24 Settembre 2007
Visco, un passo indietro.

Pubblico una mia lettera al Corriere di oggi
"Caro direttore,
le considerazioni avanzate da Piero Ostellino nell’editoriale di ieri del Corriere riguardo al caso Visco-Guardia di Finanza, meritano attenzione.
La Procura della Repubblica di Roma ha richiesto l’archiviazione del procedimento penale a carico di Visco sostenendo che-pur avendo emanato un “atto illegittimo”-non ha però commesso un “atto illecito” tale da poter essere valutato penalmente, vale a dire che l’atto, seppur illecito, non contiene alcuna sanzione di tipo penale. In altri termini, il viceministro, ha violato comunque un precetto di legge, a cui-in uno (per dirla alla Ostellino)-non può che conseguire una sanzione che potrà e dovrà, di volta in volta, essere valutata in altri ambiti: sul piano civile (e infatti il generale Speciale si sta adoperando per richiedere il risarcimento dei danni); sul piano amministrativo, con riguardo all’efficacia delle soluzioni adottate (la sostituzione del generale Speciale stesso); sul piano della opportunità politica, con particolare riferimento alla persistente delega al viceministro di responsabile politico della Guardia di Finanza.
E’ proprio quest’ultimo aspetto che mi preme sottolineare: l’illegittimità del comportamento del viceminitsro rilevata dalla magistratura mina il rapporto di fiducia che deve necessariamente esserci tra lui ed il corpo della Guardia di Finanza di cui ha la responsabilità politica. Si appalesa, quindi, l’opportunità di un suo passo indietro (quanto meno rispetto alla specifica delega di cui si discute).
Tale decisione potrebbe fare da preludio o essere concomitante a un altro e più importante atto di responsabilità politica di tutto il Governo: la riduzione del numero di sottosegretari e viceministri dalle attuali 102 unità a non più di cinquanta e soprattutto la riduzione a non più di 15 del numero di ministri (magari a cominciare proprio da quello delle Infrastrutture che io dirigo e la cui separazione da quello dei Trasporti si sta rivelando del tutto anacronistica).
Sarebbe una bella ventata di innovazione di cui la nostra azione di Governo a questo punto ha bisogno se vuole non solo sopravvivere ma anche essere credibile."
Postato da Antonio Di Pietro in Giustizia