13 Marzo 2008
6 - Ora processano i magistrati

Riporto un brano tratto da "Mani Sporche", libro pubblicato da Chiarelettere e scritto da Barbacetto, Gomez e Travaglio, dal titolo "Ora processano i magistrati" (pag. 140).
"Il 1 giugno riparte all'attacco il ministro Castelli, che invia al procuratore generale di Milano Mario Blandini la relazione degli ispettori sul fascicolo 9520/95. E lo sollecita ad avocare il fascicolo e la relativa indagine, sottraendoli alla Procura. Una gravissima interferenza, protesta l'Anm, che accusa il Guardasigilli di aver "adottato una iniziativa impropria, in quanto incide sull'esercizio di una facoltà processuale che deve essere esercitata in piena indipendenza e a riparo di ogni intervento o sollecitazione dell'esecutivo. Castelli, per tutta risposta, annuncia che "Bossi presenterà un ddl costituzionale per la separazione delle carriere, l'elezione diretta dei pm e, probabilmente, la loro regionalizzazione". Il 12 luglio filtra dal ministero la relazione ispettiva ordinaria al Palazzo di Giustizia di Milano: gli ispettori di Castelli parlano di "disfunzioni e irregolarità particolarmente gravi nell'espletamento dei servizi di cancelleria" e di "alcune rilevanti anomalie organizzative" che richiedono "un urgente intervento". Replica l'ex procuratore D'Ambrosio: "I risultati confermano le responsabilità gravissime del ministero della Giustizia. Per due anni Castelli non ha mai risposto alle mie segnalazioni sui problemi amministrativi e di personale". Quattro giorni, ed ecco l'altra relazione ispettiva, quella di Arcimboldo Miller e Ciro Monsurrò sul fascicolo 9520: i pm Boccassini e Colombo "sono venuti meno al dovere di correttezza e di leale collaborazione con organi istituzionali e hanno compromesso il prestigio dell'ordine giudiziario" opponendo il segreto investigativo "in modo illegittimo" e "irrituale". L'Anm torna a parlare di "inammissibile interferenza su un atto giurisdizionale". E questa volta interviene anche il Csm, affermando che i pm milanesi hanno rispettato "l'obbligo di leale collaborazione" fra istituzioni dello Stato.
Ma la persecuzione disciplinare non basta: Previti & C. vogliono trascinare i loro pm in tribunale. Ecco cosi scattare una denuncia penale per abuso d'ufficio contro Colombo e Boccassini presso la Procura di Brescia da parte di un fantomatico "Movimento per la giustizia" presieduto dall'avvocato civilista perugino Giacomo Borrione, responsabile giustizia di Forza Italia per l'Umbria, e da trentatrè anni, per sua stessa ammissione, iscritto alla massoneria. Del comitato fanno parte alcuni amici di Previti, il quale, insieme a Berlusconi, si affretta a costituirsi parte offesa nel procedimento. Nessuno, naturalmente, obbliga la Procura di Brescia ad aprire un'inchiesta, vista l'assoluta infondatezza dell'esposto. Ma a Brescia, si sa, le denunce contro i pm milanesi trovano sempre ottima accoglienza. E cosi anche stavolta parte un'indagine tanto rapida quanto clamorosa, con annessa fuga di notizie - il 12 luglio - sull'iscrizione dei due pm milanesi sul registro degli indagati (si saprà poi che i pm bresciani hanno pensato bene di indagare anche i sei giudici dei processi "toghe sporche": Carfì, Consolandi, Balzarotti, Ponti, Brambilla e D'Elia, salvo chiederne quasi subito l'archiviazione). L' "abuso d'ufficio" ipotizzato per tutti è quello di non aver esibito un fascicolo segreto a Previti, a Berlusconi e poi agli ispettori ministeriali."
Postato da Antonio Di Pietro in Mani Sporche
