26 Maggio 2008

Il dialogo del manganello

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Riporto una mia intervista rilasciata al Corriere della Sera su alcune importanti questioni che il Paese sta fronteggiando.

Antonio Di Pietro: «Da cosa cominciamo?»

Corriere della Sera: Antonio Di Pietro, cominciamo dall’emergenza rifiuti.
Antonio Di Pietro: «Beh, domanda un po’ vaga..»

Corriere della Sera: Per rendere operative le discariche, lei è d’accordo o no con l’uso dei reparti di polizia e carabinieri, con l’uso dei manganelli e...
Antonio Di Pietro: «Non prosegua, ho capito... e le rispondo subito che sì, certo, io penso che lo Stato debba farsi rispettare. Naturalmente è sempre auspicabile non dover ricorrere all’utilizzo della forza: ma, qualora ce ne fosse bisogno, non si può esitare. Vede, la situazione igienico- sanitaria, con l’arrivo del caldo, rischia di deflagrare e io dico che ogni Comune deve dare il suo contributo»

Corriere della Sera: A Chiaiano la pensano diversamente.
Antonio Di Pietro: «A Chiaiano c’è, però, una situazione diversa. Lì, la discarica dovrebbe sorgere nel bel mezzo del centro abitato e...»

Corriere della Sera: E quindi?
Antonio Di Pietro: «Le proteste degli abitanti paiono piuttosto comprensibili. Per questo, beh, ritengo che il governo sbagli nel cominciare a mostrare i muscoli proprio lì... purtroppo a Palazzo Chigi c’è una certa propensione a mostrare i muscoli, e non solo»

Corriere della Sera: A cosa si riferisce?
Antonio Di Pietro: «Alla questione immigrati»

Corriere della Sera: Si spieghi.
Antonio Di Pietro: «Quello dei clandestini è certamente un problema: ma un conto è mostrare i muscoli, il che può essere necessario, un conto è istigare»

Corriere della Sera: A cosa?
Antonio Di Pietro: «Eh, a cosa... Ho paura che, grazie ai toni usati da alcuni rappresentanti del governo, stia montando un certo estremismo xenofobo»

Corriere della Sera: E quando in Parlamento arriverà il «pacchetto Maroni» sulla sicurezza?
Antonio Di Pietro: «Valuteremo. Ma le anticipo che sul mio blog già compaiono 7 disegni di legge che affrontano il tema: e, se è vero ciò che ho capito, ci sono alcuni punti in comune con le più ragionevoli proposte di Maroni»

Corriere della Sera: Quindi?
Antonio Di Pietro: «Voteremo, compatti, a favore».

Corriere della Sera: Veltroni sarà contento.
Antonio Di Pietro: «Il Pd deve convincersi che l’avversario da battere non sono io, ma Berlusconi»

Corriere della Sera: In effetti...
Antonio Di Pietro: «Ma vuole che non me ne sia accorto? Sono terrorizzati dall’idea che gli porti via voti. Ma mica è colpa mia se i militanti del Pd mi si avvicinano e mi dicono: tu sì che fai opposizione al Cavaliere...»

Corriere della Sera: Eppure Veltroni ha varato persino un governo ombra.
Antonio Di Pietro: «Mi ascolti: io, su fatti concreti, come l’emendamento che il governo si appresta a varare per salvare Retequattro e fare un piacere personale al premier, mi batto e domani organizzo pure una manifestazione davanti a Montecitorio... Mentre loro? Perdono tempo... prima di prendere una decisione devono ascoltare D’Alema, e poi Fassino, e poi di nuovo D’Alema che ha parlato con Bersani... stanno troppo tempo al Loft invece di essere tost»

Corriere della Sera: Perché l’Italia dei valori...
Antonio Di Pietro: «Siamo piccoli, va bene. Ma decisi»

Corriere della Sera: Appunto, piccoli. Ha sentito cosa dice Giorgio Tonini, fidato collaboratore di Veltroni? «L’opposizione vera morde e non abbaia. Sono i cagnolini che abbaiano...».
Antonio Di Pietro: «Di cattivo gusto, come minimo»

Corriere della Sera: Un’ultima domanda: ma...
Antonio Di Pietro: «Senta, le dico una cosa che non sa: se qualcuno pensa di tornare al nucleare, noi organizzeremo un referendum»

Corriere della Sera: Piccola notizia. E lei sarebbe per il sì o per il no?
Antonio Di Pietro: «Se il nucleare è quello attuale, siamo per il no. E voglio proprio vedere se, almeno su questo, il Pd avrà la forza di venirci dietro...»

Leggi anche i 7 progetti di legge per la Sicurezza e la Giustizia dell'Italia dei Valori.

Postato da Antonio Di Pietro in Politica