9 Dicembre 2007

Le false emergenze

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Le morti sul lavoro sono definite un'emergenza nazionale. Chi mi legge da tempo su questo blog sa che tutto sono tranne che un'emergenza. Si muore sul lavoro ogni giorno senza interruzione da anni. Il termine emergenza e' l'ultima scusa di chi non ha affrontato un problema. L’emergenza dei rom e' stata un’emergenza ampiamente annunciata prima della morte della signora Reggiani. L'emergenza precari, l’emergenza della malasanità, l’emergenza di una informazione semilibera, l’emergenza del conflitto di interessi, l’emergenza di una giustizia in panne, senza mezzi e bersagliata da continue ingerenze politiche, l’emergenza della attuale legge elettorale, che, lo ricordo, non consente ai cittadini di scegliere il proprio candidato: sembra che il Paese viva di emergenze.

Il termine emergenza è utilizzato come foglia di fico per nascondere responsabilità politiche. Io non mi tiro certamente fuori, anch’io ho le mie responsabilità per non essere riuscito a convincere gli alleati di Governo. In Consiglio dei Ministri ho più volte affrontato le cosiddette “emergenze”, come è testimoniato dai video settimanali che pubblico in questo spazio. Non sempre, purtroppo, ho avuto l’attenzione dei miei alleati. Ho fatto e sto facendo il possibile, ma credo che la soluzione di far cadere il Governo, che spesso leggo nei commenti ai miei post, sia il peggiore dei mali perchè consegnerebbe il Paese nelle mani di chi ha quasi distrutto lo Stato sociale e la libertà di informazione, nelle mani di chi, ne sono certo, completerebbe l’opera.

Continuerò a denunciare lo stato di malessere profondo che tocca molti e diversi aspetti del Paese e a intervenire ogni volta che posso. Il termine emergenza, comunque, mi dà l’orticaria: è insieme un’ammissione di fallimento e di ipocrisia. Sulle morti sul lavoro non c’è nessuna emergenza, ma una volontà politica, anche di questo governo, fino ad ora, di non intervenire.

Postato da Antonio Di Pietro in Lavoro