31 Maggio 2008

Magistratura al guinzaglio

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Pubblico sulla vicenda dei rifiuti di Napoli un articolo di Marco Travaglio apparso sull'Unità di ieri che condivido pienamente. Riporto inoltre un illuminante dichiarazione del Presidente del Consiglio: "le leggi devono essere adattate per far vivere meglio i cittadini". Parole degne di un uomo che non ha la minima idea di quello che sia uno Stato, il diritto, la Costituzione e la democrazia.

"Non potevano trovare un nome migliore gli inquirenti napoletani per l’inchiesta su politica&monnezza. “Operazione Rompiballe” allude alle ecoballe, niente eco e molto balle. Ma anche, involontariamente, all’ennesima porcata del governo per mettere la magistratura al guinzaglio del potere politico con la scusa dell’emergenza rifiuti. Perchè è di questo che stiamo parlando, come spiega Rodotà su Repubblica e come sostengono 75 pm campani: il decreto del governo è incostituzionale, perché sospende “de jure” lo Stato di diritto in una regione dove già era sospeso “de facto”.
Le trombette berlusconiane sono già al lavoro per rivoltare la frittata e far passare per ribelli proprio i magistrati che difendono la Costituzione, non il governo che la calpesta. Spettacolare il Corriere che, sorpreso il giudice Nicola Quatrano, a spasso per Chiaiano, lo torchia per bene per sapere che ci facesse lì, vedi mai che alzasse barricate e lanciasse molotov. Come se un libero cittadino non potesse andare dove gli pare. In effetti, secondo il decreto, non si può più manifestare liberamente, in Campania: si rischia di passare per sabotatori delle discariche, dunque nemici pubblici.
Intanto il governo si fabbrica un bel superprocuratore regionale per i rifiuti, roba mai vista nemmeno sotto il fascismo, che accentra le competenze delle procure territoriali. Nessun giudice potrà più sequestrare discariche irregolari o pericolose, anche perchè i rifiuti tossici e nocivi vengono equiparati a quelli urbani ordinari, per decreto, in barba a tutte le leggi nazionali ed europee, e soprattutto alla salute di chi se li beve o se li respira. Insomma, vietato disturbare il manovratore: che oggi è il supercommissario di governo - l’ineffabile Bertolaso, l’uomo per tutte le stagioni, quello che due anni fa da commissario non combinò un bel nulla e ora, chissà perché, dovrebbe fare il miracolo - ma domani potrebbe essere il presidente del Consiglio. Perché, se passa il precedente di un “governo che si sceglie i magistrati che devono controllare le sue iniziative” (Rodotà), poi non ci si ferma più.
Lo Stato italiano ha sconfitto il terrorismo e combattuto la mafia con ottimi risultati - per due o tre anni, non di più - senza strappi alla Costituzione. Non si vede perché oggi non possa rimuovere la monnezza senza violentare la Carta costituzionale. Se le nuove discariche saranno a norma di legge, nessun giudice le bloccherà. Ma impedire preventivamente ai giudici di bloccarle è come ammettere di sapere in anticipo che saranno irregolari, dunque inquinanti, dunque pericolose per la salute pubblica. Dunque l’intervento della magistratura rimane l’unico scudo per i cittadini.
Resta da capire perché mai, dal Pd, non si sia levata una sola voce critica contro il colpo di mano berlusconiano. Anzi, dopo la parentesi dell’ostruzionismo su Rete4, si è tornati precipitosamente a un “dialogo” che conviene solo al governo. Eppure non occorre un genio per intuire che la guerra all’indipendenza e autonomia delle toghe con la monnezza non c’entra niente. C’entra con altre monnezze: per esempio, con l’ansia di vendetta del Cainano contro i pm di Napoli per l’inchiesta sull’acquisto di Saccà e di alcuni senatori. “Questi pm sono ingovernabili”, ha denunciato, sgomento per l’esistenza di qualche toga che ancora prende sul serio la Costituzione (“la magistratura è autonoma e indipendente da ogni altro potere”): un pericoloso precedente che va subito sanzionato.
Intanto si cerca un pretesto per varare l’agognata legge contro le intercettazioni, che proprio sulla monnezza han dimostrato la loro efficacia, dunque vanno abrogate. Il ministro ad personam Alfano annuncia che la nuova porcata è pronta. Meno pronta è la reazione dell’Anm, che seguita a “dialogare” col governo che si accinge a disarmarla. E ancor meno pronta è quella del Pd, che ha addirittura avviato consultazioni del ministro-ombra della Giustizia, tal Tenaglia, con l’Alfano medesimo, non si sa bene a che pro. Intanto Ermete Realacci si associa agli alti lai berlusconiani pro Bertolaso e contro il blitz dei giudici: “Intervento spettacolare e fuori contesto” che rischia di “ostacolare la soluzione del problema rifiuti”. La prossima volta, prima di arrestare qualcuno, i giudici chiederanno il permesso a lui (“Ci scusi, Realacci, avremmo intenzione di arrestare Tizio e Caio. Le pare il contesto giusto o gradisce un rinvio? Ha qualche data libera, in agenda?”). Dio salvi i rompiballe."

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Fiducia sulla magistratura

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Riporto il testo del mio intervento alla trasmissione Otto e Mezzo di giovedi 29 maggio, dove rispondo alle domande di Lanfranco Pace sul tema della magistratura.

Antonio Di Pietro: Lei ha affermato: "Non le pare che insistere sul principio di legalità sia un accanimento?". No, non mi pare. Il principio di legalità, chi lo reclama non si accanisce, afferma un principio democratico. Seconda cosa. Lei ha detto: "Ma è mai possibile che tutti i magistrati fanno bene e nessuno sbaglia?". Come no, sbagliano. Il problema è che nel nostro Paese, da un po di tempo, più che prendersela con quelli che sbagliano, se la prendono con quelli che non sbagliano e che invece fanno il loro dovere. Se lei mi dice "trovi il nome di un magistrato che ha sbagliato", bene, il magistrato Squillante che è stato condannato ha sbagliato o no? Si.

Lanfranco Pace: Mi faccia il nome di un magistrato punito dall'alto governo della magistratura.
Antonio Di Pietro: Segua. Squillante...

Lanfranco Pace: Va beh, ma questo è stato punito dalla magistratura per altri reati, non nell'esercizio delle sue funzioni.
Antonio Di Pietro: Come no?

Lanfranco Pace: C'è un magistrato che ha fatto una fesseria nel suo operato?
Antonio Di Pietro: Ce ne sono tanti.

Lanfranco Pace: Sono stati puniti dal Csm?
Antonio Di Pietro: Certamente si. Facciamo una cosa, prenda una buona abitudine: vada a vedere tutte le punizioni che il Csm ha dato e sta dando ancora in questi ultimi tempi a magistrati che si ritiene non abbiano fatto il loro dovere. Secondo, ritengo che ci siano magistrati che sbagliano e che non fanno il loro dovere, ed è bene procedere nei confronti di questi. L'anomalia italiana non sta in questo, ma sta nel fatto che da 10 anni a questa parte, da quando è scoppiata Tangentopoli, vengono criminalizzati coloro che fanno il loro dovere. Vede, quando i magistrati di Milano hanno fatto determinate indagini nei confronti di persone vicine e legate al Presidente del Consiglio, tutta l'informazione pilotata e tutta la politica ha sempre attaccato i magistrati che facevano le indagini, non quelli che commettevano reati. Se la sono presi, per intenderci, con la Boccassini e non con Squillante nel processo di Milano. Quello che sto cercando di far capire è che pensare di scaricare le colpe sul magistrato che indaga e non su colui che commette i reati è una delle più gravi anomalie del nostro Paese, soprattutto dovuta al fatto che un sistema d'informazione italiana, in mano ad un conflitto d'interessi palese, deforma la realtà, che fa passare per guerra fra bande quella che è una guerra tra guardia e ladri, aggravata dal fatto che qualche volta il ladro è pure il magistrato.

Ritanna Armeni: Mi scusi, però non potrà negare una cosa, che la magistratura ha fatto spesso l'impressione, piuttosto vistosa, di intervenire nella politica in maniera molto invadente.
Antonio Di Pietro: E viceversa, eh.

Ritanna Armeni: Forse anche viceversa. Le ultime vicende di Napoli con 25 avvisi di garanzia...
Antonio Di Pietro: A Napoli dell'inchiesta si sa da tempo, tanto che da gennaio si sono chieste le misure cautelari. Per fare una misura cautelare di 800 pagine, e leggere almeno un milione e mezzo di pagine, ci vogliono almeno 2 o 3 mesi. L'anomalia non sta nel fatto che i magistrati di Napoli hanno proceduto oggi nel confronto di alcune persone per ipotesi di reato, ma che quelle persone, sapendo la situazione in cui si trovano, si mettono a fare un'attività istituzionale proprio per i fatti per cui sono sotto indagine. L'anomalia quindi non sta nel magistrato che indaga, ma nel fatto che chi è sotto indagine invece di correre dal magistrato corre a mettersi in una posizione per diventare impunito. Abbia pazienza.

Lanfranco Pace: L'anomalia secondo lei non è fare un ordinanza di rinvio a giudizio di 600 pagine e presentare un milione e mezzo di pagine in faldoni, cioè mille cinquecento faldoni da mille pagine che sono l'enciclopedia britannica moltiplicata mille. Le sembra un'idea di giustizia rapida e moderna? Non credo.
Antonio Di Pietro: Non è cosi, mi spiace, nel senso che lei non può prendere un po di prove ed un po di fascicoli e buttarli via semplicemente per fare un fascicolo più corto. Abbia pazienza, ma che giustizia è?

Lanfranco Pace: Son sempre tanti.
Antonio Di Pietro: La colpa non è dei magistrati, ma di quelli che commettono fatti per il quale bisogna metterci tante pagine per verbalizzare.

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30 Maggio 2008

Otto e Mezzo

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Lo scorso 29 maggio sono stato ospite alla trasmissione Otto e Mezzo. Pubblico alcuni miei interventi sull'opposizione al governo dell'Italia dei Valori, sull'incompatibilità politica del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sul mio apparentamento con Travaglio, Grillo e Santoro, e sul Consiglio di Vigilanza Rai.

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29 Maggio 2008

Nun se po' fa'

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Pubblico il video ed il resoconto stenografico del mio intervento alla Camera dei Deputati di questa mattina. Purtroppo la Camera in questi giorni è stata impegnata a respingere il tentativo del Presidente del Consiglio di raggirare le sentenze della corte di giustizia europea a favore delle sue aziende. Da più parti il Pdl ha urlato che ai cittadini di questo argomento non importa nulla, nè vorrebbero parlarne in un momento difficile per il nostro Paese. Falso. E' vero invece che nessun cittadino vuol pagare di tasca propria le sanzioni dell'Unione europea a cui stiamo andando incontro grazie a questo comportamento scelerato del centrodestra. E' vero che dell'occupazione abusiva delle frequenze di Europa7 i cittadini non sono ancora informati grazie alla copertura degli organi di informazione. E' vero che Europa7 ha vinto con una gara l'assegnazione di queste frequenze oggi occupate da Rete4. E' vero che la legge Gasparri è stata posta in essere per mantenere lo status quo attuale in barba alla liberalizzazione del mercato delle frequenze radiotelevisive.

"Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio dei ministri, anche se non è presente mi rivolgo a lei, perché in questo disegno di legge di conversione da approvare lei ha inserito norme che servivano - e che servono - a lei. Pertanto, è a lei che devo rivolgermi.
Solo pochi giorni fa lei, signor Presidente del Consiglio dei ministri che non c'è, ha chiesto la fiducia, sostenendo che «se po' fa'», cercando così di ammiccare sinuosamente ad una parte di questo emiciclo. In realtà, signor Presidente del Consiglio dei ministri, noi le diciamo in modo molto chiaro: «nun se po' fa'»! Non si può fare così! Lei non può pensare di continuare ad usare impunemente e spudoratamente le istituzioni per farsi fare le leggi che piacciono e servono a lei. Lei, signor Presidente del Consiglio dei ministri che non c'è, già nella scorsa legislatura ha abusato del suo ruolo e delle sue funzioni per piegare le leggi ai suoi interessi: allora di tipo giudiziario - con le famose leggi ad personam che le hanno permesso «zigzagare» fra i processi, fino a raggiungere l'impunità - ed oggi di tipo imprenditoriale, con almeno una «doppietta» di proposte emendative davvero significative: la «salva Retequattro» e la «pedaggio selvaggio» delle reti autostradali.
Tutti i suoi cantori, dentro e fuori il Parlamento, tutte le sue televisioni, i suoi giornali, tutti i suoi mass media in questi giorni si sono sgolati nel sostenere che la norma voluta dal Governo in materia radiotelevisiva non c'entrava - e non c'entra - nulla con la volontà di salvare Retequattro dai rigori della legge e da quelli della Comunità europea. Non era - e non è - vero e lo avete ammesso anche voi quando, alla fine, ieri avete dovuto ritirarla. La norma in questione, non solo non risolveva l'infrazione contestata dalla Commissione europea e non dava risposte alle decisioni della Corte di giustizia delle Comunità europee ma, anzi, ne aggravava la situazione."

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28 Maggio 2008

Il dovere delle Istituzioni

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Pubblico il video ed il resoconto stenografico del mio intervento alla Camera dei Deputati sull'emendamento presentato dal Governo che prevede l'approvazione della convenzione fra Autostrade per l'Italia e Anas, alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge sugli obblighi comunitari, senza passare dal Cipe, in contrasto con il dovere delle istituzioni di fare in modo che la concessione serva ai cittadini e non invece soltanto a qualche società concessionaria.

"Signor Presidente, anch'io intervengo sull'ordine dei lavori perché ritengo che prima di votare questo articolo aggiuntivo, è bene che tutti noi parlamentari sappiamo fino a che data l'Anas può approvare gli schemi di concessione, con la certezza che diventano validi subito dopo, senza bisogno che vi sia ciò che è previsto ora, vale a dire il decreto del Ministro delle Infrastrutture, la controfirma del Ministro dell'Economia e delle Finanze, il parere delle Commissioni parlamentari di Camera e Senato, il parere degli organi di controllo.
Insomma, si affidano a una società di capitali le sorti del bilancio dello Stato, senza operare alcun controllo, senza che lo Stato intervenga! Alcun organo dello Stato: né il Parlamento, né il Governo, né gli organi di controllo come la Corte dei conti o la Ragioneria dello Stato, che pure dovrebbero apporre il visto; nulla di tutto ciò viene fatto e una società di capitali non fa altro che decidere a chi dare in concessione un bene non suo, ma dello Stato, di cui essa è concessionaria! (Applausi dei deputati dei gruppi Italia dei Valori e Partito Democratico)
Per questa ragione, a proposito dell'ordine dei lavori, sollecito soprattutto la Presidenza della Camera per ottenere una risposta prima del voto.
In secondo luogo, chiedo al Governo di ritirare la proposta emendativa in esame (Commenti dei deputati del gruppo Unione di Centro) perché spossessa le istituzioni di un diritto-dovere: quello di verificare se vi sono le condizioni per concedere a un terzo tale beneficio, tale concessione.
Da ultimo, noi dell'Italia dei Valori non possiamo accettare una formulazione siffatta, perché è in contrasto con il dovere delle istituzioni di fare in modo che la concessione serva ai cittadini e non invece soltanto a qualche società concessionaria, la quale, senza controllo, pensa a gestire le proprie risorse (Applausi dei deputati dei gruppi Italia dei Valori, Partito Democratico e Unione di Centro)."

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27 Maggio 2008

Unica Opposizione: No Tassa Rete4

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E' inutile varare riforme per distrarre l'opinione pubblica con manovre che da una parte illudono di far pagare meno ai cittadini, e dall'altra mettono mano al loro portafogli, costringendo lo Stato italiano a pagare una multa di 128 milioni di euro annui, multa che noi definiamo "Tassa Rete4".

Riporto in seguito una mia intervista ai giornalisti durante la manifestazione dell'Italia dei Valori organizzata sotto Palazzo Montecitorio.

Antonio Di Pietro: In sede di votazione di fiducia avevamo detto che di Berlusconi non ci si poteva fidare, e i primi atti che egli compie sono, ancora una volta, per se stesso e le sue aziende, e non ci venga a dire che con tutti i problemi del Paese non ci si deve occupare di questa vicenda: proprio per questo Berlusconi non la doveva inserire in questo provvedimento. Doveva inserire provvedimenti che servivano alla sicurezza, che servivano per ridare legalità, per dare fiducia al Paese, per ridare credibilità internazionale, e invece che fa? Si fa una legge in cui dice che tutto quello che c’è stato fino ad ora in materia di frequenze televisive deve continuare a stare cosi. Ecco perché noi dell’Italia dei Valori abbiamo messo in piedi un’opposizione fortissima dentro il Parlamento, un’informazione capillare in tutto il Paese, e abbiamo chiesto e ottenuto che il capo dello Stato c’incontri e che vogliamo dimostrare carte alla mano che mente chi dice che questo provvedimento non è per Rete4 ma per ridare trasparenza al sistema televisivo. Per ridare trasparenza al sistema televisivo c’è un solo modo, un articolo di mezza riga: “la sentenza della Corte di Giustizia europea è immediatamente operativa”, dopo di che tutte le conseguenze vengono prese. Invece in questo provvedimento cosa c’è scritto? A prescindere dalla sentenza della Corte di Giustizia europea, le frequenze chi le ha se le tiene, chi non le ha si attacca. A me pare che il principio di “chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato” di vecchia maniera non può esistere in uno stato democratico come invece vorrebbe Berlusconi.
Abbiamo chiesto un incontro a Napolitano, e ci auguriamo che questo possa avvenire prima del voto in aula, proprio perché ci auguriamo che il Presidente della Repubblica non controfirmi l’atto, almeno nella parte in cui non da esecuzione ad un provvedimento europeo, ma anzi lo raggiri. Riteniamo che la norma presentata oggi in materia radiotelevisiva dal governo Berlusconi sia una norma truffa, perché raggira la decisione della Corte di Giustizia europea e della Commissione europea.

Giornalista: Oggi Cicchitto ha confermato il veto sul vostro uomo alla vigilanza Rai.

Antonio Di Pietro: Da quando esiste la prassi parlamentare in una democrazia parlamentare, all’opposizione viene sempre riservato qualche posto di garanzia proprio per permettergli di fare opposizione. Una maggioranza che si vuole scegliere anche la sua opposizione e anche chi fare la sua opposizione dimostra soltanto di essere una maggioranza antidemocratica e dimostra ancora una volta che ci troviamo di fronte ad una dittatura dolce. D’altronde, lasciatemelo dire, rispetto al primo atto che l’Italia dei Valori ha fatto all’interno del Parlamento ci siamo sentiti riguardati dal Presidente della Camera che ci ha detto: “se non vuoi essere contestato stai attento a come parli, non parlare se disturbi il manovratore”. Adesso che si dice? “Siccome la tua opposizione è un’opposizione chiara, determinata, che si sente, sai cosa faccio? I ruoli di garanzia e i ruoli che aspettano all’opposizione non te li do a te, ma ne scelgo un altro”. Abbiate pazienza, se tutto questo deve passare nel silenzio noi non ci stiamo. Per questo abbiamo deciso oggi di scendere nelle piazze, e scenderemo tutti i giorni nelle piazze per informare l’opinione pubblica, soprattutto attraverso la rete, perché siamo convinti che un’opinione pubblica informata non si lascerà più truffare da chi utilizza le istituzioni per farsi gli affari propri.

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26 Maggio 2008

Unica Opposizione: Dilettanti al governo

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A inizio legislatura subito si capisce come vanno le cose. Berlusconi cattivo, duro, forte con i poveri cristi, buono e dolce con se stesso, le sue aziende e gli affari suoi. Quello che sta succedendo in queste ore in Parlamento rasenta il criminale, eppure nessuno dice niente, perchè nel frattempo il governo ha varato le norme sulla sicurezza, alcune delle quali buone, ha varato le norme su come smaltire i rifiuti, alcune buone altre meno, ha fatto una serie di cose necessarie, dovute e doverose, in parte anche condivisibili, per cui tutti i giornali, tutti i mass media, tutta l'opinione pubblica è occupata a vedere cosa sta facendo con la mano destra, mentre lui con la mano sinistra sistema gli affari suoi. Senza che nessuno sapesse nulla, in una conversione di un decreto legge del precedente governo, che scade tra qualche giorno, all'ultimo minuto ci mette un piccolo emendamento governativo mentre tutti guardano a Napoli.

L'emendamento cosa dice? C'è una sentenza della Corte Costituzionale che dice che è illegittima la legge italiana nella parte in cui non da il diritto ad Europa7 di poter trasmettere e quindi non libera la frequenza, finora occupata abusivamente, da Rete4, e che c'è una sentenza della Corte di Giustizia europea che dice che la legislazione italiana non rispetta la legge europea e come tale sarà chiamata a pagare 350 mila euro al giorno se non rimette a posto la legge italiana che favorisce Rete4 a danno di Europa7. Il nostro Presidente del Consiglio, e la sua maggioranza, cosa fa? Mentre con la mano destra confonde gli occhi con la sicurezza ed i rifiuti, con la mano sinistra fa un emendamento in cui dice: "Posto che ci sono questi problemi che ha evidenziato la Corte di Giustizia europea e la Corte Costituzionale, posto quindi che la legge non va bene, facciamo una legge in cui diciamo che transitoriamente va ancora bene, e si può continuare a fare finchè non facciamo una legge". Non so se vi è chiaro, qualcuno si chiederà cosa sta dicendo, eppure è cosi. Hanno fatto un emendamento in cui hanno ancora una volta, in via transitoria, confermato che chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato, confermando che se Rete4 sta utilizzando in modo illegittimo quella frequenza, come ha detto la Corte Costituzionale e la Corte di Giustizia europea, per la legge italiana lo può fare, cosi non è più legittimo.

Non va bene farsi prendere in giro così, e lo dico agli italiani e all'opinione pubblica. Abbiamo fatto un sit-in fuori dal Parlamento, ma dobbiamo fare attraverso la Rete una grande manifestazione di protesta, perchè siamo ridicoli agli occhi del mondo soprattutto perchè, come al solito, i suoi consiglieri, mossi dalla voglia di fargli un favore, le fanno pure sbagliate queste leggi. Questa norma che domani vogliono approvare deve essere obbligatoriamente disapplicata dal giudice, perchè contrasta essa con la norma e la direttiva europea. C'è una legge europea e una giurisprudenza ormai consolidata, anche dalla Corte Costituzionale italiana, che dice che se un provvedimento del legislatore italiano contrasta con le direttive europee, il provvedimento del legislatore italiano si deve considerare disapplicabile, e deve essere quindi disapplicato. Quindi, cosa succederà? Che faranno la legge, i diretti interessati chiedanno di disapplicare la legge, e facciamo non solo la figura dei prepotenti, ma anche la figura degli ignoranti, caro signor Berlusconi, facendoci ridere ancora di più dall'Europa e dal mondo. Certo, se nessuno ne parla nessuno ne sa nulla, ma c'è la Rete, c'è l'Italia dei Valori e ci siamo noi che ricorderemo ogni giorno come stanno i fatti.

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Il dialogo del manganello

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Riporto una mia intervista rilasciata al Corriere della Sera su alcune importanti questioni che il Paese sta fronteggiando.

Antonio Di Pietro: «Da cosa cominciamo?»

Corriere della Sera: Antonio Di Pietro, cominciamo dall’emergenza rifiuti.
Antonio Di Pietro: «Beh, domanda un po’ vaga..»

Corriere della Sera: Per rendere operative le discariche, lei è d’accordo o no con l’uso dei reparti di polizia e carabinieri, con l’uso dei manganelli e...
Antonio Di Pietro: «Non prosegua, ho capito... e le rispondo subito che sì, certo, io penso che lo Stato debba farsi rispettare. Naturalmente è sempre auspicabile non dover ricorrere all’utilizzo della forza: ma, qualora ce ne fosse bisogno, non si può esitare. Vede, la situazione igienico- sanitaria, con l’arrivo del caldo, rischia di deflagrare e io dico che ogni Comune deve dare il suo contributo»

Corriere della Sera: A Chiaiano la pensano diversamente.
Antonio Di Pietro: «A Chiaiano c’è, però, una situazione diversa. Lì, la discarica dovrebbe sorgere nel bel mezzo del centro abitato e...»

Corriere della Sera: E quindi?
Antonio Di Pietro: «Le proteste degli abitanti paiono piuttosto comprensibili. Per questo, beh, ritengo che il governo sbagli nel cominciare a mostrare i muscoli proprio lì... purtroppo a Palazzo Chigi c’è una certa propensione a mostrare i muscoli, e non solo»

Corriere della Sera: A cosa si riferisce?
Antonio Di Pietro: «Alla questione immigrati»

Corriere della Sera: Si spieghi.
Antonio Di Pietro: «Quello dei clandestini è certamente un problema: ma un conto è mostrare i muscoli, il che può essere necessario, un conto è istigare»

Corriere della Sera: A cosa?
Antonio Di Pietro: «Eh, a cosa... Ho paura che, grazie ai toni usati da alcuni rappresentanti del governo, stia montando un certo estremismo xenofobo»

Corriere della Sera: E quando in Parlamento arriverà il «pacchetto Maroni» sulla sicurezza?
Antonio Di Pietro: «Valuteremo. Ma le anticipo che sul mio blog già compaiono 7 disegni di legge che affrontano il tema: e, se è vero ciò che ho capito, ci sono alcuni punti in comune con le più ragionevoli proposte di Maroni»

Corriere della Sera: Quindi?
Antonio Di Pietro: «Voteremo, compatti, a favore».

Corriere della Sera: Veltroni sarà contento.
Antonio Di Pietro: «Il Pd deve convincersi che l’avversario da battere non sono io, ma Berlusconi»

Corriere della Sera: In effetti...
Antonio Di Pietro: «Ma vuole che non me ne sia accorto? Sono terrorizzati dall’idea che gli porti via voti. Ma mica è colpa mia se i militanti del Pd mi si avvicinano e mi dicono: tu sì che fai opposizione al Cavaliere...»

Corriere della Sera: Eppure Veltroni ha varato persino un governo ombra.
Antonio Di Pietro: «Mi ascolti: io, su fatti concreti, come l’emendamento che il governo si appresta a varare per salvare Retequattro e fare un piacere personale al premier, mi batto e domani organizzo pure una manifestazione davanti a Montecitorio... Mentre loro? Perdono tempo... prima di prendere una decisione devono ascoltare D’Alema, e poi Fassino, e poi di nuovo D’Alema che ha parlato con Bersani... stanno troppo tempo al Loft invece di essere tost»

Corriere della Sera: Perché l’Italia dei valori...
Antonio Di Pietro: «Siamo piccoli, va bene. Ma decisi»

Corriere della Sera: Appunto, piccoli. Ha sentito cosa dice Giorgio Tonini, fidato collaboratore di Veltroni? «L’opposizione vera morde e non abbaia. Sono i cagnolini che abbaiano...».
Antonio Di Pietro: «Di cattivo gusto, come minimo»

Corriere della Sera: Un’ultima domanda: ma...
Antonio Di Pietro: «Senta, le dico una cosa che non sa: se qualcuno pensa di tornare al nucleare, noi organizzeremo un referendum»

Corriere della Sera: Piccola notizia. E lei sarebbe per il sì o per il no?
Antonio Di Pietro: «Se il nucleare è quello attuale, siamo per il no. E voglio proprio vedere se, almeno su questo, il Pd avrà la forza di venirci dietro...»

Leggi anche i 7 progetti di legge per la Sicurezza e la Giustizia dell'Italia dei Valori.

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Passaparola di lunedi 26 maggio

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24 Maggio 2008

Chi sbaglia paga

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L'emergenza rifiuti in Campania ha molte cause, non tutte riconducibili alla politica, ma è indubbio che chi ha amministrato la Regione in questi anni abbia responsabilità politiche e gestionali.

Mi riferisco al governatore della Campania Antonio Bassolino.

L'emergenza rifiuti non è nata dal nulla, è cresciuta sotto gli occhi dell'amministrazione pubblica che, in tutta evidenza, non han saputo attuare delle misure efficaci per porre rimedio alla situazione di enorme degrado in cui è precipitata la Campania. Un degrado che ha prodotto grandi danni economici per il turismo e per la produzione di beni alimentari e che rischia di diventare un'emergenza sanitaria. L'Italia stessa ha, a causa della situazione dei rifiuti, un'immagine internazionale che ci avvicina ai Paesi in via di sviluppo e non all'Europa.

Per uscire dal tunnel in Campania bisogna iniziare da un ricambio dei vertici. Non è soltanto una valutazione di buon senso, in quanto chi non ha risolto il problema in dieci anni difficilmente riuscirà a risolverlo nel prossimo biennio. E' anche una valutazione politica, non si possono chiedere sacrifici ai cittadini se chi li rappresenta, qualunque siano i risultati del suo operato, è sempre e comunque un intoccabile.

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23 Maggio 2008

Il Parlamento dell’impunita'

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Luigi Grillo, senatore del Pdl, è stato rinviato a giudizio in merito alla mancata scalata alla banca Antonveneta insieme a altre 17 persone. Tra queste compaiono l’ex governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio e l’ex amministratore della Banca Popolare di Lodi Giampiero Fiorani.

Le vicende giudiziarie di Luigi Grillo erano già note prima delle elezioni e la sua candidatura può essere letta come un tentativo di sottrarsi a un’eventuale condanna grazie all’immunità parlamentare. Luigi Grillo è stato anche nominato presidente della Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni del Senato.

L’attuale legge elettorale ha consentito a molti personaggi implicati in processi, anche di mafia, di trovare riparo in Parlamento per tutta la durata della legislatura. I cittadini non hanno potuto scegliere e i segretari di partito hanno scelto per loro e mandato alla Camera e al Senato decine di pregiudicati, condannati in primo e secondo grado e inquisiti.

Non si possono chiedere ai cittadini, in particolare a quelli campani, sacrifici in nome del ripristino della legalità se chi li rappresenta è costantemente implicato in vicende giudiziarie. Spero che il senatore Luigi Grillo rinunci spontaneamente all’immunità fino a quando la sua posizione non sarà chiarita e che i partiti si diano al più presto un codice etico interno per evitare candidature di chi ha pendenze giudiziarie, in attesa di una nuova legge elettorale che restituisca agli elettori la scelta del candidato.

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22 Maggio 2008

Blitz della dittatura dolce

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Ancora una volta Berlusconi si dimostra un furbo, anzi un furbastro. Inserisce all’interno di provvedimenti doverosi, emendamenti che servono a lui, sicché il provvedimento si deve approvare per forza in quanto ci sono dei doveri verso l’Unione Europea però lo si approva anche a uso e consumo proprio.
La Corte di giustizia europea dice allo stato italiano "la devi smettere di rinviare, di utilizzare una legislazione transitoria per una questione che deve essere risolta una volta per tutte" e cioè appunto il rispetto della legge e la pluralità dell’informazione e il fatto che anche Rete 4 debba andare sul satellite perché quella sua frequenza a suo tempo fu vinta dall’Europa7. Lo dice l’Unione Europea e lui fa, inserisce un emendamento all’ultimo secondo senza poterne discutere, senza farlo sapere all’opinione pubblica, con un blitz degno della dittatura dolce che io dico sempre. Un emendamento che serve appunto a dire "ancora una volta in via transitoria volgono le frequenze cosi come a suo tempo assegnate”. E' esattamente il provvedimento che fece Craxi negli anni ‘90 quando a suo tempo fu deciso di obbligare Berlusconi di restituire la frequenza a chi ne aveva diritto. A quell’epoca lo fece Craxi con un decreto legge clandestino, urgente che doveva servire per pochi mesi, sono passati ormai 15 anni, quasi 20 e siamo al punto di prima con un emendamento che ancora una volta rinvia sine die questa approvazione,questa decisione.
È un modo politicamente scorretto ai limiti della illegalità istituzionale, sicuramente che ci porta in Europa ad essere derisi e irrisi perché ancora una volta dimostriamo che le leggi, le istituzioni, il parlamento, il governo vengono usati per fini personali.

Noi dell’Italia dei Valori da dentro il Parlamento e fuori dal Parlamento all’insegna dell’impegno che ci siamo presi con gli elettori: vera opposizione, unica opposizione, faremmo sentire la nostra voce in ogni momento perché noi abbiamo memoria, non vogliamo perdere la memoria, e come abbiamo detto all’inizio della legislatura, sappiamo la storia e conosciamo la storia personale e imprenditoriale, politica e giudiziaria del Presidente del Consiglio e certamente a noi non ci raggirerà.

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21 Maggio 2008

127 milioni di euro annui a Rete 4

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Il Presidente del Consiglio si fa una legge a suo uso e consumo. Questa volta il governo ha presentato una proposta criminogena per salvare Rete4. Ancora una volta saranno gli italiani a pagare per Silvio Berlusconi. E’ stato infatti presentato un emendamento per aggirare la sentenza della Corte di Giustizia europea e quella della Corte Costituzionale italiana, sentenze che danno ragione a Europa7.

Piuttosto che dare immediata esecutività a quella sentenza, come sarebbe avvenuto in qualsiasi Paese democratico, il nostro Governo risponde con un emendamento per aggirarla. Quella gara fu vinta da Europa7 a cui non è stato mai permesso di trasmettere fin dal 1999. Oggi Rete4, se dovesse passare questo emendamento, continuerebbe a farlo, in barba a qualsiasi rispetto delle leggi e delle sentenze.

Berlusconi è un uomo di cui non ci si può fidare e che antepone gli interessi delle sue aziende a quelli della collettività che dovrà pagare 350 mila euro al giorno con effetto retroattivo dal primo gennaio 2006 per vedere Emilio Fede (127 milioni di euro annui, questo il prezzo pagato a Rete 4 dagli italiani).

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La voce dei cittadini

idvsondaggio.jpg

Ieri durante la trasmissione Ballaro' sono stati riportati i risultati del sondaggio: “Berlusconi ha detto che governerà dialogando. Ci crede?”.

Riprendo in parte l’articolo di Dagospia che li commenta.

“Considerando il totale dell'elettorato, le risposte positive alla domanda, 'molto' (34) e 'abbastanza' (17), fanno registrare il 51% di persone favorevoli, contro il 47 dei contrari (sommando le risposte 'poco' 20, 'per nulla' 27). Insomma, gli italiani sono divisi a metà con una leggera prevalenza dei favorevoli. Quando però Pagnoncelli passa all'analisi secondo l'elettorato di provenienza, i dati mettono knock out Veltroni.
Considerando solo i sostenitori del Partito democratico e dell'Italia dei Valori, le risposte positive toccano solo il 32% ('molto' 20, 'abbastanza' 12), mentre il 65% si schiera con nettezza contro ('poco' 20, 'per nulla' 45). Insomma, due elettori su tre di Pd e Idv del dialogo col Cavaliere non vogliono proprio sentir parlare, ed è significativo il dato delle risposte totalmente negative al 45%. Dall'altra parte gli elettori di Pdl e Lega appoggiano il dialogo con una percentuale altissima, il 76 ('molto' 54, 'abbastanza' 22).
Altra tabella del sondaggio, altro colpo da ko, stavolta sul comportamento preferito nell'opporsi al governo: 'Chi ha fatto fino ad oggi la migliore opposizione al governo Berlusconi?'. A prevalere su tutti è il partito di Antonio Di Pietro, che con il 36% dei consensi totali surclassa il Pd (29) e l'Udc (15). Calcolando che il Pd alle elezioni ha preso il 33%, rispetto al 4,5 dell'Idv… Anche in questo caso, inoltre, è ancora più interessante vedere il dato disaggregato del sondaggio secondo l'elettorato di provenienza. Tra i sostenitori di Pd e Idv l'opposizione dei dipietristi è considerata la migliore dal 49%, rispetto al 33 del Pd e il 5 dell'Udc.
Insomma, gli elettori di Pd e Idv considerati insieme (all'interno dei quali è ovvio che i democratici rappresentano la maggioranza per ragioni di ampiezza del partito) si schierano compatti contro il dialogo con Berlusconi e a favore dell'opposizione dura di Tonino Di Pietro.”

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20 Maggio 2008

La norma ad personam

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Di Silvio Berlusconi non ci si può fidare, stringe la mano all'opposizione e intanto pensa agli affari suoi.

Nel decreto sicurezza, spunta una norma di 13 righe nell'articolo 2 che sembra essere pensata su misura per il Presidente del Consiglio. La norma entrerà in vigore subito dopo l'approvazione da parte del consiglio dei ministri di domani. Tale norma concede la possibilità agli imputati per reati commessi prima del 31 dicembre di 2001 di chiedere la sospensione del dibattimento per due mesi per valutare se accedere al patteggiamento.

Silvio Berlusconi è "casualmente" imputato nel processo a Milano per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato David Mills. La considerazione che sorge spontanea è "con due mesi di sospensione chissà che si inventa per non arrivare alla sentenza".




Aggiornamento delle ore 18:35:

Questo è il modo di fare una opposizione costruttiva ed intelligente. Noi dell’Italia dei Valori abbiamo evitato un irreparabile e grave danno al Paese.

La norma sul patteggiamento che il Governo avrebbe voluto inserire nel pacchetto sicurezza è stata eliminata grazie alla nostra immediata segnalazione.

Abbiamo così dimostrato, come avevamo annunciato, che una vigilanza precisa e puntuale può essere il miglior modo per controllare l’operato dell’esecutivo.

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19 Maggio 2008

L'appuntamento della settimana: unica opposizione

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Parlamento nuovo, vita nuova. Come sapete, da Ministro, ogni venerdì subito dopo il Consiglio dei Ministri relazionavo a voi, datori di lavoro di noi parlamentari,quello che avevamo fatto, che eravamo riusciti a fare e a non fare, ma soprattutto mi ero preso l'impegno di tenervi informati su ciò che avveniva nella Camera e al Governo. E' una buona usanza che vorrei continuare a mantenere.
Oggi ha vinto il centrodestra di Berlusconi, l'alleanza del Partito Democratico e Italia dei Valori ha perso. Noi dell'Italia dei Valori abbiamo vinto perchè abbiamo raddoppiato i voti, ma per arrivare a 51 ci vuole la somma di tutti i partiti, e se abbiamo vinto una ragione ci deve essere, e a mio avviso la ragione sta nel fatto che siamo stati coerenti e non abbiamo fatto sbandamenti. Se siamo convinti, ancora oggi, che non è chiara la politica del centrosinistra, una delle ragioni sta nel fatto che il PD, e Veltroni, nei suoi primi passi guarda più agli ammiccamenti che al Paese e alla coalizione da costruire in alternativa. Mi auguro che quanto prima si risveglino dal torpore e si mettano a fare opposizione dura e pura piuttosto che caminetti in quel di Palazzo Chigi.
Ciò detto, ritengo mio dovere, ora che sono all'opposizione, ma ora che noi dell'Italia dei Valori siamo tanti parlamentari, ben 43, di relazionarvi su ciò che facciamo ogni settimana al Parlamento e rispetto a ciò che fa il Governo, in modo che ogni settimana anche voi possiate essere informati su ciò che avviene nelle stanze del potere.
Prima lo facevamo di venerdì, ora lo faremo di lunedì, perchè è meglio che vi diciamo a inizio settimana quello che si farà e quello che è accaduto nella passata, e vogliamo dirvi prima quello che noi vogliamo fare nella settimana parlamentare e subito dopo quello che abbiamo fatto e siamo riusciti a portare a casa.
Cominciamo oggi, perchè comincia effettivamente oggi la settimana il lavoro parlamentare. Quel che è avvenuto fino ad ora è stata una schermaglia, un presidente a te, uno a me, una fiducia a te e una quasi fiducia all'altro, e noi dell'Italia dei Valori a dire: "Ma che state facendo? Noi abbiamo memoria, non la vogliamo perdere. Ce la ricordiamo la storia personale, giudiziaria, politica ed imprenditoriale del nostro capo del Governo". Quindi, prima di prendere per oro colato ogni sua espressione, vogliamo vedere, perchè ci sembra tanto il lupo che liscia il pelo all'agnello, però può succedere che si faccia qualcosa per il Paese, e allora leggiamo le carte.
Vediamo che ci aspetta questa settimana. Accadranno molte cose particolari, innanzitutto il Parlamento inizia la sua attività legislativa, e anche il Governo inizia la sua attività di governo. Il Governo si riunisce a Napoli per discutere di una serie di questioni: i rifiuti di Napoli e la sicurezza. Il Parlamento si riunisce a Roma, a cominciare dalla Camera, per discutere di quattro decreti legge, fatti dal precedente Governo Prodi, che essendo decreti legge devono essere ratificati dal Parlamento nei sessanta giorni successivi, ed entro domani bisogna farlo. Perchè vi diciamo questo? Perchè vi diciamo subito cosa farà l'Italia dei Valori, con riferimento ai quattro decreti legge, che abbiamo contribuito a fare quando eravamo al governo, che senza modifiche arrivano al Parlamento e che sostanzialmente condividiamo. Salvo una cosa, che avevo fatto presente al Consiglio dei Ministri, che all'epoca fu fatto orecchie da mercante e che oggi bisogna riproporre. Noi lo riproponiamo con un emendamento, depositato stamattina, e che vogliamo metterlo alla vostra attenzione.
Uno dei decreti legge da ratificare sono le decisioni della Corte di Giustizia europea che sono state prese dall'Unione Europea e che devono essere ratificate dal Parlamento Italiano. Non ci si può permettere di non farlo, devi decidere se stare o non stare con l'Unione Europea. Se stai con l'Unione Europea, e ci sono delle decisioni, ivi comprese le decisioni della Corte di Giustizia europea, il Parlamento deve ratificarle dicendo che questa legge entri nella nostra legislazione ordinaria.
In quel decreto legge manca soltanto un articolo: la sentenza della Corte di Giustizia europea che riguarda il sistema radiotelevisivo italiano, con cui ha sanzionato la legge italiana perchè non si è adeguata allo standard europeo, in particolare per quanto riguarda la vicenda Europa7-Rete4, deve essere applicata allo Stato italiano.
Cosa dobbiamo fare? Dobbiamo semplicemente dire che lo Stato Italiano prende atto della decisione della Corte di Giustizia europea e l'approva, o meglio, la si adegua, la risposta. Deve essere scritto per legge perchè deve essere riportato in legge italiana quello che viene scritto nelle direttive europee.
Abbiamo proposto un emendamento che domani chiederemo che sia firmato anche dal Partito Democratico e messo in discussione in aula. E' un piccolo emendamento, ma già si scopre da che parte stanno avversari e alleati. Volete o non volete che si rispetti questa sentenza? Bene, allora votate questo emendamento.
Signor Berlusconi e membri della maggioranza, dite che volete rispettare e che volete restare in Europa, però come al solito vi fate le leggi come vi pare e piace a voi. Ma soprattutto lo dico agli alleati: che facciamo? Ancora nicchiamo o ci decidiamo a fare una battaglia politica in Parlamento affinchè su questa questione del sistema radiotelevisivo italiano l'Italia si adegui agli standard europei? Lo dice una sentenza della Corte di Giustizia europea, è necessario che questo provvedimento sia ratificato in Parlamento perchè la Corte ha condannato proprio il Parlamento italiano per non aver fatto una legge adeguata. Volete approvare una norma in cui dice che ci adeguiamo o no? Perchè se non votate o vi astenete, allora puzza qualcosa.

Leggi l'emendamento dell'Italia dei Valori
Leggi la nota generale dell'emendamento.


Le proposte sulla sicurezza

Questo succede in Parlamento, e al governo che succede? Che hanno deciso di fare una serie di norme sulla sicurezza e sull’immigrazione clandestina, irregolare, criminale e quant altro. La prima cosa che chiediamo, come Italia dei Valori, è di farcele leggere. Vogliamo leggere, perché ricordo l’altra volta quando Berlusconi disse “più dura la possibilità di uscire dal carcere per i recidivi, perché la prescrizione sarà più lunga”. Poi sono andato a leggere e c’era scritto “la prescrizione sarà più lunga per i recidivi, salvo che dimezzarlo per quelli che non recidivi”. Siccome è dimezzato, nessuno arriva a sentenza penale passato in giudicato, nessuno diventa recidivo e quindi tutti quanti la fanno franca. Preferisco leggere quello che scrive Berlusconi, specialmente quando parla di sicurezza e di giustizia.

Rilanciamo: domani mattina, alle 11, noi dell’Italia dei Valori presenteremo alla Camera dei Deputati una conferenza stampa su quello che sono le nostre proposte sul tema di giustizia, cioè non ci limitiamo a dire cosa non va bene, ma cosa faremo e cosa vogliamo fare. Presenteremo ben sette disegni di legge in materia di sicurezza e di giustizia che dicono cosa vogliamo fare e cominciare a fare per far funzionare la macchina della giustizia e soprattutto la macchina della sicurezza. Quindi, seguiteci sulla rete, domani e nei giorni successivi, perché comunicheremo esattamente la nostra proposta in materia di sicurezza. Se poi, guarda caso, alcune di queste proposte vengono riprese dal decreto legge che vuole fare Berlusconi, ben venga. Per esempio, abbiamo un disegno di legge che fu fatto ai tempi del governo Prodi-Amato che riguarda il degrado urbano, con il rafforzamento del potere dei sindaci, con la collaborazione della polizia municipale ai piani coordinati di controllo del territorio. Tutte queste questioni le abbiamo già previste in un disegno di legge, e se le ripropone in un decreto di legge tanto meglio, va bene.
Sulla sicurezza stradale vogliamo inasprire le pene in caso di omicidio a seguito di incidente, in caso di guida in stato di ebbrezza confiscare il veicolo e revocare la patente di guida, inasprire le sanzioni per omicidio colposo e restringere eventuali benefici. Sicuramente vogliamo intervenire sulle misure antimafia, di cui ne parleremo domani, che è uno dei disegni di legge, che riguarda la confisca dei beni di provenienza mafiosa anche se non si è dimostrato la pericolosità personale del soggetto che ne è proprietario, l’introduzione del reato di associazione a delinquere finalizzato all’immigrazione clandestina e il recepimento di altre norme antiriciclaggio.
Sicuramente, sugli extracomunitari e sui comunitari vogliamo intervenire con una serie di norme, che da una parte tengono conto del fatto che non tutti gli extracomunitari sono uguali, e non tutti i comunitari sono uguali, e neanche tutti i cittadini alla fine devono essere trattati in modo uguale. Il cittadino che ammazza la moglie o fa la rapina in banca non può essere trattato uguale a quello che rispetta la legge: deve andare in galera, perché cittadino, comunitario o extracomunitario che sia ha commesso dei reati. Per tutti coloro che sono presenti nel nostro territorio, e commettono reati, italiani o stranieri che siano è meglio che vadano in galera, piuttosto che dargli il foglio di via, perché questi con il foglio di via ci vanno al bagno e poi tornano a delinquere.
Per quanto riguarda invece gli extracomunitari bisogna distinguere. Questa storia dell’immigrazione clandestina è reato o non è reato? Vi dico cosa ne penso.
Di per sé, il clandestino che non ha commesso reato non puoi accusarlo di un reato, ma il clandestino non può stare in Italia come tale, quindi o dice da dove viene, e va rimandato a casa. Se è regolare i conti tornano, ossia che lavora, paga le tasse, rispetta le leggi, Se è criminale va in galera, se è clandestino deve andare a casa sua. Il problema nel nostro Paese è che molte persone non le possiamo mandare a casa loro perché, furbi, non ti dicono da dove vengono, e non lo puoi rimandare a casa, ma solo dirgli di andare via, che poi non se ne và. Scusate, siete mai stati fermati da una pattuglia della polizia? Provate a dire voi cittadini italiani all’agente “no, i documenti non te li do”. Lo sapete che è già reato adesso per il cittadino italiano?
Il cittadino italiano ha l’obbligo di dire come si chiama e di dare le proprie generalità, e se non le dà è penalmente perseguibile con una multa, perché cittadino, e io dico anche con la reclusione se è un cittadino straniero che non dice da dove viene, perché non lo puoi rimandare a casa sua.
Ricapitolo la situazione. Cittadini stranieri in regola con la legge sull’immigrazione, buon lavoro, pagate le tasse e aiutate a far prosperare questo Paese. Cittadini stranieri che sono entrati in Italia e non sono in regola, quindi clandestini, di cui ci sono due categorie: cittadini stranieri di cui sappiamo da dove vengono, e quindi vanno rimandati a casa loro, e cittadini stranieri di cui non sappiamo la provenienza, ed è meglio che stiano in CPT accoglienti, o che si chiamino come volete, ma comunque un luogo da cui non possono uscire finché non vanno a casa loro quando sappiamo da dove vengono.
I cittadini che non ci dicono da dove vengono, perché fanno i furbi e pensano di farla franca, violano una norma imperativa dello Stato italiano che è quella di riferire le proprie generalità, un fatto che è penalmente responsabile anche al cittadino italiano, e che in casi come questi deve prevedere non solo la multa o l’arresto con la condizionale, ma anche la possibilità di mantenere in carcere proprio perché pericoloso per la collettività.
I cittadini extracomunitari criminali, cioè quelli che vengono sorpresi a commettere reati, non interessa che siano extracomunitari o comunitari, un violentatore nostrano o straniero sempre la stessa fine deve fare, in galera deve andare.
Questa è la posizione dell’Italia dei Valori, che porteremo avanti con molta determinazione, naturalmente ascolteremo le vostre osservazioni, e ogni settimana ci rivedremo qui rivedremo qui per dire cosa abbiamo fatto nella settimana passata, con riferimento al decreto legge che il governo varerà in materia di sicurezza, e cosa abbiamo fatto in Parlamento con riferimento alle leggi che si discuteranno, in questo caso appunto depositando un apposito emendamento che chiede di rispettare la sentenza della Corte di Giustizia europea con riferimento al sistema radiotelevisivo italiano.
Vi diremo anche come abbiamo votato noi e come hanno votato gli altri, perché sulle televisioni e sui mezzi ufficiali voi troverete una cosa interessante, che vi vorrei far vedere oggi. Troverete che quello che dice l’Italia dei Valori, quando non fa comodo, non ve lo dicono.
Oggi, su un importante quotidiano, La Repubblica, c’è in prima pagina con riporto in nona pagina la geografia politica di Berlusconi, un articolo importantissimo e interessantissimo di Ilvo Diamanti, che dice perché il centrodestra ha vinto e l’alleanza del centrosinistra ha perso. Se leggete, in due pagine parla solo del Partito Democratico, e l’Italia dei Valori non c’è.
Siccome l’Italia dei Valori non ha perso, perché ha raddoppiato i voti, sta facendo un analisi di quanti voti ha preso uno e quanti ha preso l’altro. Per parlare dell’Italia dei Valori doveva dire che abbiamo preso il doppio dei voti e spiegare il perché di questo risultato. Siccome non poteva spiegarlo, gli rodeva probabilmente, ha preferito non dirlo. Non c’è peggiore disinformazione di chi non dice, caro signor Diamante.
Voi dite che magari è stato un piccolo errore? Se andate alla pagina successiva, carta canta, e il Blog come la rete è come dice Totò, “scopre gli altarini”, si parla di “Primo piano”. Siccome su questa storia tutti hanno preso una posizione dicendo che dobbiamo lasciare a “Primo piano”che trasmetta nella stessa ora, i primi a farlo sono stati quelli dell’Italia dei Valori, io direttamente ma anche il nostro parlamentare Beppe Giulietti.
Siccome Repubblica deve darci ragione, che noi siamo stati i primi, e dire che Beppe Giulietti la pensa in questo modo, vi leggo cosa scrivono: “Dialogo, dunque. Spostare la trasmissione del Tg3 Primo Piano alla mezzanotte non è un dogma, dice Petruccioli. E Giuseppe Giulietti del Pd approva”. Ma come? Non è dell’Italia dei Valori? E ancora: “visto che combina tanti pasticci, sarebbe ora che si facesse da parte in favore di nuovi amministratori. Giulietti (del Pd) controbatte: «La maggioranza prende a pretesto ogni vicenda per accelerare la defenestrazione di questo consiglio Rai»”. Un’affermazione giusta quella sulla maggioranza, l’ha detto un parlamentare dell’opposizione e giustamente La Repubblica ne da notizia. Però siccome è una cosa giusta, che fa quella dell’Italia dei Valori, dice che lo ha detto Giulietti del Pd, che però è stato eletto e fa parte del gruppo dell’Italia dei Valori. “Accà nisciun' è fesso”, l’informazione deve essere libera e trasparente sia per quanto riguarda quelli di là sia per quanto riguarda quelli di là.
Comunque, grazie a Dio c’è la Rete, dove tutti possono venire a conoscenza. E’ questa la forza della Rete.

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Le due lauree

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Questa mattina ho querelato il Presidente del Consiglio poiche' in campagna elettorale ha dichiarato che il sottoscritto ha preso la laurea grazie ai servizi segreti.

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18 Maggio 2008

Passaparola

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Santoro ha ironicamente affermato che tolti di mezzo una "banda dei quattro", lui, Grillo, Travaglio ed il sottoscritto, l'Italia può avviarsi verso la modernizzazione. Si sbaglia, dovrebbero togliere di mezzo anche qualche milione di italiani.

Gli italiani non sono ciechi, nè sordi, sono soltanto tenuti all'oscuro di fatti, avvenimenti, storia, giochi di potere, vengono spesso privati dell'informazione, quella vera.

L'informazione libera è la priorità di questo Paese, perchè è sull'informazione libera ed indipendente che fiorisce ogni democrazia.

Il blog di Grillo trasmetterà ogni lunedì alle 14:00 in diretta streaming un intervento di Marco Travaglio. Chiunque vuole potrà trasmettere la diretta dal proprio blog: io lo farò.

Come ho più volte ripetuto nel mio discorso del 25 aprile mentre firmavo per i tre referendum, non riusciranno ad addormentare le coscienze degli italiani, perchè gli italiani vogliono rimanere svegli.

Appuntamento a domani su questo blog, ore 14:00, passaparola.

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17 Maggio 2008

Ballaro'

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Lo scorso 13 maggio sono stato ospite di Giovanni Floris alla trasmissione Ballarò. Pubblico alcuni miei interventi su immigrazione e sicurezza, l'abolizione dell'ICI e lotta all'evasione fiscale, argomenti sui quali questo governo non ha alcuna credibilità e sui quali beneficierà del buon lavoro svolto nel breve tempo del governo Prodi.

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16 Maggio 2008

11 - Padania ladrona

Riporto un brano tratto da "Mani Sporche", libro pubblicato da Chiarelettere e scritto da Barbacetto, Gomez e Travaglio, dal titolo "Padania ladrona'" (pag.289).

"I seguaci di Bossi hanno un problema: la Popolare Credieuronord, una piccola banca creata nel dicembre 2000 per "ritrovare i valori tipici della credibilità e della collaborazione del Nord". A finanziarla, dopo una campagna a tappeto nelle sezioni del partito, è stato il popolo leghista. Ma già nel 2003 la banca del Carroccio è a un passo dal fallimento. Il bilancio si chiude con 8 milioni di euro di perdite e 12 di sofferenze su 47 impieghi. Un brutto guaio, soprattutto perchè l'azienda è nata e cresciuta come una tasca della politica. Nel consiglio di amministrazione siedono i sottosegretari leghisti Maurizio Balocchi (Interno), Alberto Brambilla (Welfare), Stefano Stefani (Attività produttive), ma anche il deputato varesino Giancarlo Giorgietti, pupillo di Bossi e presidente della commissione Bilancio alla Camera. Insomma, se scattasse la bancarotta, sarebbe un duro colpo per il Carroccio. E se poi partono le inchieste giudiziarie, la situazione potrebbe ancor più aggravarsi. Attraverso la Credieuronord sono stati infatti riciclati 13 milioni di euro provenienti da una gigantesca truffa organizzata dai proprietari della - un tempo mitica - Radio 101 e da una commercialista, Carmen Gocini, ai danni di alcune procedure fallimentari del Tribunale milanese. Miliardi rubati e poi, come sosterrà la Procura di Milano, ripuliti grazie alla complicità dei vertici operativi della banca. Operazioni analoghe sono state condotte da vari personaggi legati ai "Cobas del latte", gli allevatori vicinissimi alla Lega che non volevano pagare le multe dell'Unione Europea per aver prodotto latte in eccedenza. Se esplode il bubbone Credieuronord, si fanno male in tanti. Meglio coprire tutto e tentare di metterci una pezza. Il salvatore, per i leghisti, si chiama Fiorani.
Con lui il Carroccio ha legami antichi: la scuola leghista di Varese e il prato di Pontida, quello che ogni anno si riempie di bandiere verdi per i comizi del Senatùr, sono stati acquistati con soldi della Popolare di Lodi: per un totale, tra i fidi e finanziamenti, di 10 milioni di euro, più un altro milione proveniente dalla Popolare di Crema (controllata dalla Lodi). tutti soldi ottenuti offrendo in pegno la storica sede milanese del partito di via Bellerio. Operazioni regolari, ma sintomatiche di un rapporto preferenziale, che ora viene sfruttato a fondo per evitare il crac di Credieuronord. Fiorani riesce a tenere in piedi la banchetta con una complicata operazione finanziaria. In cambio, ottiene la retromarcia della Lega sul governatore. Il 3 febbraio 2005 Maroni comunica ufficialmente che la Lega non mette più in discussione il mandato a vita di Fazio. E' la tomba della legge sul risparmio.
Sarà Fiorani, davanti ai pm milanesi, a raccontare anche questo patto con la Lega: salvataggio della banca in cambio del salvataggio del governatore."

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15 Maggio 2008

Non vogliamo ipocrisia

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Riporto il video dell'intervista rilasciata a RepubblicaTv, oggi 15 maggio 2008, dove rispondo alle domande degli spettatori.

Guarda il filmato integrale

Le vostre domande:

- "Ipocrisia Pd"
- La gaffe di Fini
- La Rai
- Tangentopoli e Mani Pulite
- "Meno loft, più tost"
- Niente gruppo unico col Pd perchè...
- Il problema dei rom
- Io sto con Travaglio

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