1 Dicembre 2007

Ribadiamo la nostra identita'

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L'Italia dei Valori si e' riunita ieri, e ha riunito il proprio Esecutivo Nazionale, per esprimere la propria posizione in ordine ai temi e all'agenda politica in corso. Abbiamo deciso quanto segue.

Sul piano delle riforme istituzionali e costituzionali, ribadiamo la nostra identita' bipolare. In questo senso, che si pervenga ad una legge elettorale maggioritaria o proporzionale che sia, chiediamo che essa dia la possibilita'; di prevedere prima delle elezioni chi sara' il capo designato del Governo, quali sono le coalizioni che lo sostengono e quale sia il programma, e che su questi parametri ci si presenti al voto dei cittadini.

Non ribadiamo la nostra aspirazione maggioritaria, ma ci dichiariamo disponibili al dialogo su soluzioni diverse che vengano prospettate, purche' esse identifichino altre due condizioni.
Primo: che sia data la possibilità concreta al cittadino elettore di indicare ed individuare il proprio candidato, scelta che può essere fatta con la preferenza al voto o alle primarie.
Secondo: che la soluzione adottata, proporzionale o maggioritaria che sia, comporti una riduzione quantitativa dei partiti, perchè siamo convinti che l’attuale frammentazione non giovi all’azione di Governo e alla chiarezza dei rapporti. In particolare, condividiamo la necessità di una riscrittura dei regolamenti parlamentari, affinché si possano costituire i gruppi solo se questi sono stati legittimati alle elezioni.

Abbiamo convenuto che si deve ulteriormente intervenire su quelle norme non direttamente legate al modello elettorale, ma che sono correlate adesso che permettono la proliferazione dei partiti, primo fra tutti il sistema di finanziamento pubblico, perché fino a quando permane la possibilità che comunque con l’1% si acceda ai finanziamenti, e quindi si sopravvive, si da la possibilità di accasarsi provvisoriamente per superare l’asticella per differenziarsi successivamente.

Noi dell’Italia dei Valori ribadiamo la nostra identità non legata all’ideologia, ma alla politica del fare. Non vogliamo essere etichettati e rifiutiamo chi vi vuole collocare come soggetto di centro, di destra o di sinistra. Riteniamo che oggi siano temi e metodologie passate, e quindi ci consideriamo un partito che, siccome nato in un momento post-ideologico, vuole ragionare per valori, per programmi e per credibilità di persone, e non per appartenenze ideologiche, e in questo senso dichiariamo superata ogni preclusione rispetto agli altri partiti, basata sull’ideologia.

Riteniamo prioritario il nostro dialogo politico, istituzionale e programmatico, con il Partito Democratico, con il quale abbiamo molti punti in comune nel programma, quello che stiamo condividendo insieme e quel che vorremmo realizzare insieme di cui già molti temi abbiamo già dibattuto e dibattiamo tutti i giorni. Nonostante, riteniamo che è il Partito Democratico che per prima deve chiarire quale sia il suo futuro di collaborazione. Ci riteniamo cioè non in condizione per la prossima legislatura di poter stabilire, almeno allo stato attuale, una diretta collaborazione con le sinistre massimaliste, perché basate su un ideologia, rispettata, rispettabile, ma che non è la nostra, perché noi vogliamo dialogare sui programmi e a volte il programma che portano avanti loro su base ideologica non corrisponde alla nostra.
Alle prossime amministrative dialogheremo, comune per comune, provincia per provincia, e là dove si voteranno le regionali, con quelle forze politiche che vorranno dialogare con noi. Apriremo la porta da prima al Partito Democratico, ma ci dovrà dire con chi si allea e per cosa fare.

Noi dell’Italia dei Valori ribadiamo la nostra fiducia al Governo Prodi, convinti nel merito per ciò che ha fatto e che ha potuto fare, perché in un anno e mezzo di governo con una maggioranza risicata di tal genere è riuscito a fare, rispetto ad altre maggioranze ‘bulgare’,  molto di più e in molti temi,  e per quanto mi riguarda certamente sulle infrastrutture. Abbiamo reso quasi il 40% di risorse, dove abbiamo sviluppato una serie infinita di rapporti e primo fra tutti quello di essere stato il primo paese europeo a ricevere maggiori finanziamenti europei sulle reti transnazionali.
Noi dell’Italia dei Valori ribadiamo la fiducia al Governo Prodi comunque per l’impegno preso nei confronti degli elettori, ai quali ci siamo presentati dicendo che questo Governo, questa coalizione, questo programma, fa parte dell’Italia dei Valori, e non metteremo i bastoni tra le ruote ne ci si metterà di traverso nel voto di fiducia.

 Noi dell’Italia dei Valori prendiamo atto che una parte della coalizione vuole una verifica a gennaio, alla quale ci riteniamo disponibili purché le cose da fare siano all’interno del programma sottoscritto a suo tempo con gli elettori, e disponibili ad individuare le priorità all’interno del programma purché anche noi possiamo dire la nostra.
Siamo disponibili a che, dopo la legge finanziaria, il Governo possa riorganizzarsi sul piano funzionale, con una riorganizzazione organizzativa a 360°, ivi compreso una riduzione considerevole della compagine governativa. Noi dell’Italia dei Valori siamo favorevoli, se ci dovesse essere una rivisitazione in tal senso, a che sia opportuno partire proprio da quando è stato deciso, in termini numerici dalla legge, e ci mettiamo a disposizione mettendo anche a disposizione il mio ministero in persona.

Infine, con riferimento alle tante personalità o neoformazioni politiche che si affacciano all’orizzonte del panorama politico, dichiariamo la nostra disponibilità a non chiudere le porte a nessuno, ma a dialogare con tutti. Ovviamente poniamo delle preclusioni, di tipo etico e morale, perché non possiamo dialogare con condannati in sentenza penale passato in giudicato, o con formazioni politiche, o pseudo tali, di estrazione neo nazista o neo fascista, perché abbiamo un limite: siamo un movimento che si collega a livello europeo con il gruppo liberale democratico dell’ELDR, presente al Parlamento Europeo dove abbiamo un nostro rappresentante. Lunedì presenterò al gruppo del Parlamento Europeo dell’ELDR l’Italia dei Valori in questa sua nuova accezione.

Postato da Antonio Di Pietro in Politica