15 Ottobre 2007
Consiglio dei Ministri. Il protocollo sul welfare
Testo:
"Oltre alla relazione sul Consiglio dei Ministri di venerdì scorso, una riflessione il giorno dopo l’affluenza record alle urne per costituire il Partito Democratico e la vittoria, annunciata, di Walter Veltroni. Di grande credo ci sia stato soprattutto il numero di cittadini che hanno deciso di andare a scegliere i delegati di questo nuovo partito.
Andiamo con ordine. Al Consiglio dei Ministri di venerdì non si sono approvate leggi ma si è discusso principalmente di due questioni, una per rinviarla al prossimo CdM cioè il pacchetto sicurezza. Io sono contento che sia affrontato il problema, sono d’accordo che le norme in discussione siano approvate al più presto e sono d’accordo sul fatto che il Governo proponga un suo pacchetto a cui il Parlamento aggiunga norme sia sulla sicurezza sia sul buon funzionamento della macchina della Giustizia. E’ inutile arrestare le persone la sera e farle uscire la mattina dopo. Noi dell’Italia dei Valori, e io come Ministro, intendiamo intervenire e intervenire alla “Di Pietro maniera” perché credo sia ora che finisca il tempo dei finti buonisti, di coloro che pensano che sia sempre colpa della società quando qualcuno delinque e commette reati.
Sul welfare in Consiglio dei Ministri si respirava aria di soddisfazione e di condivisione. I ministri che si sono astenuti o hanno votato con riserva, che sono quelli dell’estrema sinistra dei Comunisti Italiani, Verdi, Rifondazione comunista e Sinistra Democratica, mi pare l’abbiano fatto più per partito preso che per legittima convinzione. Ho l’impressione che sul pacchetto welfare si sia raggiunto un accordo sostanziale, sul quale sono favorevole, e che oggi chi recita la parte dell’insoddisfatto lo faccia per accontentare gli iscritti di questo o quel sindacato, di questa o quella corporazione.
Questo fine settimana si è costituito il Partito Democratico, che ha individuato il leader e la classe dirigente.
Penso sia un fatto democraticamente importante: quando un partito si da una sua classe dirigente con l’aiuto e il voto di tre milioni di persone, va rispettato.
Ma questo dimostra che non è, caro Veltroni, la politica che vince sull’antipolitica, come hai detto. Affermando ciò sei già partito male. Quando tre milioni di persone votano per il PD. Quando 500.000 persone partecipano alla manifestazione di Alleanza Nazionale. Quando un milione e mezzo di persone partecipano al V-Day per una politica più trasparente, la riduzione dei suoi costi, il limite alle candidature. Non si può parlare di politica se riguarda te e antipolitica quando riguarda altri. E’ tutta politica. Dimostra che i cittadini hanno voglia di fare politica direttamente, di scegliersi i candidati e di mandare a casa quelli da cui non vogliono più farsi prendere in giro.
Non c’è politica e antipolitica. Ieri c’è stata continuità nella voglia dei cittadini di farsi ascoltare.
Oggi, il giorno dopo la nascita del Partito Democratico, noi dell’Italia dei Valori ti chiediamo subito di darci alcune risposte: cosa vuoi fare adesso? Una politica liberale e solidale o una politica vetero comunista di assistenzialismo e dirigismo statalista? Cosa vuoi fare, in concreto, per dare sicurezza ai cittadini in termini di lotta alla criminalità diffusa, di equa distribuzione del sistema fiscale, di precarietà?
Noi siamo pronti ad avere, con il PD, un dialogo aperto, libero, concreto, partecipativo, di responsabilità. Abbiamo bisogno, però, di sapere che questa volta non si fa ecumenismo a tutti i costi mettendo insieme di tutto e di più solo per arrivare al 51%. La prossima coalizione dovrà essere di governo e fondata su un programma, quindi non potrà essere questa stessa coalizione.
In questa prospettiva noi dell’Italia dei Valori affermiamo di rispettare il voto di ieri, di ammirare la partecipazione democratica di questi milioni di cittadini, di voler dare ad essi una risposta positiva in termini di compartecipazione alla costruzione del nuovo programma e ci auguriamo che la classe dirigente del PD sappia essere all’altezza delle speranze dei cittadini, così come ci auguriamo di poterlo essere noi, in questo dialogo costruttivo e unitario."
Postato da Antonio Di Pietro in Informazione
