16 Settembre 2007
Consiglio dei Ministri. Piano casa
Testo:
"L'altro ieri c'è stata, prima del Consiglio dei Ministri, la riunione dei Ministri titolati a far parte del Comitato per il credito e il risparmio che controlla l'andamento finanziario del credito. Abbiamo potuto prendere atto, dalle relazioni tecniche presentate, che la cosiddetta crisi dei mutui che ha colpito l'America, dovuta a un sistema “spazzatura” dove i soldi giravano con un altissimo tasso di rischio, in Italia non ha attecchito. Qui, i mutui “subprime” sono meno dell'1%. E' andata bene, per ora, ma potrebbe non andare bene la prossima volta. Quella crisi è dovuta al fatto che anche negli Stati Uniti non si sono rispettate le regole del gioco, soprattutto in tema di conflitto di interesse: le società di rating, quelle che certificano la solvibilità delle altre, a volte erano addirittura create ma comunque certamente pagate dal controllato. Il controllato, cioè, si sceglieva il controllore. Anche in America si ragiona all'italiana.
Inoltre, si mettevano fuori bilancio le operazioni a rischio: una furbata ai danni dei risparmiatori.
In Italia abbiamo scoperto una particolarità che non ha ancora prodotto danni, ma sulla quale bisogna studiare una norma: le cosiddette società estero-vestite. Alcune banche e assicurazioni che lavorano in Italia, sono italiane, gestiscono i nostri soldi hanno però sede all'estero. Risultato: se va bene prendono gli utili, se va male devono rispettare la legge di quel paese.
Il Consiglio dei Ministri ha discusso del cosiddetto “Piano Casa”. Io faccio il ministro delle Infrastrutture ma non faccio solo strade e ferrovie. Mi occupo anche di costruire abitazioni.
Il piano casa è quel progetto che prevede che, comune per comune, ci siano degli alloggi a disposizione per chi non ha soldi né per comprare né per affittare un appartamento.
Ho presentato un piano diviso in due fasi, uno che prevede la necessità di finanziamento e uno per cui non è necessario, riutilizzando le vecchie strutture della difesa e i servizi logistici del servizio militare con i quali sarebbe possibile mettere a disposizione per i prossimi dieci anni 8.000 abitazioni all'anno.
C'è una diatriba tra chi sostiene la proroga degli sfratti e chi, come me, è convinto che sia necessario rispettare la proprietà privata. Non si può lasciare i bisogni sociali a carico dei privati cittadini, ma tutti dobbiamo sobbarcarci il problema. Siccome c'è la possibilità di farlo, la soluzione è dotarci di un parco alloggi pubblici, senza doverli rubare a qualcuno che magari ci ha messo una vita a comprarsi una casa. Quanto costerà, alla fine, il piano casa? Lo deciderà Padoa Schioppa. Io credo che, essendo avanzati dei soldi dalla scorsa finanziaria, non distribuire fondi a perdere ma operare investimenti nel mattone, sia una buona cosa."
Postato da Antonio Di Pietro in Informazione
