22 Ottobre 2007
Consiglio dei Ministri. Rete libera
Testo:
"Mi scuso, innanzitutto, per questo leggero ritardo di comunicazione dovuto al fatto che, in questi giorni, mi sono occupato di una conferenza molto importante su infrastrutture e legalità a Napoli.
Al Consiglio dei Ministri è successo il solito e l’insolito.
Abbiamo discusso del tema del giorno, ovvero una nuova modifica al disegno di legge sul welfare. Una ventina di giorni fa avevamo approvato il disegno di legge di applicazione dell’accordo con i sindacati, poi c’è stato il referendum dei lavoratori che l’ha ratificato con una maggioranza dell’80%. C’erano alcune modifiche migliorative condivise dalle parti sociali, pertanto si è fatto un Consiglio dei Ministri per la loro approvazione.
Il risultato è stato lo stesso della scorsa volta: due ministri astenuti, due a favore con riserva. Mi è sembrata la solita situazione in cui ognuno ha voluto dire la sua più per motivi di rapporti tra i partiti e i loro elettori che per reale interesse sull’argomento.
C’è stato qualcosa di insolito: sono passati alcuni provvedimenti di routine quelli che, come vi spiegai all’inizio della legislatura, sono classificati dagli uffici tecnici di fascia “A”.
Nell’ambito di questi provvedimenti, è stato inserita una norma presentata come atta a “ridurre gli emolumenti all’editoria pubblica, per migliorare il mercato dell’informazione”.
Tutti abbiamo l’abbiamo approvata.
Solo dopo, e solo grazie a Grillo e al suo blog, si è venuto a sapere che quel provvedimento contiene norme volte a impedire a tutti i blogger, a tutto il mondo della Rete, di informare ed informarsi liberamente.
Anche al Consiglio dei Ministri bisogna pensarci due volte prima di dire “sì”. Questa è una lezione che ora ho imparato.
Io e altri ministri abbiamo ammesso di essere stati male informati: Gentiloni, Pecoraro Scanio, io, Mussi ed altri abbiamo preso atto che questa legge sia da rivedere.
Spesso abbiamo letto sui mezzi di informazione tradizionali le parole dei commentatori acculturati che tacciano di qualunquismo e populismo Grillo e il suo blog.
Grillo si è accorto in tempo di un’anomalia, l’ha segnalata alla Rete e grazie a voi è stata fatta una catena umana che ha messo in condizione noi di sapere la cavolata che avevamo fatto e quindi di correggerla per tempo. Soprattutto di capire chi, come me, è in buona fede o se c’è qualcuno che non lo è.
Vedete che la libera informazione aiuta le istituzioni a fare meglio il proprio lavoro. Bisogna pensarci due volta prima di prendersela con la Rete: è uno strumento che aiuta a governare meglio, se vuoi governare bene."
Postato da Antonio Di Pietro in Informazione
