18 Dicembre 2007

Stragi senza fine

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Si sono spenti i riflettori sui cinque morti alla ThyssenKrupp di Torino, ma i caduti sul lavoro si susseguono in modo impressionante. Solo nella giornata di oggi sono morte altre cinque persone: in una fornace in provincia di Alessandria, in un capannone a Venezia e nella realizzazione di un impianto fognario a Roma e a Vignola e a Melfi.
Questa tragedia quotidiana che nasce da una cultura del lavoro finalizzata prevalentemente, o solo, al profitto e da pene troppo esigue a carico dei responsabili ha bisogno di informazione continua e efficace.
Tra breve nel mio blog e in quello dell’Italia dei Valori saranno pubblicate giornalmente tutte le cosiddette morti bianche: numero, nomi, aziende, motivi. Voglio aprire al più presto una discussione nel governo per discutere la relazione (che esiste) tra precariato e morti in fabbrica e eventuali immediate soluzioni legislative.
Non si può negare infatti che un operaio precario sia ricattabile e costretto ad assumersi rischi per la sua vita per non perdere il posto di lavoro. Inoltre chi è precario e opera per brevi periodi in una fabbrica o in un’azienda non ha spesso né il tempo, né la formazione adeguata per evitare rischi anche mortali.

Articoli precedenti:
Le false emergenze - 9 dicembre 2007
La piaga sociale delle morti bianche - 19 novembre 2007
Sicurezza sul lavoro, il silenzio dei media - 19 settembre 2006

Postato da Antonio Di Pietro in Lavoro