Le nomine dei procuratori

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Pubblico il video e il resoconto stenografico della mia interpellanza urgente illustrata oggi alla Camera dei Deputati: "Orientamenti del Ministro della giustizia in merito al concerto da esprimere per la nomina del dottor Antonio Franco Cassata a procuratore generale presso la Corte di appello di Messina"

"Signor Presidente, stiamo parlando della futura nomina a procuratore generale presso la Corte di appello di Messina del dottor Antonio Franco Cassata, nei confronti del quale, nel maggio 2008, la competente commissione del CSM ha proposto la nomina ed oggi il Ministero della giustizia è chiamato ad esprimere il proprio concerto.
Vorremmo, da questi banchi, fare alcune «fotografie» e, con una sequenza quasi fotografica, illustrarvi chi è il dottor Antonio Franco Cassata, affinché voi, nella vostra responsabilità, possiate decidere se dare o meno il concerto alla nomina a procuratore generale presso la Corte di appello di Messina di tale magistrato.
Abbiamo molto rispetto della magistratura e di tutti i suoi componenti, l'abbiamo sempre difesa, però riteniamo che sia necessario che, quando si occupano cariche di questo genere, chi deve assegnare questo incarico, deve prendere atto non solo dei fatti soggettivi che riguardano la persona, ma anche dell'ambiente in cui egli viene a trovarsi ad operare e delle eventuali incompatibilità o inopportunità che questa nomina possa essere assegnata."

Pertanto, permettetemi di fare alcune «fotografie» della situazione che, lì, si sta verificando: chi è il dottor Antonio Franco Cassata? Egli si trova alla procura generale di Messina, dove svolge funzioni di sostituto dal 1989; da sempre si trova lì e da sempre svolge, appunto, attività di pubblico ministero alla procura generale. Egli stato anche già, per molto tempo, presidente di un circolo culturale a Barcellona Pozzo di Gotto, che si chiama Corda fratres: un circolo culturale di cui è stato presidente e, per sua stessa ammissione, il principale animatore; un circolo culturale che era ben frequentato: era frequentato da importanti esponenti della massoneria, della realtà che conta nel luogo ed anche da tale Giuseppe Gullotti.
Giuseppe Gullotti non è un personaggio qualsiasi; è un boss incontrastato della mafia barcellonese, che è anche il mandante (riconosciuto con sentenza passata in giudicato, mica si manda a dire!) dell'omicidio del giornalista Beppe Alfano, avvenuto a Barcellona Pozzo di Gotto l'8 gennaio 1993. Tale Giuseppe Gullotti, appunto, era anch'egli socio e frequentatore di questo circolo culturale.
Oddio, lo stesso circolo culturale Corda fratres era frequentato anche da un altro socio importante, tale Rosario Cattafi - lo ricordo anch'io, pensi un po', nelle mie indagini - già indagato dalla procura della Repubblica di Caltanissetta nell'indagine sui mandanti occulti delle stragi di Capaci e via d'Amelio, ma, soprattutto, destinatario nel 2000 della misura di prevenzione antimafia della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno con provvedimento definitivo.Perché ha ricevuto tale misura antimafia? Perché Cattafi aveva legami accertati con «piccoli» personaggi: Benedetto Santapaola, Pietro Rampulla, Angelo Epaminonda, Giuseppe Gullotta e altri ancora, tutti boss di buon calibro. Questo è l'ambiente in cui si trova ad operare e a fare anche circolo culturale il dottor Antonio Franco Cassata. Lo ripeto, egli gestisce anche un museo etno-antropologico a Barcellona Pozzo di Gotto, una realtà che riceve finanziamenti dalla regione Sicilia, dal comune di Barcellona Pozzo di Gotto e dalla provincia di Messina; insomma, riceve finanziamenti da enti importanti i cui rappresentanti e dirigenti operano nel territorio dell'ufficio giudiziario. Ci si chiede se possa essere assegnato un ruolo a chi esercita attività in un museo etno-antropologico, per cui riceve da parte di enti finanziamenti che devono essere controllati anche dalla magistratura.
Ma vediamo un'altra «fotografia». Il dottor Cassata ha uno strano comportamento durante la latitanza di Giuseppe Gullotti (lo ricordate? È il mandante dell'omicidio di Beppe Alfano). Nel settembre del 1994 il dottor Cassata viene avvistato da due carabinieri mentre conversa in strada con una signora che si chiama Venera Rugolo: è la figlia di Francesco Rugolo, ma, soprattutto, è la moglie di Giuseppe Gullotti, cioè è la moglie del mandante dell'omicidio di Beppe Alfano. Nei giorni successivi il dottor Cassata, presso il proprio ufficio, esercita pressione nei confronti dei due carabinieri, affinché la loro relazione di servizio venga soppressa: ne nasce un'indagine. Sia chiaro, il dottor Cassata ammette l'incontro con la moglie di Gullotti, ma dice: «ma no, si trattava di un fatto occasionale, abitiamo tutti lì in paese! Stava lì con il bambino nella carrozzina e io ho dato una carezza al neonato».
Gli accertamenti successivi del Consiglio superiore della magistratura hanno permesso di accertare - per affermazione dei due carabinieri nell'esercizio delle loro funzioni - che quando il dottor Cassata colloquiava con Venera Rugolo si trovavano da soli e non vi era alcuna carrozzina. Non sappiamo di cosa parlassero, non vogliamo accusare nessuno, ma certamente vogliamo illustrarvi il quadro di relazioni e la situazione ambientale in cui egli da tempo si trova. Non faccio alcuna accusa (anche se poi chiederemo qualcosa di specifico), ma vi invitiamo a riflettere sull'opportunità che, in un contesto così delicato e in una realtà territoriale così martoriata, persone con tali frequentazioni possano poi assumere il ruolo di procuratore generale.
Vi illustro qualche altra «fotografia». Nel 1974 il dottor Cassata è protagonista di un viaggio in auto a Milano. Non va da solo, ma in compagnia di un certo Giuseppe Chiofalo: anch'egli è un boss della mafia. Non lo sostiene una persona qualsiasi, lo fa rilevare inizialmente un senatore che conosce entrambi, Carmelo Santalco, e poi lo stesso Chiofalo, messo alle strette, il 20 febbraio del 2004, quando viene sentito dal tribunale di Catania, ammette che, in effetti, quel viaggio vi è stato.
Vi invito a riflettere, quindi, prima di prendere una decisione di questo genere, e, anzi, vi vorrei illustrare anche qualche altra «fotografia».
Nel 1998, il dottor Cassata esercitava pressioni presso un altro magistrato del tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, il dottor Daniele Cappuccio. Cosa chiede, egli più anziano, a questo magistrato Daniele Cappuccio? Gli chiede di fargli il favore di rinviare la trattazione dell'udienza preliminare a carico di un certo Giuseppe Cannata. Chi è Giuseppe Cannata? È un consigliere comunale di Barcellona Pozzo di Gotto, quel comune da cui riceve i finanziamenti l'ente culturale di cui ho parlato.
Perché deve rinviare l'udienza preliminare (questo Giuseppe Cannata è sotto processo)? Perché, nel frattempo, Cannata deve essere nominato vicepresidente del consiglio comunale di Barcellona Pozzo di Gotto. Cassata, quindi, chiede a Cappuccio di fargli il favore di rinviare l'udienza, in modo da far prima diventare Cannata vicepresidente del consiglio comunale, e poi, eventualmente, di rinviarlo a giudizio.
Per l'amor di Dio! La discrezionalità delle scelte rimane in mano ai magistrati, ma mi chiedo sempre se è opportuno, in questo momento, affidare l'incarico di procuratore generale a una persona che, nell'ambiente in cui si trova ad operare, ha queste rappresentazioni.
Vi illustro un'altra «fotografia», che risale al 1997 e che risulta da un'intercettazione di una conversazione telefonica (a proposito di conversazioni telefoniche, sulle quali si dice che non si deve più sapere nulla: non avremmo conosciuto questa vicenda). C'era una vicenda giudiziaria che riguardava un carabiniere che faceva da autista al dottor Cassata. Quest'ultimo va da un ufficiale dei carabinieri e gli dice di cercare di frenare le indagini sul suo autista; anzi, siccome c'era un denunciante, egli direttamente interloquì con un complice del suo autista, prospettandogli la necessità di intimidire il denunciante. Dice al complice del suo autista, del suo carabiniere, di andare a intimidire il denunciante del carabiniere, in modo che la smetta di denunciarlo.
In effetti, il suo interlocutore, quello cui si rivolge, segnalandogli l'opportunità di intimidire il teste, il denunciante, va a intimidirlo. Il denunciante non si intimidisce e va dai magistrati; denuncia questa intimidazione e questa persona patteggia la pena per il reato di minacce nei confronti del denunciante di questa vicenda.
Vale a dire, Cassata si fa promotore di dire ad una persona sottoposta ad indagine di andare da chi lo denuncia a fargli capire che è meglio che la smetta; questo ci va, i fatti accertano che vi è stata minaccia e quello che ha minacciato patteggia.
Certo, non vogliamo nasconderci che il 21 maggio 2002, su La Gazzetta del Sud, un giornale locale, viene riportata la notizia che Gullotti voleva la morte del procuratore generale Cassata (Gullotti era quello che era socio, con Cassata, del famoso circolo culturale Corda fratres).
Questa notizia viene fuori perché, in dichiarazione spontanea, il giorno prima, al tribunale di Catania, Luigi Sparacio, quell'altro boss di cui parlavamo prima, affermava che il dottor Cassata era inavvicinabile e per questo Gullotti nel 1990 lo voleva uccidere; tutto ciò che si raccontava, quindi, era falso, perché - pensate un po' - Sparacio, spontaneamente, ha detto che Cassata non era amico di Gullotti, tanto che Gullotti lo voleva uccidere! Sennonché - questo è un fatto di cui neanche aveva avuto conoscenza il Consiglio superiore della magistratura, quando ha proceduto, ex articolo 2, per poi archiviare, nei confronti di Cassata - si accertò che le dichiarazioni spontanee, precedentemente rese nel processo a carico, fra gli altri, di diversi magistrati, tra cui il magistrato Lembo, difeso dallo stesso Cassata in ambito disciplinare, erano false. Insomma, queste le testuali dichiarazioni di Sparacio nel corso del verbale di udienza del 5 novembre 2004: «Se ho fatto quelle dichiarazioni, cioè se ho detto che Gullotti voleva la morte del procuratore generale Cassata, era per mandare messaggi. Non è vero: volevo mandare un messaggio».

PRESIDENTE. La invito a concludere.

ANTONIO DI PIETRO. Capisco che mi devo avviare alla conclusione; avrei molte altre cose da dire.
Tante altre «fotografie» si possono dare di questa realtà fattuale. Una per tutte: bisognerebbe rileggere il dialogo tra Sonia Alfano e un ministro al di sopra di ogni sospetto, in cui si racconta di quanto sia stato difficile il lavoro di un altro magistrato, il giovane sostituto procuratore De Feis, che insieme a un giovane ufficiale dei carabinieri, tale Cristaldi,...

PRESIDENTE. La invito nuovamente a concludere.

ANTONIO DI PIETRO. ...ha tentato di fare chiarezza in quel territorio; l'unica cosa che hanno ottenuto è che sono stati trasferiti.
Allora, mi chiedo e le chiedo, riservandoci di fare ulteriori «fotografie» di questa realtà: in una situazione così delicata, in situazione così compromessa, è davvero necessario o piuttosto è inopportuno (come noi pensiamo) nominare procuratore generale della corte d'appello di Messina Antonio Franco Cassata? Come intende valutare tutti gli elementi di cui oggi ci facciamo carico di dare segnalazione? E, in particolare...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Pietro.

ANTONIO DI PIETRO. Ho concluso. Vorrei soltanto dire che, in particolare, chiediamo se non ritenga doverosa l'adozione di un'attività ispettiva presso gli uffici giudiziari suddetti (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la giustizia Maria Elisabetta Alberti Casellati ha facoltà di rispondere.

MARIA ELISABETTA ALBERTI CASELLATI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, gli interpellanti traggono argomento dalla recente proposta della quinta commissione del CSM di nominare il dottor Antonio Franco Cassata procuratore generale presso la corte d'appello di Messina, per porre in evidenza talune circostanze emerse nell'ambito di un procedimento avviato nei suoi confronti ai sensi dell'articolo 2 del Regio Decreto n. 511 del 1946.
Tali circostanze, secondo gli interpellanti, pur non essendo state ritenute dall'organo di autogoverno tali da giustificare il trasferimento d'ufficio del dottor Cassata per incompatibilità ambientale (il procedimento è stato, infatti, definito nel 2003 dal plenum del CSM con l'archiviazione su proposta conforme della prima commissione), non possono tuttavia - essi dicono - non destare apprensione. Esse, infatti, sarebbero indicative di una possibile contiguità tra il dottor Cassata, nella sua qualità di sostituto procuratore generale presso la corte d'appello di Messina, con esponenti della criminalità organizzata.
In particolare, dette circostanze sono emerse nel corso di un'audizione resa il 6 novembre 2001 dinanzi alla prima commissione referente del Consiglio superiore della magistratura dall'avvocato Ugo Colonna, il quale riferiva, tra l'altro, di illecite pressioni e di rapporti del dottor Cassata con esponenti della criminalità organizzata di Barcellona Pozzo di Gotto e, in particolare, con il boss Giuseppe Gullotti, ritenuto il capo delle cosche di quella città.
Tali dichiarazioni hanno dato origine al procedimento penale n. 478 del 2002 a carico del dottor Cassata per il delitto di cui all'articolo 416-bis del codice penale, definito però con decreto di archiviazione del GIP di Reggio Calabria il 18 aprile 2002 in accoglimento della richiesta formulata dalla locale procura distrettuale.
Nella parte espositiva dell'interpellanza vengono, inoltre, stigmatizzate alcune condotte poste in essere dal dottor Cassata riconducibili, da un lato, ad illecite frequentazioni dello stesso e, dall'altro, ad illecite pressioni esercitate nei confronti di colleghi.
Con riferimento alla prima tipologia di comportamenti, gli interpellanti ricordano, in primo luogo, che «il boss incontrastato della mafia barcellonese Giuseppe Gullotti, al momento in cui si rese responsabile quale mandante (come riconosciuto con sentenza passata in giudicato) dell'omicidio del giornalista Beppe Alfano avvenuto a Barcellona Pozzo di Gotto l'8 gennaio 1993, era socio e frequentatore del circolo culturale Corda Fratres, del quale il dottor Cassata, già presidente, era per sua stessa ammissione il principale animatore».
Tale circostanza è stata recisamente negata dal dottor Cassata, il quale - come segnalato dal PM di Reggio Calabria nella richiesta di archiviazione datata 5 aprile 2002 - ha per contro dichiarato di non sapere che Gullotti, «iscritto alla Corda Fratres nell'anno 1980, quando era celibe, incensurato e studente universitario, fosse mafioso»: ciò sino al 1993, anno in cui «provvide immediatamente alla sua espulsione dal circolo», atteso il contenuto di una relazione della Commissione parlamentare antimafia che lo indicava come personaggio emergente della mafia barcellonese. Il Gullotti, all'epoca libero e non ancora indagato, avrebbe assunto il comando di un clan dopo l'arresto di tale Carmelo Mirone.
Del resto, come è stato osservato nella menzionata richiesta di archiviazione, l'assunto difensivo del Cassata è stato ritenuto credibile, apparendo inverosimile ipotizzare che il dottor Cassata, ove consapevole della caratura criminale del Gullotti, potesse aver attivato legami con un personaggio appartenente alla criminalità organizzata dando agli stessi il carattere dell'ufficialità attraverso l'iscrizione ad una associazione pubblica da lui presieduta.
Né sembra indurre ad una diversa conclusione l'ulteriore circostanza, riferita dagli interpellanti, secondo cui, «durante la latitanza di Giuseppe Gullotti, sottrattosi ad una misura cautelare emessa nel procedimento relativo all'omicidio Alfano, il dottor Cassata, nel settembre 1994, era stato avvistato da due carabinieri mentre conversava in strada con Venera Rugolo, moglie di Giuseppe Gullotti». Sempre secondo gli interpellanti, nei giorni successivi a quell'incontro con la moglie del Gullotti, il magistrato avrebbe esercitato pressioni nei confronti di uno dei due carabinieri che avevano redatto al riguardo apposita relazione di servizio per ottenerne la distruzione. Tale incontro infatti, come osservato dal PM di Reggio Calabria, non sembra indicativo di alcunché: lo stesso dottor Cassata lo ha in effetti ammesso, facendo peraltro presente che esso fu del tutto occasionale, in quanto la Rugolo all'epoca gestiva due negozi che si trovavano ai lati della sede di ingresso della Corda Fratres; il magistrato ha, inoltre, precisato di essersi trovato solo e senza scorta perché poteva fruire della tutela solo per i spostamenti di ufficio. Tale circostanza è stata confermata dal maresciallo dei carabinieri Campolo Antonino, autore della relazione di servizio di cui sopra si è detto. Questi ha, infatti, riferito che la relazione fu redatta per finalità cautelative, in quanto il magistrato era privo di tutela, e di aver spiegato ciò allo stesso magistrato, che si era in un primo momento rammaricato per quella relazione, non avendone compresa l'esatta ragione.
La tesi difensiva della occasionalità ha trovato il necessario riscontro proprio in considerazione dell'obiettiva vicinanza fra i due negozi gestiti dalla donna e la sede dell'associazione culturale, nonché nel fatto che l'ormai nota estrazione criminale del Gullotti avrebbe consigliato ogni cautela nell'accettare frequentazioni pubbliche nel centro cittadino con la moglie di un pericoloso boss. Tuttavia, ciò che ha indotto l'autorità giudiziaria a ritenere del tutto infondati i sospetti di una possibile contiguità del dottor Cassata con ambienti malavitosi è la deposizione resa dal dottor Marcello Minasi, sostituto procuratore generale presso la corte d'appello di Messina, incaricato della trattazione del processo d'appello relativo all'omicidio del giornalista barcellonese Giuseppe Alfano.
Tale magistrato ha, infatti, dichiarato di essere riuscito ad ottenere la condanna di Giuseppe Gullotti, assolto in primo grado, proprio grazie alle informazioni fornitegli dal collega Cassata, il quale gli aveva fatto notare come la causale mafiosa del delitto fosse riconducibile al Gullotti, all'epoca dei fatti unico capomafia barcellonese, essendo priva di fondamento la tesi, accolta dal giudice di primo grado, secondo cui vi sarebbero stati più capi in contrasto tra loro, essendo in realtà costoro, all'epoca del delitto, detenuti o defunti.
Dalla deposizione del dottor Minasi è inoltre emerso che, in occasione della presentazione del libro dal titolo Gli insabbiati di Luciano Mirone, il dottor Cassata rivolse al collega Minasi un pubblico elogio perché era riuscito a far arrestare e condannare il Gullotti quale mandante dell'omicidio del giornalista Alfano e, per tale motivo, aveva rilasciato ad un quotidiano locale dichiarazioni di compiacimento proprio all'indomani della sentenza.
A questo proposito, il dottor Minasi ha ricordato di aver ringraziato il dottor Cassata per il suo sostegno, invitandolo però nel contempo ad una maggiore cautela visto che risiedeva nella stessa città controllata dal Gullotti. Non a caso il dottor Cassata, come riferito dagli interpellanti, avrebbe prodotto al CSM un articolo apparso il 21 maggio 2002 su La Gazzetta del Sud dal titolo: «Gullotti voleva la morte del procuratore generale Cassata». Tale articolo riportava le dichiarazioni spontanee rese il giorno prima al tribunale di Catania da tale Luigi Sparacio nel corso del processo a carico, tra gli altri, del magistrato Giovanni Lembo e, alla luce di quanto sin qui evidenziato, la successiva ritrattazione da parte dello Sparacio non rende per ciò solo poco credibile la reale esposizione del Cassata a pericoli per la sua incolumità personale.
Secondo gli interpellanti, inoltre, il predetto magistrato avrebbe avuto contatti anche con altri esponenti della criminalità organizzata barcellonese, tra cui Rosario Cattafi, già indagato dalla procura della Repubblica di Caltanissetta nell'ambito dell'indagine sui mandanti occulti delle stragi di Capaci e via D'Amelio, e Giuseppe Chiofalo, con il quale il dottor Cassata avrebbe condiviso un viaggio in auto a Milano nel 1974.
In particolare, nell'atto di sindacato ispettivo si sottolinea l'esistenza di un presunto collegamento tra il dottor Cassata ed il Cattafi, visto che anche quest'ultimo era socio della Corda Fratres. Tuttavia, tale circostanza è risultata infondata: infatti, come accertato ed evidenziato dalla procura distrettuale di Reggio Calabria nella successiva richiesta di archiviazione avanzata in data 14 maggio 2002 all'esito del procedimento penale n. 1796 del 2002 originato dalla riapertura delle indagini autorizzate dal GIP con provvedimento del 24 aprile 2002, Cattafi Rosario Pio, personaggio gravato da precedenti penali anche di natura associativa, «non risulta iscritto al circolo Corda Fratres». Il procedimento in questione è stato, pertanto, definitivamente archiviato con decreto del GIP il 28 maggio 2002.
Quanto, poi, al presunto viaggio in auto con il boss Chiofalo, si deve rilevare che l'episodio è stato riferito in un esposto, risultato generico e privo di concreti riscontri, del senatore barcellonese Carmelo Santalco, il quale ha altresì fatto presente che il dottor Cassata gestisce a Barcellona Pozzo di Gotto un museo etno-antropologico che riceve considerevoli finanziamenti dalla regione siciliana e da enti locali, quali il comune di Barcellona Pozzo di Gotto e la provincia di Messina, operanti proprio nel territorio dell'ufficio giudiziario di pertinenza di detto magistrato. Si deve rilevare che l'esposto in questione è stato archiviato dalla procura generale della Corte di Cassazione, «non essendo emersi, in seguito agli accertamenti compiuti, comportamenti non dovuti, pregiudizievoli per il prestigio dell'ordine giudiziario».
Il procuratore generale di Messina ha al riguardo osservato di non poter escludere che la causa dell'accanimento dell'esponente nei confronti del dottor Cassata sia da individuare nel risentimento per mancati interventi a favore del figlio, coinvolto nel maxiprocesso cosiddetto «Mare Nostrum». Risulta, peraltro, documentato che la realizzazione del museo di cui sopra si è detto è, in realtà, da attribuire al padre del dottor Cassata, avendone quest'ultimo proseguito l'arricchimento con nuove acquisizioni e nuove iniziative e che i contributi, successivi all'edificazione del museo ed al suo allestimento, sono stati destinati esclusivamente al funzionamento di tale struttura.
Gli interpellanti si soffermano, infine, su alcune pressioni a loro dire esercitate dal dottor Cassata nei confronti di colleghi e, in particolare, dei dottori Daniele Cappuccio e Andrea De Feis, rispettivamente GUP e PM presso il tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, nonché nei confronti del titolare - identificato nel dottor Siciliano - del procedimento penale riguardante «un carabiniere che al tempo gli faceva da autista», il carabiniere Napolitano.
In particolare, quanto al primo episodio, dalle stesse dichiarazioni del dottor Cappuccio è emerso che il dottor Cassata ebbe a chiedergli, nel 1998, il differimento oltre l'estate di un processo che riguardava due imputati di estorsione per fatti non connessi alla criminalità organizzata, al fine di non pregiudicare uno dei due imputati, tale Cannata, che era in procinto di assumere un incarico presso il consiglio comunale. Tale vicenda è stata ritenuta dalla competente autorità giudiziaria penalmente irrilevante, non essendo in alcun modo sintomatica di una eventuale contiguità del dottor Cassata con il Gullotti o con altri esponenti della criminalità organizzata locale in quanto, come sottolineato dallo stesso dottor Cappuccio, i due imputati non risultavano coinvolti in reati di mafia. Sul piano strettamente disciplinare, si segnala che la vicenda è stata anche oggetto di un'inchiesta amministrativa disposta dal Ministro pro tempore in data 16 ottobre 1998, all'esito della quale si è disposta l'archiviazione, su conforme parere dello stesso ispettorato generale, in quanto il comportamento tenuto dal magistrato, ancorché inopportuno, non aveva integrato un'ipotesi di interferenza disciplinarmente rilevante, dovendosi intendere per tale, secondo una consolidata giurisprudenza, una condotta non occasionale, tale da realizzare una forma di pressione psicologica sul collega interessato, volta ad ottenere un provvedimento «favorevole» alla parte: ipotesi non verificatasi nel caso di specie.
Analoghe considerazioni possono valere anche con riferimento agli altri due episodi citati dagli interpellanti, ove ugualmente non è stata rilevata un'ipotesi di interferenza disciplinarmente rilevante.
In particolare, il dottor Cassata avrebbe esercitato delle pressioni sul dottor De Feis, all'epoca dei fatti magistrato delegato ad una indagine relativa all'amministrazione comunale di Terme Vigliatore, perché non venisse formalmente acquisita agli atti del procedimento penale un'informativa del 29 aprile 2005 dei carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto, dalla quale potevano emergere elementi coinvolgenti il dottor Olindo Canali, magistrato in servizio presso la medesima procura di Barcellona Pozzo di Gotto.
In relazione a tale episodio, alla luce della ricostruzione compiuta dall'ispettorato generale, non sono stati ravvisati profili di possibile rilievo disciplinare. Infatti, si deve in primo luogo segnalare che nessun addebito è emerso a carico del dottor Canali e, inoltre, quanto al dottor Cassata, lo stesso dottor De Feis, in occasione della sua escussione innanzi alla procura della Repubblica di Reggio Calabria, ha chiarito che si trattò di un incontro del tutto informale ed occasionale cui parteciparono egli stesso, il procuratore capo, il dottor Cassata ed il dottor Canali. Nel corso dell'incontro si discusse sull'opportunità di acquisire agli atti l'informativa della polizia giudiziaria. Il dottor De Feis ha testualmente precisato come, nell'occasione, il dottor Cassata si fosse rivolto a lui con tono «... certamente non intimidatorio in senso diretto», quanto piuttosto «... sgradevole ... e comunque invadente ...» e come la sua opinione contraria all'acquisizione dell'informativa, anche per la parte riguardante il dottor Olindo Canali, avesse avuto carattere eminentemente tecnico e di opportunità e fosse, quindi, priva di connotati di interferenza od intimidazione. La vicenda è stata, pertanto, valutata in senso liberatorio dalle competenti articolazioni ministeriali ed archiviata dal Ministro pro tempore il 26 marzo 2008.
Quanto, infine, all'ultimo episodio, relativo ad una presunta interferenza del dottor Cassata nella vicenda giudiziaria concernente il suo autista, il carabiniere Napolitano, nel decreto di archiviazione emesso dal GIP di Reggio Calabria del 21 giugno 2002 (su conforme richiesta della locale procura) viene sottolineato che si è trattato, in sostanza, «di un interessamento del Cassata, animato da sentimenti di familiarità nei confronti del carabiniere Napolitano (del quale fu anche testimone alle nozze), al solo scopo di comporre una vicenda nata da alcune denunce sporte nei confronti del Napolitano a seguito di una relazione extraconiugale che questi aveva intrattenuto con altra donna. Giova ricordare - aggiunge il GIP - che qualsivoglia interessamento del Cassata non può comunque che essere interpretato nell'ottica del benevolo rapporto umano instauratosi con il carabiniere, e non certo di una illecita strumentalizzazione dei suoi poteri, essendo, peraltro, risultato pienamente improduttivo; il Napolitano fu poi condannato con decreto penale esecutivo per il reato di cui all'articolo 660 del codice penale, come egli stesso dichiara, e fu trasferito d'ufficio». Alla luce di quanto sino ad ora riferito, non può che osservarsi che le vicende menzionate dagli interpellanti sono già state tutte ampiamente valutate in senso liberatorio sia in sede penale, sia in sede disciplinare e che, per converso, la prospettazione dei fatti delineata nell'atto di sindacato ispettivo è stata smentita dalle risultanze documentali acquisite ed è risultata priva di concreto riscontro. Al riguardo, si richiamano testualmente le considerazioni svolte dal GIP di Reggio Calabria nel decreto di archiviazione del 18 aprile 2002 in merito ai rapporti intercorsi tra il dottor Cassata e l'avvocato Ugo Colonna, le cui dichiarazioni hanno dato adito al sospetto di una possibile contiguità tra il primo e la criminalità organizzata barcellonese: «(...) le numerose notizie date sul suo conto sono state smentite, altre ancora sono rimaste prive di adeguato riscontro. Del resto, i contrasti tra il dottor Cassata e l'avvocato Colonna risultano pacifici (...). Ciò può aver determinato un'enfatizzazione delle notizie, spesso vaghe, di seconda mano, generiche, apprese dall'avvocato Colonna, con conseguente debolezza del quadro d'insieme dei suoi rilievi».
Conclusivamente, sulla base di tali considerazioni, non possono esservi margini per una nuova valutazione di carattere disciplinare delle circostanze sopra riferite e risultate prive di fondamento.
In definitiva, onorevole Di Pietro, lo sviluppo delle fotografie dei fatti (come lei dice) non sembra definire lo stesso quadro di eventi.
Comunque, per un'ulteriore valutazione di tali circostanze, da compiere, secondo gli interroganti, in occasione del concerto che il Ministro della Giustizia sarà chiamato ad esprimere per la nomina del dottor Cassata quale procuratore generale della Repubblica di Messina si ritiene di non poter prescindere dalle motivazioni, ancora non note, che la quinta commissione del CSM ha posto a base della sua proposta. Si osserva, peraltro, che ai fini del concerto assumono particolare rilievo e costituiscono oggetto di specifica valutazione le capacità organizzative e gestionali del magistrato e che, nel caso di specie, i fatti sopra evidenziati erano già noti allo stesso CSM, che li aveva valutati in senso favorevole all'interessato. Infine, quanto all'ultimo quesito proposto nell'atto di sindacato ispettivo, non può che rilevarsi che non vi sono i presupposti per una verifica ispettiva in ordine a fatti risalenti nel tempo, la cui veridicità, peraltro, come ripetutamente segnalato, è stata già esclusa dalla competente autorità giudiziaria.

PRESIDENTE. L'onorevole Di Pietro ha facoltà di replicare.

ANTONIO DI PIETRO. Signor sottosegretario, la ringrazio per l'analitica esposizione dei fatti, anche se avevo chiesto qualcos'altro. Noi non chiediamo di rifare i processi né di condannare disciplinarmente o di iniziare un'azione per una condanna disciplinare nei confronti del procuratore generale Antonio Franco Cassata. Di questo se ne sono occupati e se ne occuperanno - nella maggior parte dei casi se ne sono già occupati - gli organi competenti. La ragione per cui oggi siamo intervenuti è riflettere insieme su un tema importante che credo non possiamo disconoscere. È vero o non è vero che è stata approvata una norma, peraltro criticatissima, che prevede che, dopo quattro anni, i dirigenti delle procure devono ruotare ed essere trasferiti, perché è opportuno che in un territorio non si crei un'ambientalità tale da determinare una sorta di conoscenza continua, che non garantisce neanche l'apparenza dell'indipendenza della giurisdizione?
Pertanto, insieme a lei, vorrei rileggere non ciò che noi interpellanti abbiamo esposto, ma quel che lei ha esposto. Proviamo a rivedere insieme tutte queste fotografie, perché viste singolarmente possono apparire sfocate, ma tutte insieme fanno rilevare che siamo in un territorio, quello di Calabria e Sicilia, con magistrature, l'una che indaga sull'altra da tempo immemorabile.
È un ufficio giudiziario che molte volte viene messo sotto la lente di ingrandimento da denunce di cittadini coraggiosi e di testimoni di giustizia. Sui fatti di tale ufficio vi è poi un altro ufficio giudiziario, dall'altra parte della sponda dello stretto, che valuta e decide, e viceversa.
In questo rimpallo di valutazioni, si crea una situazione delicatissima. Pertanto, se è vero, com'è vero, il principio secondo il quale ci deve essere una rotazione, mi chiedo se una persona che dal 1989 è nello stesso ufficio e svolge di fatto sempre le stesse funzioni, nella realtà di un ufficio giudiziario chiamato molte volte a giudicare colleghi dall'altra sponda, sia idonea a ricoprire il posto in questione. Di tutto questo insieme di elementi, che sono emersi, lei stessa ha dato atto.
Lei ha affermato che non ci sono fatti disciplinarmente rilevanti. Forse tali fatti non sono disciplinarmente e penalmente rilevanti, ma lo sono dal punto di vista ambientale, in questa contiguità esistente.
Il giovane sostituto ha affermato che certamente c'è chi ha tenuto un comportamento sgradevole e invadente, ma cosa potrebbe dire di più. In molte decisioni, è stato detto che il comportamento è stato inopportuno, ma tutto sommato! È una progressione continua di pacche sulla spalla, di cui prendiamo atto, che rispettiamo. Ci mancherebbe altro, ma mi chiedo e chiedo al Ministro della giustizia, nella sua funzione concertante - l'avrei chiesto e vorrei chiederlo, ma non posso e non devo, anche alla V sezione del CSM - se risulti, rispetto ad una situazione così debordante di accadimenti continui, che vi sia stato o meno un certo comportamento, se si intendeva o meno fare qualcosa, se si trattava o meno di un'amicizia, se frequentava qualcuno e via seguitando.
Anche affermare: «ma io ho gioito quando è stato condannato» non è una giustificazione. Sapete quante ne ho sentite di persone (anche coloro che hanno fatto il mio mestiere lo possono dire) affermare di gioire quando veniva condannato qualcuno per poi scoprire che erano complici? Non voglio accusare qualcuno in questo caso specifico, ci mancherebbe altro, ma voglio dire che è ininfluente un'affermazione di questo genere, perché ne abbiamo sentiti anche di politici attuali affermare: «la mafia mi fa schifo» per poi essere condannati per favoreggiamento ai mafiosi, anche nello stesso territorio siciliano. Ecco perché mi chiedo e vi chiedo se non si possa dare una mano a venir fuori da un verminaio continuo e se all'interno di una realtà territoriale contigua tra Sicilia e Calabria non si possa creare un'occasione favorevole di ricambio generazionale della classe dirigente della magistratura. Vorrei chiedere al Ministro della giustizia che ha competenza a decidere se non sia questa l'occasione propizia, visto che si parla tanto di funzionalità del sistema giustizia, di far camminare quei giovani magistrati che vogliono darsi da fare o quegli anziani magistrati che tanto si sono dati da fare piuttosto che continuare a insistere con questa burocrazia basata sull'età che avanza nella quale, per caduta, «oggi tocca a me e domani tocca te»? Non credo che sia opportuno, in una situazione di questa genere, procedere alla nomina di un socio del circolo Corda fratres (questo nome importante la dice tutta su questa fratellanza di conoscenze e di partecipazioni). Insomma, ho apprezzato molto la sua relazione, l'ho ascoltata con molta attenzione, conosco anch'io queste soluzioni, sapevo che, ogni fatto preso singolarmente, sarebbe stato chiuso con una frase del tipo: «va bene, per questa volta va bene così ». Ma questa frase: «per questa volta va bene così» non produce il sospetto che sia opportuno agire? Il nostro appello è che si svolga una riflessione profonda sulle nomine delle alte cariche della magistratura, perché riteniamo che, a volte, il mero accadimento burocratico, per cui dopo diversi anni si assume un certo ruolo, permette, di far assumere funzioni e posizioni importanti a persone che si trovano o si sono trovate ad operare in una realtà sulla quale difficilmente possiamo avere la certezza dell'indipendenza di giudizio.
Immaginate, per un solo istante, questi finanziamenti che pervengono a questo museo etno-antropologico che, certo, è stato fatto dal padre, si tratta di una cosa buona giusta ed i cui finanziamenti sono finiti proprio per cose buone e giuste. Stiamo parlando, però, dello stesso magistrato che dovrà giudicare eventuali comportamenti della provincia e del comune. Avete visto cosa è successo con il consigliere comunale che doveva diventare presidente del consiglio comunale? È stato chiesto al magistrato di aspettare prima di rinviarlo a giudizio al fine di consentire l'elezione a vicepresidente del consiglio comunale. Allora, in una situazione di questo genere anche l'apparenza comporta trasparenza. Quello che chiedo e vi chiedo è se non sia il caso, non di stabilire soluzioni disciplinari sulle quali sono state già prese decisioni che rispettiamo, ma di operare un ricambio. Stiamo parlando di una persona nei cui confronti le autorità competenti hanno rilevato non esservi fatti penalmente rilevanti, di una persona che ha operato ed opera a più livelli in una realtà territoriale dove svolge il ruolo di procuratore generale della Repubblica ma anche una serie di attività associative, conoscitive e di frequentazione che comportano di dover valutare fatti di cui è parte. Mi chiedo, quindi, se non vi sia bisogno di questo ricambio.
È un appello che le rivolgo nel rispetto di quelle sue argomentazioni che - lo ripeto - non sono campate in aria, ma documentate (per questo le rispetto); tuttavia, proprio per le affermazioni che lei ha svolto, invito il Ministro della giustizia a riflettere se non sia proprio questa la ragione per procedere ad uno scatto di qualità e verso una nuova dirigenza in un territorio che ha bisogno di venir fuori da un verminaio che da troppi anni lo sta abbattendo (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

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Commenti

Sono Vittorio Cajò, rappresentante di lista di IDV a Bastiglia (MO). Desidero rendere pubblico questo mio pensiero:
Aderisco con convinzione ed entusiasmo al partito di Antonio Di Pietro. Ieri ho fatto 14 ore di pullman per venire a Roma e sostenere a spada tratta la legalità, ma non la maleducazione, l’irriverenza, la volgarità e l’offesa personale: NON MI RICONOSCO nelle parole e nei modi di Sabina Guzzanti; essa NON HA ALCUN DIRITTO di proferire le parole infamanti e offensive che si è permessa di dire sul palco di Italia Dei Valori.
Credo che -come me- siamo in molti a non condividere assolutamente la scurrilità, la volgarità e l’offesa personale. Noi eravamo a Roma per protestare civilmente contro le leggi “ad personam” del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Sapevamo e ci attendavamo alla satira, ma nessuno avrebbe mai sospettato che la cosa sarebbe degenerata a tal punto; oltre tutto, vi erano anche dei minori ad assistere.
La manifestazione sarebbe altrimenti pienamente riuscita. Invece si trasformata in UN BOOMERANG CONTRO NOI STESSI.
Tengo a ribadire che ho grande considerazione per il Capo dello Stato e smisurata venerazione per il Papa (eravamo pure nella città che accoglie il Vaticano) e desidero scusarmi al loro cospetto per gli insulti proferiti al loro riguardo. Mi sembra corretto infine porgere le mie scuse anche a Silvio Berlusconi per le offese personali, che non dovevano trovare posto in un contesto culturalmente corretto di confronto civile.

Postato da: Vittorio Cajò | 09.07.08 19:55


ho avuto la fortuna di vedere su sky il NO CAV DAY, e rendendomi conto degli insulti che noi cittadini italiani siamo costretti a subire giornalmente dalla SETTA POLITICA ITALIANA, mi chiedo, perché quelle trasmissioni non possono andare in onda in una TV libera, visto che noi poveri non abbiamo SKY?
Come facciamo a creare movimenti globali contro questo schifo, se la visibilità della verità è ridotta?.
Io vivo a Monopoli (Ba) e la cerchia politica la vedo uguale a quella dello stato italiano, SOLTANTO SPORCHI E PROPRI INTERESSI.
Facciamo qualcosa.
Posso darvi una MANO?

Postato da: filippo lacitignola | 09.07.08 19:46


Un solo commento per il Sig. Antonio Di Pietro alla luce delle manifestazioni di piazza di questi ultimi giorni: credo che Lei (...come altri del resto)al pari del suo "nemico storico" sia purtroppo affetto da una forte sindrome persecutoria della quale sarebbe bene si liberasse in fretta anche perchè, detto fra noi, NON SE NE PUO' PIU'!!!!!

Postato da: Patrizio Latini | 09.07.08 18:24


CARISSIMO ANTONIO E' TUTTO GIUSTO QUELLO CHE SOSTIENI A PROPOSITO DELLA NOMINA DEL PROCURATORE GENERALE DELLA REPUBBLICA DI MESSINA.
MA QUESTI SONO "INGENUI" O INTENDONO PRENDERCI PER I FONDELLI? PROPENDO PER LA SECONDA IPOTESI E PENSO CHE ORMAI LA MAFIA HA RICEVUTO "CARTA BIANCA" DALLA CASTA.
"...DUNQU'E' IL POTERE IL MORTAL NEMICO/ DELLA GIUSTA GIUSTIZIA POPOLARE/CHE ABBATTER SI DEE CON LA RISCOSSA/ BRICIANDO TUTTI I LOGHI IN UNA FOSSA/ SE PER FAR CIO' GLI OTTON DOVRAN SQUILLARE/ LO GIURO SARO' IL PRIMO TROMBETTIERE!" (SIA CHIARO CHE SALVO IL LOGO DELL'IDV PERCHE' QUESTO PARTITO SI DIMOSTRA GIORNO PER GIORNO L'UNICO IN GRADO DI FARE NA VERA OPPOSIZIONE A TESTA ALTA E CON LA MASSIMA DIGNITA' E CREDIBILITA'.
AVANTI TUTTA ANTONIO, NON MOLLARE!
Un caro saluto. Antonio

Postato da: Antonio | 07.07.08 21:39


Caro Di Pietro, spero che continui cosi. Bisogna occuparsi anche del sottoscala della politica e non fare compromessi con nessuno. Altrimenti gli scheletri poi riaffiorano. Daccordo anche per i referendum.

Postato da: mauizio polli | 07.07.08 17:09


Oggetto:Mancanza di comunicazione e dialogo per via telematica.
Con questo attuale Governo italiano,ho notato gravi mancanze a scopo comunicativo,attraverso la via telematica con gli elettori.
Gli elettori,spesso non scrivono ai politici per fatti puramente personali,ma per far crescere ,per costruire e migliorare il "Sevizio della Cosa Pubblica" ,che i cittadfini pagano attraverso le tasse.
Il ministro Brunetta,ha attuato sulla carta disposizioni rigide,anzi rigidissime,verso i dipendenti pubblici inadempienti,ma poi a che cosa serve tutto ciò,se non si opera in modo costruttivo e continuativo attraverso gli utenti??In ogni caso la spada giustizialista,non può e non deve abbattersi su persone abituate ad operare in un certo modo a causa di pregresse abitudini prodotte da chi ha diretto il Governo italiano in periodi precedenti ed oltre.Bene era la trasparenza e dialogo con gli elettori,avviata dal precedente Governo Prodi,che,aiutava a crescere a formare e a correggere in modo non traumatico le cattive abitudini intraprese da alcuni dipendenti pubblici. I reati,a mio giudizio,vanno puniti severamente quando c'è la malafede nell'individuo,non quando le leggi non sono chiare o la dirigenza di chi è preposto e pagato per dirigere è carente e torbida.
Le punizioni devono essere continuative in caso di recidività,e pesanti per chi da dirigente non ha saputo creare all'interno della comunità lavorativa alto senso di CIVILTA'.
Rm, li 07,07,2008 Giuseppe Testi

Postato da: Giuseppe Testi | 07.07.08 16:42


L'ITALIA VA A ROTOLI

Ora sto scrivendo il mio pensiero ma sono preoccupato perchè rischio di andare al manicomio. Se qualche amico del Presidente del consiglio, di posizione influente, riesce a contattattarlo direttamente nel giro di qualche giorno si fa il Drecredo legge nel consiglio dei ministri e la cosa è fatta. Sono preoccupato per questo perchè la cosa è molto fattibile; se poi vanno a leggere Nomi e Cognomi di chi scrive io sono a rischio.
Probabilmente cerchereanno poi di creaemi problemi anche nel posto di lavoro, magari influenzando il datore di lavoro per esonerarmi dal mio incarico.
Se sono un operaio farò meno case o meno macchine, se sono un maestro abbandonerò i miei alunni per il 30% stranieri, se sono un medico capace lascierò il bisturi per fare posto a qualcun altro meno scrupoloso di me.
La mia famiglia rischia di non arrivare neanche alla prima settimana del mese senza STPENDIO, noi siamo 4 culattoni io mia moglie ed 1 figlio ed 1 figlia che contro natura ci suiamo riprodotti. Siamo anche cattolici ed ex democristiani e da tempo sottoposti ad osservazione perchè non siamo socialisti e nemmeno berlusconiani.
Caro Di Pietro noi siamo veramente a rischio di qualche editto bulgaro. Se non reggiungi la maggioranza saremo i primi a pagare la nostra indipendenza dal padre padrone dell'Italia.
Ma abbiamo una arma segreta : una cugina prosperosa altro che LEWINSKY o GARFAGNA,
che ribalta il mondo in un attiomo.
Speriamo bene confidando su di lei.

Addio IDV !

Postato da: Roberto Tessari | 07.07.08 09:18


Quando lei dice che bisogna avere fiducia nella magistratura non pensa che esistono pure QUESTI magistrati?

Postato da: Rita Coltellese | 07.07.08 00:27


Cara o caro titti r.,dalle considerazioni che fai sulla sig.ra Carfagna,si capisce che tu hai molti problemi e vivi male l'odio e l'invidia sono una brutta cosa,pur non conoscendoti potrei scommettere sul fatto che devi essere un pò cessotta,e chissà cosa pagheresti per essere al suo posto,il problema è che come sono certo che tu sia ,non ti piglia nessuno nemmeno per un p....... prima di straparlare sulle persone per rabbia ,cerca di avere informazioni certe ,ma che non vengano dalla tua banda,che sà solo straparlare di tutto e tutti.
quando puoi datti un'occhiatina allo specchio,guarda nei convegni che fate le tue colleghe,e allora forse capirai perchè la Carfagna
la Prestigiacomo ecc. vi sono cosi' insopportabili.

Postato da: alfredofenderico | 06.07.08 17:55


é arrivato il nuovo duce (di pietro)
di pietro governa tu
di pietro sei la luce
sei l'unico degno di governare l'italia
gli altri tutti in galera.
Berlusconi deve morire
gli verrà un brutto male Berlusconi scopa,voi no
popolo di ignoranti invidiosi culattoni ,malo sapete che continuando con questi toni costringerete il governo a riaprire i manicomi??
Mi farò promotore di un referendum per verificare lo stato di salute mentale dei seguaci di di pietro

Postato da: alfredo fenderico | 06.07.08 16:51


Onorevole DiPietro,
ammiro e lodo le sue capacita' ed il coraggio d'informare il cittadino dalle"scellerate" azioni in abuso di maggioranza dell'attuale go ve r NO.Non e' mia intenzione darLe consigli,me ne guarderei bene dal farlo.Ma solo Le riferisco che molte volte il troppo e' uguale al poco .Ho esperienza di fatto qui dove vivo non e' "l'Italia", un candidato aveva per sicuro la vittoria in pugno per la sua campagna pero' ,tutto si capovolse in favore del candidato opposto.Ragione? I cittadini fraintesero il messagio.Mi auguro che questo non avvenga in Italia perche' Lei e' un Eroe della nuova Generazione e non voglio che tutto il suo operato
finisca . Le auguro che l'8 di luglio sia un successo piu' alto delle Sue aspettative e che finalmente gli Italiani capiscano chi sta dalla loro parte. Frank Gualtieri

Postato da: Frank Gualtieri | 05.07.08 17:55


Bravo Dott. Di Pietro.

Sono d'accordissimo con lei su tutto e su quello che dice su Berlusconi e sul Governo in primis.

Però deve convenire con me che oltre a molti onesti magistrati ci sono anche lì fannulloni e uomini di provata arroganza che approfittano della loro posizione per fare i cavoli loro.

Saluti

Postato da: Vincenzo Peluso | 05.07.08 16:12


Caro Dottor Di Pietro potreebe essere mio ambasciatore per il suo Collega Veltroni sperando che si Svegli. Gli porti questa mia:Caro dott. Veltroni , lei sembrava una speranza per gli Italiani, alla maggioranza delle persone attualmente lei dà l’impressione che scodinzoli segretamente dietro al Premier della Maggioranza.
Quando verrà il giorno che la sinistra come ai vecchi tempi porti le masse di Lavoratori e Casalinghe in Piazza’ Per dire no al governo che si Crea leggi Ad Personam e alimenta ancor di più con leggi a lui servili accrescendo il patrimonio personale suo e della Casta di deputati e faccendieri .
Volete svegliarvi da questa politica di Poltrona che vi ha ingessato il Pensiero ?
Incominciate a fare pulizie Interne Cacciando il Governatore Bassolino e Cricca con la Iervolino.
Ecco perchè avete perso(o voluto perdere ?) il consenso generale sia il Centro Sinistra che la sinistra Radicale.
Non dovevate permettere al PDL di arrivare al Governo.Vi espongo un detto di andreotti “La politica corrode chi non c’è l’ha” Possibile che solo noi cittadini vediamo le cose che non vanno nel nostro Paese ?
Visto che lei è il capo di un Partito, dica ai suoi uomini di scendere (compreso lei) dalle auto Blù e camminare per la strada come gente Comune, visto che a voi sfugge la vita Reale che conducono i vostri Elettori e i normali cittadini.
Il consenso per un partito si conquista dal basso ,ciò che a voi sfugge , visto che ormai siete solo seduti in poltrona del Parlamento.

Postato da: Vincenzo | 05.07.08 15:23


On. Di Pietro vorrei ringraziarla per quello che fa e vorrei ringraziare anche tutti i parlamentari dell'IdV che spesso rimangono nell'ombra ma in quanto a serientà, onestà e impegno non le sono meno. Trovo fondamentale che lei vada a spiegare a tutte le persone che ingenuamente hanno votato per AN, LNP e FI quello che i loro rappresentanti stanno combinando per salvare il loro CAPO dai suoi processi. Proprio oggi o sentito sul TG che Calderoli proporrebbe per risolvere la situazione sulla norma ferma processi di applicarla invece che a tutti i processi solo per le 4 alte cariche dello stato.....una chiara ammissione di colpa involontaria!!!! Credo che chi ha votato per questi signori non commetterà più questo errore se sarà informato sulle loro malefatte. QUESTA MANIFESTAZIONE E' SACROSANTA!!! Rifiutarsi di scioglersi nel PD è stata una scelta azzeccata e non ci ripensi mai più. Il PD l'accusa di populismo di comportamenti non in linea con la loro idea di opposizione, ma al momento chi ha visto giusto siete stati solo voi dimostrando che il PD ancora non ha ben chiaro cosa deve fare e la direzione da prendere.

Postato da: Mauro Moretti | 05.07.08 15:06


On:le Di Pietro, "Mi consenta"(mi ricorda qualcuno?)di dirle che Lei e' un uomo "Meraviglioso"non
solo come Politico!Lei e'" la NOSTRA ANCORA"
"DI SALVEZZA"dove noi"NAUFRAGHI"in questo "MARE TEMPESTOSO"stiamo cercando di "SALVARCI".."AGGRAPPANDOCI A LEI"!
PER NON FARCI TRAVOLGERE DA QUESTE
LEGGI"EMENDAMENTI etcE Lei On Di Pietro
.sta "TRASCIANDO"..A "RIVA"ANCHE
"I GIOVANI".PER FAR LORO CAPIRE CHE
ESISTE ANCHE LA "POLITICA"TRASPARENTE E "PULITA"!FATTA DI"VERI" VALORI.E NON SOLO DI INTERESSI PERSONALI!
Lei.On: Di Pietro.ci sta "DIFENDENDO".DAGLI ATTACCHI CHE CI VENGONO "PASSATI" CO
ME."CAREZZE"..MENTRE SONO "SCHIAFFI" AL
LA NS. "DIGNITA'"!ALLA NS.INTELLIGENZA!
I "PUNTI SALIENTI".CHE LEI HA GIA' "EVIDENZIATO".FATTO"EMERGERE".
"SPULCIATO"..SONO"LA VERA SICUREZZA
PER NOI!LA LIBERTA' DI STAMPA E NON IL
BAVAGLIO AI GIORNALISTI!NON TOCCARE
LE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE CHE
SONO L'UNICO MEZZO PER"INCASTRARE"I
DELINQUENTI!ALTRIMENTI NON VEREBBERO
MAI SCOPERTI E QUINDI MAI PUNITI!E AN-
NULLARE" LA NORMA SUL "BLOCCO" DEI PROCESSI PER 1 ANNO!
SOLO ALLORA SI POTRA' PARLARE "DI "LIBERTA'".DI "DEMOCRAZIA"!
E NON "DI DITTATURA"!E NOI NON VOGLIA
MO "CONSEGNARE" AI NOSTRI FIGLI UN
PAESE CON LA "DITTATURA."MA UN PAESE
FATTO DI"LIBERTA'" E QUINDI DI " VERA"
"DEMOCRAZIA"!!E LEI LO STA GIA' FACENDO..COINVOLGENDO I GIOVANI CHE
SONO IL FUTURO DEL NS. PAESE!AFFINCHE'
POSSANO AVERE ANCORA "FIDUCIA" NELLE
PERSONE CHE CI GOVERNANO!!Grazie

www.giuseppaluigia.com

Postato da: giuseppa luigia ciavirella | 05.07.08 14:09


Bravo! Purtroppo in molte regioni italiane e non solo del sud, politici, magistrati e forze dell'ordine sono smepre in sitonia nel mantenimento di una situazione tragica.
Occorre proseguire mantnendo vigilanza e denunciando senza reticenze queste situazioni. Motivi di opportunità e trasparenza dovrebbero prevalere sui cavilli legal-burocratici che sono sempre una panacea per il mantenimento di situazioni particolari.

Postato da: MUSSO LUCIANO | 05.07.08 10:14


Chiedo scusa, ma un riassunto è chieder troppo? :-D
Vado di fiducia ma non vi approfittate, non sono tutti come me!!!

Postato da: Luca Rosso | 05.07.08 02:56


GRAZIE DOTTOR DI PIETRO,
SCOVIAMOLI E DENUNCIAMOLI QUESTI POTENTI LEGATI A FILO DOPPIO CON IL POTERE. FACCIAMO PULIZIA ANCHE IN CASA NOSTRA CHE E' LA CAUSA PRINCIPALE DELLA SCONFITTA DEL CENTROSINISTRA.
CONTINUI COSI', SIAMO CON LEI.
VORREI SCRIVERE ANCHE AL PD PER DAR LORO LA SVEGLIA, CHI MI DA' L'INDIRIZZO GIUSTO?

Postato da: Frank Decaro | 04.07.08 16:43
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Caro Frank sono d'accordissimo con lei quando dice

"...FACCIAMO PULIZIA ANCHE IN CASA NOSTRA CHE E' LA CAUSA PRINCIPALE DELLA SCONFITTA DEL CENTROSINISTRA. ...."

Io vorrei un Italia diversa senza psiconani ma anche senza quei politici che utilizzano il loro potere per i propri interessi e per gli interessi dei propri amici e nel PD sono in numero INDUSTRIALE!!!

Mi chiedo però come mai nei fatti ADP continua a non voler rompere con il PD?

Alle elezioni alla fine va con il PD, nelle ultime elezioni si sorbisce indulti, i casi De Magistris, i Casi Forleo ecc. ecc.e non rompe con gli alleati, ora cerca di levare consensi al PD ma poi nei fatti parla sempre di alleanza, che gioca sta facendo?

Caro ADP se veramente vuoi avere numeri a doppia cifra e vuoi diventare fondamentale per la rinascita ITALIANA manda tutti a quel paese!!!

In caso contrario comincerò a pensare che sei solo un opportunista.

Postato da: Gianluca Mica | 05.07.08 02:01


sono allibbita leggendo questo intervento e, soprattutto, la risposta della sottosegretaria di Stato. Come puo' un responsabile di governo essere a tal punto "ignaro" da non capire che in tali circostanze la sola cosa da fare è trasferire in altra sede il magistrato, in particolare quando l'obbligo di cambiare ogni 4 anni esiste per legge ?
E come puo' il CSM non sapere che il magistrato avrebbe già dovuto andare altrove?
Esiste una lista dei magistrati che sono in queste zone mafiose da più tempo di quanto previsto ?
Chi controlla queste cose ? Perché il parlamento non interviene per farle rispettare nell'interesse della giustizia? Perché non esiste un meccanismo che permetta di far scattare il trasferimento quasi automaticamente (con l'informatica oggi tutto è possibile, basta volerlo).
Come al solito, in Italia c'è il problema delle leggi che si fanno ma che poi nessuno rispetta perché sicuri dell'impunità anche per fatti come questi .
Controllare, sempre controllare : l'informatica è un mezzo moderno che permette di ricordarsi certe cose anche quando la buona volontà manca

Postato da: Maria Vittoria Jacquot | 05.07.08 00:27


nulla sfugge ad Antonio Di Pietro !

Postato da: Gianfranco Cameresi | 04.07.08 20:41


IL GIORNALE
Siccome, almeno per come la vedo io, è giusto non guardare sempre dalla stessa parte, ogni tanto mi leggo qualche barzelletta presente su "Il Giornale". Ebbene leggetevi questo, dove vogliono far passare Di Pietro come incoerente http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273547
Da questo articolo però si evince come Di Pietro in passato tramite dichiarazione(anche se l'ha detto di recente) sia contro la PUBBLICAZIONE di intercettazioni che riguardano ESCLUSIVAMENTE LA SFERA PRIVATA.
(Io non ho trovato questa incoerenza, mi aiutate)

P.S.Il titolo che riassume le dichiarazioni di Di Pietro è : "ANCHE DI PIETRO VOLEVA UNA LEGGE CONTRO LE INTERCETTAZIONI".

Non capiscono dove Di Pietro dice che voleva una legge contro L'USO delle intercettazioni.

Però i fubi del giornale sanno che la maggior parte dei scansafatiche italiane, leggono solo il titolo..sulla fiducia...

ECCO LA DISINFORMAZIONE !!!

Postato da: francesco | 04.07.08 19:58


G8 a Genova, il pm accusa
"Alla Diaz fu un massacro"
"Nessun reato associativo per le 93 vittime"


NELLA STORIA DELLA POLIZIA NON SI È MAI VISTO UN INTERVENTO COSÌ CRUENTO E IL LINEA CON GLI ORDINI RICEVUTI .... SI MA DA CHI?????

OLTRE AI CARNEFICI TIRATE FUORI I NOMI DEI MANDANTI.

Postato da: Uno dei tanti | 04.07.08 12:06

x Uno dei tanti

da La STAMPA

il processo per il G8
Il Pm :"Polizia omertosa come i BOSS della mafia".
Omertà dei Poliziotti testimoni ed imputati , come un' associazione mafiosa e vittime vulnerabili come dopo uno stupro sottoposte al discredito facilitato dalla loro debolezza.
Con parole durissime il Pm Enrico Zucca ha cominciato la requisitoria che avvia dopo 7 anni la fase conclusiva del processo sull'irruzione alla Scuola Diaz durante i giorni del G8 , nel luglio 2001.

PS
Tu pensi che i MANDANTI verranno fuori?
La Bella Figura e la Tracotanza del DITTATORE dovevano dimostrare la FORZA CRUDELE del POTERE contro la PACIFICA PRESENZA della NON-VIOLENZA.
VERGOGNA!!! MALEMERITA del G8, altro che BENEMERITA!

Postato da: pio giusto | 04.07.08 18:04


On. Di Pietro, qualcuno deve parlare della TELECOM!!! E c'è ancora chi dice che l'informazione in questo paese non è manipolata!!!

Postato da: Marco | 04.07.08 17:22


interessante ritratto, dott. di pietro! a tal riguardo mi torna alla memoria il racconto di sonia alfano in occasione di "break the mafia"....la verità è che in questo paese ci vorrebbero le pulizie straordinarie, tagliare i rami secchi e rapidamente anche. in italia la peste della corruzione e della criminalità in genere sta dilagando ma non perchè gli italiani tendano al delinquere quanto piuttosto più la condizione di vita della gente peggiora in qualità più è facile che attecchisca la mentalità malavitosa e purtroppo in questo c'è chi ci sguazza. certo...è molto più difficile mantenersi onesti che prendere la scorciatoia del compromesso. ma continueremo ad abbaiare alla luna finchè non si riuscirà a rendere più agile la giustizia. berlusconi sta facendo il bello e il cattivo tempo perchè gli italiani illusi gli hanno consegnato un potente mandato e a lui non è parso vero di potersi prendere le proprie rivincite con ogni mezzo lecito o illecito. le trovate machiavelliche che sta tentando di porre in atto in materia di giustizia sono la prova che egli non ha alcun rispetto per la dignità della gente che lo ha votato e che dovrebbe indignarsi e mandarlo a casa a pedate. è, pertanto, quasi naturale, dato l'andazzo, che ad alcuni venga in mente di proporre ogni sorta di strani personaggi da collocare ai vertici dei punti strategici dello stato.
berlusconi ha smesso di avere orrore di di pietro esattamente il 17 aprile scorso nel momento cioè in cui si è reso conto che il proprio cammino era spianato...anche grazie al PD, che più che un governo ombra è "nè carne nè pesce". bonaiuti ad ogni intervista continua a ripetere la poesia a memoria agitando le manine come i bimbi: ABBIAMO TOLTO L'ICI! ABBIAMO TOLTO L'ICI! ABBIAMO TOLTO L'ICI!!!...certo! togliento alla calabria e alla sicilia i soldi che di pietro ci aveva dato per le infrastrutture, BRAVO...7+

Postato da: clara saia | 04.07.08 17:19


TONINO ULTIMA SPES
conosco un pò la zona di Montenero di Bisaccia: sa un pò di sud per il clima e la lentezza, un pò di nord perchè sanno cos'è il pizzo dai telegiornali, la delinquenza è ancora molto bassa e comunque non strutturata, e come al nord vi sono accaniti lavoratori, persone che escono dalla fabbrica e vanno a lavorare nel loro campo. ci sono persone che una collocazione o un incarico appoggiando il politico di turno, e ci sono altre che invece detestano questo modo di fare, persone con un orgoglio mastodontico che mangerebbero pane e acqua pur di poter camminare a testa alta e senza dover ringraziare nessuno. questi ultimi orgogliosi idealisti possano apparire dei mezzi matti nella nostra civiltà dei tronisti, ma voglio credere che Di Pietro sia di questo stampo. e proprio per questo voglio credere che il suo orgoglio sia più grande degli inciuci, dei ricatti dei poteri occulti, insomma non commerciabile. so di caricarlo di una aspettativa un pò grande ma visto di là hanno il loro robin hood benvenga kriptonite

Postato da: lia venturi | 04.07.08 17:19


Bravo Onorevole,
lei é uno dei pochi Parlamentari che meritano ancora questo titolo.
Continui a picchiare alle costole: anch tanti colpetti aiutano a portare il KO! E sono sempre di più coloro che l'ammirano per la sua battaglia!

Postato da: Santo B. | 04.07.08 17:10


grazie tonino sei l'unica speranza in questa povera Italia sull'orlo del baratro, del malcostume , del rapporto mafioso . Cosa possiamo fare per aiutarti? Continua a rsistere per tutti noi che crediamo nella gente per bene

Postato da: mariella sgaravatti | 04.07.08 17:02


GRAZIE DOTTOR DI PIETRO,
SCOVIAMOLI E DENUNCIAMOLI QUESTI POTENTI LEGATI A FILO DOPPIO CON IL POTERE. FACCIAMO PULIZIA ANCHE IN CASA NOSTRA CHE E' LA CAUSA PRINCIPALE DELLA SCONFITTA DEL CENTROSINISTRA.
CONTINUI COSI', SIAMO CON LEI.
VORREI SCRIVERE ANCHE AL PD PER DAR LORO LA SVEGLIA, CHI MI DA' L'INDIRIZZO GIUSTO?

Postato da: Frank Decaro | 04.07.08 16:43


immenso grazie anche per i miei figli a tutti coloro che si battono contro il tentativo di instaurare una nuova dittatura.RESISTENZA PER SEMPRE.

Postato da: gigi marti | 04.07.08 16:15


Vorrei dire ad Albertina che non e' affatto vero cio' che lei dice : in Italia sono tutti farabutti di conseguenza si sceglie il meno peggio; in Italia per fortuna ci sono tante e tante persone oneste che si sentono offese di cio' che sta accadendo, da parte di tutti questi politicanti che tutto fanno meno che gli interessi dei cittadini. Non possiamo restare inetti a guardare dalla finestra, dobbiamo contribuire a far qualcosa per non cadere in una dittatura che tanti danni ha fatto negli anni precedenti......!!!!!!!!!!!!!!!

Postato da: giorgio | 04.07.08 15:40


Ricordo che Giuseppe Gullotti, oltre che essere il mandante dell'omicidio di Beppe Alfano, consegnò personalmente a Giovanni Brusca il telecomando con il quale quest'ultimo fece saltare la strada di Capaci.
Il CSM trasferisce per incompatibilità ambientale
magistrati come De Magistris e la Forleo rei di aver scoperchiato certe pentole, mentre promuove ai massimi vertici della procura un magistrato con un tale curriculum.
Siamo in Italia non c'è da stupirsi.

Postato da: Paola B. | 04.07.08 15:32


eheheh...alla faccia delle fotografie!!!...un album davvero di pregio!! speriamo bene va!!!grazie per le importantissime informazioni!!!

Postato da: simone caputo | 04.07.08 15:05


caro Di Pietro
ho letto il suo intervento relativo alla nomina della procura di Messina e la risposta del sottosegretario, ma alla fine il Dott Cassata sarà nominato? io vivo a Magenta (MI) e non potrò venire il prox martedì a Roma, ma è come se fossi là - vorrei però che lei spiegasse a tutti quelli che saranno in piazza chi è il Dott Cassata e perchè non dovrebbe diventare capo procuratore a Messina - dobbiamo combattere la mala politica e la mala giustizia - i collusi e le canaglie devono essere neutralizzati - il buono di questo Paese deve potersi organizzare e unire - lei e IDV dovete diventare sempre più il collante della pate migliore del Paese - ce la possiamo fare - tanti auguri a tutti noi
grazie per tutto quelo che fate
cordialità
Elisabetta Zenobi

Postato da: elisabetta zenobi | 04.07.08 14:54


berlusconi ha stregato tutti gli italiani.Tutto ciò che dice divenda vangelo per gli italiani creduloni.Sono contento gli italiani hanno ciò che meritano.Se lo faccessimo papa forse farebbe meno guai.Andrebbe in paradiso e ci lascerebbe in pace.Con il tempo gli dedicheremmo un grande tempio della padania, che lui tanto ama.

Postato da: cosimo | 04.07.08 14:46


http://ontheriverblog.blogspot.com/
difendiamo la Carfagna!!! w la Foca
http://ontheriverblog.blogspot.com

Postato da: fabrizio francina | 04.07.08 14:45


CONSIDERAZIONE AL Postato da: LUIGI CUOMO | 04.07.08 13:46

"E' IL BUGIARDO PIU' SINCERO CHE CI SIA, E' IL PRIMO HA CREDERE ALLE SUE MENZOGNE.
E' QUESTO CHE LO RENDE COSI PERICOLOSO .
NON HA NESSUN PUDORE.
HA L' ALLERGIA ALLA VERITA', UNA VOLUTTUARIA E VOLUTTUOSA PROPENSIONEALLE MENZOGNE.
"CHIAGNE E FOTTE", DICONO A NAPOLI DEI TIPI COME LUI .

Ben detto caro Luigi
Non ha alcun pudore il fottuto magnaccia della pegiore risma poiche non si tratta di approffittare di una o più persone ma di un un intero paese alla deriva.
ECCO L'ULTIMA DEL MAGNO MAGNACCIA, PRIMA FA DIRE DAI BERLUSCAGNOZZI NELLA GUIDA DELLE SUE RETI TELEVISIVE DI UN SUO INCONTRO AL PROGRAMMA MATRIX, POI LO ANNULLA DICENDO:
I GOSSIP AVVELENANO LA POLITICA.
PROPRIO LUI CHE HA FATTO FORTUNA COME VANNA MARCHI CON I GOSSIP TELEVISIVI DA OLTRE UN VENTENNIO RAGION PER CUI LA POLITICA E' DIVENTATA PIU' TOSSICA CHE MAI ANZI PIETRIFICATA....
QUESTO E NULLA PER IL DON RORIGO DI ARCORE, IL PEGGIO E' CHE GLI FA ECO IL SUO "BRAVO" PORTAVOCE BONAIUTI CHE IDDIO CE NE LIBERI SUBITO: NOI SIAMO LA POLITICA DEL FARE NON DELLE CHIACCHIERE.
LA PARANOIA TELESCLEROTICA A COSTORO NON HA PROPRIO LIMITI.

UN CARO SALUTO
E OVVIAMENTE VIVA LA DIPIETRIFICAZIONE DELLA POLITICA

Postato da: BARTOLOMEO DI TORITTO | 04.07.08 14:24


Le ragioni di Berlusconi

Questi comunisti son duri a morire è? Pensare che mi sembrava di averli mandati fuori dal parlamento. Invece no, tornano sempre. Ma è mai possibile che tutta questa gente inutile abbia sempre da obiettare a quello che decido io?
Son abituato da sempre ad essere il capo del gruppo. Come è possibile che non capiscano... ma dove vogliono andare sti girotondini che predicano tanto e non concludono mai nulla? Io non ho tempo da perdere coi loro processi, le cose che ho fatto in passato sono state sempre molto utili per fare soldi in più. Oggigiorno se non hai i soldi chi ti fila? Ma cos'hanno da alterarsi? Non gli basta che io abbia parlato, di solito non va così? Sono dei cerebrolesi illusi che non hanno ancora capito come vanno le cose. La legge non è uguale per tutti, è una maniera per trarsi d'impaccio. Bisogna lottare per sopravvivere in questo mondo selvaggio. Non posso io fare tutto quello che mi è possibile per salvaguardarmi? Non fanno tutti così? Che cosa c'è di sbagliato? Certo, non posso in campagna elettorale dire proprio queste cose, perchè mi hanno consigliato di dirne altre per convincere tutti questi vermi a votarmi.

Postato da: Valerio Zuin | 04.07.08 13:28


Bravo, perfetto, questa è azione preventiva, complimenti per la documentazione e la precisione del suo intervento.
FORZA TONINO


Augusto

.

Postato da: Augusto Guidotti | 04.07.08 13:19


Si! Ha ragione Berlusconi! La colpa è dei sindacati! E' della pubblica amministrazione! è dei magistrati!
"E infatti io ho deciso che d'ora in poi non accetterò più che mi facciano il processo, perchè questi c'e l'hanno su con me, e quindi è giusto che io mi premunisca. Ho provato con le buone e non mi hanno lasciato stare, mi constringono ad approvare l'impunità alle alte cariche (dal momento che si da' il caso che io adesso abbia un'alta carica) e ad imbavagliare anche i giornalisti, perchè queti si divertono a pubblicare le mie scappatelle e le mie magagne, e non lo trovo giusto. Cristo tutta questa fatica per apparire come una persona virtuosa e per nascondere le mie manchevolezze, e questi mi vogliono fregare così. Ma ad un certo punto chi saranno mai per avere questa arroganza?"

Postato da: Valerio ZUin | 04.07.08 13:19


On. Antonio di Pietro e tutti si Suoi eccellenti collaboratori: continuo a pensare, e cio' che leggo quotidianamente dalla Vostra informazione lo conferma, che state facendo cose egregie, documentate, che dovrebbero far riflettere molto, in Parlamento, tutti quei VECCHI e NUOVI PAPERONI e PARRUCCONI che continuano a pontificare sulla vecchia linea PROPAGANDISTICA che viene sempre fuori quando non riescono a dare risposte serie a quesiti che, in una democrazia, debbono essere oggetto di dibattito: non SLOGANS come risposte...

Lo SLOGAN propagandistico e' sempre lo stesso:

****
Come nelle Moderne Democrazie Avanzate Bipolari a carattere AngloSassone....etc etc
****
Il messaggio subliminale e nemmeno tanto dai PARRUCCONI della COSCA, e' che la GENS ITALICA non vale niente, in nessun campo della CIVILTA' CONTEMPORANEA e non siamo mai ESISTITI nel contesto di cio' che TUTTO IL MONDO adotta come standard per definire la CIVILTA' OCCIDENTALE

Prima di tutto, e' MEDITERRANEA e poi, ad OCCIDENTE DI COSA..???

Per quel che riguarda l' applicazione del sopracitato SLOGAN a fatti che succedono nel nostro martoriato Paese, la storia allora cambia e, l'esempio SUBLIMINALE, lo si dimentica

Le dimissioni per un caso, tra i mille, come

**
BILL AL-TAPPONE-CLINTON Made in Italy
**

non dovrebbero essere richieste dal Popolo: dovrebbero nascere dalla necessita' interiore se l'UOMO di STATO fosse un Uomo di Stato...

Postato da: Ed Deli | 04.07.08 13:15


Illustrissimo on. vorrei esprimere il mio disappunto su come l'opposizione conduca la sua battaglia in parlamento. come lei ben sa per catturare un latitante bisogna creargli terra bruciata intorno altrettanto dicasi per il presidente attuale del consiglio. bisogna creargli terra bruciata attaccando quelle forze occulte che lo sostengono e lo sovvenzionano: servizi segreti, confindustria, confcommercio, petrolieri, la parte più retriva della chiesa cattolica e chi più ne ha più ne metta e che lei sicuramente conosce molto bene. con il dovuto rispetto alessandro defazio

Postato da: alessandro defazio | 04.07.08 13:15


Grazie,
per averci dato, ancora una volta, una informazione sullo stato morale della Repubblica Italiana.
Avanti popolo, il Duce sta per arrivare.
Giovanni

Postato da: giovanni | 04.07.08 13:12


ttraverso l’indebolimento dei sindacati, il controllo dei giornali e di politici dei partiti di governo e del MSI, e la distruzione del monopolio della RAI, si puntava a un mutamento della Repubblica in senso presidenziale, anche al fine di indebolire l’opposizione di sinistra e impedirne l’ingresso nel governo.
EVIDENTEMENTE NON HA FUNZIONATO, VISTO CHE RISULTA CHE I SINDACATI SONO DI GRAN LUNGA I PIU' RICCHI DI TUTTI, I GIORNALI COME DA SEMPRE DIMOSTRATO, SONO PER IL 90% CONTRO BERLUSCONI, CHE IN RAI I PROGRAMMI DI INDICAZIONE POLITICA, SONO IN MANO A COMUNISTI DICHIARATI.

ALLORA, ERA CARTA STRACCIA

Postato da: GERA | 04.07.08 13:09


Leggendo questo post, ho iniziato un giro su internet incuriosito dai fatti citati, e di sito in sito sono finito su uno che racconta tutto quello che si è scoperto sulla Loggia coperta Propaganda Due (P2) e che ormai tutti bene o male conosciamo.

Volevo riportarvi qui una frase contenuta nel programma sequestrato alla figlie di Gelli all'aeroporto di Fiumicino:

Attraverso l’indebolimento dei sindacati, il controllo dei giornali e di politici dei partiti di governo e del MSI, e la distruzione del monopolio della RAI, si puntava a un mutamento della Repubblica in senso presidenziale, anche al fine di indebolire l’opposizione di sinistra e impedirne l’ingresso nel governo.

Attraverso l’indebolimento dei sindacati,: vicenda Alitalia prima del ritorno di Silvio; ruolo della CISL con Bonanno che è caduto nella trappola mani e piedi sano sano come un allocco.

il controllo dei giornali è ormai una certezza che Silvio domina l'informazione italiana.

e di politici dei partiti di governo e del MSI: i partiti di governo erano a quei tempi Democrazia Cristiana Partito Socialista, Partito Socialdemocratico e il Partito Liberale: di questi quanti ne sono rimasti? NESSUNO, il MSI non esiste più da tantissimo tempo.

e la distruzione del monopolio della RAI oggi è un dato di fatto.

si puntava a un mutamento della Repubblica in senso presidenziale: vi dice qualcosa le ventilate mire di Silvio alla Presidenza?

L'indebolimento della sinistra è cosa recente PCI fuori.

Postato da: Maurizio | 04.07.08 13:05


IO INVECE HO SENTITO VERAMENTE CHE DI PI ETRO, SARA' SANTO, LE PROVE DEI SUOI MIRACOLI, LI PORTERANNO, I PENSIONATI , DA LUI ARRICCHITI QUANDO GOVERNAVA, POI I DIPENDENTI, SEMPRE DA LUI NON TARTASSATI INSIEME A PRODI, COME ULTERIORE PREVE VERRANNO ESIBITE, SACCHI DI MONNEZZA PROVENIENTI DA NAPOLI, MORTI BIANCHE DA LUI ELIMINATE, E POI BASTA ALTRIMENTE OCCORRE UN'ENCICLOPEDIA.

IL TUTTO CONDITO INFINE CON L'IFLAZIONE PORTATA AL 3,3%, FORSE NON SA CHE L'INFLAZIONE PER STARE BENE, DEVE SCENDERE, PENSAVA CHE ERANO VOTI ALL'IDV.

Postato da: GERA | 04.07.08 12:59


RAGAZZI 8 LUGLIO PORTIAMO A DI PIETRO ALMENO UN MIGLIAIO DI FIRME PER CHIEDERE L'UTILIZZO DEL SISTEMA THOR PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI IN CAMPANIA PER QUESTO E’ ATTIVA UNA PETIZIONE SUL MANCATO UITLIZZO DEL SITEMA THOR DEL CNR ECCO IL VIDEO DI COME SMALTISCE 8 TONNELLATE L'ORA DI RIFIUTI A MESSINA:
http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=8383&cat=cronaca
FIRMATE LA PETIZIONE PER CHIEDERE IL PERCHE DEL MANCATO UTILIZZO DI QUESTO SISTEMA NELL'EMERGENZA CAMPANA INVECE DI SCARICARE TONNELLATE DI RIFIUTI NELLE DISCARICHE.
FIRMATE SU:
http://firmiamo.it/sistemathordelcnr
E GUARDATE IL FILMATO DEL la7 SU:
RIPRENDIAMOCI LITALIA
(cerca con google)

Postato da: MIMMO DORAZIO | 04.07.08 12:59


Gli ideatori di Lucignolo hanno sostenuto che loro si limitano a descrivere la realtà nuda e cruda com'è.
Come dargli torto? Tutto il mondo è la Costa Smeralda

Postato da: Valerio Zuin | 04.07.08 12:55


Grossa responsabilità dell'ignoranza dei cittadini è lo stile di vita proposto da mediaset.
E sottoscritto anche dalla RAI da qualche anno a questa parte.
Viva Lucignolo

Postato da: Valerio Zuin | 04.07.08 12:52


Grossa responsabilità dell'ignoranza dei cittadini è lo stile di vita proposto da mediaset.
Viva Lucignolo

Postato da: Valerio Zuin | 04.07.08 12:50


Su linux non si vede il filmato.
Per favore non linkate più i video della camera dei deputati, perché non sono accessibili con software liberi. Oppure lei potrebbe chiedere che la camera pubblichi i video nei formati liberi, come "ogg thera".

Postato da: alessandro felici | 04.07.08 12:49


...seguito

PREMETTO CHE SUL PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE ERA BEN VISIBILE LA SCALETTA DEGLI EVENTI.

http://www.provincia.milano.it/cultura/progetti/milanesiana2008/layout/doc/MilanesianaCOMUNICATOSerata2LUGLIO.pdf


MA QUESTO PER FACCI NON HA IMPORTANZA, L'IGNORANZA DEL POPOLO SOVRANO E' SACRA E VA COLTIVATA ED INCENTIVATA.

VUOI METTERE COM'E' FACILE MANIPOLARE GENTE CHE NON SI CURA CHE DI CALCIATORI, CANTANTI E VELINE?


Postato da: Andrea 68 | 04.07.08 12:47


Caro Di Pietro hai una forza enorme nel contrastare tutto lo schifo che c'è in politica.Grazie di esistere

Postato da: Alfio | 04.07.08 12:47


sono un coltivatore diretto della provincia di napoli , mai possibile che i commercianti hanno creato una lobby è hanno stabilito il prezzo a 5 centesimi al kilo e nei supermercati a 70 centesimi
come posso fare per superare tale lobby?
saluti
081/8441804

Postato da: alfonso candela | 04.07.08 12:47


A proposito di faziosità, ma potete spiegarmi che cosa intende quando vuole dare torto a qualcuno non rispondendo sugli argomenti, ma dicendo: "Sei fazioso"?
Intende... "Non sei obiettivo nel giudizio", "Sbagli perchè sei di parte"...
Il magnaccia paladino dell'obiettività.
"La sinistra è abituata a dire il falso".

Postato da: Valerio Zuin | 04.07.08 12:46


ECCO LA CULTURA DELLA SOTTOCULTURA DEL NEMICO

da Il Giornale online di oggi


Scontro di inciviltà
di Filippo Facci

Descrivo la scena. Mercoledì sera, agli Arcimboldi di Milano, è di scena il concerto dei mitici Jethro Tull, gruppo anni Settanta con fans in tutto il mondo. Il pubblico, che viene anche dall’estero, ha comprato i biglietti perlopiù via internet: sono rockettari affezionati e coi capelli bianchi, hanno portato dietro i figli, per i Jethro Tull sono disposti tranquillamente a uccidere: non sanno che lo spettacolo fa parte della rassegna «Milanesiana» e che alle 21, anziché il flauto di Ian Anderson, si materializzerà Elisabetta Sgarbi a spiegare che prima del concerto (urrà) ci saranno 50 minuti di letture a opera di Antonio Scurati, David Leavitt, il premio Nobel per la fisica 1998 e il matematico Piergiorgio Odifreddi. Ora: non voglio descrivere le urla, i fischi, Scurati con la voce tremebonda, Leavitt che legge a mitraglia pur di finire, il premio Nobel che parla slang americano e abbandona il palco coperto dai fischi, Elisabetta Sgarbi che insulta il pubblico e gli fa le corna. Dico che non mi sono mai vergognato tanto: ma non per il pubblico, colpevole di essere lì per i Jethro Tull e non per David Leavitt, ma per quegli intellettuali incivilmente mandati a farsi sbranare nell’arena.
Un consiglio: la prossima volta provino a proporre una bella lettura di Gunesekera Romesh (50 minuti minimo) prima della finale di Champions league.


segue...

Postato da: Andrea 68 |