4 Marzo 2008
Il valore delle infrastrutture
L’Italia dei Valori, dal primo giorno, non ha voluto partecipare alla giunta Bassolino. Come sapete hanno fatto a gara per chi voleva far l’assessore, e adesso non so quanti stanno a Poggio Reale invece che alla sede della Regione.
Abbiamo sempre voluto marcare il segno ed il senso della discontinuità, perché riteniamo che in quella realtà ci sia bisogno innanzi tutto di ridare trasparenza nelle istituzioni con un ricambio generazionale.
Piaccia o non piaccia Bassolino, che sul piano personale risolverà le sue vicende davanti ai giudici, sul piano politico, dopo aver fatto per tanti anni il Sindaco ed il Presidente della Regione, la sua responsabilità politica è oggettivamente tale per cui c’è necessità che si faccia da parte, perché è venuto a cadere un rapporto di fiducia. Dice che bisogna occuparsi della spazzatura, ma è da venti anni che se ne doveva occupare, non se lo deve ricordare adesso che è sotto processo. Se lo faceva prima era meglio.
Credo che in Italia ci sia la questione meridionale, ma anche quella settentrionale. Come ministro delle infrastrutture l’ho affrontata e voglio continuare a farlo, perché se andiamo nel meridione ci sono tanti problemi legati soprattutto al lavoro, all’occupazione e al futuro dei giovani, ma se andiamo nel settentrione ci sono grandi problemi legati innanzi tutto alla difesa del mondo economico e del sistema delle imprese che fanno grande l’Italia.
Credo che la questione settentrionale riguarda le infrastrutture e la logistica di cui tutto questo sistema imprenditoriale ha bisogno. Ecco perché mi sono impegnato, ricevendo un sacco di critiche dalla sinistra massimalista e quanto altro, sul corridoio 1, sul corridoio 5 e la Trieste-Divaccia.
Le infrastrutture non sono un danno per il Paese. Sono un danno se fatte male, quando non servono e a costi esorbitanti, ma le infrastrutture fatte bene aiutano l’ambiente, aumentano l’economia e la potenzialità del Paese. La TAV non è altro che un sistema ferroviario che permette di trasportare le merci che adesso vanno sui camion dentro un treno, attraversando l’Europa e l’Italia in modo veloce, sicuro e con meno inquinamento: quest’infrastruttura aiuta l’ambiente. C’è un danno all’ambiente e alle finanze dello Stato dieci volte maggiore con la politica del non fare che con la politica del non fare.
Noi dell’Italia dei Valori vogliamo, e lo vogliamo fortemente, vincere le elezioni insieme al Partito Democratico e a Veltroni. Noi dell’Italia dei Valori ci sentiamo come quelli che stanno sopra una barca che sta remando per portare il modello riformista di gestione della cosa pubblica verso l’altra riva. E’ inutile che ci si dica “ma ce la fai o non ce la fai ad andare all’altra riva?”. A tutti rispondo “pensa a remare, e non guardare se non ce la fai o meno, altrimenti non ce la fai di certo”.
Postato da Antonio Di Pietro in Economia

