31 Maggio 2008
Fiducia sulla magistratura
Riporto il testo del mio intervento alla trasmissione Otto e Mezzo di giovedi 29 maggio, dove rispondo alle domande di Lanfranco Pace sul tema della magistratura.
Antonio Di Pietro: Lei ha affermato: "Non le pare che insistere sul principio di legalità sia un accanimento?". No, non mi pare. Il principio di legalità, chi lo reclama non si accanisce, afferma un principio democratico. Seconda cosa. Lei ha detto: "Ma è mai possibile che tutti i magistrati fanno bene e nessuno sbaglia?". Come no, sbagliano. Il problema è che nel nostro Paese, da un po di tempo, più che prendersela con quelli che sbagliano, se la prendono con quelli che non sbagliano e che invece fanno il loro dovere. Se lei mi dice "trovi il nome di un magistrato che ha sbagliato", bene, il magistrato Squillante che è stato condannato ha sbagliato o no? Si.
Lanfranco Pace: Mi faccia il nome di un magistrato punito dall'alto governo della magistratura.
Antonio Di Pietro: Segua. Squillante...
Lanfranco Pace: Va beh, ma questo è stato punito dalla magistratura per altri reati, non nell'esercizio delle sue funzioni.
Antonio Di Pietro: Come no?
Lanfranco Pace: C'è un magistrato che ha fatto una fesseria nel suo operato?
Antonio Di Pietro: Ce ne sono tanti.
Lanfranco Pace: Sono stati puniti dal Csm?
Antonio Di Pietro: Certamente si. Facciamo una cosa, prenda una buona abitudine: vada a vedere tutte le punizioni che il Csm ha dato e sta dando ancora in questi ultimi tempi a magistrati che si ritiene non abbiano fatto il loro dovere. Secondo, ritengo che ci siano magistrati che sbagliano e che non fanno il loro dovere, ed è bene procedere nei confronti di questi. L'anomalia italiana non sta in questo, ma sta nel fatto che da 10 anni a questa parte, da quando è scoppiata Tangentopoli, vengono criminalizzati coloro che fanno il loro dovere. Vede, quando i magistrati di Milano hanno fatto determinate indagini nei confronti di persone vicine e legate al Presidente del Consiglio, tutta l'informazione pilotata e tutta la politica ha sempre attaccato i magistrati che facevano le indagini, non quelli che commettevano reati. Se la sono presi, per intenderci, con la Boccassini e non con Squillante nel processo di Milano. Quello che sto cercando di far capire è che pensare di scaricare le colpe sul magistrato che indaga e non su colui che commette i reati è una delle più gravi anomalie del nostro Paese, soprattutto dovuta al fatto che un sistema d'informazione italiana, in mano ad un conflitto d'interessi palese, deforma la realtà, che fa passare per guerra fra bande quella che è una guerra tra guardia e ladri, aggravata dal fatto che qualche volta il ladro è pure il magistrato.
Ritanna Armeni: Mi scusi, però non potrà negare una cosa, che la magistratura ha fatto spesso l'impressione, piuttosto vistosa, di intervenire nella politica in maniera molto invadente.
Antonio Di Pietro: E viceversa, eh.
Ritanna Armeni: Forse anche viceversa. Le ultime vicende di Napoli con 25 avvisi di garanzia...
Antonio Di Pietro: A Napoli dell'inchiesta si sa da tempo, tanto che da gennaio si sono chieste le misure cautelari. Per fare una misura cautelare di 800 pagine, e leggere almeno un milione e mezzo di pagine, ci vogliono almeno 2 o 3 mesi. L'anomalia non sta nel fatto che i magistrati di Napoli hanno proceduto oggi nel confronto di alcune persone per ipotesi di reato, ma che quelle persone, sapendo la situazione in cui si trovano, si mettono a fare un'attività istituzionale proprio per i fatti per cui sono sotto indagine. L'anomalia quindi non sta nel magistrato che indaga, ma nel fatto che chi è sotto indagine invece di correre dal magistrato corre a mettersi in una posizione per diventare impunito. Abbia pazienza.
Lanfranco Pace: L'anomalia secondo lei non è fare un ordinanza di rinvio a giudizio di 600 pagine e presentare un milione e mezzo di pagine in faldoni, cioè mille cinquecento faldoni da mille pagine che sono l'enciclopedia britannica moltiplicata mille. Le sembra un'idea di giustizia rapida e moderna? Non credo.
Antonio Di Pietro: Non è cosi, mi spiace, nel senso che lei non può prendere un po di prove ed un po di fascicoli e buttarli via semplicemente per fare un fascicolo più corto. Abbia pazienza, ma che giustizia è?
Lanfranco Pace: Son sempre tanti.
Antonio Di Pietro: La colpa non è dei magistrati, ma di quelli che commettono fatti per il quale bisogna metterci tante pagine per verbalizzare.
Postato da Antonio Di Pietro in Giustizia
