create, ripetute nel tempo, sacche di malaffare e cordate di poteri storti. Come pubblico ministero, egli ha "pizzicato" generali corrotti e ne ha ottenuto la condanna. Come cittadino e politico, ha dovuto pagare il prezzo della vendetta di settori della Guardia di Finanza che gli hanno cucito addosso false accuse: gli costarono anni di lavoro per liberarsene e le dimissioni da ministro. Soltanto a parlare di Guardia di Finanza, Di Pietro avrebbe dovuto diventar prudente. Avrebbe dovuto farsi vigile, avere la voglia di leggersi le carte con attenzione, risvegliare il suo acume percettivo. Da ben scozzonato prosecutor, gli sarebbero subito saltati all'occhio - dell'inchiesta romana - un'inopportunità, un'improprietà e una stravaganza. Gli sarebbe apparso quanto meno sconveniente che il pubblico ministero dell'inchiesta fosse fratello di un ufficiale della Guardia di Finanza, oggi al Sismi.

Angelantonio Racanelli è pubblico ministero di buona reputazione, ma quella parentela ne pregiudica, in questo caso, l'immagine di indipendenza. Ripeto, l'immagine: in fondo, si discute di generali con cui, prima o poi, il fratello dovrà avere a che fare, e si sa che un magistrato non deve solo essere, ma anche apparire indipendente. Ancora. Di Pietro è così navigato che non gli sarebbe sfuggito che la procura conclude in modo molto dubbio. Definisce "atto illegittimo" la presa di posizione di Visco che al massimo può essere detta comportamento e non atto.

Non c'è nessuno "atto" di Visco nell'inchiesta, solo le parole dette. Gli unici atti in questa storia sono di Roberto Speciale che avrebbe dovuto essere, in linea di principio, indagato perché complice dell'abuso (firma l'atto contestato). A meno che - sola via d'uscita dai guai per il generale - non si ipotizzi che Speciale sia stato vittima di un'estorsione, costretto cioè a firmare l'atto con la violenza o l'inganno.

A Di Pietro, a questo punto, non sarebbe sfuggita una bizzarria. Per una coincidenza, a inchiesta aperta (è il 5 luglio 2007), un signore denuncia Visco, appunto, per estorsione. Quel signore è Costantino Belluscio, iscritto alla P2 ("fascicolo 540, attivo"). Ci piace immaginare Di Pietro farsi ora molto guardingo, quasi sospettoso e spulciare tutti gli interrogatori e i documenti e gli allegati dell'inchiesta, a cominciare dalla trascrizione dell'esame di Vincenzo Visco. Le ragioni e gli argomenti del viceministro gli sarebbero apparsi evidenti, plausibili, coerenti. Ritorna al ministero dove fu già ministro delle Finanze con la missione di riportare nelle casse dello Stato parte dei miliardi evasi al fisco (100 mila). Conosce l'energia, le capacità e la dedizione della Guardia di Finanza, ma non si nasconde che esistono aree di inattività e di complicità con i poteri politici, economici e finanziari.

Non gli piace che, in quel momento, più d'un generale appaia legato agli interessi della Juve di Luciano Moggi, società quotata in borsa. Chiede informazioni, vuole saperne di più. Gli viene detto, anche autorevolmente, che a Milano si è creata un'incrostazione che fa capo agli ufficiali che Giulio Tremonti, suo predecessore, ha scelto, indicato e promosso uno per uno con il consenso di Roberto Speciale ("È un intreccio, sempre gli stessi, sempre negli stessi luoghi, sempre a contatto con gli stessi interessi"). Chiede che il comandante vi ponga rimedio sostituendoli, "senza danneggiarne la carriera" e senza indicarne i successori. Se avesse voluto punirli per l'inchiesta Unipol, li avrebbe danneggiati. Se avesse voluto controllare l'indagine, avrebbe scelto fidati "controllori".

Visco si muove come un elefante, è vero. Forse per ingenuità, forse per superbia. Sbaglia a non rendere trasparenti le ragioni delle sue scelte, a non farne una questione pubblica. S'inganna ad affidarsi, in quest'operazione di risanamento, a un gruppo che ritiene più affidabile. Sottovaluta che il gruppo uscente gli avrebbe preparato un "trappolone". Roberto Speciale lo allestisce con sagacia, come è evidente dalla ricostruzione degli avvenimenti. Tace. Dissimula. Finge. Ha gioco facile. Come spesso capita all'onesto, Visco è un gaffeur. Provocato, incalza senza misura. Imbrogliato, s'incazza.

Il generale lo attende al varco. Si procura testimoni (suoi subordinati e collaboratori); prende nota di ogni parola; annota ogni telefonata. Precostituisce le sue accuse. La lettura delle carte potrebbe essere anche univoca per un investigatore sperimentato come Di Pietro, ma una circostanza dovrebbe convincerlo a essere più cauto nel sostenere il generale. Roberto Speciale, dice Visco, voleva conquistarne la benevolenza spifferandogli segreti investigativi: "Una cosa riservatissima, ci sono indagini in corso in Puglia sui finanziamenti elettorali, riguarderebbero anche i Ds"; attenzione, "è imminente una perquisizione nei confronti di un amico di Giovanni Consorte, il presidente dell'Unipol".

Visco sostiene di aver mandato al diavolo il generale e Di Pietro può anche non credergli, ma ce n'è a sufficienza per non prendere posizione con avventatezza a favore di Speciale, per attendere le conclusioni dell'indagine perché è ragionevole credere che il procuratore di Roma dinanzi a questa notizia di reato, tanto autorevolmente santificata (un membro di governo), abbia aperto un'indagine (magari non affidata ad Angelantonio Racanelli) e indagato il militare.

A irrobustire la prudenza di Di Pietro dovrebbe essere l'assoluta coincidenza delle rivelazioni di Visco con un metodo - già affiorato in questi anni e documentato da qualche inchiesta milanese - di alcune burocrazie della sicurezza che, con la collaborazione di un network clandestino di spioni, lavorava in proprio raccogliendo e gestendo informazioni riservate (o false o mezze vere e mezze false) da offrire a power élite, angosciate dalle mosse degli alleati; spaventate da possibili complotti o desiderose di apprestarne qualcuno.

Dinanzi a queste nebbie, a comportamenti ancora tutti da verificare, a responsabilità ancora tutte da chiarire, è incomprensibile che un homme cultivè come Antonio Di Pietro (oggi politico, appena ieri investigatore e procuratore) si precipiti ad abbracciare con entusiasmo il generale Roberto Speciale. L'effetto è quantomeno confuso e imbarazzante. Può sembrare uno scherzo maligno, canzonatorio. Il politico che chiede trasparenza nelle condotte pubbliche sposa il responsabile di comportamenti quantomeno ambigui. Il leader che invoca il rispetto della legalità si accoppia con chi ha mostrato di gradire una legalità a quadro variabile, spesso subordinata alla volontà del potere o al suo autoreferenziale potere. Non si capisce. Che c'azzecca Di Pietro con Speciale?

Postato da: Che C'azzecca | 03.10.07 20:35


Gent. Di Pietro,
lo sanno tutti che uno dei piu' grandi impedimenti allo sviluppo del Sud e' la mafia. perche' non si super - potenzia la DIA e si cerca di schiacciare le varie mafie che strozzano il SUD? Magri facilitando con leggi ad hoc lo smantellamento di Cosa Nostra....ma si potra' mai con un Mastella alla giustizia? Doveva starci lei alla giustizia...

Postato da: Marco Zodiaco | 03.10.07 19:38


STATALIZZARE LA BANCA D'ITALIA - ELIMINARE IL SIGNORAGGIO - IL DEBITO PUBBLICO E' UNA BURLA NON ESISTE E' IL PRIVILEGIO CHE IN CAMBIO DI NULLA RICEVONO TUTTO + IL TASSO DISCONTO. IL DEBITO PUBBLICO E' INESTINGUIBILE!!!!!! SE LO STATO CONSEGNASSE TUTTO IL DENARO ESISTENTE, RIMARREBBERO GLI INTERESSI CHE NON ESISTONO SOTTOFORMA DI MONETA. BASTA A PRENDERE PER I FONDELLI IL POPOLO.

Postato da: Tommaso | 03.10.07 19:22


Caro Antonio, penso che tutti noi si apprezzi la tua onestà e la tua voglia di risanamento.
Però sul debito pubblico, vorrei saper quando voi politici vorrete affrontare seriamente la questione, dicendo la verità, che in rete si è già rivelata da parecchio.e che nessun personaggio pubblico vuole dire! Ovvero che il vero motivo dell'esistenza del debito pubblico, è che i proventi dei vari tipi di signoraggio monetario vanno a istituti privati (banche) anzichè allo stato sovrano, unico legittimato costituzionalmente ed emettere liquidità.
Ecco mi piacerebbe che tu, affrontassi questo problema, e tutti smettessero di prenderci in giro con la storie del debito pubblico e le tasse che servono per sanarlo!

Postato da: maurizio ghignatti | 03.10.07 18:10


trento rogano ma prendi per il culo?.............sai cosa sono i bot? ecco se ne hai qualcuno sappi che sei debitore di te stesso...........

Postato da: giorgio rossi | 03.10.07 17:55


2)A differenza di quanto Lei erroneamente CREDE, è Lei che ci ha CHIESTO il VOTO in questo e altri mandati, a ME e agli ELETTORI sulla base di un PROGRAMMA.
IL compito di NOI ELETTORI(pensanti)è quello di esercitare il DIRITTO/DOVERE di CRITICA o di APPROVAZIONE nel chiedere conto del SUO(e di IdV)OPERATO(i FATTI e le PROPOSTE che vanno in Parlamento)così come vengono FORMULATI e PRESENTATI(o meno)dopo questi mesi di GOVERNO. Se la cosa NON la disturbava PRIMA di CANDIDARSI ed essere ELETTO rappresentante del POPOLO non dovrebbe DISTURBARLA oggi da ELETTO! Mi sono chiesto perché le dà TANTO FASTIDIO ora(con quel tipico atteggiamento da CASTA dei POLITICI alla quale anche Lei APPARTIENE a pieno TITOLO), se come penso con il MIO scritto ho contribuito a SMUOVERE in una qualche misura la SUA COSCENZA di FEDELE RAPPRESENTANTE del POPOLO(per cui me ne COMPIACCIO assai di averle RISVEGLIATO quell’istinto ASSOPITO forse dalla POLTRONA ministeriale)e non verrò certo MENO al MIO COMPITO nonchè DIRITTO/DOVERE ancora una VOLTA nel RICORDARLE che tra le VIRTU’ della BUONA POLITICA che NON fa SOLO gli interessi di BOTTEGA(per INTENDERCI quella del BUON PADRE di FAMIGLIA di cui Lei ama riempirsi SPESSO e a SPROPOSITO la bocca!)sono FONDAMENTALI 2 QUALITA’: l’UMILTA’di ASCOLTARE il VOLERE del POPOLO SOVRANO che si intende RAPPRESENTARE e la DECENZA di chiedere SCUSA e DIMETTERSI se NON si è in grado di RISPETTARE gli IMPEGNI PRESI perché si fatica a COMPRENDERE e CORREGGERE gli ERRORI di PERCORSO quando li si COMMETTE(diciamo INVOLONTARIAMENTE?).. tutte qualità che in Lei appaiono NON albergare più in questo momento(sempre che prima vi fossero state in precedenza)! Per questo MOTIVO(FATTO)la invito PERTANTO(quando disporrà di TEMPO)a fare un passaggio sul SUO blog(da Lei definito VEICOLO di COMUNICAZIONE BIDIREZIONALE ELETTO-ELETTORI!)NON solo per postare nuovi “muri del pianto” del “vorrei ma NON posso” come è solito da MESI fare, ma per RI-LEGGERSI ATTENTAMENTE cosa ne pensano delle SUE(e di IdV)PROPOSTE la STRAGRANDE MAGGIORANZA dei bloggers(come ME)in LARGA parte SUOI SOSTENITORI NON da IERI, persone che la SEGUONO fin dai tempi di Mani Pulite(mi permetto di RICORDARLE che è SOLO grazie a COSTORO se Lei ha ottenuto i voti che le permettono di fare il senatore e il ministro), quegli stessi ELETTORI che OGGI le contestano il SUO OPERATO(e di IdV)perché si sentono TRADITI dalla SUA proposta di Legge – Parlamento Pulito e NON SOLO.

Postato da: Marco B e r s e l l i | 03.10.07 17:25


Gentile onorevole ministro Di