24 Marzo 2008
Una questione di giustizia
Riporto una mia intervista rilasciata alla stampa estera in tema di giustizia.
Se potesse diventare Ministro della Giustizia, come risolverebbe i tanti problemi della giustizia in Italia? I processi che durano troppo tempo, i carceri che sono troppo pochi, e la certezza della pena?
Antonio Di Pietro: La giustizia ha la necessità d’interventi ordinari ed efficaci, e non di discussioni meta-giuridici che non hanno a che vedere con la quotidianità. In questi anni si è discusso di grandi temi, come la separazione delle carriere, il ruolo del Csm, l'ordinamento giudiziario, ma cito quattro punti, come indice, di cui la giustizia ha bisogno: un aumento del 30% delle risorse finanziarie a favore del comparto giustizia; un aumento del personale ausiliario del magistrato, sia civile che penale, che oggi è sotto del 30%, ma con riferimento all'organico di venti anni fa, nonostante siano aumentate le competenze; una riaggregazione dei tribunali e delle corti d'appello, soprattutto i tribunali, dove alcuni sono sovraccarichi e altri poco lavoro, in modo da ottimizzare il lavoro dei magistrati e del personale ausiliario; una ridefinizione del ruolo e delle attività del personale di polizia giudiziaria, carabinieri, polizia e guardia di finanza soprattutto, affinché possano svolgere le loro attività soltanto in materia di polizia giudiziaria e sicurezza, e non anche compiti amministrativi, tipo scorte o altre attività che possono essere svolte da altre realtà. Sul piano processuale intendo intervenire sulla riduzione dei tempi processuali, innanzi tutto eliminando la legge sulla riduzione dei tempi della prescrizione, fatta dal governo Berlusconi con una legge ad personam. In secondo luogo, riducendo i gradi di giudizio da tre a due, eliminando un grado di giudizio d’appello perchè siamo in un processo accusatorio e non inquisitorio. In terzo luogo, facendo una norma che interrompe la prescrizione con il rinvio al giudizio, evitando cosi i mille codicilli degli avvocati. Sul piano sostanziale, una riduzione importante delle tipologie di reato: i cosiddetti reati bagatellari devono essere depenalizzati a favore della lotta contro la grande criminalità.
Rispetto alle riforme sulla giustizia, avete molti galeotti fuori e mancano le carceri. Ha toccato un'altra questione, ma sembra che lo stato italiano abolisca i reati.
Antonio Di Pietro: Sono convinto, e per questo mi sono sempre opposto ad ogni forma d’indulto e d’amnistia, che vi deve essere la certezza della pena, perché uno deve sapere che il delitto non paga. Per questa ragione mi sono beccato molte volte del forcaiolo e del giustizialista: non sono né uno, né l’altro, ma rivendico il fatto che il delinquente deve stare in galera se non riesce a capire e a risocializzare in un mondo normale. Ciò premesso, affinché sia chiaro che non sono solo parole le mie, voglio riferire qui cosa è successo in occasione dell’ultima finanziaria del 2008, quando negli ultimi minuti della discussione del Consiglio dei Ministri ho preso atto che ancora una volta non era stata messa alcuna somma per l’implementazione delle strutture carcerarie, e dopo aver chiesto più volte al collega della giustizia che insistesse su questo tema, ma parlavano tutti di grandi temi, ho richiesto personalmente ed ottenuto che fosse fatto un capitolo del bilancio al Ministero delle Infrastrutture, che non dovrei azzeccarci niente perché mi occupo di strade e ferrovie, ma considerando come infrastrutture anche le carceri, perché almeno 80 milioni di euro che vengono dati a disposizione del ministero vengano usati per le infrastrutture carcerarie. In parole povere, dal 2008 ci sono i soldi per implementare le carceri addossandomi le spese come Ministero delle Infrastrutture, facendo passare per infrastrutture quello che dovrebbe essere un qualcosa di diverso: la sicurezza.
Lei ha le idee molto chiare sulla giustizia. Se le offrissero di fare il Ministro della Giustizia, accetterebbe?
Antonio Di Pietro: Rispondo senza infingimenti: vorrei carta scritta con le possibilità che mi danno per fare quelle cose che vi ho appena detto, perché fare la bella statuina senza le risorse finanziarie, senza possibilità operativa e mettere la faccia sul non fare, non sono disponibile.
Postato da Antonio Di Pietro in Giustizia
