18 Marzo 2010
Puglia: non diremo che i giudici sono camicie nere
L'ex vicepresidente della Giunta regionale pugliese, Sandro Frisullo, in quota Pd, e' stato arrestato e condotto in carcere. E' accusato di associazione per delinquere, corruzione e turbativa d'asta nell'ambito dell'inchiesta sulla sanita' pugliese.
Se la magistratura ha ritenuto di dover intervenire, avrà avuto sicuramente i suoi buoni motivi. L’Italia dei Valori non dirà che si tratta di giustizia ad orologeria, né accuserà i magistrati di essere delle ‘camicie nere’ al soldo della destra e neppure che i magistrati vogliono interferire sull’esito delle elezioni regionali. Il ‘caso’ Frisullo è l’ennesima prova che la giustizia in Italia non ha colore politico ed è sana. Il fatto che i magistrati abbiano compiuto delle indagini nei confronti di esponenti del Pd, nel caso specifico di Sandro Frisullo, dimostra la loro comprovata terzietà. Frisullo, se è innocente, lo dimostrerà in tribunale.
La verità è che una parte della politica vuole inculcare nei cittadini la repulsione verso la legalità e verso il rispetto delle regole. Trovo grottesco che lo stesso ministro della Giustizia, Angelino Alfano, denigri un giorno sì e l’altro pure la categoria che dovrebbe rappresentare, ponendosi, invece, supinamente al servizio di un plurindagato e presidente del Consiglio.
Quello che dobbiamo chiederci, invece, è un’altra cosa: su quali fronti il governo ha lavorato senza sosta, con zelo legislativo e con feroce accanimento dal 2008 ad oggi? Anche un bambino vi direbbe: “Informazione e giustizia”. Perché? Le ragioni sono semplicissime: senza la libera informazione e senza il lavoro della magistratura, non saremmo mai venuti a conoscenza delle risate degli avvoltoi all’indomani del sisma aquilano e degli appalti de l’Aquila, di Mills, che è stato condannato (e non assolto, caro Minzolini), delle relazioni di Cosentino con la camorra, del papello tra mafia e Stato, delle rivelazioni di Spatuzza e Ciancimino, dei voli di Stato con il menestrello di corte Apicella, delle telefonate ad Innocenzi, a Minzolini a Gianluigi Magri (componente Agcom dell’Udc).
Senza Annozero, Report, Ballarò e la Rete, che sono le ultime sacche di resistenza dell’informazione, così come l’Italia dei Valori lo è in politica ed il Csm nelle istituzioni, non riesco neanche ad immaginare che Paese sarebbe l’Italia. Berlusconi vuole,con ferocia, fucilare gli ultimi “partigiani” per avviarsi finalmente verso una sorta di sultanato.
Spazzati via questi “sovversivi rossi”, non ci sarà bisogno dell’esercito per effettuare il golpe anzi, non ci sarà proprio bisogno di nessun golpe, andrà bene un sultanato, nei fatti già operante, dove loro, la cricca, si spartiscono amichevolmente il Paese.
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17 Marzo 2010
Tremonti: un pittore astrattista
Riporto il testo del mio intervento di oggi, alla Camera dei Deputati, per la dichiarazione di voto finale dell'Italia dei Valori sulle mozioni concernenti le "misure urgenti per contrastare la crisi economica in atto".
Testo dell'intervento
Signor Ministro dell'economia, immaginavo che lei svolgesse tante attività, ma non sapevo che fosse anche un pittore astrattista. Lei ha dipinto un'Italia che non c'è, se l'è inventata lei quest'Italia. Lei ha detto al collega Bersani che non sa se un'altra Italia è possibile, ma che non è preferibile: per chi non è preferibile? Per i suoi amici evasori fiscali a cui ha dato lo scudo fiscale?
Per la cricca delle imprese che si assicurano gli appalti con la scusa dei grandi eventi o con la scusa delle emergenze? O per tutti quelli che attraverso le intercettazioni telefoniche riusciamo a scoprire cosa stanno commettendo (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà)?
Signor Ministro dell'economia, mi riferisco a lei e al suo Presidente del Consiglio che non c'è mai e che fa sempre il latitante, sia nelle aule di giustizia che nel Parlamento (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). Quello che invita sempre gli italiani ad essere ottimisti e che la colpa di ciò che accade è sempre nostra che denunciamo i mali e non del Governo che non fa nulla. Bene, vorrei fare un altro quadro della situazione che forse lei non sa, chiuso nel suo torrione insieme al suo Presidente del Consiglio. Forse lei non lo sa, ma raccontando di un'Italia bella e prosperosa, di un Governo che va a gonfie vele e degli italiani che sono tutti contenti di ciò che lei sta facendo, lei ha raccontato una balla spaziale. Provi a raccontarla ai milioni di lavoratori e alle migliaia di aziende stanno chiudendo e vedrà cosa le rispondono. Il 2009 è stato in assoluto uno dei peggiori anni dell'ultimo dopoguerra, in quanto il prodotto interno lordo dell'Italia è crollato del 5 per cento: solo nel 1945 abbiamo avuto una caduta della ricchezza di simili proporzioni, ma il 1945 era stato un anno di guerra e oggi è solo un anno di approfittatori. Mai in un anno di pace il nostro Paese ha conosciuto una crisi economica e sociale delle dimensioni di quella dello scorso anno. Lei dice che va tutto bene, ma lo scorso anno le ricordo e ricordo al suo Presidente del Consiglio che non c'è (quello che fa sempre il latitante) che la produzione industriale è precipitata del 17,4 per cento rispetto all'anno precedente (produzione industriale precipitata del 17 per cento); che le esportazioni italiane, contrariamente a quanto lei affermato, sono tracollate del 21 per cento rispetto al 2008 e che si è trattato del peggior risultato degli ultimi quarant'anni e al Governo ci siete voi. Forse lei non lo sa nella sua descrizione idilliaca che ha fatto, ma migliaia di piccole imprese sono state costrette a chiudere; migliaia di lavoratori autonomi e piccoli commercianti con le loro partite IVA si sono trovati improvvisamente senza clienti e, quindi, anch'essi costretti a chiudere (Commenti dei deputati del gruppo Lega Nord Padania). Forse lei non lo sa, ma il tasso di disoccupazione è cresciuto dal 6,8 all'8,6 per cento dall'anno scorso a quest'anno. Forse lei non lo sa, ma dalla metà del 2008 alla fine dello scorso anno 600 mila lavoratori si sono trovati senza lavoro e le piccole e medie imprese hanno ridotto in media del 30-40 per cento il loro fatturato. Lei dice che va tutto bene e che siamo felicissimi in questo Paese, ma in quale Paese vive: in quello di bengodi di casa sua o in quello di Arcore del suo amico Presidente (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori e di deputati del gruppo Partito Democratico)? Forse lei non lo sa, ma Confindustria stessa stima che i disoccupati, tenendo conto dei lavoratori in cassa integrazione, abbiano ormai raggiunto la quota del 10 per cento della popolazione attiva. Forse lei non lo sa, ma la cassa integrazione ha coinvolto quest'anno circa 1 milione e 200 mila lavoratori. Forse lei non lo sa, ma l'Italia rappresenta il fanalino di coda sugli stipendi (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). A parità di acquisto il nostro Paese occupa il ventitreesimo posto sui trenta Paesi dell'OCSE con un salario medio netto annuo che ammonta a poco più di 14.700 euro (Commenti dei deputati del gruppo Lega Nord Padania).
Il lavoratore italiano percepisce un compenso salariale che è inferiore del 44 per cento rispetto al dipendente inglese; guadagna il 32 per cento in meno di quello irlandese; il 28 per cento in meno di un tedesco; il 19 per cento in meno di un greco; il 18 per cento in meno di un francese; il 14 per cento in meno di uno spagnolo. D'altronde lei lo dovrebbe sapere, in quanto ha guadagnato solamente 70 mila euro quest'anno, o 30 mila euro.
Che dire della situazione disastrata in cui si trova il nostro Mezzogiorno? Il Mezzogiorno è già chiuso in una grande gabbia, signor Ministro e signor Presidente che non c'è. Infatti, a parità di lavoro i salari sono ridotti del 25 per cento rispetto al nord, mentre il costo della vita è inferiore al 16 per cento. La disoccupazione è doppia in molte regioni rispetto al nord, ma il problema non riguarda solo il meridione: è tutto il Paese al collasso a cominciare dal profondo nord abbandonato a se stesso da quelli che dicono che vogliono pensare al nord e che, invece, sono diventati più centralisti di quelli che stanno a Roma, e mi riferisco alla Lega ovviamente (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).
Nel 2009 - forse lei non lo sa, signor Ministro, né lo sa il suo Presidente del Consiglio, che pensa soltanto ad usare il telefonino per gli affari suoi - 110 mila attività commerciali hanno chiuso per la principale ragione del calo drastico dei consumi delle famiglie, perché non c'è più lo stesso potere d'acquisto da parte delle famiglie. Forse lei non lo sa, ma nel 2010 altri 600 euro per ogni famiglia verranno erosi dall'aumento delle tariffe di luce, acqua, gas e trasporti. Insomma, siamo di fronte ad un dramma economico e sociale per centinaia di migliaia di famiglie, per cui la gestione della crisi deve diventare la priorità nazionale del Governo e del Parlamento. Voi, invece, signor Presidente del Consiglio, signor Ministro, tutto il Governo, ve la cantate, ve la suonate e ve la ridete da soli. Sprizzate ottimismo, ridete, fate i galambour, accusate noi che vi sproniamo ad assumervi le vostre responsabilità di essere dei piantagrane. Lei vorrebbe essere lasciato in pace, signor Presidente del Consiglio che non c'è. Lei signor Ministro e voi del Governo vorreste essere lasciati in pace, mentre come novelli Nerone nostrani ve la godete vedendo il nostro Paese bruciare. Ma noi non ve lo permetteremo, perché noi vi incalzeremo tutti i giorni e vi inchioderemo alle vostre responsabilità di satrapi e irresponsabili uomini di Governo. È da quindici anni che sentiamo il Presidente Berlusconi promettere un nuovo miracolo economico italiano. Ma non ci ha detto a favore di chi: degli speculatori, degli evasori fiscali, di se stesso, perché finora non abbiamo visto alcun miracolo italiano per le famiglie, per le imprese sane, per coloro che pagano le tasse, per coloro che rispettano le regole del gioco. Poi vi siete accorti in che dramma di povertà state portando il nostro Paese. Secondo la recente indagine della Banca d'Italia la quota di poveri nel nostro Paese è pari al 13 per cento. Siamo un Paese con una distribuzione del reddito ed una ricchezza disuguale, ineguale, perché voi state facendo un'attività e una politica economica che crea disuguaglianza sociale e creerà rivolta sociale. Poi si dice che è colpa di quelli che fomentano la rivolta. Siete voi che fomentate la rivolta sociale. Voi non lo sapete, ma fuori, nelle fabbriche e nel Paese, ci sono cittadini che soffrono, che non arrivano a fine mese, famiglie che non ce la fanno più (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). È per questa ragione che voi siete gli autori di questa rivolta sociale che sta per arrivare, di questa disperazione sociale. Voi non vi rendete conto che il rischio povertà in Italia è molto elevato, soprattutto tra i giovani. Tra i minorenni nel 2006 il 19,3 per cento è in stato di povertà. Si tratta di un valore che non ha uguali tra i Paesi avanzati. Voi non potete pensare soltanto al sistema bancario e al sistema delle grandi imprese. Dovete pensare a un'economia diffusa, ad un'economia uguale per tutti, che porti benefici a tutti e non privilegi a pochi.
Insomma, voi, Ministro dell'economia e delle finanze e Presidente del Consiglio, non lo sapete, ma siamo di fronte ad un Paese che non cresce, che è sempre più caratterizzato da disparità e disuguaglianza sociale. I divari di reddito e di ricchezza stanno creando vaste aree di esclusione sociale. Ci sono decine di migliaia di giovani che non completano il ciclo di istruzione secondaria, che non sono in grado di affrontare le sfide dell'economia moderna. Un Paese così ineguale, che rinuncia a coinvolgere nello sviluppo fette importanti di popolazione è un Paese nel quale viene meno la nozione di cittadinanza. Lei sta trasformando i cittadini in sudditi in questo Paese. Voi e questo Governo, che assume sempre più i connotati di un regime. Anche questo bisogna dire: voi non volete far sapere nulla di ciò che state combinando. È per questo che, a partire dal Presidente del Consiglio, telefonate al direttore del TG1, Minzolini, e al commissario dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, per fare in modo che ci sia un'informazione accomodante e asservita al vostro potere (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori - Commenti dei deputati del gruppo Lega Nord Padania). Voi siete l'espressione del moderno regime, ma noi vi contrasteremo dentro e fuori dall'Aula, perché noi facciamo parte della resistenza (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori - Congratulazioni - Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania).
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Chiedo rava ma rispondono fava
Pubblico il video ed il testo del mio intervento di oggi, alla Camera dei Deputati, durante il consueto question time, dove ho illustrato un'interrogazione parlamentare al ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito, in merito all'articolo pubblicato de Il Fatto Quotidiano lo scorso 12 marzo riguardante l'indagine di Trani che coinvolge il Premier Berlusconi, Innocenzi dell'Agcom e il direttore del TG1 Minzolini.
La domanda
Antonio Di Pietro: Signor Presidente, abbiamo chiesto e vogliamo chiedere al Presidente del Consiglio le ragioni del suo comportamento: vorremmo chiedergliele, ma denunciamo ancora una volta che anche qui si dà latitante, così come in ogni aula di giustizia. Nei confronti del Parlamento il Presidente del Consiglio non può però permettersi di darsi latitante e deve farci sapere per quale ragione al mondo egli, da Presidente del Consiglio, si permette di telefonare al direttore del TG1, Minzolini, per avere un'informazione accondiscendente a sé stesso, per quale ragione al mondo egli si permette di interagire con un commissario dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per fare in modo che quell'Autorità sanzioni e chiuda tutte le trasmissioni che non fanno comodo a lui e - per quanto riguarda questa forza politica, l'Italia dei Valori, e la mia persona in particolare - per quale ragione al mondo egli non vuole far sentire la voce dell'opposizione agli italiani. Questo è regime: ci dica, il Presidente del Consiglio che non c'è, per quale ragione al mondo insista a fare così (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori)!
La risposta
Elio Vito: Signor Presidente, l'onorevole Di Pietro e i deputati del gruppo dell'Italia dei Valori con la loro interrogazione chiedono di conoscere quali elementi ritenga il Governo di fornire al Parlamento in relazione alla vicenda di cui in premessa e quali iniziative il Governo intenda assumere al fine di ristabilire la correttezza dei rapporti istituzionali.
In relazione a tale interrogazione quindi, onorevole Di Pietro, la informo che lo scorso 15 marzo il Ministro della giustizia, per il tramite del competente ispettorato generale, ha provveduto a disporre un'inchiesta amministrativa presso la procura della Repubblica di Trani, in relazione alle notizie riportate da articoli di stampa concernenti presunte pressioni che il Presidente del Consiglio dei ministri avrebbe posto in essere nei confronti del commissario dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e del direttore del TG1 per bloccare la messa in onda di talune trasmissioni televisive.
In particolare, secondo quanto riportato dagli organi di stampa sarebbero state intercettate diverse conversazioni telefoniche in relazione alle quali risulterebbe ipotizzato il reato di concussione. Per tale ragione, il Ministro della giustizia ha inteso disporre un'inchiesta amministrativa al fine di operare ogni necessario approfondimento e chiarire principalmente le ragioni della fuga di notizie verificatasi nell'ambito delle indagini in corso presso la predetta procura.
Ciò, sempre secondo quanto precisato dal Ministro della giustizia, anche per escludere ogni eventuale abuso connesso all'utilizzo dello strumento investigativo costituito dalle intercettazioni telefoniche e verificare, altresì, il rispetto dei parametri normativi in tema di competenza territoriale e di competenza del tribunale per i reati ministeriali, tenuto conto della natura dei reati ipotizzati e della qualificazione soggettiva di taluni indagati.
All'esito dell'accertamento ispettivo in questione, il Ministro della giustizia potrà valutare se siano stati posti in essere da parte dei magistrati comportamenti rilevanti sul piano disciplinare. In conclusione, onorevole Di Pietro, non posso che confermarle che il Governo intende continuare ad operare in leale collaborazione con tutti gli altri organi istituzionali.
La replica
Antonio Di Pietro: Siccome non credo che lei ci è, credo che lei ci faccia: io le ho chiesto «rava» e lei mi ha risposto «fava». Io le ho chiesto la ragione per cui il Presidente del Consiglio, nell'esercizio delle sue funzioni, si sia permesso di tentare di bloccare le parole di una formazione politica presente in Parlamento quando questa stava in una trasmissione pubblica pagata con i soldi del servizio pubblico della RAI; io le ho chiesto la ragione per cui il Presidente del Consiglio si sia permesso di interagire con il direttore del TG1, che è un servizio pubblico pagato con i soldi dei cittadini, per fare in modo che l'informazione vada a senso unico e a piacere suo; io le ho chiesto le ragioni per cui questo signore, Presidente del Consiglio, si permette di interagire con l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che, per legge, deve garantire la trasparenza e la pluralità dell'informazione (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).
E lei mi risponde che ha mandato un'ispezione a Trani per verificare perché hanno scoperto questo? Quel che vogliono sapere gli italiani non è perché questo è stato scoperto, ma perché è stato commesso questo abuso, qual è la ragione per cui il Presidente del Consiglio non si rende conto che siamo in una democrazia parlamentare e che in una democrazia parlamentare si rispettano le disposizioni, si rispettano le voci dell'informazione libera, si rispettano le controparti, in una democrazia parlamentare!
Questo è quel che non capisce il Presidente del Consiglio; e il Ministro Alfano non capisce e non si rende conto che le questioni di competenza e di fuga di notizie sui titoli di reato non deve deciderle l'ispezione, devono deciderle i magistrati all'interno dei conflitti di competenza e delle questioni di giurisdizione.
Quanto alla fuga di notizie, infine, forse non lo sa il Ministro Alfano, glielo dico io chi ha fatto la prima fuga di notizie: l'ha fatta proprio Minzolini ed è la ragione per cui sta agendo la procura di Trani (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).
Care Amiche e Cari Amici,
sabato 20 marzo, alle ore 17.30, presso il Centro Congressi Confcommercio in via Corso Venezia 47, a Milano, Luigi de Magistris ed io prenderemo parte all’iniziativa “Attenti a quei due”. Insieme a noi, per coordinare il dibattito, ci sarà anche Gianni Berbacetto. Un’occasione per discutere di quanto sta avvenendo nel nostro Paese, dove lo svuotamento della democrazia e del diritto da parte del Governo è ormai una prassi consolidata. Un Paese dove la Costituzione è ridotta a lettera morta dalle leggi ad personam varate per garantire l’immunità del premier, mentre la magistratura è sotto attacco, continuato e progressivamente sempre più pesante, da parte della maggioranza che ci governa e che vorrebbe porsi al di sopra della legge e della giustizia. Una nazione dove la difficile condizione economica vissuta dagli italiani è divenuta, per l’esecutivo, argomento di secondaria importanza rispetto al coinvolgimento giudiziario del presidente del Consiglio, che catalizzata la vita politica del Paese oltre che l’attività parlamentare finalizzata a renderlo immune dalla legge attraverso provvedimenti ad hoc. In occasione dell’iniziativa “Attenti a quei due”, saremo naturalmente disponibili a rispondere alle domande che i presenti vorranno porci, ma anche a quelle che saranno avanzate sulla pagina Facebook dedicata all’evento. Al termine del dibattito verrà trasmesso il monologo di Beatrice Luzzi, “Poliziotta per Amore”. Vi aspetto e mi auguro di vedervi sabato a Milano.
Antonio Di Pietro
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16 Marzo 2010
Saranno i cittadini a processarlo prima dei giudici
La Procura di Trani ha confermato nella serata di ieri che il presidente del Consiglio e' indagato per i reati di concussione e violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario, ossia all'Agcom (Autorita' per le Garanzie nelle Comunicazioni) . Berlusconi si giustifica dicendo che "quelle telefonate erano doverose". La verità è che lui può permettersi pressioni su Confalonieri e sulle sue aziende, ma non su autorità e funzionari pubblici delle televisioni che, sulla carta, ancora non gli appartengono poiché questo comportamento porta il nome di "concussione", ed è il reato, appunto, di cui si è macchiato e per cui sarà processato e condannato.
Il reato di concussione è il più grave che un funzionario pubblico possa commettere in tale veste. Consiste nel pretendere o nel farsi promettere denaro o un altro vantaggio, anche non patrimoniale, abusando della propria posizione. Anche se l’ennesimo processo a suo carico non cambierà di una sola virgola il casellario giudiziario da “nemico pubblico”, tuttavia questa causa è sicuramente scottante per Berlusconi. Il vecchio disco per cui sono i comunisti ed i magistrati che tramano non regge, anche se ci sta provando, perché lui e i suoi scagnozzi hanno fatto tutto da soli. Ma questa volta saranno i cittadini a processarlo prima di quanto non faccia il tribunale. Infatti, da una parte, Berlusconi ha scoperto le carte ammettendo (anche davanti ai suoi ciechi elettori di cui fa bene a temere l’astensione ora che sanno chi hanno portato al governo), che il suo consenso è frutto di manipolazioni della coscienza degli italiani tramite le televisioni di cui dispone. Ha contravvenuto, quindi, alla prima regola dell’imputato che lui ha sempre applicato: negare, negare, negare sempre. Dall’altra parte, ora abbiamo la prova di come mai il suo reddito milionario è raddoppiato da 14 mln del 2008 a 23 mln del 2009. Non è infatti da escludere che la gestione disastrosa del servizio pubblico per assecondare la propaganda berlusconiana abbia drenato share e pubblicità dalle reti pubbliche a quelle del Premier, riempiendo le tasche degli azionisti Mediaset.
L’esposto alla Corte dei Conti che l’Italia dei Valori ha fatto per danno erariale, dovuto alla sospensione dei talk-show e alla conseguente perdita di share delle reti pubbliche, ha ora anche un responsabile (o più di uno) che l’ha generato e su cui lo Stato potrà rivalersi costituendosi parte lesa nei confronti di questi farabutti. Ritengo, a questo punto, che nessuno potrà nutrire più alcun dubbio sul fatto che occorra sottrarre al più presto dal giogo dei politici le nomine Rai, della Vigilanza e dell’Agcom che sono oggi inattendibili, paralizzate e compromesse da logiche meramente partitiche. Insomma è fondamentale risolvere il più grande conflitto di interessi del pianeta.
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15 Marzo 2010
Berlusconi chiama, i sicari eseguono
Berlusconi telefona, i sicari eseguono. Berlusconi ordina: "Via Santoro, via Floris, via Dandini e via Di Pietro dalle televisioni pubbliche", e i sicari dell’informazione, Innocenzi, Minzolini e chissà quanti altri, eseguono in perfetto stile mafioso.
Dopo essersi ritagliato l'82% degli spazi dedicati alla politica nelle televisioni (Raiset), azzerando il concetto di par condicio, Berlusconi sceglieva pure chi doveva rappresentare quel misero 18% che restava. Non capisco poi perché ha così paura dell’Italia dei Valori, forse perché non abbiamo mai ceduto al canto delle sirene di un dialogo che, oggi, tutti i partiti d’opposizione riconoscono impossibile?
Il motivo per cui l’Italia dei Valori, ed il sottoscritto in particolare, sono stati esclusi per mesi dal Tg1 condotto da Minzolini è presto spiegato. Ed presto spiegato anche il motivo per cui i brevi spazi concessi all’Italia dei Valori, erano esclusivamente quelli oggetto di attacchi e denigrazioni volte ad indebolirne il consenso presso l’opinione pubblica.
Le indiscrezioni, apparse sui giornali, per quel che mi riguarda, non hanno aggiunto nulla di nuovo. Non c’era bisogno di leggere nero su bianco le pressioni esercitate da un corruttore per comprendere il disegno volto ad oscurare l’Italia dei Valori. Certo è che ora, forse, qualche berluscones avrà intuito di essere una marionetta nelle mani di Mangiafuoco. Certo è che ora ci sono le evidenze formali per porre, ancora una volta, quest’uomo sotto processo. Certo è che lui, come sempre, negherà l’evidenza. Accuserà i magistrati e dichiarerà a reti unificate, come ha già fatto, di essere vittima di un “clima avvelenato”. Lui che ha avvelenato tutti i pozzi della democrazia: da quello del Parlamento a quello del Quirinale da quello della Consulta alla televisione pubblica, fino ad arrivare alla giustizia. Con un’incredibile faccia di bronzo si spaccia per vittima.
Vergogna, vergogna, vergogna. A breve gli ispettori del ministro dell’ingiustizia rovisteranno tra le carte dei magistrati per raccogliere prove che possano avallare la tesi preconfezionata del triplice abuso da parte dei giudici di Trani, e così soffocare le indagini in corso. I vizi con cui il fido Alfano ha già marchiato i giudici pugliesi sono la competenza territoriale, l’abuso delle intercettazioni e la rivelazione del segreto d'ufficio. Anche se questi presunti vizi dovessero essere confermati, i cittadini saprebbero comunque valutare la verità di quelle ignobili numerose telefonate con cui Silvio Berlusconi ha disposto dei dirigenti del servizio pubblico e degli organi di controllo come fossero i giardinieri di casa sua.
Il Presidente del Consiglio dovrebbe sottoporsi al più presto, con una dignità che oggi non riesco ad attribuirgli, al giudizio degli elettori. Ma non lo farà poiché sa benissimo che gli italiani valuterebbero come inqualificabile il suo operato di governo. Berlusconi rischierebbe un crollo di consensi dovuto anche a questa ignobile cospirazione nei confronti dello Stato e della democrazia.
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Passaparola di lunedi 15 marzo
Testo:
Buongiorno a tutti, scrive Vittorio Feltri oggi, anche a lui capita di scrivere delle cose sensate almeno nelle prime righe “Il fatto quotidiano” giornale criticabile e criticato, ma interessante, tant’è vero che con 4 gatti in redazione, riesce a far impazzire il potere e a vendere abbastanza copie per essere autonomo, pubblica alcuni giorni fa una notizia in copertina “la Procura di Trani ha aperto un’inchiesta che riguarda anche Berlusconi, arricchita di intercettazioni telefoniche in cui il Premier ne dice di ogni colore contro Santoro e Floris, programma Annozero antipatizzante del centro-destra” va bene, questa è la sintesi, ci prendiamo volentieri del giornale autonomo che fa impazzire il potere e che vende abbastanza copie, questo è un merito oltre che dei nostri giornalisti, anche di voi lettori e state addirittura aumentando in questi ultimi giorni!
L'inchiesta di Trani su Berlusconi, Minzolini e l'Agcom (espandi | comprimi)
La notizia è chiara, c’è un’inchiesta a Trani in cui il Premier è indagato per concussione, sono indagati anche, forse per concussione o per qualche altro reato collegato il direttore del Tg1 Minzolini e il commissario dell'AgCom, l’autorità garante per le comunicazioni Giancarlo Innocenzi, già dirigente della Fininvest, già membro del Governo Berlusconi come sottosegretario alle stesse comunicazioni.
"Chiudete tutto" (espandi | comprimi)
Queste sono le 3 trasmissioni a cui si fa riferimento, c’è un passaggio che riguarda Parla con Me, è un passaggio che riguarda Ballarò, c’è invece proprio una guerra quotidiana a Annozero, quindi il problema N. 1 è Annozero e queste intercettazioni vengono fatte tra il novembre e il dicembre, a quello che abbiamo pubblicato almeno del 2009, cioè quando Annozero riparte dopo i tentativi di sabotaggio fatti a settembre, vi ricordate il contratto mio, i contratti con la redazione, tentativi di rinviarne la partenza, pretesti di ogni genere, una volta partito poi Annozero ovviamente si occupa del caso della D'Addario, poi del caso Spatuzza, Ciancimino, Cosentino, il processo breve…
Annozero è il primo problema (espandi | comprimi)
Quindi questo è il problema, Annozero buca l’agenda unica berlusconiana e impone all’attenzione delle persone dei temi che senza Annozero non ci sarebbero, non è un merito di Annozero, è un demerito di tutti gli altri che non fanno quello, perché Annozero non fa altro che fare quello che fanno i giornali liberi se ce ne sono e cioè parlare di tutto ciò che è di attualità a cominciare dalle cose che gli altri non dicono, è un fatto di mercato, non è mica un fatto di bravura!
Il cortocircuito di controllori e controllati (espandi | comprimi)
Soprattutto il problema è proprio quel corto circuito che fa sì che controllori e controllati siano diventati pappa e ciccia e così nessuno controlla più nessuno, anzi invece del controllo c’è la censura, il tentativo di chiudere in maniera illegale e incostituzionale una trasmissione e di impedirle di parlare degli argomenti di cui parlano tutti i giornali, questi sono i problemi e voi vedete i giornali che hanno preso il buco e lo soffrono, da Il Fatto quotidiano, un giornale di 4 gatti, come dice Il giornale di Feltri, come divagano, inchiesta strana, inchiesta misteriosa, fuga di notizie, tutte scemenze naturalmente, inchiesta strana?
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14 Marzo 2010
13 marzo 2010: una giornata di resistenza
Pubblico il video ed il testo del mio intervento durante la diretta streaming di ieri da Piazza del Popolo a Roma.
Testo dell'intervento
Amici della Rete, eccoci qua. Qui c'e' il popolo vero, quello della speranza. Perche' sono qui? Loro sono qui per ricordare a noi esponenti di partito di fare il nostro dovere. Il nostro dovere, in questo momento, è di fare resistenza, resistenza, resistenza al neofascismo del piduista berlusconiano, prima che sia troppo tardi.
Amici della Rete, mi raccomando, non cadete nella tentazione di non andare a votare perché ci sono solo due modi per liberarci da questo neofascista: o con “la presa della Bastiglia”, ma non possiamo fare la rivoluzione, o attraverso il voto, mandandolo a casa. Per questo vi invito ad un atto di responsabilità che anche noi dell'Italia dei Valori vogliamo perseguire.
Oggi sto facendo una manifestazione insieme con altri esponenti di partito e con i quali, molte volte, mi sono trovato in dissenso. C'è però un momento in cui, per difendere la democrazia nel nostro Paese, anche le persone con idee diverse tra loro hanno il dovere di stare insieme. Lo hanno fatto i nostri padri per liberarsi da Mussolini, dobbiamo farlo noi per liberarci da Berlusconi. Non c'è più informazione, non c'è più un Parlamento che funzioni, non ci sono più gli organi di controllo. In una situazione di questo genere dobbiamo trovare la forza e l'umiltà di accettare il nostro vicino di banco, anche se qualche volta non ci convince, perché solo insieme possiamo mandare a casa il nemico della democrazia. Da quel momento in poi potremo occuparci, finalmente, del lavoro, dell'occupazione, della scuola pubblica, della sanità pubblica, della difesa del territorio. Si, poiché sono questi i temi di una nuova alleanza che voi ci chiedete, che questo popolo ci chiede e che noi dell'Italia dei Valori vogliamo portare avanti. Con un avvertenza però: sin dall'inizio, dalla manifestazione di Piazza Navona, avevamo segnalato che il governo Berlusconi era un pericolo pubblico mentre tutti i partiti presenti oggi in piazza ci ritenevano eversivi e antidemocratici. Oggi posso dire con orgoglio che siamo finalmente tutti insieme, in questa piazza, e ciò vuol dire che l'Italia dei Valori aveva visto giusto, ciò vuol dire che sarò anche un pò contadino ma ho avuto il cervello più fino di tanti pensatori della domenica.
Dobbiamo essere uniti e, soprattutto, distinguere chi fa opposizione di circostanza da chi fa un'opposizione per un' alternativa vera.
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12 Marzo 2010
Minzolini e Innocenzi: indegni
Oggi “Il Fatto Quotidiano” rivela l’esistenza di sconcertanti intercettazioni che coinvolgono direttamente due dei massimi rappresentanti dell’informazione pubblica: il direttore del Tg 1, Augusto Minzolini, e il commissario dell’autorità per le Comunicazioni, Agcom, Giancarlo Innocenzi (ex deputato del Pdl). E’ bene precisare, da subito, che l’Agcom è, o meglio dovrebbe essere, il massimo organo di garanzia della pluralità e della trasparenza dell’informazione, specie quella pubblica della Rai, visto che è pagata direttamente e profumatamente dai cittadini italiani attraverso il canone.
Se le anticipazioni della delicata inchiesta giudiziaria in corso risulteranno vere e verranno riscontrate, avremo la prova documentale delle modalità con cui Berlusconi e la sua maggioranza parlamentare hanno invaso i canali di informazione della Rai ed hanno tentato di zittire quelle poche voci libere che ancora riescono a farsi sentire. Il riferimento è soprattutto ad AnnoZero, Report e Ballarò. E, quindi, avremo la riprova che ci troviamo di fronte ad un regime di tipo fascista che zittisce le voci del dissenso ed amplifica quelle del consenso mediatico a proprio favore con versioni false ed artificiose.
La storia è davvero squallida: si parla di un intreccio di rapporti personali e diretti fra il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il commissario Innocenzi per far chiudere dall’Agcom Anno Zero, in quanto Berlusconi non gradiva che in quella trasmissione gli italiani fossero informati sui suoi rapporti con personaggi legati alla criminalità mafiosa, Innocenzi si sarebbe attivato in tal senso. A sua volta, il direttore del Tg 1, Augusto Minzolini, avrebbe garantito a Berlusconi, su sollecitazione di quest’ultimo, editoriali per screditare il pentito di mafia che tirava in ballo Berlusconi (Spatuzza) e che avrebbe sparlato di alcuni magistrati che stavano svolgendo quell’indagine.
L’Italia dei Valori ha già depositato, il 9 marzo, un esposto alla Procura della Corte dei Continei confronti dei consiglieri di amministrazione di maggioranza della Rai e del direttore generale per danno erariale dovuto al crollo di share conseguente alla soppressione dei talk show. Non solo, sull’argomento l’Italia dei Valori ha anche depositato un’interrogazione a risposta scritta rivolta al Ministro dello Sviluppo economico.
Dopo i numeri dell’Agcom e le intercettazioni emerse tra Presidente del Consiglio, gli organi di controllo e i dirigenti del servizio pubblico, abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare a risposta immediata con la quale abbiamo chiesto al Presidente del Consiglio di venire subito a riferire in Aula su quanto ha combinato e, soprattutto, abbiamo chiesto le dimissioni sia del commissario Innocenzi sia del direttore del Tg 1, Augusto Minzolini. Sono dimissioni doverose, a prescindere dal risultato delle indagini della magistratura. Infatti anche se i fatti raccontati non avessero valenza penale rimarrebbero comunque una grave scorrettezza istituzionale, commessa da parte di due personaggi che rivestono ruoli pubblici e che sono tenuti: il primo, Minzolini, ad informare correttamente l’opinione pubblica per legge; il secondo, Innocenzi, a vigilare che il pluralismo e la correttezza dell’informazione vengano garantite.
Invece costoro hanno tradito il loro ruolo e svenduto la loro funzione. Per questo non sono degni di rimanere un minuto in più nell’incarico che attualmente ricoprono.
Domani, in piazza del Popolo, informeremo adeguatamente i cittadini anche di quest’altra grave menomazione alla nostra democrazia e inizieremo una raccolta di firme per chiedere che, al più presto, vengano revocati gli incarichi a Innocenzi e Minzolini.
Ci auguriamo anche che, questa volta, gli italiani non mettano la testa sotto la sabbia dell’informazione prezzolata, propinata da Berlusconi, e mandino a casa anche i mandanti e gli artefici di questo assassinio della democrazia: il signor Silvio Berlusconi e la sua banda.
Invito, quindi, tutti i cittadini a partecipare alla manifestazione che si svolgerà domani, sabato 13 marzo, a Roma, alle ore 14,00, in piazza del Popolo.
Per chi non potesse scendere in piazza, trasmetteremo l'evento in diretta streaming dal mio blog www.antoniodipietro.it e dal sito www.italiadeivalori.it. I cittadini potranno interagire tra loro attraverso un’area dedicata alla manifestazione, mediante le piattaforme di Twitter. L’evento potrà essere seguito anche sul canale satellitare Sky 910 dalle 14,30.
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