17 Luglio 2008
La credibilità del governo
Il Ministro dell’economia Giulio Tremonti ha parlato oggi di “stabilizzazione triennale dei conti pubblici” in Parlamento.
Ha tracciato un quadro del Paese critico ma non drammatico, a suo avviso, in un contesto che vede questo governo scivolato in una posizione di estrema debolezza e credibilità sull’argomento. Vuoi perché il centrodestra si è occupato fin d’ora delle vicende private di Silvio Berlusconi, vuoi perché ha completamente esautorato le funzioni di un Parlamento a colpi di decreti, vuoi perché dovrà continuare a farlo per le vicende di Silvio Berlusconi anche per i prossimi mesi, come ha già dichiarato, vuoi perché la Corte europea ha bocciato il condono fiscale italiano sull’Iva per gli anni 1998-2001 contenuto nella Finanziaria 2003 e voluto da questa stessa compagine governativa. Vuoi per tutto questo, il centrodestra non è stato ancora capace di dare un segnale di ripresa e rilancio dell’economia.
Noi dell’Italia dei Valori, ribadisco a Tremonti, saremmo ben contenti di affrontare l’unica emergenza del Paese: quella economica.
Ma in Parlamento, non in altre sedi. Perché è in Parlamento che si discutono i problemi del Paese, e non quelli di una sola persona.
"PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Pietro. Ne ha facoltà.
ANTONIO DI PIETRO. Signor Presidente, signor Ministro che c'è, la ringrazio perché almeno lei c'è, e quindi, finalmente, possiamo confrontarci con una persona che viene in Parlamento e che, seppur per pochi minuti, ci ascolta.
Credo che del merito di questo provvedimento si poteva e si doveva discutere dal primo giorno; quindi, mi dispiace che per sessanta giorni ci siamo dovuti occupare d'altro, che non aveva nulla a che fare con l'urgenza e con l'emergenza, ma che aveva a che fare soltanto con questioni personali. Mi dispiace anche che questo provvedimento, sebbene sia urgente, deve essere affrontato non solo con un decreto-legge, ma addirittura con il voto di fiducia, proprio perché il Parlamento deve essere libero ancora di occuparsi d'altro. Me ne dispiace anche perché dobbiamo liberare il Parlamento non solo per prima delle ferie, ma lo dobbiamo liberare anche per dopo le ferie, perché allora ci dovremo occupare ancora di altro che già ciPag. 61è stato annunciato dal Presidente del Consiglio, ossia dell'immunità parlamentare, del CSM e di quant'altro. Me ne dispiace, perché credo che di questo provvedimento e di questa materia, che invece oggi ci propone, vi sia davvero bisogno.
Ora che la frittata in ordine al metodo è fatta, dobbiamo discutere in ordine al merito, per il tempo che ci è dato a disposizione. Manifestiamo tutta la nostra contrarietà al fatto che se ne debba discutere con lo strumento del decreto-legge e se ne debba addirittura non discutere, perché ciò che facciamo oggi e domani è solo un giochetto per perdere tempo e per far dire che, comunque, ne abbiamo discusso. Tanto avete già deciso e sappiamo già l'ora in cui sarà posta la fiducia e quando sarà data. Si tratta, insomma, solo di una ricreazione di un paio di giorni.
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Postato da Antonio Di Pietro in Economia
