4 Maggio 2009

Equazione referendaria

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Il referendum del 21 giugno nasce destinato a fallire, questo lo sanno sia la Lega che il Pdl, che il Pd. Purtroppo il referendum non raggiungerà il quorum poiché il crollo dell’affluenza alle urne, dovuto dalle due date di voto vicine, volute dalla Lega, è quasi certo.

Le polemiche del “sì ma”e del “sì se”, che stanno montando sul fatto di andare a votare per il referendum senza poi mettere mano alla legge elettorale, possono apparire un virtuosismo politico che nulla ha a che fare con i cittadini, ma questa volta è di fondamentale importanza. Non possiamo dire sì ad un referendum abrogativo senza sapere come intendono poi rifare la legge elettorale. Per noi vige l’equazione: si al referendum = eliminazione dell’attuale legge elettorale che, ricordo, gli stessi autori hanno definito “porcellum”.

D’altra parte fa sorridere il fatto che la Lega, testimonial con Calderoli della legge “porcellum”, con la quale si nega agli italiani il diritto di esprimere la preferenza, ora si è “chiusa in cantina” a riscrivere una nuova legge elettorale da portare avanti “con chi ci sta”.

Ribadisco il sì ai quesiti referendari poiché rispetto le 850 mila firme dei cittadini, ma vorrei sapere dalle altre forze politiche le loro intenzioni sulla riforma della legge elettorale vigente. Se l’intento è partire dal referendum per cambiare il “porcellum”, l’Italia dei Valori è pronta a votare sì. Se l’intenzione è quella di usare strumentalmente le firme dei cittadini per avviare un processo di revisione che si concluda con un “porcellum II la soluzione finale” e con l’eliminazione dei partiti di opposizione, allora questo non lo accetteremo.

Il referendum è un punto di partenza indispensabile per sedersi nell'Aula parlamentare con le altre forze politiche e lavorare ad un'altra legge elettorale.

Un sì al referendum senza una corretta revisione della legge elettorale consegnerebbe le chiavi del sistema Paese ad un partito unico di matrice fascista.

In soldoni, sì al referendum per perseguire un obiettivo voluto dai cittadini: costruire una nuova legge elettorale che dia realmente loro la possibilità di esprimere le preferenze, senza accontentarsi di elenchi di nomi scelti dalle segreterie di partito e che tuteli quelle forze politiche che esprimono un’ampia rappresentanza della popolazione in Parlamento.

PS: Vi invito a commentare i 12 punti della proposta di programma, presentati nell'articolo di ieri e che l'Italia dei Valori porterà in Europa e offrire il vostro contributo ai punti che troverete di seguito.

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Postato da Antonio Di Pietro in Politica