3 Dicembre 2007
La Sicurezza per i cittadini
Quando si parla di sicurezza bisogna partire dalle cifre, a riferimento del tipo di reati, al numero dei delitti, e anche alle persone, ivi inclusa la nazionalita', che li commettono.
L’aumento di alcuni tipi di reati, e la percezione di insicurezza conseguente, è strettamente legata all’immigrazione clandestina, ma non solo, anche dall’immigrazione regolare dei cittadini comunitari. E’ un dato di fatto, che piaccia o non piaccia, che nel triennio 2004-2006 la prima nazionalità straniera per omicidi volontari, violenze sessuali, furti, rapine, estorsioni, è quella rumena, che non fa parte dell’immigrazione clandestina. E’ sempre immigrazione, comunitaria e legittima, almeno per il nostro Paese, ed è legittima perché non regolamentata, perché conseguente al diritto di accesso dei cittadini rumeni in tutti i paesi della Comunità Europea dopo che sono diventati soggetti comunitari.
E’ un dato di fatto, perché ci viene immediatamente da pensare ai cittadini extracomunitari e ai clandestini, invece la maggiore causa di insicurezza, sia reale che sentita, è quella proveniente dalla cittadinanza comunitaria. Se questo è il dato di fatto, il buonismo all’insegna dell’Europa unita, che leggiamo tutti i giorni a scuola, non serve a nulla.
Ebbene, in questo tema c’è la prima critica che sento di fare a me stesso, perché faccio parte di questo Governo, e confesso la mia impotenza come forza politica attuale per poter cambiare lo stato delle cose. Devo dire, a onor del demerito, che nemmeno le forze politiche dell’opposizione, e del Governo di ieri, si sono fatte ascoltare, perché se è vero che dal gennaio 2007 abbiamo la presenza di rumeni, è vero soprattutto che questo è stato possibile perché negli anni precedenti non si è dato corso, mentre si ratificavano i relativi trattati, a regolamentare anche attraverso moratorie l’ingresso dei rumeni. E’ una responsabilità politica della classe politica di oggi e di ieri.
Vorrei ricordare a me stesso, alla classe politica e a tutti, che se è vero che la sicurezza è un diritto, questo diritto è garantito dalle convenzioni europee e dal trattato europeo d’istituzione dell’UE, da ultimo richiamato anche al C6 in Polonia, dove nell’incipit fondamentale del documento che è venuto fuori si dice che la sicurezza sia interna che esterna all’UE è uno dei diritti fondamentali della stessa UE.
Se la carta costituzionale che vorremmo, e il trattato che abbiamo riconfermato nel C6 in Polonia, ci dice che la sicurezza interna è un diritto fondamentale, da ciò scaturisce il dovere di considerare la regolamentazione dei flussi anche con riferimento dei paesi dell’UE.
L’Italia dei Valori deve rilanciare la propria azione di governo, e di informazione, con riferimento alla necessità di una regolamentazione, ivi compreso la moratoria, per quelli che sono i cittadini che pur entrati nell’UE devono fare i conti con quello che sono le regole e le necessità del nostro Paese.
Con riferimento a questo nuovo fenomeno, c’è la necessità di strumenti nuovi e aggiornati per combattere la criminalità, quella fondamentalista islamica a livello internazionale, e quella internazionale e nazionale con riferimento alle nuove figure di reato.
Certamente alcune cose importanti sono state fatte in materia d’immigrazione, partendo da un dato di fatto che la legge Bossi-Fini, cosi strutturata, non poteva andare bene, perché ci vuole il contratto di lavoro con la persona che si trova ancora nel suo Paese, altrimenti non può venire in Italia. Sfido una sola persona italiana che fa un contratto di lavoro con una persona che viene da non si da dove e senza neanche conoscerla. Noi abbiamo fatto la Turco-Ferrero, che ha una rivisitazione del tutto diversa, basata sui flussi, basata sulla possibilità di trovare anche attraverso dei tutor un contratto di lavoro, e basata su tutta una serie di interventi che permettono di conoscere e di conoscersi.
Certamente, non ha risolto il problema dell’immigrazione clandestina, però mi sento di assumermi la responsabilità, cosi come l’Italia dei Valori, di aver firmato la Turco-Ferrero perché riteniamo che sia meglio della Bossi-Fini, perché cerca di contrastare l’immigrazione clandestina, ma soprattutto di dare una speranza all’immigrazione regolare.
Per quanto riguarda la Turco-Ferrero, riteniamo che essa vada condivisa e ampliata per quanto riguarda le misure di sicurezza, con riferimento a coloro che sono privi di dimora e non hanno la possibilità di dimostrare il proprio sostentamento.
La necessità di una moratoria per quanto riguarda anche i Paesi dell’UE, i cui cittadini entrando in Italia non possono dimostrare come possono vivere e sostenersi, e questo non perché il nostro Paese sia diverso dagli altri, ma perché è già stato fatto anche da altri Paesi dell’UE, come la Germania, il Belgio, la Danimarca, il Lussemburgo e l’Olanda, che fanno parte dell’UE ma che hanno stabilito la regolamentazione dei flussi.
Il pacchetto sicurezza, varato nelle settimane scorse, che è importantissimo, ci sentiamo di condividerlo; l'ho votato con convinzione al Consiglio dei Ministri e il nostro partito lo difenderà in Parlamento. Sono quattro i punti, a qui si è aggiunto un quinto su nostra specifica azione, e cioè il ritorno del reato in falso in bilancio, di cui c’è una norma di legge che abbiamo voluto fortemente e che siamo riusciti a far passare nel Consiglio dei Ministri, la quale riguarda la sicurezza urbana, ossia quella che da la possibilità di punire lo sfruttamento dei minori in attività criminali, di rendere più efficace la collaborazione tra referenti e sindaci, di rafforzare la collaborazione tra i vigili urbani e le forze dell’ordine, di attribuire ai prefetti il potere d’espulsione e di rendere più facilmente perseguibile il reato di occupazione pubblica e danneggiamento.
Poi abbiamo fatto un altro pacchetto importante che riguarda una maggiore accentuazione in termini di custodia cautelare per i reati a grave danno sociale. Abbiamo rivisto l’abolizione della Ex-Cirielli, quella che faceva la prescrizione breve e per cui determinati reati andavano sempre prescritti. Abbiamo per esempio previsto la possibilità per i condannati di fare la certificazione ad una banca dati del DNA. Infine, abbiamo previsto tutta una serie di misure di contrasti contro la criminalità organizzata.
Se queste norme fossero leggi, oggi avremmo una percezione di insicurezza minore. L’azione dell’Italia dei Valori sarà determinata a rilanciare all’ordine del giorno, subito dopo il voto alla Finanziaria, l’inserimento delle misure legislativa sulla sicurezza, perché sono importanti e sono necessarie.
Uno dei vinti della nostra azione governativa è che teniamo giustamente da conto la solidarietà, ma se questa viene presa a scapito della sicurezza non va bene. Deve essere presa a scapito dei costi della politica, dell’inefficienza della burocrazia, a scapito dei furbetti del quartierino, e a scapito soprattutto delle tante inefficienze, a cominciare dalla consulenze e quanto altro, che la politica produce.
Articoli precedenti:
L'Italia ventre molle dell'Unione Europea
Moratoria, subito.
Immigrazione e criminalità
Postato da Antonio Di Pietro in Giustizia
