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    <title>Antonio Di Pietro</title>
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    <title>Intervista a &apos;Il Fatto&apos;</title>
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    <published>2010-02-09T10:09:11Z</published>
    <updated>2010-02-09T11:32:20Z</updated>
    
    <summary> Riporto una mia intervista pubblicata oggi su &quot;il Fatto Quotidiano&quot;. Il Fatto: Domenica &quot;Il Fatto&quot; titolava con ironia sulla decisione presa al congresso dipietrista: &quot;La svolta di Salerno&quot;. In prima pagina un editoriale di Marco Travaglio (critico) sulla scelta...</summary>
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        <![CDATA[<p><img alt="ilfattointervista.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/ilfattointervista.jpg" width="499" height="250" /></p>

<p>Riporto una mia intervista pubblicata oggi su "<strong>il Fatto Quotidiano</strong>".</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>Domenica "Il Fatto" titolava con ironia sulla decisione presa al congresso dipietrista: "La svolta di Salerno". In prima pagina un editoriale di Marco Travaglio (critico) sulla scelta di appoggiare Vincenzo De Luca a Salerno. Eppure il padre della Svolta, Tonino Di Pietro, non si scompone: "L’alternativa era consegnare la Campania al clan dei Casalesi. Quindi non sono per nulla pentito, anzi. Sono soddisfatto". Onorevole Di Pietro, da uno a dieci quanto l’ha fatta arrabbiare il fondo di Travaglio?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Zero.</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>Zero?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Anzi, sono stato contento. Non solo non mi è dispiaciuto, ma si sta aprendo, dentro e fuori dall’Italia dei valori un dibattito interessante e utile.</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>Cosa può produrre?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Prima di tutto più informazioni. E poi un percorso di crescita. Un pacchetto di garanzie per gli elettori di tutta la coalizione.</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>In che senso?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>De Luca è il candidato del Pd, quello che hanno scelto loro. Potevamo combattere la sua candidatura condannandolo alla sconfitta certa. Non solo lui, purtroppo, ma tutto il centrosinistra.</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>Evitare questo è la sua priorità?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Certo. Significa condannare la Campania a essere governata per cinque anni da Cosentino, dai suoi amici, e dal suo candidatino.</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>E invece?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Invece possiamo ingabbiare De Luca con una serie di condizioni. Ed è quello che stiamo provando a fare.</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>Ma lei ha letto i documenti dei suoi processi, prima di invitarlo al congresso?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>E certo che l’ho fatto.</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>Che idea ne ha tratto?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Ho letto il rinvio a giudizio e le carte processuali nella loro sostanza.</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>Se l’accusa non è fondata vuol dire che i magistrati hanno sbagliato?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>No, I magistrati hanno fatto bene ad aprire l’inchiesta. Il magistrato agisce perchè ha l’obbligo dell’azione penale. Ma De Luca ha altrettanto diritto a far valere le sue ragioni nel processo e deve dimostrare la sua estraneità nel processo.</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>Travaglio ha dei dubbi sul primo punto del vostro accordo.</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>L’impegno a dimettersi se condannato?</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>La condanna definitiva potrebbe arrivare fra un decennio.</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Dal punto di vista legale è innocente fino a fine processo.</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>E dal punto di vista politico?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Dal punto di vista politico, e questo non è giustizialismo a vanvera, gli chiederei di dimettersi subito dopo una eventuale condanna.</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>Glielo chiedo in modo esplicito. L’Idv se De Luca non lo facesse toglierebbe la fiducia alla giunta?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>E ci mancherebbe altro! E’ venuto fino al nostro congresso  a darci garanzie!</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>Lei tre giorni fa definiva De Luca un rospo da baciare per non far vincere il coccodrillo...</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Non mi sono rimangiato nulla, è quello che pensavo.</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>Oggi De Luca è diventato principessa?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Per nulla. In questo momento storico ho chiesto al congresso di fare uno  sforzo di realismo politico.</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>Quanto ha contato il discorso di De Luca?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>E’ venuto a giurare di fronte a 5mila persone. Ha promesso di usare la ramazza contro il clientelismo: noi staremo lì sa controllare che questo avvenga.</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>Ci sono molti che promettono.</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Intanto lui ha spiegato che non farà come Berlusconi. Che accetterà il verdetto. Chi vota noi sa che siamo lì per fare in modo che accada.</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>E’ un compromesso?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Sì, ma non cedo di un millimetro sui nostri principi. Non è la situazione ideale. Era o mangi la minestra o salti dalla finestra.</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>E lei cosa ha fatto?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Non mi sono buttato di sotto. Faccio in modo che la ministra sia condita di garanzie, e se possibile meno indigesta.</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>In altri tempi avrebbe buttato la ministra dalla finestra?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>In altri tempi sul fornello del centrodestra non c’erano persone accusate di avere rapporti con i poteri criminali. Per me era facile salvarmi l’anima. Magari prendevo pure più voti! Ma abbiamo il dovere di sapere quale è il contesto.</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>Il congresso ha votato per acclamazione, senza scrutinio.</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Ma avevano tutti alzato le mani! E’ stata una scelta partecipata e libera. Ci fossero stati dubbi avrei contato uno ad uno io stesso.</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>Barbato, il suo oppositore ha ritirato la candidatura. Gliel’ha chiesto lei?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Ma proprio per niente! Anzi. Non aveva rispettato tutte le regole statutarie, ma non ho fatto il pignolo.</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>Lei ha fatto il direttore d’orchestra sulle mozioni.</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Oh caspita. Ce n’erano seicento, anche dieci sullo stesso punto! Molte sono state accorpate per semplicità. Accade in tutti i congressi.</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>Quella contro il familismo è stata un po’ annacquata.</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Io ho proposto di rivederla. In quel modo era incostituzionale. Nessuno può impedire a qualcuno di far politica perché ha un parente che lo fa.</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>E’ contento di come è stata approvata?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Sì. Perché nessun parente otterrà cariche esecutive o rappresentative per nomina. Se vuole deve trovarsi i voti.</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>Arriviamo all’alleanza con il Pd. Solo due settimane fa lei aveva rotto i rapporti. Ha ceduto, lei o Bersani?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Il Pd era come una bella donna che deve scegliere un partner,  ma si tiene due amanti.</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>L’altro era Casini?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Sì, l’inciucismo possiblista dell’Udc.</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>E adesso ha scelto voi?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Bersani ha detto chiaramente che l’asse portante è quello tra il Pd e noi. E che il Pd si oppone a tutti i tentativi di inciucio. E’ una bella conquista ottenuta grazie alla nostra iniziativa e alla nostra forza.</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>Ha voluto l’accordo su De Luca per rompere l’isolamento, visti gli attacchi del Corriere?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Mavà! Non ci azzecca proprio per niente!</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>Mi convinca.</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Secondo lei mi spavento per quattro balle condite con una foto in una caserma dei carabinieri e un assegno che non abbiamo nemmeno incassato? Tzeee....</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>Era arrabbiato, però.</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Beh, certo....Mi sparano addosso! Che sono masochista? Però sono dei fondi di barile, ho visto ben altro, e lei lo sa.</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>Il patto con il Pd ha delle contropartite?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Ecco, proprio questo dovrebbe farle capire. Non abbiamo chiesto un poltrona, una! Non abbiamo nemmeno un candidato nostro!!!</p>

<p><strong>Il Fatto: </strong><em>Ci sarebbe Callipo....</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Beh. In primo luogo non è dell’Idv. E poi non abbiamo nessuna certezza che lo votino. Magari.  Vede, si potrà dire tutto di noi, in questa storia. Ma l’unica cosa certa è che non vogliamo poltrone.</p>]]>
        
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    <title>Appello per la Campania</title>
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    <published>2010-02-08T15:40:23Z</published>
    <updated>2010-02-09T10:44:59Z</updated>
    
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        <![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=XvDwTL9mVvk" target="_blank"><img alt="dipietroappellocampania.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/dipietroappellocampania.jpg" width="499" height="250" border="0" /></a></p>

<p>Sento il bisogno di spiegare a voi della Rete le ragioni per cui Italia dei Valori si e' determinata ad appoggiare la candidatura di <strong>De Luca</strong> come candidato governatore della Regione Campania. Lo devo fare perché da diversi di voi sono arrivate delle critiche importanti, fondate, che sento mie.</p>

<p>Dite che De Luca e' sotto processo per reati contro la pubblica amministrazione, e ci chiedete perché appoggiamo la sua candidatura, e perche' non potevamo fare diversamente. Questo è il dramma: diversamente come? Quando c'è un’elezione regionale si presentano alcuni candidati alla carica di presidente alla Regione con i partiti che lo appoggiano.</p>

<p>Il centrodestra appoggia <strong>Cosentino</strong>, quel sottosegretario nei confronti del quale pende un provvedimento restrittivo per associazione a delinquere, proprio perché accusato di aver rapporti con il clan dei Casalesi in Campania. Quel centrodestra ha indicato il proprio candidato, <strong>Caldoro</strong>, che potrebbe vincere le elezioni. Dal 29 di marzo, e per 5 anni, se dovesse vincere, affideremo la Campania a personaggi che hanno legami con il <strong>clan dei Casalesi</strong> e con la <strong>camorra</strong>. Non mi riferisco solo al candidato presidente Caldoro, ma a quell’insieme di personaggi, di quel sottobosco politico del centrodestra, che lo appoggiano e che gli fanno da copertura, da trait d'union tra il sistema clientelare della regione campana e il sistema camorristico che governa di fatto il territorio.</p>

<p>Una forza politica come l'Italia dei Valori, prima di mettersi “di traverso” a tutto e a tutti, deve sapere che se non fa il possibile, il 29 marzo, per evitare che la Campania sia affidata al controllo di fatto del clan dei Casalesi, deve rendersi conto che deve assumersi una responsabilità. Io mi sto assumendo questa responsabilità, perché di fronte dell’eventualità che i prossimi cinque anni il governo regionale della Campania sia in mano ad un sistema nelle mani di soggetti che non faranno sconti a nessuno (chiedete a <strong>Sandokan</strong>), rispetto a tutto questo, bisogna costruire un'alternativa democratica di resistenza e di difesa. Come si fa? O fai la rivoluzione, e in questo caso non la puoi fare, oppure devi costruire un quadro di alleanze per tentare di raggiungere il 51% alle prossime elezioni.</p>

<p>Ci vorrebbe, e sarebbe stato meglio, un candidato presidente di rottura, dell'alternativa. Come Italia dei Valori, prima di arrenderci, abbiamo cercato un candidato dell'alternativa, abbiamo chiesto anche a <strong>de Magistris</strong> di candidarsi, ma Luigi ha fatto presente un fatto giustissimo: è stato appena nominato parlamentare europeo, Presidente della commissione di Controllo bilancio di tutti i fondi europei, ed è stato nominato per i voti ricevuti da tutta Italia, e non possiamo chiedergli di fare il “traditore”.</p>

<p>Ho fatto appelli via radio, attraverso la Rete, anche quando sono stato ospite a ‘Repubblica TV’, qualche giorno fa, e ho detto: “<em>Possibile che non si riesca a trovare un candidato di rottura che possa rappresentare l'unità degli elettori del centrosinistra in Campania?</em>”. Nessuno ha dato la sua disponibilità. <strong>Mi sono trovato davanti ad un'alternativa drammatica</strong>. Da una parte affidare la Campania al clan dei Casalesi. Dall'altra quella di appoggiare una candidatura, quella di De Luca, che è sotto processo ed è già stato indicato come candidato dagli altri partiti. In tutto questo con la consapevolezza che, trovandoci d’accordo tutti quanti nell’appoggio alla sua candidatura, si poteva fermare quella deriva casalese.</p>

<p>Ho chiamato De Luca, l'ho fatto venire davanti a migliaia di testimoni di fronte al congresso nazionale dell'Italia dei Valori, di fronte alla Rete e alle televisioni, affinché fossero testimoni e notai di cinque impegni formali che lui dovrà prendere.</p>

<p><strong>Primo:</strong> <em>se lo condannano deve dimettersi.</em></p>

<p><strong>Secondo:</strong> <em>nel periodo del suo mandato non deve mai invocare il legittimo impedimento. Deve correre dal giudice e farsi giudicare il più velocemente possibile.</em></p>

<p><strong>Terzo:</strong><em> non deve permettersi di attaccare la magistratura anche se è sotto processo.</em></p>

<p><strong>Quarto:</strong> <em>se riesce a diventare presidente, come primo atto deve prendere la ramazza e togliere di mezzo tutta quella classe dirigente, di nomina politica, che ha rappresentato il clientelismo, l'affarismo e il nepotismo di tutti questi anni.</em></p>

<p><strong>Quinto: </strong><em>deve istituire una casa di vetro regionale, trasmettendo sul web tutti i consigli e le giunte regionali, e deve mettere in Rete ogni provvedimento che prende. Insomma, una casa trasparente certificata da un assessorato alla trasparenza e al controllo, affidata a persone esterne, che possano verificarne la legittimità.</em></p>

<p>Vogliamo davvero pretendere tutto e ottenere niente? Se l'Italia dei Valori va da sola, chi candida per ottenere l'alternativa? Una persona che potrà prendere tutti i voti che volete, ma non arriverà mai al 51%, facendo cosi vincere il centrodestra, affidando per cinque anni la Campania ad un clan piuttosto che ad un governo.<strong> Avremmo potuto fare di più, ma non è stato fatto</strong>, perché chi doveva assumersi la responsabilità di trovare un candidato terzo non c'è riuscito. Parlo innanzitutto degli altri partiti che già governavano la regione e che dovevano avere il coraggio e l'umiltà di mettere da parte coloro che erano sotto inchiesta.</p>

<p>Abbiamo fatto questa scelta di campo: <strong>vogliamo salvare il salvabile, vogliamo salvare la Campania da una deriva criminale</strong>. Per questa ragione ho detto a De Luca di assumersi queste responsabilità. Cercate di capirmi, se fossi solo un cittadino, anche io la penserei come voi, ma sono il responsabile di un partito e dalle mie decisioni dipende il futuro della Campania e del Paese. Sento il dovere di mettere insieme Guelfi e Ghibellini per evitare che dall'altra parte arrivi qualche personaggio che si mangi la democrazia, l'economia e il riscatto del Paese.</p>

<p>Ho cercato di fare il possibile, mi sono assunto questa responsabilità. <strong>Chiedo la vostra comprensione e la vostra responsabilità</strong>, perché è troppo facile criticare dicendo che non si poteva fare. L'alternativa a questa soluzione era la consegna, senza lotta, della Campania al clan dei Casalesi.</p>

<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=991x-WWW2Lo" target="_blank"><img src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/lagiornata12nov09.jpg" border="0"></a></p>]]>
        
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    <title>Congresso di Italia dei Valori si è concluso</title>
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    <published>2010-02-07T08:08:50Z</published>
    <updated>2010-02-08T10:14:51Z</updated>
    
    <summary> I tre giorni congressuali dell&apos;Italia dei Valori si sono conclusi. E&apos; stata confermata la presidenza nella mia persona, e&apos; stato eletto il responsabile giovani, Rudi Russo, ed e&apos; stato approvato un programma in 11 punti, che vi invito a...</summary>
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        <![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=y8X4wuF2VVU" target="_blank"><img alt="congressofine.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/img/congressofine.jpg" width="499" height="250" border="0" /></a></p>

<p>I tre giorni congressuali dell'Italia dei Valori si sono conclusi. E' stata confermata la presidenza nella mia persona, e' stato eletto il responsabile giovani, <strong>Rudi Russo</strong>, ed e' stato approvato un programma in 11 punti, che vi invito a leggere (<a href="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/iosostengo/10punti.php" target="_blank">visita l'area</a>). Riporto di seguito il mio discorso di apertura di venerdì 5 febbraio. A breve pubblicherò anche quello di chiusura.</p>

<p>Riporto anche la nota che ho trasmesso alle agenzie sulla grave intimidazione ricevuta da Giulio Cavalli e dovuta il ritrovamento, ieri a Milano, di 23 proiettili nei pressi del teatro Oscar, dove sarebbe dovuto andare in scena il suo spettacolo, poi sospeso, intimidazione certamente legata alla sua decisione di scendere in campo alle prossime regionali con Italia dei Valori:</p>

<p><em>L’Italia dei Valori, ed io personalmente, siamo vicini a Giulio Cavalli, vittima di un grave gesto intimidatorio. Spero che la magistratura faccia al più presto chiarezza su questa preoccupante vicenda e che trovi i responsabili di questa minaccia di stile mafioso. Lo afferma il leader dell’Italia dei Valori, on Antonio Di Pietro, commentando </em></p>

<p><strong>Di seguito l'intervento di sabato 6 febbraio.</strong><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=wDdUifRzdk4" target="_blank"><img alt="congresso1.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/congresso1.jpg" width="162" height="245" border="0" /></a><a href="http://www.youtube.com/watch?v=D7D22OjWHhQ" target="_blank"><img alt="congresso2.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/congresso2.jpg" width="162" height="245" border="0" /></a><a href="http://www.youtube.com/watch?v=J09iwBA8Lgk" target="_blank"><img alt="congresso3.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/congresso3.jpg" width="162" height="245" border="0" /></a></p>]]>
        
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    <title>Puntano alla guerra civile</title>
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    <published>2010-02-04T17:44:20Z</published>
    <updated>2010-02-04T18:27:55Z</updated>
    
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        <![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=-tSe3aN_vjQ" target="_blank"><img alt="tuttodaperdere.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/tuttodaperdere.jpg" width="499" height="250" border="0" /></a></p>

<p>Il governo si accinge ad impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che impediscono l'installazione di <strong>impianti nucleari </strong>nei territori regionali. In termini di diritto la legge potra' anche permettere tale operazione, ma in termini di fatto <strong>e' una dichiarazione di guerra che porterà l’Italia sull’orlo di una guerra civile mettendo lo Stato contro i cittadini</strong>. </p>

<p>Le parole di <strong>Vendola </strong>quando ha affermato che il governo si dovrà munire dei migliori carri armati per disporre della Puglia e dei pugliesi a suo piacimento ieri appaiono come una provocazione. </p>

<p>Domani, con l’arroganza istigatrice di <strong>Scajola</strong>, potrebbero diventare realtà. Gli italiani sono scesi in piazza e si sono recati alle urne, nel 1987, ed hanno messo alla porta il nucleare con un referendum. Se <strong>Silvio Berlusconi</strong>, per interessi ed accordi interpersonali, ha deciso di riportarci indietro di vent’anni reintroducendo <strong>una tecnologia superata, nociva e fallimentare</strong>, deve farlo con le stesse modalità, piazza per piazza, regione per regione e non con i suoi<strong> sondaggi taroccati</strong>. Siamo stufi di dover far ricorso a mozioni, referendum, petizioni, per riaffermare ciò che è già stato deciso con il loro stesso utilizzo. </p>

<p>Se un governo può buttare nel secchio un referendum, c’è un'unica interpretazione: <strong>chi governa rappresenta un’organizzazione illegittima che minaccia la democrazia</strong>. E non si rispolveri il consenso elettorale che non è stato acquisito parlando del nucleare e di molte altre porcate realizzate dopo l’insediamento al potere. Sappiamo che dovremo ancora una volta essere noi cittadini a ricorrere al <strong>referendum per il No al nucleare</strong>. </p>

<p>Come per il <strong>Lodo Alfano</strong> è inutile aspettare che il governo si ravveda, pertanto, l’<strong>Italia dei Valori domani inizierà la raccolta firme per il referendum contro il nucleare</strong>. I quesiti sono già stati depositati presso la Corte di Cassazione ed hanno lo scopo di chiamare i cittadini ad assumersi responsabilità importanti che peseranno sul loro futuro e su quello dei propri figli. Nel XXI secolo <strong>il futuro è nelle energie rinnovabili</strong>, certamente non nell’uranio che esaurirà nel giro qualche decennio, provocando danni irreversibili per la salute e l’ambiente. </p>

<p>Faccio solo un’inquietante riflessione: se il Parlamento è bypassato dai decreti, se la macchina della Giustizia è ridotta all’impotenza, se si parla di stravolgere la Costituzione, se le regioni sono piegate al volere di un gruppo ristretto di persone, se le televisioni trasmettono a reti unificate, se la legge non è più uguale per tutti, se si calpestano i referendum da un governo all’altro, <strong>perché continuiamo a raccontarci che l’Italia è una Repubblica parlamentare in cui vige la democrazia? Siamo ipocriti o incoscienti nel negare la realtà? </strong></p>

<p><strong>Cittadini, svegliatevi!</strong> L’unica arma che avete per non farvi fregare è il voto: utilizzatelo bene.</p>]]>
        
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    <title>Il NO al legittimo impedimento</title>
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    <published>2010-02-03T17:06:00Z</published>
    <updated>2010-02-04T00:26:34Z</updated>
    
    <summary> Pubblico il testo della dichiarazione di voto dell&apos;Italia dei Valori sul &quot;legittimo impedimento&quot;. Testo dell&apos;intervento Sig. Presidente del Consiglio, oggi Lei e la sua maggioranza vi accingete ad approvare una leggina con cui stabilite che Lei e si suoi...</summary>
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        <name>Antonio Di Pietro</name>
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            <category term="Giustizia" />
    
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        <![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=YsuNeeRV33Y" target="_blank"><img alt="ballarefuoco2.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/ballarefuoco2.jpg" width="499" height="250" border="0" /></a></p>

<p>Pubblico il testo della dichiarazione di voto dell'Italia dei Valori sul "legittimo impedimento".</p>

<p><strong>Testo dell'intervento</strong></p>

<p><em>Sig. Presidente del Consiglio,</p>

<p>oggi Lei e la sua maggioranza vi accingete ad approvare una leggina con cui stabilite che Lei e si suoi Ministri – per il semplice fatto che ricoprite tali cariche – potete decidere a vostro piacimento di non recarvi in Tribunale se un giudice penale vi chiama  a rendere conto del vostro operato. </p>

<p>Si vergogni, sig. Presidente del Consiglio, per la Sua ennesima scelta immorale ed anticostituzionale! </p>

<p>Solo in un Paese barbaro e dittatoriale si può immaginare che un Presidente del Consiglio, poiché egli stesso è sotto processo, si fa fare una legge apposita per non farsi processare.</p>

<p>Ma che dico: si fa fare decine e decine di leggi a seconda del bisogno, raggirando di volta in volta la Costituzione italiana e la buona fede degli elettori. </p>

<p>E’ proprio vero che al peggio non c’è mai fine e lei, Presidente del Consiglio, rappresenta il peggior Capo del Governo che la storia repubblicana italiana possa ricordare.  </p>

<p>Lei è peggio del suo sodale di un tempo, quel Bettino Craxi - che da Capo del Governo pure Lui – prima le ha venduto a suon di miliardi di lire il sistema televisivo italiano e poi, macchiatosi di gravi reati (come Lei, d’altronde), ha avuto – lui - almeno la vergogna di darsi alla latitanza.  </p>

<p>Lei, invece, no. Lei è qui. Lei ha trovato una soluzione ancora più spudorata. </p>

<p>Lei – sig. Presidente del Consiglio che non c’è - ha utilizzato i canali televisivi che ha comprato grazie a Craxi, per confondere e illudere gli elettori italiani e così venire in Parlamento con un manipolo di suoi sodali e farsi le leggi che le sono servite e le servono per risolvere i suoi guai giudiziari e per manipolare le sue fortune finanziarie. </p>

<p>Sono ormai numerose le “leggi personali” che Lei si è fatto fare ed altre le ha già fatte mettere in cantiere dalla sua asservita maggioranza, pronta ancora una volta ad abbassare il livello della propria dignità per non perdere la poltrona.  </p>

<p>Mi riferisco alla odierna “doppietta” che ora avete messo in cantiere: la legge sul legittimo impedimento alla Camera e la legge sul “processo breve” al Senato.  </p>

<p>Anche i bambini possono rendersi conto che il processo è breve se in breve tempo si fa.</p>

<p>Se invece, si decide che dopo un certo tempo non si deve fare più, si chiama “processo interrotto”, con buona pace di tutti coloro che chiedono ed attendono giustizia.</p>

<p>Se davvero volete che il processo sia breve, allora fornite più mezzi, più strutture e più risorse alla giustizia, invece di togliergli anche il minimo essenziale.</p>

<p>La legge sul processo breve è – a differenza delle altre leggi ad personam – non solo una beffa alla giustizia ma anche un danno alla collettività perché – per salvare alcuni della casta dai processi – si lasciano fuori dalle patrie galere migliaia di delinquenti e soprattutto non si assicura giustizia alle parti lese che finora dovevano aspettare anni e d’ora in poi dovranno rassegnarsi a morire senza mai ottenere giustizia. </p>

<p>Ma oggi in quest’Aula sta succedendo qualcosa di più e di veramente umiliante per le istituzioni! </p>

<p>Oggi, sig. Presidente del Consiglio, Lei sta chiamando in correità  al suo progetto criminoso, anche tutti i suoi Ministri. </p>

<p>Lei ha chiesto ad i suoi Ministri di venire oggi tutti in Aula per votare anche loro questa legge.</p>

<p>Ma, buon Dio, stiamo parlando di una legge che riguarda proprio i Ministri, oltre che Lei, Presidente Berlusconi. Una legge che in futuro permetterà anche a loro di sfuggire ai processi penali durante tutto il loro mandato! </p>

<p>In un Paese serio ed in uno Stato di diritto, sarebbe uno scandalo assistere a Ministri che non si vedono mai in Aula – e voi, Ministri del Governo Berlusconi, non venite quasi mai in Parlamento - salvo presentarvi proprio oggi per votare la norma che interessa voi stessi!</p>

<p>Ah già! Questa volta il vostro capo è stato magnanimo e voi dovete far finta di assecondarlo: ha pensato anche a Voi e alla vostra impunità e non solo alla Sua.</p>

<p>Tutto ciò  non è solo la manifestazione plateale di un evidente conflitto d’interessi ma è anche la riprova di una malattia etica che –  sulla scia dei cattivo esempio offerto da Berlusconi – sta contagiando tutto il Governo e rischia di contagiare tutto il Paese. </p>

<p>Lei, Presidente Berlusconi, è il responsabile ed il mandate di tutto ciò.</p>

<p>Lei sta ballando sul fuoco della disperazione e della rivolta sociale.</p>

<p>Mentre lei se la ride alla Nerone maniera, milioni di persone stanno perdendo tutti i giorni il proprio lavoro e migliaia di aziende stanno chiudendo i battenti. </p>

<p>Ma il tempo della resa dei conti, per fortuna, si avvicina anche per Lei Presidente Berlusconi, perché stia pur certo che il morso della fame e dell’incertezza sta inducendo milioni di italiani a ripensare e considerare mal riposta la fiducia che finora hanno avuto nei suoi confronti. </p>

<p>Noi - può  starne certo - faremo il possibile per svegliare le coscienze e accrescere la conoscenza degli italiani sulla sua persona affinché possano impegnarsi per disarcionarla dalla sella di comando prima che sia troppo tardi.</p>

<p>E quando dico noi, non mi riferisco a fantomatici ed inesistenti servizi segreti stranieri che avrebbero mosso o muoverebbero le nostre mani  per far cadere ora il Suo Governo e prima quello del suo padrino politico Craxi.</p>

<p>Mi riferisco a tutti quei cittadini italiani che non vogliono abboccare all’amo dei ricatti e dei dossieraggi che Lei, Presidente Berlusconi, è tanto bravo ad ordinare e sfruttare per raggiungere i suoi privati obiettivi.  </p>

<p>Obiettivi che anche questa volta abbiamo capito per tempo (e che sventeremo con forza).  </p>

<p>Lei vuole alzare un polverone di fango sull’inchiesta di Mani Pulite per far ingoiare all’opinione pubblica il ripristino del famigerato art. 68 della Costituzione, in modo da garantire per sempre l’impunità a tutti parlamentari.</p>

<p>No, Presidente Berlusconi: noi di IDV non ci arrendiamo nemmeno di fronte ai ricatti e per questo votiamo convintamene No anche a quest’altra sua legge-porcata! </em></p>]]>
        
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    <title>A sostegno dei lavoratori Alcoa</title>
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    <published>2010-02-03T09:48:59Z</published>
    <updated>2010-02-03T11:21:16Z</updated>
    
    <summary> Mentre il Parlamento e&apos; paralizzato da giorni dalla sterile discussione di leggi sull’impunità da concedere al premier, le piazze si riempiono di lavoratori e disoccupati. Ieri è toccato a quelli dell&apos;Alcoa. In piazza a fianco a loro c&apos;era Italia...</summary>
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        <![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=5uJi6H5mrfo" target="_blank"><img alt="alcoa.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/alcoa.jpg" width="499" height="250" border="0" /></a></p>

<p>Mentre il Parlamento e' paralizzato da giorni dalla sterile discussione di leggi sull’<strong>impunità da concedere al premier</strong>, le piazze si riempiono di lavoratori e disoccupati. Ieri è toccato a quelli dell'<strong>Alcoa</strong>. In piazza a fianco a loro c'era Italia dei Valori invece del ministro Sacconi o di un rappresentante del governo, come  al solito (sempre che possano permettersi di scendere tra i manifestanti...).</p>

<p><strong>Testo dell'intervento</strong></p>

<p><em>Italia dei Valori vuole essere per una volta vicino al governo se oggi si decidesse, invece di impegnare il Parlamento per le leggi ad personam, di prendere un provvedimento a favore dell'Alcoa, e noi voteremo a favore. Se invece, ancora una volta, pensano di occupare il Parlamento per il legittimo impedimento questi lavoratori moriranno di fame. </p>

<p>Siamo qui per dire che mai come in questo momento c'è la necessità di una coesione sociale, di prendere provvedimenti per i lavoratori che domani non avranno più da mangiare. Mai come in questo momento il governo si deve occupare di questo problema.</p>

<p>E' assurdo che si debba perdere il posto di lavoro perché il governo sta ad aspettare la manna dal cielo. C'è la necessità di prendere dei provvedimenti, adesso e subito. </p>

<p>Oggi, in Parlamento, potevamo votare un provvedimento tutti insieme, maggioranza e opposizione, per dare loro la possibilità di sopravvivere. Oggi, invece, il Parlamento è stato occupato per fare una legge a favore di una persona sola. </p>

<p>Questa è ingiustizia sociale, perché le istituzioni non si occupano del lavoro che non c'è più, delle famiglie che non arrivano a fine mese, degli operai dell'Alcoa, di Termini Imerese e di centinaia di migliaia di persone in difficoltà. Chiediamo al governo che si decida a farlo, prima che scoppi la rivoluzione sociale.</em></p>]]>
        
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    <title>Orgoglioso di quella cena</title>
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    <published>2010-02-02T12:24:14Z</published>
    <updated>2010-02-03T11:18:19Z</updated>
    
    <summary> Sono orgoglioso di aver accettato l’invito a una cena prenatalizia insieme al comandante dei carabinieri di Roma, al questore Contrada e ad altri esponenti delle istituzioni. A differenza di altri che vanno con le veline io sono andato con...</summary>
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        <![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=kdLGaUPFMNY" target="_blank"><img alt="cena1992.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/cena1992.jpg" width="499" height="250" border="0" /></a><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=j3RoCo2Zeng" target="_blank"><img alt="007tonino_ilfilm.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/007tonino_ilfilm.jpg" width="499" height="95" border="0" /></a></p>

<p><strong>Sono orgoglioso</strong> di aver accettato l’invito a una cena prenatalizia insieme al comandante dei carabinieri di Roma, al questore <strong>Contrada </strong>e ad altri esponenti delle istituzioni. A differenza di altri che vanno con le <strong>veline </strong>io sono andato con i carabinieri che lavoravano con me e non in un night o in un ristorante, ma in una mensa dei carabinieri. Non sapevo neanche che esistessero le foto, le avranno fatte i carabinieri. </p>

<p>Se ha fatto qualcosa di sbagliato per cui è stato arrestato e condannato <strong>è lui ad aver sporcato quella cena, non io</strong>. A queste cose si poteva prestare un giornaletto di provincia, ma il <strong>Corsera</strong>.... Non sanno più cosa inventare, perché l’<strong>Idv è l’unica forza di opposizione</strong> e l’unica pecora fuori dal gregge.</p>

<p>Se fosse come dicono loro i 2mila miliardi di lire sequestrati nell’inchiesta <strong>Mani Pulite</strong> chi li avrebbe messi, io con gli straordinari fatti da metalmeccanico in Germania? Questi disinformatori vorrebbero che io confermassi la favola che mentre stavo facendo il metalmeccanico in Germania ad un certo punto sono stato contattato da un agente del <strong>Kgb</strong>, anzi era della <strong>Cia</strong>, che mi ha parlato in inglese e mi ha detto: "<em>ti regalo una laurea, poi ti faccio vincere un concorso di commissario di polizia, poi quello in magistratura poi ti faccio entrare nel pool di Milano, poi ti faccio mettere nel sacco e tutti insieme sconfiggiamo questa prima Repubblica del Caf </em>(<strong>Craxi</strong>, <strong>Andreotti </strong>e <strong>Forlani</strong>, ndr)". </p>

<p>E vissero tutti felici e contenti, anzi e vissero tutti con <strong>Berlusconi </strong>alla Presidenza del Consiglio....<strong>ma per favore, fateci lavorare per tentare di rimettere insieme i cocci di questo Paese allo sfascio</strong>.</p>

<p><strong>Leggi anche:</strong></p>

<p>- <a href="http://www.antoniodipietro.com/2010/01/tempo_di_infamare_12_bufale.html" target="_blank">Tempo di infamare: 12 bufale per un teorema</a> <em>(15 gennaio 2010)</em><br />
- <a href="http://www.antoniodipietro.com/2010/01/agente_super_bond.html" target="_blank">Tonino 007 superbond</a> <em>(17 gennaio 2010)</</p>]]>
        
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    <title>De Luca non e&apos; l&apos;alternativa</title>
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    <published>2010-02-01T17:22:42Z</published>
    <updated>2010-02-01T18:07:29Z</updated>
    
    <summary> Riporto una mia intervista pubblicata oggi dal quotidiano La Repubblica. Antonio Di Pietro: Ma mica De Luca se l&apos;è comprato, il Pd? Mica ce lo ha detto il Padreterno che deve essere lui? Non è assolutamente il nome adatto...</summary>
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        <![CDATA[<p><img alt="deluca.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/deluca.jpg" width="499" height="220" /></p>

<p>Riporto una mia intervista pubblicata oggi dal quotidiano <strong>La Repubblica</strong>.</p>

<p><strong>Antonio Di Pietro: </strong>Ma mica De Luca se l'è comprato, il Pd? Mica ce lo ha detto il Padreterno che deve essere lui? Non è assolutamente il nome adatto per dare alla Campania la svolta che merita. Non vedo perché impiccarsi al ricatto, alla forzatura di uno solo. L'accordo con il Pd resta ed è forte in tutte le altre undici regioni.</p>

<p><strong>Repubblica: </strong><em>Di Pietro, il veto dell'Idv resiste anche dopo la designazione ufficiale del Pd?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>C'è un equivoco. Non c'è un veto dell'Idv. C'è un nome che il Pd propone e sui cui praticamente il resto della coalizione non è d'accordo.</p>

<p><strong>Repubblica: </strong><em>C'è chi nota una contraddizione: lei ha sempre auspicato discontinuità dopo il quindicennio di governo bassoliniano, e De Luca si è imposto proprio con questo slogan. Ora, in sintonia con i bassoliniani, chiedete un passo indietro a De Luca.</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Ma io voglio uscire dalla logica della lotta tra cacicchi o tra sultani. Non mi interessa. Allora, se la suonano e se la cantano tra loro? Noi diciamo che la candidatura di De Luca non unisce, ma divide. Di più. Osservo che è lui come candidato ad essere solo, non il centrosinistra ad essere spaccato. E vogliamo veramente regalare la Campania al centrodestra, al Cosentino?</p>

<p><strong>Repubblica:</strong><em> Quali sono le vostre ragioni contro l'opzione De Luca?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Una ragione politica e un'altra etica. Politicamente, non possiamo mettere la stessa faccia che governa da anni e anni il suo pezzo di territorio e spacciarla per il nuovo. La sua politica non rappresenta la discontinuità. Noi dell'Idv non siamo per la politica del meno peggio, della rassegnazione.</p>

<p><strong>Repubblica: </strong><em>L'altra motivazione riguarda i due processi in cui è implicato il sindaco di Salerno?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Sì. Suggerirei all'imputato De Luca di impiegare il suo tempo a difendersi nei processi. Ne avrà di cose da ricostruire e da dire.</p>

<p><strong>Repubblica: </strong><em>Vendola auspicava, in alternativa, un candidato della società civile: è d'accordo?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro:</strong><em> Certo. Avevamo ragionato e condiviso alcuni nomi.</em></p>

<p><strong>Repubblica:</strong><em> Come i rettori, Guido Trombetti o Raimondo Pasquino.</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Certo, su Trombetti c'era un'intesa. Siamo per la discontinuità vera, non di facciata, non gridata.</p>

<p><strong>Repubblica: </strong><em>Il caso Campania non mette in discussione nulla dell'accordo con Bersani?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro:</strong> Non solo non tocca la nostra alleanza, ma voglio sperare con tutte le mie forze, fino al momento di depositare i nomi e le liste, che anche in Campania si realizzi questa coalizione. Che ci sia una compattezza del centrosinistra su un candidato condiviso.</p>

<p><strong>Repubblica: </strong><em>De Luca non pare intenzionato a fare un passo indietro: il suo nome è uscito da quelle primarie, poi andate deserte.</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro:</strong> Ma che senso avevano le primarie interne al partito? Il Pd non può stare alla forzatura, o al ricatto, di un nome. La Campania deve voltare pagina. Una stagione del centrosinistra è finita.</p>]]>
        
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    <title>Passaparola di lunedi 1 febbraio</title>
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    <published>2010-02-01T11:45:48Z</published>
    <updated>2010-02-08T11:48:51Z</updated>
    
    <summary> *** ATTENZIONE! L&apos;appuntamento con Passaparola di lunedì 1° febbraio 2010 andrà in onda, in via eccezionale, alle ore 16.30 *** Come ogni lunedì vi invito ad ascoltare l&apos;appuntamento in streaming sul mio blog di Marco Travaglio: Passaparola....</summary>
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        <![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=DRHuuITGM2o" target="_blank"><img alt="tronchettidovera.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/img/tronchettidovera.jpg" width="499" height="250" border="0" /></a></p>

<p><strong>*** ATTENZIONE! L'appuntamento con Passaparola di lunedì 1° febbraio 2010 andrà in onda, in via eccezionale, alle ore 16.30 ***</strong></p>

<p>Come ogni lunedì vi invito ad ascoltare l'appuntamento in streaming sul mio blog di <strong>Marco Travaglio</strong>: Passaparola.</p>]]>
        
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    <title>La Costituzione non si tocca</title>
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    <published>2010-01-30T18:14:54Z</published>
    <updated>2010-01-30T19:02:06Z</updated>
    
    <summary> Oggi Italia dei Valori è scesa in piazza in difesa della Costituzione, a Roma come a Milano. Questo governo ha già dichiarato più volte nel 2009 di voler cambiare la Costituzione in virtù del fatto che oggi questa non...</summary>
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<p>Oggi Italia dei Valori <strong>è scesa in piazza in difesa della Costituzione</strong>, a Roma come a Milano.</p>

<p>Questo governo ha già dichiarato più volte nel 2009 di voler cambiare la Costituzione in virtù del fatto che oggi questa non gli consente di <strong>produrre le leggi a proprio uso e consumo</strong> (il<strong> lodo Alfano</strong> ne è un esempio).</p>

<p>Una riforma della Costituzione ad opera di questo governo <strong>non è pensabile</strong>. In compenso potrebbero mettere mano a moltissimi altri settori che oggi sono sofferenti: <strong>primo tra tutti quello economico</strong>.</p>

<p>Da parte nostra posso assicurare che il tentativo di stravolgere lo Stato di diritto e la democrazia <strong>sarà oggetto della più dura opposizione</strong>.</p>]]>
        
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    <title>La confessione</title>
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    <published>2010-01-29T11:35:33Z</published>
    <updated>2010-01-29T12:16:50Z</updated>
    
    <summary> Finalmente hanno confessato e noi ora possiamo fornire pure la prova scritta. Sì, l&apos;ebbrezza dell&apos;impunità ed il menefreghismo verso le istituzioni hanno portato il Capogruppo e il suo vice del Popolo della Liberta&apos;, Cicchitto e Bocchino, a confessare le...</summary>
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        <![CDATA[<p><a href="http://www.antoniodipietro.com/documenti2/convocazione%20legittimo%20impedimento.PDF" target="_blank"><img alt="letterebocchino.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/letterebocchino.jpg" width="499" height="250" border="0" /></a></p>

<p><strong>Finalmente hanno confessato e noi ora possiamo fornire pure la prova scritta</strong>.</p>

<p>Sì, l'ebbrezza dell'impunità ed il menefreghismo verso le istituzioni hanno portato il  Capogruppo e il suo vice del Popolo della Liberta', <strong>Cicchitto </strong>e <strong>Bocchino</strong>, a confessare le reali motivazioni per cui la maggioranza parlamentare, succube di <strong>Berlusconi</strong>, vuole approvare la legge sul legittimo impedimento. Ecco la lettera autografa che i due furbacchioni hanno inviato ieri a tutti i deputati del Pdl. In essa si può leggere testualmente quanto segue:</p>

<p>"<em>Caro collega, da martedì prossimo 2 febbraio a partire dalle ore 10 voteremo la legge sul legittimo impedimento. Non serve ricordarti l’importanza che questo appuntamento ha per il PDL, il Presidente Berlusconi e il Governo e ti preghiamo pertanto di garantire la presenza per tutta la prossima settimana senza eccezione alcuna. Cordialmente. Firmato On. Fabrizio Cicchitto e On. Italo Bocchino</em>".</p>

<p>Dunque, per stessa ammissione dei proponenti, la legge sul “<strong><em>legittimo impedimento</em></strong>” non è una legge che serve a tutti i cittadini e al Paese ma è “importante” solo per “<em>il Presidente Berlusconi</em>”.  Di più: per questa legge, i parlamentari del Pdl vengono letteralmente precettati (ti preghiamo di garantire la presenza in aula per tutta la prossima settimana senza alcuna eccezione). Come a dire: per tutte le altre cose che facciamo in Parlamento e per quelle volte che non ci occupiamo di leggi ad personam potete pure non venire, ma questa volta proprio no, <strong>dovete esserci “senza alcuna eccezione”</strong>, <strong>perché questa legge serve a Berlusconi</strong>.</p>

<p><strong>Ecco a cosa è stato ridotto il Parlamento italiano: uno strumento ad uso e consumo di un regime piduista che ne ha snaturato ruolo e funzioni</strong>. I nostri parlamentari non hanno più alcuna libertà di scelta e – se vogliono sperare di essere rieletti (<strong>rectius rinominati dal Signore</strong>) – devono ubbidire tacendo e prostrandosi. Così faranno la settimana prossima anche tutti quei parlamentari del Pdl che affolleranno Montecitorio al contrario di ciò che è avvenuto questa settimana: siccome in Aula si discuteva di lavoro, ne mancavano quasi un centinaio. La settimana prossima, invece, volete scommettere che tutti insieme, ben intruppati e indottrinati, si presenteranno a Roma e lì, pronti ad umiliare il Parlamento e la Costituzione, all’unisono urleranno “<strong>Sì, padrone</strong>”? </p>]]>
        
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    <title>Il decreto Romani-Mediaset</title>
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    <published>2010-01-28T17:25:27Z</published>
    <updated>2010-01-28T18:52:06Z</updated>
    
    <summary> Il Parlamento sta esaminando in questi giorni il decreto Romani. Il provvedimento è sostanzialmente un attacco del Governo nei confronti di Sky e della Rete per ostacolare la concorrenza a Mediaset. Infatti, tra le righe del decreto, si consuma...</summary>
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        <![CDATA[<p><img alt="romanidecreto.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/romanidecreto.jpg" width="499" height="250" /></p>

<p><strong>Il Parlamento sta esaminando in questi giorni il decreto Romani. Il provvedimento è sostanzialmente un attacco del Governo nei confronti di Sky e della Rete per ostacolare la concorrenza a Mediaset.</strong><br />
Infatti, tra le righe del decreto, si consuma anche l’assalto alla Rete. Le disposizioni stabiliscono che le dirette streaming verranno equiparate alle dirette televisive e quindi sottoposte ad una autorizzazione obbligatoria con tutti i vincoli che ne conseguono. Inoltre si prevede l’oscuramento da parte del Garante che interviene sui provider di tutti quei canali video (compreso YouTube) sui quali verranno riscontrate eventuali violazioni del copyright. </p>

<p>Il decreto, che è il recepimento di una direttiva comunitaria, attende solo il parere del Parlamento per essere poi approvato definitivamente dal Consiglio dei ministri.<br />
Lo stesso Garante per le comunicazioni ha evidenziato pubblicamente le gravi criticità di questo provvedimento che, a nostro avviso, interviene illegittimamente su numerose materie.</p>

<p>Insomma, <strong>quando si trattava di adeguarsi ai richiami dell’Unione europea per sfrattare Rete 4 se ne son fregati</strong> ora, invece, in tutta fretta, il Governo, approfittando del recepimento di una direttiva comunitaria di contenuti assai limitati, introduce un strumento di censura per le reti internet. <br />
<strong>In Italia gli strumenti per punire le violazioni ci sono già</strong>, questo decreto vuole bypassare la magistratura e la polizia postale per poter utilizzare certe norme a proprio uso e consumo. <br />
Il decreto Romani rischia di diventare il manganello del Governo contro la Rete, oltre che l’ultimo di una lunga serie di colpi bassi a Sky. </p>

<p><strong>Silvio Berlusconi prima di disporre di un decreto del genere deve</strong>:<br />
 <br />
-<strong>scegliere se vuole fare il Presidente del Consiglio o il padrone di Mediaset</strong>. E’ indecente, infatti, che Berlusconi utilizzi le leggi dello Stato per contravvenire alle regole del libero mercato e avvantaggiare le sue aziende. </p>

<p>-<strong>restituire due delle tre reti televisive di cui dispone</strong>, concessioni che non possono accentrarsi in un unico soggetto ma devono essere distribuite per assicurare una pluralità di soggetti nel settore. Per una delle due, tra l'altro, si tratterebbe solo di dar seguito ad una sentenza della Corte di Giustizia europea, di cui questo governo è rispettoso a fasi alterne, e che da tempo ha disposto la restituzione di frequenze ben precise occupate abusivamente da Rete4 ma che spettavano ad Europa7.</p>

<p>-<strong>adeguare il prezzo delle concessioni delle frequenze radiotelevisive</strong>, oggi fermo ad un vergognoso <strong>1% del fatturato </strong>di Rti, <strong>almeno ad un 20%</strong> dei proventi complessivi derivanti dalla pubblicità.</p>

<p>Ecco, dopo aver fatto tutto questo, il Presidente del Consiglio e i suoi sodali avrebbero potuto parlare del decreto Romani in modo disinteressato.</p>

<p>Qualora non dovesse subire rilevanti modifiche a seguito dell’esame parlamentare in commissione, il gruppo dell’Italia dei Valori presenterà una proposta di parere con la quale chiederà al governo di ritirare lo schema di decreto  Romani.</p>]]>
        
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    <title>La Famigghia</title>
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    <published>2010-01-27T13:51:56Z</published>
    <updated>2010-01-27T13:59:26Z</updated>
    
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            <category term="Giustizia" />
    
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        <![CDATA[<p><img alt="imputamediasetelenco.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/imputamediasetelenco.jpg" width="499" height="300" /></p>

<p>L'<strong>estensione del legittimo impedimento a figli e amici</strong> sara' l'argomento con cui il Parlamento verra' messo a ferro e fuoco nei prossimi giorni dal <strong>Nerone nostrano</strong>.</p>

<p>Quest'uomo <strong>ha costretto gli italiani ad ingoiare di tutto</strong>, leggi ad personam per i suoi processi, leggi ad aziendam per i suoi soldi ed ora<strong> leggi ad familiam</strong>. L’accezione latina, in questo caso, la lascerei da parte e attribuirei al termine “familia” la venatura mafiosa: si vuole porre un clan di individui al di sopra della legge, una nuova categoria di intoccabili. Ma c’è una differenza rispetto alle precedenti norme, si è compiuto un salto in avanti con la proposta di oggi.</p>

<p>Le numerose precedenti leggi avevano finalità individuali ma benefici allargati (penso all’<strong>amnistia fiscale</strong>, al <strong>lodo Alfano</strong>),  ora si punta ad una legge su misura per una cerchia ristretta di cittadini, politici e non. <strong>Dove vuole arrivare il Presidente del Consiglio?</strong></p>

<p>Questa è da considerarsi attività sovversiva ed istigazione a delinquere che altera gli equilibri democratici e soffia sul fuoco dell’estremismo politico. Di chi è la colpa del <strong>clima d’odio</strong>? Di quale amore parla il governo? Di quello che porta <strong>vallette ed escort </strong>alle luci della ribalta o di quello che genera armonia e sana competizione politica per il bene del Paese?</p>

<p>Signor Presidente della Camera, <strong>Gianfranco Fini</strong>, chiedo oggi a lei: è ancora convinto che l’Italia debba scongiurare una democrazia giudiziaria piuttosto che il delirio di onnipotenza di un uomo senza più freni inibitori? Ed è sicuro che non sia meglio una democrazia giudiziaria ad un’<strong>oligarchia massonica</strong>?</p>

<p>Mi auguro che gli avvocati del Premier, pagati dai contribuenti, non comincino neanche a lavorare su questa indecente estensione di una norma altrettanto indecente. Infatti, questa volta, non aspetteremo né il dibattito in Aula, né l’intervento delle istituzioni o l’ultimo salvagente della Consulta,<strong> faremo subito appello alla comunità internazionale</strong>, portando il messaggio di <strong>emergenza democratica</strong> oltre i confini nazionali, perché di questo stiamo parlando.</p>]]>
        
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    <title>Alleanze sui programmi e sulle persone</title>
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    <published>2010-01-26T18:13:58Z</published>
    <updated>2010-01-26T18:43:53Z</updated>
    
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            <category term="Politica" />
    
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        <![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=rLCNpndGVhs" target="_blank"><img alt="alleanzepersone2010.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/alleanzepersone2010.jpg" width="499" height="250" border="0" /></a></p>

<p>Pubblico il video ed il testo del mio intervento durante la conferenza stampa di oggi a Montecitorio, al termine del colloquio con <strong>Pier Luigi Bersani</strong>.</p>

<p><strong>Giornalista: </strong><em>Presidente, oggi è stata ritrovata una sintonia con il Partito Democratico?</em></p>

<p><strong>Antonio Di Pietro: </strong>L'Italia dei Valori e il Partito Democratico sentono la responsabilità di costruire un'alternativa, ed io ho chiesto a Bersani di costruirla assieme prima che sia troppo tardi, prima che un regime partitocratico e piduista, che toglie ai poveri per dare ai disonesti, si appropri del Paese. Il 5, 6 e 7 febbraio l'Italia dei Valori celebra il suo congresso nazionale dove rilanceremo una proposta di "governo del domani", che costruiremo assieme per un'istituzione che si impegni di più per l'occupazione, il lavoro, la difesa dell'ambiente e del territorio, e meno degli speculatori ed evasori, a cui personalmente darei più sanzioni. La prospettiva di questa nuova coalizione che lanciamo è il rispetto del programma, della credibilità delle persone per ripristinare la fiducia nel rapporto tra partiti e cittadini. Sono tre elementi fondanti e fondamentali di questa nuova coalizione. Un impegno forte verso quelle persone che hanno avuto problemi con la giustizia e verso quelle che hanno fallito politicamente affinché si facciano da parte e lascino spazio alla società civile, anche nelle scelte dei candidati come è avvenuto alle primarie.<br />
Casini fa il suo gioco, e non voglio entrare nel merito del gioco dell'UDC. Ribadisco agli elettori che è bene votare chi, prima del voto, indica il programma, le persone con cui intende realizzarlo e in che modo. Concludo dicendo che se un partito sta da una parte e dall'altra non si sa se è maschio o femmina.</p>]]>
        
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    <title>Processo Mediaset: signor imputato che non c&apos;e&apos;</title>
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    <published>2010-01-25T17:02:09Z</published>
    <updated>2010-01-27T13:37:25Z</updated>
    
    <summary> Oggi il Presidente del Consiglio, come al solito, non era in Aula al processo per i diritti Mediaset. I suoi avvocati hanno dichiarato che non si presentera&apos; nemmeno alla prossima udienza, rinviata, quindi, per legittimo impedimento. Il Presidente del...</summary>
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        <![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Vz43WIb7kRo" target="_blank"><img alt="imputatoassente.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/imputatoassente.jpg" width="499" height="250" border="0" /></a></p>

<p>Oggi il Presidente del Consiglio, come al solito, non era in Aula al <strong>processo per i diritti Mediaset</strong>.</p>

<p>I suoi avvocati hanno dichiarato che non si presentera' nemmeno alla prossima udienza, rinviata, quindi, per legittimo impedimento.<strong> Il Presidente del Consiglio ha scarsa considerazione sia della magistratura che del Parlamento</strong>. Infatti, non si presenta in nessuna delle due sedi poiché lo considera, evidentemente, una perdita di tempo.</p>

<p>Quando intervengo in Aula mi rivolgo a lui come al “<em>signor Presidente del Consiglio che non c’è</em>”; invito i giudici a fare altrettanto in tribunale dicendo: “<em><strong>signor imputato che non c’è</strong></em>”.</p>

<p>Una delle quattro più alte cariche dello Stato che non rispetta né le istituzioni né la giustizia è un Presidente del Consiglio che <strong>ha a noia la democrazia</strong>. </p>

<p>Vorrei allora ricordargli che agli italiani, invece, piace la democrazia e non hanno intenzione di rinunciare alle proprie libertà. </p>

<p>Reputo, contrariamente all’opinione della maggioranza e alle precisazioni del Presidente della Camera, che non ci sia da scongiurare alcun avvento di una “<strong>democrazia giudiziaria</strong>”. </p>

<p>C’è sì, e deve continuare ad esserci, una corrispondenza tra reato e processo che va difesa dalla discrezionalità della politica. <strong>Se commetti dieci reati sei chiamato a risponderne in dieci processi</strong>.</p>

<p>Dopo tutto il Presidente del Consiglio ha evitato molti dei procedimenti a suo carico, non tanto perché è stata accertata la sua estraneità ai fatti contestati, ma perché <strong>lui è intervenuto per alterare il corso della giustizia </strong>soggiogandola alla discrezionalità della politica!</p>

<p>La questione qui è un’altra: <strong>come può quest’uomo essere coinvolto in così tanti processi ed essere alla Presidenza del Consiglio?</strong></p>

<p>Riporto di seguito il servizio dell’udienza al processo Mediaset.</p>

<p><strong>Testo del video intervento</strong></p>

<p><em>Non si presenta in aula e fa slittare le successive udienze di un mese. Il processo a carico di <strong>Silvio Berlusconi</strong> per la presunta compravendita a prezzi gonfiati di diritti televisivi e cinematografici riprenderà il primo marzo prossimo. </p>

<p>Seguendo lo stesso copione della scorsa udienza Berlusconi non compare in aula, a causa di nuovi impegni istituzionali - non si sa bene quali - e fa consegnare ai Giudici della Prima sezione Penale del Tribunale di Milano, una nuova lettera dove comunque presta il consenso perché si proceda senza di lui. </p>

<p>Ma dopo che a Corte si è pronunciata sull'ammissione di atti prodotti dall'accusa e relativa a verbali di interrogatori, sommarie informazioni e dichiarazioni spontanee, non ammessi quelli di Berlusconi nei processi "<strong>Guardia di Finanza</strong>" e "<strong>Consolidato Fininvest</strong>"; l'avvocato <strong>Piero Longo</strong> ha depositato un'istanza alla Corte in cui si chiede il rinvio dell'udienza del prossimo lunedì, primo febbraio, a causa di una visita istituzionale che il Presidente del Consiglio svolgerà nello stato di <strong>Israele</strong>. </p>

<p>Il Pubblico Ministero, <strong>Fabio De Pasquale</strong>, visibilmente contrariato si è domandato quando il sopraggiunto impegno fosse stato messo in calendario perché: "Leale collaborazione vuol dire leale collaborazione". </p>

<p>Il Presidente, <strong>Edoardo D'Avossa</strong>, ha disposto così la ripresa delle udienze il prossimo primo marzo osservando che, perdurando gli impedimenti, potrebbe decidere di stralciare la posizione di Berlusconi celebrando le udienze il sabato e proseguendo le udienze degli altri imputati il lunedì, per poi - eventualmente - riunirli al termine dell'istruzione dibattimentale. </p>

<p>In caso di stralcio, però, non è detto che a Berlusconi capiti, casualmente, di essere impegnato anche il sabato.</p>

<p>Se la Corte, ad un certo punto, dovesse ritenere non più legittimo l'impedimento del Premier, beh a questo punto - ha spiegato l'avvocato Longo - la Camera dei Deputati potrebbe sollevare un conflitto d'attribuzione tra poteri dello Stato davanti alla Consulta. </p>

<p>Oltre al rinvio la difesa di Silvio Berlusconi ottiene anche il rigetto della richiesta dell'accusa di assumere al processo le dichiarazioni del loro assistito, e di altri imputati, rese in passato.</p>

<p>Il processo che vede coinvolto, oltre al Presidente del Consiglio, anche <strong>Fedele Confalonieri</strong>, il produttore <strong>Frank Agrama</strong> - considerato socio occulto di Berlusconi - ed altri funzionari del biscione e di importanti major cinematografiche, ha come oggetto l'accertamento della responsabilità relativamente a presunte vendite, a prezzi gonfiati, dei diritti per film o serie tv, con lo scopo - da un lato - di evadere il fisco e - dall'altro - di accantonare grosse somme di denaro. Fondi neri da usare per ogni necessità. </p>

<p>Tutto rinviato, dunque, al primo marzo prossimo, mentre in Parlamento si lavora alle nuove norme per togliere Silvio dai guai.</em></p>

<p><a href="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/imputatimediaset.html" onclick="window.open('http://www.antoniodipietro.com/immagini2/imputatimediaset.html','popup','width=480,height=640,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false" style="margin-bottom:3px;"><img alt="fotoelencoimputamediaset.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/fotoelencoimputamediaset.jpg" width="499" height="80" border="0" /></a></p>]]>
        
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