29 Novembre 2007
Consiglio dei Ministri. Piano italiano di azione sulle droghe
Consiglio dei Ministri di giovedì 29 novembre. Un giorno prima perché domani il Presidente del Consiglio e' impegnato.
Abbiamo discusso di tante cose, abbiamo fatto anche tante riunioni collaterali al Consiglio dei Ministri (CIPE, Arcus, 150 anni per l’unita' d’Italia e altro ancora), ma abbiamo anche discusso di tante cose ordinarie. Abbiamo pero' trattato tre temi che mi pare importante segnalarvi, perche' magari non fara' parte dell’informazione 'ufficiale'. Per prima cosa, il Governo intende a farsi carico di un nuovo piano italiano di azione contro la droga, dopo che abbiamo fatto nelle settimane passate il nuovo piano di azione per le politiche abitative.
Intendiamo fare una serie di interventi strutturali e preordinari nel tempo a difesa delle fasce sociali più deboli, perché c’è bisogno di difendere anche costoro. Il piano è stato previsto in bozza e adesso deve essere discusso da tutte le parti interessate, come l’associazionismo, il Parlamento, le Regioni e gli enti territoriali. Allora mi sono detto: perché non ne discute direttamente il nostro datore di lavoro, e cioè voi cittadini?
Pubblico nel mio Blog la proposta di piano di azione del nostro Governo sulle droghe, cosi che ognuno di voi può leggerlo e può fare le sue osservazioni, di cui farò una sintesi che porterò senz’altro nelle sedi opportune, a cominciare dal Consiglio dei Ministri.
Leggetelo e aiutateci a fare meglio il nostro dovere.
L'altra questione che abbiamo affrontato, e che mi preme segnalarvi, è l’EXPO 2015 a Milano. Abbiamo invitato il Sindaco Moratti, avendone la prima responsabilità, di individuare quelle azioni necessarie e sufficienti affinché la comunità internazionale, quella economica, quella istituzionale, tutto il mondo, individui in Italia e proprio a Milano la sede dove fare l’EXPO 2015, la maggiore fiera internazionale di tutto ciò che il mondo produce o può produrre, e quindi un punto di attrazione dell’economia verso il nostro Paese che ci porterà tanti vantaggi in termine di credibilità, di scambi culturali, finanziari e commerciali.
E’ importante farlo, e abbiamo deciso, invitando e coinvolgendoci tra di noi (Governo di centrosinistra, Sindaco di Milano e Governo Regionale della Lombardia del centrodestra), di dire per una volta tanto che l’Italia sia una sola e una soltanto nei confronti dell’esterno per produrre un progetto credibile. Il progetto, la sua bozza, lo troverete nel mio Blog, perché anche in questo caso ritengo sia importante che i cittadini, cioè voi, datori di lavoro, leggete prima ciò che stiamo facendo e ci diate qualche consiglio prima di fare qualche danno. Mi sembra una cosa buona, la metto in rete cosi potremmo interloquire assieme e anche in questo caso mi farò carico di riportare in ogni sede la valutazione sintetica e comprensiva del vostro intervento.
Un altro tema che abbiamo trattato, tra i tanti, è la questione di risarcimento danno nei confronti di coloro che sono vittime, o perché addirittura ci rimettono la vita, o perché subiscono violenze e minacce, da parte di fatti violenti, in particolare di tre categorie di cui si parla poco e di cui si fa un po’ di confusione: le vittime del dovere, le vittime della mafia e le vittime dei fatti terroristici.
Come vedete, sul piano delle conseguenze, che si riceva una lesione o addirittura si venga uccisi, dal gesto terroristico, dal gesto mafioso o dal gesto di chi esercita il proprio dovere e per questo viene offeso, il danno che si riceve è uguale. Abbiamo previsto di accorpare questi tre gruppi di vittime di reati e prevedere un unico sistema di risarcimento danni.
Prima c’erano diversi sistemi: la persona vittima di terrorismo prendeva un risarcimento maggiore a chi è stato vittima di mafia, ed entrambi prendono un risarcimento maggiore di chi è vittima del dovere. Avete capito la differenza? C’è un fatto terroristico, dove un terrorista mette una bomba, e chi viene danneggiato è vittima del terrorismo. C’è il mafioso che chiede il pizzo ad un impresa e la fa fallire, il danneggiato è vittima di mafia. C’è un Maresciallo dei Carabinieri che va al supermercato perché riceve una telefonata e il balordo gli spara, è vittima dell’esercizio del proprio dovere.
A questo punto abbiamo deciso di prevedere due tipi di indennizzi: una somma una tantum, che si può definire un elargizione immediata, e poi un vitalizio per la sua famiglia, altrimenti come fa ad andare avanti? Abbiamo previsto di accorpare questi due tipi di interventi finanziari, per renderli omogenei qualunque sia la vittima, che sia di terrorismo, di mafia o di servizio del proprio dovere, perché riteniamo che tutti e tre i casi sono persone che immolano la propria vita o che subiscono delle violenze per permettere a questo Stato di essere più Stato di diritto.
Il giorno che non avremo più vittime vorrà dire che lo Stato di diritto funziona.
Postato da Antonio Di Pietro in Giustizia
